Djokovic altro stop, si ritira ad Abu Dhabi. “Il gomito non è a posto” (Cocchi). Per Abu Dhabi un’edizione no (De Ponti). Mamma Serena rientra per tornare numero uno (Semeraro)

Djokovic altro stop, si ritira ad Abu Dhabi. “Il gomito non è a posto” (Cocchi). Per Abu Dhabi un’edizione no (De Ponti). Mamma Serena rientra per tornare numero uno (Semeraro)

Djokovic altro stop, si ritira ad Abu Dhabi. “Il gomito non è a posto” (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

L’ attesa, l’annuncio, e alla fine l’ennesimo ritiro. Novak Djokovic, a poche ore dal ritorno in campo atteso da oltre sei mesi, ha dato forfait per il match contro Bautista che avrebbe dovuto vederlo in campo nel Mubadala Championship, torneo esibizione di Abu Dhabi, nel primo pomeriggio. Ancora una volta sarebbe colpa del gomito destro, lo stesso che lo aveva costretto al ritiro a Wimbledon e a terminare anzitempo la stagione. «Sono estremamente dispiaciuto di dovermi ritirare dal torneo —ha detto via social —, ma negli ultimi giorni ho nuovamente avvertito fastidi al gomito. Ho fatto accertamenti e i medici mi hanno consigliato di non rischiare». RISCHIO A 15 giorni dagli Australian Open si allungano ombre sulla sua partecipazione: «L’infortunio potrebbe avere delle conseguenze sull’inizio della stagione e sulla programmazione dei tornei», ha proseguito Nole. Djokovic, 30 anni, ammette di essersi messo il cuore in pace: «Devo accettare la situazione e continuare a curarmi – ha concluso – per tornare il più presto possibile sui campi». Al suo posto è entrato un altro acciaccato, Andy Murray che ha giocato un set contro Roberto Bautista. Kevin Anderson ha battuto Thiem nell’altro match. Intanto oggi dovrebbe giocare Serena Williams, prima apparizione con la racchetta dal parto. Dall’altra parte Jelena Ostapenko, vincitrice del Roland Garros. A Perth invece Roger Federer in coppia con la Bencic, esordisce in Hopman Cup

 

 

Per Abu Dhabi un’edizione no (Diego De Ponti, Tuttosport)

Ad Abu Dhabi fanno notizia solo le rinunce. L’ultimo forfait è stato quello di NovakDjokovic: «Sono terribilmente dispiaciuto ma sono costretto a rinunciare» le parole del serbo. «Amo questo torneo e davvero non vedevo l’ora di giocare ad Abu Dhabi ma purtroppo il mio team di medici mi ha avvertito che il mio gomito ha bisogno ancora di riposo». Il 30enne di Belgrado, numero 12 del ranking mondiale, è fermo dal torneo di Wimbledon dello scorso luglio. Al posto di Djokovic è sceso in campo Andy Murray per un match/esibizione di un set soltanto contro lo spagnolo Roberto Bautista Agut. Il sudafricano Kevin Anderson ha sconfitto l’austriaco Dominic Thiem per 7-6, 6-4, mentre lo scozzese ha fatto da sparring partner. Lo spagnolo si è imposto 6-2 sul britannico, ancora lontano dalla forma migliore. Oggi si giocano le finali per il terzo e il primo posto, che vedrà di fronte Agut e Anderson, ma soprattutto sarà l’occasione per rivedere in campo Serena Williams. Ci sarà infatti spazio perla prima volta nella storia di questa esibizione anche per il tennis femminile con la sfida tra la ex numero uno del mondo, diventata mamma a settembre, e la lettone Jelena Ostapenko, vincitrice dell’ultimo Roland Garros. Per la 36enne campionessa statunitense sarà il primo match – seppure non ufficiale – dalla finale degli Australian Open

 

Mamma Serena rientra per tornare numero uno (Stefano Semeraro, La Stampa)

Non sono passati neanche 4 mesi dalla nascita di Alexis Olympia ma Serena Williams, la femmina alfa del tennis, è già in campo. Con l’inedito stress per la dentizione della figlioletta, le insonnie tipiche della situazione, ma la solita voglia feroce di spaccare la concorrenza. Ad Abu Dhabi Oggi le tocca l’esibizione da sciuri ad Abu Dhabi, contro la campionessa in carica di Parigi Jelena Ostapenko, da metà gennaio però farà sul serio a Melbourne per gli Australian Open: l’ultimo torneo che ha vinto, giusto un anno fa, quando era già incinta di 8 mesi di baby «AO», che guarda caso ha stesse iniziali dello Slam australe il primo nome del papà, il miliardario armeno-americano Alexis Ohanian. Di major ne ha già vinti 23, gliene manca giusto uno per raggiungere Margaret Court, che come lei nel ’71 giocò una finale Slam mentre era già in attesa del primo figlio: a Wimbledon, contro Evonne Goolagong, che a sua volta, nel 1977, avrebbe vinto in Australia appena 7 mesi dopo il parto e che nel 1980 diventò la prima tennista a trionfare da mamma sui prati di Church Road dopo Dorothea Lambert Chambers nel 1914. La Court di Slam da genitrice ne ha vinti addirittura 3, nel 1973, e ha continuato a menare racchettate dopo la nascita della seconda figlia, ritirandosi solo nel 1977.Oggi è una predicatrice Pentecostale fieramente avversa a matrimoni e adozioni gay, tanto che rischia di vedersi togliere il nome dal secondo campo a Melbourne Park, ma questa è un’altra storia. «Conta la motivazione» Anche Kim Clijsters dopo la maternità ha vinto tre Slam, e nel 2011 si è addirittura ripresa il numero 1- che è poi l’obiettivo dichiarato di Serena, oggi scesa al numero 22. Le mamme nel circuito iniziano ad essere parecchie, da Casey Dellacqua a Tatiana Maria a un’altra ex n.1 come Victoria Azarenka. Ai tempi dell’epopea della Clijsters si sprecarono gli studi sull’effetto della maternità sulle prestazioni. «La gravidanza è fisiologica, non è una malattia», spiega Angelo Giglio, medico della nazionale italiana di Fed Cup. «Comporta una variazione ormonale, che però la Williams sta già smaltendo. La differenza non la faranno gli ormoni, ma la sua motivazione. Fisicamente e mentalmente può dare ancora tanto, dipende da quanto riuscirà a staccare il binomio mamma-figlia da quello atleta-campo». Le sue avversarie già sperano nelle colichette.

 

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