UBITENNIS http://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Sun, 24 Sep 2017 11:45:34 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Laver Cup: #FedalUtd http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/laver-cup-roger-federer-rafa-nadal-fedalutd/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/laver-cup-roger-federer-rafa-nadal-fedalutd/#respond Sun, 24 Sep 2017 10:09:28 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223998 Roger Federer e Rafa Nadal. Insieme, sullo stesso lato del campo, per la prima (ultima?) volta. Dodici foto per raccontare il doppio che nessuno mai dimenticherà]]>

Laver Cup: Federer e Nadal non deludono, Europa avanti 9-3
Federer e Nadal: “È stato indimenticabile ma torneremo rivali”
Il doppio da sogno Federer/Nadal non ha deluso. Anzi…

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Qualificazioni WTA: Paolini, che lezione da Zvonareva! http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/qualificazioni-wta-paolini-che-lezione-da-zvonareva/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/qualificazioni-wta-paolini-che-lezione-da-zvonareva/#respond Sun, 24 Sep 2017 09:53:16 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=224001 Nel secondo turno delle qualificazioni a Tashkent la 21enne toscana ha raccolto solo due giochi contro la russa che accede al primo main draw in un torneo WTA dopo più di due anni ]]>

Si sapeva che per Jasmine Paolini la sfida di secondo turno nelle qualificazioni del WTA di Tashkent contro la rientrante ex n.2 al mondo Vera Zvonareva era abbastanza proibitiva. Magari forse però ci si attendeva lecito attendersi che l’azzurra opponesse più resistenza alla sua ben più celebre avversaria, la quale è tornata all’attività agonistica solo nel mese si giugno, dopo ben due anni di stop. E invece sul cemento della capitale uzbeka, Zvonareva ha annichilito Paolini con un perentorio 6-0 6-2 in 55 minuti di gioco. La finalista di Wimbledon e US Open accede così al primo main draw dal rientro all’attività agonistica.

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ATP Challenger: Napolitano fuori nei quarti a Sibiu ma c’è gloria per il doppio http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/atp-challenger-napolitano-sconfitto-nei-quarti-sibiu-ma-ce-gloria-per-il-doppio/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/atp-challenger-napolitano-sconfitto-nei-quarti-sibiu-ma-ce-gloria-per-il-doppio/#respond Sun, 24 Sep 2017 09:30:18 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223990 Sulla terra rossa rumena il giovane piemontese è stato dominato nei quarti dal tedesco Stebe. La coppia Donati-Cecchinato ha tuttavia tenuto alti i colori azzurri vincendo il titolo di specialità ]]>

Nei quarti di finale del Challenger di Sibiu, torneo su terra rossa da 43mila euro di montepremi, il tedesco Cedric-Marcel Stebe ha succhiato tutto il sangue il 22enne azzurro Stefano Napolitano. La metafora è fin troppo facile visto che si gioca nella regione della Transilvania e il nettissimo punteggio di 6-0 6-3 in favore di Stebe, testa di serie n.1 del seeding. L’ex promessa del tennis teutonico, che grazie ad un impressionante record di 56-20 da inizio stagione ha scalato quasi 400 posizioni nel ranking ATP, nella stessa giornata di ieri ha concesso il bis in semifinale, sbarazzandosi con facilità del connazionale Maximilian Marterer per 6-2 6-1. Niente male davvero. Sfiderà per il titolo lo spagnolo Carlos Taberner, n.263 del ranking ATP, che nell’altra semifinale ha lasciato sempre 3 game (notevole curiosità statistica) alla wild card rumena Adrian Ungur (6-3 6-0). Nonostante la sconfitta di Napolitano, il tennis italiano ha comunque portato a casa un trofeo dalla terra dei vampiri grazie alla vittoria di Matteo Donati e Marco Ceccchinato nella finale di doppio sui belgi Sander Gille e Joran Vliegen, ottenuta con lo score di 6-3 6-1. Per loro si tratta del secondo titolo Challenger in stagione dopo quello di Barletta in aprile.

Ma non si gioca solo a Sibiu in questo fine settimana. Sul cemento di Smirne, storica città marittima in Turchia, saranno i francese Stephan Robert e l’ucraino Ilya Marchenko a contendersi il titolo, dopo aver battuto rispettivamente il serbo Danilo Petrovic e il kazako Alexander Nedovyesov. Negli Stati Uniti, a Columbus, Ohio, in finale ci sono invece il britannico Alexander Ward e il croato Ante Pavic. Ward in semifinale ha nettamente sconfitto l’unico superstite americano in semifinale Dennis Novikov e Pavic ha avuto la meglio del veterano canadese Frank Dancevic. In Cina, a Gwangju, nell’atto conclusivo del torneo il tedesco Mathias Bachinger cercherà di rovinare la festa del cinese di Taipei Tsung-Hua Yang. Quest’ultimo in semifinale ha eliminato a sorpresa la testa di serie n.2 del seeding Peter Polansky mentre Bachinger ha si è imposto sul giapponese Tatsuma Ito.

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Il doppio da sogno Federer/Nadal non ha deluso. Anzi http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/laver-cup-il-doppio-da-sogno-federernadal-non-ha-deluso-anzi/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/laver-cup-il-doppio-da-sogno-federernadal-non-ha-deluso-anzi/#respond Sun, 24 Sep 2017 09:27:51 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223960 LAVER CUP - Non era per nulla scontato battere i due specialisti Sock/Querrey. I due n.1 grandi in campo e dopo]]>

Tony Godsick, l’ideatore della Laver Cup, ex IMG prima di “sposare” Roger Federer e diventarne l’agente, sprizza gioia e soddisfazione da tutti i pori. Ne ha ben donde anche se mette le mani avanti: “Aspettiamo di conoscere le audience televisive prima di cantare vittoria, perché le tv sono quelle che fanno la differenza, ma il successo di pubblico qui è stato straordinario. Del resto il 40% dei biglietti era stato venduto nelle prime 24 ore…”. Poi aggiunge: Credo sia importante che siano stati fugati i dubbi sul livello tecnico delle partite, sull’impegno dei giocatori che sono dei top e sono quello che sono perché non sopporterebbero mai l’idea di perdere, e soprattutto sotto gli occhi di un McEnroe, John come Patrick, di un Borg, di un Enqvist e di fronte ai compagni. L’orgoglio viene prima di tutto”.

E Godsick assicura poi quello che è facilmente intuibile per chiunque sia stato qui a Praga – inciso: che città meravigliosa! C’ero già stato 4 volte ma è sempre più bella e più curata; forse, insieme a Parigi e alle nostre più belle città italiane, la più bella d’Europa –, e cioè che i giocatori che hanno preso parte a questa competizione ancor “vergine” sono rimasti entusiasti del tutto. Dell’idea, dello svolgimento, del pubblico, dell’arena. Come ha detto Querrey: “Tutti noi che siamo qui vorremmo essere fra i sei che saranno scelti per la prossima Laver Cup”.

E su questo desiderio vorrebbe far leva Tony Godsick che potrebbe anche annunciare forse già stamani la sede della Laver Cup 2018. Chicago? La città dei Bulls e di Michael Jordan sembra avere buone chances. Anche se qualcuno parla di Boston, la città dove è nata la Davis nel 1900 – la coppa scelta da Dwight Davis fu “coniata” nella celebre gioielleria di Shreve&Crump&Low- e Boston è anche la città di Bud Collins, il grande giornalista americano scomparso recentemente (“The Brits may have invented tennis, but Italians humanized” scrisse sul Boston Globe lui che era innamorato degli Internazionali d’Italia e del vecchio centrale del Foro Italico), una città di grandi tradizioni tennistiche.

Patrick McEnroe ha detto, quando gli ho fatto presente che se qui fossero stati presenti anche Djokovic e Murray per il team “World” le cose sarebbero state ancora peggiori: “È vero, però anche a noi sono mancati alcuni giocatori, del Potro, Nishikori, Raonic, che magari fra un anno ci saranno. E poi ci sono tanti giovani emergenti, ottimi tennisti americani, canadesi… Da più di dieci anni il tennis è stato più forte in Europa, ma le cose vanno a cicli, e potrebbero anche cambiare”. Godsick, parlando con Richard Evans e il sottoscritto aggiungeva: “Se negli anni prossimi si arrivasse a dire quando si presentano i giocatori che scendono in campo… quando si dice che Tizio è stato finalista a Parigi, Caio a Wimbledon etcetera… lui ha fatto parte del team Europe o World della Laver Cup, vorrebbe dire che abbiamo centrato l’obiettivo”.

Certo è che ieri sera vedere giostrare accanto i due più grandi tennisti e rivali dell’ultima decade, 35 Slam in due e quasi 9 anni da n.1 – 452 settimane che supereranno certamente le 500 perché fino a fine 2017 il numero uno sarà Rafa Nadal oppure Roger Federer e nessun altro – è stato un evento che per gli appassionati di tennis non si può non definire storico.

“È stato un giorno indimenticabile per noi due – ha detto RafaDopo tutta la storia che abbiamo alle spalle, lottare accanto per una squadra, ci è davvero piaciuto moltissimo. L’atmosfera per questo match e tutto il weekend è stata fantastica. Ci sentiamo molto fortunati ad essere stati parte di questo grande evento, per la prima volta nella storia. E avere Roger accanto a me è stato un grande privilegio, qualcosa che avrei voluto che succedesse e oggi è stato il giorno ideale perché accadesse. E con McEnroe, Borg, le squadre… fantastico!”.

E Federer è stato prontissimo a dire lesto lesto: “E io sono d’accordo!”, strappando una gran risata a tutti i presenti prima di aggiungere: “È stato un grande momento anche per me. Ci siamo forse allenati una sola volta insieme, alle finali ATP. Non ci alleniamo molto fra noi. Non mostriamo l’uno all’altro i nostri colpi. E saremo sempre, e per sempre, rivali finché giocheremo. Dopo qui saremo rivali ancora, grazie a Dio o purtroppo, a seconda di come vogliate vederla, ma questa era un’occasione davvero speciale. È stato un grande piacere dividere la stessa parte di campo con Rafa, sapendo che puoi fidarti di lui nei momenti importanti, vedendolo quando decide come giocare, cosa pensa di fare, mi porterò dietro questi ricordi per tutta la vita, di sicuro!”.

Fantastiche dichiarazioni di due grandi campioni e, anche, due grandi uomini. Credo che la solerte redazione di Ubitennis avrà preso e tradotto tutta la loro interessante conferenza stampa che io ho twittato in diretta, salvo che per quelle domande che ho fatto e che hanno divertito sia Federer sia Nadal che hanno risposto a tono in modo interessante e spiritoso.

C’era molta pressione sui due. Perché sembrava che tutti si attendessero una loro vittoria, quando invece chi sa di tennis sa che non era per nulla scontata. Querrey e Sock giocano da sempre abitualmente il doppio, sono molto più allenati a giocare servizi e volée, hanno esercitato da sempre i riflessi, hanno servizi che fanno paura. E Roger è stato sincero sia nel dire che non ricordava neppure più quando aveva giocato l’ultimo doppio – a proposito quando? – sia che perfino il ritrovarsi a rete quando Rafa serviva o rispondeva, lo faceva sentire “strano”. “In singolare decido io quando scendere a rete. Qui mi ci trovavo e su certe volée, come quella per salvare la pallabreak, la palla non è andata dove volevo… sono stato davvero fortunato”. E Nadal: “Una grande smorzata!”. E Roger: “Sì, una gran smorzata, prova a sentire Jack Sock che cosa ne pensa (e ha detto… lui come John McEnroe n.d.r).

