UBITENNIS http://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Tue, 21 Nov 2017 21:26:48 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Djokovic, Wawrinka e Raonic: il tabellone dei ritorni ad Abu Dhabi http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/djokovic-wawrinka-e-raonic-il-tabellone-dei-ritorni-ad-abu-dhabi/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/djokovic-wawrinka-e-raonic-il-tabellone-dei-ritorni-ad-abu-dhabi/#respond Tue, 21 Nov 2017 16:38:04 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233439 Tutto pronto per l'attesissima edizione numero 10 del Mubadala World Tennis Championship, il "torneo di Capodanno"]]>

Dal 28 al 30 dicembre ad Abu Dhabi si disputerà la decima edizione del Mubadala World Tennis Championship, che accoglie dal 2009 i migliori giocatori del circuito nel torneo d’allenamento con vista sulla nuova stagione. È stato sorteggiato il main draw, composto da sei partecipanti. Il numero uno del mondo Rafael Nadal e l’ancora convalescente Nole Djokovic sono le prime due teste di serie (nonostante il ranking del serbo dica tutt’altro): usufruiranno di un bye, che li proietterà direttamente in semifinale. Ad oggi, tuttavia, non si hanno certezze sulle condizioni fisiche di entrambi. Il serbo, tre volte campione ad Abu Dhabi, ha appena concluso la fase di riabilitazione e dovrebbe presto tornare ad allenarsi in maniera più intensa in preparazione al 2018, sperando di arrivare al 100% al primo appuntamento dell’anno a Doha, in cui compare nell’entry list. Nadal ha chiuso acciaccato un’annata stellare per un fastidio al ginocchio, lasciando un grosso punto interrogativo sul suo inizio di stagione. Negli Emirati Arabi è lui il più titolato (4 successi) e si presenta quest’anno da bi-campione in carica, in seguito alla vittoria in finale su David Goffin nella passata edizione.

A tentare di evitare l’ennesimo scontro tra i due colossi, saranno i due vincitori dei quarti di finale che giovedì 28 apriranno il torneo. Il primo assaggio di tennis, in attesa della stagione ufficiale, ce lo offriranno Stan Wawrinka e Pablo Carreno Busta. Per lo svizzero, assente al “Mubadala” da due edizioni, sarà il ritorno in campo dopo l’intervento al ginocchio che lo ha fermato da agosto in poi e dovrà vedersela col semifinalista degli US Open 2017, al debutto nel torneo degli Emirati. Il vincitore sarà avversario di Nadal. A seguire un altro debuttante, Dominic Thiem, cercherà di guadagnarsi la semi contro Novak Djokovic. Dovrà prima superare Milos Raonic, altra vittima del tribolato 2017 appena concluso e assente dai radar da Tokyo.

Il consueto “torneo di Capodanno” si concluderà sabato 30, con la finalina ad anticipare il match che decreterà il decimo vincitore del Mubadala World Tennis Championship. L’edizione di quest’anno è stata presentata come una delle più attese per via dei numerosi ritorni, ma anche per il livello elevato di tutti i giocatori che calcheranno il prossimo mese il cemento di Abu Dhabi. Torneremo a gustare un Djokovic-Nadal? O i ragazzacci e i rientranti ci regaleranno una finale inedita? Per ora c’è soltanto da sperare che i due pluricampioni Slam si riattivino in tempo.

IL PROGRAMMA 

28 dicembre, quarti di finale

  • Stan Wawrinka vs Pablo Carreno Busta  (h. 14.00 italiane)
  • Milos Raonic vs Dominic Thiem (n.b. 16.00)

29 dicembre, semifinali

  • Rafael Nadal vs Stan Wawrinka/Pablo Carreno Busta (h. 14.00)
  • Novak Djokovic vs Milos Raonic/Dominic Thiem (n.b. 16.00)

30 dicembre:

  • Finale 3^/4^ posto (h. 14.00)
  • Finale (n.b. 16.00)
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Rivoluzione Slam: shot clock a Melbourne e 16 teste di serie [con il commento di Scanagatta] http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/rivoluzione-slam-shot-clock-melbourne-e-16-teste-di-serie-dal-2019/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/rivoluzione-slam-shot-clock-melbourne-e-16-teste-di-serie-dal-2019/#respond Tue, 21 Nov 2017 15:25:20 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233440 Gli Slam decidono di cambiare: già dall'Australian Open non si potrà andare oltre i 25 secondi tra un punto e l'altro ]]>

Il Grand Slam Board ha deliberato, e non si tratta di cambiamenti di routine. Nel meeting che si è tenuto a Londra il 15 e 16 novembre in occasione delle ATP Finals, l’organo ha concordato modifiche regolamentari che saranno attive nei quattro tornei dello Slam, facenti capo a ITF. Due le novità più importanti: l’introduzione dello shot clock (con limite temporaneamente rialzato a 25 secondi) a partire dall’Australian Open 2018 e il “taglio” a 16 teste di serie, a partire però dal 2019.

IL COMUNICATO

  • Dall’Australian Open 2018 verrà utilizzato lo ‘shot clock‘ per scandire la pausa tra un punto e l’altro. Il limite, che per gli Slam è fissato a 20 secondi, verrà temporaneamente portato a 25 secondi. Lo shot clock è stato già sperimentato alle ATP Next Gen Finals e all’US Open 2017 (torneo di qualificazione e torneo junior, ma senza warning in caso di infrazione)
  • Il pre-match sarà strettamente controllato: 1 minuto tra entrata e inizio warm-up, 5 minuti di warm-up e 1 minuto tra warm-up e inizio match. Multe fino a $20.000 per i ritardatari
  • Chi si ritira dal main draw dopo le 12 del giovedì prima dell’inizio del torneo ha diritto al 50% del prize money del primo turno, con l’altro 50% che va al lucky loser
  • Se un giocatore compete nel primo turno e si ritira oppure compete al di sotto di standard professionali, può essere multato di un ammontare che arriva fino al prize money del primo turno
  • Il 2018 proseguirà regolarmente con le 32 teste di serie, ma nel 2019 si tornerà a 16

IL COMMENTO DEL DIRETTORE

Ascolta il parere di Ubaldo Scanagatta sulle modifiche regolamentari.


Inutile rimarcarlo, l’introduzione dello shot clock è un cambiamento piuttosto rilevante. In testa alla fila di coloro che hanno “abusato” della lassità di questo cavillo regolamentare c’è sicuramente Rafael Nadal, che già a Melbourne dovrà invece attenersi ai tempi per evitare di essere sanzionato dal giudice di sedia. Alle Next Gen Finals lo shot clock è sembrato meno invasivo di quanto si potesse immaginare, ma va certamente testato in match più lunghi e di ben altra fattura agonistica. Sicuramente apprezzabile la stretta sulle perdite di tempo pre-match, il più delle volte evitabili; qualche perplessità rimane sull’applicazione fattiva della multa a coloro che dovessero competere “al di sotto degli standard professionali”. Questa definizione resta comunque troppo discrezionale e soggettiva per prestarsi a una sola linea interpretativa.

Sulle 16 teste di serie il dibattito è acceso. Sembra prevalere però il fronte del “sì”, soprattutto in virtù del fatto che gli Slam, da quando nel 2001 si sono dotati di 32 teste di serie, sembrano proporre una qualità di gioco inferiore nei primi turni: i big vengono decisamente tutelati dalla certezza di non affrontare un top 30 prima del terzo turno. Dal 2019 invece anche il numero 1 del mondo sarà esposto a pericoli ben superiori sin dal primo accoppiamento. Del resto se l’ultima edizione dell’Australian Open si fosse disputata con il sistema a teste di serie ridotte, Roger Federer (17esima testa di serie) avrebbe potuto affrontare anche Nadal al primo turno. Per fortuna è andata com’è andata.

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Verso il 2018: Djokovic a Doha, Murray a Brisbane (entry list complete) http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/e-gia-2018-ecco-primi-appuntamenti-dei-big/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/e-gia-2018-ecco-primi-appuntamenti-dei-big/#respond Tue, 21 Nov 2017 15:00:19 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233328 Come ti inizio la stagione: Federer e Zverev alla Hopman Cup. Nadal, Dimitrov e Murray (?) a Brisbane. Djokovic riparte da Doha?]]>

IL RANKING DI FINE 2017

Il circuito ATP ha appena chiuso i battenti ma, in attesa della finale di Davis tra Francia e Belgio, il 2018 è già alle porte. Sono infatti state diramate le entry list dei primi tornei dell’anno e quasi tutti i big infatti hanno già comunicato da quale parte del mondo inizieranno la prossima stagione tennistica.

Nadal: Brisbane
Federer: Hopman Cup
Dimitrov: Brisbane
Zverev: Hopman Cup
Thiem: Doha
Cilic: Pune
Goffin: Hopman Cup
Sock: Hopman Cup
Wawrinka: ///
Carreno Busta: Doha
del Potro: ///
Djokovic: Doha
Querrey: ///
Anderson: Pune
Tsonga: Doha
Murray: Brisbane

Quattro i top ten che partiranno dalla Hopman Cup, competizione che tanta fortuna ha portato lo scorso anno a Roger Federer, poi vincitore in Australia. La novità è David Goffin che con il Belgio sfiderà Germania, Australia e Canada nel Gruppo A. In quello B, invece, Svizzera, USA, Russia e Giappone.

Ripartiranno invece da Brisbane Rafael Nadal e Grigor Dimitrov, con il bulgaro che sarà chiamato a difendere il titolo del 2017. In loro compagnia dovrebbe esserci anche Murray, che cambierebbe così calendario rispetto al 2017 quando giocò Doha (finale persa contro Nole). Dare però per certa la presenza dello scozzese è alquanto pericoloso perché lui stesso si è detto incerto sul rientro in campo, che potrebbe avvenire anche dopo l’Australian Open.

Ritornerà invece a Doha Dominic Thiem, dove ha giocato solo una partita di tabellone principale: un primo turno nel 2013 dopo aver passato le qualificazioni. Sempre da Doha – e non da Brisbane – dovrebbe ripartire Djokovic, vincitore nel 2017. Al torneo qatariota sono anche iscritti gli unici due italiani: Lorenzi  e Fabbiano. L’ultima novità è per il torneo di Pune, in India, che prenderà il posto di Chennai. A volare da quelle parti saranno Marin Cilic e Kevin Anderson.


ENTRY LIST COMPLETE

 

HOPMAN CUP (30/12/17 – 06/01/18)

  • Australia – Thanasi Kokkinakis – Daria Gavrilova
  • Belgio – David Goffin – Elise Mertens
  • Canada – Vasek Pospisil – Eugenie Bouchard
  • Germania – Alexander Zverev – Angelique Kerber
  • Giappone – Yuichi Sugita – Naomi Osaka
  • Russia – Karen Khachanov – Svetlana Kuznetsova
  • Svizzera – Roger Federer – Belinda Bencic
  • USA – Jack Sock – Coco Vandeweghe

ATP 250 BRISBANE (01/01/18 – 07/01/18)

  1. R. Nadal
  2. G. Dimitrov
  3. A. Murray
  4. N. Kyrgios
  5. K. Nishikori
  6. M. Raonic
  7. G. Muller
  8. D. Schwartzman
  9. D. Dzumhur
  10. M. Zverev
  11. A. Dolgopolov
  12. S. Johnson
  13. R. Harrison
  14. K. Edmund
  15. D. Shapovalov
  16. L. Mayer
  17. J. Donaldson
  18. D. Istomin
  19. H. Chung
  20. H. Zeballos
  21. F. Delbonis

ATP 250 DOHA (01/01/18 – 07/01/18)

  1. D. Thiem
  2. P. Carreno Busta
  3. N. Djokovic
  4. J-W. Tsonga
  5. T. Bercych
  6. A. Ramos-Vinolas
  7. R. Gasquet
  8. P. Krajinovic
  9. F. Verdasco
  10. F. Lopez
  11. A. Rublev
  12. P. Lorenzi
  13. B. Coric
  14. A. Bedene
  15. J-L. Struff
  16. V. Troicki
  17. N. Basilashvili
  18. P. Gojowczyk
  19. A. Haider-Maurer (PR)
  20. G. Pella
  21. D. Sela
  22. F. Mayer
  23. G. Garcia-Lopez
  24. E. Donskoy
  25. T. Fabbiano

ATP 250 PUNE (01/01/18 – 07/01/18)

  1. M. Cilic
  2. K. Anderson
  3. R. Bautista Agut
  4. R. Haase
  5. J. Vesely
  6. Y-H. Lu
  7. M. Kukushkin
  8. J. Chardy
  9. I. Karlovic
  10. P-H. Herbert
  11. M. Fucsovics
  12. T. Sandgren
  13. R. Albot
  14. L. Djere
  15. G. Simon
  16. L. Lacko
  17. M. Copil
  18. N. Kicker
  19. N. Jarry
  20. R. Dutra Silva
  21. B. Kavcic
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Sara Errani saluta il 2017 con lo spettro del TAS http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/sara-errani-saluta-il-2017-con-lo-spettro-del-tas/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/sara-errani-saluta-il-2017-con-lo-spettro-del-tas/#respond Tue, 21 Nov 2017 15:00:10 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233447 La giocatrice romagnola esce sconfitta all'esordio nel torneo hawaiano contro Julia Boserup e chiude il suo annus horribilis (sul campo). Ma può finire ancora peggio]]>

Si chiude con un altro KO il tremendo 2017 di Sara Errani. La tennista faentina è stata sconfitta nel primo turno del torneo di Honolulu, evento facente parte del secondo circuito professionistico della WTA e dotato di un montepremi di 115 mila dollari. Al termine di una lotta durata quasi tre ore, Sarita ha ceduto in tre set a Julia Boserup, giocatrice attualmente collocata al centoquarantasettesimo posto della classifica mondiale e dunque appena due posizioni dietro a Errani, impegnata nell’affannosa rincorsa alle posizioni di vertice dopo la squalifica per doping, seguita, per essere onesti, a una notevolissima crisi di gioco e risultati originatasi ben prima dell’antipatico incidente disciplinare in cui si è trovata coinvolta.

