I match dell’anno: l’iniziazione di Shapovalov, battuto Nadal

Ripercorriamo il 2017 attraverso le partite che hanno lasciato il segno. Agosto: all'Open del Canada nasce la stella di Denis Shapovalov che davanti al pubblico di casa batte il N.1 del seeding Rafael Nadal, ad appena diciotto anni

I match dell’anno: l’iniziazione di Shapovalov, battuto Nadal

Quando un ragazzo di diciotto anni,  batte il N.1 del seeding in un torneo Masters 1000 da wild-card siamo già di per sé di fronte a un’impresa più che notevole. Se a farlo è un talento cristallino come Denis Shapovalov che si toglie lo sfizio di battere Rafael Nadal tornato a livelli altissimi, allora siamo di fronte a un momento fondamentale della stagione e a una anteprima del futuro del tennis. Terzo turno dell’Open del Canada a Montreal, il giovane padrone di casa si impone in 2h46 dove mostra tutto lo scintillante bagaglio tecnico a sua disposizione. Diventerà il più giovane semifinalista della storia dei Masters 1000, battuto solamente dal poi vincitore del torneo Alexander Zverev.


IL PRE-PARTITA

 

Nadal arriva all’Open del Canada dopo quasi un mese di pausa dalla sconfitta subita contro Gilles Muller a Wimbledon. a Montreal è la prima testa di serie e ovviamente ha un bye al primo turno. Al secondo strapazza Borna Coric, che lo aveva battuto un anno prima a Cincinnati lasciandogli appena 3 giochi, un esordio che lascia pensare a un grande torneo per lo spagnolo. Shapovalov aveva giocato appena 4 match nel circuito maggiore nel 2017 (ma aveva vinto 3 tornei challenger) quando sfrutta la wild-card offerta dagli organizzatori: si capisce subito dall’esordio che per lui sarà un torneo speciale: annulla 4 match point al brasiliano Rogerio Dutra Silva prima di imporsi 6-4 al terzo set. Al secondo turno fa ancora meglio battendo in due set Juan Martin del Potro (che poi sarà semifinalista allo US Open). Un upset già grande che però sarà poca cosa rispetto a quello che gli riuscirà nel turno successivo…

LA PARTITA

[WC] D. Shapovalov b. [1] R. Nadal  3-6 6-4 7-6(4)

Nonostante la prematura sconfitta di un malconcio Raonic, giovedì sera il pubblico canadese ha avuto la possibilità di assistere ad un match-clou con un giocatore biancorosso impegnato contro uno dei primi della classe, che tra un paio di giorni sarebbe potuto diventare il primo della classe. Nadal-Shapovalov si è disputata in una serata perfetta, davanti al pubblico perfetto ed in un’atmosfera da grande evento. Ed è stato un grande evento fino alla fine, con una vittoria totalmente fuori pronostico dell’eroe di casa, che ha tenuto sulle spine e sulle tribune per quasi tre ore le migliaia di spettatori all’Uniprix Stadium e i milioni davanti al televisore.

Inizio a viso aperto di Shapovalov, che, consapevole di dover giocare vicino ai suoi limiti per tener testa al più titolato avversario, lascia andare il braccio e fa partire colpi sfavillanti, sia di diritto sia di rovescio. Già al quarto game, in un turno di servizio da 14 punti, si trova a dover annullare due palle break, ma giocando con coraggio riesce a rimanere in linea di galleggiamento. Gli “ooh” e gli “aah” si sprecano sulle tribune quando un paio di rovesci lungolinea sibilano per il campo lasciando Nadal ad almeno tre metri dalla palla, ma basta un minimo calo del giovane Denis che il parziale gira immediatamente: sul 3-4 Shapovalov manda fuori due diritti di pochi centimetri, commette un doppio fallo, e il parziale prende subito la strada del maiorchino.