“So che la gente – ha detto anche Roger –  soprattutto quelli che sanno poco di tennis, non avrebbe capito se avessimo perso. Si aspettava solo che vincessimo. Ma è molto più complicato. Giochiamo indoors contro due grandi doppisti, che servono benissimo. E il mio ultimo doppio è così lontano che non ricordo neppure come reagire di riflessi sulla rete…”. Rafa: “Beh, non hai fatto (così) male” e ride.

L’atmosfera era quella giusta, allegra, spensierata, divertente per provare a chiedere ai due campioni, medaglie d’oro in doppio alle Olimpiadi di Pechino e Rio (con Wawrinka e Lopez) se avessero ipotizzato di giocare… magari dopo il 2020, Roger solo il doppio accanto a un trentaquattrenne Nadal, così glielo ho chiesto. Federer: “Eh sì è una grande idea! (risata). Rafa magari diventi tu svizzero e possiamo giocare insieme alle Olimpiadi o devo diventare io spagnolo?”. Al che ho interloquito: “No, ma io intendevo in qualche Slam…”. E Roger: “No, questo non accadrà. Non da parte mia”Rafa dà quasi l’idea d’esserci rimasto male, sia pure per un solo attimo, come se si fosse aspettato una risposta più possibilista. “Beh, se non può accadere da parte tua, allora non avrà luogo, non funzionerà”. Roger si accorge di essere stato un po’ troppo tranchant e dice con fare più incerto: “No, non penso… ma non voglio uccidere le tue aspettative”. Rafa abbozza: “Beh sì, me l’aspettavo…”, e sorride prima di aggiungere: “Non penso che sia una buona idea. Penso che siamo singolaristi, quindi è dura immaginare che si possa pensare di continuare a giocare solo i doppi quando avremo finito di giocare i singolari”. E allora interviene Federer sorridendo rivolto al sottoscritto: “Non una buona idea…”, e dopo una piccola pausa: “Lo faremo per te…magari solo per 5 anni!”E Nadal: “Possiamo farlo in Italia magari, se ci inviti”.

Beh, ragazzi, lettori di Ubitennis, coraggio, mettiamo su una colletta, quattro spiccioli, e organizziamo un bis di Federer e Nadal. Scherzi a parte, avevo molti dubbi se affrontare o meno questa trasferta a Praga. Sono contento di aver deciso per il sì. Valeva la pena. E stamani vi dirò se è stata scelta Chicago (o Boston) per la prossima Laver Cup. Sono due magnifiche città. E poiché la Laver Cup è stata in gran parte organizzata da un team australiano – lo stesso dell’Australian Open – la macchina sarà ancora più rodata. L’anno dopo si vedrà. Quello dopo ancora, per via delle Olimpiadi che congestionano il calendario, forse non si farà.

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Federer e Nadal: “È stato indimenticabile ma torneremo rivali” http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/federer-e-nadal-e-stato-indimenticabile-ma-torneremo-rivali/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/federer-e-nadal-e-stato-indimenticabile-ma-torneremo-rivali/#respond Sun, 24 Sep 2017 09:00:10 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223974 Federer e Nadal per la prima volta insieme in conferenza stampa. Il Direttore li invita a cimentarsi nel doppio ma i due non sono convinti. Poi: "Magari lo facciamo in Italia se ci inviti!"]]>

Sia per Roger che per Rafa, tutti erano in attesa di vedervi insieme in questo match di doppio. Com’è stato per voi giocarlo? Come vi siete sentiti a fare squadra per la prima volta nella vostra carriera?

Nadal: Innanzitutto è stato un giorno indimenticabile per entrambi. Dopo tutta la storia che abbiamo alle spalle come rivali, stare insieme dalla stessa parte del campo e lottare per la stessa squadra è qualcosa che ci è piaciuto molto. L’atmosfera per questo match e per tutto il weekend è stata fantastica. Il pubblico ceco qua a Praga è grandioso. Ci sentiamo molto fortunati a far parte di questo grande evento per la prima volta nella storia. Avere la possibilità di stare accanto a Roger per me è un grande privilegio. È qualcosa che ho sempre sognato che succedesse e oggi era il giorno ideale per realizzare questo desiderio. Avere Bjorn and John come capitani dei due team e giocare per l’Europa, avere un grande team dietro di noi è molto bello. Sono molto felice di essermi goduto questa giornata e ci siamo divertiti molto a giocare e vincere insieme.

Federer: Sono d’accordo (risate). Ha detto tutto lui. Anche per me è stato un bel momento. Ci siamo allenati una sola volta insieme, alle ATP Finals, penso. Quindi non avevamo molta pratica. Di solito non mostriamo molte cose all’altro. E saremo sempre rivali fino a che saremo in attività. Dopo la Laver Cup torneremo rivali, grazie a Dio, o sfortunatamente, mettetela come vi pare. Ma è stato davvero speciale. È stato un piacere enorme condividere il campo con Rafa. Sapendo che ti puoi fidare di lui nei momenti decisivi, vedere il suo modo di prendere le decisioni, come ragiona, è stato molto interessante e questi ricordi me li porterò dietro per tutta la vita, di sicuro.

Entrando nel match, avete sentito della pressione in più perché tutti parlavano di questo incontro e si aspettavano così tanto? Farete coppia di nuovo in qualche torneo?

Federer: È stato sicuramente un giorno diverso da tutti gli altri perché come hai detto l’attesa era tanta. La gente voleva filmare la nostra preparazione per averla con sé per sempre. Quindi mi sono detto: ‘va bene andremo là fuori e lo faremo’. Normalmente si ha più privacy ma a causa di tutta questa attenzione ci si focalizza prima. Per questo non sono andato a vedere Tomas, sfortunatamente, e ci stavamo preparando e discutendo dei movimenti e delle tattiche. E so che le persone, magari quelle che non seguono sempre il tennis, non avrebbero potuto capire una nuova sconfitta. Tutti si aspettavano solo la vittoria da noi ma è complicato. Abbiamo giocato indoor contro ottimi giocatori di doppio, dotati di un gran servizio. E il mio ultimo doppio è stato così tanto tempo fa che facevo fatica a ricordarmi come posizionarmi a rete. Ma siamo andati bene.

NadalNon sei andato male…

Federer: Sono stato molto fortunato in una volée sulla palla break. Quella volée non doveva andare dov’è andata.

Nadal: Una grande volée smorzata!

Federer: Sì guarda, proprio una grande volée smorzata. Chiede a Jack Sock cosa ne pensa. Comunque forse giocheremo di nuovo in doppio insieme. Non lo sappiamo.

Ci sono molti elementi della Laver Cup, dei quali la gente parlerà ma pensi che voi due in doppio insieme sarà l’highlight della competizione quando si parlerà di questo fine settimana?

Federer: Avvicinandomi alla Laver Cup mi è sembrato che fosse quello che tutti volevano vedere e del quale parlavano. Ora che è successo penso che avremo dei grandi filmati e foto. Noi due insieme, con i nostri tifosi obbligati a stare insieme, penso che fosse interessante. Però allo stesso tempo è stato un successo in generale. Non siamo qua solo per giocare il doppio e stare nello stesso team. È una celebrazione del tennis e della leggenda di Rod Laver. Avere Bjorn e John qua rende tutto più epico. Per quanto mi riguarda, l’intero evento è più importante di noi che giochiamo in doppio ma è stato decisamente un momento molto importante per entrambi.

Ubaldo. Siete stati entrambi vincitori di medaglie d’oro olimpiche in doppio. Roger ti ci vedi dopo il 2020 giocare solo in doppio vista l’età un po’ troppo avanzata per il singolo? E Rafa tu avrai 34 anni in quel momento. Potresti giocare il doppio, solo il doppio, insieme a Roger?

Federer: È una grande idea (risate). Diventerai svizzero e così potremmo giocare insieme alle olimpiadi? O io diventerò spagnolo, non so.

Ubaldo. Non mi riferisco alle Olimpiadi ma agli Slam.

Federer: No quello non succederà per quanto mi riguarda.

Nadal: E se non va bene a te, di sicuro non può funzionare.

Federer: Non penso. Ma non voglio distruggere le tue aspettative.

Nadal: Beh io ci stavo pensando (risate). A parte gli scherzi non penso dia una buona idea. Siamo giocatori di singolo ed è difficile immaginare che possiamo continuare a giocare in doppio dopo che abbiamo smesso in singolo.

Federer: Lo faremo per te. Forse per cinque anni.

Nadal: Lo possiamo fare in Italia se ci inviti!

Guardando a domani, quali pensate siano le chance di vittoria dell’Europa? Ovviamente avete un grosso vantaggio ma i match varranno tre punti. Giusto per sapere la vostra opinione.

Federer: Sembra un grosso vantaggio. Siamo ad una sola vittoria dall’andare allo spareggio giusto?

Nadal: Esatto una sola vittoria per arrivare a 12 punti. E se ne vinciamo una e perdiamo le altre 3 andiamo 12 pari e si gioca il supertiebreak.

Federer: Spero tu abbia fatto i calcoli a modo. Quindi si stratta di due vittorie. Sembra che siamo vicini ma due vittorie sono ancora tante, specialmente considerando quanto sono stati equilibrati i match in questo fine settimana. Siamo fortunati ad essere in vantaggio 9 a tre ad essere onesti. Non mi sembra che abbiamo dominato il fine settimana, sapete cosa intendo. Considerando il ranking eravamo favoriti ma giocare indoor contro questi grandi servitori non è facile e tutto può succedere.

Nadal: La penso anche io così. Domani sarà dura perché loro daranno tutto sapendo di dover rimontare. Ogni match che perderemo all’inizio della giornata gli darà fiducia ed energia positiva. E loro sono giovani. Hanno il gioco per esprimersi bene in questa superficie. Come ha detto Roger, siamo stati fortunati. Tutti i match sono stati equilibrati. Domani sarà dura vincere la metà dei match sapendo come sono andati gli altri.

Federer: Mi piacerebbe sollevare il torneo con Rafa e il resto della squadra europea. È un trofeo bellissimo e ci siamo vicini

Stavo pensando, vi piace fare le conferenze stampa insieme a qualcun altro? In Formula 1 tutti i rivali si siedono uno vicino all’altro e si parlano direttamente. Potete immaginarlo di farlo sul tour, prima di un incontro magari?

Federer: Posso immaginarlo ma non sarebbe una buona idea. Certo risparmieremmo del tempo ma sono scettico. Penso che quando qualcuno non è lì non hai bisogno di essere così attento a quello che dici. Voi volete la verità e volete che noi diciamo quello che pensiamo. Se qualcuno è seduto di fianco e senti che ti può prendere a sberle se parli male di lui non è il massimo. Oggi va bene. Abbiamo vinto e siamo felici e rilassati. Ma no ora che ci penso sarebbe strano fare una conferenza in cui parliamo di come abbiamo giocato. Sarebbe surreale. Cosa ne pensi Rafa?

Nadal: Per voi sarebbe interessante no? Probabilmente per noi sarebbe dura perché non ci sentiremmo al 100% liberi di dire quello che pensiamo e quindi non potremmo essere onesti.

LA CONFERENZA IN VIDEO

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Laver Cup, day 3: chiusura di lusso con Federer-Kyrgios http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/laver-cup-day-3-chiusura-di-lusso-con-federer-kyrgios/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/laver-cup-day-3-chiusura-di-lusso-con-federer-kyrgios/#respond Sun, 24 Sep 2017 08:27:16 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223959 L'ultima giornata di incontri all'02 Arena di Praga si concluderà con uno dei match più attesi della competizione. L'Europa potrebbe però già aver vinto]]>

Con il TeamWorld sull’orlo del baratro, indietro cioè 9-3 dopo le prime due giornate, il capitano John McEnroe si è giocato il vantaggio di scegliere per secondo chi e quando giocherà le partite di oggi valutando le opzioni che Bjorn Borg, coach del TeamEurope, ha dovuto svelare in anticipo.