Sara dà così l’addio a un 2017 rivelatosi peggiore rispetto a qualsiasi pessimistica previsione, concluso senza titoli né finali e con le “semi” raccolte a Rabat e Tianjin come migliori risultati. Soprattutto, l’anno che si sta chiudendo rimarrà indissolubilmente legato al caso letrozolo: sottoposta a un test antidoping effettuato in febbraio, Errani era risultata positiva al farmaco commercialmente noto con il nome Femara, uno stimolatore ormonale e metabolico incluso nella lista nera della WADA, ed era incorsa nella squalifica di due mesi – terminata lo scorso 2 ottobre – comminata da un tribunale indipendente nominato dall’ITF. La sentenza era stata tuttavia impugnata dalla NADO, l’organizzazione italiana antidoping, che, avendo ritenuto tale punizione non congrua, aveva fatto ricorso al TAS di Losanna. L’udienza del processo di appello si è tenuta lo scorso 9 novembre, e il giudizio dovrebbe arrivare intorno a Natale: dovesse essere accolta integralmente la richiesta della NADO, Sara andrebbe incontro a due anni di squalifica.

Una vicenda intricata e dalla conclusione incerta, che preclude a Errani la possibilità di tirare un sospiro di sollievo per aver finalmente concluso una stagione tanto disgraziata. Il ritorno nel circuito, allo stato delle cose, potrebbe non coincidere con lo swing dell’estate australe.

125k Series Honolulu (115,000$, Hard), primo turno:

J. Boserup b. S. Errani 6-7(5) 6-4 6-3

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Road to Lille: la finale di Davis inizia sui giornali. Voci da Francia e Belgio http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/road-lille-la-finale-inizia-sui-giornali/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/road-lille-la-finale-inizia-sui-giornali/#respond Tue, 21 Nov 2017 14:39:36 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233423 Cosa ne pensano in Francia e in Belgio della finale di Coppa Davis? Rispondono due giornalisti, dalle rispettive sponde]]>

INTERVISTA A GEORGES HOMSI

La Coppa Davis incombe. A Lille, città di casa per i francesi ma neanche troppo lontana per gli ospiti belgi che accorreranno in buon numero, si assegnerà la 106esima insalatiera. Francia favorita, e non potrebbe essere altrimenti. Ma guai a sottovalutare il Belgio che in questa competizione ha saputo confezionare imprese di notevole fattura. Lo conferma in un’intervista con il direttore Scanagatta il giornalista francese Georges Homsi, ex Equipe che ha ricoperto anche l’incarico di responsabile media ATP.

Cosa ti aspetti che succeda nella finale di Coppa Davis tra Francia e Belgio?

Le circostanze sono molto speciali perché la Francia non vince la Davis da parecchio tempo e questa è una grande occasione. Ci sono andati vicini un paio di volte recentemente ma hanno incontrato prima la Serbia di Djokovic che si apprestava a diventare il giocatore che conosciamo e poi la grande squadra svizzera (con Federer e Wawrinka). Stavolta sono favoriti e quest’anno hanno avuto fortuna perché spesso hanno incontrato squadre prive del loro miglior giocatore e sono stati bravi ad approfittarne

Eppure il Belgio ha un top 10 e la Francia no, quindi in linea di principio Goffin potrebbe vincere i due singolari. In più Darcis ha vinto 5 volte su 5 in carriera il singolare decisivo sul 2-2….

Infatti non è che la Francia non possa perdere, è favorita ma non così nettamente. Allo stesso tempo la pressione sarà tutta su di loro, è una situazione non facile ma questo fa parte dello sport. Diciamo che se dovessero perdere questa finale avrebbero molti rimpianti e sarebbe difficile da digerire. Goffin ha giocato benissimo al Masters e questo può influire in modi diversi: potrebbe sfruttare la fiducia che ha preso da questo torneo e giocare benissimo ma allo stesso tempo potrebbe essere un po’ stanco perché ha giocato tanto. Ovviamente non andrebbe sminuita una vittoria della Francia perché come dicevo non è semplice produrre la prestazione necessaria per vincere quando si ha tutta la pressione addosso. Individualmente non è stato un grande anno per i giocatori francesi ma se dovessero portare a casa la Davis diventerebbe una stagione indimenticabile.

Pensi che sia Tsonga il giocatore decisivo per la Francia?

Tsonga, Pouille, i doppisti…. Credo sia responsabilità di tutti portare a casa il proprio punto/punti. Non sarà facile battere Goffin e non è detto che Darcis non possa vincerne una, quindi ogni sfida necessiterà di un alto livello di performance.


INTERVISTA A FILIP DEWULF

Dall’altra parte della barricata c’è invece il belga Filip Dewulf, che i più ‘assidui’ ricorderanno per la semifinale raggiunta al Roland Garros nel 1997. Dopo di lui soltanto un altro connazionale, Xavier Malisse, è riuscito a eguagliare tale risultato a livello Slam (a Wimbledon nel 2002). Dewulf non sottovaluta la sua selezione e mette in guardia i francesi: “È il Belgio a poter disporre del giocatore più forte“.

Filip, ti ricordiamo da giocatore per la tua semifinale del 1997 raggiunta al Roland Garros. Te l’aspettavi?

Assolutamente no! Sono partito dalle qualificazioni ed essendo il Belgio vicino alla Francia c’erano molti tifosi per me, è stata una grande cosa per il nostro Paese.

Ti ricordi chi avevi battuto e da chi poi hai perso?

Ricordo di aver battuto Alex Corretja (finalista 1998 e 2001) e poi Magnus Norman (finalista 2000). Ho perso con Gustavo Kuerten (tre volte vincitore del torneo 1997, 2000 e 2001)

Parliamo allora di questa finale di Coppa Davis tra Francia e Belgio a Lille, qual è la tua previsione?

Penso che sarà una sfida molto equilibrata, la pressione è dalla parte dei francesi, che devono vincere questa Coppa Davis dopo 16 anni dall’ultima volta. Il belgio ha il giocatore migliore sulla carta in David Goffin che è un top 10 e tutte le volte che la Francia ha perso la finale negli ultimi anni hanno sempre affrontato una squadra che aveva un top 10 e questa è una buona notizia per noi. Penso che il Belgio abbia buone possibilità perché ha Goffin e Darcis ha vinto cinque volte il singolare decisivo in carriera. Può giocare molto bene in Davis, gioca sicuramente meglio della sua classifica. Se si dovesse arrivare al quinto match credo abbia buone possibilità di portare a casa il punto decisivo.

Chi temi di più della squadra francese? Credi che sia Tsonga il leader anche se in Davis spesso non ha giocato al meglio?

Non credo che il Belgio debba temere un giocatore ma il fatto che siamo a fine stagione e quindi c’è la stanchezza, gli infortuni ed essendo la squadra francese decisamente più “lunga” come panchina hanno più giocatori che possono subentrare nel caso in cui qualcuno fosse infortunato o indisposto. Il Belgio ha bisogno di un Goffin al top come quello visto nelle ultime partite al Masters. Stesso discorso per Darcis ed è qualcosa che non si può garantire in anticipo.

La Francia ha tante scelte anche per il doppio. Cosa pensi invece del vostro?

Credo che i francesi non debbano sottovalutare Bemelmans e De Loore (se dovesse giocare). Hanno battuto il Brasile con Melo/Soares e la Germania dei fratelli Zverev. Anche con Bolelli e Fognini hanno perso avendo match point, quindi il doppio lo sanno giocare. Se fossi in loro non li sottovaluterei.

Ti aspetti tanti tifosi belgi a Lille?

Sì sono sicuro di questo, è molto facile arrivarci. Bruxelles è un’ora e mezza di distanza da Lille. Ufficialmente dovrebbe esserci solo 2.700 tifosi belgi ma sono sicuro che saranno di più perché molti stanno cercando di prendere i biglietti anche via Francia.

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L’ITF introduce il no-let nei tornei junior http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/litf-introduce-il-no-let-nei-tornei-junior/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/litf-introduce-il-no-let-nei-tornei-junior/#respond Tue, 21 Nov 2017 12:05:12 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233008 Il futuro è adesso. Dal prossimo anno nei tornei giovanili si giocherà il punto in caso di interferenza del nastro. Arriverà così presto anche nel circuito maggiore?]]>

Iniziano a spirare venti di cambiamento nel mondo del tennis. L’ITF ha infatti annunciato che nel 2018 il no-let rule sarà introdotto nelle competizioni junior per un periodo di prova. Di conseguenza, nei tornei giovanili, se sul servizio la palla dovesse colpire il nastro e atterrare nel rettangolo corretto, i due giocatori dovranno giocarsi il punto. Questa decisione è, a detta della federazione internazionale, parzialmente dovuta al fatto che spesso negli eventi di quel livello non è presente un giudice di sedia e di conseguenza sono frequenti le discussioni sull’effettiva interferenza del net. Il provvedimento riguarderà anche i Masters junior di fine anno, le Olimpiadi della Gioventù e le competizioni a squadre. Al termine della prossima stagione la federazione internazionale deciderà se rendere permanente o meno questa nuova regola.

Per il momento non è stato annunciato nessun cambiamento relativo al circuito maggiore, né maschile né femminile. La sensazione però è che sia solo questione di tempo. Dopotutto il 2017 ha più volte dimostrato, tramite sperimentazioni di ogni genere, che i vertici del tennis mondiale sono orientati verso un’evoluzione del regolamento. Dalla Hopman Cup di Perth, dove il no-let era stato adottato per gli incontri di doppio misto, alle chiacchieratissime Next Gen Finals di Milano, si è cercato di tastare il terreno e di carpire le reazioni di tennisti, tifosi e addetti ai lavori. In Australia la cosa si era svolta sotto silenzio a causa dell’impostazione chiaramente leggera della storica esibizione che apre le porte all’anno tennistico. In quel di Rho invece, la questione era stata seguita molto più attentamente per il carattere rivoluzionario dell’evento, apripista dichiarato del “tennis del futuro” (con gli scongiuri di molti e il plauso nascosto di altri). Le novità messe in pratica sul cemento meneghino hanno diviso tutti, tuttavia il no-let non ha figurato tra le regole categoricamente bocciate dalla maggioranza. Molti sono apparsi divertiti dalle rincorse a cui il giocatore in risposta è costretto sulle palle smorzate dal nastro; altri più obiettivamente si sono accorti che questo genere di situazioni influenza pochissimi punti nell’arco di una partita o che spesso vengono fatti ripetere servizi chiaramente vincenti per una quasi impercettibile carezza alla rete; altri ancora invece rifiutano di aumentare ulteriormente la sfera di influenza del caso.

All’interno dell’inevitabile valzer di opinioni, i giocatori sono sembrati aperti a questa innovazione. Borna Coric, ad esempio, si è detto favorevole all’introduzione di questa regola anche nel circuito ATP. “Mi piace questa regola, perché mi è stata d’aiuto sul match point”, ha detto il giovane croato. “Credo che dovrebbe essere adottata anche in altri tornei, perché si discute troppo spesso su cosa sia let e cosa no”. Ad ogni modo, probabilmente nessuno si aspettava una così immediata attuazione delle novità viste alle Next Gen Finals, sebbene ancora abbastanza lontano dai palcoscenici del tour maggiore. Un piccolo, ma deciso passo verso il futuro. Non resta dunque che osservare con attenzione come si svilupperà la situazione, consapevoli che, comunque andrà, qualcosa sta cambiando.

