Italdonne un’impresa (Semeraro), Italia batte Spagna 3 a 2. Chiesa che bella sorpresa (Azzolini), Chiesa dei miracoli. Italia tutto cuore Spagna domata (Cocchi)

Italdonne un’impresa (Semeraro), Italia batte Spagna 3 a 2. Chiesa che bella sorpresa (Azzolini), Chiesa dei miracoli. Italia tutto cuore Spagna domata (Cocchi)

Rassegna a cura di Daniele Flavi

 

 

 

Italdonne un’impresa

 

Stefano Semeraro, il corriere dello sport del 12.02.2018

 

L’Italia di Fed Cup cambia, perde anche qualche pezzo, ma non il vizio: quello di vincere e stupire. Mescolando la grinta della veterana Sara Errani al tennis senza paura della debuttante Deborah Chiesa, la 21 escare di Trento che nella seconda giornata della sfida contro la Spagna, sul 2-1 perle azzurre, buttata in campo a sorpresa dalia capitana Tàthiana Garbin, ha rovesciato il tavolo prendendosi in tre set il punto decisivo contro la numero 2 spagnola, la 25enne Laura Arruabarrena, n. 82 Wta, e mandando l’Italia allo spareggio di aprile per la promozione nel World Group. La Spagna partiva da favorita, ma già dopo 1’1- 1 dl sabato si era capito che per le “furiette rosse”, orfane di Garbine Mugunrza, non sarebbe stata facile. Perché la Errani, tomaia ad allenarsi proprio in Spagna con Pablo Lozano dalla fine del 2017, aveva di nuovo il fuoco di Coppa addosso, e lo ha dimostrato anche ieri, vincendo un match tutti di nervi e tattica (18 break complessivi) contro Carla Suarez Navano. A completare i due atti di Santa è arrivato penò il capolavoro di Tax Garbin, che all’ultimo ha deciso di schierare Deborah, n. 179 Wta, al suo debutto in Fed Cup, lasciando a riposare Jasmine Paolini per il doppio di spareggio: queste sono le “sue ragazze, Tàthiana le conosce a fondo e ne sta esimendo il meglio per queste un nuovo ciclo dopo quello d’oro delle quattro Coppe vinte. E infatti la fidanzata di Gianluigi Quinzi – che proprio ieri ha conquistato il suo 11 titolo ITF – non l’ha tradita, dimostrando di avere sangue e nervi da giocatrice di coppa. «Vai, fatti ricordare come una guerriera». Un primo set durissimo, break e contro break all’inizio, uri occasione sprecata sul 5-3, poi la chiusura al declino gioco. Nel secondo set Deborah ha perso un po’ di campo, ma la Garbin dalla panchina ha continuato ad incitarla («Cuore, tuo!). Così, dopo aver perso il secondo set ed essere andata sotto 1-4 nel terni la Chiesa, ché da un anno si allena ad Anzio con Karin Knapp nell’accademia dei fratelli Piccari, ha ritrovato la grinta e la spinta di rovescio: ripresa la spagnola su14-4 cha trascinata al tie-break, dove è andata in vantaggio 5-1, si è fatta raggiungere, ha sprecato il match-point e ne ha salvato uno prima di chiudere 9-7. «Davvero giocare per la Nazionale ti dà qualcosa in più – ha ammesso Deborah – questa vittoria la dedico alla mia famiglia.. Battendo la Spagna, l’Italia s’è garantita la permanenza nella Serie B di Fed Cup e ora tornerà in campo il 21 e il 22 aprile il play off per risalire in A. Domani il sorteggio, per affrontare una delle quattro perdenti del World Group: Bielorussia (sorteggio perla sede), Svizzera (sorteggio), Belgio (in casa) e Olanda (sorteggio).