Nel sorteggio effettuato stamane alle 10, SuperMac ha varato così il terzo doppio in tre giorni optando per Sock-Isner (coppia già collaudata e vincitrice al Masters 1000 di Shanghai nella passata stagione) da contrapporre al ceco Berdych e al croato Cilic, che invece insieme non hanno mai giocato. Statunitensi favoriti ma da non sottovalutare il desiderio di riscatto di Berdych che, davanti al suo pubblico, ha perso nei giorni scorsi sia il doppio inaugurale (con Nadal) che il singolare contro Kyrgios.

Considerato che oggi gli incontri mettono in palio tre punti ciascuno, il TeamWorld potrebbe accorciare le distanze e portarsi a una sola vittoria dai rivali. Così ecco che il secondo match, primo singolare di giornata, sarà in quel caso di capitale importanza. Lo giocheranno Alexander Zverev per l’Europa e Sam Querrey per il Mondo. Il tedesco e lo statunitense non si sono mai affrontati in precedenza e, su questa superficie, i valori attuali della classifica mondiale (4 contro 16) si attenuano e aiutano le chance di Sam, che contro un super Federer ieri ha fatto quello che ha potuto. Sempre andando per ipotesi, qualora Querrey riuscisse a fare il colpaccio i due team si troverebbero sulla parità a quota 9 e quindi anche gli ultimi due match avrebbero valore in prospettiva assegnazione del titolo.

La terza partita la giocheranno Rafael Nadal e John Isner (6-0 per l’iberico i precedenti) e, nonostante ieri abbia rischiato non poco contro Sock, il n°1 del mondo dovrebbe farcela a portare a casa i tre punti. A quel punto, Roger Federer e Nick Kyrgios (1-1 i precedenti) scenderebbero in campo per giocarsi qualcosa di non ipotizzabile al momento. Seguendo il filo del nostro ragionamento, naturalmente basato su supposizioni che il campo potrebbe smentire, lo svizzero e l’australiano giocherebbero sul 12-9 per l’Europa e in quel caso una vittoria di Federer assegnerebbe la Laver Cup all’Europa mentre una sua sconfitta rimanderebbe ogni discorso al doppio finale, disputato nel caso sulla distanza di un solo set. Di questo doppio, al momento, non si sa ancora nulla in quanto le scelte verranno fatte al momento qualora si rendesse necessario. Fantascienza? Forse, ma con il tennis non si sa mai.

Comunque, l’ultimo singolare della Laver Cup vedrà opposti gli unici giocatori ad aver vinto entrambi gli incontri disputati e non è un caso che McEnroe, stratega per quanto la formula glielo ha consentito, si sia giocato la carta Kyrgios per tentare di riacciuffare in extremis il trofeo. Non vanno però nascoste anche le (grosse) possibilità che l’ultimo incontro si trasformi in pura accademia dato che a quel punto il TeamEurope potrebbe avere già raggiunto la fatidica “quota 13” necessaria a garantirsi il trofeo.
Il programma (a partire dalle 12)

IL PROGRAMMA

Start ore 12

Berdych/Cilic (TeamEurope) vs Sock/Isner (TeamWorld)
Zverev (TeamEurope) vs Querrey TeamWorld) – nessun precedente

Nadal (TeamEurope) vs Isner TeamWorld) – precedenti 6-0
Federer (TeamEurope) vs Kyrgios TeamWorld) – precedenti 1-1

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Federer-Nadal, il doppio dei sogni è subito vincente (Cocchi). Fognini, il riscatto migliore è una finale (Cocchi) http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/federer-nadal-il-doppio-dei-sogni-e-subito-vincente-cocchi-fognini-il-riscatto-migliore-e-una-finale-cocchi/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/federer-nadal-il-doppio-dei-sogni-e-subito-vincente-cocchi-fognini-il-riscatto-migliore-e-una-finale-cocchi/#respond Sun, 24 Sep 2017 06:28:31 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223952 Federer-Nadal, il doppio dei sogni è subito vincente (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport) Trentacinque Slam che entrano in campo insieme, con la stessa maglia, per la stessa quadra. Il popolo tennistico incollato alla tv a vedere questa cometa di Halley della racchetta: Federer e Nadal in doppio, insieme, dalla stessa parte della rete. Era […]]]>

Federer-Nadal, il doppio dei sogni è subito vincente (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Trentacinque Slam che entrano in campo insieme, con la stessa maglia, per la stessa quadra. Il popolo tennistico incollato alla tv a vedere questa cometa di Halley della racchetta: Federer e Nadal in doppio, insieme, dalla stessa parte della rete. Era la grande promessa della Laver Cup ed è stata mantenuta: il numero 1 e 2 al mondo, la più straordinaria rivalità dell’era moderna, per un giorno si sono fusi in un unico giocatore. Il gancio mancino di Rafa e il rovescio sublime di Roger contro i ragazzoni Usa (Resto del Mondo) Sock e Querrey nell’ultimo match della seconda giornata. Esibizione, ma solo perché non ci sono punti o ranking in palio, perché questi qua non ci stanno a perdere, anche se in palio c’è solo lo show. #FedalUtd, hashtag immediatamente coniato dai social, hanno iniziato un po’ contratti, quasi facesse impressione anche a loro non essere divisi per una volta dalla rete. Il primo set è per loro, nel secondo i bombardieri in maglia rossa dilagano 6-1 ma nel super tie break la potenza di Federer e Nadal travolge i rivali e regala al team Europe altri due punti, quelli in palio per ogni match nella giornata del sabato. Abbracci, pacche sulle spalle, sorrisi, e c’è già chi sui social sogna di vederli giocare in doppio uno Slam per rendere ancora più straordinaria l’accoppiata. «Ci siamo divertiti tantissimo — ha detto il Magnifico —, abbiamo preparato il match, parlato un sacco di tattica e strategia e soprattutto abbiamo vinto». La seconda giornata si chiude così con il vecchio Continente avanti 9-3 sul Resto del mondo, che vince un match grazie a Kyrgios contro Berdych.

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Fognini, il riscatto migliore è una finale (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Il modo migliore per far parlare di sé sono le vittorie. Fabio Fognini, tornato in campo sul veloce indoor di San Pietroburgo dopo la bufera di New York, quando era stato squalificato dal torneo per i pesanti insulti alla giudice di sedia, ha raggiunto la finale. Oggi Fabio si giocherà il titolo contro il bosniaco Dzhumur dopo aver superato in semifinale lo spagnolo Bautista. Una bella battaglia quella tra i due, con l’azzurro bravo ad afferrare un match che sembrava segnato. Uno di quelli a cui ha abituato l’audience tennistica, con lui che a un certo punto si spegne e viene travolto dall’avversario. Ma stavolta non è andata così: dal due pari del primo set, infatti ha subìto un parziale di 7 giochi ad uno, con tanto di break regalato nel sesto gioco grazie a un doppio fallo. Sotto per 3-1 nel secondo parziale, Fognini ha messo finalmente in campo concentrazione e carattere, ripartendo quasi da zero. Ha ripreso il suo avversario sul tre pari e poi ha trascinato il set al tie-break. Qui ancora una volta si è visto il Fabio migliore, in grado di non perdersi nei momenti in cui c’è da lottare: ha annullato due match-point a Bautista, prima sul 6-5 e poi sul 7-6- ed è riuscito a chiudere il set a suo favore allungando la partita al terzo set in cui questa volta, l’unico a trovarsi in difficoltà al servizio è stato Bautista-Agut, che ha annullato una palla-break nel secondo game. Ancora una volta è stato il tie-break a decidere con l’azzurro che, sotto per 3-5, si è aggiudicato gli ultimi quattro punti per chiudere 2-6 7-6 (9/7) 7-6 (7/5) e mettere le mani sulla finale che gli potrebbe valere il sesto titolo in carriera. Alla fine del match si conteranno per l’azzurro 38 vincenti contro i 13 del rivale ma per entrambi il conto dei gratuiti è stato piuttosto alto: 67 per Fabio contro i 41 del rivale. «E’ stato un match molto difficile — ha detto Fognini dopo la vittoria — non è mai facile giocare contro Roberto, un avversario molto impegnativo. Ora devo recuperare al meglio per la finale. Contro il rivale di oggi Fabio ha sempre vinto, due volte su due e sempre sul rosso di Umago: «Contro Dzumhur ho giocato due volte mai però su questa superficie, mi aspetto che un’altra partita complicata». Per Fabio è la 14esima finale in carriera, con cinque vittorie, tutte sulla terra rossa, l’ultima lo scorso luglio a Gstaad. Per il ligure è la seconda finale a San Pietroburgo, dopo quella del 2012. Oggi è il giorno del riscatto.

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Laver Cup: tra suggestioni e credibilità http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/laver-cup-tra-suggestioni-e-credibilita/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/laver-cup-tra-suggestioni-e-credibilita/#respond Sun, 24 Sep 2017 05:07:51 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223949 PRAGA - Pubblico record per una coppa in cerca di tradizione: con Federer e Nadal sembra normale, ma in futuro? ]]>

Oggi, che fuori c’è il sole e pensare di restare tutta la giornata chiusi all’interno della pur meravigliosa O2 Arena fa un po’ fatica, proveremo a parlare di credibilità e percezioni. Questa già tanto vituperata nonché criticata Laver Cup ha vissuto la giornata centrale del suo programma e buona parte di quelle che fino a ieri erano mere supposizioni, ora trovano (parziale) conforto nei numeri e nelle sensazioni. Il primo vero nodo da sciogliere è il seguente: esibizione o sport vero? Bella domanda. Per rispondere proveremo a ricordare che, in fondo, anche la prima edizione del torneo di Wimbledon non fu altro che un’esibizione dimostrativa a pagamento il cui ricavato sarebbe servito ad aggiustare il rullo per i campi da croquet. Ogni cosa ha una sua prima volta, alcune ne hanno altre e solo poche resistono al tempo e alle intemperie. In quale di queste categorie si collocherà la Laver Cup è senza dubbio presto per dirlo anche se può giovare alla causa esaminare l’esito di analoghi esperimenti del passato.

Nel 1923 la statunitense Hazel Hotchkiss Wightman ebbe l’idea di creare una competizione sul modello della Coppa Davis e la chiamò proprio Wightman Cup; si trattava di una sfida annuale tra rappresentative femminili di Gran Bretagna e Stati Uniti che si disputava alternativamente in casa dell’una o dell’altra nazione. Interrotta solo durante la Seconda Guerra Mondiale, la sfida durò fino al 1989 quando la schiacciante superiorità delle americane (54-10) ne decretò la morte inevitabile. Un altro esempio potrebbe arrivare dalla World Team Cup (Coppa delle Nazioni) patrocinata dall’ATP e svoltasi dal 1978 al 2012 sulla terra rossa del Richusclub di Dusseldorf o, ancora, dalla Grand Slam Cup, il famoso Master alternativo voluto dalla Federazione Internazionale per raggruppare ogni anno i migliori sedici classificati nelle quattro prove del Grande Slam. Organizzata a Monaco di Baviera, quest’ultima, anche perché nata in parte per fare un “dispetto” all’Associazione dei giocatori, ebbe vita breve ma non mancò di regalare agli appassionati incontri esaltanti.

