Nole parte dal tie break (Guerrini). I dentini di Alexis Jr preoccupano Serena (Piccardi). Il tennis rinasce a Bordighera (Semeraro)

Nole parte dal tie break (Guerrini). I dentini di Alexis Jr preoccupano Serena (Piccardi). Il tennis rinasce a Bordighera (Semeraro)

E Nole parte dal tie break (Piero Guerrini, Tuttosport 21/12/2017)

Nole è pronto e decide di prepararsi giocando nel futuro. Prima un’esibizione, il Mubadala World Tennis Championship, al via tra una settimana ad Abu Dhabi. Eppoi la sua presenza, al pari di quella dell’idolo di casa Nick Kyrgios, servirà a lanciare anche downunder il tie break tens, torneo di partite al super tie-break da 10 punti che tanto piace ai giocatori e poco convince i puristi, forse perché tutto si esaurisce in una sera e il montepremi è di 250.000 dollari, tutti al vincitore tra l’altro… (segue). Siccome Djokovic ha scelto prevalentemente esibizioni (subito prima di Melbourne anche il World tennis Challenge di Adelaide) per avere un impatto soft e nel contempo mascherarsi, si potrà soltanto cogliere qualche segnale dell’avvenuto ritorno dell’ex n. 1. Ma è chiaro che Novak ci creda. E Andre Agassi, suo coach principale, sostiene che sarà ancora più forte di prima perché ha imparato molto da questa pausa forzata. Anzi, secondo Andre potrebbe anche centrare il record di sette successi in Australia. Ed è sicuro che Novak ci creda perché altrimenti non tornerebbe. Crede molto meno al proprio ritorno Stan Wawrinka, che ha dato forfait ad Abu Dhabi e che in un’intervista al quotidiano Le Matin ha espresso parole sconsolate: «Ho pensato di smettere. Ora mi sto allenando, ma provo ancora dolore». Di conseguenza nemmeno la presenza a Melbourne è garantita, anzi. Dopo l’intervento al ginocchio non ha potuto nemmeno camminare. E adesso fatica a sopportare anche i carichi di lavoro. Ma l’interesse è tutto per Joker Djokovic che nel 2017 ha toccato il suo personalissimo fondo, con infortuni (frattura al gomito), rottura mentale, cambio di coach e staff. Del resto il ritorno in auge del Fedal (Federer e Nadal) può incoraggiare e confortare, così come l’assenza di rivali già maturi (eccetto Sasha Zverev)… (segue). Curiosamente, Agassi individua in Nick Kyrgios, oltre a Zverev, uno dei futuri fenomeni. Eppure il greco d’Australia è l’incostanza fatta tennista. E ha deciso persino di andare avanti senza allenatore. Il n.21 al mondo aveva collaborato part time nel 2017 con Sebastian Grosjean, ma è sicuro soltanto di se stesso: «Ho praticamente fatto tutto da solo e sono arrivato fino al n. 13. Io cerco soltanto un allenatore di cui fidarmi e non l’ho ancora trovato». Per ora, l’unico vero cambiamento è che gioca meno a basket, motivo per cui si era presentato con un ginocchio malconcio all’Australia 2017… E insomma, se queste sono le speranze, è bene che torni il vero Nole.

 

I dentini di Alexis jr preoccupano Serena: «Avete consigli?». Si mobilita il web (Gaia Piccardi, Corriere della Sera 21/12/2017)

Qui casa Williams-Ohanian, we have a problem. La più grande tennista di ogni tempo (23 titoli del Grande Slam all’attivo), impegnata nell’impresa di tornare alle gare a poco più di quattro mesi dal parto, non riesce a chiudere occhio la notte. «La dentizione, altrimenti nota come il diavolo, è tremenda — cinguetta su twitter Serena Williams come una casalinga disperata qualsiasi —. Povera Alexis Olympia, è così a disagio. Ha pianto moltissimo (e di solito non lo fa mai). Ho dovuto tenerla in braccio fino a quando si è addormentata. Ho provato di tutto. Perle d’ambra, salviette ghiacciate, le mie dita da mordere, acqua omeopatica (che risate…). Ma nulla riesce a calmarla. Mi si spezza il cuore. Avrei bisogno che mia madre venisse a prendermi in braccio per poter riposare un po’… Sono così stressata… Aiuto! Qualcuno mi aiutiiii!». Aspettando l’arrivo di Oracene Williams, in soccorso di Serena neomamma nel panico è accorso il popolo dei social. Dieci milioni e 200 mila followers su Twitter, 7,2 su Instagram si sono messi alla tastiera per mandare nel villone della Florida dove l’ex numero uno del ranking sta svezzando la piccola Alexis Olympia (3 mesi e 3 settimane di vita), nata dall’unione con il co-fondatore di Reddit Alexis Ohanian… (segue). La piccola Alexis junior, che a un certo punto deve aver smesso di piangere per permettere alla mamma di andare dal parrucchiere a farsi i boccoli biondi («Avevo bisogno di un cambiamento» ha postato ieri Serena con il nuovo look), è figlia del suo tempo (e dei suoi genitori): è stata offerta in ostensione da Serena ai fan su Instagram quando aveva appena 13 giorni e allattata da papà su Snapchat: in una mano il biberon e nell’altra il telefonino per mandare in diretta la poppata. Come regalo, quando è venuta al mondo, ha ricevuto un profilo Instagram tutto suo, che oggi conta 172 mila followers e 18 fotografie… (segue). Ma la dentizione di Alexis Olympia, se da un lato li coinvolge in prima persona, dall’altro allarma i tifosi della Williams: se di notte non riesce a riposare, come farà Serena ad allenarsi per il grande ritorno in campo di gennaio, annunciato al mondo con la foto dei piedi dell’americana dentro un fiammante paio di Nike dorate, sullo sfondo di un campo in sintetico («Be excited, be very excited…»). Il piano della Williams, infatti, prevede lo sbarco in Australia ai primi di gennaio con la tribù di sorelle e tate: il 15 scatta l’Australian Open, il primo torneo stagionale dello Slam, e l’americana ha tutte le intenzioni di difendere il titolo (il settimo della carriera) conquistato nel 2o17 battendo in finale la sorella Venus. A 36 anni, con marito e figlia a carico, Serenona ha ancora voglia di inseguire palline di feltro giallo e record. Non si darà pace finché non avrà superato i 24 Slam di Margaret Court, primatista assoluta… (segue).


