Assolti Bracciali e Starace, adesso è finita

Il processo è concluso: il Tribunale di Cremona assolve gli azzurri dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, relativa a incontri tra il 2007 e il 2011, in quanto "il fatto non sussiste". Bracciali punta al ritorno nel circuito

Assolti Bracciali e Starace, adesso è finita

Il più lungo e travagliato caso di giustizia sportiva nella storia del tennis italiano ha una fine, per fortuna lieta: oggi 9 gennaio il Tribunale di Cremona ha assolto Daniele Bracciali e Potito Starace dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, relativa a incontri dei circuiti ATP e Challenger tra il 2007 e il 2011. A far scattare nel 2014 le indagini sui due tennisti azzurri erano state delle intercettazioni di chat Skype – la cui validità è stata smentita da una successiva perizia informatica – in cui venivano entrambi chiamati in ballo negli accordi per falsare l’esito di alcuni match, con Bracciali nella più grave posizione di “reclutatore”.

Ultimi due rimasti in ballo nella vicenda giudiziaria che inizialmente aveva letto anche i nomi di Filippo Volandri, Simone Bolelli e Andreas Seppi, nominati nelle intercettazioni, Bracciali e Starace hanno sempre rifiutato il patteggiamento: a differenza di quanto accadde nel 2007, quando ottennero soltanto alcune settimane di sospensione e una multa dopo essere stati scoperti a effettuare alcune scommesse online, i due hanno stavolta preferito portare la loro posizione di innocenza fino in fondo. Dopo tante, forse troppe inversioni di marcia alla fine l’aula ha dato loro ragione anche nella tranche penale della questione, dopo l’assoluzione in quella sportiva giunta ad aprile del 2016.

 

La buona notizia ha un quid in più per Bracciali, che nelle ultime settimane ci ha parlato con convinzione di un ritorno sul tour ATP in caso di sentenza positiva. L’aretino classe 1978 è già sceso in campo in agosto a livello Futures, a Piombino, poiché la sospensione cautelare impostagli da ATP . Ormai due anni fa, anche Starace aveva dichiarato a Sportface di voler tornare a giocare nel circuito internazionale “per concludere la mia carriera in campo e non altrove”, spiegando di essere disposto a posticipare di una stagione il ritiro che aveva evidentemente già programmato. Da allora tuttavia il percorso processuale si è allungato e da parte del beneventano non ci sono più stati aggiornamenti su quel fronte.

Le 39 e 36 primavere, unite alla scarsa probabilità che la Federtennis li omaggi di wild card – si è costituita parte civile insieme al CONI nel processo, chiedendo un risarcimento per danni che a questo punto non otterrà – lasciano per ora dubbi sulla possibilità di rivedere “Braccio” e “Poto” nuovamente in campo al di fuori della Serie A di tennis, da loro assiduamente frequentata nel corso delle ultime annate. Per Starace è quasi una certezza, mentre Bracciali ha confermato di volerci riprovare in doppio dove avrà la possibilità di riattivare il ranking protetto. Daniele vanta un passato come top 30 di specialità, oltre che cinque titoli nel circuito maggiore, tre quarti di finale e una semifinale a livello Slam.

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