Vista così, dunque, parrebbe che nel tennis, sport tra i più tradizionalisti, ogni tentativo più o meno convinto di imitazione sia destinato al fallimento. Ora, dato per scontato che la tradizione si accumula solo con gli anni e sarebbe stupido pretenderla in una competizione nuova qual è la Laver Cup, proviamo a concentrarci su ciò che può rappresentare al momento. In conferenza stampa, dopo aver battuto Querrey, alla domanda specifica Roger Federer ha seccamente ribadito come questa coppa non voglia mettersi in concorrenza con nessuno, né con l’ATP e tantomeno con la Coppa Davis. Una precisazione, quella dello svizzero, doverosa ma che non fuga del tutto i dubbi, anche e soprattutto se la stessa riuscirà ad avere negli anni il medesimo clamoroso successo di pubblico che sta avendo a Praga.

Tuttavia, non pochi tra i veri appassionati di tennis continuano a storcere il naso quando si tratta di competizioni non riconosciute, quando cioè gli incontri non fanno statistica e vengono derubricati alla stregua di esibizioni. Anche qui, però, sarebbe bene ricordare che non tutto il pubblico del tennis ha la medesima percezione – talora eccessivamente snobistica – della questione e non presta molta attenzione all’ufficialità o meno del prodotto che gli viene riferito. Starà poi agli interpreti stessi riuscire a garantirne il livello e l’autenticità, come peraltro accade in qualsiasi altro settore dello spettacolo. E siamo tornati al punto di partenza, quello della credibilità. Ebbene, tra venerdì e sabato le testimonianze non sono mancate e anche i più scettici tra gli inviati hanno dovuto ricredersi su molti aspetti di questa Laver Cup. Certo, da casa la percezione in alcuni casi può essere diversa ed è concepibile che lo sia ma lasciatevelo dire da chi è già stato a Slam, 1000 e quant’altro, qui non c’è quasi nulla di diverso. Anzi.

L’organizzazione, come ricordavamo nei giorni scorsi, dal punto di vista logistico non ha nulla da invidiare a contesti ben più consolidati ma non sempre è garanzia di successo di pubblico, come invece è stato qui. E ciò nonostante la formula, originale finché si vuole ma che ha impedito a chi voleva acquistare i biglietti di sapere in anticipo quali incontri sarebbe andato a vedere. Eppure, gli spettatori hanno seguito con interesse e curiosità anche le partite della prima giornata, pur in parziale assenza (Nadal ha giocato solo il doppio mentre Federer si è visto solo in panchina) dei principali elementi trainanti.

Per finire, data per ineluttabile la vittoria dell’Europa, il team avversario è riuscito quantomeno a rendere incerti quasi tutti gli incontri, pur partendo i suoi componenti sempre con il pronostico avverso. La rapidità del terreno di gioco ha in parte appiattito i valori e i ripetuti tie-break, sia pur finiti tutti o quasi nelle tasche europee, hanno contribuito a tenere alta la tensione. Poi, l’identità delle due formazioni si è rivelata assai simile al temperamento dei suoi capitani e non poteva essere altrimenti: gli “australo-americani” hanno dato spettacolo anche fuori dal rettangolo di gioco, inscenando siparietti che hanno catturato il pubblico ceco, e sono sembrati più gruppo e meno individualità mentre gli europei, pur non facendosi mancare reciproco sostegno e incoraggiamento, sono parsi più composti.

Il tutto, però, sempre a debita distanza dall’ipotesi di similitudini con il circo o, tanto per rimanere in tema sportivo, con quello che gli Harlem rappresentano per il basket. Nessuno dei giocatori ha modificato di una virgola la propria filosofia di gioco o concesso alle situazioni curiose di rubargli più di qualche attimo di concentrazione. E anche questo è un punto a favore della Laver Cup, forse ancora non suggestiva come la città che ne ha ospitato l’edizione inaugurale ma di sicuro predisposta a non lasciare nulla di intentato affinché possa diventare in futuro un appuntamento irrinunciabile del calendario mondiale. Solo il tempo potrà dirci se riuscirà.

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WTA Tokyo: Wozniacki, viva la settima. Finisce la maledizione in finale http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/wta-tokyo-wozniacki-viva-la-settima-finisce-la-maledizione/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/wta-tokyo-wozniacki-viva-la-settima-finisce-la-maledizione/#respond Sun, 24 Sep 2017 04:30:42 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223955 Dopo sei finali perse Caroline Wozniacki spezza l'incantesimo battendo Anastasia Pavlyuchenkova e vince il Premier giapponese. Adesso per le Finals è praticamente fatta ]]>

[3] C. Wozniacki b. A. Pavlyuchenkova 6-0 7-5

Al Toray Pan Pacific Open si affrontano in finale Caroline Wozniacki, testa di serie n. 3 e n. 6 del ranking, e Anastasia Pavlyuchenkova, n. 23 del ranking WTA. La danese conduce negli scontri diretti per 5 a 1, ma l’ultimo precedente risale al 2012 e ad affermarsi fu la tennista russa. Wozniacki va a caccia del primo trofeo stagionale dopo aver disputato sei atti conclusivi senza successo, mentre Pavlyuchenkova insegue la terza vittoria dopo Monterrey e Rabat.

Il primo set parte subito in salita per la russa, che nel secondo game commette due doppi falli consecutivi e offre due palle break a Wozniacki, annulla la prima con un rovescio lungolinea vincente, ma sbaglia il rovescio in uscita dal servizio. La danese gioca molto bene, confermando l’ottima prestazione di ieri contro Muguruza. Al contrario, Pavlyuchenkova commette molti errori, non riuscendo a sfondare il muro eretto dalla sua avversaria. L’ex n. 1 del mondo è molto propositiva e conquista un altro break con una smorzata dopo aver comandato il punto. Caroline è scatenata e con un vincente di dritto in avanzamento si procura un set point con la russa al servizio; il bagel non si fa attendere e con un passante di rovescio legittima il dominio del primo parziale. Per Wozniacki è il primo set vinto nelle sei finali disputate in questa stagione.

Pavlyuchenkova non ha niente da perdere e gioca un secondo set in crescendo. Sebbene sbagli ancora molto, prende più spesso l’iniziativa, risponde meglio e mette a segno un buon numero di vincenti, facendo partita pari anche con la complicità dell’avversaria, che gioca con meno intensità i primi game. Il colpo in più di Wozniacki quest’oggi è il servizio, che non la abbandona nelle rare situazioni di difficoltà. Nel settimo game, infatti, va sotto 0-30, ma con due ace spegne le velleità di break della russa. Pavlyuchenkova prende sempre più fiducia col passare dei game e non tira indietro il braccio quando nel decimo game si ritrova ad annullare un match point, concesso con un dritto in rete dopo una grande difesa di Caroline. In quell’occasione comanda il punto e costringe all’errore la danese. Nel dodicesimo game Anastasia manda fuori lo schiaffo al volo e offre altre due palle match a Wozniacki: la prima la cancella con la combinazione servizio-dritto lungo linea, ma la seconda è ben giocata dalla n. 6 del mondo, che con un’accelerazione di rovescio mette in difficoltà Pavlyuchenkova, la induce all’errore di dritto e può alzare le braccia al cielo.

Il muro danese ha retto benissimo anche oggi e finalmente, al settimo tentativo, può tenere in mano il trofeo spettante alla vincitrice. La vittoria non è arrivata solo grazie alla difesa e alla solita tenuta mentale. Wozniacki ha servito bene, non concedendo alcuna palla break, e non si è limitata ad attendere l’errore dell’avversaria. Per l’ex numero 1 del mondo si tratta del ventiseiesimo trionfo in carriera e della decima stagione consecutiva arricchita da almeno un titolo; è la terza affermazione a Tokyo dopo le edizioni del 2010 e dello scorso anno. Wozniacki rimane al sesto posto nel ranking ma si avvicina sensibilmente a Venus Williams, sorpasso già effettuato nella Race to Singapore: con un margine di quasi 1800 punti sulla prima esclusa dalle WTA Finals (Mladenovic) Caroline può dirsi quasi certa di prendere parte al torneo di fine stagione. 

Pavlyuchenkova paga l’inizio negativo dell’incontro e fallisce così l’occasione di vincere l’undicesimo torneo in carriera; non è bastato giocare un buon secondo set per superare la seconda ex n. 1 del mondo consecutiva dopo Kerber in semifinale. Da domani salirà in classifica portandosi alla posizione n. 19.

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Anteprima WTA: a Wuhan parte la rincorsa alle Finals http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/anteprima-wta-wuhan-parte-la-rincorsa-alle-finals/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/anteprima-wta-wuhan-parte-la-rincorsa-alle-finals/#respond Sun, 24 Sep 2017 04:00:25 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=224008 A Wuhan il torneo è appena cominciato (già fuori Mladenovic): in campo 8 top ten. Stephens e Kuznetsova rincorrono le Finals. Si gioca anche a Tashkent]]>

Quando la corsa alle Finals WTA comincia a farsi calda, il calendario del circuito femminile non scende di livello. Dopo le affermazioni di Wozniacki (Tokyo), Ostapenko (Seoul) e Zhang (Guangzhou), che hanno decisamente avvicinato la danese e la lettone alla qualificazione per Singapore, sarà l’ultimo Premier 5 stagionale sito in Wuhan a far scontrare tutte le migliori giocatrici del mondo prima del China Open di Pechino, l’ultimo Premier Mandatory dell’anno. Questa settimana è in programma anche il WTA International di Tashkent (Uzbekistan).

WTA Premier 5 Wuhan – cemento, $2,365,250

  • Wild card: Teichmann (SUI), Duan e Y. Wang (CHN)
  • Qualificate: Linette, Puig, Jabeur, Niculescu, Lepchenko, Sakkari, McHale, Petkovic
  • Last Direct Acceptance: Q. Wang (57)

Assenti soltanto due top ten (Svitolina e Venus Williams), il Premier 5 di Wuhan si presenta come torneo di assoluto valore. 56 partecipanti, bye per le prime otto. In campo tutte le tenniste alla ricerca di punti utili per salire sull’aereo per Singapore, con Kuznetsova e Stephens che appaiono come le giocatrici più accreditate per insidiare le ultime due posizioni occupate da Ostapenko (settima) e Konta (ottava). Proprio la britannica nel 2016 si era fatta scippare la qualificazione all’ultimo minuto da Kuznetsova. La russa è nella zona di tabellone presidiata da Halep ma prima dovrà vedersela, salvo sorprese, con Wozniacki. Dall’altra parte invece Pliskova e Muguruza, che si scontrerebbero in semifinale: prima, però, gli ostacoli Konta e Ostapenko. Per l’ex numero 1 ceca primo turno insidioso (Zhang o Vekic) e poi probabilmente Stephens: non c’è da stare tranquilli. L’unica azzurra in tabellone è Roberta Vinci, ora in campo contro Christina McHale. Schiavone e Giorgi erano iscritti alle qualificazioni ma si sono cancellate prima dell’inizio del torneo: per Camila i problemi fisici non sembrano ancora risolti.

Non mancano i primi turni interessanti. Nella parte bassa Kerber-Garcia garantisce equilibrio, Pavlyuchenkova-Cornet potrebbe sancire la quasi definitiva uscita dalla corsa per le Finals della giocatrice russa, approdata in finale a Tokyo ma ancora molto distante dall’ottavo posto. Nella parte alta Jabeur-Strycova e Zhang-Vekic decideranno le avversarie di Ostapenko e Pliskova, e con ogni probabilità regaleranno dell’ottimo tennis.