 

Italia batte Spagna 3 a 2. Chiesa che bella sorpresa

 

Daniele Azzolini, tuttosport del 12.02.2018

 

E’ stato come assistere allo sbocciare di un fiore su un campo inaridito. Ed è stato bello. Una nascita inaspettata, ma naturale, che intenerisce e dà speranza Lei, Deborah, è il fiore. Non fragile, stento, scosso dalla fatica di affacciarsi al tennis. Carnoso, invece, e solido, di petali ben aggrappati a un gambo che ha radici ford. Semenza vigorosa, quella di Deborah Chiesa, ventunenne di Trento, che ha trasformato il ballo della debuttante in un assolo potente, quasi sfacciato nei momenti più incerti di un match che a lungo ha camminato sull’orlo, da una parte l’inaspettata vittoria che potrebbe riportare il nostro tennis di Fed Cup alla risalita, dall’altra il baratro, chiamatelo Serie C o come vi pare. Una che si rianima quando l’avversaria, Lara Arruabarrena-Vecino, più esperta e di miglior classifica (97 posti di differenza, se vi pare poco) ha preso il sopravvento, e invece di subire le impone un terzo set di fatica e sofferenza, mentre quella si aspettava di viaggiare in autostrada Una che cancella il match point contrario spingendo senza paura, e ne ottiene un altro per lei, il secondo, che scombicchera la spagnola e la costringe ancora una volta a fare i conti con i suoi limiti. «Mi sono stufata di perdere a un passo dalla vittoria. Mi sono detta.. Dai, dacci dentro». Evviva. Era il punto del 3-1 per le azzurre, in un match che tutti pronosticavano esattamente con quel risultato, ma a favore della Spagna Deborah Chiesa è venuta dopo Sara Errani, e rivederle dopo, in festa e in lacrime, è l’immagine che meglio di tante parole spiega quanto ci tenessero, e quanto sia stata ardua l’impresa. Una nascita, e una rinascita, perché il punto del 2-1 è stata Sara filmarlo, e non contro una qualsiasi. Anni fa, in altri tempi, avremmo trovato normale vederla opporsi con naturalezza a Carla Suarez-Navarro, non concederle spazi palleggiando meglio e affondando i colpi al momento giusto. Ma Sara viene da un periodo difficile, se non burrascoso, dunque i 2 punti portati in Fed Cup meritano attenzione e sostegno, perché li ha cavati da dentro di sé, li ha estratti dai dubbie dalle incertezze. Lasciatecelo dire… Noi l’avevamo scritto: il tuo tennis è ancora li. Lei lo ha ritrovata Ora potrà tornare a guardare il suo sport con rinnovato amore. Piuttosto, è la nascita del fiore chiamato Deborah, che pone domande. Che ci fa una come lei al n. 179 del mondo? Come è stata sostenuta una ragazza che ha, già oggi, il tennis per stare nelle prime 100? Che scelte le hanno consigliato? Sr, ovvio, l’apprendistato va fatto, ma perché quello dei nostri addetti dura sempre due volte il necessario? Ah, benedetto tennis italiano che si accontenta, che vive di poche cose, che pensa troppo spesso in piccolo. Portatele ragazze a confrontarsi con il mondo, cercate sponsor che le sostengano, come si fa altrove… Deborah Chiesa in campo l’ha mandata la capitana, Tàthiana Garbin. «Sapevo che aveva dentro una vittoria da prendersi, che avrebbe potuto sfruttare la chance». Ispirazione? Intuizione? Poco importa… Brava capitana.

