ATP – UBITENNIS http://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Tue, 23 Jan 2018 17:27:18 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 ATP Auckland: Bautista Agut mette il settimo sigillo, battuto del Potro http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/13/atp-auckland-bautista-agut-cala-il-bis-battuto-del-potro/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/13/atp-auckland-bautista-agut-cala-il-bis-battuto-del-potro/#respond Sat, 13 Jan 2018 09:32:47 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=238483 Lo spagnolo ha la meglio in tre set sul più quotato rivale. Settimo titolo della carriera per lui, il secondo a Auckland]]>

[5] R. Bautista Agut b. [2] J.M. del Potro 6-1 4-6 7-5

A una settimana dal successo di Julia Goerges su Caroline Wozniacki e a una manciata di ore dal primo appuntamento Slam della stagione, Auckland è nuovamente sinonimo di grande tennis. Nella capitale della Nuova Zelanda, infatti, si è disputato l’ASB Classic, consueta manifestazione di inizio anno che dal 2009 appartiene al circuito ATP 250 e che vanta un albo d’oro di tutto rispetto, nel quale spiccano, tra le altre, le quattro vittorie di David Ferrer e i sigilli di Juan Martin del Potro e Roberto Bautista Agut, protagonisti anche in questo 2018 dell’atto conclusivo nella City of Sails: sarà lo spagnolo a prevalere, con il solito tennis senza sbavature.

Campione uscente è lo statunitense Jack Sock, fuori a sorpresa all’esordio nel torneo per mano del tedesco dal nome impronunciabile Peter Gojovczyk. Per l’argentino di Tandil – secondo favorito del seeding e attualmente numero dodici del ranking mondiale – percorso netto senza nemmeno un set lasciato per strada fino alla finale; decisamente più complicato, invece, il cammino del suo rivale odierno, sopravvissuto a un’estenuante maratona con tre tie-break per aver la meglio di Robin Haase in semifinale dopo aver fatto ricorso al terzo e decisivo set anche in precedenza contro Steve Johnson. Non si tratta di un incontro inedito, essendosi già incontrati in passato in quattro circostanze, di cui due nel corso del 2017, con del Potro – il favorito dei bookmaker per la finale – avanti di due lunghezze nel computo totale.

L’inizio di partita del giocatore al servizio non è dei migliori, tanto per usare un eufemismo. In cinque dei primi sei giochi, infatti, fioccano palle break e dall’anomala situazione è Bautista Agut a prendersi decisamente il vantaggio. Del Potro, che nel corso dei primi due match disputati qui a Auckland non aveva concesso che le briciole in battuta, fatica terribilmente a carburare, lento e apparentemente affaticato in una manciata di minuti è costretto a capitolare al cospetto di un avversario al quale è spesso sufficiente rimettere qualche palla in campo per far proprio il parziale d’apertura con l’eloquente punteggio di 6 giochi a 1. Due dati emblematici: 10 a 2 il bilancio dei diritti vincenti a favore del ventinovenne iberico tutta concretezza e zero ace per l’argentino, incapace di mettere a referto un turno di battuta.

Embed from Getty Images

Dopo il pit-stop di rito è del Potro a riaprire le danze. Il linguaggio del corpo palesato da Palito continua a non essere convincente mentre Bautista Agut, imperterrito, produce vincenti dal lato destro senza soluzione di continuità, quasi che i due duellanti si fossero involontariamente scambiati i ruoli. La partita si conferma anche in avvio di secondo parziale tutt’altro che entusiasmante ma almeno ha il pregio di mantenersi in equilibrio. I piedi dell’argentino non sono sufficientemente rapidi quest’oggi da consentirgli di girare con facilità intorno al suo colpo migliore, il diritto, e pur non concedendo palle break i suoi turni di battuta non risultano mai agevoli. Per il nativo di Castellon de la Plana, invece, da copione sono poche le sbavature e l’impressione – a conti fatti errata – è che allo scoccare dell’ora di gioco possa mettere la freccia da un momento all’altro.

Se il cielo sopra il campo centrale si mantiene di un colore grigio plumbeo, quel che gradualmente va migliorando è la redditività dell’accoppiata servizio-diritto di del Potro che, senza infamia e senza lode ma con tanta umiltà, continua a far corsa di testa nel set. Buon segno, i campioni si vedono anche da questo. Il decimo gioco coincide con il primo implacabile passaggio a vuoto di giornata per lo spagnolo e, complice anche un doppio fallo, la prima palla break della seconda partita è anche un set point dove un rovescio debole tirato da Bautista Agut rinvia piuttosto inaspettatamente, almeno nei modi, la contesa al terzo.

Embed from Getty Images

Con il sole si vede un del Potro decisamente rinfrancato anche con la battuta ed è tutta un’altra musica. Non sarà però sufficiente, come avremo modo di raccontare. Interessante comunque notare come lo slice di rovescio dell’argentino, anche se non sempre eseguito alla perfezione – capita infatti che il colpo prenda aria in volo risultando poco penetrante – sia talvolta la chiave di volta per cambiare l’inerzia dello scambio.

Il set segue senza scossoni l’ordine dei servizi, la differenza rispetto a un’ora prima è che i turni rapidi sono ora quelli di del Potro, bravo a superare l’avversario nel numero degli ace dopo un inizio statistico da dimenticare. Bautista corre e sbuffa da par suo e pur concedendo qualcosa in più del dovuto resta caparbiamente in scia quando, sul punteggio di 4 giochi per parte, il match si avvia a vivere la sua fase decisiva. Come già nel set precedente, l’iberico allenato dalla coppia Carbonell-Vendrell, si trova nella disagevole situazione di dover rimanere agganciato alla partita ma in questo frangente non trema. Anzi, nel corso del gioco successivo, l’undicesimo, Bautista si procura anche due palle break: è buona la seconda e con essa la chance immediata di servire per il trofeo. Partita in ghiaccio: nonostante qualche tentennamento, e un break point salvato, l’iberico dopo due ore e sette minuti chiude con merito partita e incontro.

Seconda vittoria della carriera per Bautista contro del Potro, che potrà comunque consolarsi con il ritorno in Top 10 e con lo stato di forma del suo rovescio, e settimo titolo messo in bacheca – il secondo qui ad Auckland dopo la vittoria del 2016 – su tredici finali. Appuntamento per entrambi a Melbourne, in campo a partire da martedì prossimo.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/13/atp-auckland-bautista-agut-cala-il-bis-battuto-del-potro/feed/ 0
ATP Sydney: Medvedev conquista il primo titolo http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/13/atp-sydney-medvedev-conquista-il-primo-titolo-carriera/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/13/atp-sydney-medvedev-conquista-il-primo-titolo-carriera/#respond Sat, 13 Jan 2018 09:00:02 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=238537 Il giovane talento australiano Alex De Minaur sconfitto in tre set davanti al suo pubblico in un match ricco di colpi di scena ]]>

D. Medvedev b. A. De Minaur 1-6 6-4 7-5

This is the dawning of the age of Aquarius…

Citiamo la più celebre canzone del musical Hair, perché è proprio sotto il segno dell’acquario che Alex De Minaur (n.167 ATP) e Daniil Medvedev (n. 84 ATP), finalisti oggi degli Internazionali di Sydney, nacquero rispettivamente nel 1999 e nel 1996; a Sydney il primo e a Mosca il secondo. Le somiglianze tra i due ragazzi proseguono nella notevole maturità tattica che mostrano sul campo – tanto più sorprendente se si considera la loro limitata esperienza – e qui finiscono. Fisicamente e tecnicamente sono all’opposto dello zodiaco l’uno rispetto all’altro.

L’allampanato moscovita (198 cm di statura) è un intelligente e freddo colpitore da fondocampo che ha nel rovescio bimane e nel servizio i punti di forza; nei colpi al volo e, in misura decrescente, nel diritto e nella staticità quelli di debolezza. De Minaur è un tennista a tutto campo, molto aggressivo nell’atteggiamento tout court –da qui il soprannome Demon datogli dai suoi connazionali Kyrgios e Kokkinakis – scattante come un centometrista di livello, discreto sotto rete, solido in entrambi i colpi di rimbalzo ed eccellente nella risposta. Fisicamente quest’ultimo ricorda però un ordinario teen ager a digiuno di palestra e di carboidrati. Problema relativo per uno studente di college ma significativo per un aspirante tennista di vertice: 60 kg di peso corporeo sono infatti insufficienti per consentire al servizio di viaggiare a velocità adeguate e regalargli qualche punto “facile” che oggi, ad esempio, gli avrebbero fatto tanto comodo nel secondo e nel terzo set. Intonsa la casella dei loro precedenti. Intonsa anche la casella delle finali disputate da De Minaur, mentre Medvedev una finale l’aveva già disputata, a Chennai nel 2017, ma senza successo.

Oggi il russo si è rifatto al termine di un match che ha ricalcato per certi versi quello da lui disputato ieri contro Fognini. Surclassato – almeno nel punteggio – nel primo set dall’avversario; combattivo e vincente nel secondo e nel terzo. De Minaur non è riuscito a eguagliare il suo mentore e idolo Lleyton Hewitt che qui vinse nel 2000 a 18 anni di età.

Embed from Getty Images

La cronaca

Il vento, la carica agonistica del padrone di casa e il tifo aperto a suo favore da parte degli spettatori si fanno sentire sin dai primi game in cui l’australiano – che ha iniziato a incitarsi dal primo 15 del match – si procura due palle break nel primo e nel terzo game: buona la seconda e vantaggio reso voragine da un secondo e un terzo “scippo” di servizio al quinto e al settimo game che gli regalano il set in 31 minuti. Sino a questo momento la partita è stata uno show di De Minaur che è parso più rapido negli spostamenti persino delle palline che ha colpito quasi sempre a tutto braccio, per tacer dell’avversario il cui volto smarrito inquadrato in primo piano al cambio di campo prima dell’inizio del secondo parziale, pareva un segnale di resa. Mai impressione fu più sbagliata.

Il secondo set è iniziato con l’australiano al servizio che si è pure concesso il lusso, nel terzo game, di un ace alla dirompente velocità di 142 km orari. Il fatto in sé insolito non ha però minimamente scomposto Medvedev che ha tenuto facilmente i suoi turni di servizio grazie ad una fallosità sensibilmente diminuita sul lato del diritto – impietosamente ma anche eccessivamente bombardato dall’inizio alla fine di ogni scambio dal suo avversario – e al servizio che gli ha evitato più sovente che nel primo set il rischio di dover iniziare il palleggio. Sul punteggio di tre pari la svolta del set e forse dell’intero incontro: De Minaur concentra in un unico turno di servizio una quantità di errori gratuiti superiore a quella fatta in tutti gli altri messi insieme e concede al russo, che di suo ci mette un magnifico passante incrociato di rovescio, il break. Il diritto vincente lungolinea con il quale il giovane Aussie annulla un set point nel nono game è di un chilometro orario più veloce del suo unico ace ma, ciò che più conta, ne mostrano lo spirito e la fiducia nei propri mezzi tipici dei campioni.

Medvedev, al quale come detto non difettano coraggio e tenacia nel gioco successivo non gli è però da meno nel lasciare andare il braccio (o le braccia) sul suo amato rovescio e riesce così con merito a guadagnare il set decisivo.

Embed from Getty Images

Set finale degno di Monsieur Rocambole per i continui e, per l’appunto, rocamboleschi cambi di scenario. Daniil si porta rapidamente sul 4-0, in vantaggio di due break e ormai pressochè immemore di un errore gratuito, sia di diritto sia di rovescio. Ne concede però due consecutivi con la battuta nel sesto gioco; due doppi falli che gli costano il servizio e consentono a De Minaur (bravo a sua volta a non lasciarsi andare) di avvicinarlo sul 3-4. Nel nono game l’australiano annulla con una volée di diritto un match point a Medvedev al quale è tremato il braccio su un passante di rovescio tutt’altro che impossibile. Braccio che ha continuato a tremargli nel turno di servizio che avrebbe potuto dargli il titolo sul punteggio di 5 a 4 e perso opponendo poca resistenza e ancora sul 5 pari dove spreca malamente tre break point consecutivi e solo grazie a due errori gratuiti consecutivi del suo esausto avversario riesce a riprendere il vantaggio che difenderà con successo e facilità nell’ultimo gioco.

Una vittoria che rappresenta una grande impresa per lui anche in considerazione del fatto che, a differenza di De Minaur, aveva dovuto conquistarsi l’accesso al tabellone principale partendo dalle qualificazioni. Archiviata la finale, grazie alla quale i due protagonisti saliranno sensibilmente in classifica ATP, ora i ragazzi hanno poche ore di riposo prima di rientrare in campo per il primo turno di Melbourne dove il vincitore odierno affronterà Tanasi Kokkinakis e lo sconfitto se la vedrà con Tomas Berdych.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/13/atp-sydney-medvedev-conquista-il-primo-titolo-carriera/feed/ 0
Fognini splende, poi si spegne. De Minaur show http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/12/fognini-splende-ma-poi-si-spegne-sydney-finale-nextgen-tra-medvedev-e-de-minaur/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/12/fognini-splende-ma-poi-si-spegne-sydney-finale-nextgen-tra-medvedev-e-de-minaur/#respond Fri, 12 Jan 2018 12:11:48 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=238357 Fabio domina il russo per un set e mezzo. Poi black out. Medvedev ne approfitta. La stella di De Minaur brilla sempre più. Superato Paire in tre set. Nella sua città natale la prima finale ATP]]>

[Q] D. Medvedev b. [4] F. Fognini 2-6 6-4 6-1

È quasi un miracolo!” dice Daniil Medvedev a caldo nell’intervista postmatch. Già, non lo sa neanche lui come sia arrivato in finale. Bisognerebbe chiederlo a Fabio Fognini. Ma forse neanche Fabio ha la risposta. Per l’ennesima volta Fabio illumina per poi piombare nelle tenebre. Come troppo spesso gli accade ormai, il ligure – pur dominando per un set e mezzo – si lascia soggiogare da un nervosismo ingiustificato e totalmente deleterio, permettendo così all’avversario non solo di recuperare lo svantaggio iniziale, ma di salire in cattedra e controllare a sua volta le sorti del match. È quello che è successo nella semifinale di Sydney contro il 21enne Daniil Medvedev che, dopo essere stato a tre game dalla sconfitta, si risolleva e, dal 6-2 3-1 per Fognini, va a vincere per 2-6 6-4 6-1.

