UBITENNIS http://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Mon, 24 Jul 2017 07:33:50 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.3 Lorenzi s’arrende. Umago incorona la stellina Rublev (Crivelli) http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/24/lorenzi-sarrende-umago-incorona-la-stellina-rublev-crivelli/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/24/lorenzi-sarrende-umago-incorona-la-stellina-rublev-crivelli/#respond Mon, 24 Jul 2017 05:27:31 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213893 Rassegna a cura di Daniele Flavi   Lorenzi s’arrende. Umago incorona la stellina Rublev   Riccardo Crivelli, la gazzetta dello sport del 24.07.2017   Il rinascimento russo non poteva che passare attraverso un ragazzo dal nome così importante: Andrey Rublev, infatti, è stato il più grande pittore di icone della storia. Il talentino moscovita, 19 […]]]>

Rassegna a cura di Daniele Flavi

 

Lorenzi s’arrende. Umago incorona la stellina Rublev

 

Riccardo Crivelli, la gazzetta dello sport del 24.07.2017

 

Il rinascimento russo non poteva che passare attraverso un ragazzo dal nome così importante: Andrey Rublev, infatti, è stato il più grande pittore di icone della storia. Il talentino moscovita, 19 anni, disegna parabole imprendibili con la racchetta e conferma i pronostici di chi, un paio di anni fa, quando aveva chiuso l’anno da numero uno juniores, lo aveva battezzato come una sicura stella del futuro. Se ne accorge Paolo Lorenzi, che nella finale di Umago (482.060 , terra) deve inchinarsi in due set: a Paolino, reduce da un torneo molto dispendioso e da una semifinale-maratona contro Giannessi, stavolta non bastano le consuete doti gladiatorie e neppure cambiare tattica dopo essere finito sotto di due break (4-1) nel primo set. Lì, anziché tentare un inutile testa a testa di potenza, comincia a giocare palle alte e senza peso, che per qualche minuto disorientano il giovanissimo rivale. Non basta: Rublev prende le misure e ricomincia a martellare da fondo, con un gioco essenziale ed efficacissimo, sempre vicino alle righe. E pensare che era entrato in tabellone da lucky loser per la rinuncia di Coric, diventando così il 7 ripescato della storia a vincere un torneo, il primo dal 2009 quando ci riuscì Ram a Newport. Oggi debutterà tra i primi 50 del mondo e salirà al terzo posto nella Next Gen race, la classifica che porterà alle Finals di Milano. E la Russia, dopo che la generazione precedente era stata razziata dai dollari del Kazakistan, si ritrova con lui, Khachanov e Medvedev in un colpo solo. Una curiosità, visto che aveva battuto Fognini nei quarti: degli ultimi sei avversari di Fabio, cinque sono andati in finale e tre (Nadal, Zverev e appunto Rublev) hanno vinto alla fine il torneo.

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Umago battezza una nuova stella, primo titolo per Rublev http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/24/umago-battezza-una-nuova-stella-primo-titolo-per-rublev/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/24/umago-battezza-una-nuova-stella-primo-titolo-per-rublev/#respond Sun, 23 Jul 2017 22:04:15 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213846 Il LL Andrey Rublev rompe il ghiaccio e conquista al Croatia Open il suo primo titolo ATP. È il più giovane vincitore a Umago e da lunedì entrerà per la prima volta in Top 50. Bravo lo stesso Paolo Lorenzi a cercare di imbrigliare con arguzia il gioco del teenager russo]]>

La prima volta di Andrey Rublev. A grande sorpresa, il lucky loser e stellina NextGen stravolge i pronostici del torneo e si regala il primo sigillo in carriera. Entrato i tabellone grazie al forfait di Borna Coric, Andrey realizza un percorso netto perdendo un solo set contro il n. 3 del seed Fabio Fognini. “Freddo” ed estremamente centrato, il 19enne di Mosca ha saputo arginare il tennis intelligente e “cerebrale” di Paolo Lorenzi e fa sua la 28a edizione del Plava Laguna Croatia Open con lo score di 6-4 6-2. Andrey è riuscito a prendere progressivamente possesso del campo per poi affondare soprattutto con il dritto nonostante la tattica messa in atto da Lorenzi. Bravissimo l’azzurro nel tentare di scardinare gli schemi perfetti e aggressivi del giovane russo con palle alte, variazioni e dropshot velenosi. Rublev è il terzo lucky loser negli ultimi 25 anni a vincere un torneo dopo Sergiy Stakhovsky a Zagabria nel 2008 e Rajeev Ram a Newport nel 2009. A inizio torneo era n. 74 del mondo e da lunedì entrerà per la prima volta in Top 50, salendo al n. 49; è inoltre il più giovane vincitore del Croatia Open.

È la giornata più calda della settimana a Umago. All’inizio del match il sole picchia forte facendo boccheggiare i turisti e gli spettatori presenti nel complesso di Stella Maris tant’è che, all’inizio della partita, gli spalti del Goran Ivanisevic Stadion sono ancora semivuoti. Una curiosità: l’arbitro è il francese Damien Dumusois, lo stesso che, esattamente una settimana fa, ha arbitrato la finale dell’ottavo trionfo di Roger Federer a Wimbledon.

Come reagirà il fisico di Paolo Lorenzi dopo la maratona di ieri con Giannessi? Da quanto fa vedere in campo sin dall’inizio del match, si capisce che l’azzurro non intende ingaggiare la lotta con il martellamento da fondo. Il primo quindici è suo con una smorzata deliziosa e millimetrica che coglie di sorpresa il giovane russo. Paolo dimostra di voler condurre le danze con furbizia e soluzioni inaspettate. Ma il dritto di Rublev è pericoloso e, difatti, ecco che il moscovita riesce ad aprirsi comunque il campo e a brekkare Lorenzi per passare in vantaggio 2-1.

Nel cercare di far muovere l’avversario avanti e indietro, il tennista di Siena incorre in alcuni errori di troppo e il russo prende il largo sul 4-1. Il primo set sembra inesorabilmente compromesso ma ecco che Paolino comincia ad affidarsi a soluzioni alte, lente e profonde. Una, due, tre… Andrey va fuori giri e le sue palle escono fuori misura. “Paolo sta mettendo la sabbiolina nell’ingranaggio” commenta Ilvio Vidovich, seduto accanto. E ha ragione, perché nonostante le due opportunità per il 5-1, Rublev si confonde e Lorenzi recupera fino al 3-4. Ma se il russo è momentaneamente confuso, non vacilla. Fa ancora un passo in avanti sul 5-3 continuando a cercare gli angoli, entrando con i piedi dentro il campo per chiudere con i fendenti di dritto e rovescio. Dopo 40 minuti il primo set è suo con lo score di 6-4, conquistando 33 punti a fronte dei 27 di Lorenzi.

Il seguito della partita sembra confermare l’andamento del primo set. L’azzurro continua a tempestare l’avversario con palle lavorate, alte e a volte corte e lunghe, per poi accelerare quando gli si apre uno spicchio di campo. I due giungono sul 2-2, con Rublev che dà segnali di nervosismo. Dalle tribune spesso viene gridato un “Davaj Andrey” che in russo significa “Forza Andrey“. Ma l’equilibrio è destinato a spezzarsi. Sul 2-2 c’è il break della svolta e il n. 74 del mondo passa a condurre 3-2. Per Paolo finisce qui. Andrey ormai ha ingranato la marcia e l’italiano non riesce più ad essere chirurgico e incisivo come prima. Il segno della resa è il secondo break subìto nel 7° gioco dop essere stato in vantaggio 40-0. Dopo 1 ora e 16 minuti, Andrey Rublev rompe il giaccio e conquista il primo titolo in carriera per 6-4 6-2. È il terzo tennista ad aggiudicarsi un torneo da lucky loser (dopo Stakhovsky e Ram) e il più giovane vincitore del Croatia Open, dopo la prima delle cinque vittorie di Carlos Moya (nel 1996, in cui stava per compiere 20 anni). Nella suggestiva cerimonia di premiazione, è stato Goran Ivanisevic in persona a consegnare ad Andrey il bellissimo trofeo di cristallo blu.

Chapeau al nostro Paolo Lorenzi che, a 35 anni e mzzo, disputa la sua 4a finale in carriera; l’azzurro dimostra ancora una volta, nonostante la sconfitta, di saper fermare il tempo mettendo in campo intelligenza tattica, mestiere, savoir faire e perseveranza.

Goran Ivanisevic premia il vincitore Andrey Rublev – Umago 2017

 

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Lorenzi: “Voglio ancora migliorarmi”. Rublev: “Non penso a classifica” http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/24/rublev-io-il-piu-giovane-vincere-qua-non-e-importante-lorenzi-35-anni-voglio-migliorarmi-ancora/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/24/rublev-io-il-piu-giovane-vincere-qua-non-e-importante-lorenzi-35-anni-voglio-migliorarmi-ancora/#respond Sun, 23 Jul 2017 22:02:39 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213852 Le conferenze stampa dei due finalisti del Croatia Open, il vincitore Andrey Rublev e il runner-up Paolo Lorenzi]]>

Un sorridente Andrey Rublev è il primo ad entrare in sala stampa e a rispondere in inglese alle domande dei giornalisti presenti. La prima, chiaramente, è se pensava di vincere il torneo“No, quando ho visto la entry list il mio obiettivo era entrare in tabellone e far vedere il mio gioco. Quando ho perso nelle qualificazioni ero molto deluso e poi, invece, tutto è completamente cambiato in pochi giorni.”

Ovvio poi chiedergli se ringrazierà o dirà qualcosa a Borna Coric, che con il suo forfait gli ha aperto la strada del main draw. “Ci siamo visti una di queste sere. Gli ho augurato di riprendersi presto e di tornare quanto prima in campo.”

Gli viene chiesto delle difficoltà che ad un certo punto ha incontrato nel primo set, quando sul 4-1 per lui la tattica di Lorenzi di rallentare il gioco con le palle alte lo aveva un po’ confuso. “Sì, lì ho avuto qualche problema. Anche a causa della tensione, avevo difficoltà a colpire nella maniera giusta quelle palle. Ho cercato di rimanere concentrato e di pensare a colpire bene i miei colpi e mi sono ripreso.”