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Addio a Jana e Pancho una testarda e un pioniere (Clerici), Lacrime tristi per Novotna (Semeraro), Addio Novotna, stregò in lacrime la duchessa a Wimbledon (Lombardo), Il tennis piange per l’eroina Jana (Mancuso), II saluto di zio Toni «Rafa, grazie a te una vita da sogno» (Cocchi) http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/addio-jana-e-pancho-una-testarda-e-un-pioniere-clerici-lacrime-tristi-per-la-novotna-semeraro-addio-novotna-strego-lacrime-la-duchessa-wimbledon-lombardo-il-tennis-piange-per-leroina/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/addio-jana-e-pancho-una-testarda-e-un-pioniere-clerici-lacrime-tristi-per-la-novotna-semeraro-addio-novotna-strego-lacrime-la-duchessa-wimbledon-lombardo-il-tennis-piange-per-leroina/#respond Tue, 21 Nov 2017 11:11:43 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233381 Rassegna a cura di Daniele Flavi   Addio a Jana e Pancho una testarda e un pioniere   Gianni Clerici, la repubblica del 21.11.2017   Non ci sono, nel nostro mondo del tennis, soltanto le felici notizie delle Next Generation, e quelle del Masters, di un campione che era parso più volte un fallito, di […]]]>

Rassegna a cura di Daniele Flavi

 

Addio a Jana e Pancho una testarda e un pioniere

 

Gianni Clerici, la repubblica del 21.11.2017

 

Non ci sono, nel nostro mondo del tennis, soltanto le felici notizie delle Next Generation, e quelle del Masters, di un campione che era parso più volte un fallito, di alto livello ma certo meno affermato di quanto avesse fatto immaginare da piccolo, Grigor Dimitrov. Ci sono anche casi drammatici, che i giornali inglesi mi hanno insegnato a non mancare, quando ero vice-corrispondente del Giorno da Londra, nella rubrica Obituaries, rubrica che ha almeno un pregio, di non lasciarsi sfuggire un solo nome. Oggi ce ne sono addirittura due. Quello di una donna che in molti ricordate, Jana Novotna perché avrebbe avuto molti anni ancora davanti a sé, e quello di uno che ricordiamo in pochi, perché addirittura più vecchio dello Scriba, Pancho Segura, di 96 anni. Di Jana cominciai a occuparmi non solo per il nome, eguale al mio, ma per il gioco, il serve and volley che era apparso una caratteristica di quelle che avevo assegnato alla categoria femminile delle Amazzoni. Grazie al tennis di stile mascolino Jana aveva terminato il 1990 e 1991 al primo posto nel doppio, insieme a una sorta di zia, Helena Sukova, e, dal ’90, era stata assistita, in ogni aspetto, dall’altra campionessa, come lei ceca, Hana Mandlikova. Il ’93 fu per lei un grande anno, la volta in cui tenne duro 3 set contro la Graf nella seconda fmale più lunga di Wimbledon dopo aver battuto in semi nientemeno che Martina Navratilova, alla quale non la legò mai una viva amicizia. Al contrario. Jana dovette tuttavia aspettare il suo tredicesimo Wimbledon, nel quale affermò, aveva continuato a credere «come nei sogni» per aver la meglio sulla poco conosciuta francese Nathalie Tauziat, dopo che 5 anni prima aveva fallito un vantaggio di due break, da 4-1, contro Steffi Graf. Due finali perdute, insomma, le foto amarissime di un pianto disperato sulla spalla della duchessa del Kent, e infine la vittoria quando, a sperarci era solo lei stessa. Ho ancora uno spazio insufficiente per i meriti di Segura. Pancho fu infatti un immigrato tennista in Usa dall’Ecuador, il primo insieme all’altro Pancho, Gonzales, a seguire Jack Kramer nel professionismo, in un’epoca di finti dilettanti. Il primo, tra i pro, a servirsi di un dritto bimane, non ancora chiamato così, e a credere, quando glielo definii, che in Italia ancora si parlasse latino. «Non credevo proprio che tu avresti imparato il diritto» mi disse, l’ultima volta che giocammo un doppio in Australia, su un campo del vecchio Kooyong. «Beh, certo, a Roma siete specialisti nei miracoli». Caro Pancho.

 

Lacrime tristi per la Novotna

 

Stefano Semeraro, il corriere dello sport del 21.11.2017

 

Lacrime su lacrime. La scomparsa a soli 49 anni dopo una crudele malattia di Jana Novotna, uno dei talenti più puri e meno considerati del tennis anni ’90, richiama come un flash dolce amaro la finale di Wimbledon 1993: Jana che arriva sul 4-1 nel terzo set contro la sua Nemesi Steffi Graf ma ad un passo dal trionfo si smarrisce, cede di schianto, si fa recuperare e battere e finisce per sciogliersi in un pianto dirotto fra le braccia della Duchessa di Kent In finale sul Centre Court ci sarebbe tornata quattro anni dopo, quando fini l’anno da numero 2 del mondo, di nuovo sconfitta, stavolta da Martina Hingis. E vedendo il suo faccino rassegnato, la Duchessa azzardò maternamente una previsione: «Non preoccuparti Jana: sono sicura che ce la puoi fare». Infatti: nel 1998, dopo l’ennesimo brivido, quando si fece rimontare da 2-0 a 5-5 nel terzo set da Nathalie Tauziat, la Novotna riuscì ad alzarlo, quel benedetto piatto d’oro e d’argento. «Be’, perché tanta confusione?», le disse allora la Duchessa scuotendo la testa cotonata. «Non ti avevo forse detto che avresti vinto?». Il momento più bello e solare di una carriera non ricca quanto la sensibilità, il tocco e l’atletismo della ceca avrebbe meritato. In tutto 24 titoli Wta, ma una sola finale di Grand Slam in singolare oltre le tre londinesi, quella persa nel 1991 agli Australian Open contro Monica Seles dopo essersi liberata al turno precedente della Graf. Poco per il suo tennis brillante, tutto attacchi di rovescio in back e volée da vera erbivora, nella linea della grande tradizione del suo paese che porta da Martina Navratilova, con cui ha spesso giocato in doppio, ad Hana Mandlikova, che le ha fatto da allenatrice nel periodo migliore, a Barbara Sukova e oggi Petra Kvitova. Dodici invece i titoli Slam di doppio, specialità di cui è stata anche numero 1 del mondo, raccolti con varie partner (ne ha vinti anche quattro nel misto), insieme a due Masters e a due argenti olimpici, ad Atene e ad Manta, dove fu anche bronzo in singolare. «t strano a dirlo», raccontava, «ma quella finale del ’93 ha fatto di me una tennista e una donna migliore, più professionale in campo e più aperta nella vita Sembravo antipatica perché non parlavo mai, ora mi sono sciolta. E la vittoria a Wimbledon è stata la ciliegina sulla torta». Si era ritirata nel 1999, poi era rimasta nell’ambiente, anche come commentatrice tv. A quelle lacrime antiche si sono aggiunte ieri quelle di tutto il mondo del tennis, perla brutta notizia arrivata dalla sua Brno.

 

Addio Novotna, stregò in lacrime la duchessa a Wimbledon

 

Marco Lombardo, il giornale del 21.11.2017

 

Quando una tennista muore, si sente dire che ha perso l’ultima partita. E successo per Jana Novotna che ha lasciato il campo troppo presto, uccisa da un tumore a 49 anni. La retorica insomma impone un ricordo spesso pieno di iperboli, ma in realtà Jana se le merita tutte, se non fosse perché era una donna spiritosa e soprattutto l’emblema di quello che a tutti noi pub succedere nella vita. La campionessa ceca in pratica è una foto datata 1993, quando dopo la finale di Wimbledon scoppiò fragorosamente a piangere sulla spalla della Duchessa di Kent, diventata da allora sua amica. Jana aveva appena perso una finale praticamente vinta contro Steffi Graf e non era la prima volta in fondo che il tennis riservava tale crudele destino. Ma le lacrime – quelle lacrime – rappresentavano una debolezza tutta umana, quella di chiunque di noi. E allora: Steffi favorita e ad un passo dalla sconfitta già nel secondo set, e nel terzo poi la Novotna avanti e servizio. Vicino al traguardo della vita, quando appunto le gambe tremano. Jana poi disse che non poteva cambiare se stessa: «Il mio gioco era serve and volley, non avrei voluto battere la Graf in altro modo». La verità però è che uno stupido doppio fallo la mandò in tilt, permettendo alla rivale di riprendersi dallo choc. Jana pianse, ed era roba da non uscirne più. Invece in finale a Wimbledon ci tornò altre due volte. E quando nel 1997 riuscì a battere la francese Tauziat, le lacrime cambiarono verso. Cosi che la sua amica Duchessa, consegnandole il piatto d’oro, le sussurrò: «Sono davvero orgogliosa di te». Ecco dunque perché Jana Novotna resta una storia indimenticabile, impreziosita da altri successi (in Fed Cup per esempio) e da una carriera da amica-allenatrice. Cosi, quando sentirete che Jana ha perso l’ultima partita, sappiate che non è vero: visto come viene ricordata da amici e avversarie, ha vinto anche quella. E a noi resta, davanti al nostro personalissimo doppio fallo, continuare a giocare nella vita come lei ci ha insegnato.

 

Il tennis piange per l’eroina Jana

 

Angelo Mancuso, il messaggero del 21.11.2017

 

Se n’è andata nella sua Brno a soli 49 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Jana Novotna aveva raggiunto il vertice mondiale del tennis femminile nel doppio e la seconda posizione nel ranking Wta in singolare all’inizio degli anni ’90. Ha vinto 24 titoli in singolare e 76 in doppio, ma nonostante ciò è ricordata soprattutto per la sconfitta 6-4 al terzo set contro Steffi Graf (era avanti 4-1) nella drammatica finale di Wimbledon del 1993 e per il pianto dirotto durante la premiazione. Fu la Duchessa di Kent a consolarla abbracciandola a lungo: «Secondo me questo torneo lo vincerai», le disse. Un’immagine entrata nella storia del torneo più famoso del mondo. Esattamente 5 anni dopo, nel 1998 e alla sua terza finale londinese (nel 1997 aveva ceduto a Martina Hingis), la profezia si sarebbe realizzata e Jana, dopo aver battuto Nathalie Tauziat, quelle lacrime le avrebbe trasformate: non più di delusione, ma di gioia. Giocatrice dalle spiccate doti offensive (era ammirata per il suo serve and volley molto raro tra le donne), ha rappresentato alle Olimpiadi prima la Cecoslovacchia e poi, dopo la separazione del paese, la Repubblica Ceca. A Seul 1988 conquistò un argento in doppio, ad Atlanta 1996 un altro argento sempre in doppio e un bronzo in singolare. Ha anche vinto la Fed Cup nel 1988 e nel 2005 è stata inserita nella International Tennis Hall of Fame. IL RITIRO Ritiratasi nel 1999, ha allenato tra le altre Marion Bartoli. E’ stata una grande ammiratrice di Francesca Schiavone: “Un po’ mi rivedo in lei”, sottolineò in quel magico 2010 in cui l’azzurra trionfò al Roland Garros. E la sera con l’amica Martina Navratilova organizzò a Parigi una festa in onore della milanese. La Novotna non è la prima tennista a spegnersi per un tumore negli ultimi anni: nel 2014 la britannica Elena Baltacha, già top 50, è stata stroncata da un cancro al fegato a 30 anni. E lo scorso agosto il francese Jerome Golmard, ex numero 22 Atp, è scomparso a 43 anni colpito dalla Sla. Come spesso accade qualcuno ha insinuato il dubbio di pratiche doping, ma ieri Steve Simon, Ceo della Wta, ha voluto ricordare Jana mettendo a tacere ogni illazione: «Era fonte di ispirazione per chiunque la conoscesse, non solo in campo. La sua stella brillerà per sempre». Angelo Mancuso

 

II saluto di zio Toni «Rafa, grazie a te una vita da sogno»

 

Federica Cocchi, la gazzetta dello sport del 20.11.2017

 

Anche un burbero come lui, severo pure quando il suo nipote e assistito vinceva e vinceva ancora, alla fine ha ceduto ai sentimenti. Toni Nadal ha fatto pubblicare al quotidiano spagnolo El Pais una lettera di commiato indirizzata al nipote campione. La decisione di non seguire più Rafa era stata già annunciata da tempo, ma ora che è imita la stagione è il momento dei saluti. «Il Masters — scrive il 56enne —, è stata l’ultima tappa della carriera di allenatore di mio nipote Rafael. Condudo un percorso felice lungo 27 anni». Sempre insieme da quando, racconta lui stesso: «Rafa a 3 anni ha preso in mano una racchetta». Manacòr per crescere i futuri talenti del tennis, comincia con un ringraziamento al suo pupillo: «Ho vissuto esperienze che hanno superato tutti i miei sogni di allenatore. La sua figura ha reso grande la mia molto più di quanto meritassi». Grazie Rafa, dunque per i 75 titoli tra cui 16 Slam, grazie Rafa per non aver mai mollato, nemmeno quando tutto sembrava perduto. «Quello che non mi piace di lui — raccontava a fine 2015, annus horribilis del maiorchino —, è quando perde la voglia di lottare. Questa è l’unica cosa che mi fa arrabbiare, per fortuna succede raramente». Perché Rafa è un lottatore riuscito a 31 anni, dopo mille infortuni, a chiudere il 2017 da numero 1 al mondo, dopo aver centrato il Roland Garros numero 10 e lo Us Open, ultimo Slam con accanto Zio Toni: «Mi fa un certo effetto pensare che non girerà più il mondo con me — aveva detto il mancino —, perché Toni è la persona più importante della mia carriera e una delle più importanti della mia vita». RIPARTUNZA II primo giorno CARATTERE Analizzando il della nuova vita di Zio Toni, rapporto tra lui e Rafa, il coapensionato di lusso a capo del- ch ammette di non essere stal’accademia creata da Rafa a to troppo malleabile: «Sono stato più fastidioso che tranquillo, più esigente che incline ai complimenti. Gli ho dato poca soddisfazione e non l’ho mai sollevato dalle responsabilità». Eppure i due sono sempre andati d’accordo: «Il nostro è stato un rapporto stranamente facile, considerato il mondo in cui ci muoviamo — ha continuato —. Grazie alla sua educazione, al suo rispetto e alla sua passione, ho potuto portare avanti il mio modo di intendere questa professione. Grazie a lui ho conosciuto grandi personaggi e visto luogo magnifici». RIVALITÀ Toni è stato anche testimone della straordinaria rivalità tra il nipote e Roger Federer, un dualismo che ha fatto la storia del tennis senza oltrepassare i limiti della battaglia sportiva: «Non ho mai voluto che questa rivalità superasse i confini del campo, non ho mai considerato un avversario come un nemico, e ho cercato di trasferire questo a Rafa. I rivali si rispettano e da loro c’è sempre da imparare». E’ la lezione di Zio Toni.

