Davis, via al primo turno. Djokovic vede un chirurgo (Cocchi). Baby guerriera (Semeraro)

Davis, via al primo turno. Djokovic vede un chirurgo (Cocchi). Baby guerriera (Semeraro)

Davis, via al primo turno. Djokovic vede un chirurgo (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

 

E’ iniziato nella notte italiana il fine settimana azzurro di Coppa Davis con Fognini e compagni impegnati a Morioka contro il Giappone. Il ligure è stato abbinato a Taro Daniel per il primo match, seguito poi da Andreas Seppi contro Sugita. I padroni di casa non possono contare su Kei Nishikori, ancora infortunato, per questo primo turno. Il capitano Barazzutti mette comunque le mani avanti: «Sarà un incontro difficile, anche se il Giappone deve fare a meno di Nishikori — ha detto —. Giocare fuori casa in Davis è sempre difficile. I nostri avversari sono solidi e competitivi, il campo è veloce. Nei primi giorni i nostri giocatori hanno avuto qualche difficoltà, ma ora è stata superata. Hanno addomesticato superficie e palline e sono pronti». Tra le altre sfide, la Francia detentrice del titolo affronta l’Olanda senza Tsonga. Il belgio conta su Goffin per la sfida contro l’Ungheria mentre Croazia-Canada vede protagonisti i due Next Gen Borna Coric e Denis Shapovalov. La Serbia senza Djokovic – che ha visto un chirurgo a Praga e starebbe valutando l’idea di operarsi al gomito – ospita gli Stati Uniti di Isner e Querrey.

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Baby guerriera (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

Il 10 febbraio a Chieti, per la sfida contro la Spagna del primo turno del Gruppo II di Fed Cup, ci sarà anche lei, Elisabetta Cocciaretto, 17 anni compiuti in Australia il 25 gennaio scorso, n.807 Wta E’ la “bambina” marchigiana dolce e battagliera sulla quale la nostra capitana Tathiana Garbin si sta giocando una scommessa coraggiosa. I suoi 17 anni non sono un record (Monica Zoni debuttò in Fed Cup addirittura a 14 anni), e la convocazione, ci tiene a precisare la capitana, non è un premio per la semifinale raggiunta tra le under 18 agli ultimi Australian Open (in cui è arrivata anche a matchpoint), ma un’apertura di credito. «Elisabetta in questo momento è la giusta rappresentante della mia Nazionale: una ragazza intelligente, caparbia, sempre sul pezzo. Per lei sarà una grande esperienza, mi aspetto che impari tanto. Si parla spesso di momento nero del tennis femminile, ma dietro le veterane ci sono tante ragazze che stanno crescendo bene». Alessandra è nata tennisticamente al CT Porto S. Giorgio, lo stesso che ha visto i primi colpi di Gianluigi Quinzi, con il maestro Antonio di Paolo. A 11 anni si è trasferita al CPA di Jesi dove hanno iniziato a seguirla i due tecnici federali Sebastian Vasquez e Luca Sbrascini; oggi si allena al centro tecnico di Tirrena con Antonella Serra Zanetti e Fausto Scolari. Vincitrice del Lemon Bowl under 10 – in finale su Olga Danilovic, figlia del fuoriclasse del basket Sasha – 4 volte campionessa italiana in tutte le categorie fino all’under 14, l’anno scorso ha vissuto un periodo difficile per un infortunio alla schiena. Ma, anche grazie ad un nuovo programma di allenamento a Tirrenia, ora si è irrobustita e ha ripreso fiducia. «L’anno scorso mi chiamava in lacrime – racconta Sbrascini – si era abituata a vincere sempre e ricominciare non è stato facile. Ma è determinata a fare la tennista, vuole arrivare in alto. E tenace eppure anche estremamente dolce e con i piedi per terra; assieme a Federica Rossi forma una coppia molto interessante per il futuro del nostro tennis. Con lei qui nelle Marche abbiamo lavorato molto anche sul piano mentale, sotto la supervisione di Corrado Barazzutti». Non altissima, più a suo agio con il rovescio anche se prova a tirare anche il diritto. «Elisabetta deve ovviamente migliorare tecnicamente in tante cose, e anche dal punto di vista mentale – ammette la Garbin -. Ora già serve meglio, anche perché dopo l’infortunio le abbiamo dato una struttura fisica più adatta, la sua forza è che ascolta molto e impara in fretta». Mamma avvocatessa, papà informatore farmaceutico, Elisabetta adora Federer e ammira molto la Wozniacki e la Halep, ascolta musica e si diverte con i social come tutte le ragazze della sua età, ma continua a studiare anche a Tirrenia. «Un difetto? La testardaggine», spiega.

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