Gasquet: “Moschettieri? Grottesco”. Noah non assicura sul suo futuro

LILLE - Champagne a fiumi nella conferenza francese, delusioni e sguardi bassi tra i belgi. Darcis: "Ho preso due batoste, mi dispiace per i miei compagni"

Gasquet: “Moschettieri? Grottesco”. Noah non assicura sul suo futuro
Richard Gasquet - Finale Coppa Davis 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

dal nostro inviato a Lille

FESTA FRANCIA

 

Lo champagne scorre a fiumi, il ritardo è giustificabile. La Francia arriva in sala stampa al gran completo a prendersi l’applauso dei giornalisti di casa. Yannick Noah sorride, è un po’ brillo, poi le lacrime gli bagnano gli occhi e abbassa la visiera del cappellino. Lo spazio per l’analisi tecnica è ridotto all’osso. “Io non sono un mago – esordisce –, la vittoria è dei giocatori. Abbiamo conquistato questa Davis anche grazie a qualche episodio fortunato, specie nel doppio. Sono un uomo fortunato ad avere a che fare con questi ragazzi. È grazie a loro che anche mio figlio di 14 anni mi ha visto vincere la Davis, era troppo piccolo nelle altre due occasioni”. Ed è proprio alla squadra che il condottiero, amatissimo in Francia, affida il suo futuro: “Ci riuniremo con i ragazzi per parlare di noi, saranno loro a farmi capire se sarà il caso di continuare da capitano”.

Lucas Pouille, man of the match, dà l’idea di essere uno di quelli che non ha messo il freno ai festeggiamenti. “Ero molto tranquillo quando sono sceso in campo – racconta -, pur sapendo di giocare per tutta la Francia. Ho vinto con una buona prova sul piano tecnico, ma sempre rispettando tantissimo Darcis che è un giocatore esperto, abilissimo in Davis”. Interviene Gasquet, che approfitta del clima ilare per dire la sua sull’appellativo dai contorni ‘epici’ utilizzato dalla stampa francese: “Non abbiamo mai chiesto o preteso che ci chiamassero ‘I Moschettieri’!. È una cosa di cui sentiamo parlare già da dieci anni e la troviamo alquanto grottesca; ma ne prendiamo atto. Siamo felicissimi di aver vinto questa gara, è davvero una favola. Siamo tutti grandissimi amici. Durante la stagione molti giocatori hanno preso parte al torneo e oggi aver vinto è semplicemente fantastico. Inseguivamo questa vittoria da tanti anni. Correre in campo da Lucas in lacrime è stato un momento magico di cui ci ricorderemo per sempre”.

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DELUSIONE BELGIO

Il capitano belga Johan Van Herck ha invece la voce rotta, senza nascondere la delusione. “Siamo uomini di sport – le sue parole –, ai più alti livelli vogliamo sempre vincere. Non è accaduto e dobbiamo rispettare il risultato. Ma adesso è dura”. Una maledizione quella che sta vivendo il Belgio, alla seconda finale persa negli ultimi tre anni. Qualche rimpianto potrebbe esserci, per non aver schierato in doppio la versione stellare di Goffin. Ma il capitano dei Diables Rouges non vuole guardare indietro: “Rifarei tutte le scelte, non è stato quello il problema. Ma forse sono anche poco lucido ora per analizzare cosa non ha funzionato al meglio in questi tre giorni. Sono orgoglioso dei miei ragazzi, insieme a loro riusciremo quanto prima a portare la Davis in Belgio. È il nostro più grande desiderio”.

David Goffin invece era stato profetico, suo malgrado. Dopo il successo su Tsonga si era lasciato andare a uno “spero serva a qualcosa”. Non è servito. La stella del Belgio vuole però tranquillizzare i suoi connazionali: quest’altra delusione non interromperà il suo cammino in maglia rossa, nonostante il 2018 dovrà essere per lui l’anno della consacrazione da top player nel circuito. “Siamo una squadra molto unita – le sue parole –, siamo orgogliosi di essere arrivati fin qui e non c’è alcuna voglia di mollare. Nella prossima edizione giocheremo il primo turno in casa e io conto di esserci”. Steve Darcis, che alla prova del nove in finale ha perso nettamente i suoi due singolari, non cerca attenuanti per la condizione fisica imperfetta. “Il gomito sta bene. Ho affrontato due avversari (Tsonga e Pouille, ndt) che mi hanno surclassato. Lucas ha gestito la partita meglio di me. Ovviamente sono deluso per la mia prestazione, non ho giocato bene, purtroppo succede. Mi sono allenato bene negli ultimi quindici giorni e aveva buone sensazioni, ma ho preso due batoste contro due giocatori molto più forti di me. Mi dispiace molto per i compagni”.

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