 

 

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Toni Nadal si congeda: “Grazie di cuore Rafa” http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/toni-nadal-si-congeda-grazie-rafa/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/toni-nadal-si-congeda-grazie-rafa/#respond Tue, 21 Nov 2017 10:50:17 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233356 Tramite le colonne di El Pais, Toni Nadal saluta il mondo del tennis con una lettera aperta. "Rafa è stato l'artefice del mio destino"]]>

Qui l’articolo originale tratto da El Pais

Non è certo una notizia, l’addio dal mondo del tennis di Toni Nadal era stato ampiamente preannunciato già all’alba di questo 2017. Tant’è che già da questa stagione alla sua figura è stata affiancata quella di Carlos Moya per un graduale passaggio di consegne. Zio Toni è stato il maggior artefice del fenomeno Nadal, a Moya invece spetterà il compito di guidare Rafa fino al ritiro, cercando di prolungare il più a lungo possibile una carriera semplicemente straordinaria. Il 2018 sarà dunque il primo anno senza Toni, che si occuperà esclusivamente della Rafa Nadal Academy nata appena un anno. E proprio a margine di questo spettacolare percorso, il coach iberico, tramite le colonne de El Pais, ha pubblicato una lunga lettera d’addio.

“Le Finals di Londra sono state il tocco finale della mia carriera da allenatore di mio nipote Rafael. Concludo una fase felice di 27 anni che ha preso il via il giorno in cui il figlio di mio fratello Sebastian è entrato in un campo da tennis, a soli tre anni. Oggi vi lascio, ma il mio percorso non finisce qui. Continuerò a essere legato al tennis perché il mio amore per questo sport, per fortuna, rimane immenso. Fin dall’inizio della carriera di mio nipote ho cercato di sviluppare un carattere forte e deciso in lui, per affrontare sia le difficoltà del tennis che quelle della vita in generale, con le quali ho sempre considerato che esistesse un denominatore comune. Sono stato più fastidioso che gentile. Ho sempre fatto sorgere in lui l’insoddisfazione invece che il piacere, ho sempre trasferito su di lui tutte le responsabilità”. Parole che segnano marcatamente il modo di essere di Nadal, sia in campo che fuori. Leggendo si capisce subito dove Rafa abbia preso la sua più grande dote: la determinazione, in campo e fuori.

Zio Toni ne ha ovviamente per tutti, partendo dal contesto tennistico nel quale ha vissuto: “Ho avuto la fortuna di vivere una generazione di grandi giocatori, cercare di difendere gli interessi di Rafa non mi ha impedito di vedere da una prospettiva più o meno equilibrata. Ho sempre pensato che la rivalità non dovrebbe mai andare oltre i limiti del campo di gioco, e non ho mai considerato nessun rivale come un nemico. Questo mi ha permesso di apprezzare, rispettare e imparare da loro”. A leggere queste parole non si può non pensare a Roger Federer e soprattutto al grande rapporto di stima e amicizia che lo lega a Nadal, non a caso per l’inaugurazione della Rafa Nadal Academy il ruolo di guest star d’eccezione era proprio dello svizzero.

Non potevano, inolte, mancare i ringraziamenti: “È giunto il momento di guardare indietro e ringraziare per tutto quello che questa professione mi ha dato. La mia gratitudine è rivolta a molte persone, più o meno anonime, che mi hanno accompagnato in questo viaggio per molti anni. In particolare, voglio sottolineare i membri del team che hanno iniziato a crescere con l’input di Carlos Costa, so che non ho bisogno di nominarli uno per uno. Li ringrazio tutti per la loro dedizione, il loro impegno, e, non ultimo, la loro amicizia. La convivenza con loro mi ha arricchito enormemente come professionista e, naturalmente, come persona. Vorrei anche esprimere la mia gratitudine alla famiglia Fluxà per aver voluto unire il mio nome all’Iberostar, un’azienda familiare e esempio di valori umani e prestigio nel settore alberghiero. Ringrazio tutti i giornalisti stranieri e, soprattutto, spagnoli, che hanno dimostrato rigore e rispetto per la figura di mio nipote e, per estensione, per la mia. Non hanno mai avuto mancanza di stile quando le cose si sono complicate per Rafael. Nei momenti difficili, come le crisi di gioco o gli infortuni, abbiamo quasi sempre sentito solo la comprensione e l’incoraggiamento da parte dei media”.

Infine i fan: “Non posso non citare tutti i tifosi che ci hanno raggiunto in ogni parte del mondo, hanno comprato biglietti, rinunciato a dormire per vedere le partite, hanno applaudito, pianto e sostenuto sempre Rafa. Il loro sostegno ci ha aiutato a superare qualsiasi momento”. L’ultimissimo ringraziamento, comunque, va “all’artefice del mio destino: mio nipote Rafael. Abbiamo avuto una relazione stranamente facile per il mondo in cui abbiamo vissuto. Grazie a lui ho vissuto esperienze superiori a qualsiasi mio sogno da allenatore. Abbiamo viaggiato in paesi incredibili, conosciuto persone importanti in ogni campo della vita. Oggi mi sento amato e apprezzato ma devo quasi tutto alla sua figura. Grazie di cuore!”. 

Toni e Rafa Nadal – ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

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CT Vicenza, dove si vive e respira la vera “aria da club” http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/ct-vicenza-dove-si-vive-e-respira-la-vera-aria-da-club/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/ct-vicenza-dove-si-vive-e-respira-la-vera-aria-da-club/#respond Tue, 21 Nov 2017 09:59:36 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233213 L'Avvocato Nicola Muner, Presidente del Circolo Tennis Vicenza, ci ha raccontato storia e attività del club veneto. Un circolo privato, dove oltre all'aspetto sportivo si punta fortemente sulla socialità e l'aggregazione tipica del “vero club”]]>

CIRCOLI IN VISTA: la voce dei Circoli su Ubitennis

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CT Maglie, entusiasmo e spirito di squadra per competere in A1
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L’Ata Battisti torna in Serie A1: obiettivo salvezza e giovani
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Sig. Muner, il CT Vicenza è un club con oltre 80 anni di vita, ci può raccontarci alcuni passaggi salienti della sua storia e di come vive oggi?
Il club è nato nel ’33 dall’unione del circolo degli Ufficiali dell’aeronautica di Vicenza ed alcuni amanti del tennis, agli albori in città. Sorgeva a fianco di quello che era l’aeroporto civile, poi recentemente dismesso. Negli anni ’50 si è spostato definitivamente verso il tennis (l’affiliazione alla FIT risale al ’48), e negli anni ’70 si è configurato nella composizione attuale, come struttura ed immobili, ma anche come forma societaria, una associazione sportiva dilettantistica. Sul finire degli anni 70’ il CT Vicenza ha anche iniziato ad avere i primi prestigiosi risultati sportivi, quando si afferma definitivamente Gianni Milan, un talento nato e cresciuto in casa che arriva addirittura ad occupare la 12esima posizione delle classifiche nazionali assolute. Rispetto ad altre realtà, il CT Vicenza ha la particolarità di essere un circolo privato “vecchio stile”, ossia non è la gestione privata di impianti comunali, ma i soci stessi sono parte di una società per azioni che è proprietaria dell’intera struttura e la concede in gestione all’Associazione. La scuola tennis e tutto quanto ruota attorno ai nostri maestri è una delle colonne portanti dell’attività del club ma non è la unica; l’altra è l’associativismo, la vita sociale. Siamo un vero club, tanto che solo ai soci è consentito l’utilizzo dei campi e delle strutture. Siamo rimasti in pochi con questa tipologia di club; la stragrande maggioranza dei circoli sono votati più all’imprenditorialità che al volontarismo associativo. Predomina la figura del maestro o gruppi di maestri che prendono in gestione una struttura con l’ottica di massimizzare il giro di giocatori (ragazzi ed adulti) e l’occupazione dei campi nella – comprensibile – ricerca di profitto, piuttosto che il classico club dove al centro c’è la vita sociale.

Quindi la vita sociale è la filosofia ed il punto di forza del vostro club? E come si svolge al CT Vicenza?
Personalmente ho un’idea molto chiara, non tutti la pensano così ma questa è la mia analisi. Oggi in Italia ci sono due realtà ben distinte. I circoli gestiti da maestri, che puntano a riempire i campi con i corsi o affittandoli anche a non soci facendo numeri; ed i circoli “vecchio stile”, come il nostro, che nascono con la “mission” di essere “al servizio dei soci”, con l’obiettivo di essere un punto di aggregazione, sviluppare le proprie passioni sportive (e non), amicizie e rapporti umani. Un club nel senso più “british” del termine, che per i soci diventa come una seconda casa. Negli anni ’90 c’è stata una grossa crisi di questa filosofia, dettata, da un lato, dalla crisi del tennis in generale a favore di altri sport che hanno “rubato” parte dei praticanti. Da noi ad esempio il golf ha eroso profondamente la base numerica dei soci. Dall’altro lato è cambiata profondamente la società. Un tempo l’associazionismo funzionava di più perché esser parte di un club era quasi uno status symbol, consentiva di poter praticare svaghi non altrimenti percorribili; soprattutto poi sono cambiati i ritmi e gli stili di vita. 20 o 30 anni fa da noi i campi all’ora di pranzo erano sempre pieni, si faceva una pausa pranzo lunga che consentiva di giocare a tennis, fermarsi, giocare a carte, riposare, etc. Oggi, invece, si è sempre di corsa, la pausa pranzo dura meno di un’ora, ci si accontenta di un panino al bar e via, o si mangia direttamente in ufficio. Inoltre si è entrati in una fase di crisi economica che ha pesato non poco perché un club privato strutturato come il nostro necessita quote associative importanti per stare in piedi. Quindi, rispetto al circolo comunale ove le quote associative sono più economiche, la domanda si è necessariamente limitata. La “mission” del nostro consiglio è quella di alimentare di nuovo la filosofia del club, credendo che a livello sociale sia ancora molto importante. Le città sono meno vivibili di una volta, soprattutto per le famiglie; un circolo che abbia un minimo di struttura può consentire il riappropriarsi di quei momenti di socialità che oggi sono difficili da trovare. Il club è un posto “sano”, tranquillo, dove i genitori possono lasciare serenamente i figli. Lo vedo quando organizziamo i centri estivi o altre attività, i ragazzi stanno bene tra di loro ed anche i genitori sono felici. A volte non è facile far coesistere le esigenze trans-generazionali dei soci, spesso contrastanti tra loro; ma, con l’impegno e la volontà di tutti, le differenze si riescono ad appianare in favore di un obiettivo aggregativo che è necessario sempre avere come “stella polare”, da seguire sempre. Come? Facendo e promuovendo, appunto, vita sociale: organizzare eventi, tornei, cene, momenti di condivisione.

