Il 2017 di Novak Djokovic: niente è più come prima

Dopo un lustro al top del tennis mondiale, quest'anno niente è andato bene per l'ex n.1 del mondo, che ora cerca di ripartire

Il 2017 di Novak Djokovic: niente è più come prima
Novak Djokovic - Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

ILLUSIONE E DELUSIONE TRA DOHA E MELBOURNE

La difficile stagione 2017 di Djokovic inizia in realtà nel miglior modo possibile: a Doha seppur non esprimendo un tennis eccezionale, arriva in finale dove trova tanto per cambiare Andy Murray: Nole si impone in 3 set ma la rivalità che aveva segnato il 2016 vivrà solo questo episodio nell’anno nuovo, nella prima settimana dell’anno. All’Australian Open, il suo feudo, Djokovic subisce la sconfitta più dolorosa dell’anno: al secondo turno si arrende dopo quasi 5 ore a Denis Istomin, giocatore che aveva sempre battuto nei precedenti confronti diretti

 

LA CRISI PROSEGUE, RIVOLUZIONE NEL TEAM

Dopo risultati deludenti sul cemento americano tra Acapulco, Indian Wells e un forfait a Miami, anche a Montecarlo Nole si ferma ai quarti battuto da David Goffin dopo che aveva già rischiato grosso nei due match precedenti. Si tratta del preludio alla rivoluzione del suo team che si concretizza prima del torneo di Madrid a maggio: via il suo storico coach Marian Vajda, il preparatore atletico Gebhard Phil Gritsch e il fisioterapista Miljan Amanovic. Nella capitale spagnola viene battuto nettamente da Rafael Nadal contro il quale avevo vinto i 7 match precendenti per un totale di 15 set a zero. Il segno che ormai il campione serbo è ormai l’ombra di sé stesso.

LA SCINTILLA DEL FORO ITALICO

La reazione d’orgoglio di Nole arriva agli Internazionali d’Italia dove gioca il miglior torneo della sua stagione da un punto di vista qualitativo: supera Bautista Agut, del Potro e poi umilia letteralmente Dominic Thiem in semifinale lasciandogli un solo game. Arriva però ancora una volta scarico mentalmente alla finale persa in due set contro il miglior giovane del circuito: Alexander Zverev che conquista il primo titolo Masters 1000 della carriera.

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NUOVO COACH, NUOVO SPONSOR, VECCHIO GURU

Prima del Roland Garros un’altra serie di grandi cambiamenti per il campione serbo: l’arrivo in panchina di Andre Agassi come consulente di lusso e il cambio di sponsor da Uniqlo a Lacoste per l’abbigliamento. Tutto questo non porterà però fortuna a Parigi: al Roland Garros si spinge fino ai quarti di finale ma stavolta Thiem si prende la rivincita chiudendo per 3 set a 0 in un match lottato solo nel primo. Nonostante tutti questi cambiamenti diventa sembra più ingombrante anche a livello mediatico la figura di Pepe Imaz, il suo storico guru spirituale che sembra aver fatto breccia nella mente di Nole.

ULTIMI SCAMBI SULL’ERBA

Dopo la sconfitta di Parigi, Djokovic decide di saltare le prime due settimane della stagione su erba per poi tornare in modo soft nel torneo ATP 250 di Eastbourne la settimana precedente a Wimbledon: qui conquista il secondo titolo ATP 250 dell’anno senza perdere un set. Sembra la marcia d’avvicinamento migliore per Wimbledon. Ma sui sacri prati dell’All-England Club si ferma di nuovo ai quarti di finale come a Parigi: stavolta si ritira contro Tomas Berdych dopo aver perso il primo set al tie-break, per un problema di lungo corso al gomito. Si tratta dell’ultimo match stagionale del serbo che non metterà più piede in campo

STAGIONE FINITA E DI NUOVO PADRE

Il 26 luglio Djokovic annuncia la conclusione prematura della sua stagione, come aveva fatto Roger Federer esattamente un anno prima. Al di là dei problemi fisici il giocatore serbo si è detto esausto per tutto quanto accaduto sia a livello tennistico che personale. Per quanto riguarda questo secondo aspetto arriva però a settembre la grande goia della nascita della sua secondogenita: Tara.

VERSO IL 2018: STEPANEK NUOVO COACH

Djokovic riprende gradualmente ad allenarsi per preparare il rientro del 2018: giocherà l’esibizione di Abu Dhabi e difenderà il titolo a Doha prima dell’Australian Open dopo aver chiuso il 2017 al N.12 del ranking mondiale. Il 30 novembre annuncia l’arrivo in panchina del neo-ritirato Radek Stepanek che lo seguirà quotidiniamente mentre Agassi ci sarà soltanto per i grandi appuntamenti.

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