Ora è top 50 il 19enne moscovita, ma la cosa non suscita in lui particolari entusiasmi. “Non ho obiettivi di classifica, perché le cose possono cambiare di settimana in settimana. Il mio obiettivo è quello di lavorare duro ogni giorno per migliorarmi.”

Anche il fatto di essere il più giovane vincitore di Umago non lo tocca più di tanto. “Io il più giovane a vincere qua? Lo so, ma ci sono diversi giocatori che alla mia età hanno vinto di più. Non devo guardare a questo ma continuare a lavorare.”

Arriva subito dopo a rispondere alle domande dei media anche l’azzurro Paolo Lorenzi. Sereno, nonostante la sconfitta, e lucido come in campo, anche nell’analizzare il match nel dopo partita. “Lui all’inizio è partito molto bene, io oggi ero un po’ più lento del solito e quindi dovevo cercare di abbassare il ritmo. In quel momento ci sono riuscito, però per poter vincere la partita avrei dovuto comunque spingere di nuovo. Credo che forse l’unico game che poteva girare era sul 5-4 per lui 0-30, quando abbiamo fatto uno scambio molto lungo e lui poi è stato bravo e poi sul 15-30. Quella forse è stata l’unica chance che ho avuto, perché del resto lui ha giocato veramente bene.”

Al tennista senese viene chiesto se ha influito la stanchezza e il fastidio muscolare accusato in semifinale contro Giannessi“Credo che sia normale accusare un po’ di stanchezza una volta arrivati in finale, quando le partite sono così lunghe e fa molto caldo. Ma bisogna fare i complimenti a lui che ha sbagliato molto poco, ha sempre spinto e non mi ha dato la chance di rientrare in partita.”

La serenità che dimostra, la conferma anche a parole. “Sono comunque felice, un’altra finale ATP, ovviamente quando ci sei fai di tutto per vincere. Sono comunque già due le finali quest’anno e ora spero di vincerne una.”

Si parla poi dei suoi obiettivi fino alla fine della stagione“Il mio obiettivo è sempre quello di migliorare il mio ranking di fine anno. Vorrei perciò finire la stagione meglio del n.35. Lo so che è difficilissimo, ma io lavoro per quello, lavoro per essere sempre più aggressivo. Certi giorni ci riesco di più, certi di meno, ma la direzione è sempre quella.”

In chiusura, le congratulazioni dei giornalisti italiani per la sua intelligenza tattica, la capacità di adattarsi ad ogni tipo di superficie e di mettere in campo tante variazioni. E la voglia di continuare a migliorarsi, a 35 anni.

“Sì, per un giocatore come me, che ama costruirsi il punto e che non si basa sulla potenza e i ritmi intensi, è importante trovare soluzioni alternative e variazioni per cercare di spezzare il ritmo agli avversari. Forse l’unica cosa che devo mettere a punto il servizio, alcune volte le percentuali sono un po’ basse. Devo migliorare ancora qualcosina, ci stiamo lavorando sono ancora giovaneha concluso ridendo Lorenzi, richiamando l’osservazione sulla sua età.

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ATP Newport: terzo sigillo per John Isner http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/atp-newport-terzo-sigillo-per-john-isner/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/atp-newport-terzo-sigillo-per-john-isner/#respond Sun, 23 Jul 2017 21:10:33 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213874 Undicesima affermazione in carriera per il gigante americano, nove delle quali negli Stati Uniti. Finale che vuol dire punti preziosi per il ranking per Ebden]]>

Da Newport, il nostro inviato Vanni Gibertini

(1) J. Isner b. (Q) M. Ebden 6-3 7-6(4)

L’erba spelacchiata del Dell Championships all’Hall Of Fame Tennis Club di Newport e la tanto curativa aria degli “U S of A” hanno regalato a John Isner la sua prima affermazione in un torneo da quasi due anni a questa parte, ed una bella iniezione di fiducia dopo un inizio di stagione avaro di risultati importanti, se si fa eccezione per la semifinale ottenuta al Foro Italico.

È vero, “Long John” ha vinto un torneo nel quale era testa di serie numero uno (anche se qui a Newport il capolista del seeding non era mai riuscito ad imporsi in 35 anni di storia) e nel quale non ha incontrato nessun giocatore nei Top 100, ma “a win is a win” dicono da queste parti, una vittoria rimane sempre una vittoria, soprattutto per morale, classifica e conto in banca. Il suo servizio ha fatto la differenza, comprensibilmente, contro avversari non abituati a fronteggiare le sue battute micidiali ed incapaci di strappargli la battuta anche solo una volta.
La settimana è stata certamente positiva anche per il finalista Matthew Ebden, che dopo due anni da incubo nei quali era precipitato negli inferi della classifica ATP dopo essersi affacciato nei Top 60 nel 2012, con questa finale conquistata partendo dalle qualificazioni si è assicurato un salto di quasi 100 posizioni nel ranking che lo porterà a ridosso dei primi 150.

Dopo un weekend ad alto tasso emotivo per la cerimonia di ammissione di Andy Roddick nella Hall Of Fame, la finale ha regalato ben poco pathos: un primo set deciso subito da un break regalato da Ebden nel secondo game (due doppi falli sul 30-30) e conservato da Isner con grande autorità (solo 3 punti persi alla battuta). Difficile impensierire chiunque, tantomeno Isner, se non si riesce nemmeno a cominciare gli scambi: l’idea di Ebden di palleggiare sul rovescio di John per poi spostarlo dalla parte destra non era male, l’esecuzione è però arrivata troppo sporadicamente.
L’unico momento che ha dato qualche speranza all’australiano di allungare la partita è stato il 15-30 ottenuto sul 6-5 del secondo parziale dopo che sul 4-4 era uscito brillantemente da uno 0-30. Nel tie-break, però, dopo aver recuperato un minibreak con un bel passante di rovescio, Ebden si lasciava distrarre sul 3-4 da due gabbiani in volo a bassa quota sul centrale di Newport e perdeva due punti consecutivi al servizio e con loro il match.

Prosegue quindi il grande feeling tra Isner e questa esclusiva cittadina di villeggiatura del New England dall’aria un po’ snob, nonostante lo sbadato John si sia lasciato sfuggire il trofeo durante la premiazione. L’atmosfera di storia che si respira tra le mura del vecchio casinò (che ospita il primo campo costruito negli USA nel lontano 1883) e che non smette di affascinare i benestanti spettatori del torneo (noncuranti dei 75 dollari necessari per parcheggiare di fronte all’ingresso principale) funge dunque da medicina quanto mai opportuna per Isner, che comincia nel migliore dei modi la sua parte preferita di stagione e che si trasferisce ora ad Atlanta, dove il gigante americano vanta ben tre vittorie ed altrettante finali.

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WTA Bucarest: Begu trionfa in casa, battuta Goerges http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/wta-bucarest-begu-trionfa-casa-battuta-goerges/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/wta-bucarest-begu-trionfa-casa-battuta-goerges/#respond Sun, 23 Jul 2017 16:20:25 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213837 Irina Begu vince davanti al suo pubblico il quarto titolo in carriera. Giornata amara per Goerges, mai davvero in partita e troppo fallosa]]>

[7] I. Begu b. [3] J. Goerges 6-4 7-5

Per il terzo anno consecutivo Irina-Camelia Begu vince un titolo WTA International ma quello di oggi, arrivato nella città natale di Bucarest, è sicuramente il più importante. Si è conclusa la quarta edizione del BRD Bucharest Open e per la terza volta è una tennista romena ad alzare il trofeo al cielo. Nonostante la Romania non è ancora riuscita a gioire per la presenza di una sua compatriota alla testa del rankign mondiale, è fuori discussione il fatto che il movimento tennistico non sia mai stato così florido in questo paese, tanto che al momento si contano 4 giocatrici nella top 100

Alle 16:00 in punto sono entrate nel campo centrale dell’Arenale BNR, Julia Goerges (n. 45) e Irina Begu (n. 58). Sulla strada che l’ha condotta alla finale, la tedesca a perso due set – uno al primo turno e uno nella lunga semifinale di ieri – mentre Irina li ha vinti tutti. L’unico precedente tra le due risale al 2013 sul cemento di Dubai, e a vincere fu la n. 45 del mondo piuttosto nettamente. Goerges, di due anni più anziana della sua avversaria, ha vinto solamente due titoli in carriera entrambi sulla terra e risalgono al 2010-11. Nel marzo del 2012 la ventottenne tedesca ha fatto un breve excursus nella top 15 e inoltre se la cava bene anche in doppio (vanta una finale con Zimonjic al Roland Garros nel 2015). Irina Begu invece in bacheca può sfoggiare tre trofei ma nessuno di questi è stato conquistato sulla terra.

Goerges nel primo game mostra la maggior varietà del suo repertorio, parte con un ace e chiude con una smorzata. Con il dritto poi spinge alla grande tanto da guadagnarsi subito 2 palle break, ma Begu si salva e successivamente è lei a passare in vantaggio. Una volta messa la testa avanti nel punteggio, la romena si “limita” a giocare sui suoi turni di battuta rendendo la vita difficile alla numero 3 del tabellone. Irina non commette un errore non forzato in tutto il set e alla fine chiude 6-3 con un altro break, mentre Julia è sempre più scoraggiata.

La tedesca comunque ci mette poco a riorganizzarsi, e dopo aver ritrovato un po’ di fiducia con il servizio, torna finalmente ad avere altre palle break a metà del secondo parziale e questa volta le concretizza passando così avanti 4-3. Tuttavia il suo dritto continua ad avere un rendimento altalentante e la testa di serie n. 7 non ci sta ad andare per le lunghe. Prima riequilibria il punteggio con un immedaito contro-break e poco più tardi fa valere la sua maggior solidità con i colpi da fondo. Il break nel dodicesimo gioco è proprio una beffa per Julia, arrivato inoltre con un doppio fallo sull’ultimo punto, dopo esser stata costretta ad aspettare almeno un minuto prima di poter servire con un po’ di silenzio. Questo è indubbiamente il successo più grande in carriera per Begu, e anche se non le permette di ritoccare il suo best ranking (n. 22), quanto meno le fa fare un bel balzo in avanti di una quindicina di posizioni.