È Fabio a fare il bello e cattivo tempo dell’incontro. Dopo aver disputato un primo set impeccabile, vinto per 6-2, il ligure comincia a prendere il largo anche nel secondo, staccando l’avversario sul 3-1. E poi? Poi il tennis cristallino di Fabio comincia a sgretolarsi. Qualche occhiata di troppo e alcuni servizi vincenti da parte di Medvedev fanno sì che l’azzurro perda la preziosa concentrazione e, sul 3-2 Fognini, il russo riesce a recuperare il break pareggiando sul 3-3. Sarà l’inizio della fine. Fabio continua a spingere e ad accelerare, procurandosi a sua volta due palle del controbreak. Il 21enne di Mosca le recupera entrambe per poi salire 4-3. Accelerazioni, lob, smorzate. Fabio dimostra ancora che, se attento e lucido, è in grado di produrre in campo un gioco di altissimo livello e superiore a quello dell’avversario.

Ma sprazzi di bel tennis non bastano più. Il controbreak subìto gli fa perdere la lucidità e, troppo nervoso in campo (con tanto di inutile battibecco con l’arbitro), permette al russo di aggiudicarsi il secondo parziale per 6-4. Come reagirà Fabio? Dopo aver salvato quattro palle break, alla fine l’azzurro resta attaccato allo score e pareggia sull’1-1. Tuttavia, se Franco Davin è imperturbabile in tribuna, Fognini continua a lasciarsi andare ad atteggiamenti di stizza che certo non aiutano. Ci risiamo. Contro Medvedev, l’azzurro non riesce a scacciare i vecchi fantasmi e si lascia inesorabilmente ingoiare da un vortice autodistruttivo. Il russo si aggrappa al match mentre Fabio ormai ne è totalmente fuori. Finisce 6-1 al terzo per Daniil che approda così alla sua seconda finale in carriera.

Grande occasione gettata alle ortiche da Fognini che stava dominando contro il giovane e meno esperto Medvedev. La vittoria gli avrebbe consentito di disputare la sua quarta finale sul duro e, per giunta, con un avversario (il vincente tra Paire e De Minaur) assolutamente alla sua portata. Senza contare l’enorme fiducia con cui avrebbe affrontato lo slam di Melbourne al via lunedì.

A. De Minaur b. B. Paire 4-6 6-1 6-1

Un diamante grezzo… ancora per poco. L’australiano Alex De Minaur, 18 anni e n. 167 ATP, sta diventando una gemma sempre più perfetta. L’aria di casa gli fa decisamente bene poiché dopo essersi issato in semifinale a Bridbane, nel suo giardino, a Sydney, sta calcando le orme del suo illustre predecessore e mentore, Lleyton Hewitt. Con la vittoria, di testa  e di cuore, sul più esperto Benoît Paire, il giovane Aussie disputerà domani la sua prima finale in carriera proprio in quel di Sydney, sua città natale, come aveva fatto vent’anni or sono Lleyton che, nella sua Adelaide, conquistava il suo primo sigillo ATP.

A Sydney, una finale tutta NextGen dunque. I talentuosi ed esperti Fognini e Paire sono stati “bacchettati” da un tennis più fresco e aggressivo, ma soprattutto da una fame di vittoria che forse Fabio e Benoît stanno a poco a poco perdendo.

Dopo un avvio di primo set all’insegna dell’equilibrio, Paire prende il sopravvento su De Minaur e fa suo il primo parziale per 6-4. Lo smalto del francese però diventa sempre più opaco. Benôit cade nella trappola del suo stesso dritto che, oggi, proprio non va e, a cose egregie, alterna errori sanguinosi.

Nel secondo parziale, l’australiano – grintoso, aggressivo e attento – mette a segno il break nel quarto gioco per poi agguantare il set per 6-1. Ora è un assolo. De Minaur consolida la propria prestazione, mentre Paire si sgretola sempre di più. La stellina di Sydney chiude il match per 4-6 6-1 6-1 e vola nella sua prima finale in carriera. Dall’altra parte della rete ci sarà il 21enne moscovita Daniil Medvedev per un derby NextGen che, in questo inizio di 2018, potrebbe dare il via ad un nuovo scenario tra nuove stelle del circuito. Uno show di campioni in erba che scandirà anche l’avvio dello slam di Melbourne lunedì con l’imperdibile primo turno tra Tsitsipas e Shapovalov.

Risultati:

[Q] D. Medvedev b. [4] F. Fognini 2-6 6-4 6-1
A. De Minaur b. B. Paire 4-6 6-1 6-1

 

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/12/fognini-splende-ma-poi-si-spegne-sydney-finale-nextgen-tra-medvedev-e-de-minaur/feed/ 0
Del Potro evita la finale tutta spagnola ad Auckland http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/12/del-potro-evita-la-finale-tutta-spagnola-ad-auckland/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/12/del-potro-evita-la-finale-tutta-spagnola-ad-auckland/#respond Fri, 12 Jan 2018 07:00:18 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=238398 Juan Martin del Potro porta a casa una partita più dura del previsto contro il sempreverde Ferrer e ratifica con una finale il ritorno in top ten. Sabato affronterà in finale Roberto Bautista-Agut]]>

DELPO NON BRILLA MA C’È – Il match più interessante della giornata doveva essere la seconda semifinale, quella tra Juan Martin del Potro e David Ferrer, visto soprattutto l’ottimo stato di forma dello spagnolo. Così, purtroppo, non è stato. Un inizio imperfetto da parte di Ferrer, che cede subito il servizio, condiziona probabilmente l’intero match. Del Potro gioca tranquillo e disinnesca abbastanza facilmente la regolarità del gioco dello spagnolo con il servizio e con il diritto. Dispendioso il tentativo di Ferrer di stare il più possibile con i piedi dentro il campo per arginare la potenza dei colpi di Delpo, che sembra aver trovato nel rovescio in back quell’arma in più per far giocare sotto ritmo gli avversari, specie quelli come lo spagnolo. 6-4 il primo parziale in favore dell’argentino.

Nel secondo set Delpo sembra distrarsi un po’. Ferrer gioca bene e ne approfitta: nell’ottavo gioco arrivano due palle break consecutive che se trasformate gli permetterebbero di andare a servire per il set. Ma il buon Ferru non ne approfitta. Delpo si salva e nel game successivo toglie a sua volta il servizio allo spagnolo con il colpo più bello dell’incontro, un passante di diritto in corsa su uno smash non definitivo dello spagnolo. Doppio 6-4 dunque per un del Potro leggermente sotto i suoi standard ma comunque in buona forma, sicuramente fra i più pericolosi a Melbourne.

Embed from Getty Images

ROBERTO, CHE FATICAMolto più sofferta del previsto (e inaspettatamente più appassionante) l’altra semifinale, quella tra lo spagnolo Roberto Bautista Agut e l’olandese Robin Haase, durata quasi tre ore di gioco e conclusasi al tie-break del terzo set. Nonostante una partenza un po’ incerta, Haase, subito sotto 3 a 0, riesce a riprendersi e a rientrare in partita, grazie a un gioco particolarmente aggressivo e a un Bautista davvero troppo attendista. Salva tre set point sul 6 a 5 per lo spagnolo e vince un tie-break tiratissimo (9 punti a 7), annullando un altro set point a un Bautista che non riesce a concretizzare le occasioni. Dopo un primo set molto intenso, i due rifiatano nei primi game del secondo, fino al settimo gioco, dove Haase, un po’ improvvisamente, regala il break allo spagnolo, che però non riesce a concretizzare neanche questa volta, restituendo immediatamente il servizio. Haase sembra particolarmente ispirato, e Bautista è costretto a servire due volte per rimanere nel match; ma proprio sul più bello, l’olandese si scioglie, giocando un tie-break disastroso (complice anche una maggiore aggressività dello spagnolo).

La sensazione è che Haase non sia riuscito ad affondare il colpo decisivo. Dopo due ore di gioco si arriva dunque al terzo set con Bautista decisamente favorito. E difatti Haase appare sempre più affaticato: Bautista sfrutta il momento e brekka subito l’olandese, allungando sul 4 a 1. Sull’orlo del baratro, sotto 4-1 e 0-30, Haase ritrova inaspettatamente le energie e si riprende il break, grazie a due punti spettacolari sul 4 a 2. L’olandese torna a crederci e anche in questo parziale si arriva al tie-break. Il primo mini-break però è di Bautista, che riesce a conservarlo fino al match point, sul 6-5: uno splendido pallonetto di rovescio che sfiora di pochi centimetri la linea di fondo.

Bautista è apparso solido come sempre ma un po’ remissivo e soprattutto non concretissimo. Haase sicuramente più brillante ma anche incapace di dare l’affondo finale al match. Seconda finale qui ad Auckland per lo spagnolo, già campione qui nel 2016, che dunque se la vedrà con del Potro, anche lui vittorioso ad Auckland in quel magico 2009 che gli regalò lo US Open. Quattro i precedenti tra i due, con l’argentino che ha perso il primo scontro, in cinque set, proprio a Melbourne, nel 2014.

Risultati:

[5] R. Bautista Agut b. R. Haase 6-7(7) 7-6(3) 7-6(5)
[2] J.M. del Potro b. [7] D. Ferrer 6-4 6-4

Alessio Spinelli

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/12/del-potro-evita-la-finale-tutta-spagnola-ad-auckland/feed/ 0
Auckland: del Potro e Ferrer, incrocio in semi http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/11/auckland-del-potro-e-ferrer-volano-semi-e-si-incrociano/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/11/auckland-del-potro-e-ferrer-volano-semi-e-si-incrociano/#respond Thu, 11 Jan 2018 12:19:10 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=238276 Ad Auckland vittorie convincenti per Del Potro e Ferrer, che qui si sentono come a casa. Rimandati i Next Gen Khachanov e Chung]]>

NESSUN PROBLEMA PER DEL POTRO – Probabilmente il giovane Khachanov è stato deludente ma del Potro, dal canto suo, ha trovato subito la chiave per indirizzare il match dalla sua parte: efficace in risposta e continuo al servizio, come da manuale. L’ultima volta ad Auckland fu nel 2009, quando batté in finale Sam Querrey diventando numero 6 del mondo. La consacrazione avvenne qualche mese più tardi a New York, dove sorprese il mondo intero detronizzando King Roger in una finale memorabile. Sfida inedita quella contro il moscovita Karen Khachanov, con cui condivide l’altezza e la potenza nel dritto. La Torre di Tandil parte ovviamente favorita. Un ‘Delpo in buona forma ne è venuto a capo in due set, senza soffrire eccessivamente. Nessuna palla break nella prima frazione di gioco, culminata con un tie-break. Chirurgico l’argentino nel secondo parziale in cui opera immediatamente il break. Prova comunque generosa del russo, non sufficiente però per contrastare l’argentino lanciato verso la conquista del primo titolo stagionale e, a questo punto, da annoverarsi anche tra i pretendenti a insidiare il trono di Federer a Melbourne. L’argentino, peraltro, è stato sorteggiato nella stessa metà di tabellone dello svizzero.

FERRER DOMA IL SUO EMULO – È una prima assoluta anche il match tra il sudcoreano Hyeon Chung e lo spagnolo David Ferrer. I due giocatori, reduci da vittorie convincenti, hanno in comune lo spirito di sacrificio e la dedizione al lavoro. Il diciottenne asiatico impressiona sia per i continui miglioramenti dal punto di vista atletico sia per una maturità tennistica fuori dal comune. È l’anti-personaggio per eccellenza, timido e poco appariscente. Un po’ come “Ferru”, di cui sappiamo quasi tutto: un lottatore incredibile che ha fatto della continuità di rendimento il suo punto di forza, in un’epoca dominata da “quei” mostri sacri. Più facile del previsto la vittoria del valenciano: il sud-coreano è troppo discontinuo al servizio per tutta la partita, e si trova di fronte un giocatore che ha passato tutta una carriera ad affinare le armi su cui lui stesso spera di costruire la sua. Il buon “Ferru” ringrazia e in semifinale se la vedrà con Juan Martin Del Potro.

BAUTISTA AGUT E HAASE CONFERMANO I PRONOSTICI – Negli altri incontri lo spagnolo Roberto Bautista Agut batte il ceco Jiri Vesely con il punteggio di 7-6(1) 6-2. Lo spagnolo è bravo a rallentare spesso il gioco costringendo il gigante di Pribram a soluzioni troppo macchinose. Il giocatore di Castellon de la Playa affronterà in semifinale l’olandese Robin Haase che ha sconfitto il tedesco Peter Gojowczyk con un doppio 6-4 rimontando nel primo parziale uno svantaggio di tre game.

