Australian Open, comincia a piovere: fuori Murray e Nishikori

Andy Murray e Kei Nishikori confermano le previsioni pessimistiche: non saranno in campo a Melbourne. Per lo scozzese ora sale la preoccupazione

Australian Open, comincia a piovere: fuori Murray e Nishikori

Non ce ne vogliano Rogerio Dutra Silva e Marcos Baghdatis, che si ritrovano così dispensati dal disputare le qualificazioni dell’Australian Open 2018, ma la notizia dei forfait di Andy Murray e Kei Nishikori intristisce ben oltre il valore assoluto delle due assenze. Soprattutto perché, nel caso di Andy Murray, questa rinuncia comunicata senza testarsi ulteriormente sul campo significa inequivocabilmente che la situazione si sta aggravando. Non a caso sul Telegraph, a firma Oliver Brown (e come avrebbe confermato in privato lo stesso giornalista presente a Brisbane) è comparsa per la prima volta l’ipotesi del ritiro. Assolutamente drastica e per fortuna ancora irrealistica, ma il fatto che se ne scriva denota il clima di sfiducia che si sta creando intorno all’ex numero uno scozzese. Apparso in condizioni disastrose durante l’esibizione di Abu Dhabi, e ora costretto a valutare l’ipotesi di un intervento chirurgico all’anca che pure vorrebbe evitare ad ogni costo. Un intervento il cui tasso di necessità potrebbe non essere pari alle possibilità di riuscita, per la delicatezza della zona coinvolta, e che lo fermerebbe per (almeno) un’altra mezza stagione. Andy Murray chiuderà adesso il sesto mese senza gare ufficiali dall’ormai lontano 12 luglio 2017, giorno in cui è stato eliminato da Wimbledon per mano di Sam Querrey. Perdendo i 180 punti degli ottavi di finale raggiunti nella scorsa edizione dell’Australian Open lo scozzese (n.16 oggi, ma lunedì sarà n.18 o 19) dovrebbe scendere almeno alla 20esima posizione, ma i risultati dello Slam australe potrebbero farlo scivolare fuori dalla top 20.

KEI, CI SEI?

Se Atene piange, è facile dedurre quanto Sparta non stia ridendo. In anteprima sulla sua app personale e poi su tutti i canali ufficiali, anche Kei Nishikori ha confermato che non prenderà parte all’Australian Open dopo aver cancellato il suo nome dalle liste dell’ATP 250 di Sydney al via il prossimo lunedì. Il giapponese risultava iscritto anche al torneo di Brisbane, ma non è mai sceso in campo.

 

Nel caso di Nishikori, il cui calvario è cominciato con il forfait a Cincinnati, è il polso destro a imporre cautela. Del resto era stato proprio il suo coach Dante Bottini a predicare calma durante il mese di ottobre, confermando come le sue possibilità di scendere in campo a Melbourne non fossero poi così alte. La notizia del ritiro di Nishikori non è di per sé meno importante, ma assume contorni meno allarmanti. Il giapponese è giocatore storicamente avvezzo agli infortuni, e vederlo costretto in infermeria non costituisce ormai grande sorpresa. Il polso però – per conferma chiedere a del Potro – comporta guai di ben altra portata rispetto ai consueti stop muscolari, e le sue reali possibilità di rientrare ad alti livelli sono tutte da testare dopo uno stop che sta facendosi più lungo del previsto (ultimo match disputato al primo turno di Montreal, contro Gael Monfils). Le sue parole – “La riabilitazione procede bene, solo non sono ancora pronto a giocare al meglio dei cinque set” unite alla notizia della partecipazione al Challenger di Newport Beach (al via il 20 gennaio) fanno ben sperare. Alla finestra resta l’Italia, avversaria del Giappone nel primo turno di Coppa Davis, le cui possibilità di qualificazione sono inevitabilmente legate alla presenza di Nishikori.

La proiezione di classifica di Kei è più infausta di quella di Andy: l’assenza a Melbourne lo priverà degli stessi 180 punti difesi dello scozzese portandolo attorno alla 29esima posizione. Anche qui, con le evoluzioni degli ultimi tornei di gennaio, una sua uscita dalla top 30 non è da escludere.

E ORA A MELBOURNE?

Dutra Silva e Baghdatis entrano in tabellone, come anticipato, e i primi due giocatori nella lista degli Alternates diventano Nicolas Mahut e Taylor Fritz. Murray e Nishikori avrebbero fatto parte anche del novero delle teste di serie, che ora assegnerà il beneficio a due nuovi tennisti. Al momento sarebbero Mischa Zverev e Filip Krajinovic a entrare nei 32, ma per l’ufficialità si deve attendere la conclusione dei tornei di questa settimana i cui punti faranno fede per la compilazione del seeding: Dolgopolov (Brisbane), Rublev (Doha), Haase e Paire (che si sfideranno a Pune) possono ambire a sorpassare il tedesco e il serbo in classifica. Su Krajinovic , che lamenta un fastidio al tendine d’Achille, pende quindi anche un dubbio di natura atletica: la scelta di scendere in campo a Doha per onorare la testa di serie si è rivelata troppo rischiosa, e ora il serbo salterà Sydney al 99%. Anche la sua presenza a Melbourne è in serio pericolo.

Nel frattempo dal fronte Down Under giunge un altra notizia che riguarda l’assegnazione delle ultime due wild card rimaste libere. Bernard Tomic avrebbe rifiutato un altro invito di Tennis Australia, dopo aver scelto di non prendere parte ai play-off riservati ai giocatori australiani (torneo, con WC annessa, vinto da Alex De Minaur). Sembra non abbia intenzione di disputare neanche le qualificazioni, dunque per lui le porte del Major australiano si chiudono in via definitiva.

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