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Novak Djokovic farà un annuncio a Belgrado entro pochi giorni http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/novak-djokovic-fara-un-annuncio-belgrado-entro-pochi-giorni/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/novak-djokovic-fara-un-annuncio-belgrado-entro-pochi-giorni/#respond Sun, 23 Jul 2017 15:37:18 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213828 Il campione serbo terrà una conferenza stampa in patria dopo le cure ricevute in Canada per il gomito infortunato: possibile operazione e lungo stop?]]>

Notizia originale di Adam Addicott su Ubitennis.net

Novak Djokovic è già a Belgrado dopo essersi curato a Toronto il gomito infortunato durante il torneo di Wimbledon. Nei prossimi giorni, come riporta il sito serbo B92, Nole terrà una conferenza stampa dove annuncerà i suoi piani per il resto della stagione in base a come intenderà procedere per risolvere il problema. Non si esclude un lungo stop e un possibile intervento chirurgico.

Djokovic è al momento iscritto ai due Masters 1000 americani e allo US Open ma pare molto improbabile che possa rientrare già per l’Open del Canada in programma dal 7 agosto. Proprio il torneo canadese è stato l’ultimo successo di rilievo dell’ex N.1 del mondo lo scorso anno a Toronto, la stessa città dove in questi giorni sembra chiudersi il cerchio di un anno difficilissimo per il campione serbo. Durante lo US Open è prevista anche la nascita del suo secondo figlio.

Che sia l’occasione buona per staccare la spina in modo da ritrovarsi sul campo e fuori?

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Racchette autografate di Federer all’asta http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/wimbledon-2017-racchette-autografate-di-federer-allasta/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/wimbledon-2017-racchette-autografate-di-federer-allasta/#respond Sun, 23 Jul 2017 15:06:27 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213819 In onore dell'ottavo titolo a Wimbledon, otto racchette di Roger Federer, "vestite di bianco" e firmate da lui stesso, verranno messe all'asta. Il ricavato andrà in beneficenza]]>

Quale appassionato di tennis non vorrebbe avere una racchetta di Roger Federer nella sua stanza? Per gli aficionados più facoltosi la Wilson, in collaborazione con TennisWarehouse, ha pubblicato una storica edizione limitata della racchetta Pro Staff RF97 Autograph, utilizzata dal campione di Basilea.
Per celebrare l’ottavo Wimledon (19esimo Slam) di uno dei tennisti più blasonati della storia di questo sport, verranno messe all’asta otto racchette, le quali sono state autografate da Roger stesso poche ore dopo la finale dei Champioships. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza alla fondazione del tennista svizzero. Purtroppo i prezzi sono molto alti: si parte da $19,000 e chi verrà selezionato si aggiudicherà il prezioso manico bianco dopo aver lottato a chi propone il prezzo più alto.

La Wilson utilizzata da Federer è nera, mentre la versione della RF97 Autograph all’asta è interamente bianca con il disegno della coppa di Wimbledon e il numero 8 con il volto di Roger disegnato sopra ed infine l’incisione: “Storico record dei titoli vinti in singolare”. Per fare la richiesta di acquisto, si può andare direttamente sul sito www.rogerfederer.com o TennisWarehouse.

   

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Dopo Wimbledon: da lunedì, dieta http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/dopo-wimbledon-da-lunedi-dieta/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/dopo-wimbledon-da-lunedi-dieta/#respond Sun, 23 Jul 2017 14:36:48 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213813 Wimbledon alle spalle, dopo la scorpacciata è tempo di rimettersi in forma. Per qualcuno, viaggio... di nozze]]>

I giorni successivi ad un evento importante portano strascichi di entusiasmo misto a malinconia. Si è contenti perché c’è stato, lo si è meno perché ormai è terminato. Riprendono le routine quotidiane, con sonnacchiosi momenti di pausa in cui si ripensa a quanto avvenuto e perché no, se ne sorride in contemplazione. Tornare alla normalità, dopo un periodo più o meno lungo di estraneazione, è quasi sempre traumatico.

Capita così dopo i tornei dello Slam. L’attesa e l’eccitazione per l’inizio dei match, l’appuntamento fisso con il Centrale, i pronostici, le sorprese. Quattro volte l’anno il mondo del tennis si ferma come se si ripetesse il matrimonio di qualche reale, incanalando le attenzioni e i riflettori nella propria, unica direzione. Infine la marcia nuziale per la finale, lo scambio dei sì al match point, il taglio della torta con la coppa tra le mani. E le foto di rito, che quelle vanno sempre bene.

Quando gli invitati vanno via, restano da risistemare i festoni e i coriandoli, mangiare quasi costretti gli ultimi dolcetti avanzati, ringraziare chi è rimasto fino alla fine; sarebbe curioso se gli sposi, una volta concluso il ricevimento, dicessero: “Speriamo di poter tornare qui il prossimo anno“. La pianificazione però c’è: è il momento di pensare al dopo, fare un bilancio, unire i puntini del passato e tracciarne di nuovi per il futuro.

Dopo Wimbledon, gli (anzi lo) sposo è in viaggio di nozze, ma i partecipanti non hanno periodi sabbatici. Non ci sono esoneri, vacanze. La festa è finita, da domani si torna a lavorare. E per gli invitati di giro più largo, i conoscenti che non si sentono mai ma che “pare brutto se poi non mandiamo loro la partecipazione”, c’è da rimettersi in viaggio e ripartire. È il momento dei tornei di transizione, quelli minori e meno battuti da media e pubblico, magari dal fascino storico e un po’ decaduto, come Newport o Amburgo.

Nel Rhode Island c’è la manifestazione per la Hall of Fame, che quest’anno ha accolto Andy Roddick e Kim Clijsters. Una specie di compleanno poco fortunato, come quelli che cadono a Ferragosto o la vigilia di Natale: un appuntamento di cui pochi si ricordano, perché in concomitanza con un evento ben più importante e accattivante. Una fregatura vera, il compleanno a Natale: un regalo in meno. Figuriamoci chi nasce in periodo di Pasqua, e vede i propri cari cavarsela con quintali di cioccolata.

E lontano dal clamore dei weddings da rotocalco, pare che gli italiani se la cavino piuttosto bene: tre azzurri nei quarti ad Umago, località balneare della Croazia, che ospita gli incontri in un villaggio vacanze, lo Stella Maris. Il più costante, non a caso, è stato anche stavolta Paolo Lorenzi, che giocherà la quarta finale della sua carriera a livello ATP: 1-2 il bilancio nelle precedenti, con l’argenteria vinta a Kitzbuhel lo scorso anno, e il secondo gradino del podio a Sao Paulo nel 2014 e a Quito lo scorso febbraio.

Il senese è l’amico di tutti, quello che non manca mai e che non si può non voler bene: di matrimoni ne ha visti in quantità, applaudendo con discrezione e facendo le congratulazioni, prima di ripartire verso più allegre festicciole Challenger, di cui è l’indubbio protagonista. Uno scapolo d’oro del tennis, per quanto la sua bellissima moglie lo accompagni e lo sostenga ovunque, come merita. In finale troverà Andrey Rublev, che per la prima volta siederà lontano dal tavolo dei bambini.

Peccato per Fognini, che sembra il testimone bello e dannato, ammirato da tutti ma che poi finisce sbronzo per primo. Bello però vedere Flavia Pennetta a bordo campo con il piccolo Federico: la sensazione, come si è detto più volte, è che Fabio stia pian piano acquisendo serenità e quiete grazie alla propria famiglia. Il suo tennis potrà giovarne, ma in alcuni momenti è bene ricordarsi che si tratta di un uomo, e non si può non essere contenti per la sua soddisfazione personale.

Bastad invece è l’evento di cui apprendi nel weekend tramite qualche pubblicità sui social network, quando ti fermi a leggerne e pensi “bello, peccato sia così lontano” e ti accontenti di quello che puoi farti raccontare. L’indigestione di Wimbledon lascia quasi un senso di appagamento, come se dopo tutta quella torta e quello champagne adesso “devo andare in palestra, faccio dieta per un po'”. Come se tutto o quasi il tennis che segue diventasse semplicemente troppo da gestire.

C’è spazio per sguardi vitrei al calendario per calcolare e ricordare, per pensare che “bellissimo matrimonio beati loro che adesso sono in viaggio” e le ferie quando arrivano, adesso che siamo in estate? Considerando che gli eventi a cui partecipare, nel mondo del tennis, si moltiplicano: i Masters 1000 americani sono l’addio al celibato ideale, prima di un altro mega sposalizio newyorchese a inizio settembre.

Lorenzi ci andrà, ancora una volta, come fa da anni: merita l’invito di tutti. Fognini cercherà di non alzare il gomito. Magari non sono tagliati per le cerimonie fastose, per gli eventi mondani. Magari è giusto che godano delle compagnie in cui si trovano meglio. Poche settimane e sarà di nuovo il momento dei preparativi, “che scarpe metto?”, fotografo e band, location. Giusto in tempo per veder ricomparire il novello sposo e i suoi testimoni, che a turno pure hanno avuto di che festeggiare. Oh, diciannove matrimoni però sono tantini…

 

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WTA Gstaad: Kiki Bertens conquista il titolo http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/wta-gstaad-kiki-bertens-conquista-il-titolo/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/wta-gstaad-kiki-bertens-conquista-il-titolo/#respond Sun, 23 Jul 2017 13:46:24 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213811 La tennista olandese, dopo una battaglia di quasi due ore, batte l’estone Anett Kontaveit e conquista il suo quarto titolo in carriera sulla terra battuta]]>

[2] K. Bertens b. [3] A. Kontaveit 6-4 3-6 6-1

Kiki Bertens (n. 35 WTA) ha conquistato il torneo WTA International di Gstaad. Dopo la finale dello scorso anno persa dopo aver vinto il primo set, l’incubo, per la tennista olandese n. 35 del ranking WTA, oggi, stava per riproporsi quando è stata costretta al set decisivo da Anett Kontaveit (n. 32 WTA) . Ma Bertens, dopo un pianto di nervi nel primo cambio campo del terzo set, è riuscita a trasformare quelle lacrime in gioia e a centrare il suo quarto titolo in carriera.

