Bene in Giappone, ma con la Francia servirà un’impresa

La vittoria dell'Italia era scontata ma è risultata più ardua del previsto. Ospiteremo la Francia a Genova, servirà ben altro. Colpaccio Germania in Australia, OK le altre favorite

Bene in Giappone, ma con la Francia servirà un’impresa

È stato il solito grande, intenso, lungo week-end di Coppa Davis, foriero di tante emozioni e molti match vietati ai deboli di cuore. Tante emozioni le hanno regalate anche i nostri ragazzi che impegnati in Giappone, hanno raccolto una vittoria su cui alla vigilia della sfida ci si scommetteva tranquillamente ma che poi una durissima tre giorni ci ha fatto apprezzare ancora di più.

Già, perché nonostante i giapponesi fossero privi di Kei Nishikori (in verità impegnato in un challenger a Dallas, ma probabilmente il nr.10 del mondo non se l’era sentita di impelagarsi in una tre giorni con match 3 su 5 essendo al rientro da un lungo infortunio) e di Yoshihito Nishioka, ci hanno fatto sudare le fatidiche sette camicie per portare a casa il risultato. E visto che per tutti era una sfida da vincere, cosa sarebbe mai successo se avessimo perso? Per cui prendiamoci e festeggiamo questa vittoria, ma rimanendo con i piedi per terra e analizzando con calma le note positive e quelle negative di questa tre giorni.

 

Fabio Fognini si è dimostrato un vero “animale” da Davis e dopo la fondamentale vittoria in Argentina l’anno scorso sul 2-2 sempre negli ottavi (per di più rimontando due set) contro Guido Pella, ha pensato bene di replicare quest’anno, prendendo parte a tutti e 3 i punti della nostra Nazionale. Nei due singolari come dicevamo ha giocato così e così, ma mentre venerdì se l’è cavata anche per lo scarso valore del suo avversario (Taro Daniel, un giapponese anomalo che ama giocare sulla terra), oggi ha messo il cuore e la grinta sopra ogni difficoltà, annullando un match point, rimontando da 1-4 nel quinto set e trionfando alla fine dopo essere stato in campo ben oltre le 11 ore tra il venerdì e la domenica. Di più davvero non gli si poteva chiedere.

Maluccio Andreas Seppi. E’ pur vero che lui al match point ci era arrivato contro Sugita venerdì, ma è anche vero che se avesse giocato solo minimamente sopra i suoi standard la contesa sarebbe stata già chiusa al sabato. Nulla da dire invece sul doppio, Bolelli è stato il vero trascinatore e Fognini gli è andato sapientemente a ruota. Ecco, questo doppio non deve aver paura di Herbert e Mahut, probabile coppia avversaria che sarà schierata da Yannick Noah nella sfida dei quarti che con ogni probabilità si giocherà sulla terra rossa di Genova contro la Francia (6-8 aprile).

Cosa dire delle altre sfide del week-end. Partiamo subito dai detentori del titolo e nostri prossimi avversari. A Noah piace rischiare ed ancora una volta gli è andata bene. Il capitano francese ha schierato Mannarino nei singolari al posto di Pouille nella sfida contro l’Olanda, pagando pegno nella giornata di venerdì e cavandosela per il rotto della cuffia oggi, dopo che Gasquet ed il doppio di cui sopra avevano raddrizzato la sfida. Mannarino ha battuto al quinto set Robin Haase in un match a dir poco bruttino che ai più ha ricordato per lunghi tratti le sfide tra Higueras-Barazzutti degli anni ’70 con palleggi infiniti e noiosi. Non sappiamo se il buon Adrian avrà una seconda chance, stavolta gli è andata bene e farebbe meglio a godersi questo momento di notorietà.

Riservandoci di fare un’analisi più approfondita della sfida contro i francesi più avanti (nella seconda pagina dell’articolo troverete tutti i precedenti tra le due nazionali), possiamo oggi solo dire che sarà una sfida alquanto improba. Tsonga, Gasquet, Simon, Pouille e la coppia Herbert/Mahut (non ci dovrebbe essere Monfils da un anno in rotta con Noah) sono giocatori di grandissima esperienza e dalle indubbio valore tecnico. Giocheremo sulla terra perché quella è la nostra superficie migliore ed è giusto così, ma sarà durissima. Abbiamo però tutti i numeri e le capacità per potercela giocare. Per quanto possibile dobbiamo provare a sfruttare il vantaggio del fattore campo e l’ambiente, Fognini in Davis ha dato dimostrazione di essere capace di qualsiasi impresa e può senza dubbio fare da traino per i suoi compagni. Del nostro doppio abbiamo già scritto, un buon Seppi o un Lorenzi combattivo potranno sicuramente essere utili alla causa. Sfida gustosa, intrigante, perché non provarci.