CT Vicenza – Torneo sociale

Vedo infatti dal vostro sito internet che siete molto dinamici, organizzate tante attività.
Si parte dalle piccole cose, come ritrovarsi per vedere la partita della Nazionale facendo una cena di gruppo dopo un’ora serale di tennis, così come per i grandi eventi tennistici da vedere in compagnia. Ci sono poi, ovviamente, i tornei sociali con le relative cene, premiazioni, etc. Cerchiamo inoltre di organizzare delle trasferte “fuori porta” per tornei di cartello, come in Florida, Indian Wells o al Masters di Londra; facciamo anche dei gruppi per andare a giocare in posti belli e prestigiosi: di recente, per il secondo anno consecutivo, abbiamo fatto una trasferta al Country Club di Monte Carlo. Facciamo, insomma, del turismo tennistico, per gruppi piccoli ma si crea interesse, giro, movimento, e questo alimenta molto la vita sociale perché poi i soci si scambiano esperienze, diventano amici, ecc. Altro ambito che funziona benissimo in questa chiave è l’attività non-agonistica per gli over 40; paradossalmente, a livello sociale, genera un interesse quasi pari alle attività agonistiche di punta. Ovvio che competere ad alti livelli di agonismo è importante e necessario e non solo per il merito sportivo e per la nostra importante eredità agonistica; tuttavia l’impegno sulla attività di base ha portato risultati notevoli. Abbiamo creato un paio d’anni fa una squadra per partecipare ad un circuito che si chiama “tennis dei comuni”, intesi come giocatori amatoriali non classificati; la squadra genera un grande interesse e partecipazione, tanto che, nelle trasferte del sabato, si muovono moltissimi soci al seguito. Si è creato un gruppo di oltre 80 persone che gravitano intorno a questo ambito; si è creata aggregazione e divertimento, raggiungendo lo scopo. Inoltre si creano le condizioni ideali affinché i nostri soci condividano con gli amici questi bei momenti, li portino come ospiti, conoscano l’ambiente e finiscano per iscriversi. Questo resta il modo migliore per attirare nuovi potenziali soci; il volano per crescere. I pilastri economici del club restano due: la scuola tennis e le quote associative. Non sempre è facile trovare un equilibrio tra queste due voci d’entrata, perché per fortuna l’insegnamento (giovani e adulti) va molto bene, ma non può fagocitare tutti i campi, altrimenti si penalizza lo spazio per i soci. È un cammino in costante ricerca di un fragile equilibrio, economico e sociale.

Avete anche un campo da Padel, che ne pensa di questa nuova disciplina?
Un gruppo nutrito di soci lo chiedeva a gran voce. Ci abbiamo creduto ed abbiamo costruito un campo. Un investimento abbastanza oneroso, non solo in termini economici ma anche come tempo dedicato a smarcare mille criticità burocratiche (permessi, tecnici, vicini ecc.). È stato recepito bene dai soci; in molti giocano, ma, onestamente, mi aspettavo un riscontro esterno maggiore. Abbiamo creato delle quote ad hoc per il Padel, ma i risultati sono stati modesti. Vedremo come andrà nel prossimo futuro. In ogni caso, è un servizio in più che offriamo ai soci e ne siamo molto soddisfatti.

Come lavora la vostra scuola tennis, qualche squadra che vuol segnalarci?
Grazie ai nostri Maestri Nicola Curti e Manuel Breda, abbiamo da qualche anno impostato un lavoro di razionalizzazione della scuola e delle squadre agonistiche, cercando di ridurre l’apporto di giocatori esterni “a gettone”, anche a costo di ridimensionare i nostri obiettivi a breve termine nei vari campionati a cui prendiamo parte. Puntiamo sui giovani agonisti cresciuti in casa, i veri ragazzi del “vivaio”, che stanno danno buone soddisfazioni. La scuola tennis per questo ha sempre un occhio di riguardo nel supportare i ragazzi nel loro percorso agonistico creando la possibilità di lavorare sempre nel migliore dei modi. Abbiamo la prima squadra in serie B e siamo felici di dare l’opportunità ai nostri ragazzi del vivaio che si allenano da noi di giocarci. Vogliamo una squadra che, almeno nelle nostre intenzioni, dev’essere un gruppo di giovani giocatori amici, che vivono il circolo e che lottano insieme per il risultato. Ragazzi buoni ne stanno crescendo un po’ di tutte le età. Su tutti citiamo Alberto Orso del 2002, già in classifica ITF e che ora gioca la serie B, che due anni fa ha condotto insieme ai suoi compagni under 14 la squadra del CTV al titolo veneto. Lo scorso anno nella under 16 siamo arrivati secondi in regione a un passo dal titolo. Altri ragazzi del vivaio che giocano in serie B sono Enrico Giacomini, classe 1998 class. 2.8; Samuele Buratto classe 2000 3.3 e gli altri più giovani stanno crescendo. Nel 2017 il CT Vicenza ha partecipato al campionato di serie B, di serie C (maschile e femminile) e ai campionati di serie D (maschile e femminile). Abbiamo inoltre disputato tutte le gare under con almeno una squadra. Insomma, non ci facciamo certo mancare l’attività agonistica. Mi piace rimarcare che i ragazzi citati e tutti i componenti delle varie squadre sono non solo ottimi giocatori ma sono parte della vita sociale, usano le strutture, stanno con gli altri soci giovani ed anziani. Il nostro maestro senior e direttore della scuola Nicola Curti ha sposato la nostra linea in pieno, privilegia la filosofia del club rispetto al raggiungimento del risultato sportivo ad ogni costo. Al contempo la scuola tennis vera e propria funziona oramai da 5-6 anni molto bene. Con l’arrivo di Nicola i risultati economici e sportivi conseguiti da tutti i vari livelli in cui è declinata la scuola (SAT, agonisti, corsi adulti, etc) sono aumentati anno dopo anno, così come la positiva sinergia tra il “mondo della scuola tennis” ed il “mondo dei soci”. L’obiettivo di lungo periodo è quello di avere una scuola tennis interamente “saturata” da soci.

CT Vicenza – Piscina all’aperto

C’è qualche sponsor e partner che sostiene la vostra attività?
Sì, abbiamo alcuni partner fedeli, che da anni sostengono le nostre iniziative, non solo dal punto di vista meramente economico ma anche organizzativo ed umano. Citarli tutti sarebbe molto lungo. I principali nostri sostenitori sono certamente Anthea S.p.a., un broker assicurativo molto attivo sul territorio e particolarmente sensibile allo sport; Itersan S.p.a., produttore di calzature con predisposizione plantare e professionale, e la Farmacia Milan di Dueville, dotata di centro per la fisioterapia, riabilitazione e rieducazione funzionale sportiva. I rispettivi titolari sono, prima di tutto, soci più che sponsor, persone che vivono il club, fanno attività sociale, partecipano ai tornei, accompagnano le squadre durante le trasferte, prendono parte alle gite, ecc.

Come si fa a diventare socio del CT Vicenza, e quanto costa?
Per esser parte del CT Vicenza è sufficiente fare domanda e la quota annuale è di 1200 euro, comprensiva di tutti i servizi (tennis, piscina, sauna, palestra ecc); la quota familiare è di 1850 euro. Il Club ha 7 campi, 5 in terra battuta e 2 in sintetico Play it. D’inverno sono coperti 2 campi in terra e 2 in sintetico. La struttura è completata dal campo da Padel, un campo da calcetto, pallavolo/beach tennis, piscina, palestra e club house con bar, ristorante e sala tv.

Marco Mazzoni

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Jana Novotna. Vincente http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/jana-novotna-vincente/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/jana-novotna-vincente/#respond Tue, 21 Nov 2017 09:27:21 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233330 Sarà ricordata più per le sue sofferte sconfitte che per la vittoria del 1998. Eppure, per la giustizia e la bellezza del suo tennis, era una vincente]]>

Addio a Jana Novotna, campionessa di cristallo

Non riesco a ricordare con certezza che anno fosse. Jana ha perso due finali a Wimbledon, nel 1993 e nel 1997 ed una terza infine l’ha vinta. Cerco certezza su quegli anni nelle statistiche che il sito della WTA ha inopinatamente rimosso, e cerco di ricordare i miei. Credo sia stato il 1997, e che fosse la sua seconda finale. Ora che ci penso ne sono certo. Perché io avevo negli occhi l’incredibile partita del 1993 contro la Graf, mentre Jana negli occhi aveva ancora tracce delle lacrime piante alla premiazione. Fatto sta che per me avveniva un evento unico: io che le scommesse non le ho giocate mai, entrai in un apposito locale, mi feci spiegare un po’ come funzionava il tutto, infine estrassi una banconota e scelsi un nome: Jana Novotna. Vincente.

Era maggio, ricordo il Roland Garros ancora in corso, e avevo appena puntato sul Wimbledon che sarebbe iniziato di lì a un mese. Non so quale premonizione mi colse, quale istinto ebbe il sopravvento. Mi volli anticipare come quelli bravi facevano in quei mesi con i compiti delle vacanze. Partii per il mare ad inizio luglio. Di quella ricevuta, custodita in un portafogli ricco di pizzini ed appunti, e povero di banconote, me ne ero persino dimenticato mentre Wimbledon cominciava. La cavalcata di Jana sull’amata erba londinese iniziò e proseguì. Lo apprendevo, rigorosamente il giorno dopo, dal quotidiano di mio padre: leggevo della sua avanzata nei titoletti a piedi dell’articolo di Clerici. In quel trafiletto dai nomi ingarbugliati seguiti dalle tre lettere della nazionalità e da dubbi punteggi dei tie break. Attendevo quel giornale per pormi al suo inseguimento: calpestavo le tracce che Jana, il mio puledro vincente, aveva disseminato il giorno prima. Non potevo fare altrimenti: ero al mare, poca tv, poca tecnologia e pochissimi anni. In compenso tanta confusione.

Tornai a casa lo stesso giorno in cui si disputava la finale. Mi buttai a capofitto nel portafogli e ripescai tra gli indirizzi accumulati quell’estate, la ricevuta che mi attribuiva la qualifica di profeta: Jana Novotna, Wimbledon F, vincente. 10.000 lire che sarebbero diventate 120.000 di lì a poco. Perché mi sembrava ovvio che nulla la potesse abbattere. Avevo giocato solo una volta sull’erba (sintetica) e mi risultava impossibile pensare che quei back di rovescio, quei rimbalzi così bassi, bassi come pietre piatte che rimbalzano sul mare, potessero essere rimandati oltre la rete da chicchessia. Da quel rovescio partivano autentiche bisce dei prati, che sfioravano il suolo nel campo avversario e si sollevavano giusto un palmo. Chiunque avesse osato abbassarsi sin laggiù a raccoglierli, ne sarebbe uscita spezzata. Solo uno gnomo, uno gnomo che viveva tra i fili d’erba avrebbe potuto battere Jana Novotna, nessuno più.

Invece ci riuscì qualcuno, ci riuscì Hingis. Oramai, con certezza, posso dire che fu Hingis a fermarla. Ci riuscì a batterla perché il tennis non è un solo rimbalzo, ma costruire, colpo dopo colpo, il docile omicidio del tuo rivale. Jana non voleva mai uccidere nessuno, non ne era capace. Jana Novotna giocava a tennis, e se accadeva che vincesse, non diceva di no. Per questo avevo così tanto tifato per lei. Era il 1997. Era quella la annata e la mia scommessa nasceva dalle lacrime che Jana Novotna aveva pianto contro Graf nella precedente finale. Sapevo che ci voleva tempo per asciugarle e che una volta liberi gli occhi, ce l’avrebbe fatta. Nella mia ispirazione mi ero prefigurato una vendetta, o meglio, una giustizia. Avevo puntato su di un lieto fine e quella sommetta buttata lì per caso, speravo me lo potesse garantire. Avrebbe vinto l’anno successivo Jana Novotna, nel 1998, quando io di ispirazione non ne avevo più. Pensavo di avere puntato su di lei vincente con un mese di anticipo e, invece mi ero anticipato di un anno. Lei era in ritardo di cinque anni invece, da quel pianto sulle spalle della duchessa di Kent. 

Né sapevo che Jana Novotna, in questi tempi in cui la WTA nasconde persino le sue imprese rimuovendo i propri archivi, fosse malata, così terribilmente malata. Se lo avessi saputo, non avrei avuto dubbi ed avrei puntato ancora su di lei vincente. Senza vendetta, stavolta, solo per giustizia. Come giusto è stato il suo tennis. Avrei cercato di comprare un altro lieto fine. Ma ora che la fine si è rivelata così funesta e così assurdamente anticipata, un filo, giusto un filo d’erba, me ne vergogno.


Agostino Nigro vive e lavora a Napoli Nord. Ha costruito le sue scarse fortune tennistiche sul proprio rovescio a una mano eppure vive di diritto.

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Mondo Junior: i campioni e le campionesse della settimana http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/mondo-junior-campioni-e-le-campionesse-della-settimana-9/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/mondo-junior-campioni-e-le-campionesse-della-settimana-9/#respond Tue, 21 Nov 2017 08:53:34 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233189 Settimana 13-19 novembre. Il 17enne Drew Baird e la 15enne Alexa Noel trionfano in Messico (Grade A). Battuti in finale Sebastian Korda e Whitney Osuigwe]]>

HAP International Junior Tournament, Israele – Grade 2 Hard
Boys: Tristan Boyer (USA) b. Yanki Erel (TUR) 6-3 6-7(5) 6-1
Girls: Leylah Annie Fernandez (CAN) b. Viktoriya Kanapatskaya (BLR) 6-0 6-7(7) 7-6(4)

Rajshahi International Junior Tennis Championships 2017, Bangladesh – Grade 5 Hard
Boys: Rishabh Sharda (IND) b. Kushan Shah (IND) 6-2 6-2
Girls: Wanyi Zhang (CHN) b. Wei Ning Fang (TPE) 4-1 rit.