È stato un match molto lottato quello che ha visto sfidarsi nell’atto finale del torneo le teste di serie n. 2 e 3 del seeding. Kontaveit ha iniziato il match al servizio, ma, l’avvio dell’estone non è dei migliori: poche prime in campo e qualche errore di troppo; mentre Bertens ha aggredito le seconde di servizio e ha manovrato bene il gioco con il dritto. Bertens ha conquistato il break ma si è trovata costretta, nel game successivo, ad annullare una palla break al termine di un punto molto lottato. Il servizio prima e un dritto vincente lungolinea hanno dato il 2 a 0 all’olandese. Che ha continuato a spingere ed è stata molto incisiva con il dritto mentre Kontaveit è stata più contratta e, soprattutto, ha commesso molti gratuiti nei colpi da fondo. Questo ha portato l’olandese sul 3 a 0. A questo punto, però, l’estone è riuscita a ridurre il numero degli errori, ha messo i piedi in campo ed ha alzato il numero dei vincenti messi a segno soprattutto con il dritto. E se Bertens ha iniziato a sbagliare troppo, Kontaveit ha comandato gli scambi ed ha alzato il livello del suo gioco riportando il match in parità. Il settimo gioco è il game più combattuto: entrambe hanno alternato buone soluzioni da fondo campo a errori gratuiti. Bertens, però, alla terza occasione a sfruttare le incertezze di Kontaveit e a conquistare il vantaggio del 4 a 3: l’olandese ha poi ritrovato anche la solidità che, nei game precedenti, al servizio. Prima si è portata sul 5 a 3 e dopo un game vinto da Kontaveit con autorità al servizio, l’olandese non ha tremato e alla prima occasione ha chiuso il primo set per 6 a 4.

Il secondo set è partito con un game da 12 punti in cui Kontaveit ha avuto la meglio ottenendo l’1 a 0. È stata l’estone, però, nel quarto game ad essere più incisiva e concreta rispetto all’avversaria e, dopo aver recuperato da uno svantaggio di 15-40 nel game, ha spinto a tutta conquistando il break. Break che Kontaveit è riuscita a confermare nonostante le possibilità avute da Bertens di riaprire il set: con la numero 32 del ranking che è salita sul 4 a 1. Kontaveit, in questa fase del match, ha giocato davvero in fiducia e ha avuto anche la palla del 5 a 1 ma non ha sfruttato l’occasione per il vantaggio. In ogni caso il break ottenuto ha permesso all’estone di giocare senza timore i game al servizio e di chiudere il set per 6 giochi a 3.

Il match è andato, quindi, al set decisivo con Kontaveit che è stata la prima ad avere l’occasione del vantaggio, ma ha sprecato le opportunità. Dopo il cambio campo Bertens ha chiesto l’intervento del suo coach prima di sfogarsi in un pianto che si rivelerà liberatorio. Rientrata in campo l’olandese ha ritrovato fiducia nei suoi colpi e a, nel quinto game, ha strappato un primo break a 0. Kontaveit ha continuato a sbagliare mentre Bertens è stata incisiva in ogni fondamentale e salita sul 5 a 1 ha servito per l’incontro e il titolo. Un dritto affossato in rete dall’estone ha poi consegnato il titolo nelle mani dell’olandese.

Kiki Bertens ha conquistato così il suo quarto titolo in carriera sempre sulla terra rossa e il secondo dell’anno dopo il bis del maggio scorso a Norimberga . I punti conquistati le permetteranno, adesso, di salire in classifica e portarsi interno alla posizione numero 26. Un altro buon torneo per Anett Kontaveit che, nonostante la sconfitta, ha confermato i progressi fatti nel corso degli ultimi mesi. L’estone ha giocato la sua terza finale dell’anno dopo il primo titolo conquistato sull’erba di ‘s-Hertogenbosch e potrà salire in classifica fino alla 27 posizione nel ranking WTA: è il suo best ranking.

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Accadde Oggi: Il primo sigillo ATP di Nole http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/accadde-oggi-il-primo-sigillo-atp-di-nole/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/accadde-oggi-il-primo-sigillo-atp-di-nole/#respond Sun, 23 Jul 2017 11:07:46 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213806 Il 23 luglio 2006 il campione serbo vince a Amersfoort il suo primo titolo ATP]]>

Al momento l’incredibile palmares di Novak Djokovic conta la bellezza di 68 titoli in singolare sul circuito ATP, tra i quali spiccano 12 Slam, 5 Finals e 30 Masters 1000. Forse in pochi se lo ricordano ma il primo di questi trofei il fenomeno serbo lo conquistò esattamente 11 anni fa, il 23 luglio del 2006, nella piccola cittadina di Amersfoort, in Olanda. Curiosamente il torneo si giocava sulla terra battuta, la superficie sulla quale Djokovic si è trovato meno a suo agio nel prosequio della sua carriera, e, ancora più curiosamente, nel 2008 fu rimpiazzato nel calendario dal Serbia Open di Belgrado, città natale di Nole.

Tornando all’edizione del 2006, il campione balcanico, allora 19enne, si presenta all’appuntamento da astro nascente del tennis mondiale, dopo i quarti al Roland Garros e gli ottavi a Wimbledon che lo avevano portato ad essere il n.36 del mondo. Nei primi tre turni si sbarazza facilmente in successione del connazionale Boris Pashanski, del ceco Tomas Zib e del francese Marc Gicquel. In semifinale Djokovic, dopo aver vinto il primo set per 6-2, approfitta del ritiro della testa di serie n.1 del tabellone, l’argentino Guillermo Coria, finalista al Roland Garros un paio di stagioni prima.

A separarlo dal suo primo trofeo sul circuito maggiore c’è solo il cileno Nicolas Massu, oro olimpico ad Atene 2004. Novak supera anche lui con lo score di 7-6 6-4 in una finale intensa durata oltre due ore e mezza. Il belgradese vince così il suo primo titolo ATP senza perdere nemmeno un set. Novak era incredibile già allora”, dirà nel 2015 lo stesso Massu, “Sul serio. Era un ragazzino ma capii subito che sarebbe diventato uno dei migliori giocatori del mondo. Non fui stupito dalla sconfitta in finale. Chiaro, non mi fece piacere, ma non fu una clamorosa sorpresa”. Forse però nemmeno lui si aspettava che diventasse uno dei tennisti più vincenti della storia di questo sport.

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A Cortina le wild card fanno l’upgrade http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/cortina-le-wild-card-fanno-lupgrade/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/cortina-le-wild-card-fanno-lupgrade/#respond Sun, 23 Jul 2017 10:27:07 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213771 Curioso episodio al Challenger di Cortina. Jacopo Berrettini riceve l'invito per le qualificazioni, poi si ritrova nel tabellone principale]]>

Jacopo Berrettini – classe 1998, n. 1195 ATP – è il fratello di Matteo, che tra poche ore andrà a giocarsi la finale del Challenger di San Benedetto. Il più giovane di casa Berrettini aveva ricevuto una wild card per il torneo di qualificazione del Challenger di Cortuna, nel quale sarebbe stato esentato dal disputare il primo turno grazie a un bye. Al turno successivo avrebbe dovuto affrontare la tds n.3 del tabellone cadetto Juan Pablo Paz, ma in realtà non è mai sceso in campo concedendo al suo avversario un walkover. Il motivo? La sua wild card si è “trasformata” in un invito per il main draw, come testimoniato dal tabellone ufficiale che compare sul portale ATP.

Il discrimine per poter assegnare una wild card per il tabellone principale a un giocatore presente nelle qualificazioni – circostanza permessa dal regolamento – è che il torneo cadetto non sia ancora iniziato. Così è accaduto per Jacopo Berrettini, che dopo aver ricevuto la wild card “minore” ha ottenuto quella per il main draw lasciando orfana la sua posizione nel tabellone di qualificazione. Il regolamento prevede sostituzione solo nel caso in cui il giocatore debba effettivamente disputare un incontro di primo turno, e non se gli spetta un bye. Per questo Jacopo è diventato un walkover per il suo avversario di secondo turno.

Per il 18enne Berrettini ci sarà la chance di disputare il primo incontro a livello Challenger. Jacopo sinora aveva giocato soltanto a livello Futures, ottenendo un prize money di appena 2468 dollari. Affronterà al primo turno un qualificato: chissà, magari lo stesso Paz che avrebbe dovuto già affrontare.