WTA International Tashkent – cemento, $226,750

  • Wild card: Abduraimova, Amanmuradova, Sharipova (UZB)
  • Qualificate: Fett, Cabrera, Zvonareva, Khromacheva
  • Last Direct Acceptance: T. Martincova (119)

Decisamente in tono minore l’International di Tashkent, che però saluta il rientro di Vera Zvonareva nel tabellone principale di un torneo del circuito maggiore (ultima volta Katowice 2015). Purtroppo per i colori italiani a farne le spese è stata Jasmine Paolini, sconfitta dalla russa nell’ultimo turno di qualificazione. Kristyna Pliskova e Timea Babos le prime due teste di serie, ma attenzione anche a Marketa Vondrousova che in assenza delle super-big va considerata tra le favorite per arrivare in fondo.

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WTA Seoul: Ostapenko, primo “titolino” e Finals più vicine http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/wta-seoul-ostapenko-primo-titolino-e-finals-piu-vicine/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/24/wta-seoul-ostapenko-primo-titolino-e-finals-piu-vicine/#respond Sun, 24 Sep 2017 03:51:14 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223975 Dopo il trionfo al Roland Garros, Jelena vince il suo secondo titolo al quarto tentativo (3 finali perse in carriera). È settima nella Race to Singapore. Best ranking per Haddad Maia]]>

[1] J. Ostapenko b. B. Haddad Maia 6-7(5) 6-1 6-4

Il secondo titolo in carriera per Jelena Ostapenko è arrivato nel WTA International di Seoul. È stata una vittoria di carattere quella ottenuta dalla tennista lettone numero 10 del ranking WTA, che nella finale del torneo coreano ha sconfitto, in rimonta la brasiliana Beatriz Haddad Maia (n. 71 WTA). In una giornata in cui il suo tennis non ha funzionato alla perfezione, la campionessa del Roland Garros 2017 è riuscita a venire fuori da un match che si era complicato dopo aver perso il primo set al tie break, mettendo in campo tutta la sua personalità e riuscendo a ribaltare l’inerzia dell’incontro.

Sin dal primo punto la tennista lettone ha provato ad imporre il suo tennis: pochi scambi e ricerca incessante del vincente. Mentre la brasiliana ha tentato di far muovere l’avversaria e soprattutto di contenere i colpi potenti della lettone. Haddad Maia ha iniziato l’incontro al servizio, e dopo un game ai vantaggi ha conquistato il primo game. La numero 10 del ranking WTA ha risposto tenendo la battuta e, nel terzo game, ha iniziato a spingere, prendendo i rischi e accelerando sia con il dritto che con il rovescio. Questo le ha permesso di portarsi avanti nell’incontro per 2 giochi a 1 con un break di vantaggio. Ostapenko, nonostante qualche incertezza, è riuscita a confermare il vantaggio mentre la brasiliana non ha lasciato scappare l’avversaria ed è rimasta attaccata nel punteggio. La lettone, però, non è stata capace di trovare continuità al suo gioco commettendo molti errori gratuiti; mentre la brasiliana è riuscita a leggere meglio i colpi della numero 10 WTA e ha riportato in parità il match. Da questo momento in poi entrambe hanno iniziato a commettere tanti errori gratuiti ma, nonostante tutto, sono riuscite a difendere i turni di battuta. Con Jelena che, sotto 5 a 4, si è trovata a servire per allungare il set: la brasiliana ha giocato in maniera solida, trovando un ottimo rovescio vincente che le ha aperto la strada verso due set point che, però, sono stati subito annullati dalla campionessa di Parigi che è stata brava a non mollare e a tenere la parità del match fino al 6 pari. Il primo set è stato così deciso dal tie break che si è aperto con una risposta di dritto vincente di Ostapenko al quale ha fatto seguito un rovescio vincente di Haddad Maia. È aumentato il ritmo degli scambi da parte di entrambe ma nessuna delle due è stata capace di accelerare nel punteggio, fino al 5-5, quando un gravissimo doppio fallo di Ostapenko ha consegnato il terzo set point alla brasiliana. Questa volta Beatriz non ha tremato, ha contenuto lo scambio e un rovescio largo della lettone le ha dato, di fatto, il primo parziale.

Perso il primo set la reazione di Ostapenko non si è fatta attendere. Al rientro in campo la lettone ha conquistato otto punti consecutivi ritrovando il suo dritto d’attacco e togliendo il tempo alla sua avversaria. La campionessa di Parigi, infatti, ha cambiato l’inerzia del match ed ha messo a segno vincenti da ogni angolo portandosi subito 3 a 0. Ma non solo. Jelena oltre ad aver ritrovato il suo gioco da fondo ha sistemato anche il servizio che è tornato ad essere solido e a non dare punti di riferimento alla brasiliana. Questo le ha dato l’opportunità di salire prima sul 4 a 1 e di giocare più sciolta in risposta, e grazie ad un doppio fallo della numero 71 del mondo è salita 5 a 1 e ha così servito per il secondo set. E così è stato: la finale del WTA International di Seoul è andata al set decisivo.

Break e contro break hanno aperto il terzo parziale, ma è stata la lettone a fare la differenza con i colpi potenti da fondo, e mettendo bene i piedi nel campo da gioco Jelena ha iniziato a prendere anche la via delle rete conquistando il game che le ha permesso di guidare nel punteggio. La continuità, però, oggi non è stato il punto forte di Ostapenko, che al servizio non ha dimostrato la solidità del secondo set. Haddad Maia ha provato a rimanere attaccata al match lottando su ogni punto e variando con il dritto mancino. I break e contro break sono proseguiti fino al nono game, quando Ostapenko ha alzato il livello del suo gioco, e aumentando l’intensità dei colpi e ritrovando la giusta concentrazione, ha ottenuto il break decisivo. Break che le ha permesso di servire per il titolo: un game perfetto grazie al quale ha chiuso il parziale per 6 giochi a 4.

Jelena ha portato a casa il suo secondo titolo in carriera alla quinta finale giocata (vittoria quest’anno al Roland Garros; sconfitta nel 2017 a Charleston, nel 2016 a Doha e nel 2015 a Quebec City), e il WTA International di Seoul va così ad aggiungersi al bellissimo percorso che a giugno l’ha portata a trionfare per la prima volta in un Slam. Con questa vittoria ha raccolto anche punti importanti per consolidare la posizione numero 10 in classifica e soprattutto per ottenere punti importanti in ottica qualificazione alle WTA Finals di Singapore. Haddad Maia ha invece giocato la sua prima finale in carriera in singolare e può scalare la classifica: da domani salirà fino alla posizione 58, suo best ranking. Uno stimolo in più, dopo i tanti infortuni subiti, l’ultimo proprio a fine 2016, per lasciarsi alle spalle il passato e continuare a fare progressi nella sua carriera.

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Laver Cup: Federer e Nadal non deludono, Kyrgios non basta. Europa avanti 9-3 http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/laver-cup-berdych-kyrgios-federer-nadal-querrey-sock/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/laver-cup-berdych-kyrgios-federer-nadal-querrey-sock/#respond Sat, 23 Sep 2017 20:12:05 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223888 PRAGA - Doppio vinto al super tie-break contro Querrey/Sock. L'australiano recupera un set di ritardo e chiude poi al match tie-break. Due punti d'oro per la squadra ospite]]>

Laver Cup: Nadal col brivido, Federer in un lampo. Europa sul 7-1

da Praga, il nostro inviato

EUROPA – MONDO 9-3

R. Federer/R. Nadal (Europa) b. S. Querrey/J. Sock (Mondo) 6-4 1-6 10-5

Doveva essere spettacolo, e le attese non sono state tradite. Per la prima volta in carriera, Roger Federer e Rafael Nadal giocano in coppia, dalla stessa parte della rete, e superano al super tie-break gli statunitensi Sock e Querrey. Incontro godibile, contornato da enorme entusiasmo sugli spalti e un’atmosfera serena ma adrenalinica in campo: Federer e Nadal ridono tra un punto e l’altro, si incoraggiano con sonori ruggiti e pacche sulle spalle. Quasi si scontrano per recuperare uno smash, poi chiuso dallo spagnolo: nessuno si risparmia, a testimonianza di quanto già detto nei giorni passati, da loro e dagli addetti ai lavori. Non è un’esibizione. Sock e Querrey lottano indomiti per cercare di dare seguito al successo di Kyrgios all’ora dell’aperitivo, e tentare di tenere il Team World in scia. Ne viene fuori un primo set combattuto, deciso da un solo break nel settimo gioco quando è Sock a servire: nel game successivo gli europei tengono salvando tre palle break, causate da cinque minuti orrendi di Federer a rete. Incredibile un liscio a campo aperto con una benedizione di dritto, che fa arrossire il campionissimo svizzero dopo i replay che si susseguono sul maxi schermo.

Sock (campione a Wimbledon 2013 con Pospisil) e Querrey non demordono, si aggrappano ai loro spaventosi servizi e approfittano di un momento di buio degli avversari per incamerare un secondo parziale mai in discussione, prima di dare tutto nel super tie-break: ad avere la meglio è però il talento degli eterni rivali, che nonostante la disabitudine dimostrano un’invidiabile chimica di squadra, fatta di cambi a rete e schemi di servizio e volèe a chiudere. 10-5 il punteggio della frazione decisiva, che permette un ulteriore strappo alla compagine del Vecchio Continente: 9-3 adesso il conto totale della sfida, in attesa della giornata conclusiva. I punti in palio saranno addirittura tre per ogni vittoria, domani: sarà il momento dell’all-in per il Resto del Mondo. Perché, ancora una volta, è bene sottolinearlo: non è affatto un’amichevole.

N. Kyrgios (Mondo) b. T. Berdych (Europa) 4-6 7-6(4) [10-6]

Sotto 7-1 nello score, il team di John McEnroe si affida a Nick Kyrgios per provare a ridurre il passivo ma l’Europa risponde con un Berdych che proprio non ci sta a farsi rubare la scena davanti al suo pubblico. Il ceco viene da una stagione altalenante, rinfrancata in parte solo dalla semifinale conquistata a Wimbledon, ma in quanto a discontinuità l’australiano non è secondo a nessuno.

Kyrgios è anche l’unico imbattuto del suo team (ha giocato e vinto il doppio di ieri sera) e in carriera ha sconfitto Berdych due volte su tre. Il break arriva subito e lo subisce Kyrgios, vittima delle risposte del ceco che potrebbe allungare il passo nel quinto gioco, quando però Nick si salva da 15-40 e rientra. Nei suoi turni di servizio Berdych non concede nulla e si fila lisci verso l’inevitabile 6-4 Europa.

Al cambio di campo Kyrgios chiede l’intervento del fisioterapista per un fastidio muscolare e le cure che gli vengono prestate danno i loro frutti: tre ace oltre i 210 kmh e McEnroe fa cenno di aver gradito. Nick prova ad incoraggiarsi ma ogni volta che perde un punto si mette a ciondolare per il campo; nel secondo gioco però le certezze abbandonano Berdych che si fa recuperare da 40-15 e concede una palla-break. Kyrgios potrebbe fare meglio del dritto che gli finisce a mezza rete e Tomas, passata la paura, lo punisce con l’ace, preludio all’errore australiano che fissa lo score sull’1-1.

Kyrgios tiene un turno di servizio iniziato male (2-1) e al cambio di campo l’amico e compagno di doppio Sock si avvicina alla panchina di capitan McEnroe per fargli coraggio. Un doppio fallo dell’europeo e un tracciante di rovescio dell’australiano fissano il quarto game sul 15-40 ma Berdych per una volta ha il ghiaccio nelle vene: un ace e un servizio-dritto gli regalano la parità ma si va ad oltranza con altre parità interrotte dall’intensità di Berdych che alla fine pareggia (2-2) e parte meglio nel quinto, strappando l’ovazione della sua gente per una splendida volée bloccata di dritto. Sul 15-30, un rovescio di Berdych termina di un soffio in corridoio ma il ceco chiede la verifica elettronica e Nick, emulando quanto aveva fatto Sock nel pomeriggio in una situazione analoga contro Nadal, mette la pallina nel punto esatto in cui è caduta in attesa che il falco glielo confermi. Un minuto e Kyrgios cambia avanti 3-2 mentre nel successivo turno di servizio mette tre ace consecutivi e un servizio vincente.

