Il bicchiere mezzo pieno: pensieri oziosi di fine stagione

Tutto nel tennis, come nella vita, si può vedere in un verso o nell'altro: com'è stato il 2017 e come sarà il 2018?

Il bicchiere mezzo pieno: pensieri oziosi di fine stagione

Ted: Pensieri oziosi? E dove sta il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?
Bill: In effetti volevo chiamare l’articolo ‘Stagione esaltante o stagione deprimente?’

Ted: Appunto. Meglio. Avremmo avuto di che dibattere per poi giungere alla conclusione che dipende un po’ da come la si vede.
Bill: Possiamo sempre farlo, eh. Ad esempio: Per la prima volta da che esiste la classifica del computer i primi due giocatori del mondo della stagione precedente finiscono la stagione in corso fuori dai primi dieci.

 

Ted: Deprimente.
Bill: Esaltante. Ci sono stati un sacco di cambiamenti e saliscendi e risultati inaspettati.

Ted: Da parte di due vecchietti che quasi tutti davano per finiti. Deprimente.
Bill: Esaltante! Stiamo assistendo alle fasi finali di una rivalità come non ne vedremo più in vita nostra. E per la prima volta nell’era Open due uomini si sono spartiti equamente gli slam (due a testa). Io dico esaltante!

Ted: Deprimente. Sono i due più vincenti di sempre. Hanno già ogni genere di record. Ora sono anche amici che si spartiscono equamente il circuito. Io dico bleah! Ok, sono due campioni inarrivabili, ma tre slam su quattro quest’anno sono stati deludenti dal punto di vista dello spettacolo. Solo l’Australian Open è stato un torneo davvero memorabile. Gli altri tre, con vincitori scontati, e poche grandi partite (Nadal – Muller e Murray – Wawrinka sono le uniche che mi vengono in mente).
Bill: D’accordo ma non è che tutti gli slam possono essere super spettacolari. E bisogna dare atto a Nadal di aver raggiunto dei traguardi impossibili da pronosticare. Per la prima volta da che esiste la classifica del computer il n.1 di fine anno ha più di 30 anni. Esaltante. Solo 4 giocatori dal 1973 ad oggi hanno riconquistato il n.1 di fine anno dopo averlo perso (Lendl, Federer, Nadal e Djokovic). Solo uno ci è riuscito più di una volta: Nadal (3 volte). Lo dico? Esaltante. Vuoi un po’ di numeri su questi due straordinari campioni?

Ted: Veramente no. Ma qualcosa mi dice che me li darai lo stesso.
Bill: Federer ha chiuso al numero 1 per 5 stagioni. Nadal 4. Federer ha passato 302 settimane al numero 1. Nadal 156 (ad oggi, ma supererà per certo le 170 di John McEnroe). Federer ha chiuso al n.2 per 6 anni in carriera, Nadal 5. E Federer ha passato 178 settimane al numero 2 (finora), Nadal 272

Ted: Nadal ha passato quasi due anni più di Federer al secondo posto eppure lo svizzero ha chiuso una stagione in più da numero 2, curioso.
Bill: Alla fine quest’anno Federer è rimasto mille punti dietro a Nadal nella classifica di fine anno. Cosa ha fatto la differenza? Pouille al massimo faceva 500 punti di scarto. Non si può dar la colpa ad Haas (250 punti al massimo) e Donskoy (500 punti al massimo che avrebbero potuto compromettere Indian Wells). La scelta di giocare Montreal? Magari un poco. Murray che si ritira dall’US Open a tabellone fatto? Già di più. Il fatto inconfutabile ed esaltante è vedere Nadal e Federer ai primi due posti della classifica. L’ultima volta era stata nel 2010! Incredibile.

Ted: Incredibile dici? Che sia incredibile sono d’accordo. Ma cosa c’è di più deprimente? Niente ricambio. Il più forte dei rincalzi, Dimitrov, ha vinto un 1000 ed il masters. Negli slam quest’anno ha fatto una semifinale e nient’altro (nei rimanenti tre slam sconfitte con Carreno-Busta, Federer e Rublev, senza fare un set). Con i due vecchietti ci perde con regolarità svizzera. Ed ha 26 anni! Mica 20. Se non è deprimente questo.
Bill: Non sono d’accordo. Io sento aria di ricambio. Nella classifica della settimana prima dell’inizio del masters (le finals, chiamale come vuoi) ben 7 top ten su 10 erano al best ranking in carriera. Vorrà pur dire qualcosa?