Alessandro Calia

Risultati:

[5] R. Bautista-Agut b. J. Vesely 7-6(1) 6-2
R. Haase b. P. Gojowczyk 6-4 6-4
[7] D. Ferrer b. H. Chung 6-3 6-2
[2] J.M. Del Potro b. K. Khachanov 7-6(4) 6-3

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/11/auckland-del-potro-e-ferrer-volano-semi-e-si-incrociano/feed/ 0
Sydney azzurra a metà: Fognini super, Lorenzi cede. De Minaur, wow! http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/11/sydney-azzurra-meta-fognini-super-lorenzi-cede/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/11/sydney-azzurra-meta-fognini-super-lorenzi-cede/#respond Thu, 11 Jan 2018 07:16:29 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=238231 Prima semifinale a Sydney per Fabio, bravissimo a resistere con Mannarino. Niente da fare per Paolino, sorpreso da Medvedev con un doppio 6-3]]>

ITALIA BELLA A META’

Una bella occasione. Che Fabio Fognini è molto bravo a non lasciarsi sfuggire. Il ligure, attualmente n. 27 del ranking ATP, centra per la prima volta in carriera la semifinale del torneo di Sydney superando e dominando alla distanza l’ostico Adrian Mannarino con lo score di 6-7(4) 7-6(4) 6-2. Prestazione di buon auspicio, anche in vista dello slam di Melbourne, considerato il fatto che Fabio, a Sydney, aveva perso sempre al secondo turno nelle ultime tre edizioni del torneo. L’ago della bilancia degli head-to-head pendeva un po’ più a favore del francese, poiché Adrian aveva vinto gli ultimi due incontri sui tre disputati contro Fabio. Ma l’azzurro ha saputo gestire un inizio di partita all’insegna dell’incostanza e del nervosismo. Dopo aver avuto due break di vantaggio e sprecato tre palle sul 4-4 nel tie-break, il ligure consegna il primo parziale al francese. Tensione e spreco sembrano prendere il sopravvento anche nel secondo set, in cui Mannarino continua a dominare fino al 4-2. Poi arriva il guizzo d’orgoglio e di talento. Fabio estrae dal cilindro il suo miglior tennis e la sua nota solidità fisica, insieme ad una prontezza psicologica ammirevole: si fa riprendere quando chiamato a servire per il set, ma strappa il secondo tie-break con i denti. Poi rimette definitivamente insieme i cocci di un match che stava andando in frantumi e travolge l’avversario con un perentorio 6-2 al terzo set.

Un Fognini complessivamente solido che in semifinale affronterà il NextGen Daniil Medvedev, vittorioso su Paolo Lorenzi con un doppio 6-3 in 72 minuti. Niente da fare per il 36 anni senese che dopo una bella prestazione contro Ramos-Viñolas ai quarti di finale, deve arrendersi alla dirompenza del 21enne di Mosca. Medvedev si impone soprattutto con il servizio, cedendo solamente otto punti alla battuta. Esito purtroppo preventivabile alla luce della diversa attitudine dei due giocatori alla superficie. Fognini, adesso, avrà la possibilità di vendicare il suo connazionale: l’unico precedente contro Medvedev risale al Masters 1000 di Cincinnati, un primo turno in cui Fabio si è imposto per 7-6 6-4 al termine di un incontro non semplice. La certezza è che la cura Franco Davin ha decisamente migliorato lo score del ligure sul cemento. Fognini può qualificarsi per la quarta finale su questa superficie e attende ancora di sollevare il primo trofeo. Che sia la settimana buona?

CHE DE MINAUR!

Qualche problemino al servizio, dicevano, e di chili neanche tanti. Nonostante le incognite Alex De Minaur – anche grazie all’aiuto dei regolamenti ATP che lo hanno dispensato dalle qualificazioni qui a Sydney – ha ripetuto il già ragguardevole risultato di Brisbane. Superando in due set l’esperto Feliciano Lopez, il 18enne nato proprio a Sydney si è qualificato per la seconda semifinale ATP consecutiva. Aveva vinto due partite nel circuito maggiore fino a dieci giorni fa, ora è a quota otto in virtù delle sei vittorie equamente divise tra i due tornei di casa. E le sue chance, a Sydney, potrà giocarsele eccome contro Benoit Paire che pure ha vinto una partita non semplice contro il campione in carica Gilles Muller. 

Il nuovo rampollo di casa Australia era già il più giovane quartofinalista del torneo di Sydney dai tempi del neanche 19enne Hewitt (2000), adesso i suoi piedi veloci rischiano di portarlo anche oltre. È proprio il footworking l’arma segreta di De Minaur, che oggi ha sorpreso Lopez raggiungendo ogni sua traiettoria, ogni suo taglio, spesso ribaltando il fronte d’azione con tocchi di pregevole fattura. Piccolo ma esplosivo, al momento di chiudere l’australiano non ha tremato convertendo il primo match point. Non si corra troppo con la fantasia, perché dopo due settimane così dense di soddisfazioni rischia di arrivare un fisiologico calo (a Melbourne incrocerà Berdych al primo turno); ma la personalità e l’abilità nel leggere le situazioni di gioco non si inventano, e Alex sembra essere proprio sulla buona strada.

Risultati

[4] F. Fognini b. [5] A. Mannarino 6-7(4) 7-6(4) 6-2
D. Medvedev b. P. Lorenzi 6-3 6-3
B. Paire b. [2] G. Muller 6-4 6-4
[SE] A. De Minaur b. F. Lopez 6-4 6-4

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/11/sydney-azzurra-meta-fognini-super-lorenzi-cede/feed/ 0
Alba azzurra a Sydney, Lorenzi e Fognini volano ai quarti di finale http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/10/lalba-e-azzurra-sydney-lorenzi-e-fognini-conquistano-quarti/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/10/lalba-e-azzurra-sydney-lorenzi-e-fognini-conquistano-quarti/#respond Wed, 10 Jan 2018 08:37:04 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=238118 Paolo elimina la testa di serie n.1 Ramos-Vinolas, se la vedrà con Medvedev. Fabio scaccia la maledizione Dolgopolov. Troverà Mannarino. Possibile incrocio in semi]]>

Sventola il tricolore sui campi che hanno ospitato la prima Olimpiade del millennio. Lorenzi e Fognini conquistano i quarti di finale nella parte alta del tabellone e ci invitano a puntare di nuovo la sveglia nella prossima notte. A Sydney c’è la possibilità di una semifinale tutta italiana e la teniamo in considerazione, pur consapevoli della difficoltà degli ostacoli successivi: Mannarino per Fabio, Medvedev (15 anni in meno) per il veterano senese. Al netto dei risultati, sono incoraggianti i segnali che il numero uno e il numero due d’Italia trasmettono all’immediata vigilia del primo Slam.

(EX) BESTIA NERATesta di serie a Melbourne e con l’obiettivo minimo del terzo turno, Fognini debutta nel 2018 togliendosi un dente fastidioso. Dagli scontri di nervi con Dolgopolov, infatti, il ligure ne era uscito sempre sconfitto negli ultimi tre anni. Questa volta è arrivato il lieto fine, anche se il primo set lasciava presagire altro. Facendosi brekkare al primo tentativo, l’azzurro si ritrova subito costretto a inseguire e subisce il 6-3 in poco meno di mezz’ora. I game scorrono via veloci. La sfida però resta equilibrata, nella trama e nelle statistiche. Il merito di Fognini è quello di rimanere sul pezzo – nonostante un warning – non sbagliando più nulla al servizio fino ad approfittare dei primi tentennamenti dell’ucraino. Dolgopolov, dopo aver fallito una palla break, perde malamente il servizio nell’ottavo game e stacca l’interruttore dell’attenzione. Il punteggio sul tabellone guarda a specchio quello del primo set, ma qui la partita gira perché il terzo parziale inizia ancora con un break azzurro. Fognini prende il comando delle operazioni e mette il sigillo sul match nel quinto game, il più spettacolare per varietà di colpi. Due discese vincenti a rete e un passante di rovescio in risposta a uno smash gli regalano l’allungo sul 4-2, gli applausi dei presenti sul campo 1 e la sensazione di essere in pieno controllo. Fino alla fine. Il prossimo incrocio, ostico, sarà con Mannarino che ha asfaltato Berankis in meno di 50 minuti. Nei tre precedenti Fognini ha perso due volte sul veloce, avendo la meglio solo al Roland Garros 2012.

HIGHLANDER – In due ore più tirate di quanto dica il punteggio, Paolo Lorenzi (45 ATP) centra il secondo successo del nuovo anno ed elimina la prima testa di serie Albert Ramos-Vinolas. In vantaggio nei precedenti (l’ultimo nel 2017, in semifinale a Quito), il fresco trentaseienne entra subito in confidenza col match e rompe l’equilibrio nel combattutissimo ottavo game, dove strappa il servizio alla quinta palla break. Nei suoi turni di battuta Lorenzi è solidissimo. Gli ace alla fine saranno dieci, ma soprattutto è la prima a fargli comandare il gioco con una resa in termini di punti del 90%. Lo spagnolo ha costruito il suo numero 22 del ranking principalmente su clay: soffre su questi campi la pesantezza di palla, ma ha l’esperienza per provare ad allungare lo scambio. È la sua strategia nel secondo set, dove però viene condizionato da un guaio muscolare che lo costringe al medical time-out dopo tre game.

Ramos terrà comunque il campo fino alla fine, pur non brillando, esponendosi all’incisività in risposta del veterano azzurro. Sul 5-5, il numero quattro di Spagna cede per logoramento dopo aver annullato cinque palle break. Lorenzi stacca così il biglietto per l’inedito scontro generazionale con Danil Medvedev. Il russo batte ancora Jared Donaldson, come già accaduto a novembre alle Next Gen Finals di Milano.

Embed from Getty Images

MINA VAGANTE – Nella parte bassa del tabellone, avanti in tre set Benoit Paire contro Leo Mayer. Il francese troverà il vincente tra Milman e il detentore del titolo Gilles MullerPer la gioia dei tifosi australiani, piazza ancora un acuto Alex De Minaur che (avanti 6-2 3-0) beneficia del ritiro di Dzumhur. Lo score di inizio stagione del diciottenne trapiantato in Spagna è di cinque vittorie in sei incontri, avendo perso solo la semi di Brisbane. Sto giocando un gran tennis – ammette con piglio sicuro – anche perché il pubblico è dalla mia parte”. Al sorteggio di Melbourne, tanti faranno gli scongiuri per evitarlo.

Risultati:

[5] A. Mannarino b. [LL] R. Berankis b. 6-2 6-1
P. Lorenzi b. [1] A. Ramos-Vinolas 6-3 7-5
B. Paire b. L. Mayer 6-2 3-6 6-1
[4] F. Fognini b. A. Dolgopolov 3-6 6-3 6-4
[Q] D. Medvedev b. J. Donaldson 6-3 4-6 7-5
A. De Minaur b. [7] D. Dzumhur 6-2 3-0 rit.
F. Lopez b. [3] D. Schwartzman 6-3 7-6(1)
[2] G. Muller vs [WC] J. Millman

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/10/lalba-e-azzurra-sydney-lorenzi-e-fognini-conquistano-quarti/feed/ 0
Del Potro infiamma Auckland. La giornata nera degli USA http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/10/del-potro-infiamma-auckland-la-giornata-nera-degli-usa/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/10/del-potro-infiamma-auckland-la-giornata-nera-degli-usa/#respond Wed, 10 Jan 2018 06:03:35 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=238168 La partita più attesa non c'è: del Potro lascia appena sei giochi al giovane Shapovalov. Fuori quattro americani su quattro: Sock (1), Querrey (3), Isner (4) e Johnson]]>

SHAPO DELUDE, DELPO NO – C’era grande attesa per il match andato in scena nella sessione serale del torneo di Auckland, in Nuova Zelanda. Il diciottenne canadese Denis Shapovalov (n.50 ATP) sfidava per la seconda volta l’argentino Juan Martin del Potro (n.12 ATP), accreditato della seconda testa di serie. L’incontro, carico di aspettative, era la rivincita del secondo turno giocato in estate all’Open del Canada, torneo nel quale il mancino canadese si mise in mostra conquistando la semifinale. Nel corso di una settimana indimenticabile, batté prima Delpo e in seguito Rafa Nadal. Il giovane Denis, completamente a suo agio sul grande palcoscenico, avrebbe subito ripetuto quell’exploit raggiungendo gli ottavi di finale allo US Open. Poi l’inevitabile calo fisiologico che lo ha accompagnato fino all’ultimo torneo dell’anno, le Next Gen ATP Finals di Milano. Il tennis di Shapovalov è spumeggiante, Denis gioca a tutto campo e ha nel rovescio ad una mano un’arma letale. L’argentino, invece, non ha bisogno di presentazioni. È un campione esemplare sotto ogni aspetto, amato da tutti. Se la sua carriera non fosse stata martoriata dagli infortuni, difficilmente oggi lo si vedrebbe fuori dalla top five. Juan Martin non gioca una partita ufficiale dai quarti di finale del Masters 1000 di Parigi Bercy, quando il gigante John Isner, battendolo, gli negò la soddisfazione di staccare un biglietto per Londra. Purtroppo la sfida ha tradito le attese. E dire che il giovane canadese era partito con le marce alte, ma si è rivelato un fuoco di paglia per i tanti errori gratuiti. Nel quinto game, col servizio a disposizione, si consegna inspiegabilmente all’avversario senza fare neanche un punto; idem nel settimo game. Ha un brevissimo scatto d’orgoglio nel quarto game del secondo parziale ma è poca cosa. C’è ancora tanto da lavorare per questo ragazzo dal talento cristallino, ma ancora troppo acerbo. Delpo, invece, sembra già pronto per il primo Slam dell’anno, ma occorrerà un test più probante per valutare il suo reale stato di forma.