La regia si sofferma su Jan Kodes, campione di Wimbledon nella famosa edizione del boicottaggio (1973) oltre che di un paio di Roland Garros consecutivi (1970/71), mentre in campo Berdych mette apprensione a Kyrgios con una risposta al fulmicotone ma l’australiano partiva da 40-0 e riesce a chiudere infilando il ceco a rete (5-4). L’undicesimo gioco potrebbe rappresentare la resa definitiva del TeamWorld: sul 30-30 Kyrgios commette doppio fallo ed è con le spalle al muro ma è dalla battuta che trova le risorse per rientrare e garantirsi il tie-break (6-5) che Berdych conquista di lì a poco tenendo a zero l’ultimo turno di battuta.

Assente nei match del pomeriggio, dopo la scorpacciata di ieri, il gioco decisivo scalda ancora di più il folto pubblico che sostiene il connazionale ma al contempo non disdegna le prodezze alterne dell’australiano. I primi quattro punti del tie-break seguono il servizio ma nel quinto Kyrgios non tiene lo scambio e Berdych si prende un leggero vantaggio (3-2) che dilapida dopo il cambio di campo con un dritto in rete (4-3). Un ace di seconda a 202 kmh porta il TeamWorld sul 5-4 e adesso è Berdych a trovarsi sotto pressione: la risposta di rovescio vincente porta Kyrgios al set-point, poi trasformato grazie al nastro che trascina in corridoio un dritto in cross del ceco. Finisce 7-4 e si va al super tie-break.

Mentre Federer e Nadal, inquadrati dal maxi-schermo, si stanno preparando per il doppio che chiuderà la serata, i primi undici punti seguono il servizio e il primo a cedere è Berdych, con un doppio fallo (7-5 TeamWorld). Mentre il palazzo osanna Rod Laver, pescato dal cameramen in tribuna, Tomas tiene la battuta ma Kyrgios non si lascia distrarre e sale 9-6 con tre match-point a disposizione. Basta il primo perché Berdych sbaglia di nuovo due battute consecutive e il TeamWorld accorcia le distanze. Adesso l’Europa conduce 7-3.

Risultati:

R. Federer (Europa) b. S. Querrey (Mondo) 6-4 6-2
R. Nadal (Europa) b. J. Sock (Mondo) 6-3 3-6 [11-9]
N. Kyrgios (Mondo) b. T. Berdych (Europa) 4-6 7-6(4) [10-6]
R. Federer/R. Nadal (Europa) b. S. Querrey/J. Sock (Mondo) 6-4 1-6 10-5

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Bacsinszky si opera, la rivedremo nel 2018 http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/timea-bacsinszky-si-opera-la-rivedremo-nel-2018/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/timea-bacsinszky-si-opera-la-rivedremo-nel-2018/#respond Sat, 23 Sep 2017 16:03:48 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223916 Stagione finita per la svizzera, sotto i ferri per un problema alla mano destra. Era ferma da Wimbledon. Il suo messaggio su Twitter]]>

Sarà un autunno del tennis scarsamente popolato, quello di quest’anno. Dopo Djokovic, Wawrinka, Nishikori, Konjuh ora a concludere anzitempo la stagione è Timea Bacsinszky, che ha scelto di operarsi per risolvere definitivamente il problema alla mano e si è rinviata al 2018. Ad annunciarlo è stata lei stessa, tramite Twitter. “La terapia alla quale mi sono sottoposta negli ultimi mesi non è stata sufficiente a curare il dolore alla mano destra” ha spiegato la svizzera, e dopo aver consultato team e specialisti ha deciso di ricorrere ad una “piccola procedura chirurgica”. Bacsinszky era ferma da Wimbledon, dove era stata stoppata al terzo turno da Radwanska e da un problema ai quadricipiti, e aveva saltato gli US Open per un fastidio al polso sinistro.

Non una novellina in fatto di infortuni, insomma. Forse è anche per questo che ha aggiunto quel “Mi conoscete, non mi piangerò addosso”. Nella fetta conclusiva di stagione che è destinata a saltare, la ventottenne di Losanna non potrà difendere punti al Premier Mandatory di Pechino (i 65 del secondo turno) e al “Masterino” di Zhuhai (160, per aver vinto un incontro di round robin). Non potrà inoltre partecipare al Premier 5 di Wuhan, dove lo scorso anno era stata eliminata al primo incontro. La sua classifica di numero 34 scenderà di qualche posizione, ma se dovesse tornare quando previsto – all’inizio della prossima annata del Tour WTA – non dovrebbero esserci per lei particolari problemi con le entry listTimea comunque ai ritorni è abituata…

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ATP San Pietroburgo: splendido Fognini, è in finale http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/atp-san-pietroburgo-splendido-fognini-e-finale/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/atp-san-pietroburgo-splendido-fognini-e-finale/#respond Sat, 23 Sep 2017 15:37:59 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223917 Fabio Fognini annulla due match point a Roberto Bautista Agut e vince al tie-break decisivo. 14esima finale in carriera. Troverà Damir Dzumhur]]>

[3] F. Fognini b. [1] R. Bautista Agut 2-6 7-6(7) 7-6(5)

Il giorno delle semifinali del torneo russo assomiglia tanto al venerdì di Winston-Salem. Tre giocatori su quattro in programma oggi, hanno raggiunto la semi anche nel North Carolina. Dzumhur, Bautista Agust e Struff sono di nuovo protagonisti, con Fabio Fognini a completare il quartetto.

Fabio Fognini è tornato a sorridere. Giocherà la seconda finale in carriera nell’ATP 250 di San Pietroburgo e proverà a conquistare il suo sesto successo nel Tour maggiore alla sua quattordicesima finale, la seconda dell’anno dopo quello vinta a Gstaad. Ha annullato due match point nel secondo set a Roberto Bautista Agut, numero uno del seeding, per poi avere la meglio nel tie-break decisivo. Per lo spagnolo è stata una partita tutt’altro che impeccabile, falloso nei momenti decisivi dell’incontro. Fabio ha invece giocato un primo set pessimo, ma nel secondo e nel terzo ha ribaltato la partita, imponendosi con grande solidità e caparbietà. È per lui la sesta vittoria in otto confronti contro Bautista, la seconda dell’anno dopo quella in rimonta a Gstaad.

L’azzurro regge bene il palleggio in apertura di match e ha pochi problemi nel tenere la battuta, manovrando il gioco soprattutto dal lato destro. Poi, sotto 3-2, chiama il fisioterapista per un consulto e dal game successivo non trova più il campo. Cede a 15 la battuta e poi perde più volte il dritto. Sotto 2-5, lascia andare il set, che finisce rapidamente nelle mani dell’iberico, in meno di mezz’ora. L’equilibrio si è spezzato in men che non si dica. Quando Fognini decide che non si gioca, così è (in senso negativo, ma anche positivo, ahinoi). È proprio Fabio che sembra avere qualcosa in più in avvio di secondo set, ma è solo un’illusione. Un altro game giocato male dal ligure consente al giocatore di Castellon de la Plana di andare avanti di un break. Fognini è bravo a giocarsi bene i primi due punti e Bautista, sotto pressione, inizia a commettere errori gratuiti, che fruttano il controbreak all’azzurro. Il match cambia leggermente copione, ora i turni di servizio di Fognini, il quale si dimostra anche abbastanza solido da far sbagliare più spesso del solito lo spagnolo. Sotto 5-4 e 6-5, Fabio tira su due game di livello per portarsi al tie break, che inizia alla grande per entrambi, con dritti e stop volley vincenti. Dopo uno scambio di mini-break, l’italiano commette un grave errore di rovescio, accompagnato da una pallata verso il tetto del centrale. Bautista ha match point, ma manda in rete un rovescio banale, poi Fognini ne annulla un secondo con la battuta. Sull’8-7, lo spagnolo spedisce in rete un altro dritto e il secondo set è tricolore. Si va al terzo.

Anche nel parziale decisivo è l’italiano a partire meglio, ma anche a causa di due facili passanti sbagliati non riesce a strappare il servizio a Bautista, che annulla palla break e pareggia i conti. E’ comunque il Fognini che vorremmo vedere sempre, che gioca in maniera concreta e continua, riuscendo spesso a verticalizzare il gioco. Entrambi servono piuttosto bene per tutto il set e concedono le briciole al giocatore in risposta. Il tie break è la conclusione perfetta del terzo set, anche la migliore che Fognini avrebbe potuto augurarsi un’ora fa. Tutti e due continuano a giocare a braccio sciolto. Il primo a mettere il naso avanti è lo spagnolo. Fogna di forza recupera, ma un suo doppio fallo manda Bautista sul 5-3. Sembra finita, ma poi arrivano due ottimi punti in serie per il ligure, che poi chiude alla prima chance il tie break, 7 punti a 5. Braccia al cielo per Fabio, che domani proverà a prendersi il titolo di zar che gli è sfuggito nel 2012 contro Klizan.

Tutte le finali di Fabio Fognini

  • 2012 Bucarest – G. Simon b. F. Fognini 6-4 6-3
  • 2012 S. Pietroburgo – M. Klizan b. F. Fognini 6-2 6-3
  • 2013 Stoccarda – F. Fognini b. P. Kohlschreiber 5-7 6-4 6-4
  • 2013 Amburgo – F. Fognini b. F. Delbonis 4-6 7-6(8) 6-2
  • 2013 Umago – T. Robredo b. F. Fognini 6-0 6-3
  • 2014 Vina del Mar – F. Fognini b. L. Mayer 6-2 6-4
  • 2014 Buenos Aires – D. Ferrer b. F. Fognini 6-4 6-3
  • 2014 Monaco di Baviera – M. Klizan b. F. Fognini 6-2 1-6 6-2
  • 2015 Rio de Janeiro – D. Ferrer b. F. Fognini 6-2 6-3
  • 2015 Amburgo – R. Nadal b. F. Fognini 7-5 7-5
  • 2016 Umago – F. Fognini b. A. Martin 6-4 6-1
  • 2016 Mosca – P. Carreno Busta b. F. Fognini 4-6 6-3 6-2
  • 2017 Gstaad – F. Fognini b. Y. Hanfmann 6-4 7-5

D. Dzumhur b. [8] J. Struff 6-3 7-5

Nella prima semifinale, si sfidavano due giocatori separati da una sola posizione in classifica generale, Damir Dzumhur e Struff. Una posizione che ha però permesso a Jan-Leonard di essere l’ottava testa di serie e ha tagliato fuori il bosniaco. Nel loro primo confronto diretto, Dzumhur ha avuto la meglio in due set e ha operato il sorpasso in classifica generale, in cui ora occuperà da lunedì almeno la 43esima posizione (nuovo best ranking).  Soprattutto disputerà la seconda finale dell’anno, ancora alla caccia del primo titolo ATP, sia per lui che per la Bosnia-Herzegovina.

