Osaka: “Felice, ma non voglio fermarmi qui”

Dopo la vittoria con Barty: "Lo scorso anno sarebbe stato speciale. Adesso invece mi sto concentrando su altre cose, non voglio distrarmi"

Osaka: “Felice, ma non voglio fermarmi qui”

Cos’è che hai fatto bene che ti ha aiutato a vincere l’incontro?
Che rapidità. Questa sì che era una domanda lampo (Sorride). Penso di essere stata positiva e di aver cercato di attenermi al mio gioco, quindi…

È servito un grande sforzo per mantenere quella positività? Sul 5-1 hai sbagliato un colpo, ma poi hai fatto un gran sorriso. Sembrava che ti stessi attivamente impegnando per essere positiva tutto il tempo.
Beh, sì, stavo soltanto pensando che non avevo così tante opportunità di giocare davanti a un pubblico così numeroso e in un’atmosfera così bella. Ashleigh ha giocato davvero bene, sentivo di non dover essere arrabbiata se perdevo un punto perché lei è una delle migliori giocatrici al mondo. Ho cercato di divertirmi ma anche di rimanere concentrata.

 

I suoi primi due incontri erano stati contro grandi colpitrici. Hai avuto la sensazione che fosse un po’ logorata, che potessi farla correre e comandare il gioco?
Uhm. Io non penso di colpire davvero così forte, onestamente (Sorride). Sono sempre un po’ sorpresa quando le persone me lo dicono perché non è il mio obiettivo. Non inizio un incontro dicendo: colpirò più forte che posso. Sono sicura che Sabalenka e Giorgi colpiscono entrambe più forte di me. Piuttosto sapevo che lei aveva giocato in doppio ieri, quello è stato un fattore nella mia testa. Ma non volevo pensarci più di tanto.

Sei per la prima volta agli ottavi di finale qui. È una sensazione speciale, è qualcosa di importante per te?
Penso che lo scorso anno lo sarebbe stato, ma quest’anno sto davvero cercando di concentrarmi su determinate cose. Sono felice ma, insomma, non voglio fermarmi qui.

Se non vuoi fermarti qui, la prossima è Halep. Cosa pensi del match? Lei oggi ha giocato a lungo, ti ha cacciata via dal campo che ti era stato assegnato…
Sì, sudavo più guardando quell’incontro che giocando il mio (Sorride). Ho giocato contro di lei due volte, entrambe sono finite al terzo set. E in entrambe mi sono divertita. Penso di aver imparato molto. Credo che giocare contro la n.1 al mondo sia un vero onore. Non importa cosa accadrà, cercherò di fare del mio meglio. Vedrò come andrà.

In cosa pensi di essere migliorata durante l’off season? Su cosa hai lavorato?
Penso di essere più in forma fisicamente. Abbiamo fatto molto fitness durante l’off season. Mi sono concentrata soprattutto sulla costanza e sull’atteggiamento mentale.

Come hai lavorato sull’atteggiamento mentale?
Uhm. È stato davvero duro, ad essere onesta, perché quando giochi, specialmente contro giocatrici davvero brave… Oggi per esempio mi sono trovata sotto 0-30 in più o meno la metà dei game. Di norma ti viene un po’ da pensare che a quel punto il game è praticamente già perso, e ti arrabbi un po’. Ma ho provato a pensare positivo ed è quello che mi ha aiutato in quel tipo di situazione.

Come è andata quando hai scelto Sascha (Bajin, ndt) come tuo coach?
Ok, allora, la prima volta che ci dovevamo allenare insieme mi sentivo tipo: “Oh, sono nervosa. Lui ha lavorato con Serena per così tanto tempo, e a me piace davvero Serena”. Poi abbiamo iniziato ad allenarci e lui si è storto la caviglia, quindi non abbiamo potuto fare molto. E poi io sono dovuta volare in Giappone, quindi non è andata molto bene. Ma lui è un tipo molto positivo, è stato nel tour per un tempo super lungo quindi sa cosa sta facendo. Le nostre personalità si combinano molto bene. Più o meno è andata così.

Si è storto la caviglia palleggiando con te?
Sì. Stava correndo, così, e io mando la palla di là e lui così (Mima), e poi è caduto perché è davvero grosso. Pensavo stesse scherzando, perché aveva le cavigliere, ma lui è diventato tutto rosso (Sorride). È venuto fuori che si era rotto un legamento o qualcosa del genere.

Sei responsabile della rottura del suo legamento, hai fatto un ace a Roger… Che ti succede quando giochi contro quelli davvero forti?
Beh, Sascha lo prenderà come un complimento se gli dici che è bravo quanto Roger. Non so, penso che sia il modo in cui sono fatta io, io gioco a tennis per poter giocare contro i migliori. Ma non considero Sascha uno di loro (Sorride). Onestamente, l’unica cosa che volevo fare durante il doppio misto era fare un ace a Roger. Era il mio unico obiettivo. Non mi importava se ci avessero dato sei zero o qualunque altra cosa. Sono proprio contenta di esserci riuscita.

Hai detto che le vostre personalità, di te e Sascha, combaciano molto bene. Come mai?
Lui è pazzo. Cioè, è davvero molto sarcastico. Ho l’impressione che sia una delle pochissime persone che capisce le mie battute al momento. All’inizio era spiazzato, ora le capisce. Abbiamo una specie di rivalità in corso.

Come definiresti il tuo umorismo?
Ha-ha-ha. Vorrei dire che serve usare il cervello per capirlo, ma penso che sia anche sarcastichello, tipo che arriva dal nulla, tipo boom, in faccia. E ti lascia tipo: ma ha davvero detto quella cosa?

L’opposto del tuo tennis? Il tuo tennis è piuttosto esplicito.
Lo è? Potresti descrivermelo?

È molto impetuoso, assertivo.
Sì? Grazie. Spero sia un complimento.

Chi è nel circuito che capisce le tue battute più di tutti?
Penso che Monica (Puig, ndt) le capisca un po’. Almeno lo spero, perché se dico qualcosa che rovina la nostra amicizia sarei un po’ triste. Non parlo molto con le persone, lei è una dei pochi amici che ho. Perché mi trovo bene con chi parla molto, così non devo dire molto io. Se invece si deve parlare entrambi, sono un po’ in ansia.

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