UBITENNIS http://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Sun, 20 Aug 2017 09:42:36 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Ranking: lunedì cambieranno (quasi) tutti i numeri 1. Con Halep sarebbe en plein http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/ranking-lunedi-cambieranno-quasi-tutti-numeri-1-con-halep-sarebbe-en-plein/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/ranking-lunedi-cambieranno-quasi-tutti-numeri-1-con-halep-sarebbe-en-plein/#respond Sun, 20 Aug 2017 09:42:36 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217511 Sarà un lunedì da record: quattro le classifiche, tre i nuovi numeri 1. E con Halep potrebbero diventare addirittura quattro]]>

Si fatica a ricordare una settimana con più stravolgimenti in classifica. Lunedì mattina i quattro ranking potrebbero avere quattro leader diversi rispetto a quelli del lunedì precedenti. La certezza c’è già per tre graduatorie.

È ormai risaputo che in testa al ranking ATP di singolare ci sarà Rafa Nadal, a tre anni dall’ultima volta. Lo spagnolo metterà fine al “principato” di Andy Murray durato 41 settimane. Lo scozzese è stato il 26esimo numero 1 della storia ATP e – per ora – il 14esimo per longevità, con una settimana in più delle 40 di Nastase e due in meno delle 43 di Kuerten.

Anche il ranking ATP di doppio subirà un cambio della guardia. Henri Kontinen è pronto a riprendersi la vetta della classifica conquistata ad aprile e mollata tre mesi dopo. A farne le spese sarà il brasiliano Marcelo Melo, che da detentore del titolo si è fermato in semifinale contro Murray/Soares. Kontinen a sua volta è stato già eliminato dal torneo di Cincinnati, ai quarti di finale, ma la sconfitta al primo turno nella scorsa edizione fa sì che il finlandese possa aumentare comunque il suo bottino in classifica. Anche Peers (partner di Kontinen) e Kubot (partner di Melo) scavalcano il brasiliano, che dalla prima piazza piomba quindi alla quarta.

La terza nuova numero 1 arriverà dal ranking WTA di doppio e risponde al nome di Lucie Safarova, la compagna della sfortunatissima Bethanie Mattek-Sands. Per ironia della sorte la tennista ceca scavalcherà in classifica proprio la sua partner, ferma ai box per il terribile infortunio occorsole a Wimbledon che le ha provocato la rottura del tendine rotuleo. Safarova ha raggiunto questo risultato grazie ai risultati maturati in coppia con Barbora Strycova, nuova compagna “part-time” in attesa del ritorno in campo della statunitense. La coppa Safarova/Strycova ha raggiunto i quarti a Birmingham e le semifinali a Toronto e Cincinnati, sconfitte dalle vincitrici del torneo Hingis/Chan.

La quarta nuova numero 1, per chiudere un “en plein” dal sapore di record, potrebbe essere Simona Halep. La tennista rumena avrà sulla racchetta la quarta occasione di questo 2017 per salire in vetta al ranking, ma per farlo dovrà sconfiggere in finale a Cincinnati la campionessa di Wimbledon Garbine Muguruza. 

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Puoi essere veloce, ma non più veloce di Ferrer: Kyrgios s’inchina http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/puoi-essere-veloce-ma-non-piu-veloce-di-ferrer-kyrgios-sinchina/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/puoi-essere-veloce-ma-non-piu-veloce-di-ferrer-kyrgios-sinchina/#respond Sun, 20 Aug 2017 08:48:00 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217505 VIDEO - Solo applausi per David Ferrer: a 35 anni arriva ancora dovunque. Dovunque!]]>

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ATP Challenger: Giustino e Napolitano, che batoste! http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/atp-challenger-giustino-e-napolitano-che-batoste/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/atp-challenger-giustino-e-napolitano-che-batoste/#respond Sun, 20 Aug 2017 08:29:40 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217506 Le avventure del campano a Cordenons e del piemontese a Vancouver terminano in semifinale con due pesanti sconfitte ]]>

Questa settimana non ci sarà nessun italiano in finale in un torneo Challenger. Lorenzo Giustino e Stefano Napolitano hanno infatti perso le loro semifinali, rispettivamente a Cordenons e Vancouver. E pure molto nettamente considerato che complessivamente in due hanno racimolato la miseria di 4 game.

