ATP Montpellier: avanza la marea francese, con un pizzico di Russia

MONTPELLIER - Il torneo si fa caldo: Tsonga scherza un po' ma passa, con lui altri tre francesi ai quarti. Rublev e Khachanov mine pronte a saltare

ATP Montpellier: avanza la marea francese, con un pizzico di Russia

dal nostro inviato a Montpellier

Si sono disputati i sei restanti ottavi di finali all’Open Sud de France, dopo la qualificazione di Goffin e Rublev. Quattro i francesi qualificati – due dei quali si sfideranno – assieme a Dzumhur e Khachanov.

 

DERBY: JO E RICHARD SCHERZANO COL FUOCO – Un certo fil rouge collega le vittorie ottenute da Richard Gasquet e Jo Wilfried Tsonga. Entrambi, da favoriti, hanno gigioneggiato un po’ troppo prima di mandare fuori dal torneo i connazionali Pierre-Hugues Herbert e Nicolas Mahut. Migliore per intensità è stato il triplo tie-break che ha premiato Tsonga, sebbene l’omone di Le Mans abbia fallito nell’intento di vincere senza innestare mai la seconda. La strada sembrava asfaltata dopo il primo tie-break vinto grazie a due punti da campione: gran rincorsa su stop volley di Mahut e schema dritto anomalo-volée. Nel secondo set Jo si è limitato a tenere il servizio e sonnecchiare in risposta, con il probabile proposito di rialzare il livello nel gioco decisivo e andare in doccia. Qui ci si è messo di mezzo Mahut giocando un gran bel passante in avanzamento, ma la frittata è stata tutta di Tsonga che ha spedito lungo uno smash facile. Giunti al terzo ed ultimo tie-break, con Tsonga sempre a metà tra intenzione ed esecuzione, la contesa si è decisa praticamente tutta di volo. Tsonga ha attaccato con maggiore convinzione e di conseguenza vinto l’incontro, contrapponendo a un doppio fallo di Mahut un decisivo ace di seconda. Il problema adesso ha il volto (cattivo) di Andrey Rublev, nel quarto di finale più succulento del programma di venerdì. Credo che abbia un solo modo di giocare, ma è molto pericoloso. Dovrò stare molto attento e cercare di variare il ritmo per evitare il suo ‘bum bum bum’“, gesto con la mano compreso. “La nuova generazione dei russi è terribile, sono tutti molto forti. Ma sono motivato, mi piace giocare contro ragazzi così giovani”. Jo a questo punto si alza, assolti gli obblighi, e va a farsi fotografare con un bimbo parecchio emozionato. Gli si vuol bene, non c’è che dire.

Jo Wilfried Tsonga in conferenza stampa

In perfetta assonanza con le caratteristiche dei tennisti in campo, il derby tra Herbert e Gasquet è stato un match più ‘soffice’. Eppure, come detto, largamente accostabile all’altro incontro: il primo set finisce nelle mani di Gasquet al tie-break, per sette punti a tre, grazie a un paio di esecuzioni decisive – su tutte un passantino stretto. Il secondo set vede il medesimo calo di livello di quello che ha premiato Mahut, e infatti a vincerlo è il tennista sfavorito: in questo caso Herbert evita il tie-break rubando il servizio a Gasquet all’ultima occasione utile, con due vincenti lungolinea. L’equivalente dello smashaccio di Tsonga è un timido rovescio incrociato di Gasquet, che genera il terzo set. Qui le similitudini tra i due derby si esauriscono poiché Gasquet trova un break a metà parziale e non si fa più sorprendere. L’abbraccio-quasi bacio di fine incontro ci ricorda che questo era anche il derby dei coach, poiché entrambi sono agli ordini di Fabrice Santoro: il ‘Mago’ sedeva nel box di Herbert, laddove Thierry Tulasne – head coach di Gasquet – ha ovviamente occupato la zona opposta di campo.

Richard Gasquet e Pierre-Hugues Herbert – Credit to Tv Sport Events/JB Autissier

Contro Dzumhur anche per Gasquet l’asticella si alzerà, e non è certo un mistero: “Sarà un incontro completamente diverso rispetto a quello di oggi“, ha chiosato Richard. E no, il francese non se lo ‘porterà da casa’.

