Australian Open: Thiem sparisce. L’impresa è di Tennys Sandgren

Lo statunitense Tennys Sandgren sconfigge Dominic Thiem e vola ai quarti di finale. "Se non avessi fatto il tennista? Sarei stato un giocatore professionista di videogiochi... fallito"

Australian Open: Thiem sparisce. L’impresa è di Tennys Sandgren
Tennys Sandgren - Australian Open 2018 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

VINCE IL ‘TENNYS’ – Il bilancio di Tennys Sandgren negli Slam, prima che cominciasse l’edizione 2018 dell’Australian Open, recitava uno scarno 0-2. Aveva ricevuto due wild card per ricavarne una sconfitta secca al primo turno dello scorso Roland Garros e vincere un solo set a Flushing Meadows contro Marin Cilic. Lo statunitense aveva tentato due volte la via delle qualificazioni, sempre nel 2017, per essere respinto sia a Melbourne che a Londra vincendo un solo incontro. Sono bastati i primi sette giorni dello Slam australiano per ribaltare completamente il suo score, la sua stagione, forse la sua carriera. Battendo Dominic Thiem in cinque set, l’attuale numero 97 delle classifiche – lunedì prossimo avrà guadagnato almeno 40 posizioni – ha raggiunto i quarti di finale. La sua prima volta nel circuito maggiore arriva in uno Slam, circostanza piuttosto singolare che fa il paio con il dato dei due top 10 battuti in una settimana – Wawrinka prima di Thiem. Ora il suo bilancio con giocatori piazzati tra i primi 10 del mondo è 2-2, che diventa 3-2 se estendiamo il discorso ai top 20 (ha battuto Kyrgios, ritiratosi prima della fine dell’incontro, a Washington 2017). Certo, Wawrinka era in estremo rodaggio e Thiem fuori dalla terra battuta è un giocatore largamente battibile, ma i progressi compiuti da Tenny Sandgren, specie sotto il profilo atletico, sono assolutamente innegabili. Gli Stati Uniti piazzano quindi il quartofinalista più sorprendente che si potesse immaginare.

 

LA CRONACA DELL’INCONTRO – Il tennista del Tennessee, detto ‘Sang’, come detto è alla sua terza presenza in uno Slam. La Hisense Arena è però un palcoscenico serenamente affrontabile per chi, sulla Margaret Court Arena, ha fatto fuori un giocatore che questo torneo lo ha vinto. Il match è tutt’altro che spettacolare, i due prediligono scambiare da fondo ma l’americano, appena ne ha l’occasione, viene avanti a prendersi il punto; un atteggiamento che gli garantisce la conquista del primo parziale. L’austriaco, del resto, non fa mistero della sua modesta attitudine su questi campi e della sua scarsa proiezione offensiva, specie in senso ‘verticale’. Il suo ampio swing si riflette inevitabilmente sulla resa dei colpi quando le condizioni di gioco sono così rapide. Tuttavia nel secondo parziale Dominic fa valere il suo status di favorito e pareggia i conti, accompagnando finalmente profondità alla sua palla pesante. Il terzo set è all’insegna dell’equilibrio ma Sandgren non dà segni di cedimento: lo statunitense dimostra di portare discretamente tutti i colpi. Sul 6-6 infatti gioca un tie-break quasi perfetto portandosi ancora avanti di un set. Le statistiche dei due giocatori sono molto simili,ma il semifinalista di Porte d’Auteuil ha la colpa di non aver convertito le tante palle break avute a disposizione nel match.

Nella quarta frazione i due non si concedono nulla, tanto che un secondo tie-break si fa inevitabile. Qui l’austriaco va sopra 4 a 1 ma il ventiseienne del Tennessee lo riprende, mette la freccia e si procura un match point salvato da uno strepitoso rovescio lungolinea di Thiem che replica qualche secondo più tardi infiammando l’Hisense Arena e portando il suo avversario al set decisivo. Stupisce la personalità dello statunitense, costretto ora a giocare il primo quinto set della sua vita tennistica ma ancora completamente in partita, nonostante una carriera passata più spesso nel circuito Challenger che a battagliare con giocatori del calibro di Thiem. Nel sesto game del quinto parziale ‘Sang’ spezza l’equilibrio mostrando una grande tenuta atletica e mentale – nonostante le quasi quattro ore – e vola 5-2. Qualche minuto più tardi si materializza l’impresa, Tennys Sandgren è la vera sorpresa di questo torneo. E pensare che soltanto quattro anni fa – nel marzo 2014 – si operava all’anca restando fermo più di sei mesi e sprofondando oltre la settecentesima posizione mondiale.