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L’anca fa ancora male, Kyrgios dà forfait ad Atlanta http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/lanca-fa-ancora-male-kyrgios-da-forfait-ad-atlanta/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/lanca-fa-ancora-male-kyrgios-da-forfait-ad-atlanta/#respond Sun, 23 Jul 2017 10:09:40 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213787 L’australiano non gioca un match completo dal Roland Garros. In Georgia avrebbe dovuto difendere il titolo conquistato lo scorso anno ]]>

A causa del persistere del fastidio all’anca destra, Nick Kyrgios ha deciso di ritirarsi dall’imminente ATP 250 di Atlanta, dove era campione in carica. “Prendere la decisione di non difendere il mio titolo al BB&T Atlanta Open è stato difficile”, ha scritto in comunicato il talentuoso e controverso tennista australiano, “Speravamo fino all’ultimo che l’anca rispondesse bene e che mi permettesse di competere al meglio delle mie possibilità ma non è andata così. Spero che tutti i fan ad Atlanta sappiano che ci tenevo a tornare a vincere il torneo e spero di farlo in futuro”.

https://twitter.com/NickKyrgios/status/888759719258722304

Per via di questo infortunio, Kyrgios non riesce a completare un match dal Roland Garros. Sia a Wimbledon che al Queen’s è infatti sceso in campo ma ha dovuto arrendersi al dolore, perdendo i suoi match di primo turno, rispettivamente con lo statunitense Donald Young e il francese Pierre-Hugues Herbert. Il n.20 del ranking ATP, che recentemente si è regalato una nuova auto sportiva da 180mila dollari, dovrebbe fare il suo ritorno alle competizioni nel ATP 500 di Washington, in programma dal 29 luglio al 6 agosto. Sempre che in questa settimana il dolore si attenui

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ATP Umago, Lorenzi: “Io bravo a variare il gioco”. Giannessi: “Paolo ha tanta esperienza” http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/paolo-lorenzi-sono-stato-bravo-variare-il-gioco-il-servizio-mi-ha-aiutato/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/paolo-lorenzi-sono-stato-bravo-variare-il-gioco-il-servizio-mi-ha-aiutato/#respond Sun, 23 Jul 2017 09:45:30 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213756 Le dichiarazioni di Lorenzi e Giannessi dopo la semifinale di ieri a Umago vinta da Paolo]]>

Dopo il derby maratona con l’amico Alessandro Giannessi, Paolo Lorenzi è apparso molto affaticato ma, al contempo, positivo e felice del risultato raggiunto. L’azzurro, attuale n. 34 del mondo, raggiunge a Umago la sua 4a finale in carriera.

“Fisicamente sono molto stanco ma spero di riuscire a recuperare per domani. Ho avuto un leggero fastidio alla gamba all’inizio del secondo set”L’esperienza, il mestiere e il savoir faire hanno permesso a Paolo di ribaltare le sorti del match al terzo . Qual è l’elemento che ha condizionato la risalita? “All’inizio spingevo di più, poi ho rallentato nel secondo ma poi sono riuscito a spingere di nuovo. E soprattutto sono riuscito a servire meglio di lui e quindi alla fine ho fatto qualche punto in più con il servizio. Credo che questo sia stata la chiave dell’esito del match. Ci conosciamo molto bene, siamo molto amici e ci alleniamo insieme. Lui è venuto anche al mio matrimonio. Ad un certo punto mi ha preso le misure e quindi mi sono trovato un po’ in difficoltà. Ma poi sono riuscito a trovare maggiore profondità. All’inizio lo attaccavo sul rovescio e poi sul dritto. Sono stato bravo a variare. Io cercavo di aprirmi il campo in diagonale e lui in altezza”.

Altrettanto stanco ma molto soddisfatto Alessandro Giannessi. Il tennista di La Spezia è felice del risultato raggiunto a Umago, la prima semifinale in carriera in un torneo ATP; tuttavia, continua a rimanere concentrato sul lavoro costante che gli ha permesso di realizzare un progresso fisico e tecnico-tattico soddisfacente e che intende continuare a svolgere per progredire ulteriormente.

È stato un match durissimo” dice Alessandro ai giornalisti alla fine dell’incontro. “Eravamo abbastanza stanchi. Poi Paolo ha certamente più esperienza di me. Abbiamo dato tutto. Adesso mi sposterò al Challenger di Cortina, poi farò le quali a Kitzbühel e poi andrò in America”. La partita è stata ancora più complicata, considerando i match maratona precedenti: “È vero. È stato molto difficile perché quando si viene da tre partite dure come quelle affrontate precedentemente, alla fine la freschezza non è più la stessaPoi Paolo ha servito molto meglio di me; oggi non riuscivo a sentire bene la prima di servizio. Per quanto riguarda la mia preparazione, se fisicamente sto bene, anche il tennis va meglio. Sto lavorando molto sotto ogni punto di vista, la tattica e la tecnica. È un lavoro completo e sono molto felice dei progressi fatti in questi mesi”. Tantissime le smorzate messe a segno da Alessandro oggi: “Sì, in un campo come questo a Umago e ovviamente in generale sulla terra, è fondamentale servirsi della smorzata. Cercavo di utilizzarla molto spesso”. 

Un consiglio a Paolo contro Rublev? “Paolo non ha bisogno di consigli. Ha così tanta esperienza che saprà come gestire la partita. Certo, sarà un match difficile ma è normale, è una finale ATP”.

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Qualificazioni ATP/WTA: Italia corsara a Gstaad, fuori Bega ad Atlanta http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/qualificazioni-atpwta-italia-corsara-gstaad-fuori-bega-ad-atlanta/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/qualificazioni-atpwta-italia-corsara-gstaad-fuori-bega-ad-atlanta/#respond Sun, 23 Jul 2017 09:22:30 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213769 In Svizzera Stefano Napolitano e Lorenzo Giustino superano il primo turno battendo due tennisti di casa. Gianluigi Quinzi eliminato invece al tiebreak del terzo set. Ad Atlanta nulla da fare per Alessandro Bega ]]>

Italia-Svizzera 2 a 0. Si potrebbe sintetizzare così il primo turno delle qualificazioni per i tennisti azzurri allo Swiss Open di Gstaad. Il 22enne biellese Stefano Napolitano, testa di serie n.6 del tabellone cadetto, ha aperto le marcature superando agevolmente la wild card di casa Marc-Andrea Huesler con lo score di 6-3 6-2. Al prossimo turno se la vedrà con il tedesco Daniel Brands, che vanta un best ranking di n.51 in carriera. Il raddoppio sugli elvetici lo ha firmato il 25enne napoletano Lorenzo Giustino, imponendosi alla distanza su Yann Marti per 6-4 6-7 6-2. Ora per lui c’è il brasiliano Joao Souza, giustiziere di Gianluigi Quinzi in un crudele tiebreak del terzo set (6-4 3-6 7-6 il punteggio completo del match). Ai campi in terra rossa incastonati tra le incantevoli alpi svizzere, il lombardo Alessandro Bega aveva preferito il bollente cemento di Atlanta, Stati Uniti, la città della Coca Cola. Non gli è andata benissimo visto che è stato eliminato con un doppio 6-4 dall’ucraino Ilya Marchenko, n.112 del ranking ATP e primo favorito ad entrare nel tabellone principale. Tra le ragazze, la 23enne Martina Trevisan a Bastad si è sbarazzata con il punteggio di 6-4 6-1 in meno di un’ora e un quarto di gioco della wild card di casa Kajsa Rinaldo Persson. 

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Lorenzi vince il derby, ora in finale c’è Rublev (Crivelli) http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/lorenzi-vince-il-derby-ora-finale-ce-rublev-crivelli/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/lorenzi-vince-il-derby-ora-finale-ce-rublev-crivelli/#respond Sun, 23 Jul 2017 09:20:22 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213767 Lorenzi vince il derby, ora in finale c’è Rublev (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport) Una battaglia allo spasimo, oltre due ore (due ore e 36 minuti, per la precisione) di scambi feroci e spettacolari che alla fine premiano l’esperienza di Paolo Lorenzi ma certo non bocciano Alessandro Giannessi, che in coda a una settimana […]]]>

Lorenzi vince il derby, ora in finale c’è Rublev (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Una battaglia allo spasimo, oltre due ore (due ore e 36 minuti, per la precisione) di scambi feroci e spettacolari che alla fine premiano l’esperienza di Paolo Lorenzi ma certo non bocciano Alessandro Giannessi, che in coda a una settimana di grandi prestazioni conferma di poter tranquillamente stare al top, soprattutto adesso che la classifica (sarà tra i primi 90 Atp) gli consentirà di approcciare la gran parte dei tornei senza passare dalle qualificazioni. ALTALENA Dunque, il derby della semifinale di Umago (482.060 euro, terra) sorride al senese, che raggiunge la quarta finale in carriera dopo San Paolo 2014, Kitzbuehel 2016 (l’unica vittoria) e Quito quest’anno. Era solo la seconda volta nell’Era Open che due italiani si giocavano l’ingresso in finale uno contro l’altro, dopo che nel 1993 a San Marino si erano trovati di fronte Furlan e Gaudenzi. Partita tesa e palpitante, in altalena emozionale come richiede una sfida tra amici che a volte si allenano insieme. Primo set dominato dal servizio di Lorenzi (92% di punti con la prima) e dal suo rovescio, ma quando il numero 34 del mondo sembra in controllo, avanti anche 4-2 nel secondo set, ha un calo anche fisico (gioca con una vistosa fasciatura alla gamba destra) e consente allo spezzino, lottatore con il cuore enorme, di rientrare, pareggiare i conti e portarsi addirittura avanti di un break nel terzo, prima di subire la rimonta di Paolino, che oggi in finale (ore 20, diretta Supertennis) trova il 19enne russo Rublev, ripescato addirittura da lucky loser e capace di eliminare nei quarti il campione in carica Fognini: per lui è la prima finale in carriera, senz’altro la prima di una lunga serie (e lo vedremo alle Next Gen Finals di Milano). LUTTO Intanto l’Australia piange la morte di Peter Doohan, 56 anni, che trent’anni fa a Wimbledon, al secondo turno, eliminò il doppio campione in carica Becker, guadagnandosi il soprannome di «Becker Wrecker», distruttore di Becker. Arrivato al massimo al numero 43 del mondo, rimase imbattuto in tre doppi di Coppa Davis e vinse il torneo di Adelaide nel 1984. Da tempo risiedeva negli Stati Uniti dove lavorava come coach. Era malato di Sla

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ATP Challenger Cortina: al via la quarta edizione http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/atp-challenger-cortina-al-via-la-quarta-edizione/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/atp-challenger-cortina-al-via-la-quarta-edizione/#respond Sun, 23 Jul 2017 09:13:39 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213753 Ha preso il via ieri il tabellone di qualificazione. Sorteggiato anche il main draw (10 italiani ai nastri di partenza): Giannessi (tds n.1) affronterà Pedro Martinez]]>

I ragazzi delle scuole tennis della provincia di Belluno hanno gremito gli spalti della prima giornata degli Internazionali di Cortina. Sono loro i protagonisti del primo week end di gara. “Tutti contenti, abbiamo passato una giornata bellissima”, il commento all’unisono di Claudia e Stefania del Tennis club Fiori Barp. Foto e autografi con uno dei giocatori più prestigiosi di questa edizione, lo spagnolo Roberto Carballes Baena che ha pure fatto un selfie con il suo telefonino con uno dei gruppi presenti. Una disponibilità infinita, oltre un’ora in campo prima di allenarsi sul serio con il bellunese Daniele Valentino che ha vinto il suo primo match in un challenger contro l’amico Marco Bergagnin.