TESTE DI SERIE KO – Salutano il torneo Jack Sock (1), Sam Querrey (3), John Isner (4) e Pablo Cuevas (6). Brutta prestazione della testa di serie numero 1 e campione in carica (apparso statico e poco reattivo), sconfitto con un doppio 6-3 dal tedesco Peter Gojowczyk. È bravo invece il ceco Jiri Vesely a capitalizzare nel primo parziale l’unica chance di break concessagli dal californiano Querrey. Lo zio Sam annulla due matchpoint nel tie-break del secondo set, che si aggiudica per 12 punti a 10, e un altro nel set decisivo prima di rifugiarsi nuovamente nel tie-break. Ad avere la meglio questa volta è però il ceco di Pribram. Partita serrata e spettacolare sin da subito quella tra John Isner e Hyeon Chung, vincitore della prima edizione delle Next Gen ATP Finals. L’americano fatica maggiormente al servizio ma riesce comunque a portare il set al tie-break (non è una novità quando c’è lui in campo), vinto dal coreano. Nell’undicesimo game del secondo set Chung perde il servizio per la prima volta in tutto il match e Isner ne approfitta pareggiando i conti, ma ben presto arriva anche il primo break della partita da parte del giovane coreano, bravo a mantenere il vantaggio fino alla fine. Infine Pablo Cuevas: l’uruguaiano paga a caro prezzo una pessima partenza contro Karen Khachanov, resistendo soltanto nel secondo parziale dove spreca un break di vantaggio cedendo poi al tie-break. Il giovane russo se la vedrà con del Potro, giocatore di ben altro spessore.

TESTE DI SERIE OK – Lo spagnolo Roberto Bautista Agut (5) batte in rimonta l’americano Johnson. Dopo un primo set tatticamente perfetto da parte di Steve, la tds n.5 sale in cattedra imponendo il suo gioco solidissimo e regolare, martellando il suo avversario sul rovescio e costringendolo spesso all’errore. Convincente la prova di David Ferrer, pluricampione di questo torneo (4 i titoli conquistati di cui 3 consecutivi: 2007, 2011, 2012, 2013). Nulla può il portoghese Joao Sousa. Un muro invalicabile quest’oggi lo spagnolo, che è sembrato il Ferru dei bei tempi, quando metteva in campo sempre una palla in più dell’avversario.

Risultati:

P. Gojowczyk b. [1] J. Sock 6-3 6-3
R. Haase b. [LL] L. Lacko 7-6(4) 6-3
J. Vesely b. [3] S. Querrey 6-4 6-7(10) 7-6(5)
[5] R. Bautista Agut b. S. Johnson 2-6 6-2 6-1
[7] D. Ferrer b. J. Sousa 6-2 6-2
H. Chung b. [4] J. Isner 7-6(3) 5-7 6-2
K. Khachanov b. [6] P. Cuevas 6-2 7-6(4)
[2] J.M. del Potro b. D. Shapovalov 6-2 6-4

Alessandro Calia

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/10/del-potro-infiamma-auckland-la-giornata-nera-degli-usa/feed/ 0
Auckland e Sydney: De Minaur cavalca l’onda. Caruana fa ben sperare http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/09/auckland-e-sidney-de-minaur-cavalca-londa-caruana-fa-ben-sperare/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/09/auckland-e-sidney-de-minaur-cavalca-londa-caruana-fa-ben-sperare/#respond Tue, 09 Jan 2018 11:43:48 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=238019 I primi tornei della stagione hanno già un protagonista assoluto: Alex De Minaur. L'aussie elimina Verdasco. La pioggia frena il programma a Sydney. Rinviata Fognini-Dolgopolov. Ad Auckland la prima ATP di Caruana. Liam (lucky loser) cede a Johnson]]>

SYDNEY: SHOW DE MINAUR, PER FOGNINI BISOGNA ATTENDERE
(Alessandro Calia)

De Minaur e Fognini. Erano questi i motivi di maggior interesse della giornata di Sydney. Se il primo ha nuovamente sorpreso lasciando appena sei giochi a Fernando Verdasco, il secondo è rimasto invece deluso, così come gli appassionati che speravano di assistere all’esordio stagionale di Fabio, impegnato in una sfida alquanto complicata contro Alexandr Dolgopolov. Ma la pioggia – che sta davvero mettendo a dura prova giocatori, tifosi e addetti ai lavori in questi primi giorni della nuova stagione – ci ha messo lo zampino. Dopo una lunga sospensione, è arrivata infatti la decisione di rinviare a domani l’incontro tra Fognini e Dolgo. I due scenderanno dunque in campo mercoledì (quando in Italia saranno le 05 del mattino), in quella sarà una giornata da non perdere per i tifosi azzurri. Oltre a Fabio, presenti anche Paolo Lorenzi (in campo alle 03 italiane contro la testa di serie numero 1 Ramos-Vinolas) e Camila Giorgi (non prima delle 06 contro Petra Kvitova).

Dicevamo del 18enne Next Gen idolo di casa De Minaur e della sfida carica di interesse contro il novello sposo Fernando Verdasco (n.40 del mondo). La cronaca della partita racconta di un De Minaur che parte subito forte: con un dritto lungolinea fulminante Alex opera infatti il break nel terzo game. Il madrileno gli dà una mano perdendo anche il successivo turno di battuta e siamo 4 a 1 in men che non si dica. Verdasco ha una chance sul 3-4 e due sul 4-5 ma non concretizza. Meritato primo set per il ragazzo australiano che in campo si muove con una rapidità impressionante. Nel terzo game del secondo parziale un Verdasco in versione Babbo Natale cede per l’ennesima volta la battuta per poi vanificare due occasioni di controbreak nel gioco successivo, e infine, innervosito dal turno di servizio precedente, butta alle ortiche anche il quinto game. La partita finisce qui. Ciò che più sorprende dell’australiano è come riesca a coprire così bene tutte le zone del campo. Al secondo turno se la vedrà con la tds 7 Damir Dzumhur.

Negli altri incontri di giornata, poca continuità e numerosi gli errori non provocati nel match tra Mischa Zverev (tds 8) e il n.52 ATP Leonardo Mayer. Il tedesco – che accusa anche un problema al braccio sinistro che lo costringe a chiedere l’intervento del fisioterapista – pasticcia davvero molto, troppo. Al momento di chiudere il primo parziale commette una serie preoccupante di errori con l’argentino che ringrazia e vince il primo set per 7-5 e nel secondo parziale si consegna di fatto all’avversario con un doppio fallo sul 3-4. Leo chiude la pratica con un ace un gioco successivo. Strenua resistenza invece da parte del qualificato australiano numero 462 ATP Aleksandar Vukic (sotto lo sguardo compiaciuto dell’ex n.1 Lleyton Hewitt), che costringe al terzo set Feliciano Lopez (che dopo aver perso il primo parziale rischia grosso nel nono game del secondo set quando annulla due palle break consecutive). Vittoria in rimonta anche per Benoit Paire contro lo sloveno Aljaz Bedene (n.51 ATP).

Niente da fare per Gilles Simon, vincitore a Sydney nel 2011, che ha deciso di scendere in campo a poche decine di ore dal trionfo nel torneo di Pune, distante 10000 km da Sydney. Non una buona scelta da parte di Gillou, sconfitto nettamente dallo statunitense Jared Donaldson, classe ’96, che nella off season si è allenato a Dubai con Sua Maestà Roger Federer. Il risultato parla da solo: un solo game conquistato dal nizzardo nel primo parziale, in cui perde il servizio tre volte. Nel secondo set la musica non cambia. Il francese, sotto 3 a 0, prova a rimanere attaccato al match portandosi sotto 4 a 5 col servizio a disposizione. Ma al quarto matchpoint capitola.

AUCKLAND: LA GIORNATA DEI LUCKY LOSER, CARUANA LOTTA MA NON BASTA
(Luca De Gaspari)

Sette incontri di primo turno giocati nella notte in Nuova Zelanda: il lucky loser italiano d’America Liam Caruana (nato a Roma, ma cresciuto negli States) ha lottato alla pari nel suo primo match in un tabellone del circuito maggiore contro un giocatore esperto come Steve Johnson. Liam si arrende dopo 1 ora e 45 minuti di gioco con qualche rimpianto, essendo stato avanti 4-2 nel primo set e avendo addirittura avuto 4 set point nel secondo sul 5-4, prima di cedere al tie-break. Johnson è stato però bravo a salvarsi con il servizio.

Altri tre lucky loser erano in campo e uno ha anche passato il turno, lo slovacco Lukas Lacko che ha battuto il giovane talento greco Stefanos Tsitsipas al terzo set. Sconfitti invece gli altri due ripescati: l’americano Tennys Sandgren ha lottato per 2 ore e 11 minuti prima di cedere al vincitore delle Next-Gen Finals di Milano Hyeon Chung per 6-3 al terzo. Il giapponese Taro Daniel ha raccolto invece appena 5 giochi contro l’unica testa di serie in campo in questa giornata, ovvero Pablo Cuevas.

Risultati:

SYDNEY

J. Donaldson b. G. Simon 6-1 6-4
A. De Minaur b. F. Verdasco 6-4 6-2
F. Lopez b. [Q] A. Vukic 4-6 7-6(5) 6-3
L. Mayer b. [8] M. Zverev 7-5 6-3
B. Paire b. A. Bedene 1-6 7-6(5) 6-3

AUCKLAND

P. Gojowczyk b. [Q] T. Smyczek 6-3 4-6 6-3
R. Haase b. [Q] C. Ruud 0-6 7-6(6) 6-3
[LL] L. Lacko b. [WC] S. Tsitsipas 6-3 6-7(5) 6-3
J. Vesely b. [Q] R. Albot 3-6 6-1 7-6(7)
S. Johnson b. [LL] L. Caruana 7-5 7-6(4)
H. Chung b. [LL] T. Sandgren 6-3 5-7 6-3
[6] P. Cuevas b. [LL] T. Daniel 6-3 6-2

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/09/auckland-e-sidney-de-minaur-cavalca-londa-caruana-fa-ben-sperare/feed/ 0
Auckland e Sydney: Kohl deprimente, Shapovalov è impeccabile http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/08/auckland-e-sydney-kohl-deprimente-shapovalov-e-impeccabile/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/08/auckland-e-sydney-kohl-deprimente-shapovalov-e-impeccabile/#respond Mon, 08 Jan 2018 01:15:10 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237866 Esordio autorevole per Shapovalov. Ferrer rischia contro il rampante Wu, Medvedev passeggia su un irriconoscibile Kohlschreiber]]>

Prosegue il mese oceanico del circuito ATP, che questa settimana si divide tra Sydney e Nuova Zelanda. In attesa che le prime quattro teste di serie di ogni torneo scendano in campo, c’è il tempo di scoprire come stanno le seconde linee in vista dell’Australian Open e di dare uno sguardo ai ragazzini che domani si prenderanno il tennis. O che almeno dovrebbero, perché qualche spagnolo stagionato non è parso troppo d’accordo…

AUCKLAND: SHAPOVALOV IMPECCABILE, FERRER D’ESPERIENZA SUL “BABY” WU

Via ai primi turni in Nuova Zelanda, nell’ATP 250 che segue immediatamente il WTA International della scorsa settimana. Cinque incontri maschili buoni per candidarsi a omologo maschile di Julia Goerges e pronostici rispettati in ognuno, con la vittoria delle prime due teste di serie in campo, entrambe di provenienza spagnola: la numero 5 Roberto Bautista Agut supera con il punteggio da crociera di 6-2 6-1 il doppista prestato al singolare Michael Venus, uno dei pochi neozelandesi ai quali poter dare una wild card, concedendo però sei allarmanti palle break (di cui una sola concretizzata) nel set iniziale, mentre la numero 7 David Ferrer fa valere la forza dell’esperienza sul giovanissimo cinese Yibing Wu.

Quasi il doppio degli anni per Ferru rispetto alla wild card asiatica, 35 a 18, che pure si è difesa con personalità e ha ceduto per un solo break di differenza in totale. La pressione iniziale gioca un brutto scherzo al numero 301 ATP nato nel 1999, che perde a zero il servizio nel game d’apertura dell’incontro sbagliando al termine di uno scambio prolungato ma non troppo intenso. Sciolti i muscoli e il cervello, Wu si mette a lavorare con enorme personalità e un tennis aggressivo fino al limite: annullata la palla che avrebbe potuto scollare definitivamente l’incontro, recupera lo svantaggio grazie a una fucilata di rovescio lungolinea e, infiammando il pubblico, si issa fino a doppio set point nel tie-break.

Ma a quel punto Ferrer ricorda per l’ennesima volta come mai negli anni mandarlo a destra e a sinistra a rincorrere vincenti non è quasi mai bastato: prima rimonta e strappa il primo parziale in extremis, poi tiene botta in quello successivo facendo giocare un colpo (spesso un colpo-razzo) in più al suo avversario ogni volta che può. Sul 3-2, poi fatale, la golosa volée di Wu in campo aperto si ferma sulla rete e l’iberico breakka con una risposta vincente. C’è tempo ancora per un ulteriore segnale positivo extra-tecnico dal giocatore cinese, che pur con il difetto della poca organizzazione riesce a imbastire un ultimo scambio di break prima di cedere alla terza sconfitta su tre nel circuito maggiore. Questa gli sarà almeno valsa qualche fan in più lontano dalla patria e – se riguarderà con attenzione gli highlights – tanto morale.

Altro very young ma già molti passi più avanti è Denis Shapovalov, che ritrova davanti a sé Rogerio Dutra Silva, l’avversario da cui tutto nacque, e lo demolisce. La lotta del primo turno alla Rogers Cup del 2017, il torneo che segnò la svolta e la consacrazione del canadese a un livello superiore a quello della promessa, stavolta non c’è: lascia il posto a un 6-3 6-2 in cui Shapovalov concede appena sette punti in nove turni di battuta, mai più di due nello stesso, e si dimostra impeccabile nel 100% di conversione sulle palle break. Il tutto in meno di un’ora di gioco. Se c’è modo migliore per approcciare un secondo turno contro Juan Martin del Potro, va ancora trovato.

