Australian Open: Berdych è ancora un campione. Out Fognini

MELBOURNE - A tratti un buon Fabio, ma il ceco gioca meglio. Eliminato l'ultimo italiano

Australian Open: Berdych è ancora un campione. Out Fognini
Tomas Berdych - Australian Open 2018 (@RDO foto)

[19] T. Berdych b. [25] F. Fognini 6-1 6-4 6-4 (da Melbourne, il nostro inviato)

 

Tocca a Fabio Fognini (30 anni, 25 ATP), che entra in campo poco prima delle 13 in una Margaret Court Arena ancora non molto affollata, provare a raggiungere i quarti di finale contro il ceco Tomas Berdych (32 anni, 20 ATP), dopo la sconfitta di ieri di Andreas Seppi. Sarebbe la seconda volta tra i primi 8 in uno Slam per l’azzurro, ma nel 2011 al Roland Garros, dopo aver vinto una battaglia incredibile da infortunato contro Albert Montanes (4-6 6-4 3-6 6-3 11-9, 4 ore e 22 minuti), non potè nemmeno scendere in campo con Novak Djokovic. Stavolta la partita se la è giocata, e ha fatto il possibile Fognini, ma nei momenti che contavano l’avversario è stato di livello superiore. Per l’Italia, a parte la brava junior Cocciaretto, l’Australian Open 2018 è finito. L’ultimo dei nostri tennisti a raggiungere i quarti di finale qui è stato Cristiano Caratti nel 1991, quando eliminò nientemeno che Richard Krajicek prima di venire sconfitto dal fratello di John McEnroe, Patrick.

SUBITO IN DIFFICOLTA’ – Come andranno le cose è chiaro da subito: Tomas fa filare i suoi grandissimi fondamentali, servizio, dritto e rovescio sono tutti e tre delle cannonate di potenza e qualità assolute, Fabio cerca di manovrare con la velocità di braccio, le variazioni col taglio sotto la palla, e gli anticipi in particolare di dritto. Si vede anche qualche drop shot dell’azzurro, è una buona idea provare a portare il corpulento Berdych a giocare in zone di campo che non ama, costringendolo a tirare su palle basse in avanzamento. Ma l’avvio è favorevole al ceco, che brekka al secondo game, annulla due occasioni di controbreak subito dopo, poi un’altra nel quinto game, e sale 4-1. Già undici vincenti per Tomas, più di due a game. Nonostante un buon Fognini, che ha avuto le sue opportunità, se continua così è dura. Al cambio campo Fabio si fa fasciare la caviglia destra, speriamo solo a scopo precauzionale. Alla ripresa del gioco, però, arrivano tre erroracci dell’azzurro, e un inevitabile secondo break. Non si capisce bene se abbia un problema negli spostamenti, sta di fatto che siamo 5-1 e servizio per Berdych. Il 6-1 che arriva in 33 minuti totali non è di buon auspicio.

MALE AL SERVIZIO – Subito sotto di un break a inizio secondo set, è il terzo subìto, Fabio è bravissimo a reagire da 0-2 sotto salendo di livello, attaccando in controtempo, e soprattutto tenendo bene anche gli scambi tirati da fondo. Tre game di fila per lui, con controbreak ottenuto dopo un punto durissimo di 24 colpi. Fisicamente, quantomeno, Fognini c’è. Ma c’è eccome anche Berdych, che brekka l’azzurro per la quarta volta sul 3-3 aggredendo con efficacia il servizio di Fabio, che non ha delle belle percentuali: 54% di prime in campo, 41% di punti fatti con la prima, 47% con la seconda. Dall’altra parte, Tomas ha sia la velocità di punta della battuta, sia quella media, di oltre 20 kmh superiore. Nell’ottavo game, discussione tra Fabio e l’arbitro su una palla sfiorata con il fusto della racchetta dal ceco, che era sul colpo ma in effetti non poteva essere stato disturbato dalla chiamata, ha ragione Fognini qui. Nel frattempo, però, Berdych continua a martellare a tutto braccio, e chiude 6-4, un’ora e 20 minuti di match, due set a zero, è durissima adesso.

FINE DELLA CORSA – Purtroppo, anche nel terzo parziale Fabio conferma il trend negativo del prendere break all’inizio, stavolta nel terzo game. Non è facile trovarsi sempre in svantaggio all’inizio di ogni set. Ancora bravo però Fognini a rientrare fino al 3-3, piazzando una bella combinazione palla corta – volée nel sesto game, alla quarta opportunità, dopo essersi fatto riprendere da 0-40 con Tomas al servizio. Pure Berdych ha qualcosa da ridire con l’arbitro di sedia, che sembra scontentare entrambi i giocatori con il suo operato un po’ troppo pilatesco e burocratico. Il settimo game è lottatissimo, 16 punti, e rischia di compromettere definitivamente le possibilità dell’italiano, che cede la battuta (per la sesta volta nella partita, davvero male oggi al servizio Fabio, poco da dire). Poco dopo, Tomas alla battuta per il match sul 5-4 chiude senza problemi. Due ore e otto minuti, diverse belle cose fatte vedere da Fabio, ma non è bastato. Onestamente, merito al ceco, che stiamo rivedendo a livelli molto alti di gioco, è a posto fisicamente dopo mesi, e ha nel braccio il tennis per battere chiunque. Con Federer, per dire, ha perso 19 volte, ma in 6 occasioni ha vinto, e l’anno scorso a Miami ebbe un match point con lo svizzero. A meno che nei quarti non arrivi Fucsovics, avversario di Roger… ma quando glielo hanno detto nell’intervista sul campo, il simpaticissimo Tomas si è fatto una risata e ha replicato “Mi piace il tuo ottimismo!“.
Per Fabio, un bel torneo, ha vinto i match che doveva vincere, e buone prospettive per il prosieguo della stagione.

In conferenza post partita, Fognini:”Ho buone sensazioni, penso di aver giocato bene. Quando eravamo in lotta, ho detto la mia. La palla corta ha funzionato all’inizio, ma poi era difficile, quando ti arrivano bordate a 200 all’ora… non mi accontento di essere rientrato nei primi 30, voglio tornare nei 20. Il tennis c’è, c’è sempre stato, devo stare tranquillo mentalmente, e i risultati arriveranno”.

Risultati:

[2] R. Federer b. M. Fucsovics 6-4 7-6(3) 6-2
[19] T. Berdych vs [25] F. Fognini 6-1 6-4 6-4

T. Sandgren b. [5] D. Thiem 6-2 4-6 7-6(4) 6-7(7) 6-3
H. Chung b. [14] N. Djokovic 7-6(4) 7-5 7-6(3)

IL LIVESCORE DEL DAY 8
I TABELLONI COMPLETI: UOMINI – DONNE

Kerber sul cornicione, Keys e Halep dominano
Federer doma Fucsovics, 14esima volta ai quarti di finale
Chung è una macchina, Djokovic deve inchinarsi
Thiem sparisce. La grande impresa di Tennys Sandgren


È SUCCESSO NEL DAY 7

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