Dalla Lenglen a Djokovic. Il tennis rinasce a Bordighera (Stefano Semeraro, La Stampa 21/12/2017)

L’anno prossimo saranno 140 anni. «Al tempo degli inglesi però i campi erano orientati diversamente», spiega Maurizio Massaccesi, indicando i due campi che si stendono perpendicolari alla Club House del Bordighera Lawn Tennis Club 1878 e prima della Chiesa presbiteriana che, abbattuta la siepe, domina sullo sfondo. Massaccesi dal 2009 è il presidente del più antico tennis club d’Italia, il primo a ricevere e montare – come spiega la targa all’entrata – la cassa del Maggiore Wingfield con il necessario ad allestire un campo da lawn tennis. Nel 1878: i Championships di Wimbledon erano nati da un anno. Gli inglesi, il primo presidente Charles Lowe e gli altri 3000 residenti, tanti arrivò a contarne la comunità british a Bordighera, a tennis giocavano soprattutto d’inverno, quando il sole compie una parabola diversa… (segue). Oggi i soci del club, che ha riaperto a maggio dopo un anno e mezzo di chiusura, lasciando perdere le malinconie delle dispute legali, sono circa 150, pagano 100 euro di quota sociale e d’estate non si trovano più il sole negli occhi. Massaccesi non è stato tennista, ma si è innamorato dell’idea di dare un futuro a quel grande passato. Per il 135 anniversario ha spedito in orbita insieme a Luca Parmitano un cappellino celebrativo del «BItc» – un acronimo che tanto ricorda quello dell’All England Lawn Tennis Club – e insieme all’amico Riccardo Piatti, il più illustre dei nostri coach, aveva progettato di impiantare nel Club una academy di altissimo livello… (segue). Per una questione di bolli e di permessi il progetto, dopo anni di studio, è naufragato nella sua forma originale, ma è rinato da settembre tre chilometri più su, sui balzi che salgono verso le colline. Si chiama «Piatti Tennis Center» e insieme a Riccardo, che di Djokovic, oltre che di Furlan, Caratti, Camporese, Raonic e tanti altri, è stato allenatore, conta su Massimo Sartori, coach storico di Andreas Seppi, e Cristian Brandi, l’ex davisman che oggi segue il biellese Stefano Napolitano. Una struttura avveniristica che copre due campi in duro, altri due all’aperto, con i lavori già avviati per altri tre campi in terra battuta, più palestra, spogliatoi. Due dei campi sono attrezzati con Playsight, impressionante tecnologia made in Israele che grazie a dieci telecamere e ad un software raffinato e alla sapienza di Danilo Pizzorno permette di analizzare nei dettagli e rivedere tutti gli allenamenti. Non a caso a Bordighera, un passo da Montecarlo, nelle ultime settimane sono arrivati ad allenarsi anche Djokovic, Wawrinka, Berdych – e Borna Coric, il giovane talento croato che ha scelto Piatti come suo nuovo coach nel 2018. «Alla fine il principio è lo stesso», sorride Riccardo, che continuerà a portare avanti gli altri suoi progetti, compresa la collaborazione con lo Stampa Sporting di Torino. «II tennis è uno sport molto tecnico, e sia Djokovic sia Coric sia il ragazzino di 12 anni possono migliorare se migliora il loro modo di colpire la palla». L’obiettivo è lavorare con i giovani accompagnati dai maestri (circa 500 i tecnici) per trasmettere loro un metodo vincente. «E far uscire, da un gruppo di circa dieci atleti stabili al Centro, almeno un campione capace di vincere uno Slam. Possibilmente italiano…»(segue).

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