 

Chiesa dei miracoli. Italia tutto cuore Spagna domata

 

Federica Cocchi, la gazzetta dello sport del 12.02.2018

 

“Pronta a lottare” scriveva Deborah Chiesa su Instagram poco prima di scendere in campo nel secondo singolare della giornata contro Lara Arruabarrena. Per combattere ha combattuto, fino all’ultima goccia di coraggio e ha portato a casa una vittoria più grande di lei e dei suoi 21 anni. Tre set, 9-7 al tie break, match point sprecati e annullati, paura, ansia, tensione, responsabilità. Un successo più grande delle aspettative, perché va detto che pochi si aspettavano che l’Italia delle nuove leve e di una Sara Errani in lenta ripresa, avrebbe battuto la Spagna. E invece è successo, e mentre Tathiana Garbin e i suoi teneri virgulti festeggiano e si abbracciano in lacrime saltellando sulla terra rossa di Chieti, le spagnole rimuginano sul playout che le aspetta in primavera. BUON INIZIO La giornata era già iniziata bene, con la Errani capace di piegare al terzo set l’amica e rivale Suarez, la più forte delle loro e senz’altro una delle giocatrici più in forma di questo inizio anno con i quarti raggiunti a Melbourne. In più, Carla è una specialista della terra e ama l’indoor con la sua assenza di fattori esterni. Ma Sara, che pure era avanti nei precedenti (8-3), ha sentito molto la responsabilità di essere la veterana della squadra. Un ruolo interpretato con grinta fino alla fine, battendo la spagnola e portando in vantaggio 2-1 l’Italia: «Ho cercato di giocare bene tutta la settimana e per me questo passaggio del turno ha quasi il sapore delle vittorie del passato», racconta emozionata. SOLO Deborah di cognome fa Chiesa, se c’era dunque qualcuno a cui chiedere un miracolo non poteva che essere lei, due ore e mezza in campo senza mai mollare. «Ancora non mi sto rendendo conto di quello che ho fatto — racconta tormentandosi le unghie dipinte—. Se ci ripenso mi passa tutto davanti agli occhi come un film», o come in uno dei romanzi che ama leggere per rilassarsi. Che potesse giocare il secondo singolare era nell’aria, per mantenere fresca la Paolini che avrebbe poi potuto affrontare il doppio decisivo. Ma di Jasmine non c’è stato bisogno, perché Deborah (con l’acca) da Trento, trasferita ad Anzio ad allenarsi con Francesco Piccari, ha centrato il jackpot. «Quando Tathiana mi ha detto che avrei giocato mi sono emozionata. Perché il pubblico è stato incredibile e già la prima giornata a fare il tifo mi sentivo quasi male per la potenza dei boati». Il PalaTricalle è stato il fattore in più in questo weekend: «Parte di questo successo è anche merito loro, nel tie break a un certo punto non riuscivo nemmeno a respirare ma ho dato tutto, tutto quello che avevo. Perché alla fine stavo facendo quello che ho sognato per tutta la vita». Da quando, a sei anni, ha preso per la prima volta in mano la racchetta. «Giocavano tutti nella mia famiglia, è stato inevitabile che iniziassimo anche io e mia sorella. E ci è piaciuto subito, a me di più». Tanto da farne un mestiere che la porta in giro per il mondo, lontano da amici e famiglia: «Ma non è un vero sacrificio — racconta — sono rimasta ad allenarmi in Trentino fino a che non ho preso la maturità linguistica. Poi ho deciso che questo sarebbe stato il mio mestiere e lo faccio con grande gioia, tornando a casa quando posso, perché alla mia terra sono molto legata. Ad Anzio però mi trovo benissimo e ringrazio il mio coach Francesco e anche Karin Knapp che è venuta a sostenermi». TORNADO AZZURRO L’energia della Chiesa è colorata d’azzurro come i suoi occhi, lo smalto che orna le sue unghie, e la divisa della Nazionale: «Sembra una frase fatta, un luogo comune, ma l’ho provato sulla mia pelle: giocare per il tuo Paese ti porta in un’altra dimensione. Con Tathiana Garbin è inevitabile metterci il cuore. Lei è una grande capitana, la persona migliore per crescere un gruppo come il nostro». Il 21 e 22 aprile queste ragazze torneranno in campo per il playoff. Miracolo o no, la Chiesa ci sarà.

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