Il canto “Denis, Denis” apre il secondo set, e Shapovalov risponde all’urlo della folla da vero gladiatore: con grande reattività mette sotto pressione Nadal già con la risposta alla sua prima di servizio, e battagliando da fondo campo si conquista il primo break dell’incontro per il 2-0, facendo andare in visibilio gli oltre 12.000 connazionali che assiepano l’Uniprix Stadium. Nadal non fa una piega, tiene alto il ritmo, ma Shapovalov è pervaso dal sacro fuoco del tennis e con grande carattere tiene i due successivi turni di battuta con grande autorità fino ad arrivare addirittura a procurarsi due opportunità del 5-1, entrambe giocate con grande attenzione da Nadal. E come nella più classica delle repliche del “contrappasso tennistico”, uno smash alle ortiche e due errori da fondocampo lo inguaiano sulla propria battuta e lo costringono a concedere il controbreak. Quando sul 4-4 Shapovalov va 0-30 sul proprio servizio qualcuno inizia a pensare di riguadagnare il parcheggio, ma il nativo di Redmond Hill in Ontario strappa la pagina del copione che tutti stiamo leggendo e non solo torna avanti sul 5-4, ma approfittando di due gratuiti di Nadal arriva al set point e conquista il parziale con una risposta un po’ fortunata di rovescio su cui lo spagnolo manca un facile diritto.

Un’ora e ventinove di gioco e il terzo set comincia con Shapovalov al servizio che continua a picchiare da fondo, spingendo Nadal ben oltre la scritta “Montreal 375”. Rafa quando riesce prova a spingere avvicinandosi alla linea di fondo, ma spesso e volentieri perde misura dei colpi. Il terzo game è uno di quelli spartiacque: 26 punti, 15 minuti, tre palle break avute da Nadal e non concretizzate. Lo vince Shapovalov, che dopo quasi due ore di lotta salta ancora come un grillo verso la sua sedia. Il quinto game è solo leggermente meno drammatico: altre due palle break per Nadal, e Shapovalov dice ancora di no. Poi si ritorna per un po’ alla regola del servizio: sul 4-4 il maiorchino ha una mini-chance sul 15-30, ma sbaglia tre risposte consecutive. Sono quasi le 23 e nessuno se n’è andato, sul centrale non c’è un posto libero, anche Wayne Gretzky (il più grande giocatore di hockey di tutti i tempi, un’autentica leggenda in Canada) è in piedi in tribuna ad incitare Shapovalov. La giusta conclusione del match è al tie-break decisivo, che inizia con un minibreak in favore di Nadal a causa di una volée di diritto fuori di un nonnulla da parte del canadese. Ma dal 3-0 Nadal si arriva a 3-3, con il secondo doppio fallo del match per lo spagnolo. E poi l’imprevedibile accade: dal 4-3 per Rafa, Shapovalov infila un ace, un diritto lungolinea vincente, si issa a match-point con un gratuito di Nadal in rete, e poi chiude il match dopo 2 ore e 46 minuti con un altro diritto che l’iberico vede passare.

PERCHÉ PROPRIO QUESTA?

La stagione estiva americana è stata funestata dagli infortuni di ogni tipo, quelli di lungo corso di Wawrinka, Djokovic e Murray e quelli in divenire di Raonic, Nishikori e in parte anche Roger Federer. Ebbene in una penuria di partite memorabili, la giovane stella canadese ha regalato uno sguardo al futuro del tennis con una prestazione memorabile davanti al N.1 del mondo in pectore (Nadal l’avrebbe conquistato pochi giorni dopo). Avere la forza mentale di vincere al tie-break del terzo set contro il maiorchino è impresa difficile per un giocatore esperto, figuriamoci per un ragazzo alla prima vera stagione da professionista. La brillantezza del suo gioco sempre propositivo e mai remissivo ha regalato agli appassionati una freschezza tennistica quanto mai necessaria in un momento in cui il tennis fatica a trovare un ricambio generazionale che sia credibile. La sua corsa si fermerà in semifinale battuto da un altro next-gen Alexander Zverev ma quella di Shapolavov rimane probabilmente la settimana più elettrizzante per chi attendeva con ansia un nuovo talento geniale per il nostro sport.

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