Sulla terra battuta del torneo friulano, Giustino si è inchinato al 21enne svedesi di origini etiopi Elias Ymer con il punteggio di 6-1 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Il 25enne tennista partenopeo ha così fallito l’accesso alla sua seconda finale Challenger in carriera dopo quella raggiunta a Sibiu, in Romania, nel settembre dello scorso anno ma, grazie al risultato ottenuto, scalerà 9 gradini nel ranking ATP fino alla 188esima posizione. Nell’epilogo del torneo, Ymer sfiderà lo spagnolo Roberto Carballes Baena, il quale, nell’altra semifinale, avanti 5 a 1 nel primo set, ha approfittato del ritiro del serbo Laslo Djere, testa di serie n.1 del tabellone. Il conto dei precedenti scontri diretti tra i due finalisti, disputatisi sempre sulla terra battuta, è in parità sul 2 a 2.

È andata ancora peggio a Vancouver a Napolitano. Sul cemento canadese, il 22enne di Biella è stato infatti dominato con lo score di 6-0 6-1 dall’australiano Jordan Thompson, testa di serie n.2 del seeding in un’ora di gioco e n79 del ranking ATP. Napolitano ha mancato l’appuntamento con la sua terza finale Challenger, dopo le due ottenute nel 2016 a Todi e Ortisei. Si potrà consolare però con il ritorno nei Top 200 della classifica mondiale (sarà 191 per la precisione). Nella finale del torneo nordamericano, Thompson affronterà l’ex promessa del tennis tedesco Cedrik Marcel Stebe, che ha sconfitto in semifinale il bela Joris De Loore con il punteggio di 6-2 6-4. Non ci sono precedenti tra Thompson e Stebe.

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Cincinnati: i pronostici delle finali http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/cincinnati-pronostici-delle-finali/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/cincinnati-pronostici-delle-finali/#respond Sun, 20 Aug 2017 08:19:00 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217496 Proviamo a capirci qualcosa. Kyrgios è davvero il favorito contro Dimitrov? Halep riuscirà (finalmente) a diventare numero 1?]]>

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Cincinnati: la finale maschile

Nick Kyrgios è davvero favorito come dicono le quote? Sì, probabilmente lo è. A metà del match contro Karlovic l’australiano ha cambiato marcia, per tennis e linguaggio del corpo. Si è avuta netta la sensazione che abbia percepito la possibilità di vincere questo torneo. Il cambio di passo lo ha fatto anche Dimitrov, autore di una prova maiuscola contro un buon Isner in semifinale. Kyrgios rimane favorito perché superiore nei due colpi che prevedibilmente domineranno il tema tattico dell’incontro, servizio e dritto, e perché sebbene per entrambi sia la prima finale a livello Masters 1000, Dimitrov di occasioni per arrivarci ne ha sciupate molto di più.

Dove Dimitrov forse può vantare un piccolo vantaggio è sulla condizione atletica, apparsa molto brillante tra quarti di finale e semifinale. Il sospetto però è che Kyrgios abbia tutte le armi per evitare che la partita scada nella lotta. Del resto è stato lui stesso a dirlo: ho bisogno dei grandi match, sono le prime partite del torneo quelle in cui mi distraggo.

Nick Kyrgios 2-0 @2.37

Cincinnati: la finale femminile

Qui l’equilibrio regna sovrano e ce n’è ben donde. Muguruza che torna in una finale non-Slam dopo due anni è la dimostrazione che forse la spagnola vuole iniziare a fare sul serio, anche in ottica di continuità. Halep si trova per la quarta volta a una sola vittoria dalla vetta del ranking: ha sciupato le prime tre occasioni e teoricamente non dovrebbe proprio sciupare questa, che le consegnerebbe anche la prima testa di serie all’US Open.