Alessandro Calia

LE PRIME DICHIARAZIONI – “La pazienza è stata la cosa più importante durante il match, ho dovuto aspettare la mia occasione. Ho dovuto anche tenere le emozioni sotto controllo, è fondamentale perché al meglio dei cinque set non si possono sprecare energie” – ha detto in una conferenza da tennista navigato, quasi non fosse la sua prima volta nel set decisivo di uno Slam. Poi, ancora non completamente capace di realizzare la sua impresa: “Mentre mi stavano intervistando ho pensato si trattasse di uno di quei momenti in cui poi ti svegli e scopri che era tutto un sogno”. Di sogno invece non si tratta, a meno di immaginare che la scena di una sala conferenze gremita di giornalisti, all’interno di Melbourne Park, si fosse già svolta nella mente del piccolo Tennys che sin dalla tenera età ha dimostrato una grande tenacia. “C’è stato un momento, quando ero piccolo, in cui ho dovuto scegliere tra un paio di scarpe ‘marking-shoes’ (la cui suola non lascia segni, ndr) e un paio ‘non-marking’. Le prime erano di Spider-Man, e le avrei volute; ma io non volevo lasciare segni sul campo, volevo giocare a tennis, quindi ho comprato le seconde. Credo sia uno di quei momenti in cui scegli la tua strada“. Oltre alla tenacia ci sono altre quattro doti – cuore, grinta, pazienza e convinzione – tra le cinque che il n.1 di USTA Katrina Adams ha pubblicamente riconosciuto a Sandgren in un tweet celebrativo.

Adesso l’avversario dello statunitense ai quarti di finale sarà il sorprendente Hyeon Chung, che è passato come un cingolato sulle insufficienti resistenze di Novak Djokovic. I due si sono incontrati appena due settimane fa ad Auckland e a prevalere è stato il coreano, in un match comunque equilibrato. “Mi ha aiutato molto giocare contro Chung a Auckland perché mi sono reso conto di dover alzare il mio livello. Il fatto di credere di potercela fare è stato decisivo”. Il pronostico pende certamente a favore del giocatore asiatico, ma guai a sottovalutare il braccio sciolto di un giocatore che sa di essere già andato ben oltre le aspettative.

TENNYS SANDGREN A 360° – La posizione 714, per la precisione, è stata la più bassa occupata da Sandgren nel febbraio 2015 durante il periodo di convalescenza dopo l’operazione all’anca. La lenta risalita è partita dai Futures, è transitata per il circuito Challenger – la prima finale post-infortunio raggiunta a Columbus nel novembre 2016 – per giungere alla scorsa stagione, la prima in cui Sandgren abbia messo piede nel circuito maggiore collezionando sei sconfitte e due vittorie, entrambe a Washington. La sua fame di tennis però non sembra provenire da un’inclinazione venale – i soldi e la fama non sono tra le sue priorità – né tantomeno da quel nome ‘vocativo’ che, a suo dire, lo ha tormentato per tutta la vita. Chiamarsi Tennys e giocare a tennis è diventata una tortura tanto che il 26enne ha ammesso di utilizzare spesso un nome diverso, ad esempio al momento di ordinare un sandwich o un caffè. “È sempre una conversazione strana, ma ormai l’ho accettato. Ogni persona a cui spiego il mio nome è una persona in meno a cui dovrò spiegarlo in futuro“. Pare infatti che il nome, scelto dal padre, non abbia nulla a che vedere con lo sport che ha poi iniziato a praticare. Chissà se questa precisazione riuscirà a fermare lo stillicidio di giochi di parole che il mondo del tennis ha preso a cucirgli addosso in questi giorni.

Il coach che lo accompagna a Melbourne è Jim Madrigal, ma a seguire Tennys dai 9 anni fino al college è stata sua mamma, protagonista di uno sfortunato episodio durante il match di secondo turno tra suo figlio e Stan Wawrinka. Era in una taverna con amici a sostenere il suo ragazzo quando, al momento di esultare per l’insperata vittoria, ha cominciato a saltare su un tavolo da biliardo per poi cadere rovinosamente e provocarsi una distorsione alla caviglia e una leggera commozione cerebrale. Nulla di grave per fortuna, ma in questi giorni Lia Sandgren è costretta a letto. Per curioso scherzo del destino, proprio mentre Tennys raccoglie finalmente sul campo i frutti di un duro lavoro. “Se non avessi fatto il tennista? Sarei stato un giocatore professionista di videogiochi… fallito“. Sì, perché tra le altre cose Tennys è un grande appassionato di videogame. Forse questo imprinting gli sarà utile ai quarti di finale contro Chung: il tennis del coreano, al momento, sembra davvero comandato da un joystick.


Risultati:

[2] R. Federer b. M. Fucsovics 6-4 7-6(3) 6-2
[19] T. Berdych b. [25] F. Fognini 6-1 6-4 6-4

T. Sandgren b. [5] D. Thiem 6-2 4-6 7-6(4) 6-7(7) 6-3
H. Chung b. [14] N. Djokovic 7-6(4) 7-5 7-6(3)

IL LIVESCORE DEL DAY 8
I TABELLONI COMPLETI: UOMINI – DONNE

Chung è una macchina, Djokovic deve inchinarsi
Berdych è ancora un campione. Out Fognini
Kerber sul cornicione, Keys e Halep dominano
Federer doma Fucsovics, 14esima volta ai quarti di finale


È SUCCESSO NEL DAY 7

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