I Signori della sala stampa: Reem Abulleil, la voce degli Emirati

Dall'Egitto a Dubai. Reem Abulleil è la firma più importante dello sport medio orientale e non solo. Addirittura Djokovic si mise a tifare con lei...

I Signori della sala stampa: Reem Abulleil, la voce degli Emirati

Reem Abulleil, egiziana, è manager e editore di Sport360.com, che ha sede a Dubai. Precedentemente, per la stessa testata, all’epoca un quotidiano cartaceo, aveva ricoperto il ruolo di capo redattrice. Ha collaborato con numerose agenzie e pubblicazioni come AFP, Racquet e il sito delle WTA Finals, oltre a svariati contributi in TV e radio con beIN Sports, BBC World Service, Dubai Eye 103.8 e altro. Da anni segue lo sport del nord Africa e del Medio Oriente, passando dal nuoto al tennis, dopo aver coperto anche avvenimenti politici e sociali.

L’INTERVISTA

 

Come hai cominciato a scrivere di tennis?
Ho cominciato quando ero ancora a Il Cairo. Il tennis è molto popolare in Egitto, cosa che forse non tutti sanno. Ci sono molti campi e molte persone che lo praticano. Ogni estate adoravo guardare il Roland Garros e Wimbledon sulla televisione pubblica. Mio padre giocava a tennis, quindi sono cresciuta amando questo sport. Nonostante ciò, sono finita a fare un lavoro completamente diverso. Ho poi iniziato a scrivere part-time per un sito web sportivo, occupandomi prevalentemente di tennis. Poi ho realizzato che il mio lavoro part-time mi piaceva più di quello a tempo pieno e sono andata a Madrid per conseguire un master in giornalismo sportivo. Successivamente sono andata a Parigi per collaborare con Eurosport e il programma Game, Set and Mats e da lì a Dubai dove lavoro con Sport360 ormai da sette anni.

Quanti tornei segui in media ogni anno?
Più o meno dieci, qualche volta quindici.

Il tuo quotidiano concede molto spazio a te e al tennis?
Fortunatamente è un sito che si occupa esclusivamente di sport quindi ho molto spazio, specialmente durante i grandi tornei o quando si gioca a Dubai e a Doha. Non ho mai avuto problemi da quel punto di vista. Ad esempio ricordo che durante gli Slam dovevo riempire ben otto pagine, mentre ora (a fine anno, ndt) abbiamo ridotto il numero di pagine e quindi è un po’ più semplice per me. Oltretutto ora stiamo prestando molta attenzione anche alla versione digitale, sulla quale escono mediamente quattro o cinque pezzi ogni giorno.

Quando non sei occupata a seguire il tennis, resti comunque in redazione o hai dei collaboratori che possono aiutarti?
Attualmente sono la responsabile di Sports360.com e di conseguenza devo coordinare tutti i nostri prodotti digitali. Quindi seguo molti altri sport oltre al tennis: calcio, nuoto, atletica…

Trovi che il tennis sia più facile da seguire per te?
Sicuramente, anche perché ho più familiarità con i giocatori, gli agenti e l’ambiente in generale. Un altro vantaggio del tennis è che tutti i giorni possiamo vedere i giocatori nelle conferenze stampa, cosa che negli altri sport è più rara.

Hai qualche aneddoto divertente da raccontare, magari legato a un’intervista?
Mi è capitato un episodio divertente con Djokovic a Doha una volta. Ho dovuto saltare la sua conferenza stampa perché avevo un’intervista one to one con Andy Murray alla stessa ora. Uscendo dalla sala interviste ho incontrato Nole che mi ha chiesto dove fossi stata. Io mi sono scusata e ho iniziato a correre, perché c’era un giocatore egiziano (Mohamed Safwat, ndt) che stava per qualificarsi per il tabellone principale. Lui mi ha chiesto dove stessi correndo e, quando gliel’ho spiegato, ha iniziato a correre accanto a me gridando “Forza Safwat, forza!”. È stato molto divertente anche perché non immaginavo che sapesse chi era Safwat, a malapena numero 200 del mondo.

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