Il cammino di Halep è stato molto più lineare di quello di Muguruza, costretta ad annullare match-point contro Keys e impegnata in una lunga battaglia anche contro Kuznetsova. Quello che deve preoccupare la n.2 rumena però è l’agio con cui la spagnola ha dominato la n.1 Pliskova. Muguruza non ha sofferto neanche per un istante il tennis potente della sua avversaria, opponendone una sua versione molto più efficace. Anche Halep ha sofferto poco le bordate di Stephens, ma parliamo di una giocatrice appena rientrata in top 100 dopo un lungo stop.

Precedenti? 2-1 Muguruza, ma l’ultimo (vinto da Halep) è datato 2015. Questo non ci da troppo indicazioni. Il pronostico però pende su Muguruza perché forse è vero che Halep fatica a fare l’ultimo passo, e quando l’ostacolo si fa davvero impervio emerge una certa lacuna del suo tennis: può fare quasi tutto, ma non ha i colpi per “ammazzare” una partita. Muguruza sì.

Muguruza 2-1 @ 4.33

Gli altri incontri: ATP Winston-Salem e WTA New Haven

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Nick da numero uno (Grilli). Riecco Dimitrov. La generazione dei senza Slam ritrova un eroe (Crivelli). Muguruza travolgente, trova Halep per il titolo (Crivelli) http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/nick-da-numero-uno-grilli-riecco-dimitrov-la-generazione-dei-senza-slam-ritrova-un-eroe-crivelli-muguruza-travolgente-trova-halep-per-il-titolo-crivelli/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/20/nick-da-numero-uno-grilli-riecco-dimitrov-la-generazione-dei-senza-slam-ritrova-un-eroe-crivelli-muguruza-travolgente-trova-halep-per-il-titolo-crivelli/#respond Sun, 20 Aug 2017 06:47:18 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217492 Nick da numero uno (Massimo Grilli, Corriere dello Sport) Evidentemente, Nick deve avere un conto aperto con Nadal. Il primo luglio de1 2014, sui prati di Wimbledon, il semisconosciuto Kyrgios – 19 anni e numero 144 del mondo – superò negli ottavi di finale Rafa, seconda testa di serie del torneo ma numero 1 del […]]]>

Nick da numero uno (Massimo Grilli, Corriere dello Sport)