Non ha voluto essere da meno anche Luca Serena: il forte giocatore di Vittorio Veneto nel pomeriggio è stato un’ora pure lui in campo a palleggiare un po’ con tutti. E così il pubblico presente ha alternato la sua presenza tra match ufficiali e questa simpatica kermesse. “Siamo contenti di avere avuto ospiti tutti questi bambini – a parlare è il direttore del torneo Andrea Mantegazzachiaro segnale della partecipazione di tutta la provincia a questo  torneo che è una risorsa di tutti i bellunesi”.

Tutto è filato liscio nella prima giornata ampezzana, con il sole ha salutato questa quarta edizione che vedrà tra i protagonisti anche il croato Galovic, ormai di casa in Italia e di recente vincitore al challenger di Recanati. Viktor affronterà al primo turno Matteo Viola: “Un esordio non facile”, ammette il giocatore veneto che abbiamo avvicinato ieri al termine del suo allenamento.

La prima teste di serie quest’anno a Cortina è Alessandro Giannessi che proprio da lunedì entrerà tra i primi novanta al mondo (suo best ranking) grazie alle semifinali ottenute ad Umago questa settimana. Lo spagnolo Marcel Granollers cercherà invece di migliorare le semifinali di San Benedetto del Tronto. Occhio anche ai tanti italiani in campo: oltre a Viola e Giannessi (1), presenti anche Federico Gaio (7), Matteo Donati, Salvatore Caruso (6), Jacopo Berrettini (WC), Andrea Vavassori (WC), Riccardo Balzerani (WC), Matteo Berrettini (SE) e Andrea Arnaboldi.

Risultati qualificazioni:

Primo turno

[WC] D. Valentino (ITA) b. [WC] M. Bergagnin (ITA) 57 64 63
D. Capecchi (ITA) b. [WC] R. Rivera (COL) 61 60

Secondo turno

[1] P. Cachin (ARG) b. [WC] D. Valentino (ITA) 61 62
[2] M. Zekic (SRB) b. R. Ghedin (ITA) 63 75
[4] L. Celebic (MNE) b. [WC] M. Marfia (ITA) 63 67(5) 75
[5] M. Bortolotti (ITA) b. [WC] G. Agostinetto (ITA) 60 60
[6] G. Di Nicola (ITA) b. R. Arneodo (MON) 76(6) 62
[7] R. Marcora (ITA) b. B. Mclachlan (JPN) 76(7) 63
D. Capecchi (ITA) b. [8] S. De Waard (AUS) 64 63

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Questa volta la Maga si sposa davvero: il sì di Aga Radwanska http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/questa-volta-la-maga-si-sposa-davvero-il-si-di-aga-radwanska/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/questa-volta-la-maga-si-sposa-davvero-il-si-di-aga-radwanska/#respond Sun, 23 Jul 2017 09:04:06 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213747 Dopo lo scherzo di un anno fa la polacca è convolata a nozze (presenti Wozniacki e Kerber). Si è sposata anche Andra Hlavackova, con un (modesto) ex tennista italiano]]>

Non è stato finora un 2017 eccellente sul campo da gioco per Aga Radwanska, ma quantomeno la 28enne di Cracovia adesso ha un motivo per sorridere. Nella giornata di sabato è convolata a nozze con Dawid Celt, ex tennista polacco (best ranking n.852) che ha mollato la racchetta nel 2011. La cerimonia si è tenuta proprio a Cracovia alla presenza di amici, parenti e alcuni colleghi. Il matrimonio corona un fidanzamento di lungo corso, con Dawid che tutt’oggi continua a fare da sparring partner alla sua ragazza, ormai neo-moglie.

Tra le colleghe di Aga spiccava sicuramente la presenza di due ex numero 1: Caroline Wozniacki e Angelique Kerber, da sempre molto legate alla giocatrice polacca. Entrambe molto eleganti – più ariosa la danese, leggermente più austera la tedesca – hanno confermato l’esistenza di una sorta di “trio”, che nonostante i pressanti impegni sportivi (a volte anche in luoghi molto distanti tra loro) ha sempre cercato di mantenere stretti i rapporti.

Aga si è sposata, quindi adesso abbiamo bisogno di un viaggio tra ragazze, anche se è difficile quando ognuno ha le sue cose da fare“, ha detto Wozniacki a margine della cerimonia. “Non è come se fossimo del tutto separate, piuttosto a volte abbiamo priorità differenti o qualcuna è leggermente più impegnata – ma ancora adesso ci sentiamo, ci vediamo per un caffè o semplicemente per parlare e passare del tempo insieme“.

Proprio Caroline aveva “aizzato” uno scherzo-social di Aga lo scorso settembre, quando la tennista polacca aveva risposto a una dichiarazione della danese ai media degli US Open – “Aga sta per sposarsi!” – pubblicando una foto su Facebook con un simpatico commento a corredo: “Ho bisogno di riposo prima di domani, giorno del mio matrimonio“. Sono passati 11 mesi, ma alla fine la “Maga” del circuito WTA si è sposata davvero.

Non solo WTA al matrimonio, però. Impeccabile nel suo abito scuro e con occhiali meno sportivi del solito si è intravisto anche Jerzy Janowicz, accompagnato dalla fidanzata ex tennista polacca Marta Domachowska. Difficile credere che non sia stato l’anima della festa, se nella vita privata sa essere frizzante almeno la metà di quanto ci fa vedere sul campo da gioco.

È stato però un sabato di fiori d’arancio a 360° per la WTA. Si è sposata anche Andrea Hlavackova, 30enne tennista ceca che attualmente si dedica soprattutto al doppio. In questo secondo matrimonio c’era anche un po’ d’Italia: il marito è infatti Fabrizio Sestini, ex tennista (non è mai entrato tra i primi 1000) che ha ricoperto anche incarichi ufficiali all’interno dell’ATP. È stato direttore di PR&Marketing per le Americhe, un ruolo che prima di lui aveva ricoperto prima di lui un altro italiano, Nicola Arzani.

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ATP Bastad: Ferrer torna al successo, 27° titolo in carriera http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/atp-bastad-ferrer-torna-al-successo-27-titolo-carriera/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/atp-bastad-ferrer-torna-al-successo-27-titolo-carriera/#respond Sun, 23 Jul 2017 08:50:24 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213816 Nella finale dell'Open di Svezia, lo spagnolo batte in due set Alexandr Dolgopolov. Non vinceva un torneo ATP dall'ottobre 2015 ma ora ritorna a ridosso dei primi 30 del mondo]]>

[8] D. Ferrer b. A. Dolgopolov 6-4 6-4

Archiviata, o quasi, la stagione dei prati, e in attesa dell’estate rovente sul cemento nordamericano, è di nuovo tempo di tennis sul rosso. Questa settimana, per la gioia degli specialisti del mattone tritato, il circus ha fatto tappa a Umago e Bastad con due manifestazioni di buona tradizione. Nella piccola cittadina della Svezia meridionale, in particolare, si è disputata l’edizione numero settanta degli Internazionali di Svezia – ora SkiStar Swedish Open – un torneo premiato quale miglior ATP 250 per ben undici anni di fila tra il 2002 e il 2013 che può vantare un albo d’oro di tutto rispetto e anche qualche hurrà per i tennisti azzurri. Campione uscente è lo spagnolo Albert Ramos, quest’anno stoppato prematuramente dal connazionale Fernando Verdasco, a sua volta estromesso da David Ferrer in uno spicchio di tabellone monopolizzato, come spesso accade, da tennisti di lingua spagnola. A giocarsi oggi il titolo sono proprio il redivivo Ferrer, trentacinque anni e 26 titoli in bacheca di cui due proprio qui a Bastad, e l’ucraino Alexandr Dolgopolov, 7 anni in meno all’anagrafe e una quarantina di posizioni di ritardo nel ranking mondiale. Non si tratta di un incontro inedito, il bilancio recita infatti un consuntivo di 9 vittorie a 4 per il più esperto giocatore spagnolo ma è Dolgopolov ad essersi imposto nell’ultimo confronto sulla terra di Rio de Janeiro non più tardi dello scorso febbraio.

Si parte con il nativo di Kiev al servizio con un vento fastidioso che sferza il campo di gioco. Sono necessari ben 16 minuti per mandare a referto i primi due combattutissimi giochi, faticosamente incamerati dal giocatore alla battuta nonostante siano svariate le occasioni per rompere l’equilibrio e sciupate dal ribattitore di turno. Il parziale segue senza troppi sussulti l’ordine dei servizi fino a quando, sul delicato punteggio di 4 giochi pari, due passanti di buona fattura giocati da Ferrer e un diritto depositato a metà rete dall’ucraino indirizzano l’esito del game. Break, dunque, e primo allungo di giornata per lo spagnolo che può così apprestarsi a servire per il set. Al cambio di cambo ‘Ferru’ non trema e con autorità incamera la prima partita chiusa col punteggio di 6 giochi a 4.

