32 teste di serie fanno tanta differenza?

32 teste di serie fanno tanta differenza?

L’Australian Open ha annunciato che dal 2019 si tornerà ad avere solo 16 teste di serie invece di 32. Questo significa che uno dei primi potrà trovarsi di fronte un top 20 già dal primo turno. Secondo alcuni ne guadagnerà lo spettacolo con primi turni più avvincenti. Secondo altri si rischia ti sbilanciare i tabelloni con alcuni favoriti sconfitti alle prime battute. Ma in fin dei conti che impatto hanno avuto le 32 teste di serie sui tornei dello Slam? Prima dell’avvento delle 32 teste di serie, quante volte un giocatore compreso tra i primi 16 è stato battuto da uno compreso tra la 17esima e la 32esima posizione nei primi due turni?

Il tabellone con 32 teste di serie fu introdotto a Wimbledon nel 2001. Siamo allora andati a cercare tutti gli incontri avvenuti tra primo e secondo turno tra una delle prime 16 teste di serie e un giocatore che sarebbe stato incluso tra le 32. Abbiamo considerato 46 Slam tra Roland Garros 2001 e Australian Open 1990. Uno studio accurato purtroppo avrebbe richiesto troppo tempo per controllare tutti gli eventuali giocatori assenti nel torneo e per ricostruire l’entry list di Wimbledon con l’algoritmo usato per calcolare le teste di serie sull’erba. Senza contare i casi (come ad esempio l’US Open 1996) in cui il seeding non fu preso direttamente dal ranking anche in altri tornei. Inevitabilmente ci potrebbero essere delle lacune ma i dati raccolti sono sufficienti per trarre alcune conclusioni.

 

Ci sono alcuni casi significativi, ma uno in particolare si staglia sugli altri e viene citato spesso come esempio della differenza che possono fare 32 teste di serie rispetto a 16. Si tratta del Roland Garros del 1990. Edizione alla quale il numero uno al mondo (Ivan Lendl) non prese parte con l’obiettivo di preparare al meglio Wimbledon. Le prime due teste di serie, Edberg e Becker, vennero sconfitte al primo turno da due giovani talenti, tali Sergi Bruguera (19 anni, che poi a Parigi vinse per due volte nel 1993 e nel 1994) e Goran Ivanisevic (18 anni, che poche settimane dopo ritrovò il tedesco nella sua prima semifinale a Wimbledon). Peccato che Bruguera e Ivanisevic non avessero la classifica sufficiente per entrare tra i primi 32 del torneo. Molti gli assenti di quella edizione, ben 10 tra i primi 42: Lendl, Gilbert, McEnroe, Mayotte, Wilander, Sampras, Steeb, Skoff, Masur, Van Rensburg. La testa di serie numero 32 sarebbe quindi stata assegnata al numero 42 del mondo, lasciando fuori di una posizione in numero 43 Ivanisevic, e di quattro posizioni il numero 46 Bruguera. Quindi 32 teste di serie non avrebbero salvato Edberg e Becker.

A parte il Roland Garros 1990 i veri casi da ricordare sono pochi. Ne abbiamo contati 8 in 46 Slam considerati tra Roland Garros 2001 e Australian Open 1990.