Prevale il tennista dal miglior ranking anche nelle altre sfide tra Joao Sousa e Donald Young, nonostante il tesissimo tie-break del primo set perso per 10 punti a 8 avrebbe potuto colpire il portoghese nel morale, e tra Karen Khachanov e il sempre ostico Yuichi Sugita.

SYDNEY: SUBITO OUT UN KOHLSCHREIBER DEPRIMENTE. FORFAIT KRAJINOVIC

Seconda giornata non memorabile all’Apia International di Sydney, almeno dal lato maschile. Il programma di gioco non prevedeva grande spessore tecnico, fatta eccezione per l’incontro di cartello tra Philipp Kohlschreiber e Daniil Medvedev, il quale si è tuttavia rivelato una delusione. Più i demeriti del tedesco, ormai ex testa di serie numero 6, che i meriti del qualificato russo protagonista alle ultime Next Gen Finals: il tennista di Augsburg è apparso fuori condizione, spesso in ritardo sulla palla e poco propenso alla lotta. I due break subiti nel primo set ed un altro nel secondo hanno evidenziato problemi che il tedesco dovrà risolvere in breve tempo, se vorrà evitare di spolpare il proprio ranking agli Australian Open dove difende un terzo turno.

Negli altri più trascurabili incontri, un derby locale tra il diciottenne qualificato Alexei Popyrin (n.621 ATP) e la wild card John Millman in cui si sono sprecati i gratuiti ma sono mancati gli episodi degni di nota: al blando primo set vinto al tie-break dal più maturo ne è seguito uno quasi non giocato, poiché neppure una fasciatura al polpaccio destro dolorante ha impedito a Popyrin di rimediare un 6-0 lapidario. Settimana comunque positiva per il classe 1999 campione all’ultimo Roland Garros junior, che ha ottenuto il primo main draw in carriera a livello ATP rimontando nelle qualificazioni due avversari assai meglio quotati come Federico Delbonis e Nicolas Mahut e può guardare al prossimo torneo con l’ottimismo di chi ha tutta la carriera davanti. A Melbourne, tanto per cominciare, potrà beneficiare di una preziosa wild card.

Con due rimonte accedono al secondo turno anche il quinto del seeding Adrian Mannarino, che supera Evgeny Donskoy in tre set tirati e due sospensioni per pioggia, e il lucky loser Ricardas Berankis, ripescato dopo il forfait di Filip Krajinovic. Un avvio propositivo del lituano, che cerca spesso la rete e ottiene per primo il comando, viene vanificato da un pessimo finale di set buttato via addirittura con un doppio fallo. A un passo dal disastro nel parziale successivo, Berankis è bravo ad annullare tre palle break consecutive e portare l’incontro al set decisivo, dove dopo aver strappato il servizio nel sesto game non perde più un singolo punto nei restanti turni di battuta.

ha collaborato Alessandro Calia

Risultati:

AUCKLAND

J. Sousa b. D. Young 6-7(8) 6-4 6-2
[7] D. Ferrer b. [WC] Y. Wu 7-6(7) 6-4
K. Khachanov b. Y Sugita 6-1 3-6 6-4
[5] R. Bautista Agut b. [WC] M. Venus 6-2 6-1
D. Shapovalov b. [Q] R. Dutra Silva 6-3 6-2

SYDNEY

[LL] R. Berankis b. [WC] A. Bolt 5-7 7-5 6-4
[WC] J. Millman b. [Q] A. Popyrin 7-6(4) 6-0
[Q] D. Medvedev b. P. Kohlschreiber 6-2 6-3
[5] A. Mannarino b. [Q] E. Donskoy 5-7 7-5 6-4

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/08/auckland-e-sydney-kohl-deprimente-shapovalov-e-impeccabile/feed/ 0
ATP Brisbane: Nick Kyrgios è finalmente profeta in patria http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/07/atp-brisbane-nick-kyrgios-e-finalmente-profeta-patria/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/07/atp-brisbane-nick-kyrgios-e-finalmente-profeta-patria/#respond Sun, 07 Jan 2018 11:23:28 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237808 Sconfitto lo statunitense Ryan Harrison al termine di una partita con poca storia. Kyrgios sale al 17esimo posto e punta il bersaglio grosso: l'Australian Open]]>

[3] N. Kyrgios b. R. Harrison 6-4 6-2

In un’epoca in cui il tennis maschile di altissimo livello pare essere appannaggio di giocatori nati negli anni ’80, fa piacere rendere conto di un torneo in cui il più “vecchio” dei semifinalisti era il ventiseienne Dimitrov e dove in finale la somma delle età dei due protagonisti era abbondantemente sotto i 50 anni. A disputarsi il titolo a Brisbane sono infatti stati il venticinquenne statunitense Ryan Harrison (n.47 ATP) e il ventiduenne australiano Nick Kyrgios (n.21 ATP). A parte questo, onestamente la partita non ha riservato altri spunti di particolare interesse: a vincere è stato il più giovane, il più esuberante, il più… tutto. Kyrgios era nettamente favorito, in virtù della classifica, dei precedenti (due a zero in suo favore) e, soprattutto, di un talento oggettivamente molto superiore a quello dello statunitense, un onesto e generoso impiegato della racchetta. E infatti ha vinto Kyrgios, senza patemi né sceneggiate, come vince un giocatore che questi tornei dovrebbe ruminarli con disinvoltura se vuole puntare lo sguardo in alto, laddove si entra nella storia del tennis. Ryan Harrison si consola invece con la terza finale raggiunta in carriera dopo quelle di Memphis (vinta) e Atlanta (persa), entrambe giocate nel 2017, ovvero da quando è iniziato il sodalizio con il nostro Davide Sanguinetti (intervistato a Londra dal Direttore durante le ATP Finals), un coach stimato e di successo che potrebbe forse un giorno rappresentare un autorevole candidato alla guida della nostra squadra di Davis.

Il match è esistito solo nella prima metà del primo set in cui Harrison si è mostrato molto solido nei primi tre turni di servizio e più in palla dell’avversario nei rari scambi prolungati concessi alla platea. L’australiano, parso un po’ letargico al principio, ha però potuto contare sulla solita mostruosa battuta che lo ha tolto dai guai nei frangenti critici. Su tutti i cinque break point complessivi che ha dovuto annullare tra il secondo e il sesto game del set, tra una smorfia di dolore e l’altra dovute al ginocchio sinistro, abbondantemente fasciato. Nel settimo game lo statunitense, per ragioni difficilmente comprensibili probabilmente anche a sé stesso, ha però sciaguratamente deciso di accorciare gli scambi invece di costringere Kyrgios a correre e si è buttato ripetutamente a rete ‘senza l’elmetto’ e, soprattutto, senza il necessario talento pagando immediatamente pegno e concedendo il break alla prima palla utile. Una manciata di minuti dopo, con l’11esimo ace dell’incontro, il nativo di Canberra si è portato in vantaggio di un set per la prima volta dall’inizio del torneo. In tutti e tre gli incontri precedenti, infatti, Nick era stato costretto alla rimonta.

Ancora più oscuri i motivi che hanno consigliato a Harrison di sparare una seconda di servizio a tutto braccio sul punteggio di 1-1 30-40 nel secondo parziale con il risultato di commettere doppio fallo e dare il via libera alla conquista del primo successo in patria a Kyrgios che, prima di chiudere l’incontro con il 17esimo ace in meno di 75’, si è pure concesso il lusso di cogliere un secondo break. In definitiva un successo sin troppo agevole per lo storico di Kyrgios, abituato tanto a luccicare nei grandi match quanto a perdersi nelle difficoltà che gli vengono proposte dai giocatori di cui dovrebbe disporre con assoluto agio. Oggi invece l’australiano ha semplicemente messo il campo il suo talento, si è poggiato sul servizio quando è stato necessario – nulla di cui vergognarsi, il più grande di tutti lo fa di consueto – e ha dunque rispettato il pronostico.

Grazie a questa vittoria (il termine trionfo pare un po’ eccessivo per l’occasione) Nick Kyrgios – che ora rivedremo a Melbourne – sale alla 17esima posizione in classifica a soli 5 punti dal numero 16, John Isner e porta a quattro il suo bottino complessivo nei tornei ATP. Questo significa che il forfait di uno tra Djokovic e Wawrinka, entrambi ancora pericolanti, gli garantirebbe un posto nel gruppo 1-16 delle teste di serie. Un vantaggio a cui forse uno come Kyrgios, abituato a fare un po’ tutto d’impulso, non presta attenzione; ma che potrebbe impattare sul suo destino a Melbourne. “Amo giocare per voi, anche se qualche volta potrebbe non sembrare. Ma è così“. Così l’australiano si è congedato dal pubblico di casa. Adesso è proprio il caso di alzare l’asticella, Nick.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/07/atp-brisbane-nick-kyrgios-e-finalmente-profeta-patria/feed/ 0
ATP Doha: Monfils è super, il Qatar è finalmente suo al quarto tentativo http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/06/atp-doha-monfils-e-super-il-qatar-e-finalmente-suo/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/06/atp-doha-monfils-e-super-il-qatar-e-finalmente-suo/#respond Sat, 06 Jan 2018 17:10:36 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237737 Dopo tre finali perse nelle edizioni precedenti, Gael si aggiudica il Qatar ExxonMobil Open superando nettamente in due rapidi set Rublev. Settimo sigillo in carriera]]>

[WC] G. Monfils b. A. Rublev 6-2 6-3

Monfils perfetto, Rublev soccombe- Sembrava una maledizione. Eh già, dopo le tre finali perse qui al Khalifa International Tennis Complex (2006, 2012 e 2014), Gael Monfils riesce ad aggiudicarsi il ricco ATP 250 di Doha sfruttando alla grande una wild card ricevuta dagli organizzatori. Apparso non al meglio fisicamente nel corso della settimana, sicuramente ha giovato in pieno del forfait di Thiem avvenuto ieri in semifinale, quest’oggi ha regalato al pubblico una prestazione molto convincente, lui che di solito in finale ha sempre faticato molto (sono 20 le finali perse contro le 7 vinte e l’ultimo trionfo risaliva a Washington 2016). Nel primo scontro con Andrey Rublev tatticamente è stato impeccabile. Va detto che il russo veniva dal confronto estenuante di ieri con Pella (dove ha annullato anche match point), nella giornata odierna solo a sprazzi è riuscito a liberare i suoi colpi, incappando più volte in errori grossolani e facendosi prendere troppo dal nervosismo nel corso del match. Rimane certamente la settimana positiva di un ragazzo che cresce sempre più (terza finale in carriera dopo Umago e Next Gen Finals di Milano nel 2017) e che sarà una mina vagante a Melbourne, considerato che da lunedì salirà numero 32 del mondo e sicuramente sarà testa di serie.

Embed from Getty Images

Il primo set è interpretato in maniera magistrale da Monfils, che capisce come non sia il caso di prendersi a pallate perchè farebbe troppa fatica con Rublev; a quel punto decide di variare il gioco e di rallentarlo a tratti, con il risultato di mandare fuori giri il suo avversario, il quale comincia a sbagliare molto (saranno 11 i non forzati per Rublev contro solo i 4 di Monfils). Il transalpino, oltre ad essere molto preciso alla battuta, riesce a strappare due volte il servizio all’avversario: la prima volta nel quarto gioco e la seconda nell’ottavo game; in entrambe le circostanze con un errore banale del ventenne moscovita che affossa il diritto in rete, legittimando il primo parziale con il punteggio di 6-2. Se si pensa che il trentunenne di Parigi possa calare di rendimento ci si sbaglia di grosso: nel quarto game ottiene il break decisivo con la collaborazione di Rublev che sbaglia due dritti consecutivi, poi nell’unico momento di difficoltà della sua performance nel quinto gioco annulla due palle break (la prima col dritto vincente, la seconda altro regalo dell’avversario col dritto). Non c’è più storia, Monfils chiude nel nono game al primo match point con un servizio vincente, fissando il risultato sul 6-3 dopo un’ora totale di match. Gael succede nell’albo d’oro a Djokovic, in un torneo che può vantare nell’albo d’oro il nome di tutti e quattro i FabFour. Mica male.

Embed from Getty Images

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/06/atp-doha-monfils-e-super-il-qatar-e-finalmente-suo/feed/ 0
ATP Pune: Gilles Simon torna al successo dopo quasi tre anni http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/06/atp-pune-gilles-simon-torna-al-successo-dopo-quasi-3-anni/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/06/atp-pune-gilles-simon-torna-al-successo-dopo-quasi-3-anni/#respond Sat, 06 Jan 2018 09:47:35 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237711 Il francese, precipitato al numero 89 del mondo, batte in finale il finalista degli Us Open 2017 Anderson e conquista il tredicesimo titolo]]>

G. Simon b. [2] K. Anderson 7-6(4) 6-2

Il 2018 di Gilles Simon non poteva iniziare nel migliore dei modi. A quasi tre anni di distanza dall’ultimo torneo conquistato, il francese, precipitato al numero 89 del mondo, è riuscito a fare sua la prima edizione del Maharashtra Open, il nuovo torneo ATP che ha sostituito quello di Chennai. Il francese ha conquistato il torneo indiano dopo una settimana in cui ha espresso il suo miglior tennis e riuscendo ad eliminare le teste di serie numero 3 Roberto Bautista Agust e numero 1 del seeding Marin Cilic; e oggi, Simon è stato capace di battere il finalista dell’edizione 2017 degli Us Open Kevin Anderson (n. 14 del mondo) e seconda testa di serie del torneo. Nel corso della finale Simon ha imposto le sue variazioni tattiche che gli hanno permesso di leggere subito i colpi dell’avversario e soprattutto di indurlo in errore. Simon è riuscito a contenere la potenza del sudafricano esaltandosi anche nella fase difensiva.