Evidentemente, Nick deve avere un conto aperto con Nadal. Il primo luglio de1 2014, sui prati di Wimbledon, il semisconosciuto Kyrgios – 19 anni e numero 144 del mondo – superò negli ottavi di finale Rafa, seconda testa di serie del torneo ma numero 1 del mondo. L’impresa gli è riuscita di nuovo venerdì sera: un 6-2 7-5 per sconfiggere il mancino di Manacor che da domani sarà nuovamente il numero 1 Atp, e pareggiare così i confronti diretti (2-2). Di fronte ad un Nadal troppo falloso e forse penalizzato dall’aver dovuto giocare due match in un solo giorno – come ha dovuto fare anche il suo avversario, più giovaane di lui di nove anni – Kyrgios si è esaltato, dominando all’inizio e ammortizzando senza problemi anche il break subito sul 5-4 del secondo set. Che il ragazzo di Canberra, perfetta espressione del melting pot della nuova Australia (padre greco, madre malese) giochi – quando vuole – bene, spesso benissimo, è un dato di fatto. Che non abbia paura di affrontare i campioni della racchetta l’abbiamo capito da tempo. Che però un talento così non sia riuscito finora ad issarsi oltre il 13° posto del ranking (ora è 23) è un mistero fin troppo facile da spiegare con i suoi ricorrenti problemi alla schiena e soprattutto con un carattere pigro e incostante, troppo incline ad atteggiamenti da bad boy. «Negli ultimi mesi ho avuto molti alti e bassi. Dopo la Coppa Davis ero in un gran momento poi mio nonno è morto e ho avuto altri problemi fuori dal campo. La mia testa era tra le nuvole», ha detto Kyrgios, recentemente abbandonato dal suo grande amore, la connazionale e collega Ajla Tomljanovic, sembra a causa di una notte brava trascorsa con due ragazze a Londra «Ho passato un periodo di merda, scusate per la volgarità ma ci sono state un sacco di cose che mi hanno distratto dal tennis». Il problema per Nick non è tanto sfidare i campioni («è facile caricarsi in questi incontri»), ma trovare le motivazioni giuste per impegnarsi in tutti i tornei. «Se gioco a Cincinnati contro Nadal rendo il massimo ma il problema per me è farlo ogni giorno. E’ vero, in match ridicoli su campi secondari qualche volta mi sono impegnato poco. Quest’anno a Lione con 5 spettatori sugli spalti, ho perso contro Kicker. Stanotte ho giocato contro Rafa e ho vinto. Ora però voglio cambiare e tornare sulla strada giusta». Ci riuscirà il simpatico Nick, che venerdì ha travato anche il tempo di farsi un seìfie in un cambio campo? La sfida con il vecchio, ma ancora solidissimo, Ferrer ci avrà dato stanotte la prima risposta.

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Riecco Dimitrov. La generazione dei senza Slam ritrova un eroe (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

La terra di mezzo non se la passava troppo bene, schiacciata dalla leggenda infinita dei Fab Four e dall’esuberanza dell’arrembante Next Gen, il futuro che è già qui. Decennio amaro per i giocatori nati tra il ‘90 e il ‘94, che in definitiva non sono riusciti a scalzare Federer e compagnia dal dominio ultradecennale (una sola finale Slam giocata, quella di Raonic a Wimbledon l’anno scorso) e adesso rischiano l’oscuramento dalla generazione degli Zverev. Troppo tardi? Forse no, se l’ineffabile Grigor Dimitrov dimostrerà finalmente che la settimana di grazia a Cincinnati non è soltanto l’ennesimo fuoco fatuo di una paglia certamente di talento ma senza quella continuità di rendimento e di risultati che segnano la differenza tra un ottimo giocatore e i campionissimi. Del resto, se a caratterizzare la stagione sono stati al momento il trentunenne Nadal e soprattutto il trentaseienne Federer, rimane ancora tempo a Grisha, che di anni ne ha 26, per dare ragione a quelli che, vedendogli vincere Wimbledon e Us Open juniores nel 2008, lo battezzarono Baby Fed per la somiglianza gestuale (nei colpi) con lo svizzero e gli pronosticarono una solida carriera da top player. Il paragone con Roger gli ha certamente tarpato le ali non appena si è mosso tra i professionisti, lo ha schiacciato sotto pressioni che non poteva sopportare, ma anche adesso che nessuno più glielo fa pesare, Dimitrov continua a stare in altalena, vittima in realtà di un vizio che aveva rivelato fin da ragazzino: a volte, si specchia troppo nel suo tennis fino ad annoiarsi, unendo poi l’insipienza al piacere delle eccellenti compagnie femminili. Un peccato tecnico, perché con la sua classe il bulgaro non dovrebbe fare avanti e indietro in classifica come una trottola, ma rimanere stabile e sicuro tra i primi dieci del mondo, e magari anche più su. Prendete questa stagione, cominciata con il successo a Brisbane, la favolosa semifinale persa in cinque ore contro Nadal in Australia e un’altra vittoria a Sofia e poi proseguita con una terribile primavera sul cemento americano e sulla terra europea, prima di un tenero risveglio a Wimbledon (ottavi e ko con Federer). Nei primi due mesi dell’anno, insomma, sembrava finalmente il giocatore sognato, anche grazie alle cure di coach Vallverdu, ex di Murray, capace di restituirgli resistenza fisica senza sottrargli il talento, impresa che invece non riuscì a Rasheed; ma poi è ripiombato nel buio. Fino a questi giorni in Ohio, quelli dell’ennesima resurrezione: prima finale Masters 1000 in carriera, appena il quarto tennista degli anni 90 (dopo Janowicz, Raonic e Zverev) a riuscirci, e per di più senza perdere un set: «E’ colpa nostra, se la nostra generazione non ha ancora vinto Slam: vuol dire che non siamo stati capaci di perfezionare tutti i dettagli». Chissà se la situazione contingente, con i tabelloni dettati dagli infortuni, colmerà la lacuna; tra i semifinalisti di Cincy, intanto, solo Ferrer ha vinto un solo Masters 1000 (Bercy). E nonostante Kyrgios abbia impressionato almeno per un giorno travolgendo Nadal, Dimitrov ha la grande occasione per sottrarsi da tutte le ombre. Il sole della terra di mezzo.