Ted: Vuol dire che Murray, Djokovic e Wawrinka sono infortunati. Ecco cosa vuol dire.
Bill: Ed i ritorni di questi tre, più Nishikori e Raonic, renderanno l’inizio della prossima stagione davvero interessante.

Ted: Staremo a vedere. Non so se l’idea di un 2018 dominato da Djokovic e Murray sia più spaventosa di quel che è successo nel 2017.
Bill: E come se non bastasse anche per il tennis femminile è stato un anno pazzesco. Con le prime due del 2016 fuori dalla top ten di fine 2017! Come per gli uomini, anche tra le donne! Quattro donne diverse hanno vinto i quattro slam (è la tredicesima volta nell’era open, mi pare). E due di loro non sono tra le top 10. I colpi di scena non sono mancati davvero. Esaltante!

Ted: E per l’ottava volta la numero uno di fine anno non ha slam in bacheca durante la stagione (Davenport tre volte, Wozniacki due, una a testa Hingis, Jankovic e Halep). Deprimente.
Bill: Otto volte è successo ma solo tre giocatrici sono state numero uno a fine anno senza mai vincere uno slam in carriera. Halep, Wozniacki e Jankovic. Halep secondo me ci riuscirà. Caroline Wozniacki ha vinto almeno un titolo ogni anno negli ultimi 10 anni. Meglio di lei nell’era Open solo Serena Williams (11), Virgina Wade (12) Evonne Goolagong (12), Maria Sharapova (13), Steffi Graf (14), Chris Evert (18) e Martina Navratilova (21). Quindi non si può dire che sfiguri. Con il ritorno di Serena anche il 2018 femminile si preannuncia molto interessante.

Ted: A me il 2017 del tennis femminile fa pensare alla striscia di quattordicimila sconfitte consecutive di Mladenovic, che per poco non finisce comunque la stagione tra le prime dieci.
Bill: Sono dodici sconfitte consecutive. Però sei ingiusto. Il 2017 maschile non lo associ certo a nove sconfitte consecutive di Pablo Cuevas.

Ted: Cuevas mica è tra i primi dieci. E poi si è risollevato all’ultimo. Dopo 9 sconfitte consecutive post Roland Garros ha chiuso vincendo due partite a Parigi ed impensierendo Nadal. Quindi non mi tentare. Qualche altro commento sull’esaltante 2017?
Bill: Jack Sock! Anche lui era parso traballante in estate (5 sconfitte consecutive). E poi vince a Bercy e finisce l’anno tra i primi 10 in singolo. Nel 2015 ci era riuscito in doppio (numero 9 con Pospisil). L’ultimo giocatore capace di chiudere almeno un anno tra i top 10 sia in singolo che in doppio era stato Verdasco (numero 9 nel 2009 in singolo e numero 4 nel 2013 in doppio). Insomma, io mi sono divertito.

Ted: Anch’io a dire il vero mi sono divertito. Ma l’inizio dell’anno mi aveva illuso che sarebbe stata una stagione diversa, con più contendenti per i titoli importanti. E più i mesi passavano più mi sono trovato scontento. Ma lo sappiamo bene che è sempre la storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno.
Bill: Allora, i due grandi vecchi no. I record no. Gli slam no. C’è qualcosa di questo 2017 che salveresti?

Ted: Shapovalov! In Canada mi ha impressionato e per me è uno dei motivi per sperare in un futuro spettacolare. E poi… sono solo io che ogni volta che penso a Shapovalov nella testa uso la voce di Shaggy? Secondo me dovrebbe essere sempre annunciato con la voce di Shaggy che canta Mr. ShapovaLova.
Bill: Sei solo tu. Sono abbastanza certo.

Ted: Peccato. Occasione persa alla cerimonia di apertura delle NextGen Finals. Ah! Un’ultima cosa, questa davvero importante! Mi hai fatto pensare a Verdasco. Hai notato che assomiglia sempre più a Bronn di Game of Thrones?
Bill: Eh?

Ted: Bronn… Verdasco… separati alla nascita!
Bill: Sai che hai ragione?

Ted: Non so se sia una cosa buona per lui, però.
Bill: Dipende da come la vedi. È sempre un po’ la storia…

Ted: …del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. Ok. Ok. Mezzo pieno di cosa, poi?
Bill: Di champagne! Buone feste e possa il tuo 2018 essere mezzo pieno!
Ted: Buone feste ed un 2018 mezzo pieno anche a te!

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