Coppa Davis: Francia col brivido. Ora “La Decima” è più vicina

LILLE - Bemelmans e De Loore servono per andare due set a uno ma si sciolgono nel momento decisivo. Gasquet/Herbert portano la Francia a un passo dall'insalatiera

Coppa Davis: Francia col brivido. Ora “La Decima” è più vicina
Pierre-Hugues Herbert e Richard Gasquet - Finale Coppa Davis 2017 (foto Roberto

Finale Coppa Davis 2017 (dal nostro inviato a Lille)

Francia-Belgio 2-1 (Stade Pierre Mauroy, Francia, cemento indoor)

 

R. Gasquet/P.H. Herbert (FRA) b. R. Bemelmans/J. De Loore (BEL) 6-1 3-6 7-6(2) 6-4

La Francia vince il doppio al termine di una partita non bella, ma per lunghi tratti emozionante, grazie all’importanza della posta in palio e alla magia che una decadente ma sempre affascinante Coppa Davis sa offrire. In teoria sul campo vi era un solo ottimo giocatore in campo, Gasquet, coadiuvato da un ottimo specialista come Herbert: dall’altra parte della rete vi era una coppia di giocatori mai capaci sinora in carriera di ottenere risultati apprezzabili, tantomeno nel doppio (se si esclude un solo titolo conquistato nella specialità da Bemelmans a Los Angeles nel 2012). Non doveva esserci, insomma, né equilibrio, né spettacolo: invece, per buona parte delle oltre tre ore di gioco, non è stato il solo pubblico” interessato” dello Stade Pierre Mauroy a divertirsi. La partita è cambiata sul 5-4 e servizio per il Belgio nel terzo set: una volta smarrito il servizio, Bemelmans, il peggiore in campo, è sceso ancora più di livello, lasciando a De Loore l’improbo compito di far fronte a una coppia decisamente migliore per esperienza e talento. Insomma, ha avuto ragione Noah nello scegliere la composizione del doppio: ora guadagna i favori del pronostico domani, quando sembra difficile che la Francia possa perdere entrambi i singolari. Tsonga, apparso in gran forma ieri, sembra in gran forma, ma anche qualora perdesse, è difficile che anche Pouille deluda.

Un doppio nel quale i capitani hanno entrambi deciso di lasciar riposare i loro rispettivi numeri 1, Tsonga e Goffin, ambedue annunciati da molti rumors in campo, sino agli ultimi istanti prima degli annunci ufficiali della composizione dei doppi, e invece fatti riposare in vista del singolare che aprirà il programma di domani, match che ora vedrà Goffin giocare con la gravosa responsabilità di non poter fallire di fronte a uno Tsonga entusiasta, che non avrà nulla da perdere. Van Herck ha optato invece per una coppia che aveva esordito in nazionale nel 2016 sconfiggendo il doppio brasiliano e già utilizzata due volte quest’anno in Davis: con successo a Francoforte, quando batterono i fratelli Zverev, senza fortuna nei quarti di Charleroi, dove furono sconfitti al tie-break del quinto dai nostri Bolelli e Seppi. Herbert non ha sentito l’emozione dell’esordio in finale di Davis, affrontato senza il fidato compagno Mahut, col quale aveva giocato tutti e 4 i doppi precedenti in Davis (vincendone 3 su 4) e si è appoggiato sull’esperienza in questo tipo di partite di Gasquet, convocato in nazionale sin dal 2005. Il 31enne bretone, attualmente senza classifica nel doppio (quest’anno ha giocato solo due tornei) aveva già giocato 5 volte (vincendo in 3 circostanze) il doppio con la maglia dei Blues. A questi livelli si era già disimpegnato nella finale Davis del 2014, nella quale perse da Federer e Wawrinka venendo schierato in doppio con Benneteau, in coppia col quale aveva vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012.

Parte malissimo la coppia belga: l’emozione si fa subito sentire nel secondo gioco dell’incontro e tira un brutto scherzo a De Loore, il quale, alla sua prima finale Davis (Bemelmans aveva giocato il singolare perso contro Murray nella finale di Ghent 2015), subito perde la battuta. Il compagno mancino, specialista della squadra, per la quale aveva giocato già 14 doppi (e vincendone la metà), purtroppo per i belgi, non è però da meno del suo compagno e parte anche lui a rilento, cedendo il servizio: in 17 minuti la Francia è già avanti 5-0 con un parziale di 21 punti a 8. I francesi avrebbero anche due palle per il 6-0, ma non riescono a convertirle, rimandando la conquista del primo set al gioco successivo, nel quale, con Gasquet al servizio, un passante di rovescio sballato da De Loore, ha dato dopo 28 minuti il parziale ai transalpini.