  • Pioline che da numero 26 supera Rafter (numero 4), due volte campione in carica, all’US Open 1999 (bisogna dire che si trattava di un Rafter che era appena rientrato dopo un infortunio).
  • Kafelnikov, testa di serie numero 1, sconfitto da Hrbaty (numero 30) al secondo turno del Roland Garros 1999.
  • Moya che da numero 25 supera Becker (numero 6), campione in carica, all’Australian Open 1997. Moya poi si spinse fino in finale, sconfitto da Sampras.
  • Nel 1995, Sampras, da numero due al mondo, perse da Schaller (24) al primo turno del Roland Garros.
  • Stich, numero 2 al mondo, fu battuto da Washington (numero 23) al primo turno dell’Open d’Australia 1994, per poi essere sconfitto anche pochi mesi dopo al secondo turno a Parigi da Krickstein (numero 33).
  • Novacek, numero 19, che supera Edberg, numero 3 e campione uscente, al secondo turno dell’US Open 1993.
  • Val la pena poi ricordare Edberg, che all’ultimo anno sul circuito e all’ultima partecipazione in uno Slam, da numero 28, supera Kraijcek (numero 7) al primo turno dell’US Open 1996, ma non si può dire che Kraijcek fosse uno dei grandi favoriti.
  • O Sampras che nel 2000, da numero due al mondo, perse da Philippoussis, numero 25, al primo turno del Roland Garros, ma realisticamente non sarebbe andato molto avanti in ogni caso.

Su 46 Slam e 164 incontri nei primi due turni tra uno dei primi 16 e un giocatore che sarebbe stato incluso tra la testa di serie numero 17 e la 32, per ben 117 volte (il 71%) ha vinto il favorito. Delle 47 vittorie degli outsider solo 6 (meno del 4% del totale) hanno coinvolto uno tra i primi 4 (su un totale di 33). Ovvero, Roland Garros 2000, Philippoussis b. Sampras (2), US Open 1999 Pioline b. Rafter (4), Roland Garros 1999 Hrbaty b. Kafelnikov (1), Roland Garros 1995 Schaller b. Sampras (2), Australian Open 1994 Washington b. Stich (2), US Open 1993 Novacek b. Edberg (3). Per contro nei 46 Slam considerati un giocatore compreso tra i primi 4 ha battuto un avversario che avrebbe potuto essere testa di serie per ben 27 volte su 33 (82%).

Il curioso 1996 di Pete Sampras: da notare che 7 di queste 27 vittorie siano state ottenute da Sampras e ben 4 nel 1996, due di seguito al Roland Garros (Gustafsson e Bruguera) e due di seguito a Wimbledon (Reneberg e Philippoussis). Quell’anno Sampras arrivò in semifinale a Parigi e crollò contro Kafelnikov per le fatiche sostenute nei turni precedenti (cinque set con Bruguera, Martin e Courier), Poco dopo a Wimbledon Sampras perse da Kraijcek nei quarti (unica sconfitta nel torneo tra il 1993 ed il 2000). Chissà cosa avrebbe potuto ottenere l’americano a Parigi se con 32 teste di serie avesse trovato un tabellone un po’ più propizio. E chissà poi a Wimbledon, dove per sua stessa ammissione arrivò stanco a causa di Parigi. Magari con 32 teste di serie (e aggiungiamo una settimana in più tra Parigi e Londra) la peggior stagione al top del campione americano sarebbe diventata la miglior stagione della sua carriera.

In media uno dei primi 16 ha perso da un giocatore che non avrebbe incontrato se ci fossero state 32 teste di serie solo una volta per Slam, solo in un caso ce ne sono state quattro nello stesso torneo (Roland Garros 1991) e in un altro caso tre (US Open 1993). Se i primi 16 favoriti avessero sempre passato il primo turno in tutti gli Slam, ci sarebbero stati 1472 possibili incontri (in realtà sono meno), quindi solo nell’11% dei casi si è verificato un incontro che non sarebbe accaduto con 32 teste di serie. L’incidenza delle sorprese dovute a 16 teste di serie pare quindi alquanto trascurabile. In particolare per quanto riguarda le grandi sorprese coinvolgenti i favoriti del torneo (6 sconfitte su 164 incontri).

In compenso 164 incontri in totale su un totale di 46 Slam, con i primi due turni divisi su 4 giorni (ovvero 184 giorni) assicurano una media di un match di discreto richiamo ogni giorno, che potrebbe giovare alla visibilità dei primi turni senza porre troppo a rischio la progressione dei favoriti.

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