Il primo set svolta dopo un intenso sesto gioco, in cui Dzumhur tiene la battuta ai vantaggi e poi opera un break decisivo subito dopo. Troppo deficitaria la difesa della seconda palla per Struff, che lo fa entrare in scambi in cui il bosniaco tiene molto meglio di lui il campo. Con un secondo break, Damir chiude un primo parziale molto rapido e ben giocato, 6-3. Ma nel secondo set, non entra in campo con la stessa convinzione e un doppio fallo concede a Struff di passare a condurre col break. Subito innervosito dal momento no, Dzumhur prova a rimettere a posto la situazione, annulla due palle dello 0-2 e recupera lo svantaggio. Poco dopo il tedesco, in rottura prolungata, cede la battuta e manda avanti Damir di un set e un break. Però, quando sembra ormai tutto già deciso, il bosniaco ha un altro buco di concentrazione e cede a zero la battuta, perdendo le staffe. Ma oggi Jan-Leonard può dire la sua solo in questi frangenti, in cui il suo avversario perde un po’ la bussola. Dopo aver mancato una palla break, Dzumhur potrebbe arrivare a match point già nel decimo game, ma si incarta sul più bello. Poi supera un complicato turno al servizio e nel dodicesimo gioco acchiappa la vittoria alla prima occasione. 80 minuti piuttosto buoni del nuovo numero 43 ATP, in coda a un’estate in cui si è tolto parecchie soddisfazioni e chissà se domani potrà festeggiare un altro importante traguardo nella sua carriera.

Risultati:

D. Dzumhur b. [8] J. Struff 6-3 7-5
[3] F. Fognini b. [1] R. Bautista Agut 2-6 7-6(7) 7-6(5)

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Sul bel Danubio blu… Nole si allena [VIDEO] http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/sul-bel-danubio-blu-novak-djokovic-si-allena/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/sul-bel-danubio-blu-novak-djokovic-si-allena/#respond Sat, 23 Sep 2017 15:06:14 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223926 Djokovic si tiene in forma di prima mattina lungo il fiume della sua Belgrado. Il 2018 si avvicina...]]>

Morning workouts by the river.. 🔝 🤸🏻‍♂😅 Love being here!! #Belgrade

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ATP Metz: Paire e Gojowczyk, la finale degli inattesi http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/atp-metz-benoit-paire-peter-gojowczyk-la-finale-degli-inattesi/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/atp-metz-benoit-paire-peter-gojowczyk-la-finale-degli-inattesi/#respond Sat, 23 Sep 2017 14:51:03 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223907 Mischa Zverev si ritira a metà incontro, spedendo il qualificato tedesco alla sua prima finale ATP. Concentrato (a sorpresa) il francese]]>

Saranno due cavalli su cui in pochissimi avrebbero puntato, a contendersi la quindicesima edizione del Moselle Open di Metz, sul duro indoor. Prima semifinale che vede di fronte il maggiore dei fratelli Zverev, Mischa, numero 5 del tabellone e Peter Gojowczyk, qualificato che ha mostrato di saper gestire alla grande la pressione in questa settimana. Un derby tedesco in cui i primi giochi lasciano intravedere una partita combattuta, abbellita dalla fantastica predisposizione al gioco a rete del più quotato, russo di nascita. Il primo (e unico) strappo è di Gojowczyk, bravo a sfruttare il passaggio a vuoto dell’avversario e a breakkare nel settimo gioco.

Zverev è incapace di reagire e cede la battuta nuovamente, con errori grossolani di misura che chiudono il parziale con un perentorio 6-3 a suo sfavore. Il secondo set dura un battito di ciglia: sull’1-0 per Gojowczyk, Zverev è costretto a ritirarsi a causa di un infortunio. Partita che non ha offerto grande spettacolo e condizionata dalla sfortuna, senza dimenticare comunque il gran risultato raggiunto da Gojowiczyk, attualmente numero 981 del mondo. Prima finale ATP in carriera per lui, che in stagione ha già vinto un titolo Challenger (Happy Valley, in gennaio).

Dalla seconda semifinale esce vincitore Benoit Paire, testa di serie numero 7 su Nikoloz Basilashvili. Il francese non fa sconti e breakka nel game di apertura, forte del predominio tattico, tecnico e fisico rispetto all’avversario: solidità nel dritto e anche palle corte di pregevole fattura che fanno letteralmente impazzire il pubblico. Idolo di casa che incamera anche il secondo break consecutivo e si invola sul 4-0 indisturbato. Dall’altro lato il georgiano è succube di tanta forza e si lascia andare a un nutrito numero di errori forzati, causa anche la frustrazione. La prima partita di fatto non c’è e a sottolinearlo è il 6-1 nel tempo record di 16 minuti.

Il secondo set nei primi giochi mostra un Basilashvili più convinto con il rovescio e in grado di fare partita alla pari. Paire nel quinto e nel settimo game, è costretto a fare gli straordinari per annullare 4 pericolose palle break. Il tie-break mette in evidenza l’inesperienza dello sfavorito che, chiamato a rimanere in partita sul 5-6, perde ingenuamente il punto e dà la vittoria a Paire, favoritissimo per la vittoria finale del torneo. L’occasione è ghiotta per vincere un secondo titolo nel circuito maggiore, a distanza di due anni dall’unico successo sulla terra di Bastad.

Risultati:

[Q] P. Gojowczyk b. [5] M. Zverev 6-3 1-0 rit.
[7] B. Paire b. N. Basilashvili 6-1 7-6(5)

Gianluca Mitidieri

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Laver Cup: Nadal col brivido, Federer in un lampo. Europa sul 7-1 http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/laver-cup-federer-querrey-nadal-sock/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/laver-cup-federer-querrey-nadal-sock/#respond Sat, 23 Sep 2017 12:26:26 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223887 PRAGA - Lo spagnolo è costretto al super-tie break da un grande Sock. Lo svizzero impiega poco più di un'ora per sbarazzarsi di Sam Querrey]]>

da Praga, il nostro inviato

EUROPA – MONDO 7-1

R. Federer (Europa) b. S. Querrey (Mondo) 6-4 6-2

Preceduta dalla presentazione dei due team, con l’applausometro che ancora una volta ha fatto registrare picchi insostenibili all’annuncio di Federer e Nadal, e dalla consueta brevissima fase di riscaldamento, la sfida tra lo stesso Roger Federer e lo statunitense Sam Querrey ha aperto la seconda giornata della Laver Cup di Praga. Con l’Europa avanti 3-1 e con la posta in palio raddoppiata (oggi ogni vittoria vale 2), Borg ha potuto schierare i suoi pezzi da novanta ma fin dalle prime battute è chiaro che i ragazzi di McEnroe non sono per niente disposti a recitare il ruolo delle comparse. Ecco allora che, tenuto il servizio nel gioco d’apertura con l’ausilio di due ace, lo zio Sam ha subito una palla-break nel secondo e Roger, quasi disgustato poco prima da un errore di rovescio, deve imitarlo per rimanere nella scia dell’americano. L’Arena, di nuovo gremita, è tutta per lo svizzero e non solo perché siamo in Europa. Nel quinto gioco Querrey pasticcia su una volée di rovescio non impossibile e concede la palla-break a Federer, che lo svizzero trasforma immediatamente grazie a un errore di misura del dritto di Sam: 3-2 Europa.

Chi pensava che Federer avrebbe approfittato di questa “esibizione” per provare colpi ad effetto deve ricredersi: sostanza e attenzione sono le parole d’ordine dell’elvetico che nel sesto game strappa un oooh di stupore alla folla quando spedisce lungo uno smash. Con due errori di rovescio arriva la seconda palla-break per Querrey e Nadal, nel salottino europeo, si alza in piedi per incoraggiare il futuro compagno di doppio. Roger tampona il momentaccio con una buona prima e tiene le distanze (4-2) e nel settimo gioco prende l’ago per ricamare una palla corta millimetrica e un dritto incrociato strettissimo. Querrey viene rimontato da 40-0 a palla-break ma si riprende giusto in tempo. Conscio di giocare contro una divinità, Querrey fa quel che può per togliersi dall’anonimato e nel primo quindici del decimo gioco dà un saggio delle sue qualità rintuzzando un attacco europeo con un ottimo lob e chiudendo con il dritto in spinta. Tuttavia, sul 30-30 lo statunitense potrebbe fare meglio su un rovescio lungo linea e Federer non si lascia sfuggire l’occasione per piazzare la prima vincente che gli regala il 6-4.

La spettatrice che viene omaggiata dalla J.P.Morgan in diretta durante la breve pausa tra un set e l’altro palesa sul mega-schermo tutto il suo imbarazzo e diventa rossa come le magliette del TeamWorld che adesso è chiamato a recuperare una situazione critica. Federer si muove benissimo sul campo e il termometro della sua fiducia è dato dalla risposta di rovescio che prevede il back solo in casi estremi. Nel terzo gioco l’Europa si procura due palle-break; la prima viene annullata da Querrey con un bell’attacco ma sulla seconda l’americano mette fuori un rovescio ed è 2-1 Federer. La madre di tutte le difficoltà, per lo statunitense, è la rapidità di esecuzione dei colpi di Roger che delizia la platea con un serve-volley e confeziona il 3-1. I 15.000 e passa della O2 Arena sono tutti d’accordo con quella di loro che sbandiera la peRFect (ione) dello svizzero dopo il clamoroso passante di rovescio lungo linea che rischia di far crollare l’impianto. Federer incamera un altro break con un tracciante di dritto, un bambino in tribuna riceve in dono una sua Wilson (e che ne faccia buon pro!) ma in campo lo show rogeriano prosegue e il malcapitato Querrey può solo sfogarsi con qualche prima attorno ai 220 km/h. mentre Federer rispolvera con successo la SABR in un settimo gioco contrassegnato però da due ace di Sam che allontana di qualche minuto la fine (5-2). Federer non ha nessuna voglia di scherzare e chiude 6-2 in 69 minuti una partita con pochissime sbavature e tante ottime cose. A fine partita il N.2 mondiale parla della Laver Cup in relazione alla Coppa Davis: “La Laver Cup non è contro la Davis né contro il circuito ATP. Si tratta un evento che può fare solo bene al tennis”

R. Nadal (Europa) b. J. Sock (Mondo) 6-3 3-6 [11-9]

Iniziato con Federer, il pomeriggio tennistico boemo alla O2 Arena prosegue con l’altro prezioso cristallo messo in campo da Borg, capitano del TeamEurope. È dunque la volta del n°1 del mondo Rafael Nadal, opposto allo statunitense “mondiale” Jack Sock. Già rivali ieri sera in doppio, i due si sono affrontati quattro volte in carriera e Sock ha raccolto un paio di set, uno dei quali addirittura al Roland Garros.

Prevale la potenza nei primi giochi e Sock ha la tendenza ad andare fuori giri col dritto; Nadal risponde alle bordate dell’americano e nel quarto game è già tempo di break, confezionato grazie a un paio di errori di Sock. Il pubblico, sia pur quasi totalmente europeo, cerca di incoraggiare lo statunitense e lo dimostra in due falchi consecutivi che aiutano Sock a salire 0-30 prima dello straordinario passante di rovescio al termine di uno scambio terribile con cui Jack si garantisce tre palle-break; basta la prima e il TeamWorld si rimette in carreggiata con i ragazzi dei fratelli McEnroe che quasi balzano in campo direttamente dal divano. Se è vero che le frustate di dritto dell’americano talvolta prendono il volo, è anche vero che quando restano basse sono dolori per Nadal. Dietro la spider-came che lo nasconde parzialmente alla nostra vista, lo spagnolo recupera però immediatamente il predominio, si riprende il break (4-2) e nel secondo punto del settimo gioco fuga definitivamente ogni dubbio sulla credibilità della Laver Cup correndo a destra e a manca per andarsi a prendere il quindici con un recupero meraviglioso corredato da esultanza tipica nadaliana.