Il primo set è stato molto lottato ed è andato oltre l’ora di gioco. E se da una parte il sudafricano ha provato a fare la differenza con i colpi di inizio gioco, dall’altra è stato Simon a costruire, lentamente, la sua tela. Il francese è stato capace si superare le difficoltà iniziali legate alla lettura del servizio di Anderson, e, già dopo qualche game, ha capito le direzioni della battuta dell’avversario. Questo gli ha permesso non solo di ribattere ai servizi superiori ai 200 chilometri orari ma anche di allungare lo scambio e andare spesso alla ricerca del rovescio di Anderson. Il francese ha sfruttato tutti gli angoli del campo e ha variato molto i colpi rimandando dall’altra parte della rete delle palle senza peso che hanno indotto in errore il numero 14 del mondo. Le palle di Simon, in molte occasioni e in quasi tutto il match, hanno spazzolato le righe. Il numero 89 ATP, nel settimo gioco del primo set, con un bellissimo passante di dritto ha conquistato il break che gli ha permesso di servire per chiudere il primo set. Un passaggio a vuoto del francese ha rimesso in gioco subito Anderson che, grazie anche ad un nastro fortunato, ha strappato la battuta al francese e riaperto il parziale. Come nei suoi match giocati in precedenza a Pune, Anderson, anche nella finale, ha rimandato la contesa al tie break. Dopo un’ora di gioco, quindi, il parziale è stato deciso da un tie break che, però, è stato giocato con molta personalità dal numero 89 del mondo, che ancora una volta è riuscito a fare la differenza nella lettura dei colpi dell’avversario e a mandare in errore il sudafricano. Simon ha conquistato il set point e lo ha concretizzato al termine di un scambio di 39 colpi e chiuso con un bellissimo dritto giocato con i piedi dentro il campo.

Embed from Getty Images

Nel secondo set, invece, entrambi sono riusciti a mantenere i loro turni di servizio anche se Anderson è apparso più rinunciatario e soprattutto meno preciso nei colpi. La battuta del numero 14 del mondo è stata in grado di toglierlo dai guai nei primi game del set ma, il sudafricano non è riuscito a salvarsi nei giochi successivi. Simon infatti, nel quinto gioco, dopo aver cercato con insistenza il rovescio di Anderson , ha strappato la battuta e si è portato sul 4 a 2. Il francese è riuscito a chiudere l’incontro nel game di risposta vincendo per 6 giochi a 2 il secondo set. Per Simon si tratta del tredicesimo titolo in carriera: l’ultimo titolo vinto risale al 22 febbraio 2015 quando, al termine di un match lottato e concluso al tie break del terzo set, aveva battuto il suo connazionale Gael Monfils nell’ATP di Marsiglia. E, adesso, il digiuno per il francese, che nel 2017 aveva vinto soltanto pochi match, è terminato. Non solo. Con i punti conquistati, da lunedì, potrà risalire dall’attuale posizione numero 89 fino alla 57.

Embed from Getty Images

Anderson, dal canto suo, pur avendo perso l’undicesima finale in carriera, può gioire perché dalla posizione numero 14 si porterà a ridosso della top ten: da lunedì sarà numero 11 e avrà una buona testa di serie in vista dei prossimi Australian Open. Per il sudafricano si avvicina il ritorno in top 10 considerato anche che lo scorso anno di questi tempi era fuori per infortunio e dunque fino a marzo prossimo avrà poco o nulla da difendere in termini di punti.

Embed from Getty Images

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/06/atp-pune-gilles-simon-torna-al-successo-dopo-quasi-3-anni/feed/ 0
ATP Brisbane: Kyrgios in finale con i denti, affronterà Harrison http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/06/atp-brisbane-kyrgios-finale-con-denti-avra-harrison/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/06/atp-brisbane-kyrgios-finale-con-denti-avra-harrison/#respond Sat, 06 Jan 2018 09:19:20 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237619 Grigor Dimitrov crolla sotto la pioggia di ace di Nick Kyrgios. Harrison ferma la corsa della sorpresa della settimana Alex De Minaur]]>

Per soli due punti non sarà una finale tutta australiana, raggiunta in rimonta da Kyrgios e solo sfiorata dal giovanissimo Alex De Minaur. Nick supera con merito il campione uscente e prima testa di serie del torneo Grigor Dimitrov per la prima volta in carriera; il secondo perde la lotta, durata oltre due ore e mezzo, contro lo statunitense Ryan Harrison convincendo anche oggi, nonostante qualche crepa a livello di tenuta mentale, che forse gli è costata il match.

La prima semifinale vede affrontarsi la promessa australiana Alex De Minaur e l’ormai ex promessa del tennis a stelle e strisce Ryan Harrison. Entrambi i giocatori giocano in maniera aggressiva, pronti a colpire con accelerazioni da fondo campo, ma commettono anche molti errori, soprattutto nei punti importanti. Gli scambi più lunghi sono maggiormente favorevoli a De Minaur, che con il dritto fa spesso male all’avversario. L’equilibrio si rompe nel settimo game, quando Harrison, fino a quel momento molto aiutato dal servizio, sbaglia prima un dritto e poi un rovescio lungo linea, consegnando il break all’australiano. La stellina di casa prende fiducia, gioca perfettamente a rete e con un ace chiude il primo set con il punteggio di 6-4. Harrison non si arrende, limita gli errori e, approfittando di un passaggio a vuoto del diciottenne, sale 4-2 nel secondo parziale. Ma il momento buono per lo statunitense dura pochissimo. Alex recupera immediatamente il break, con difficoltà Harrison riesce a mantenere la testa del set, che termina con il tie-break: avanti 5-4 con un mini-break, De Minaur perde entrambi i servizi, commettendo un doppio fallo sul 5 pari. L’unico set point è sufficiente a Ryan, che approfitta dell’accelerazione di dritto uscita fuori dell’avversario. Il terzo set sembra un monologo di Harrison. Alex sembra stanco e ormai uscito dal match, ma, spinto dal pubblico che continua a sostenerlo, regala ancora sprazzi di bel tennis e, sotto di due break, concessi con due doppi falli, si arrende solo al decimo gioco, quando lo statunitense mette a segno un servizio vincente sul primo di tre match point.

Nick Kyrgios ha sempre quell’espressione svogliata, come se si chiedesse perché è in campo. Ma oggi, nonostante un primo set quasi perfetto giocato da Grigor Dimitrov e un breve intervento del fisioterapista al termine delle stesso, si è riscattato prontamente, si è dimostrato più incisivo del suo più quotato avversario sia al servizio (19 ace) che in risposta. Il punto più spettacolare del primo set è senz’altro quello che porta il break al bulgaro: smorzata di Kyrgios, recupero con un bellissimo lob di Dimitrov, tweener dell’australiano e smash del numero 3 del mondo. Il set si chiude piuttosto rapidamente per 6-3 in favore di Grigor. Il quarto game apre la rimonta di Nick, che con colpi potenti strappa per la prima volta la battuta a Dimitrov, ripetendosi al turno di risposta successivo grazie ad un rovescio in rete del bulgaro. L’unico momento difficile che Kyrgios deve affrontare è quando deve chiudere il set, riuscendo nel compito alla terza occasione con ace e prima vincente. Il terzo parziale è deciso dal break nel settimo game, messo a segno dall’australiano con risposte profonde e un errore di dritto in uscita dal servizio di Dimitrov. Nick gestisce il vantaggio e con una risposta sbagliata di Grigor sul primo match point porta a casa l’incontro, raggiungendo così la prima finale dell’anno. Il Nick Kyrgios di oggi può considerarsi favorito domani contro Ryan Harrison, ma è sempre difficile fare pronostici quando c’è lui in campo. Due i precedenti confronti diretti (Madrid 2017 e Tokyo 2016), entrambi vinti dall’australiano in due set.

https://twitter.com/BrisbaneTennis/status/949550711804649472

Risultati:

[3] N. Kyrgios b. [1] G. Dimitrov 3-6 6-1 6-4
R. Harrison b. [WC] A. De Minaur 4-6 7-6(5) 6-4

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/06/atp-brisbane-kyrgios-finale-con-denti-avra-harrison/feed/ 0
ATP Doha: Monfils ringrazia la febbre di Thiem, finale con Rublev http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/05/atp-doha-monfils-ringrazia-la-febbre-di-thiem-finale-con-rublev/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/05/atp-doha-monfils-ringrazia-la-febbre-di-thiem-finale-con-rublev/#respond Fri, 05 Jan 2018 15:30:34 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237593 A Doha si gioca solo una semifinale: Rublev offre una prova di grande maturità e va in finale. Ci sarà un rinato (e fortunato) Monfils]]>

ANDREY CRESCE, E CRESCE BENE

Rublev rischia grosso ma si esalta al tie-break – Al termine di una battaglia durata quasi due ore e mezza è Andrey Rublev il primo finalista del ricco torneo qatariota. Il numero 39 ATP supera Guido Pella e si qualifica per la sua terza finale in carriera (quella vinta a Umago e quella persa a Milano alle Finals nella scorsa stagione). Nella prima frazione il divario tra i due protagonisti è netto: il nativo di Mosca dispone come vuole del suo avversario, dominando per lunghi tratti il gioco soprattutto col diritto, a parte il sesto game quando al servizio ha un piccolo passaggio vuoto che gli costa un break. Il risultato di 6-2 a favore di Rublev è una dimostrazione di forza. Tutto lascia presagire ad un comodo match per il Next Gen, invece gli errori aumentano insieme ai colpi di Pella che si fanno più efficaci; il risultato che ne consegue sono due volte uno scambio di break e contro-break con l’argentino che nel decimo game strappa per la terza volta la battuta all’avversario, fissando il parziale per 6-4 e rimandando il verdetto finale al terzo set. Regna l’equilibrio in questa fase del gioco, i giocatori danno tutto, Rublev sembra quello più stanco ed è costretto a salvare un match point nel decimo game. È dunque il tie-break a decretare il primo finalista: Andrey gioca a tutto braccio, dando fondo alle residue energie che gli consentono di prevalere per 7 punti a 2 e centrare la prima finale della stagione.

Il russo corona così una settimana giocata sia in spinta – ed è questo il suo habitat naturale – sia in controllo, e questa è certamente una piacevole sorpresa per un giocatore abituato a sviluppare le sue vittorie sul tema del ‘tutto o niente’. La crescita del russo è costante e riprende in tutto e per tutto l’ottimo finale di 2017, impreziosito dai quarti raggiunti all’US Open e dalla finale di Milano alle Next Gen Finals. La sensazione è che nessun giocatore possa ritenersi tranquillo di affrontare, in questo momento e su questa superficie, l’imprevedibile ragazzo moscovita.

DOMINIC, LA FEBBRE DEL VENERDI’ SERA

Monfils senza giocare, Thiem si ritira – L’avversario di Rublev sarà Gael Monfils, che accede alla finale senza dover scendere in campo per il forfait di Thiem, numero 1 del seeding e vittima di un attacco influenzale. Verrebbe da pensare che è stato un bel colpo di fortuna per il funambolico francese, considerato che l’austriaco era in vantaggio negli sconti diretti 4 a 0 (con l’ultimo precedente giocato nel 2017 a Indian Wells). Monfils sfrutta al meglio la wild card ricevuta dagli organizzatori e disputerà dunque la quarta finale al Qatar ExxonMobil Open dopo quelle tutte perse del 2006, 2012 e 2014. Tra i due finalisti sarà il primo incrocio.

Tralasciando l’ironia sull’hashtag utilizzato da Dominic nella parte in tedesco del suo comunicato su Facebook, per l’austriaco si tratta dunque di una banalissima influenza che non dovrebbe costituire alcun problema per la sua presenza a Melbourne, poiché di tempo per smaltire qualche linea di febbre ce n’è a sufficienza. Potrebbe al limite minare la ‘bellicosa’ intensità degli allenamenti di Dominator, che con questa semifinale rimane quinto nel ranking ATP a debita distanza da Alex Zverev. Per ricucire lo strappo servirà una gran prestazione a Melbourne, sul cemento che Thiem fatica ancora a digerire appieno.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/05/atp-doha-monfils-ringrazia-la-febbre-di-thiem-finale-con-rublev/feed/ 0
ATP Pune: bentornato Gilou! Finale con Anderson http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/05/atp-pune-bentornato-gilou-finale-con-anderson/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/05/atp-pune-bentornato-gilou-finale-con-anderson/#respond Fri, 05 Jan 2018 14:20:43 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237558 L'ex top 10 francese torna grande con il nuovo anno, battuto in rimonta Marin Cilic. In finale trova il sudafricano che schianta al terzo Benoit Paire]]>

Nel torneo più “tranquillo” della settimana, la più grossa sorpresa è arrivata alla fine. Nella finale del primo Maharashtra Open con sede a Pune, si contenderanno il titolo un redivivo Gilles Simon e Kevin Anderson. Ancora contro pronostico, come nel secondo turno vinto contro Bautista, il nizzardo ha eliminato il numero uno del seeding Cilic al termine di una rimonta clamorosa. Impensabile riuscisse ad arrivare in finale al primo torneo, dopo un 2017 in cui non aveva mai vinto più di due partite di fila Sarà il quarto incontro tra i due, ma il sudafricano ha sempre vinto contro Simon, l’ultima volta al torneo di Tokyo della passata stagione.