Il match si articola secondo il cliché previsto, dove alle fantasiose variazioni sciorinate dal tennista ucraino si contrappone la consueta solidità di Ferrer, un martello. Ancora una volta è Dolgopolov che prova a far corsa di testa nel parziale ma, con lo score che recita un gioco per parte, è l’iberico a strappare per primo il servizio all’avversario. Imbrigliato nella ragnatela abilmente tessuta dall’ex numero 3 al mondo, per Dolgopolov è via via più complicato incidere con i colpi di rimbalzo col risultato che il numero degli errori gratuiti sale, al pari della frustrazione, vertiginosamente. Ferrer, non è certo una novità, non concede nulla, con una lunghezza di palla nello scambio tale da rendere pressoché impossibile il contrattacco avversario. Indietro di un set e di un break l’ucraino, il cui linguaggio del corpo adesso è tutto un programma, di fatto esce dal campo, tanto che in una manciata di minuti di tennis non giocato per Ferrer è già tempo di servire per il titolo. Partita in ghiaccio? Non ancora, perché l’ucraino, ormai sul cornicione, si inventa un fenomenale gioco di risposta che gli consente di recuperare uno dei due break di ritardo e ne risveglia la carica agonistica. Dolgopolov, rinfrancato, accorcia fino al punteggio di 4 a 5 complice anche un pizzico di comprensibile tensione da parte dello spagnolo, cancellando qua e là anche la bellezza di 6 match point. Il settimo, tuttavia, è quello buono e ventuno lunghi mesi dopo il valenciano può tornare ad alzare le braccia al cielo. Per lui, terzo titolo a Bastad dopo i successi del 2007 e del 2012 e ventisettesimo della carriera.

In definitiva una finale tecnicamente non eccelsa, spaccata in due dal lungo passaggio a vuoto dell’ucraino – al solito croce e delizia – a cavallo dei set e divenuta entusiasmante solo sul finire, grazie alla rimonta quasi ultimata da un Dolgopolov a tutto braccio e alla voglia di tornare al successo di un inossidabile Ferrer, da domani di nuovo a ridosso della Top 30. Che dire, bentornato ‘Ferru’.

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Hall Of Fame: Andy Roddick e Kim Clijsters tra gli immortali http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/hall-fame-andy-roddick-e-kim-clijsters-tra-gli-immortali/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/hall-fame-andy-roddick-e-kim-clijsters-tra-gli-immortali/#respond Sun, 23 Jul 2017 08:46:17 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213717 Nella cerimonia di Newport, ammessi alla Hall Of Fame anche il giornalista Steve Flink, vecchia conoscenza di Ubitennis, il maestro Vic Braden e la tennista in carrozzella Monique Kalkman van der Bosch]]>

Photogallery (Slideshow / Courtesy ITHF)

Full transcript conferenza stampa (in inglese)
Full transcript cerimonia di introduzione (in inglese)

Conferenza stampa Andy Roddick (video)
Conferenza stampa Kim Clijsters (video)
Conferenza stampa Steve Flink (video)
Conferenza stampa Monique Kalkman (video)

Nella suggestiva cornice dei suoi storici campi in erba, la International Hall of Fame of Tennis di Newport ha celebrato l’ingresso nel suo ristrettissimo club di cinque nuovi membri. La cerimonia annuale, che come tradizione si svolge il sabato del torneo ATP 250 di Newport, l’unico a disputarsi su campi erbivori al di fuori dall’Europa, quest’anno ha avuto un sapore speciale per Ubitennis: infatti uno dei membri della “Classe 2017” è il giornalista e storico del tennis Steve Flink, presenza costante sul canale YouTube di Ubitennis e sulle pagine inglesi del sito quando durante tutti i tornei dello Slam commenta i risultati con il direttore Scanagatta al termine di ogni giornata.


Flink ha iniziato a seguire i tornei dello Slam nel lontano 1972 a fianco di Bud Collins, il decano degli “scrittori” di tennis scomparso lo scorso anno, collaborando nel corso degli anni prima con la rivista World Tennis, poi con il settimanale Tennis Week, ed infine con Tennis Channel, il canale tematico statunitense per il quale è un apprezzato columnist. In tutto questo tempo ha anche mantenuto collaborazioni con i principali network televisivi statunitensi (ABC, NBC e CBS) ed è stato per anni il corrispondente radiofonico per la CBS dai principali tornei del circuito.

Oltre a Flink sono stati ammessi alla Hall of Fame anche Monique Kalkman van den Bosch (nella categoria tennis per disabili), quattro volte campionessa del mondo di tennis in carrozzella, alla quale si è dedicata dopo una breve carriera juniores interrotta da un cancro che l’ha lasciata paralizzata a soli 14 anni, e, postumamente, Vic Braden, uno dei più grandi innovatori nella disciplina dell’insegnamento del tennis, scomparso nel 2014 all’età di 85 anni. Ma è stata soprattutto la giornata di Kim Clijsters ed Andy Roddick, due ex n.1 del mondo e campioni di Slam, noti per la loro spiccata personalità fuori dal campo tanto quanto per la loro abilità con la racchetta in mano.

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(photo Ben Solomon/ITHF)

All’inizio delle celebrazioni, poco dopo le 10 del mattino, i nuovi membri (che invidia per gli anglosassoni che hanno la parola “inductee” che invece non si traduce in italiano…) hanno dato inizio alle cerimonie con una tradizionale conferenza stampa tenutasi all’interno del Museo della Hall of Fame, al riparo dalla calura e dall’umidità di luglio nel New England che già poco dopo le 8 del mattino vedeva la temperatura ben oltre i 25 gradi. La sala, adornata da alcuni pezzi unici della storia del tennis come le coppe Tiffany che ogni anno vengono consegnate ai vincitori degli US Open, ha visto i protagonisti entrare accompagnati da Stan Smith, Presidente della Hall of Fame dal 2001, che ha fatto da cerimoniere.

Visibilmente, e comprensibilmente, emozionati tutti i partecipanti, in particolare Roddick che ha dovuto ricorrere a tutta la sua determinazione per controllare le lacrime a metà conferenza stampa, mentre Kim Clijsters non ha saputo trattenere l’istinto materno, tenendo costantemente d’occhio il suo ultimogenito Blake (di 8 mesi) tenuto in braccio dalla sua primogenita Jada, 9 anni, sempre più somigliante alla madre.

Un assaggio di questa giornata lo si era già avuto a gennaio, quando durante gli Australian Open i protagonisti di oggi erano stati presentati agli appassionati della Rod Laver Arena (tutti tranne Kim che aveva dato alla luce il figlio Blake solo poche settimane prima). Roddick ha ribadito come non considerasse la sua ammissione come un fatto scontato, “tanto meno al primo tentativo. “Sono sei mesi che mi si chiede cosa significa per me essere qui oggi, ma non so se sono riuscito a trovare ancora le parole giuste per esprimere quello che sento. È davvero qualcosa di molto, molto speciale”. Talmente speciale che Andy ha voluto tutti i suoi parenti e conoscenti in questa giornata, creando qualche grattacapo logistico all’organizzazione. “Erano tutti talmente sorpresi che fossi stato ammesso che nessuno voleva mancare”. Il seguito di Roddick contava più di 50 persone, “tanto che Newport ha dovuto costruire un albergo nuovo apposta per loro” ha scherzato il Presidente Stan Smith.

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(photo Ben Solomon/ITHF)

Immancabile la domanda a “Rain Man” Flink sul più bel match cui abbia mai assistito: “Andy probabilmente sarai d’accordo con me, ma devo scegliere la finale di Wimbledon 2008 tra Federer e Nadal. Le condizioni ambientali, il freddo, il buio, l’ora tarda che mi ha permesso di raccontare la fine del match in diretta su Radio CBS durante il notiziario delle 4.15. Una serie di circostanze che hanno reso quel match il migliore che abbia mai visto”. Così come immancabile è stato il ricordo di Clijsters della vittoria agli US Open 2009 al terzo torneo dopo il rientro alle gare: “Non avevo alcuna aspettativa per quell’estate, e ad ogni match sentivo che giocavo sempre meglio. Durante uno Slam normalmente sono come in una bolla, non mi faccio condizionare dalle emozioni, ed alla fine di quell’evento le emozioni mi sono arrivate addosso tutte d’un tratto, lasciandomi travolta e confusa. Un’esperienza che porterò con me per tutta la mia vita”.

La nostra chiosa finale sulla curiosa camicia scelta da Roddick per la solenne occasione ha poi consentito ai più di preparare i fazzoletti per la cerimonia principale. “Ci puoi spiegare le ragioni della scelta di quella camicia?” abbiamo chiesto. “Prima tu” ha prontamente ribattuto Andy, per poi spiegare “ero a Los Angeles con mio figlio Hank, mia moglie stava lavorando, e mio figlio ha visto la camicia ‘Daddy, daddy, truck shirt’. La camicia per questa giornata l’ha scelta lui”.

Un’ora più tardi, allo scoccare del mezzogiorno e davanti alle telecamere di Tennis Channel, ha avuto inizio la cerimonia vera e propria. Ogni nuovo “hall of famer” ha diritto ad essere presentato da una persona di sua scelta, e Steve Flink ha scelto nientemeno che la 18-volte campionessa di Slam Chris Evert.Io e Steve ci conosciamo dal 1973, quando mi intervistò in occasione della mia prima finale ai French Open. A quei tempi il rapporto tra giocatori e reporter era molto meno formale e filtrato di oggi, e la nostra amicizia si è sviluppata nel corso degli anni, rafforzandosi ogni volta che Steve mi correggeva in conferenza stampa quando citavo record sbagliati a proposito della mia carriera. E per fortuna che sua moglie Frances non si è mai ingelosita per le innumerevoli volte che l’ho chiamato per chiedere consiglio su come scrivere un articolo o fare una telecronaca!
Nel suo discorso di accettazione, Flink con la consueta signorilità ha spiegato che lui ricordava tutti i record di Chris Evert “perché io sono lo storico, mentre lei è la campionessa che non si sofferma a pensare al passato, ma che si focalizza sempre sul prossimo grande torneo da vincere”, ed ha poi ringraziato tutti i membri della famiglia, compreso il padre 93enne Stanley, ex giornalista dei prestigiosi periodici Life e Time, che per primo lo aveva portato a Wimbledon nel 1965 e lo aveva poi presentato a Bud Collins, dando il via alla sua luminosa carriera.

