Sasha Bajin, l’uomo in più per Naomi Osaka

"Sasha Bajin non è più sul mercato", scrive WTA.com. Lo sparring partner e assistant-coach più invidiato del circuito, dopo la separazione con Caroline Wozniacki, lavorerà con la ventenne Osaka

Sasha Bajin, l’uomo in più per Naomi Osaka

L’inverno, da queste parti, un po’ somiglia al calciomercato. Ci si lascia e ci si prende senza rancori, almeno apparentemente, e si approfitta dei 280 caratteri per cinguettare la separazione, augurando il meglio a chi ci si lascia alle spalle. Sono molte le tenniste che si affacciano al 2018 senza una guida tecnica: chi per scelta, come Kiki Mladenovic, che si fa seguire dalla madre Dzenita, ex pallavolista; chi, forse, per un eccesso di prudenza, come Johanna Konta, avvicinata dal Daily Mail all’ex coach di Maria Sharapova, Micheal Joyce, reduce da una breve parentesi con Vika Azarenka interrotta a causa degli arcinoti problemi di lei con l’affidamento del figlio.

Tuttavia la novità forse più interessante di questo dicembre scevro di tennis non riguarda l’innesto di un nuovo coach. Sasha Bajin, ex sparring partner di Serena Williams, Vika Azarenka e Caroline Wozniacki, ha comunicato attraverso i suoi canali social di aver iniziato una nuova collaborazione: lavorerà nel 2018 con Naomi Osaka, vent’anni lo scorso ottobre e numero 68 del mondo. Bajin, che può vantare una discreta notorietà anche tra i non addetti ai lavori, aveva solleticato nei giorni scorsi la curiosità dei suoi follower, annunciando novità imminenti. L’annuncio è arrivato martedì, con una foto che ritrae Osaka al servizio e una caption: Ecco la novità ragazzi. Mi dispiace avervi fatto attendere così a lungo”.

 

Di lui non si fa altro che parlare un gran bene. I ben informati raccontano che sia stato Bajin a convincere Serena ad abbandonare il budello naturale per un ibrido che le garantiva un maggiore controllo negli scambi. Caroline Wozniacki, con la quale ha da poco concluso una breve, ma fertile esperienza di dieci mesi culminata nella vittoria del Masters di Singapore, lo ha definito più che un semplice hitting-partner: “Lui guarda molte partite, esamina e si ferma sempre a chiacchierare prima e dopo gli allenamenti, parlando di ciò che si potrebbe migliorare. Dà sempre buoni consigli. Direi che è più di un palleggiatore, lo definirei un assistant-coach”.

August 29, 2017 – Naomi Osaka in action against Angelique Kerber at the 2017 US Open.

Per Bajin, Osaka sarà una sorta di ritorno al futuro. Tornerà a lavorare con una giocatrice aggressiva, che non gioca di rimessa, ma ama condurre lo scambio. Naomi, allenata da David Taylor, storico coach di Samantha Stosur, ha chiuso in crescendo una stagione dalla quale ci si aspettava forse qualcosa in più: 68 nel ranking WTA, è tra le poche giocatrici che abitano stabilmente la top 100 a non aver ancora sollevato un trofeo. A New York, nel corso di un’esilarante conferenza stampa a margine del successo sulla ex numero uno e campionessa in carica Angelique Kerber, ad Osaka è stato chiesto cosa si prova a vedere le sue coetanee vincere uno Slam (come Ostapenko a Parigi). Lei, aggrovigliando i discorsi, come spesso le accade, ha provato a spiegare che la cosa non la disturba affatto, anzi, è solo un’altra ragione per migliorarsi.

Lo scorso anno il suo obiettivo dichiarato era raggiungere un quarto di finale Slam, ma le cose sono andate diversamente. Il potenziale non le manca e le affinità con il suo idolo Serena Williams non sono poche: da fondocampo può spingere senza problemi con entrambi i fondamentali. Col dritto è in grado di generare colpi che paralizzano le avversarie e come ha spiegato molto bene AGF nel suo articolo, il rovescio è migliorato moltissimo, diventando un’arma quasi pari al dritto. Al servizio è già tra le migliori in termini di rendimento con la prima, ma ha ancora molto da lavorare sulla seconda, che in giornata no la rende inoffensiva. Ma il vero limite di Osaka sembra essere l’aspetto psicologico: Naomi ha più volte ammesso di essere sempre molto negativa e ciò la rende trasparente alle sue avversarie, comunicando insicurezze. È qui che Bajin potrà lavorare, per plasmare una futura campionessa slam. “The sky’s the limit”, ha detto di lei David Taylor. Ci sarà da lavorare, ma con Big Sasha tutto diventa “un po’ più possibile”.

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