La vera sorpresa del week-end è stata la vittoria della Germania in Australia. Hewitt in panchina e Kyrgios in campo sembravano troppo forti per Zverev e i suo compagni, ed invece finalmente Sascha ha giocato da par suo sulla distanza del 3 su 5. E’ saputo venire a capo dell’emergente allievo di Lleyton Hewitt Alex De Minaur, piegato in 5 set, e poi ha schiantato senza batter ciglio Nick Kyrgios, lontano dalla sua forma migliore. Ma la chiave, come spesso accade in Davis, è stato il doppio, dove Struff e Puetz hanno battuto in 5 set Ebden e Peers che erano nettamente favoriti. Insomma la Germania è stata più squadra ed è stata premiata, australiani rimandati ai play-off di settembre.

I tedeschi si recheranno a far visita nei quarti alla Spagna che a Marbella ha superato con non poche difficoltà la Gran Bretagna. Il team ospite nonostante le assenze di Murray e Edmund (infortunatosi nei primi allenamenti sula terra spagnola) ha reso la vita difficile ai padroni di casa grazie a Cameron Norrie, nr.114 del ranking Atp e ai più sconosciuto. Perché la Davis è talmente particolare che sa regalare il proscenio anche ad illustri sconosciuti e stavolta è stato il turno del giovane tennista britannico. Il quale, non solo si è preso il lusso di rimontare due set da esordiente a Roberto Bautista-Agut (sulla terra rossa, giusto specificarlo), ma poi ha provato a fare il secondo miracolo anche contro Albert Ramos (due tennisti tra i primi 30 del mondo), costringendolo ad una durissima battaglia prima di cedere con l’onore delle armi. Bruguera ha tirato un bel sospiro di sollievo, il suo esordio sulla panchina spagnola rischiava di diventare tragico ed invece ora si trova ad organizzare una sfida casalinga per i quarti di finale contro i pericolosi tedeschi.

Oltre alla Francia e all’Italia come teste di serie sono passate il Belgio, che ha disposto senza alcun problema dell’Ungheria contro la quale ha sfruttato la nuova regola che permette alle finaliste dell’anno precedente di avere il vantaggio del fattore campo anche quando non spetta al 1° turno dell’edizione successiva, e la Croazia.

Occhio a Cilic e Coric (senza dimenticare Ivan Dodig). Potenzialmente i croati sono la squadra meglio assortita delle otto che hanno passato il primo turno assieme proprio ai francesi. Due singolaristi di primissimo livello, un doppio di tutto rispetto (la rimonta contro i canadesi è stata eccezionale) e il fatto di poter affrontare il Kazakistan in casa nel prossimo turno sulla carta (con i kazaki è meglio specificarlo sempre) spiana la strada verso il raggiungimento della semifinale. I croati hanno avuto ragione del Canada dove il solo Shapovalov, per di più sulla terra, poco poteva. Pospisil in singolare non è più pericoloso come una volta, una piccola speranza c’era per il doppio. Ma se sprechi un vantaggio di due set a zero e un break di vantaggio nel terzo al massimo te la puoi prendere solo con te stesso. E probabilmente contro questa Croazia non sarebbe servita nemmeno la presenza di Milos Raonic.

Abbiamo detto dei kazaki che hanno avuto in sorte l’avversario più comodo del lotto, la Svizzera orfana di Federer e Wawrinka, dove Laaksonen era il nr.1 rossocrociato mentre nessuno dei suoi compagni era tra i primi 485 del ranking. Insomma il Kazakistan poteva solo vincere.

Così come erano obbligati a vincere gli Usa che hanno piegato agevolmente in trasferta la Serbia. Anche in questo caso Zimonijc si è ritrovato con le armi spuntate, mancando Djokovic (per i noti motivi), Troicki e Tipsarevic. Anche un solo punto sarebbe stato un miracolo per i padroni di casa. Non è che i tennisti americani abbiano convinto più di tanto, ma Querrey e Isner anche sulla terra sono sempre due belle gatte da pelare. Ora per gli Stati Uniti una sfida di ben altro livello, ad aprile riceveranno il Belgio di Goffin che rispetto a questo week-end dovrebbe avere un Darcis in più nel motore. Sarà tutt’altro che una sfida scontata, i belgi hanno tutte le intenzioni di provare nuovamente l’assalto all’insalatiera.

CON LA FRANCIA PER ROMPERE LA PARITÀ… SEGUE A PAGINA 2

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