Djokovic: “Forse mi prenderò altro tempo”

Dopo la sconfitta con Chung: "Devo riesaminare tutto con il mio team. Hyeon è più maturo, gran match"

Djokovic: “Forse mi prenderò altro tempo”
Novak Djokovic - Australian Open 2018 (@RDO foto)

Credi di aver giocato contro qualcuno che ricorda un po’ te qualche anno fa?
Sì. Congratulazioni a Chung e al suo team. Formidabile. Un’incredibile performance. È stato il migliore in campo questa sera. Ha meritato di vincere, senza alcun dubbio.  In qualunque momento si sia trovato in difficoltà, ne è uscito fuori con colpi incredibili, con dei passanti. E da fondo campo era quasi un muro. È impressionante. Gli auguro il meglio.

Come stai?
Beh, non alla grande. Sfortunatamente, non bene. Alla fine del primo set ho iniziato a sentire dolore. Quindi ho dovuto averci a che fare fino alla fine del match.

 

Come hai affrontato il match sapendo di non giocare al meglio?
Prima di tutto, voglio dire che sono estremamente grato di aver avuto la possibilità di giocare. Non sapevo se ne sarei stato in grado. Quindi essere riuscito a giocare quattro partite è un buon risultato, un buon torneo. Però sono deluso di essere uscito al quarto turno. Ma queste sono le circostanze, devo accettare la realtà. È frustrante quando hai avuto tutto questo tempo e non sei guarito correttamente. Ma è così, deve esserci una qualche ragione dietro tutto questo. Sto cercando di fare del mio meglio perché amo questo sport. Mi piace allenarmi. Mi diverto a migliorare, sperando di poterlo fare, giocare e competere. Quella di oggi è stata sfortunatamente, una giornata nella quale dovevo fare i conti con troppe cose.

Credi di aver bisogno di più tempo fuori per poter guarire?
Non lo so. Al momento non lo so. Devo riesaminare tutto con il mio team, con il team medico, gli allenatori, fare un’ecografia, vedere com’è la situazione. Nelle ultime due settimane ho giocato molto a tennis. Vediamo cosa sta succedendo dentro.

All’inizio del torneo pensavi di essere abbastanza in forma da poter affrontare sette partite?
Sì, speravo di poterlo fare. Come dicevo prima, in quanto atleta professionista, abbiamo a che fare con il dolore ad un certo livello, ad un certo grado. Ti ci abitui. Però non voglio parlare del mio infortunio questa sera perché farei un torto alla vittoria di Chung, gli toglierei il credito che merita.

Due anni fa quando lo hai affrontato, il suo ranking era più basso di ora, ma oggi sembra più maturo.
Sì.

Sta crescendo. Quali differenze hai notato rispetto al match di due anni fa?
Una grande differenza. È più forte fisicamente. E come hai detto, più maturo. Credo abbia affrontato alcuni match importanti negli ultimi 15 mesi. Penso che aiuti a costruire fiducia ed esperienza, ad imparare cosa fare nei momenti decisivi. Ed oggi è stato grande in quei momenti. Non ha mostrato segni di debolezza, non molti. È stato molto costante, ha giocato una grande partita.

Nello stile di gioco e nella tattica, è risaputo che gli piaci molto, eri il suo idolo mentre cresceva.
Sai, abbiamo un gioco molto simile. Ha sicuramente il tennis per diventare un top-10, senza alcun dubbio. Quanto lontano possa andare, dipende da lui. Lo rispetto molto perché è un grande lavoratore, è disciplinato, è un bravo ragazzo, tranquillo. Si vede che tiene molto alla sua carriera e alla prestazione. Quindi sono sicuro che otterrà ottimi risultati in futuro.

Quanto sei contento di aver trovato il livello giusto per lottare, per andare avanti? E sei preoccupato che questo possa aver causato maggiori danni?
Guarda, quando sei in partita devi affrontare molte cose. O almeno ci provi. C’è sempre lì una possibilità per te. È sempre lì la possibilità di superare le cose, di accettare qualunque cosa, di provare a dare del tuo meglio. Mi è già successo in passato, mi sono trovato nella situazione di dover affrontare dei piccoli infortuni durante la partita, e poi sono riuscito a vincere o meno. Ma so che il livello di sofferenza non era tale da dover fermare il match, anche se ha compromesso il servizio. E quello ovviamente è un colpo importante, specialmente contro Chung che risponde molto bene. Avrei voluto qualche punto dalla prima di servizio ma così non è stato. È la vita. Bisogna andare avanti.

Se avessi vinto il terzo set, come credi ti saresti sentito fisicamente, braccio a parte?
No, stavo bene. Braccio a parte. Speravo di portare la partita al quarto set, perché Chung non ha giocato moltissimi match così lunghi. Quindi speravo di poter avere una possibilità. Ma nei momenti importanti lui ha giocato un tennis di alto livello. Ha meritato la vittoria.

Qualche tempo fa hai detto che il lupo che scala la montagna è più affamato di quello già in cima. Credi che questa è una dinamica che ha influenzato il match?
Immagino di essere uno dei lupi, quello che ancora scala, che prova a scalare (ride). No, so come si sentiva. Credo che essere un giovane tennista, su un grande palcoscenico, senza nulla da perdere, ovviamente tutto ciò ti da forza, energia, tanta motivazione. Devo solo fargli i complimenti per questa sera. È stato migliore nei momenti decisivi. 7-6, 7-5, 7-6, in tre ore, tre e mezza, è stata lunga. Si è dovuto guadagnare la vittoria. Almeno volevo sfidarlo a meritarsela, senza che gliela consegnassi. Ed è quello che ha fatto quindi… Ben fatto.

Quali sono stati i momenti chiave del match?
Ho iniziato male. Ero sotto di due break, ho cercato di recuperare. Probabilmente il tie-break del primo set, è stato mentalmente solido e paziente. E anche nel secondo set era in vantaggio. Credo che per l’intera partita io abbia cercato di recuperare e di inseguirlo. È sempre stato in vantaggio.

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