Mai dare per spacciato Gilles Simon. Mai. Nemmeno se è scivolato all’86esimo posto in classifica. Nemmeno se non batte un top 10 da sette confronti diretti. Nemmeno dopo un primo set in cui la testa di serie numero 1, Marin Cilic, gli ha nascosto la palla, tirando proiettili a 220 orari col servizio e una serie di scaldabagni con il dritto. Per Gilou sembrava tutto sotto controllo, quasi come fosse la situazione ideale per lui. Alla conquista del suo primo game (sotto 5-0) ha chiamato ironicamente a sé tutto il pubblico, che, desideroso di assistere a un match lottato, ha iniziato a seguirlo. Il momento della svolta. Incassato un perentorio 6-1, anziché giocare a chi picchia più forte con Cilic, stavolta il nizzardo allunga gli scambi, alza le traiettorie, muovendo bene il gioco, come suo solito, e il gigante croato va in tilt. Simon in un lampo è sopra 4-0. Cilic, limitando un po’ i non forzati, accorcia le distanze, ma sciupa qualche palla break di troppo e non evita un equo terzo set. Ciò che dovrebbe far preoccupare il numero sei del mondo è proprio l’avvio della frazione decisiva, in cui oltre ad apparire in confusione, è anche parecchio scarico. “Gilou” trova subito il break e una volta che il match si gioca sul suo terreno si concede anche qualche vincente a braccio sciolto. In meno di due ore, il transalpino conquista la diciannovesima finale della carriera, eliminando la seconda testa di serie in tabellone dopo Bautista. Non raggiungeva l’ultimo atto di un torneo da Marsiglia 2015, quando riuscì ad alzare il suo dodicesimo trofeo contro il connazionale Monfils. Lunedì si avvicinerà di sicuro ai primi 60 giocatori del mondo e ora potrà anche entrare in tabellone a Sydney come Special Extempt assieme all’altra sorpresa della settimana, il giovane australiano Alex De Minaur.

E’ sfumata la finale tutta francese. Nella seconda semi Kevin Anderson ha domato Benoit Paire al terzo set nonostante un fastidio al gomito che l’ha costretto a un MTO durante il secondo parziale. Il finalista dello US Open 2017 centra così la quattordicesima finale in carriera e proverà a conquistare il suo quarto titolo, cosa che non gli riesce dal 2015, come per il suo prossimo avversario. Per il vincitore del Mubadala World Tennis Championship di Abu Dhabi non è stata una passeggiata però. Il buon Benoit ha iniziato il match parecchio nervoso, accompagnando il break subito a ripetuti lanci di racchetta. Un piccolo calo al servizio del sudafricano consentono al transalpino di agguantare il tie-break, che conquista 8 punti a 6 grazie a qualche giocata delle sue. Cavalcando l’onda, in un game dove Anderson concentra una serie di orrori, si guadagna tre palle break, ma Kevin si salva tra le smorfie per un gomito non in perfette condizioni. Giunti al tie-break anche in questo set, il numero 14 del mondo alza il livello in maniera notevole, costringendo Paire alla difensiva e infilandolo con dritti e smash vincenti: 7-2 e tutti al terzo, per la gioia del pubblico. Il francese, forse per un calo fisico, ma non si escluda neanche quello mentale (al solito), perde la battuta in avvio e torna a sbraitare. Per Anderson da qui è tutta discesa e con qualche prima poderosa si prende la prima finale ufficiale del 2018.

Risultati: 

G. Simon b. [1] M. Cilic 1-6 6-3 6-2
[2] K. Anderson b. [4/WC] B. Paire 6-7(6) 7-6(2) 6-1

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/05/atp-pune-bentornato-gilou-finale-con-anderson/feed/ 0
ATP Brisbane: Kyrgios-Dimitrov, sarà finale anticipata http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/05/atp-brisbane-kyrgios-dimitrov-sara-finale-anticipata/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/05/atp-brisbane-kyrgios-dimitrov-sara-finale-anticipata/#respond Fri, 05 Jan 2018 11:58:07 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237507 Nick sembra sprofondare prima di venire a capo di Dolgopolov. Il bulgaro è in crescita ma rischia contro Edmund, a cui cede la caviglia. De Minaur supera Mmoh e se la vedrà con Harrison: due semifinalisti su quattro sono australiani]]>

Occhio al seggio di Brisbane. Sulla strada verso gli Australian Open, le primarie per scegliere il candidato d’opposizione a Federer arrivano a uno snodo significativo. La semifinale che vedrà di fronte Nick Kyrgios e Grigov Dimitrov è l’incrocio più interessante di questo avvio di stagione. Il motore di entrambi non viaggia al massimo dei giri (sarebbe strano il contrario, di questi tempi), ma gli spunti che arrivano dalla Pat Rafter Arena sono più che mai stimolanti.

Il re delle Finals, detentore del trofeo, trae innegabile vantaggio dalla carrozzeria ammaccata di un Kyle Edmund che arriva ai punti decisivi stremato, con il contachilometri che segna quasi otto ore di gioco in tre match. Sul 4-4, nel momento cruciale del terzo set, la caviglia già fasciata del britannico cede su un cambio di direzione. L’urlo di spavento, il soccorso immediato dello stesso Dimitrov che salta la rete per accertarsi delle condizioni dell’avversario, il rientro in campo claudicante dopo il Mto. Da applausi, ma in sostanza la partita finisce qui.


E’ riduttivo però ridurre il racconto all’epilogo, perché fino a quel momento ci siamo divertiti. A Dimitrov non riesce tutto bene in automatico, così come all’esordio. Il numero tre del mondo ha bisogno di esprimersi – almeno a tratti – su livelli di eccellenza assoluta al servizio. Un fondamentale che gli torna subito utile per annullare due break point quando è sotto 2-3 nel primo set, sliding door che manda provvisoriamente in tilt l’ex campione di Davis. Edmund però rientra voracemente nel match, prendendosi il tie break di un secondo parziale vissuto spalla a spalla. La chiave per Dimitrov è accelerare, per non dare il tempo all’avversario di organizzarsi e spingere. Ma il 22enne nato in Sudafrica (50 Atp) mostra significativi miglioramenti nella sensibilità di tocco, di cui può andar fiero coach Fredrik Rosengren. Nel terzo set non basteranno a Dimitrov 16 prime di servizio consecutive in campo (!) per mandare fuori partita il buon Kyle, messo ko soltanto dalla caviglia malconcia.

SULLE MONTAGNE RUSSE – Kyrgios, al solito acciaccato, è riemerso dagli abissi nel quarto di finale contro Dolgopolov. L’ucraino da queste parti ha perso la finale contro Murray nel 2012. Disastroso il primo set del numero 21 del mondo, buttato via in 22 minuti non solo per la scarsa qualità dei colpi, ma anche per atteggiamento e linguaggio del corpo. Impetuosa però la risalita, spinta da un servizio esplosivo (chiuderà a 18 ace) e  dal sostegno del pubblico nel terzo set, quando le oscillazioni emotive l’hanno portato prima a imprecare (anche un pugno sulla coscia), poi a esultare platealmente sul break decisivo. Sciogliendo la tensione in un sorriso, a fine match Kygs non perderà occasione per dedicare parole dolci al connazionale Alex De Minaur: “è un talento incredibile”.

E’ proprio grazie al gioiellino di casa (appena 298 del ranking) che l’Australia mette tenda in entrambe le semifinali, alimentando sogni di gloria in vista di Melbourne. Entrato in tabellone con una wild card grazie al forfait di Nadal e caricato dai complimenti di Lleyton Hewitt dopo aver battuto Raonic, De Minaur (classe 1999) asfalta il quasi connazionale Michale Mmoh (1998) nella sfida che ha rappresentato il punto più alto nella giovane carriera di entrambi. La scalata del diciottenne trapiantato in Spagna potrebbe non fermarsi qui, vista la solidità del suo gioco lontano dalla rete. In semifinale trova Ryan Harrison, numero 47 del mondo, che ha beneficiato del ritiro di Istomin nel secondo set.

Risultati:

[WC] A. De Minaur b. M. Mmoh 6-4 6-0
[3] N. Kyrgios b. A. Dolgopolov 1-6 6-3 6-4
R. Harrison b. D. Istomin 7-6(6) 4-2 rit.
[1] G. Dimitrov b. K. Edmund 6-3 6-7(3) 6-4

]]> http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/05/atp-brisbane-kyrgios-dimitrov-sara-finale-anticipata/feed/ 0 Calendario Tornei ATP: Entry list e tabelloni http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/04/calendario-atp-itf-tornei-slam-250-500-grand-slam-maschile/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/04/calendario-atp-itf-tornei-slam-250-500-grand-slam-maschile/#respond Thu, 04 Jan 2018 20:00:16 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=236722
LEGENDA TORNEI
Grand Slam Masters 1000 ATP 500 ATP 250
WEEK DATA TORNEO SUPERFICIE DRAW DA(SE) WC Q TDS BYE ENTRYLIST TABELLONE VINCITORE
GENNAIO
1 31/12 BRISBANE H 28 21 3 4 8 4 entry tabellone KYRGIOS
01/01 DOHA H 32 25 3 4 8 0 entry tabellone MONFILS
PUNE H 28 21 3 4 8 4 entry tabellone SIMON
2 07/01 SYDNEY H 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone MEDVEDEV
08/01 AUCKLAND H 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone BAUTISTA AGUT
3 15/01 AUSTRALIAN
OPEN
H 128 104 8 16 32 0 entry tabellone Q

tabellone MD
 
4
FEBBRAIO
5 02/02 DAVIS CUP (1T)  
6 05/02 MONTPELLIER IH 28 21 3 4 8 4 entry tabellone  
SOFIA IH 28 21 3 4 8 4 entry tabellone  
QUITO CL 28 21 3 4 8 4 entry tabellone  
7 12/02 ROTTERDAM IH 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
NEW YORK IH 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
BUENOS AIRES CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
8 19/02 RIO DE JANEIRO CL 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
MARSIGLIA IH 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
DELRAY BEACH H 32 23(2) 3 4 8 0 entry tabellone  
9 26/02 ACAPULCO H 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
DUBAI H 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
SAN PAOLO ICL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone
MARZO
10 08/03 INDIAN WELLS H 96 79 5 12 32 32 entry tabellone  
11
12 21/03 MIAMI H 96 79 5 12 32 32 entry tabellone  
13
APRILE
14 06/04 DAVIS CUP (QF)  
15 09/04 MARRAKECH CL 28 21 3 4 8 4 entry tabellone  
HOUSTON CL 28 21 3 4 8 4 entry tabellone  
16 15/04 MONTECARLO CL 56 45 4 7 16 8 entry tabellone  
17 23/04 BARCELLONA CL 48 36(1) 5 6 16 16 entry tabellone  
BUDAPEST CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
18 30/04 ESTORIL CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
MONACO CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
ISTANBUL CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone
MAGGIO
19 06/05 MADRID CL 56 45 4 7 16 8 entry tabellone  
20 13/05 ROMA CL 56 44(1) 4 7 16 8 entry tabellone  
21 20/05 GINEVRA CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
LIONE CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
22 27/05 ROLAND GARROS CL 128 104 8 16 32 0 entry tabellone  
23
GIUGNO
24 11/06 STOCCARDA G 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
s-HERTOGENBOSCH G 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
25 18/06 HALLE G 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
QUEEN’S G 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
26 24/06 ANTALYA G 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
25/06 EASTBOURNE G 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
LUGLIO
27 02/07 WIMBLEDON G 128 104 8 16 32 0 entry tabellone  
28
29 16/07 BASTAD CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
UMAGO CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
NEWPORT G 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
30 23/07 AMBURGO CL 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
ATLANTA H 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
GSTAAD CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
31 30/07 WASHINGTON H 48 36(1) 5 6 16 16 entry tabellone  
LOS CABOS H 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
KITZBUHEL CL 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
AGOSTO
32 06/08 TORONTO H 56 44(1) 4 7 16 8 entry tabellone  
33 12/08 CINCINNATI H 56 44(1) 4 7 16 8 entry tabellone  
34 19/08 WINSTON-SALEM H 48 38(2) 4 4 16 16 entry tabellone  
35 27/08 US OPEN H 128 104 8 16 32 0 entry tabellone  
36
SETTEMBRE
37 14/09 DAVIS CUP (SF)  
38 17/09 SAN PIETROBURGO IH 28 21 3 4 8 4 entry tabellone  
METZ IH 28 21 3 4 8 4 entry tabellone  
39 24/09 CHENGDU H 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
SHENZHEN H 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
OTTOBRE
40 01/10 PECHINO H 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
TOKYO IH 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
41 07/10 SHANGHAI IH 56 44(1) 4 7 16 8 entry tabellone  
42 15/10 MOSCA IH 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
ANVERSA IH 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
STOCCOLMA IH 28 19(2) 3 4 8 4 entry tabellone  
43 22/10 VIENNA IH 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
BASILEA IH 32 23(1) 4 4 8 0 entry tabellone  
44 29/10 PARIGI-BERCY IH 48 38(1) 3 6 16 16 entry tabellone  
NOVEMBRE
45 06/11 MILANO – NEXT GEN IH 8 7 1 0 0 0      
46 11/11 LONDRA – FINALS IH 8 8 0 0 0 0      
47 23/11 DAVIS CUP (F)  

LEGENDA VOCI

  • SUPERFICIE: H=Cemento / IH=Cemento indoor / CL=Terra / ICL=Terra indoor / G=Erba
  • DRAW: Numero giocatori in tabellone
  • DA(SE): Direct Acceptance (Special Exempt)
  • WC: Wild card
  • Q: Qualificati
  • TDS: Teste di serie

Calendario WTA 2018: entry list e tabelloni

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/04/calendario-atp-itf-tornei-slam-250-500-grand-slam-maschile/feed/ 0
ATP Doha e Pune: Thiem doma un buon Tsitsipas, avanti Rublev http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/04/atp-doha-e-pune-thiem-doma-tsitsipas-avanti-rublev/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/04/atp-doha-e-pune-thiem-doma-tsitsipas-avanti-rublev/#respond Thu, 04 Jan 2018 18:30:47 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237421 Giornata di quarti di finale nei due tornei maschili più clementi con il nostro fuso orario. In Qatar Rublev strapazza Coric e spicca la maggiore attitudine a questi palcoscenici di Thiem su un volenteroso Tsitsipas, ora trova Monfils. Avanti i quattro favoriti in India]]>

DOHA: RULLO RUBLEV, THIEM PIEGA IL GIOVANE TSITSIPAS

Thiem si aggrappa alla sua esperienza – Al Khalifa International Tennis Complex di Doha è andato in scena l’incontro più atteso della giornata con in campo Dominic Thiem, numero 1 del seeding e unica testa di serie ancora in tabellone, opposto alla promessa del tennis mondiale Stefanos Tsitsipas, partito dalle qualificazioni e da poco entrato a far parte della top 100. Il match non ha tradito le attese, con Tsitsipas mai domo e che ha venduto cara la pelle a un Thiem apparso ancora non al meglio sia fisicamente che tecnicamente, ma abile a sfruttare i momenti decisivi e a trovare i due guizzi che gli hanno permesso di archiviare la pratica in due set.