BENOIT VA VERSO L’ALTRO DERBY – Non si può certo dire che la scelta di chiudere la giornata con il match tra Paire e Millman sia stata errata. Benoit è l’essenza stessa del primetime, per capacità di praticare il tennis con totale disinvoltura e per quel magnetismo con il quale induce gli spettatori a non distogliere lo sguardo dal suo rovescio. Sono ricomparse, puntuali, tutte le palle corte che erano mancate nell’esordio contro Mischa Zverev: di contro l’australiano ha fatto quadrato sul suo tennis, è andato anche in vantaggio nel secondo parziale ma si è lasciato rimontare fino alla disputa del sesto e ultimo tie-break di giornata. Quasi spiazzante il confronto tra il binario unico su cui viaggia il tennis di Millman e le mille traiettorie che possono scaturire dalla racchetta di Paire, che quando gli gira colpisce in chop il dritto, ogni tanto a rete si posiziona come un pescatore distratto e altre volte fa filare il rovescio all’incrocio delle righe. Alla fine le buone cose prevalgono sulle sciocchezze e Paire vince portando a quattro il contingente di francesi ai quarti di finale: uno sarà sicuramente in semifinale, poiché a Paire sarà opposto Lucas Pouille. Del suo match contro Carlos Taberner, onestamente, ci siamo accorti appena. Lo spagnolo era apparso parecchio contratto stamane in allenamento – “Sono un po’ preoccupato, non colpisce come dovrebbe” ci aveva confessato il suo coach – e ha confermato le sensazioni negative vincendo appena tre game in cinquanta minuti. Per un giocatore dal tennis piuttosto regolare era complesso, stante il suo attuale livello, fare match pari contro uno come Pouille. Taberner torna a casa con la grande soddisfazione della prima vittoria a livello ATP: può ancora crescere, ha appena vent’anni. Pouille coglie invece la prima vittoria stagionale dopo lo stop al primo turno a Melbourne.

GLI INTRUSI – In una giornata ancora dominata dagli interpreti di casa – sei su dodici che sono scesi in campo, quattro su sei che hanno passato il turno – l’inizio di programma è stato sciovinisticamente riservato agli unici due incontri privi di francesi, così da garantire sostegno e spalti pieni sul Court Patrice Dominguez nelle ore successive. Si sono imposti incontrando quasi il medesimo grado di difficoltà Damir Dzumhur e Karen Khachanov, che ha dato seguito alla sudata vittoria contro Ferrer.

Il bosniaco ha battuto in due set un buon Ruben Bemelmans, dimostrando con una condotta di gara all’insegna dell’imprecazione balcanica di non aver gradito troppo la scelta degli organizzatori di relegarlo sul Court 1. Quarto favorito del torneo, esordio al giovedì grazie al bye, ma misero palcoscenico: sul secondo campo la palla viaggia un pelo di più, come è usuale fuori dai campi centrali di molti tornei, e oltre a esserci meno attenzione ai movimenti degli spettatori da parte degli steward c’è anche qualche rumore proveniente dagli adiacenti campi di allenamento, la cui separazione è segnata solo da un mega-sipario nero. Va detto che si tratta rumori minimi e ampiamente sopportabili: il nervosismo di Dzumhur era probabilmente ‘preventivo’ e alimentato da un Bemelmans sceso in campo con buon piglio, anche se un po’ pasticcione con gli smash. Alla fine i piedi veloci e l’impeccabile copertura del campo da parte del bosniaco hanno avuto la meglio. Se riproporrà quanto di buono fatto vedere oggi, dimenticando inutili rimbrotti a chicchessia, la sfida contro Gasquet non lo vedrà sfavorito.

Le difficoltà che per Dzumhur erano disseminate in ogni angolo del match, Khachanov le ha incontrate tutte nel secondo set, in particolar modo nel tie-break. Contro il lituano Ricardas Berankis il primo parziale è scivolato via regolare per Khachanov, che nel secondo è stato sotto 4-1 prima di decidere che no, non sarebbe stato il caso di lasciare in gioco il solo Rublev tra i ragazzini russi – per inciso, Andrey si allenava in contemporanea dimostrando di non percepire alcuna differenza tra partita e allenamento: lui tira tutto quello che gli capita nelle vicinanze, lasciando attoniti anche i passanti meno tennisofili – e si è guadagnato il jeu decisif nel quale ha annullato quattro set point prima di poter pensare al prossimo capitolo del torneo. Che si chiama David Goffin, ed è il cliente peggiore da queste parti.

Risultati:

K. Khachanov b. [PR] R. Berankis 6-2 7-6(11)
[4] D. Dzumhur b. R. Bemelmans 7-5 6-4
[5] R. Gasquet b. P-H. Herbert 7-6(3) 5-7 6-3
[3] J. W. Tsonga b. N. Mahut 7-6(3) 6-7(3) 7-6(4)
[2] L. Pouille b. [Q] M. Taberner 6-1 6-2
B. Paire b. [PR] J. Millman 6-4 7-6(4)

Il tabellone completo

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