Gogo Open, Ecuador – Grade 5 Hard
Boys: Alvaro Guillen Meza (ECU) b. Angel Diaz Jalil (ECU) 6-1 6-3
Girls: Gabriela Giraldo (COL) b. Ana Paula Jimenez Coello (ECU) 6-3 6-2

Copa El Salvador ITF Junior, El Salvador – Grade 5 Hard
Boys: Daniel Antonio Nunez (CHI) b. Alfredo Casso (MEX) 6-4 6-2
Girls: Midori Castillo Meza (USA) b. Kennedy Bridgforth (USA) 7-5 1-6 7-5

Patuju Junior Open 2017, Bolivia – Grade 3 Clay
Boys: Joao Ferreira (BRA) b. Chih Chi Huang (CAN) 4-6 6-3 6-3
Girls: Chloe Hamlin (USA) b. Maria Gabriela Rivera Corado (GUA) 7-6(5) 0-6 7-5

Abierto Juvenil Mexicano, Messico – Grade A Clay
Boys: Drew Baird (USA) b. Sebastian Korda (USA) 7-6(4) 3-6 6-0
Girls: Alexa Noel (USA) b. Whitney Osuigwe (USA) 6-2 6-4

Antigua & Barbuda Cup, Antigua e Barbuda – Grade 5 Hard
Boys: Spencer Brachman (USA) b. Jeffrey Fradkin (USA) 6-3 6-2
Girls: Hibah Shaikh (USA) b. Alexandra Anttila (FIN) 6-3 6-1

Banco de Venezuela 1, Venezuela – Grade 5 Hard
Boys: Lorenzo Claverie (VEN) b. Sergio Perez (VEN) 0-1 rit.
Girls: Sofia Elena Cabezas Dominguez (VEN) b. Mariana Murcia (VEN) 6-1 6-3

Uralsk Open, Kazakistan – Grade 5 Hard
Boys: Bekzat Usipbekov (KAZ) b. Ostap Kovalenko (RUS) 7-6(4) 6-4
Girls: Dariya Detkovskaya (KAZ) b. Alina Trynkina (RUS) 6-3 6-2

Phinma-PSC International Juniors 1, Filippine – Grade 4 Clay
Boys: Shunsuke Mitsui (JPN) b. Arthur Craig Pantino (PHI) 6-3 6-3
Girls: Nicole Hammond (USA) b. Elizabeth Stevens (USA) 6-1 6-4

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Conferme e sorprese: le statistiche WTA 2017 http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/conferme-e-sorprese-le-statistiche-wta-2017/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/21/conferme-e-sorprese-le-statistiche-wta-2017/#respond Tue, 21 Nov 2017 06:31:52 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233318 Chi serve meglio? Chi commette più doppi falli? Chi deve migliorare in risposta? Chi guadagna di più? Da Venus Williams a Jelena Ostapenko, da Johanna Konta a Sara Errani, un po' di numeri sulla stagione appena conclusa]]>

Per le giocatrici di vertice sono terminati gli impegni del 2017. In questo periodo si disputano ancora alcuni tornei di livello inferiore (oltre agli ITF, i 125K), ma le prime del mondo hanno ormai concluso definitamente la stagione con i due Masters (Singapore e Zhuhai) e la finale di Fed Cup. È arrivato il momento dei bilanci di fine anno: ecco un primo articolo che presenta alcune statistiche WTA, ma ci sarà più avanti una seconda parte relativa alle top ten. In generale, se siete interessati ad avere un po’ di numeri relativi al 2017, potete trovarli nel sito della WTA. Qui propongo alcune rielaborazioni che mi sembrano interessanti; sia in forma di confronto con le stagioni passate, sia attraverso indici ricavati incrociando le informazioni.

1. Servizio: ace e doppi falli
Si confermano al vertice le gemelle Pliskova, con l’inserimento di Julia Goerges (a conferma del suo ritorno ad alti livelli), mentre esce dalla classifica Serena Williams, per la quale le sole partite del mese di gennaio evidentemente non possono essere sufficienti. Segnalo che nei primi sei posti ci sono tre ceche e due francesi. Mi sorprende abbastanza l’ottavo posto di Kiki Bertens, che consideravo una tennista dotata di una solida battuta, ma non così incisiva:

Questo il dato fornito dalla WTA. Personalmente non apprezzo molto questo modo di considerare gli ace, a mio avviso troppo grezzo: una semplice somma, eccessivamente influenzata dal numero di partite disputate. Per cercare di arrivare a una valutazione più attendibile, mi sembra meglio calcolare la media degli ace per ogni match disputato. In questo modo alcune posizioni vengono ridimensionate, altre valorizzate. Ad esempio Wozniacki passa da decima a 58ma, mentre al vertice troviamo nomi forse meno noti, ma anche più in linea con le loro specifiche qualità tecniche. Comanda Naomi Broady, giocatrice che forse non sarà la più forte nello scambio da fondo (il suo rovescio a una mano ha problemi di solidità), ma che dall’alto del suo 1,89 possiede una prima di servizio che si fa davvero rispettare. Ecco le prime 20 posizioni (tabella a sinistra):

A destra la classifica calcolata allo stesso modo per i doppi falli (media dei doppi falli compiuti per match). Non è una novità la presenza ai piani alti di Dodin, Giorgi e Lucic-Baroni, ma forse il dato più significativo è il quinto posto di Ostapenko, a indicare un aspetto del suo tennis nel quale la campionessa del Roland Garros ha margini di miglioramento, visto che Jelena sulla seconda non prende gli stessi rischi delle prime giocatrici in graduatoria.

Informazione di metodo: per preparare le due tabelle ho considerato solo le tenniste che nel 2017 hanno disputato almeno 10 match a livello WTA e con un ranking entro le prime 200 del mondo. Unica, parziale, eccezione Serena Williams: compare (senza posizione) nella tabella sinistra pur avendo disputato appena 9 partite, di cui 7 nello Slam vinto in Australia.

2. Percentuale di punti vinti con la prima di servizio
Questa statistica negli anni scorsi era il regno di Serena Williams, che in effetti anche nel 2017 era partita bene: nelle 9 partite della stagione la sua percentuale di punti vinti con la prima è stata pari al 79,1%. Ma in questo caso la WTA non la considera dato l’esiguo numero di match. Si confermano ai vertici Vandeweghe e Pliskova, mentre sale al primo posto Kvitova; ho l’impressione che mai come quest’anno Petra abbia deciso di rischiare sul servizio e sulle combinazioni rapide per evitare di far emergere i suoi deficit fisici, conseguenza anche di una preparazione penalizzata dalle disavventure vissute. Segnalo anche la presenza di Ashleigh Barty che, pur non essendo altissima, serve bene e dispone di un uno-due (servizio-dritto) che nell’impostazione ricorda il tennis maschile:

3. Percentuale di punti vinti con la seconda
Qui Johanna Konta conferma la leadership già conquistata del 2016, rimanendo in cima a una delle statistiche cruciali nel tennis. Solidità alla battuta unita alla capacità di vincere anche palleggi prolungati, fanno di Johanna una tennista equilibrata e solida, anche quando non le entra la prima di servizio. Solo lei e Caroline Garcia nel 2017 sono riuscite a superare la soglia del 50% di punti vinti con la seconda, quota di assoluta eccellenza per gli standard femminili:

Ritroviamo Vandeweghe e Barty che erano tra le prime anche nella graduatoria precedente, a dimostrazione di una solidità a tutto tondo in battuta, seconda di servizio inclusa. Questi indici di Ashleigh e CoCo già così positivi nei game di battuta indicano a mio avviso che per migliorare ulteriormente il loro rendimento dovrebbero cercare di crescere soprattutto nella fase dei game di risposta (classifica successiva). Ricordo infatti che, facendo riferimento solo alle prime 100 del ranking, Barty in risposta è 58ma, Konta 61ma e Vandeweghe addirittura 91ma.

a pagina 2: i rendimenti in risposta e le classifiche per nazioni e per guadagni

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Ranking ATP: la top 25 di fine stagione http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/ranking-atp-la-top-25-di-fine-stagione/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/ranking-atp-la-top-25-di-fine-stagione/#respond Mon, 20 Nov 2017 19:45:28 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233224 Manca soltanto la finale di Coppa Davis, che però non garantisce punti ATP: ecco quindi la classifica dettagliata di fine 2017]]>

Concluse le ATP Finals, si possono ormai tirare le somme sulla stagione a cui manca soltanto la finale di Coppa Davis, ininfluente ai fini delle graduatorie. Nadal chiude al primo posto per la quarta stagione in carriera; Federer ricomincerà il 2018 con 1040 punti di ritardo dallo spagnolo, a cui si aggiunge la necessità di difendere i 2000 punti della vittoria all’Australian Open (per Nadal saranno invece 1200). Anche Dimitrov a gennaio dovrà difendere 970 punti tra Brisbane e Melbourne: servirà ripetere le gesta del 2016 per difendersi dall’attacco di Zverev, gravato di una cambiale di soli 90 punti in virtù del terzo turno raggiunto nel 2016. Ecco le prime 25 posizioni della graduatoria ATP di fine 2017.

LA TOP 25

Clicca sulla tabella per ingrandire

IL RANKING DEGLI ITALIANI

  • 27° Fognini 1670 p.
  • 43° Lorenzi 1095 p.
  • 73° Fabbiano 701 p.
  • 87° Seppi 616 p.
  • 110° Cecchinato 543 p.
  • 127° Berrettini 465 p.
  • 133° Travaglia 425 p.
  • 154° Giannessi 353 p.
  • 172° Vanni 308 p.
  • 173° Bolelli 305 p.

Fognini chiude il 2017 da numero 1 d’Italia. Quattro in totale i giocatori italiani in top 100 che quindi parteciperanno senza problemi all’Australian Open. Con qualche defezione può sperare anche Cecchinato, mentre per gli altri sarà necessario passare per le qualificazioni. Matteo Berrettini, numero 6 d’Italia, potrà tentare nel 2018 l’assalto alla 100esima posizione, distante un centinaio di punti.


IL REGOLAMENTO

    • La Race si compone di 18 risultati: 4 Slam, 8 Masters 1000 e 6 da selezionarsi tra gli altri tornei disputati. Il 19esimo viene “sbloccato” solo da chi partecipa alle ATP Finals: i punti maturati a Londra, infatti, si aggiungono alla somma senza sostituire altri risultati.
    • Per i giocatori che hanno accesso al tabellone principale di uno Slam la partecipazione è obbligatoria pena lo “0” in classifica
    • I Masters 1000 parimenti obbligatori sono otto (Montecarlo è escluso), ma ogni giocatore può maturare da 0 a 3 esenzioni per criteri di anzianità (31 anni), numero di partite disputate (almeno 600) e stagioni disputate in carriera (almeno 12). L’esenzione è valida – e permette l’ingresso nei best 18 di un altro risultato – solo se il giocatore non ha saltato lo stesso M1000 nella stagione precedente (nella tabella è segnalata con il punteggio in rosso e corsivo)
    • Ogni giocatore che abbia chiuso la stagione precedente tra i primi 30 giocatori del mondo ha l’obbligo di disputare, oltre a quattro Slam e otto M1000 (al netto di esenzioni), almeno 4 tornei di categoria ATP 500 di cui uno dopo l’US Open, pena l’attribuzione di uno “0” in classifica
    • Il Masters 1000 di Montecarlo è da considerarsi, ai fini della classificazione dei tornei, un ATP 500

Esempi applicati alla classifica attuale:

  • Tomas Berdych ha saltato tre Masters 1000 nel 2017, ma due delle tre caselle vuote (Toronto e Bercy) sono occupate da punteggi “sostitutivi”, in virtù del fatto che il tennista ceco aveva regolarmente disputato i due tornei nel 2016. Viceversa lo slot di Shanghai, saltato anche nel 2016, conta come uno “0” effettivo
  • Milos Raonic perde invece la possibilità di conteggiare uno dei punteggi “best 6”, che si trasforma quindi in uno “0”, a causa dell‘inadempienza al commitment dei giocatori top 30: il canadese ha infatti disputato solo tre ATP 500 (Queen’s, Washington e Tokyo) su 4 obbligatori
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Pascal Maria si ritira: 11 finali Slam dirette http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/pascal-maria-si-ritira-undici-finali-slam-dirette/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/pascal-maria-si-ritira-undici-finali-slam-dirette/#respond Mon, 20 Nov 2017 17:39:55 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233199 Il giudice di sedia francese lascia l'ITF (la notizia farà sorridere qualcuno vicino casa...) e lavorerà per la federazione transalpina. Fu giudice nella storica finale di Wimbledon 2008]]>

Pascal Maria ha annunciato questo pomeriggio la fine della sua carriera di giudice di sedia. In un tweet di ventisei parole, ha reso noto che i giorni sulla “sediolina” sono terminati, per far posto ad un ruolo nella Federazione Francese di Tennis.

