Agassi: “Il GOAT? Conta poco. Però voto Nadal”

Andre: "Federer è unico, ma io voto Rafa. Queste nuove generazioni stanno raggiungendo limiti inesplorati, non so dove arriveranno"

Agassi: “Il GOAT? Conta poco. Però voto Nadal”
Andrè Agassi in un evento di esibizione con Federer e Nadal. Lui si professa democratico, ma intanto sta con Rafa...

Le ultime settimane di quest’anno sono state caratterizzate dall’ennesimo testa a testa tra Federer e Nadal e su chi avrebbe concluso l’anno in cima al ranking. Se a diventare numero 1 fosse stato lo svizzero un altro record sarebbe stato battuto: quello di tennista più anziano a ricoprire quella posizione. L’attuale detentore del record, quando gli è stata fatta notare la cosa, ha risposto così: “Non lo sapevo. Federer, Nadal, quei due hanno battuto così tanti record che diventa difficile paragonarsi a loro. A dire il vero ormai non penso più a queste cose. E ancora meno al mio record di anzianità”. Andre Agassi ha cercato poi di spiegare cosa ha permesso a Federer di essere così competitivo a 36 anni. “Semplicemente il fatto che lui sia unico. La sua grandezza, la sua precisione, la sua facilità. Gioca un tennis così differente rispetto agli altri. Ma non fraintendetemi: quando dico ‘facilità’ non significa che sia facile. Ma Federer crea questa impressione, quella di avere una soluzione a ogni problema. Con tutte queste opzioni, lui ha la possibilità di evitare l’intimidazione fisica che potrebbe essere esercitata da alcuni dei giocatori attuali. Lui ne è consapevole e gioca in maniera intelligente gestendo gli sforzi, e continuando a investire energie nell’apprendere nuove cose”.

Il kid di Las Vegas ha continuato l’intervista al giornale francese Le Matin parlando della nuova generazione. “È come quando hai dei bambini e, tornando da un lungo viaggio, quando li vedi dici ‘wow come siete cresciuti!’. Io non ho idea di come la nuova generazione si evolverà, ma vedo questi ragazzoni e posso constatare con stupore che si sono spinti ancora più in là. I loro corpi sono potenti, i loro movimenti rapidi, fisicamente sono prestanti. Quando guardo Kyrgios mi dico con sarcasmo: ‘Che shock!'”. Si congeda poi l’argomento con un’affermazione che denota la sua spiccata capacità di osservazione: “Il nostro sport sta conoscendo un’evoluzione fenomenale. I tennisti sono sempre più forti, muscolari e veloci. E Federer sempre più intelligente… Come si può emergere in mezzo ad una densità così elevata? Questa emulazione costante sta portando l’individuo verso limiti inesplorati”.

 

La rivalità tra Federer e Nadal spesso si sposta anche al di fuori dal campo e la prima cosa che si fa quando si dibatte sull’argomento è tirar fuori i numeri e le statistiche (come ad esempio quella di Slam vinti), ma Agassi non dà molta importanza alla cosa e spiega bene le sue ragioni. “Io ritengo che quando Sampras batté il record di titoli dello Slam, solo gli appassionati di tennis sapevano con esattezza quali giocatori erano stati superati. McEnroe, Connors, Laver, sono stati dei veri lottatori ma non si curavano minimamente di collezionare Slam. Oggi è diventato il criterio assoluto, il punto di riferimento. I media hanno creato questo parametro: la loro evoluzione verso delle informazioni più rapide e pratiche ha condotto alla creazione di una cultura fondata sui record da battere. Il cambiamento è avvenuto agli inizi degli anni ’90 ed è stato molto interessante… tutto a un tratto si sono messi a contare. Ma cosa significano queste cifre? Borg si è ritirato a 26 anni e non è mai andato in Australia perché troppo lontana. Per non parlare di me, io non ho alcun rapporto con questo argomento. Lendl si era fissato con Wimbledon. Connors dava tutto agli US Open. Ognuno aveva degli obiettivi molto personali. E inoltre Rod Laver ha avuto un lungo periodo di assenza. Perché cerchiamo di creare dei legami tra epoche così lontane?”. 

E l’interesse nel creare legami tra epoche lontane è proprio una delle cause maggiori di discussioni su chi sia il migliore di tutti i tempi (conosciuto anche come G.O.A.T., o per estes0 ‘greatest of all time’). L’intervistatore in questione ammette di essere svizzero e di conseguenza fare molta attenzione ai record; inevitabilmente ad Agassi viene posta la domanda – sottolineando il fatto che Federer ha vinto gli ultimi quattro scontri diretti – su chi valga di più tra Roger e Rafa. “Ma che importanza ha? La mia scelta sarebbe puramente arbitraria. Con delle argomentazioni in malafede, io potrei difendere una visione opposta alla vostra. Questo dibattito non ha alcun fondamento razionale, si riassume tutto con dei ‘ma se…’, ‘ma se…’, ‘ma se…’. Non è altro che un dibattito democratico. Se costretto, anche se affranto per gli 8 milioni di cittadini svizzeri, io voto per Nadal. Principalmente per la ragione che avete citato voi: un giocatore non può essere considerato il migliore di tutti se è stato battuto tutte quelle volte da un suo diretto avversario“. E in effetti come ragionamento non fa una piega. Ma questa è una storia vecchia come il mondo e forse, come sottolinea lo stesso Agassi, non ha poi così tanta importanza.

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