Il match è di straordinaria intensità, Sock si procura una palla-break ma sappiamo com’è fatto Nadal, non regalerebbe un punto nemmeno a Xisca a briscola, figuriamoci a Sock che lo sta facendo sudare come un pazzo. Così Rafa risale, manda fuori giri di nuovo Jack ed è 5-2. Sock tiene la sua battuta ma Nadal non si distrae e chiude con un ace il nono gioco, quello del 6-3. Nell’intervallo il solito Nick Kyrgios e la sua accolita di simpatici malandrini ripetono l’esperimento “ola” già provato con successo ieri nella sfida tra Zverev e Shapovalov ma ad un certo punto confondono volontariamente le idee al pubblico e l’onda sembra infrangersi contro le rocce.

Nel primo gioco della seconda frazione Nadal chiama un falco su un colpo vicinissimo alla linea di fondo campo; Sock scuote la testa e mette la pallina che ha in tasca nel punto esatto in cui è caduta e l’occhio elettronico i dà ragione in pieno. Nel terzo invece, sull’1-1, l’americano prova a cambiare qualcosa ma il serve-volley porta solo guai e il lob di Nadal lo trafigge. Un dritto scentrato costringe Sock alla palla-break (30-40) salvata con coraggio; un over-rule del giudice di sedia gliene infligge una seconda e stavolta lo scambio prolungato lo vede soccombere: 2-1 ed Europa sempre più prossima al 7-1. Come nel primo set, Nadal si concede una pausa e infarcisce di errori il quarto gioco, restituendo il break a 15. Un paio di numeri eccellenti (smash indietreggiando e una stop-volley con il taglio sotto che muore appena oltre il nastro) aiutano Sock a salire 40-0 nel quinto game ma Nadal alza l’asticella, infila quattro punti consecutivi e si divora la palla-break con una risposta che si insacca in rete. Alla fine Sock ha la meglio e il punto del 3-2 è un delicato rovescio in cross irraggiungibile per il rivale.

La nuvoletta di Sock si allunga minacciosa sul maiorchino, incapace di contenere le accelerazioni tremende dell’americano. Anche se le porte sono chiuse, la corrente spinge Jack verso un nuovo break, ottenuto alla terza occasione utile dopo che Nadal era riuscito a ricucire lo strappo da 15-40 a 40-40. Mentre i Queen ritmano l’intervallo con “We will rock you” e il TeamWorld, ringalluzzito, balla a tempo, Nadal confabula con Borg e cerca di rientrare in partita. Ci riesce bene tenendo il servizio a zero (5-3) ma trema sul set-point (40-30) che Sock spreca con un doppio fallo; Nadal sbaglia un’altra risposta su una seconda e infine arriva l’ace liberatorio. Quello che venti minuti fa sembrava impossibile è accaduto: il Mondo pareggia (6-3) e adesso tutto si deciderà nel super tie-break.

Sock è croce e delizia: subito mini-break con un gran rovescio lungo linea poi due errori e Nadal avanti 2-1. Nel quarto punto Sock cade, attimi di apprensione poi si rimette in piedi anche se lo score gli volta le spalle (1-4). La rottura è prolungata, c’è un altro mini-break e da quel momento Rafa tiene l’avversario sempre a debita distanza concedendosi tuttavia qualche errore. Sock si gioca gli ultimi jolly quando risale da 5-8 a 7-8 e pareggia grazie a un passante in allungo ma il nastro accomoda fuori il dritto del match-point che dalle nostri parti non vediamo grazie alla “generosa” intercessione della spider-cam che nuovamente scende al livello dei nostri occhi. Sock comunque annulla (9-9) ma il punto del 10-9 consegna un altro match-point all’Europa con Nadal che esulta come avesse vinto Wimbledon. Il sipario cala su una prima robusta dello spagnolo doppiata dal dritto a campo aperto. Pronostico rispettato ma quanta fatica!

Risultati:

R. Federer (Europa) b. S. Querrey (Mondo) 6-4 6-2
R. Nadal (Europa) b. J. Sock (Mondo) 6-3 3-6 [11-9]
N. Kyrgios (Mondo) b. T. Berdych (Europa) 4-6 7-6(4) [10-6]
R. Federer/R. Nadal (Europa) b. S. Querrey/J. Sock (Mondo) 6-4 1-6 10-5

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Belinda Bencic vince un ITF al rientro http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/belinda-bencic-vince-un-itf-al-rientro/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/belinda-bencic-vince-un-itf-al-rientro/#respond Sat, 23 Sep 2017 10:36:22 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223875 La giovane tennista svizzera conquista l'ITF di San Pietroburgo. L'ultimo successo risaliva ad agosto 2015 ]]>

La parola che ha accompagnato il circuito WTA in questo 2017 è senza dubbio “rientro”. Sono state innumerevoli le giocatrici che sono tornate a giocare dopo assenze più o meno lunghe causate da svariati motivi, e alcune di loro hanno ottenuto risultati incredibili mentre altre stanno lentamente percorrendo la strada per salire in classifica. A far parlare di sé, e delle sue vittorie, oggi è Belinda Bencic ex numero 7 del mondo. La causa del suo stop è stato uno dei più classici infortuni al polso sinistro che l’ha costretta ad un’operazione, e di conseguenza è rimasta lontano dai campi dal torneo di Biel giocato in aprile.

Nel 2017 ha vinto un solo match a livello WTA (primo turno a Indian Wells) e per il resto sono arrivate 7 sconfitte. La settimana scorsa la svizzera aveva deciso di ripartire da San Pietroburgo per un torneo ITF da 100.000 dollari e oggi ha potuto alzare le braccia al cielo per festeggiare la sua vittoria. Lungo il suo cammino nella città russa ha battuto giocatrici classificate alla posizione n. 473, n. 205, n. 295, n. 178, e in finale la n. 208 Dayana Yastremska, mentre lei al momento è n. 312 e ha perso solamente un set nell’intero torneo. Inoltre non le capitava di giocare 5 match consecutivi dal Premier di Tokyo del 2015, dove giunse in finale e venne sconfitta da Radwanska. Insomma la classe ’97, nonostante in passato abbia mostrato delle debolezze dal punto di vista della tenuta fisica, non si è lasciata sopraffare dagli infortuni sul piano mentale e la cattiveria agonistica non è svanita.

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Laver Cup, day 2: finalmente Fedal in doppio http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/laver-cup-day-2-finalmente-fedal-in-doppio/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/laver-cup-day-2-finalmente-fedal-in-doppio/#respond Sat, 23 Sep 2017 10:34:28 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223854 La grande giornata di Federer e Nadal. Roger in campo alle 13 contro Querrey. A seguire Rafa sfida Sock. Non prima delle 19 Berdych-Kyrgios e poi il doppio che tutti aspettavano]]>

La Laver Cup prevede il sorteggio del programma lo stesso giorno in cui i match verranno giocati e quindi in mattinata i capitani hanno fatto le loro scelte, e questo è lo spettacolo al quale assisteremo oggi dalla O2 Arena di Praga. L’attesa per le due star dell’evento è terminata: non solo vedremo Federer e Nadal in campo in singolare nella sessione diurna, ma a concludere la seconda giornata della manifestazione Roger e Rafa giocheranno finalmente nello stesso lato del campo, nel match più atteso della competizione, contro il duo americano composto da Sam Querrey e Jack Sock.

Con l’Europa avanti 3-1 nello score ma con il doppio dei punti in palio, la seconda giornata si presenta così particolarmente ricca di fascino. Innanzitutto sarà interessante verificare le condizioni fisiche di Federer, opposto ad un avversario, Sam Querrey, che ha sempre battuto nei 3 precedenti ma che rappresenta quella tipologia di tennista non particolarmente amata da Roger. Su un campo che si è dimostrato assai rapido, Querrey non darà ritmo a Federer e in fondo il match è assai più incerto di quanto possa sembrare.

Lo sarà meno, crediamo, quello tra Nadal e Sock. A meno di 24 ore dalla sfida che li ha visti opposti in doppio, l’esito conclusivo del secondo match odierno difficilmente ricalcherà il precedente in quanto lo spagnolo, pur sconfitto, è parso motivato e in grande spolvero mentre lo statunitense non sta attraversando il suo miglior momento.

Assai più equilibrato, almeno sulla carta, il programma serale. Apriranno il beniamino locale Tomas Berdych e l’istrionico Nick Kyrgios (con l’australiano avanti 2-1 nei precedenti), anch’essi avversari ieri sera nel doppio vinto dal TeamWorld al super tie-break. Mentre il ceco ha fatto della regolarità l’emblema di una carriera trascorsa sempre a ridosso dei primissimi e al contempo avara di acuti, Kyrgios ci ha abituati a tutto e al contrario di tutto e pensiamo non sia un caso che Borg abbia evitato accuratamente di mettergli di fronte i suoi gioielli, timoroso di poter essere derubato.

Infine, la coppia composta dai due grandi amici-rivali Federer e Nadal (una delle maggiori attrazioni di questa manifestazione) se la vedrà con due doppisti robusti come Sock e Isner. Gli statunitensi sono appena alla loro seconda esperienza insieme (giocarono nel 2012 a San Josè perdendo nei quarti da Lipsky e Rajeev Ram) ma nella specialità vantano buone credenziali: 12 finali (5 vinte) per Querrey, 17 per Sock (8 vittorie tra cui Wimbledon 2014 in coppia con Pospisil). Ma Federer e Nadal non sono da meno, se non altro perché entrambi sono riusciti a mettersi al collo la medaglia d’oro olimpica (Roger nel 2008 con Wawrinka, Rafa otto anni dopo con Marc Lopez). Insomma, lo spettacolo non dovrebbe mancare.

Sessione diurna – ore 13

R. Federer (Europa) vs S. Querrey (Mondo) – precedenti 3-0 Federer
R. Nadal (Europa) vs J. Sock (Mondo) – precedenti 4-0 Nadal

Sessione serale – ore 19

T. Berdych (Europa) vs N. Kyrgios (Mondo) – precedenti 2-1 Kyrgios
R. Federer/R. Nadal (Europa) vs S. Querrey/J. Sock (Mondo) – sfida inedita

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Qualificazioni WTA: Paolini avanza a Tashkent ma trova Zvonareva http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/qualificazioni-wta-paolini-avanza-tashkent-ma-trova-zvonareva/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/09/23/qualificazioni-wta-paolini-avanza-tashkent-ma-trova-zvonareva/#respond Sat, 23 Sep 2017 10:17:26 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=223881 Sul cemento del Uzbekistan, la tennista toscana ha superato il primo turno battendo in rimonta l’ucraina Katarina Zavatska. Al prossimo turno affronterà la russa ex n.2 al mondo ]]>

Con i ragazzi azzurri che hanno deciso di non volare in Cina per tentare le qualificazioni nei tornei di Chengdu e Shenzhen, Jasmine Paolini è rimasta l’unica rappresentante azzurra in un tabellone cadetto del circuito maggiore in questo fine settimana. Quantomeno il suo esordio sul cemento del Tashkent Open, evento da 250mila dollari di montepremi che ha sede nella capitale uzbeka, è stato positivo, nonostante il brivido iniziale. Infatti la 21enne Paolini, attualmente n.35 del mondo, era sotto di un set contro la teenager ucraina Katarina Zavatska ma è poi riuscita a rimontare e vincere il match con lo score di 4- 6 6-3 6-1. Al secondo turno la giocatrice toscana, che la scorsa settimana è entrata per la seconda volta in carriera (e in stagione) nel main draw di un torneo WTA a Guanghzhou, sfiderà niente di meno che la ex n.2 al mondo Vera Zvonareva, al rientro sul circuito dopo due anni di inattività provocati da diversi infortuni e dalla maternità. Di certo una sfida proibitiva per Jasmine che però avrà in ogni caso l’onore di misurarsi con una due volte finalista Slam.

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