Maria, uno degli giudici di sedia più conosciuti del circuito, ha diretto undici finali Slam, compresa quella di quest’anno a Parigi. Maria, che ebbe la fortuna di arbitrare anche la storica finale di Wimbledon del 2008 tra Federer e Nadal (una partita che ha definito in un’intervista rilasciata tre anni fa “La Mecca del Tennis”), ha la certificazione Gold dell’ITF, la più alta rilasciata dall’organismo.

Pascal Maria rievoca ai tifosi Italiani anche uno dei psicodrammi più famosi di Fognini: quello di Wimbledon 2013 contro Melzer, quando il francese stesso faticò a contenere le risate. Fabio se ne andò da quel Wimbledon senza montepremi, come ha tenuto a ricordare nell’edizione di quest’anno dello Slam londinese con una Instagram Story.

Pascal Maria ebbe, come qualsiasi giudice che abbia fatto parte del circuito per un periodo lungo quanto quello del francese, degli screzi anche con altri giocatori: da VerdascoBolelli, passando per Hewitt (“Sei troppo pieno di te, lo sanno tutti negli spogliatoi”) e Nadal. Gli errori, rari, e le antipatie dei giocatori, che sono per natura soggettive, non intaccano però una carriera lunga e di successo, vissuta nei più importanti palcoscenici del tennis.

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Pagelle: Re Grigor, Nadal rotto e Federer cotto http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/pagelle-re-grigor-federer-cotto-e-nadal-rotto/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/pagelle-re-grigor-federer-cotto-e-nadal-rotto/#respond Mon, 20 Nov 2017 16:28:46 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233109 Niente Federer e niente Nadal per la disperazione degli ultras. L'alba di un nuovo Dimitrov, l'esplosione di Sock. Zverev simbolo di una nextgen che non è ancora pronta]]>

Doveva essere il “Redde rationem” del 2017: chi è stato il numero 1 della stagione? Che poi il problema mica se lo ponevano quei due, ma i milioni di tifosi tra cui purtroppo tanti ultras.
È finita con un nulla di fatto tra le opposte fazioni con rispettivi motivi di giubilo.

Eh sì, perché il fanatico federeriano si sente intrinsecamente superiore, tifoso del “Tennis”, mica appassionato come tutti gli altri. E dunque gode non tanto della sconfitta di Nadal in quanto tale, quella fa parte della normale mortalità del maiorchino al cospetto dell’intoccabilità del proprio idolo, ma del crack nel fisico di Rafa: così l’usurpatore viene giustamente richiamato dagli Dei del tennis alla sua fallacità di ipermuscolato che ha rovinato lo sport dei gesti bianchi con badilate da boscaiolo.

L’ultras nadaliano invece si nutre di odio per l’elvetico ed ogni sconfitta, ancor di più se condita da occasioni perse e palle break gettate alle ortiche, regala gioia ed emozione ancor più della stessa vittoria di Rafa: caro “Maestro” non sei altro che uno come tanti, elegante quanto vuoi ma perdente quando conta.

Insomma con Nadal (S.V.) a leccarsi le ferite e Federer (6) cotto abbiamo comunque avuto una degnissima finale. Ovviamente agli accesi sostenitori di cui sopra non va bene neanche questo, in fondo Goffin (8,5) è uno che si squaglia quando conta (e in verità in Francia pensando a quello che succederà la prossima settimana già se la stanno facendo sotto) e Grigor Dimitrov (10) campione del Masters è allo stesso livello di una Wozniaki, di una Cibulkova o di una Radwanska senza che però il bulgaro abbia nemmeno giocato una finale slam.

Ed invece dopo una stagione di tanti Fedal (tutti pro Federer eh, non è che la storia degli scontri diretti vale solo quando a vincerli è l’altro) abbiamo avuto una finale molto divertente, giocando alla grande con tanta varietà. E chi ha detto che i due siano fuori tempo massimo per portare a casa uno slam?

Intanto l’annunciato vate della Next Gen, Sascha Zverev (4,5), che ha evitato come la peste la sagra paes…ehm il torneo milanese per prepararsi al meglio alle Finals, ha fatto la sua magra figura, lasciando intuire che spazio per la ex-lostgeneration ce n’è ancora. Idem per Thiem (4,5) che oramai giovane non lo è nemmeno più.

Mentre Cilic (4) ha vagato etereo per la 02 Arena,  almeno Carreno Busta (6) ha avuto l’incredibile merito di essere qui, a differenza di Kyrgios, Monfils e Dolgopolov come invece avrebbero voluto quelli che amano il tennis champagne. O forse solo lo champagne. E ai quali probabilmente non piace il rovescio di Sock (8) che però – novello Fred Bongusto – avrà tre settimane da raccontare agli amici tornando dal mare.

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Mondo Challenger: Nicolas Jarry irrompe in top 100 http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/mondo-challenger-jarry-irrompe-top-100/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/mondo-challenger-jarry-irrompe-top-100/#respond Mon, 20 Nov 2017 16:21:27 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233153 Il 22enne cileno vince il Challenger di Santiago. Terzo successo del 2017, guadagna 19 posizioni e si piazza al numero 99 del ranking ATP]]>

Champaign, Stati Uniti ($75.000) – Tim Smyczek (7) vince il secondo Challenger negli Stati Uniti in tre settimane facendo piazza pulita dei due favoriti della vigilia. Inseriti nei quarti, Tennys Sandgren (1) e Cameron Norrie (4) sono stati entrambi eliminati dal ventinovenne di Milwaukee, in stato di grazia nelle ultime settimane. Nei quarti Sandgren viene battuto con un doppio 6-4 mentre in semifinale Norrie si deve arrendere al terzo con il punteggio di 7-5 6-7(5) 6-3. La finale contro Bjorn Fratangelo (5) è stata a senso unico. Nel primo parziale l’attuale numero 130 del ranking dal 2-2 perde appena sei punti nei quattro game successivi e si porta in vantaggio 6-2. Fratangelo regge meglio nel secondo set, ma dopo aver salvato due palle break sul 3-3 cede il servizio nel nono game e Smyczek chiude 6-4 al terzo championship point. Da registrare ancora una delusione per Taylor Fritz (3): vinti agevolmente i primi tre turni, il numero 105 del ranking ATP si è fatto rimontare in semifinale da Fratangelo 3-6 6-3 6-2.

Risultato finale: [7] T. Smyczek b. [5] B. Fratangelo 6-2 6-4


Pune, India ($50.000 + H) – Per la seconda volta in carriera Yuki Bhambri (3) vince il Challenger di Pune. In una finale tutta indiana contro Ramkumar Ramanathan (4) la spunta al terzo il venticinquenne di Nuova Delhi dopo oltre due ore di gioco con il punteggio di 4-6 6-3 6-4. Bhambri è arrivato in finale battendo Adrian Menendez-Maceiras (2) 6-2 6-4, mentre Ramanathan ha evitato in semifinale il numero 1 del seeding Blaz Kavcic, vincitore fin qui di due Challenger in stagione, sconfitto in due tie-break, 7-6(5) 7-6(5), dal numero 907 del mondo Saketh Myneni. Bhambri in finale ha recuperato il primo set perso 6-4 non concedendo più un break a Ramanathan negli altri due parziali. Per lui questo di Pune è il sesto titolo Challenger in carriera e il secondo torneo vinto nell’anno dopo il Future vinto a Chandigarh a febbraio.

Risultato finale: [3] Y. Bhambri b. [4] R. Ramanathan 4-6 6-3 6-4


Santiago, Cile ($50.000 + H) – Medellin, Quito e Santiago, tris di vittorie sudamericane per Nicolas Jarry (2). Proprio l’ultima vittoria a Quito lo scorso agosto era coincisa con l’inizio di un periodo avaro di soddisfazioni per il ventiduenne cileno, alla ricerca di posti nei main draw dei tornei ATP. Tornato a casa, Jarry ha ritrovato smalto e, facilitato anche da un tabellone favorevole, ha vinto il suo terzo Challenger stagionale senza perdere un set e conquistando per la prima volta in carriera la top 100. Superati nell’ordine Federico Coria, la wild card Gonzalo Lama e Daniel Elahi Galan, Jarry si è sbarazzato in semifinale di Thiago Monteiro (5) con un doppio 6-2. A contendergli il Movistar Open ci si aspettava un altro brasiliano, il numero 1 del seeding Rogerio Dutra Silva, ma Marcelo Arevalo (8) ha tirato fuori un match che non ci si aspettava da lui, viste anche le difficoltà mostrate negli incontri precedenti contro i portoghesi Goncalo Oliveira e Gastao Elias (4). Arevalo si è imposto contro il più quotato avversario in poco più di un’ora e un quarto con il punteggio di 6-3 6-2. Il numero 207 del ranking ha combattuto anche in finale, almeno nel secondo set, dato che il primo è stato vinto dal cileno 6-1 in appena 24’. Nel secondo parziale il tennista di El Salvador si è portato avanti di un break sul 4-2, riuscendo anche ad avere un set point sul 5-3, ma persa l’occasione, Arevalo ha ceduto di schianto perdendo 7-5.

Risultato finale: [2] N. Jarry b. [8] M. Arevalo 6-1 7-5


Toyota, Giappone ($50.000 + H) – Sono le ultime settimane per conquistare l’accesso diretto al main draw del prossimo Australian Open e Matthew Ebden (2) ha ingranato la quarta per esserci senza bisogno di sperare nelle qualificazioni. Semifinale a Traralgon tre settimane fa, vittoria a Canberra e ieri vittoria anche al Dunlop Srixon World Challenge di Toyota. Ebden si è preso il secondo Challenger del 2017 battendo in finale Calvin Hemery (7) 7-6(3) 6-3, ma soprattutto la posizione numero 80 del ranking ATP che lo fa ben sperare in vista del 2018. Oltre a Hemery, che in Giappone ha conquistato due finali consecutive, un altro giovane si sta mettendo in luce nei Challenger asiatici. Il polacco Hubert Hurkacz in Cina ha conquistato un quarto di finale e una finale, a Shenzhen, mentre questa settimana ha raggiunto le semifinali, perse al terzo set 4-6 6-4 7-6(2) contro Ebden; questi ultimi risultati gli sono valsi il suo best ranking (237).

Risultato finale: [2] M. Ebden b. [7] C. Hemery 7-6(3) 6-3


Brescia, Italia (€43.000 + H) – Orfano delle prime due teste di serie Marton Fucsovics e Marius Copil, gli Internazionali di Brescia hanno visto trionfare il tennista più in forma in tabellone. Reduce dalla vittoria nella sua Bratislava, Lukas Lacko (4) si è ripetuto nel Challenger italiano perdendo un solo set nel corso del torneo. Vinti i primi due turni contro avversari agevoli (il qualificato Lukas Klein e il lucky loser Giovanni Fonio), lo slovacco ha battuto nei quarti Stefano Travaglia (6) per 6-1 6-4 e in semifinale Mirza Basic (8) per 6-7(3) 6-4 7-6(1). Nella parte alta Andreas Seppi (3) non è riuscito ad andare oltre ai quarti di finale: vinto il secondo turno contro il promettente Alejandro Davidovich Fokina, l’altoatesino ha perso 3-6 6-3 6-4 contro Laurynas Grigelis. Reduce da due vittorie a livello Future in Marocco, il lituano ha avuto poi la meglio su Viktor Galovic (che dopo la vittoria di Recanati a luglio ha ottenuto solo un quarto di finale a Ortisei) in due set, 7-6(4) 6-1. Grigelis in finale però non è riuscito a tenere testa a Lacko, il quale si è imposto 6-1 6-2 in appena 45’. Con questa vittoria Lacko ha guadagnato undici posizioni nel ranking, entrando nella top 100.

Risultato finale: [4] L. Lacko b. L. Grigelis 6-1 6-2

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Kei Nishikori in campo agli Australian Open? http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/kei-nishikori-campo-agli-australian-open-video/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/kei-nishikori-campo-agli-australian-open-video/#respond Mon, 20 Nov 2017 15:43:33 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233017 Il nipponico torna ad allenarsi. Il rientro in Australia e la sfida in Davis con l'Italia sono adesso più vicini]]>

Kei Nishikori fa parte della lunga lista di infortunati in questo folle 2017. A fargli compagnia sono stati i grandi assenti nella seconda metà di stagione, Novak Djokovic, Andy Murray e Stan Wawrinka, insieme a Milos Raonic. Un’annata che ha visto la resurrezione degli eterni rivali Federer-Nadal, al contempo ha momentaneamente salutato le star del 2016. La defezione meno sorprendente è stata proprio quella di Nishikori, il quale da sempre si arrabatta tra infortuni e rinascite. Questa volta, però, il problema al polso ha creato forti dubbi sul rientro del nipponico già dalle prime battute del 2018, stando alle parole del suo allenatore Dante BottiniInvece, il tennista del Sol Levante ha sorpreso i suoi followers con un video postato su Twitter in cui riprende il suo primo allenamento dopo l’infortunio. Nessuno si sarebbe mai aspettato un rientro così precoce.

