Australian Open: Cilic va come un treno, prima finale a Melbourne

MELBOURNE - La prima semifinale non ha molta storia: Edmund è un po' acciaccato e il dritto non funziona. Cilic si giocherà il titolo contro Federer o Chung

Australian Open: Cilic va come un treno, prima finale a Melbourne
Marin Cilic - Australian Open 2018 (@RDO foto)

[6] M. Cilic b. K. Edmund 6-2 7-6(4) 6-2 (dal nostro inviato a Melbourne)

Doveva trattarsi di una sfida all’ultimo sangue sul lato del dritto, con Marin Cilic chiaro favorito, ma il colpo di Kyle Edmund è rimasto negli spogliatoi: limitato da un problema fisico e da qualche nervosismo di troppo il britannico lascia spazio a Cilic, superiore in tutto e troppo più performante soprattutto in risposta. Un precedente tra i due, vinto a Shanghai l’anno scorso da Marin. C’è una parvenza di lotta solo nel secondo parziale, comunque vinto con autorità dalla tds n.6 al tie-break. Marin Cilic è il primo croato a raggiungere una finale qui in Australia.

 

UNA MARCIA IN PIÙ – Subito in difficoltà Marin nel primo game, affronta due palle break consecutive, ma risolve il problema col servizio e col dritto. Gran botte da subito in campo, sia da parte sua che di Kyle, che appena può spinge anche lui, ma l’impressione, a parte il rischio iniziale corso, è che il croato abbia una marcia in più stasera. Impressione che viene confermata dal break piazzato da Cilic al sesto game, con Edmund sotto pressione che alla fine sbaglia un rovescio. L’inglese, in effetti, gioca abbastanza bene anche dal lato sinistro, ma i suoi famosi vincenti di dritto latitano. Dall’altra parte, costanza e alto livello di Marin, che non corre particolari rischi al servizio. Sul 5-2 è lui a esplodere un paio di gran dritti, brekka di nuovo e chiude il set, 6-2. Medical time-out fuori dal campo per Kyle, che continua a non convincere, non si capisce bene se abbia un problema fisico e quale. Il servizio, anche se non esplosivo, funziona abbastanza bene, ma due soli dritti vincenti in tre quarti d’ora di match sono pochi per un giocatore come lui.

SEMPRE IN CONTROLLO – Nel quarto game del secondo parziale, in vantaggio 2-1, Marin ha una palla break per anllungare, sarebbe una mazzata per l’inglese, che per sua fortuna si salva bene con un ace centrale. Il tempo di una discussione tra Edmund, arbitro e supervisor su un punto dato a Cilic dopo chiamata contestata, e si va avanti. Il nervosismo di Kyle, non usuale per lui, è un altro sintomo della serata poco brillante che sta avendo. Marin concede le briciole quando va al servizio, anche Edmund sembra più sciolto e picchia bene alla battuta. Si arriva così al 6-6, a tratti l’inglese fa delle smorfie, forse di sofferenza fisica, tensione psicologica, o entrambe. In un paio di occasioni l’inglese non è proprio un gatto nello scatto verso destra, e non carica come al solito con le gambe. Nel tie-break, minibreak Cilic al settimo punto, con una bella progressione in spinta dal fondo, arrivano tre set point consecutivi, il secondo è quello buono. Il bel rovescio lungolinea in contropiede che manda il croato due set a zero in vantaggio mette anche una seria ipoteca sul risultato finale. Ormai Kyle è visibilmente provato, cerca di resistere con orgoglio, ma contro Marin che tira a braccio sciolto c’è poco da fare. Nel terzo set, break al terzo e al settimo game per Cilic, che chiude 6-2, dopo il primo gioco non ha più nemmeno offerto palla break, prestazione di solidità e sostanza per lui, dispiace per l’ottimo Kyle visto finore nel torneo. Attende in finale il vincente tra Federer e Chung, con il coreano è sopra 3-0, con lo svizzero è sotto 8-1. Terza finale Slam per Marin, una vinta (US Open 2014, su Nishikori), una persa (Wimbledon 2017, da Federer).

Nel secondo set sono stato un po’ altalenante, poi ho cominciato a servire meglio e colpire meglio. Mentalmente però sono stato sempre presente“, ha dichiarato Marin Cilic a caldo. Poi una battuta sul suo avversario, costretto a ricorrere al fisioterapista durante l’incontro: “Ho visto che Kyle stava lasciando andare un po’ i colpi, non credo fosse al massimo, soprattutto nel gioco di gambe. Ma è migliorato molto e sta giocando alla grande, credo che sentiremo parlare ancora tanto di lui”. La chiusura sulla probabile sfida con Federer, che lo battuto nettamente nell’ultima finale di Wimbledon: “Posso riuscire a contrastare il suo gioco, anche se lui cercherà il più possibile di controllare i punti”.

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