Cilic: “Se giocherò venerdì? Vediamo, la finale è stata dura. Voglio Slam e n.1”

Al rientro da Melbourne, Marin Cilic è stato intervistato dalla stampa croata. Ha ripercorso il suo Australian Open, confermato i suoi ambiziosi obiettivi e parlato della prossima sfida di Davis contro il Canada. E ancora di quel tetto chiuso in finale…

Cilic: “Se giocherò venerdì? Vediamo, la finale è stata dura. Voglio Slam e n.1”
Marin Cilic - foto Slavko Midzor (Pixsell)

Il finalista del singolare maschile dell’Australian Open, Marin Cilic, è arrivato stamane a Zagabria, da dove poi proseguirà verso Osijek, sede nel weekend della sfida del primo turno del World Group di Coppa Davis tra Croazia e Canada. Ad attenderlo all’aeroporto della capitale croata c’erano diversi media croati. Ecco le principali dichiarazioni rilasciate dal n. 3 del mondo ai suoi connazionali.

Quali sono le tue sensazioni oggi, dopo la finale australiana e la conquista della terza posizione nel ranking?
“Tutto molto bello. Penso sia veramente un grande successo quanto sono riuscito a realizzare negli ultimi mesi, in particolare la crescita negli ultimi due anni. Come ho già detto, il grande obiettivo di questa stagione è la conquista di un torneo del grande Slam e lo confermo. L’obiettivo ultimo è arrivare al primo posto della classifica mondiale, sarebbe un risultato eccezionale.”

 

Che scadenza ti sei dato per raggiungere la vetta della classifica ATP?
“La stagione in corso, forse anche la prossima. Non mi metto alcuna pressione sulle tempistiche al riguardo. Con il mio team lavoriamo veramente in maniera intensa, praticamente ogni giorno, sull’analizzare e cercare gli aspetti nei quali posso migliorare. Gli ultimi mesi sono la dimostrazione della bontà del lavoro fatto in questa direzione, abbiamo fatto fare un notevole passo in avanti al mio gioco e questa è la cosa che mi rende più felice. D’altro canto, neanche per Federer essere il n. 1  è una priorità. Può essere che mi capiti l’opportunità nei prossimi mesi, ma non ho una programmazione particolarmente orientata a tal fine. Non andrò a caccia di tornei anche se questa potrebbe essere una strada per il n. 1. In primis devo concentrarmi su me stesso e sul continuare a migliorare, continuare a lavorare in questo modo e con questi risultati.”

Cos’è cambiato esattamente nel tuo gioco rispetto alla scorsa stagione?
“Prima della fine della scorsa stagione abbiamo analizzato l’intera annata, i match dove ho giocato veramente bene e quelli in cui invece ho giocato peggio. Abbiamo individuato alcuni aspetti che hanno funzionato molto bene e abbiamo lavorato su quelli e sui punti deboli. Credo di aver alzato il livello complessivo del mio gioco di un paio di punti percentuali e questo mi ha aiutato a competere a uno standard più alto. Credo di essere più aggressivo con il servizio e con tutto il mio gioco, in assoluto il mio atteggiamento in campo è migliorato e questo è un ottimo segnale per il resto della stagione.”

A inizio dicembre c’è stata la separazione con Jonas Bjorkman. Stai ancora pensando di ingaggiare un altro allenatore da affiancare a Ivan Cinkus?
Al momento non sto ancora cercando un nuovo allenatore. Naturalmente ci sto riflettendo, mi sto domandando se c’è qualcuno che può aggiungere qualcosa al mio tennis. Quando troverò una risposta, probabilmente prenderò la decisione. Per il momento sono veramente troppo soddisfatto di Ivan e del resto della squadra. Abbiamo fatto veramente un bel lavoro.”

Passiamo alla sfida di Coppa Davis contro il Canada del prossimo weekend. Vedi la Croazia favorita?
Credo che siamo più completi, anche se loro sono forti. Hanno il giovane Shapovalov che sta facendo vedere un ottimo tennis in quest’ultimo anno, anno e mezzo. Contro Pospisil ho giocato agli Australian Open ed ha appena vinto un Challenger, mi sembra. Ed è un ottimo doppista. Sarà dura, perciò dobbiamo prepararci al meglio: dobbiamo vincere perché poi a mio avviso abbiamo un buon tabellone.”

Quando pensi di aggregarti al resto della squadra ad Osijek ?
“Non ho ancora deciso, probabilmente domani mattina. Il viaggio dall’Australia è durato ventisei ore. Il cambiamento di fuso orario lascerà di sicuro qualche traccia, dieci ore sono una grande differenza. Vedrò come reagisce il corpo nei prossimi uno-due giorni e valuteremo di conseguenza se potrò scendere in campo venerdì. L’ultimo match a Melbourne è stato duro. Dobbiamo decidere quale sia la soluzione migliore per tutti.”

Torniamo ancora per un momento alla finale e a quella decisione di giocare con il tetto chiuso.
“È stata una decisione discutibile. Le regole esistenti e i criteri che stabiliscono quando si deve chiudere il tetto… non sono stati soddisfatti. Comunque sia, le scelte fatte per la finale sono state diverse rispetto a quelle prese durante il resto del torneo. Ma tutto questo è dietro le spalle, il match fa parte del passato. Ho avuto le mie occasioni e mi dispiace non averle sfruttate. Ma, ripeto, sono fiero e felice di quello che ho fatto. Sarà un grande trampolino di lancio per il resto della stagione e, ritengo, per il resto della mia carriera.”

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