Molto toccante l’introduzione di Monique Kalkman van der Bosch da parte di suo marito Marc: “Mo Mo, ti sei allenata tante ore, hai giocato tanti punti e vinto tanti incontri, grandi tornei e Paraolimpiadi, pianificando obiettivi e strategie. Una cosa non hai mai pianificato, perché probabilmente mai ti saresti aspettata di entrare nell’Hall of Fame. Oggi è quel giorno, un riconoscimento strameritato del tuo posto nella storia dello sport che ami così tanto. Congratulazioni, sono orgoglioso di far parte del tuo sogno”. E con le lacrime che ormai scendevano copiose sul viso dei due protagonisti, Monique gli ha risposto: “Todd Martin mi aveva detto che questa giornata sarebbe stata come un matrimonio. Quindi, Marc, nella buona e nella cattiva sorte, in salute o in malattia, sì, lo voglio giocare con te questo doppio misto, per il resto della mia vita”.

A raccontare Kim Clijsters è poi arrivato il suo storico allenatore Carl Maes, che l’ha seguita dai 13 anni fino alla consacrazione sul circuito internazionale: “Kim è quella che si presenta agli sconosciuti senza alcun problema, andando da loro per dire ‘ciao, sono Kim’, ed è anche la giocatrice che scherza con il cane della sua avversaria [Arantxa Sanchez Vicario ai WTA Championships 2001] prima e dopo il loro match. Una specie diversa di ‘competitor’, un ‘competitor’ con la faccia umana. Non smettere mai di essere te stessa”. Kim non ha lesinato parole di grande stima per tutti i suoi ‘colleghi’ sul palco, specialmente per Andy Roddick, con cui ha condiviso anche il percorso junior: “Ho quasi sempre fatto il tifo per te, tranne quando uscivo con un altro giocatore ATP [Lleyton Hewitt, con cui Clijsters è stata anche fidanzata ufficialmente n.d.r.] e tu giocavi contro di lui… spero mi perdonerai”.
Il tennis mi ha dato molto – ha poi continuato Kim – mi ha insegnato tante lezioni, che voglio descrivere con otto parole: dedizione, cura [di ciò che si fa], ottimismo, pazienza, rispetto, sacrificio, tolleranza e passione. Tra queste ce ne sono tre che sono le più importanti. La prima è ottimismo, che serve per rimanere positivi durante i momenti difficili. La seconda è dedizione, che serve per lavorare a fondo e migliorare in tutti gli aspetti che servono per conseguire i risultati che ci si prefigge. La terza è passione, passione per ciò che si fa, senza la quale tutto il resto non serve”.

E dopo che il sole aveva fatto capolino un paio di volte da dietro le nubi, senza peraltro cambiare sensibilmente la temperatura torrida della giornata, è arrivato il turno tanto atteso del mattatore Andy Roddick, presentato dal preparatore fisico che l’ha seguito per tutta la sua carriera, Doug Spreen,che dopo aver passato con me 260 notti l’anno è passato da preparatore fisico ad amico, a miglior amico per arrivare preparatore-amico-analista” ha scherzato Roddick, nel primo di una lunghissima serie di ringraziamenti a tutte le persone significative della sua carriera. Da suo fratello John alla sua agente di viaggio Karen, da tutti i suoi allenatori ai suoi compagni di Davis, Andy non ha voluto dimenticare nessuno, dedicando parole speciali anche ai suoi ‘colleghi’ di Hall of Fame: Se avete un problema con Kim, è sicuramente colpa vostra” ha detto di Clijsters; ed a Flink ha ricordato il primo match di tennis che l’ha ispirato, quello tra Lendl e Chang al Roland Garros 1989, etichettandolo erroneamente come un quarto di finale quando invece era un ottavo, non si sa se per una svista oppure per testare la capacità di Flink nel trattenere una correzione.
Ma quando i presenti, sottoscritto compreso, che erano fino a quel momento riuscito a trattenere le lacrime pensavano di essere ormai giunti al traguardo, ecco che il solito Andy calava i carichi da ‘90’ ricordando i suoi genitori, la sua famiglia, e proclamando la sua immensa fortuna. “La mia è una famiglia di lavoratori in tutti i sensi del termine, che affonda le sue radici negli umili inizi nelle fattorie del Wisconsin. Il mio fratello maggiore Lawrence ha avuto una vita molto dura, John un po’ meno, io sono il ragazzino viziato che ha avuto tutte le opportunità. […] I miei genitori si sono fatti il mazzo per noi. Mia mamma Blanche si è alzata alle 5 quasi tutte le mattine, per fare tutto quello che c’era da fare, accompagnarci a destra e manca, lezioni di tennis, allenamenti, giostrando tutti i nostri impegni facendo in modo che i pasti fossero sempre pronti. Tutte cose che da bambini si danno per scontate. Mio padre è venuto a mancare l’8 agosto 2014 [incredibile come questa data ricorra nella storia del tennis n.d.r.], il giorno peggiore della mia vita. Ora che sono io stesso padre, mi ritrovo spesso a sorridere perché solo adesso capisco lo scopo dei suoi insegnamenti e dei suoi metodi”.
Vorrei tanto che avesse potuto incontrare mio figlio Hank. Non riesco ad esprimere quanto ami quella piccola creatura, che negli ultimi due anni mi ha fatto provare emozioni che non sapevo di avere”.
La mia metà Brooklyn, molti non sanno quando sei matta. Ciò che è iniziato con una mia persecuzione nei tuoi confronti è sfociata in un matrimonio e figli. Forse non era una persecuzione, io la chiamo ostinazione. Sei talmente incredibile da essere riuscita a farmi apparire quasi ordinario il tanto temuto passaggio di uno sportivo professionista dalla carriera alla fase successiva della vita. Hank si accorgerà di quanto è fortunato, e la nostra futura figlia capirà anche lei di avere la migliore madre del mondo. Grazie per essere ciò che sei”.

Ed infine Andy si è dilungato (perché questo chiacchierone ha parlato per quasi mezz’ora) nel descrivere la sua fortuna di aver potuto aver a che fare con gli sportivi più grandi della sua epoca, se non di ogni epoca: “I Fab 4 mi hanno fatto arrabbiare spesso e volentieri, ma sono tremendamente orgoglioso di aver condiviso la mia vita e la mia carriera con persone di un tale spessore”. Durante la conferenza stampa della mattina, infatti, aveva ricordato come il primo messaggio di congratulazioni che avesse ricevuto appena svegliato provenisse da Roger Federer, la sua nemesi ed eterno rivale. “Mi sento come se fossi riuscito a portare Alì alla quindicesima ripresa, come se avessi difeso contro [Michael] Jordan, o lanciato contro Babe Ruth. Penso di sapere come ci si sente ad osservare Picasso che dipinge. Con loro qualche volta ho vinto, non spesso, ma un paio di volte sì”.

Non sono il migliore di tutti i tempi, non vincerò mai Wimbledon, non sono il migliore della mia generazione, o quello con il comportamento più inappuntabile. Non sono il più raffinato, e non darò mai l’onore che mi viene conferito oggi come scontato. Non dimenticherò mai quelli che hanno spianato la strada per noi e non dimenticherò gli aspetti innocenti di questo gioco che noi tutti amiamo”.

Ci sono tante cose che non sarò mai, ma da oggi in poi non sarò mai nulla di meno di un Hall of Famer, e di questo vi ringrazio dal profondo del mio cuore”.

Andy Roddick, il ragazzo ‘normale’ che ha vissuto il sogno fianco a fianco degli dei, toccando il cielo con un dito, e mantenendo sufficiente equilibrio per rendersi conto di ciò che gli è stato concesso. Anche e soprattutto per questo, si merita un posto tra gli immortali.

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ATP Challenger: super Berrettini in finale a San Benedetto http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/atp-challenger-super-berrettini-finale-san-benedetto/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/07/23/atp-challenger-super-berrettini-finale-san-benedetto/#respond Sun, 23 Jul 2017 08:09:33 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=213746 In semifinale il giovane romano si è imposto nettamente in due set sull’argentino Federico Coria. A contendergli il titolo sarà il serbo Laslo Djere. Comunque vada l'ingresso nei primi 200 è assicurato ]]>

Ora a Matteo Berrettini rimane solo un ultimo passo da fare per conquistare il suo primo titolo Challenger in carriera in quel di San Benedetto del Tronto. Il 21enne tennista romano, una delle speranze più concrete del tennis azzurro, ha infatti sconfitto in semifinale con il punteggio di 6-2 6-4 l’argentino Federico Coria (che con il più celebre connazionale Guillermo condivide solo il cognome), guadagnandosi così l’accesso all’atto conclusivo del torneo marchigiano. Durante il match Berrettini ha deliziato il pubblico marchigiano, mettendo a segno punti spettacolari come i due consecutivi nel video di seguito.

Quella di stasera (ore 21) sarà per lui la terza finale a livello Challenger negli ultimi 9 mesi e speriamo che, dopo le sconfitte di Adria (contro Luca Vanni) e Quanzhou (contro Thomas Fabbiano) possa riuscire finalmente a vincere un torneo di questa categoria. Tuttavia il suo avversario non è dei più semplici. In finale ad aspettarlo infatti c’è il 22enne serbo Laslo Djere, testa di serie n.4 del tabellone e n.106 del ranking ATP, in striscia positiva dopo la vittoria a Perugia. In semifinale il tennista balcanico ha avuto la meglio sullo spagnolo classe 1997 Carlos Taberner. I precedenti tra i due finalisti sono in parità sul 1 a 1, con la vittoria di Berrettini a Bergamo lo scorso febbraio che ha fatto il paio con quella di Djere due anni fa ad Ortisei. Ma i due non si sono mai affrontati sulla terra battuta, superficie di gioco a San Benedetto. A prescindere dal risultato il tennista della capitale dovrebbe per la prima volta entrare nei primi 200 al mondo. Già una bella soddisfazione per lui anche se il primo titolo Challenger potrebbe essere la ciliegina sulla torta.

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