Il secondo parziale vede finalmente entrare in partita i belgi, molto meno impacciati di quanto fossero apparsi nel primo: la coppia francese, magari inconsciamente rilassatasi dopo il dominio della prima mezzora di partita, sconta amaramente questo esiziale errore, a seguito del quale commette diversi errori banali. Il tifo belga, praticamente assente durante il primo set, può iniziare a scatenarsi e tornare rumoroso come nella prima giornata: Bemelmans e De Loore si producono in colpi spettacolari e cambiano l’inerzia della partita. Il primo a calare dei transalpini è Herbert, che nel quarto gioco perde la battuta: quando Bemelmans nel gioco successivo perde la battuta, sembra essere stato un semplice incidente di percorso, ma nel sesto game i francesi vengono nuovamente breakkati e questa volta è Gasquet, sino ad allora quasi impeccabile, a ingolfarsi anch’egli, inciampando in un pesantissimo doppio fallo sulla palla break. I belgi nel secondo parziale, ad eccezione del break subito nel quinto gioco, sono però conservano facilmente i loro turni di battuta, senza dover nemmeno ricorrere ai vantaggi: dopo 73 minuti di gioco, si è già un set pari.

I francesi a loro volta vivono un momento difficile, sembrano disorientati dal repentino cambio di rendimento degli avversari e commettono diversi errori forzati: nel primo gioco del terzo, con Herbert al servizio, i transalpini annullano due palle break consecutive, per evitare che gli avversari prendano il largo. Dopo il terzo gioco, nel cambio campo interviene platealmente per la prima volta Noah, che si rivolge al pubblico di casa, ormai ammutolito, per incitarlo a tornare a sostenere i propri tennisti: neanche Yannick riesce però a fare molto e quando Herbert nel quinto game è al servizio, di nuovo la Francia è sul 15-40: ci pensa a togliere le castagne dal fuoco, lo stesso ex numero 2 del doppio e vincitore di due Majors (US Open 2015 e Wimbledon 2016), annullandole addirittura con due ace consecutivi, che tengono in vita nel set i Blues. I prodromi del break belga sono però ben evidenti e bisogna solo attendere che vada a servire Gasquet, sempre più mesto nel suo body language. L’ex 7 del mondo in singolare perde il servizio sulla terza delle tre palle break consecutive concesse e, in quel momento del match, Lille sembra davvero una città fiamminga del Belgio: nello Stade Pierre Mauroy si sentono solo i tantissimi tifosi in maglia rossa, chiassosi e festanti. Si arriva senza ulteriori sussulti al 5-4 Belgio, con Bemelmans al servizio: il mancino belga, che gioca questo doppio nella parte destra del campo, sente la pressione dell’importante momento e commette un paio di errori. Questi sbagli portano alla palla break che Bemelmans, con una goffa volée di rovescio sparata fuori, fa convertire ai francesi, portandoli sul 5 pari. In pochi minuti, si ribalta tutto e “Allez France” rimbomba nel sempre più freddo Stade Pierre Mauroy: a Lille la temperatura è di 7 gradi e dentro l’impianto, da quello dei quattro lati separati dall’esterno con enormi tendoni, entrano senza veri ostacoli le gelide arie del fine autunno nord europeo. La maggioranza degli spettatori si copre con giacconi e sciarpe per ripararsi dal freddo, al quale forse è abituato, perché si lascia trasportare emotivamente da quanto accade sul campo di tennis. L’Arena, infatti, nonostante questo disagio, mostra un magnifico colpo d’occhio, è ancora più piena di ieri e il pubblico ormai si diverte a tifare, conquistato dall’equilibrio del match. Il tie-break è il giusto epilogo di un set emozionante e ricco di colpi di scena: la solidità e la ritrovata fiducia dei francesi, assieme al nettissimo calo di Bemelmans, che si produce in una serie di errori -come il dritto affossato in rete che, dopo 2 ore e 17 minuti- porta, grazie a un gioco decisivo dominato, la Francia sui 2 set a 1.  Può dunque partire la Marsigliese, cantata con passione da tutto il pubblico di casa, rincuorato dal trovarsi avanti nel punteggio dopo il grande rischio corso.

I primi cinque giochi del quarto parziale scorrono via senza problemi per chi va a servire, ma, il sesto game, con al servizio Herbert, vede, a causa di un doppio fallo del transalpino sul 15-30, due palle break per il Belgio: sulla prima è bravo ad annullarla l’usuale compagno di doppio di Mahut con un dritto lungolinea, sulla seconda, ci pensa Bemelmans a mandare in rete un rovescio. Una volta scampato il pericolo, il pubblico francese, sul 3 pari, capisce che è il momento di provare l’allungo decisivo. A servire deve andare il mancino belga e sui mega schermi dell’impianto compare la scritta “Faites du Buit” (che si può tradurre non letteralmente con un fate casino) e la folla transalpina non si fa pregare, mandando in confusione il doppio belga, che si trova sullo 0-40. Le prime due palle break sono annullate, sulla terza, però, Bemelmans affonda in rete lo smash sul pallonetto di Herbert: è il break che fa partire il tripudio al Mauroy. La partita è ormai saldamente in mano del doppio di casa e, quando Herbert va sul 5-4 a servire per il match, non trema la mano transalpina che conserva a 0 l’ultimo turno di battuta, portando a casa, dopo 3 ore e 3 minuti di emozionante battaglia, il pesantissimo punto del doppio alla squadra capitanata da Noah.


Cosa è successo nella prima giornata:

Tutto quello che c’è da sapere sulla finale di Coppa Davis 2017

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