I primi giochi si susseguono senza scossoni alla battuta fino a quando l’equilibrio viene spezzato nel settimo game con Tsitsipas in apparente controllo avanti 30-0, ma alla prima palla break dell’incontro Thiem ha la fortuna dalla sua con il nastro che smorza quasi irremediabilmente la risposta, il greco riesce solo a rimandare la pallina in campo e diventa una preda troppo facile per il numero 5 del mondo, che si porta dunque avanti di un break; Tsitsipas barcolla, ma Thiem lo rimette in partita con un passaggio a vuoto nel decimo gioco quando si ritrova a servire per il set, il diciannovenne si rimette cosi in carreggiata sul 5 pari. L’esperienza aiuta l’austriaco, bravo a resettarsi e a strappare nuovamente la battuta a un Tsitsipas scellerato quando manda uno smash comodo a rimbalzo in corridoio sulla palla break. Thiem ha di nuovo l’opportunità di servire per il parziale: è costretto a fronteggiare 4 palle break (di cui due consecutive), ma grazie al servizio e al diritto riesce a sbrogliare la matassa, aggiudicandosi il set per 7-5.

Si potrebbe pensare a un calo del rendimento per Tsitsipas, invece riesce a tenere impegnato Thiem, il quale fino al 4 pari un po’ per le difficoltà palesate nella scorsa stagione (da qui anche l’aggiunta di un nuovo membro nel suo team), un po’ per il valore dell’avversario da l’idea di dover sempre faticare troppo, ma riesce a dare la sterzata decisiva nel nono gioco con il break che lo manda a servire per il match: Stefanos arriva a palla break, Thiem si salva nuovamente e al primo match point pone fine alle velleità del ragazzo di Atene, che si arrende cosi dopo due set tirati e molte buone impressioni che è riuscito a suscitare.

Rublev schiaccia Coric – Nel confronto tra esponenti della Next Gen è Andrey Rublev a prevalere su Borna Coric, confermando l’esito del loro unico precedente andato in scena in semifinale alle Finals disputate a Milano. Per il numero 39 del mondo c’è ora la semifinale nel 250 qatariota da disputare contro Pella e la concreta possibilità di poter essere testa di serie a Melbourne. Il tema tattico del match è semplice: Coric a remare da fondocampo, cercando di rimandare tutto dall’altra parte della rete, mentre Rublev picchia qualsiasi palla, sfondando spesso col diritto, anche se incappa troppe volte in errori per eccessiva fretta o nervosismo (vedi i 5 doppi falli nella prima frazione). Il russo nella prima partita si prende un break di vantaggio nel quarto gioco e lo difende fino al termine, quando riesce a chiudere con un passante di diritto, che gli vale la vittoria del set per 6-3. Più equilibrato il secondo parziale, Coric sembra poter prendere il largo quando si porta in vantaggio di un break sul 4 a 2, ma è immediata la reazione di Rublev che prima ristabilisce la parità, poi toglie la battuta al croato nell’undicesimo game, archiviando col servizio la pratica per il 7-5 finale. Grande soddisfazione per il ragazzo di Mosca, che non vuole certo fermarsi qui.

Pella senza soffrire – Finisce qui la corsa di Mirza Basic. Il bosniaco, giocatore partito dalle qualificazioni e numero 138 ATP, viene sconfitto senza appello da un ordinato Guido Pella, finalista nella passata stagione a Monaco di Baviera e semifinalista a Chengdu. Match in discussione solo nel game inaugurale, quando l’argentino si è salvato da 15-40, poi durante l’arco del match non ha concesso più alcuna possibilità; Pella nella prima frazione dal 2 pari ha cambiato marcia, strappando per ben due volte il servizio all’avversario e incamerando per 6-2 il primo set. Nella seconda partita piazza il break chirurgico nell’ottavo game che lo proietta a servire per qualificarsi alle semifinali del torneo: il numero 64 del mondo, al secondo match point, chiude la contesa per 6-3 e può esultare per questo risultato importante del suo inizio di stagione.

Monfils evita guai – Ad affrontare Thiem in semifinale sarà la wild card Gael Monfils. Il trentunenne parigino, nella consueta girandola di emozioni, ha la meglio in due partite di Peter Gojowczyk per la seconda volta in carriera (unico precedente in Davis vinto dal francese nel 2014 in tre set). A decidere l’esito della prima frazione è un break arrivato nel quarto gioco, che consente a Monfils di incamerare 6-3 il primo parziale. Sembra ci sia un unico padrone del campo, invece il tedesco ribalta tutto da 0-2 a 4-2 con Monfils bravo a reagire e a trovare il 4 pari. Decisivo quindi risulta il tie-break: il transalpino salva in maniera spettacolare un set point, Gojowczyk rimane incredulo e sbaglia i successivi due colpi, consentendo a Monfils di vincere il tie-break per 8 punti a 6 e di conseguenza il match.

Michele Trabace

Risultati:

[1] D. Thiem b. [Q] S. Tsitsipas 7-5 6-4
[WC] G. Monfils b. P. Gojowczyk 6-3 7-6(6)
G. Pella b. [Q] M. Basic 6-2 6-3
A. Rublev b. B. Coric 6-3 7-5


PUNE: ZERO SHOCK, SARANNO LE SEMIFINALI MIGLIORI

I quarti di finale del torneo indiano procedono a due velocità. Nella parte alta del tabellone Marin Cilic e Gilles Simon chiudono agevolmente i rispettivi impegni contro Pierre-Hugues Herbert e Ricardo Ojeda Lara, mentre gli incontri nella parte bassa sono decisi al terzo set. La testa di serie numero uno croata offre una prestazione quanto mai solida al servizio e supera un avversario non dotato delle armi necessarie a metterne il dubbio il successo, medesimo copione messo in scena da Simon. Dopo un 2017 quantomeno appannato, il francese sembra determinato a recuperare risultati e posizioni di classifica generale più consoni ai propri livelli; dopo il successo di ieri su Bautista Agut, unico dei primi quattro del seeding a non arrivare al venerdì, non è certo il qualificato spagnolo a poterne interrompere la corsa.

Nella parte bassa il primo semifinalista è Benoit Paire che supera Robin Haase al termine di tre set combattuti, rendendo merito alla wild card a lui elargita. Dopo aver confermato le incertezze dei turni precedenti con il servizio, breakkato per tre volte, nel parziale d’apertura, Haase recupera la parità quando il francese manifesta il consueto calo di rendimento. Al momento decisivo però è Paire che appare più centrato nei passaggi importanti, così è suo il break decisivo che spalanca le porte della semifinale contro Kevin Anderson. Questi conclude il proprio match in rimonta su Kukushkin, dopo le improvvise difficoltà manifestate nel momento topico del primo set (sul 5-4): recuperato lo svantaggio, Anderson prevale con facilità nel finale su un avversario che non sembra in grado neppure fisicamente di opporre una valida resistenza.

Negli incontri di domani, Cilic costituirà un consistente banco di prova per misurare le ambizioni di Simon (4-1 per il francese nei precedenti) mentre Andersona, al primo incontro con Paire, sembra godere dei favori del pronostico, per forma e continuità.

Pierluigi Maienza

Risultati:

[1] M. Cilic b. [8] P.H. Herbert 6-3 6-2
G. Simon b. [Q] R. Ojeda Lara 6-2 6-3
[4/WC] B. Paire b. [5] R. Haase 7-5 2-6 6-3
[2] K. Anderson b. [7] M. Kukushkin 6-7(3) 6-4 6-2

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/04/atp-doha-e-pune-thiem-doma-tsitsipas-avanti-rublev/feed/ 0
ATP Brisbane: esordio col brivido per Dimitrov http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/04/atp-brisbane-esordio-col-brivido-per-dimitrov/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/04/atp-brisbane-esordio-col-brivido-per-dimitrov/#respond Thu, 04 Jan 2018 07:45:09 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=237347 La prima testa di serie annulla due match point a Millman poi chiude al terzo. Avanzano anche Edmund, Istomin e Harrison]]>

Se l’è vista davvero brutta un Grigor Dimitrov falloso e poco concentrato nel suo esordio stagionale. Dopo aver salvato due match point nel tie-break il numero uno del seeding ha tirato un sospiro di sollievo, battendo un encomiabile John Millman in due ore e 35. Eppure il bulgaro aveva iniziato bene il match, con un break nel terzo gioco. Tuttavia ha ricambiato subito il favore e, come spesso accade, rimettere immediatamente l’avversario in gioco senza tenerlo a distanza di sicurezza può essere molto rischioso. Figuriamoci se si tratta del primo match dell’anno e si affronta un giocatore che ha tutto il pubblico a suo favore. Come nel primo turno di tre edizioni fa contro Roger Federer, il giocatore di Brisbane si è portato avanti di un set, sfruttando i diciannove non forzati di Grisha nel primo parziale e la spinta del campo centrale. Il campione delle ultime ATP Finals è andato avanti a corrente alternata: dopo aver perso ancora una volta un break di vantaggio, si è ritrovato sotto di due mini-break nel tie-break tra doppi falli, punti gestiti male e qualche discesa a rete poco felice. Ma è qui che si è visto il miglior Dimitrov: con l’acqua alla gola è riuscito a rimettere in piedi il tie-break e poi si è giocato in modo attento e sicuro i due match point, che Millman ha avuto disposizione sul 6-5 e sul 7-6. Dopo aver forzato il match al terzo, il campione in carica ha iniziato a comandare sempre più spesso gli scambi, lavorando bene dal lato del dritto e aumentando le percentuali alla battuta. Grazie a un break nel quarto gioco, Dimitrov ha chiuso 6-3 il parziale decisivo, al termine di un match in cui il palleggio solido e regolare da fondo di Millman ha rischiato di rovinare il suo primo torneo dell’anno. Domani sfiderà Edmund ma, essendo stato l’ultimo a debuttare, se vorrà difendere il titolo dovrà giocare quattro partite in quattro giorni, senza riposo, motivo per cui la grossa fatica odierna potrebbe rivelarsi un problema.

Il primo a guadagnarsi un posto tra i migliori otto è stato Denis Istomin. Nella rivincita del quarto di finale giocato qualche mese fa a Chengdu, torneo vinto proprio dall’uzbeko, Donaldson si è lasciato imbrigliare dopo un inizio di partita convincente, cedendo per due set a zero. Troppo falloso nei momenti importanti il ragazzo statunitense, come il tie-break della prima frazione, e per nulla aiutato dal servizio, che ha fatto registrare numeri piuttosto negativi oltre ai nove doppi falli. Successo per l’altro giocatore a stelle e strisce in gara oggi, Ryan Harrison, opposto al lucky loser che ha sostituito in tabellone un Andy Murray piuttosto acciaccato, il tedesco Yannick Hanfmann. Ceduto il primo set al tie-break, Harrison ha strappato il servizio all’avversario nel fatidico settimo game del secondo per rimettere le cose a posto. Nel set decisivo ha tremato sull1-1, quando il finalista di Gstaad non sfrutta tre break point consecutivi. Da lì Ryan non si è più guardato indietro, vincendo sei dei successivi sette giochi per conquistare il primo quarto di finale dell’anno. Sfiderà proprio Istomin nella parte bassa del main draw.

L’unica nota positiva per il tennis britannico in questo momento sembra essere il giovane Kyle Edmund. Il match più interessante del giorno tra quest’ultimo e Hyeon Chung ha chiuso il programma diurno sul campo centrale, subito dopo il ritiro di Johanna Konta contro Elina Svitolina e la rinuncia di Andy Murray all’Australian Open (entrambi alle prese con problemi all’anca). E i due ragazzi non hanno deluso le aspettative, dando vita a due ore 40 minuti carichi di adrenalina e scambi intensissimi. Kyle, 23 anni lunedì, si è portato a casa il secondo incontro consecutivo tra giovani stelle, dopo il successo di due giorni fa contro Shapovalov. Il set vinto al tie-break, con un allungo di quattro punti di fila, sembrava aver spianato la strada a Edmund. Ma il campione delle NextGen Finals di Milano ha forzato la partita al terzo set dopo aver salvato una palla dell’1-4. Il britannico ha confermato però di essere già in grande spolvero, trovando grandissime soluzioni col dritto e piegando infine al decimo gioco il sudcoreano, autore comunque di una prova di alto livello. Kyle eguaglia così il risultato ottenuto lo scorso anno in Queensland.

Risultati:

[1] G. Dimitrov b. [WC] J. Millman 4-6 7-6(8) 6-3
K. Edmund b. H. Chung 7-6(3) 5-7 6-4
D. Istomin b. J. Donaldson 7-6(5) 6-2
R. Harrison b. [LL] Y. Hanfmann 6-7(5) 6-4 6-2

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/04/atp-brisbane-esordio-col-brivido-per-dimitrov/feed/ 0