Ora i fan del giapponese possono sperare di rivederlo in campo già all’Australian Open, nel quale Nishi avrebbe un tabellone non agevole a causa della sua attuale posizione in classifica, 22 ATP. Inoltre, l’ex numero 4 del mondo dovrà difendere i punti guadagnati nella finale del torneo di preparazione al primo Slam dell’anno (Brisbane), persa contro Grigor Dimitrov al terzo set. Si prospetta un cammino in salita per il nipponico, qualora dovesse rientrare ad inizio anno. Un altro appuntamento importante per Kei è la sfida di Coppa Davis contro l’Italia, in programma dal 2 al 4 febbraio, evento che fino a qualche mese fa sembrava compromesso. Nel caso in cui Nishikori dovesse difendere i colori giapponesi, gli azzurri dovranno temere un’insidia in più.

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Mondo Futures: Bonadio ancora KO in finale http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/mondo-futures-bonadio-ancora-ko-finale/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/mondo-futures-bonadio-ancora-ko-finale/#respond Mon, 20 Nov 2017 15:43:24 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=233182 Seconda finale consecutiva senza vittoria per Bonadio: ad Antalya si ritira contro Rochette. Primo Futures per Emil Ruusuvuori ("Maestro" ITF Junior 2017)]]>

Helsinki, Finlandia F4 ($25.000) – Prima vittoria in carriera per il diciottenne finlandese Emil Ruusuvuori. Nel corso del torneo Ruusuvuori ha battuto ai quarti Albano Olivetti (4) 6-2 6-3, in semifinale Mohamed Safwat (1) 6-7(4) 67(5) 6-1 e in finale Evgeny Karlovskiy (3) 4-6 6-0 6-1.

Risultato finale: E. Ruusuvuori b. [3] E. Karlovskiy 4-6 6-0 6-1


Santa Fe, Argentina F9 ($15.000) – Martin Cuevas (2) supera con un netto 6-1 6-0 Geronimo Espin Busleiman e vince il secondo Future in Argentina nelle ultime tre settimane. Il venticinquenne uruguaiano nel corso del torneo non ha mai perso più di quattro game in un set, l’avversario più ostico da lui affrontato è stato Mariano Kestelboim (6) nei quarti, battuto con il punteggio di 6-4 6-2. Per Cuevas questo è il quarto successo in singolare del 2017.

Risultato finale: [2] M. Cuevas b. G. Espin Busleiman 6-1 6-0


Santos, Brasile F2 ($15.000) – Sui trentadue tennisti in tabellone trenta erano brasiliani. Facile pronosticare dunque una vittoria casalinga nel secondo Future verdeoro dell’anno. A vincere è stato Rafael Matos (6), al suo secondo successo in stagione. In semifinale Matos ha battuto in rimonta Nicolas Santos (3) 1-6 6-3 6-3, mentre in finale il ventunenne di Porto Alegre ha avuto la melgio su Wilson Leite (7) con il punteggio di 6-2 3-6 6-3

Risultato finale: [6] R. Matos b. [7] W. Leite 6-2 3-6 6-3


Ricany, Repubblica Ceca F10 ($15.000) – Marek Jaloviec (1) ha monopolizzato le ultime tre edizioni dei Future cechi con altrettante vittorie. L’ultima lo ha visto battere in finale Marvin Moeller per 7-6(4) 6-2. Jaloviec ha superato con estrema facilità il match contro l’avversario più ostico, il connazionale Michal Konecny (3), al quale ha rifilato un doppio 6-1.

Risultato finale: [1] M. Jaloviec b. M. Moeller 7-6 (4) 6-2


Sharm el Sheikh, Egitto F34 ($15.000) – Cem Ilkel (1) perde la finale del Future di Sharm el Sheikh, rimanendo ancora a una sola vittoria in stagione. Ad alzare il trofeo è stato Roman Safiullin con il punteggio di 7-5 7-6(3) il quale si è così regalato la prima vittoria in singolare in carriera. Safiullin nel corso del torneo ha battuto anche il numero 2 del seeding Roberto Ortega-Olmedo, 7-6(2) 7-6(6), e Vladyslav Manafov (4), 6-3 6-3.

Risultato finale: R. Safiullin b. [1] C. Ilkel 7-5 7-6(3)


Heraklion, Grecia F9 ($15.000) – In Grecia vince il numero 1 del tabellone Carlos Gomez-Herrera che in finale batte 7-6(3) 6-1 Jakob Sude. Sude che in semifinale ha eliminato Yaraslav Shyla (2), uno dei favoriti, per 6-2 6-3. Marco Bortolotti in coppia con Miles Seemann ha vinto il torneo di doppio battendo al super tie-break i numeri 1 del seeding Altug Celikbilek e Yaraslav Shyla, 7.6(1) 4-6 10-7 il punteggio.

Risultato finale: [1] C. Gomez-Herrera b. J. Sude 7-6(3) 6-1


Meshref, Kuwait F3 ($15.000) – Maximilian Neuchrist (2) fa tre su tre in Kuwait. Questa settimana a piegarsi al ventiseienne austriaco è stato Baptiste Crepatte (3), battuto 7-5 6-4 in finale. Anche Filippo Leonardi (7) si è dovuto arrendere perdendo contro di lui la semifinale per 6-4 7-6(3).

Risultato finale: [2] M. Neuchrist b. [3] B. Crepatte 7-5 6-4


Campeche, Messico F5 ($15.000) – Evan Song (3) rovina la festa del tennista di casa Manuel Sanchez (5) togliendoli la gioia di tornare alla vittoria in singolare a distanza di due anni. Dopo aver vinto in rimonta in semifinale contro il numero 1 del tabellone Alejandro Gomez 4-6 6-4 6-1, lo statunitense ha battuto Sanchez con un doppio 6-2.

Risultato finale: [3] E. Song b. [5] M. Sanchez 6-2 6-2


Agadir, Marocco F6 ($15.000) – Ad Agadir finale tra le prime due teste di serie del tabellone. Ivan Gakhov (1) ha battuto in semifinale Miguel Semmler (4) 7-5 6-4, mentre Pol Toledo Bague (2) ha avuto la meglio con un doppio 6-3 su Lamine Ouahab (3). La finale ha visto il tennista russo avere la meglio sul doppista spagnolo al termine di un match tirato vinto 7-6(5) 7-5. Seconda vittoria consecutiva in doppio per Raul Brancaccio e Javier Barranco Cosano, in finale le teste di serie numero 2 hanno battuto 6-2 6-2 i numeri 1 Sergio Martos Gornes e Toledo Bague.

Risultato finale: [1] I. Gakhov b. [2] P. Toledo Bague 7-6(5) 7-5


Hammamet, Tunisia F35 ($15.000) – Doppietta di Nikola Cacic in Tunisia. Nel singolare il tennista serbo ha superato in finale Carlos Boluda-Purkiss (3) con il punteggio di 6-1 6-2, mentre nel doppio ha vinto in coppia con Nino Serdarusic (sconfitto in semifinale nel singolare da Boluda-Purkiss) battendo in finale la coppia formata da Moez Echargui e Anis Ghorbel per 7-5 6-3.

Risultato finale: N. Cacic b. [3] C. Boluda-Purkiss 6-1 6-2


Antalya, Turchia F43 ($15.000) – Riccardo Bonadio (5) si ritira in finale contro Laurent Rochette quando il punteggio era di 7-6(3) 1-0 in favore del ventinovenne francese, alla sua prima vittoria stagionale. Un peccato per Bonadio che già la scorsa settimana non era riuscito a vincere ad Antalya il suo terzo Future in singolare della stagione e che sabato, in coppia con Pietro Rondoni (1), aveva vinto il torneo di doppio battendo 5-7 6-3 10-6 la coppia Pavel Krainik/Maciej Smola.

Risultato finale: L. Rochette b. [5] R. Bonadio 7-6(3) 1-0 rit.


Pensacola, Stati Uniti F37 ($15.000) – Quarta vittoria stagionale, terza negli Stati Uniti, per Emilio Gomez (7). In finale il colombiano ha battuto Ulises Blanch (5) in rimonta 3-6 7-5 6-1. Male le prime due teste di serie del tabellone: Sekou Bangoura (1) si è ritirato al secondo turno contro William Grant sul punteggio di 7-5 2-1 in favore di quest’ultimo, mentre Fabrizio Ornago (2) ha perso, sempre al secondo turno, contro Duarte Vale con il punteggio di 6-7(5) 7-5 6-0.

Risultato finale: [7] E. Gomez b. [5] U. Blanch 3-6 7-5 6-1


Thu Dau Mot City, Vietnam F2 ($15.000) – Viene sconfitto in finale il tennista di casa Nam Hoang Ly (6). Il ventenne vietnamita aveva superato in semifinale lo scoglio più grande, Enzo Couacaud (3), il quale si è ritirato a fine primo set sul punteggio di 5-2 per Ly. Il torneo se l’è aggiudicato Jonathan Gray, al suo primo successo in carriera in singolare, vincendo la finale con il punteggio di 7-6(4) 6-3. La coppia numero 4 del tabellone Miliaan Niesten/Francesco Vilardo vince il torneo di doppio battendo in finale i numeri 1 Danilar Duldaev/Sanjar Fayziev per 6-2 7-6(3).

Risultato finale: J. Gray b. [6] N. Ly 7-6 (4) 6-3

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ATP Finals: il torneo dei Maestri in 60 foto http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/atp-finals-il-torneo-dei-maestri-in-60-foto/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/atp-finals-il-torneo-dei-maestri-in-60-foto/#respond Mon, 20 Nov 2017 15:40:31 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=232904 Ripercorriamo la settimana del Masters di Londra e il trionfo di Grigor Dimitrov attraverso gli scatti di Alberto Pezzali]]>
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ATP: tutti i campioni del 2017 http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/atp-tutti-campioni-del-2017/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/11/20/atp-tutti-campioni-del-2017/#respond Mon, 20 Nov 2017 15:30:42 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=232687 Grigor Dimitrov ha conquistato domenica le ATP Finals, chiudendo così la stagione ATP 2017. Ma chi è stato il più proficuo dell'anno? (Su, è facile, dovreste saperlo)]]>

Il 2017 ha visto otto giocatori alzare un trofeo ATP per la prima volta in carriera. Dall’inizio del decennio, sono stati 52 i neo-vincitori: il picco nel 2011 con 10, il punto più basso nel 2012 con il solo Klizan capace di vincere il primo titolo. L’età media dei neo-titolati è di 25 anni, quasi 4 anni in più delle neo-titolate WTA. Degli otto nuovi campioni, cinque sono europei (Müller, Rublev, Coric, Dzumhur, Gojowczkyk), uno americano (Harrison), uno giapponese (Sugita), e uno sudcoreano (Chung, per quanto le NextGen Finals di Milano non siano riconosciute a tutti gli effetti come un torneo del circuito), a conferma di un trend che dal 2010 vede i neo-titolati venire dal Vecchio Continente 6 volte su 10.

Il più proficuo della stagione appena conclusa è stato Roger Federer: 7 i titoli portati a casa dalla leggenda svizzera: 2 Slam, 3 Master 1000, e 2 ATP500. Roger ha perso una sola finale: a Montreal contro Sasha Zverev. Il tedesco, che ha terminato l’anno al numero 4 al mondo, sorpassato in extremis dal nuovo Maestro Grigor Dimitrov, ha vinto 5 tornei in stagione, fra cui i suoi primi due Master 1000. Il numero 1 al mondo, Rafa Nadal, detiene invece il più alto numero di finali del 2017: 10. In sei di questi casi è tornato a casa con il trofeo (2 Slam, 2 Master 100 e 2 ATP500). Tra i pluri-vincitori, seguono Dimitrov e Tsonga, appaiati con 4 titoli a testa (più di peso quelli di bulgaro, che ha portato a casa il 1000 di Cincinnati e il Master di fine anno).  Oltre ai sopracitati sono stati 9 i giocatori a conquistare più di un torneo nel 2017 : Sock e Pouille con 3 tornei a testa, e Querrey, Goffin, Müller, Dzumhur, Djokovic, Bautista-Agut, e Isner con 2.

Nella classifica per nazioni, domina la Spagna con 11 titoli, seguita da Stati Uniti con 9, Svizzera con 8, e Francia e Germania con 7. L’Italia è ferma a una vittoria, con la vittoria di Fognini a Gstaad, e 3 sconfitte in finale (sempre Fognini a San Pietroburgo, e Lorenzi a Quito e Umago).

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