Mondo Challenger: Special Kei, l’attesa è finita

Nishikori torna a vincere un titolo a distanza di due anni e sembra ben avviato sulla strada del pieno recupero. Robert trionfa in Tasmania. Halys in Bretagna

Mondo Challenger: Special Kei, l’attesa è finita

Dallas (USA, $125000, cemento indoor) – [1] K. Nishikori b. M. McDonald 6-1 6-4

Nishikori, ventitré mesi dopo. L’ultimo titolo della superstar giapponese risaliva al febbraio del 2016 e il teatro era il solito, quello di Memphis, dove Special Kei aveva alzato le braccia al cielo per la quarta volta consecutiva. Sfortunatamente quel torneo, caro a molti, è stato dismesso da un paio di stagioni e l’ex numero 4 del mondo, complici i gravi e persistenti problemi al gomito destro che l’hanno tenuto lontano dal tour per sei mesi, non aveva più trovato la strada del successo. Il mid-south degli Stati Uniti continua a  portargli bene, tutto sommato, e i 729 km in direzione sud ovest che separano il feudo nipponico del Tennessee da Dallas sono simbolo del faticoso ritorno al successo, seppur in un torneo minore. La campagna si è rivelata piuttosto agevole: vendicatosi all’esordio di Dennis Novikov, che lo aveva estromesso al debutto la settimana scorsa a Newport Beach, Nishikori ha penato solo nel secondo turno vinto in rimonta su Bachinger, prima di infilare tre vittorie senza macchia contro Koepfer, Jung e, in finale, Mackenzie McDonald, recentemente assurto all’onore delle cronache per aver mostrato a Griga Dimitrov i famosi sorci verdi in quel di Melbourne Park.

 

Burnie (Australia, $75000, cemento) – [5] S.Robert b. D. Altmaier 6-1 6-2

Lo danno per morto da anni, ma il tenebroso veterano di Montargis non ha intenzione di mollare l’osso. La classifica non consente comode escursioni nel gotha del circuito? Nessun problema, Stephane Robert si sacrifica volentieri al piano di sotto, anche perché salire e scendere da aerei ai quattro angoli del globo non rappresenta un problema. Stavolta è toccato a Burnie , Tasmania, celebrarne  l’impresa, al termine di un percorso che, per giunta, gli ha regalato poco o nulla: certo, l’atto finale strappato all’onesto Daniel Altmaier non proponeva un coefficiente di difficoltà impossibile, ma Evan King nei quarti (terza testa di serie) e il redivivo Nishioka in semifinale (seconda) li ha eliminati lui a furia di bastonate di dritto, per chiudere la settimana con in tasca il nono titolo challenger su diciannove finali disputate.

Quimper (Francia, $43000, cemento indoor) – [5] Q. Halys b. A. Vatutin 6-3 7-6(1)

Montepremi più basso ma torneo non meno interessante a Quimper, seconda tappa del mini circuito bretone invernale. Si è imposto Quentin Halys, talentino gregario dell’attesissima classe ’96, meno sponsorizzato dei vari Chung, Coric e Quinzi ma proprio per questo abile a sfruttare l’assenza di riflettori per avanzare sotto traccia adottando la politica dei piccoli passi. Intanto ha conquistato il secondo titolo di secondo livello in carriera eliminando in semifinale nientemeno che Tsitsipas, testa di serie numero uno in fase di preparazione fin che si vuole, ma pur sempre (e da sempre) ragazzo da copertina nella grande maggioranza dei tornei cui prende parte. Quentin è ora a un passo dal cosiddetto tennis che conta: il computer, questa mattina, ne ha certificato l’approdo alla posizione numero centodue. Poca storia in finale con il sorprendente russo Alexey Vatutin, comunque bravo a tenerla sul filo del tie break nel secondo, e pochina anche per le tracce italiane in gara: il migliore si è rivelato Stefano Napolitano, eliminato nei quarti proprio dal teenager greco, mentre si è fermata subito la corsa di Arnaboldi e Donati, fatti fuori rispettivamente da Hemery e Trungelliti.

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