Conferme e sorprese: le statistiche WTA 2017

Chi serve meglio? Chi commette più doppi falli? Chi deve migliorare in risposta? Chi guadagna di più? Da Venus Williams a Jelena Ostapenko, da Johanna Konta a Sara Errani, un po' di numeri sulla stagione appena conclusa

Conferme e sorprese: le statistiche WTA 2017
Karolina e Kristyna Pliskova

Per le giocatrici di vertice sono terminati gli impegni del 2017. In questo periodo si disputano ancora alcuni tornei di livello inferiore (oltre agli ITF, i 125K), ma le prime del mondo hanno ormai concluso definitamente la stagione con i due Masters (Singapore e Zhuhai) e la finale di Fed Cup. È arrivato il momento dei bilanci di fine anno: ecco un primo articolo che presenta alcune statistiche WTA, ma ci sarà più avanti una seconda parte relativa alle top ten. In generale, se siete interessati ad avere un po’ di numeri relativi al 2017, potete trovarli nel sito della WTA. Qui propongo alcune rielaborazioni che mi sembrano interessanti; sia in forma di confronto con le stagioni passate, sia attraverso indici ricavati incrociando le informazioni.

1. Servizio: ace e doppi falli
Si confermano al vertice le gemelle Pliskova, con l’inserimento di Julia Goerges (a conferma del suo ritorno ad alti livelli), mentre esce dalla classifica Serena Williams, per la quale le sole partite del mese di gennaio evidentemente non possono essere sufficienti. Segnalo che nei primi sei posti ci sono tre ceche e due francesi. Mi sorprende abbastanza l’ottavo posto di Kiki Bertens, che consideravo una tennista dotata di una solida battuta, ma non così incisiva:

 

Questo il dato fornito dalla WTA. Personalmente non apprezzo molto questo modo di considerare gli ace, a mio avviso troppo grezzo: una semplice somma, eccessivamente influenzata dal numero di partite disputate. Per cercare di arrivare a una valutazione più attendibile, mi sembra meglio calcolare la media degli ace per ogni match disputato. In questo modo alcune posizioni vengono ridimensionate, altre valorizzate. Ad esempio Wozniacki passa da decima a 58ma, mentre al vertice troviamo nomi forse meno noti, ma anche più in linea con le loro specifiche qualità tecniche. Comanda Naomi Broady, giocatrice che forse non sarà la più forte nello scambio da fondo (il suo rovescio a una mano ha problemi di solidità), ma che dall’alto del suo 1,89 possiede una prima di servizio che si fa davvero rispettare. Ecco le prime 20 posizioni (tabella a sinistra):

A destra la classifica calcolata allo stesso modo per i doppi falli (media dei doppi falli compiuti per match). Non è una novità la presenza ai piani alti di Dodin, Giorgi e Lucic-Baroni, ma forse il dato più significativo è il quinto posto di Ostapenko, a indicare un aspetto del suo tennis nel quale la campionessa del Roland Garros ha margini di miglioramento, visto che Jelena sulla seconda non prende gli stessi rischi delle prime giocatrici in graduatoria.

Informazione di metodo: per preparare le due tabelle ho considerato solo le tenniste che nel 2017 hanno disputato almeno 10 match a livello WTA e con un ranking entro le prime 200 del mondo. Unica, parziale, eccezione Serena Williams: compare (senza posizione) nella tabella sinistra pur avendo disputato appena 9 partite, di cui 7 nello Slam vinto in Australia.

2. Percentuale di punti vinti con la prima di servizio
Questa statistica negli anni scorsi era il regno di Serena Williams, che in effetti anche nel 2017 era partita bene: nelle 9 partite della stagione la sua percentuale di punti vinti con la prima è stata pari al 79,1%. Ma in questo caso la WTA non la considera dato l’esiguo numero di match. Si confermano ai vertici Vandeweghe e Pliskova, mentre sale al primo posto Kvitova; ho l’impressione che mai come quest’anno Petra abbia deciso di rischiare sul servizio e sulle combinazioni rapide per evitare di far emergere i suoi deficit fisici, conseguenza anche di una preparazione penalizzata dalle disavventure vissute. Segnalo anche la presenza di Ashleigh Barty che, pur non essendo altissima, serve bene e dispone di un uno-due (servizio-dritto) che nell’impostazione ricorda il tennis maschile:

3. Percentuale di punti vinti con la seconda
Qui Johanna Konta conferma la leadership già conquistata del 2016, rimanendo in cima a una delle statistiche cruciali nel tennis. Solidità alla battuta unita alla capacità di vincere anche palleggi prolungati, fanno di Johanna una tennista equilibrata e solida, anche quando non le entra la prima di servizio. Solo lei e Caroline Garcia nel 2017 sono riuscite a superare la soglia del 50% di punti vinti con la seconda, quota di assoluta eccellenza per gli standard femminili:

Ritroviamo Vandeweghe e Barty che erano tra le prime anche nella graduatoria precedente, a dimostrazione di una solidità a tutto tondo in battuta, seconda di servizio inclusa. Questi indici di Ashleigh e CoCo già così positivi nei game di battuta indicano a mio avviso che per migliorare ulteriormente il loro rendimento dovrebbero cercare di crescere soprattutto nella fase dei game di risposta (classifica successiva). Ricordo infatti che, facendo riferimento solo alle prime 100 del ranking, Barty in risposta è 58ma, Konta 61ma e Vandeweghe addirittura 91ma.

a pagina 2: i rendimenti in risposta e le classifiche per nazioni e per guadagni

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