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Muguruza travolgente, trova Halep per il titolo (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

L’aria dei grandi appuntamenti risveglia, come sempre, le voglie e le ambizioni di Garbine Muguruza, la vincitrice di Wimbledon che insegue ancora un successo in un Premier (la categoria più alta sotto gli Slam) e sul cemento americano. L’occasione le capiterà stasera a Cincinnati, dopo aver eliminato la numero uno del mondo Karolina Pliskova, interrompendo una striscia di sei sconfitte consecutive contro la ceca dopo la prima vittoria nel 2013. Partita dominata dalla spagnola con radici venezuelane, più incisiva dell’avversaria al servizio e decisamente meno fallosa: solo 13 gratuiti contro 28. Garbine era reduce da due maratone (2 ore e 18 minuti contro la Keys, con tre match point annullati e 2 ore e 45 minuti contro la Kuznetsova) che però non hanno inciso sulla debordante condizione atletica. In finale trova la Halep, appena 54 minuti per battere la Stephens, che in caso di successo conquisterà il primo posto in classica mondiale.

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Cincinnati: Dimitrov-Kyrgios, la finale Masters 1000 più giovane http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/atp-cincinnati-finalmente-dimitrov-prima-finale-un-masters-1000/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/atp-cincinnati-finalmente-dimitrov-prima-finale-un-masters-1000/#respond Sat, 19 Aug 2017 20:23:12 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217481 Il bulgaro supera in due tie-break John Isner. Il secondo è uno dei più belli dell'anno, vinto dopo aver annullato tre set point. Stesso punteggio con Kyrgios che piega un coriaceo Ferrer. Per i due è la prima finale Masters 1000 in carriera]]>

Dal nostro inviato a Cincinnati,

[7] G. Dimitrov b. [14] J. Isner 7-6(4) 7-6(10)

Non c’è nessuno dei Fab 4 impegnato nelle semifinali odierne per la prima volta dal torneo di Bercy 2012, ed un po’ l’atmosfera nel Lindner Center ne risente: i cacciatori di autografi intorno alla passerella che conduce dall’ingresso alla players’ lounge non arrivano alla decina, mentre solitamente ci sono “strati” su “strati” di appassionati urlanti armati di megapalle e Sharpie. Lo spettacolo offerto dalla prima semifinale è stato comunque di livello apprezzabile, con un finale thrilling e con un vincitore nuovo anche se non “stars and stripes” come il pubblico magari avrebbe preferito.

La differenza l’hanno fatta pochi punti, come succede spesso quando c’è in campo John Isner, e nella giornata è stata decisiva la maggiore versatilità di Dimitrov che nei momenti decisivi del tie-break è stato molto abile a convertire alcune situazioni di transizione da difesa ad attacco.

Nessuno dei 12.000 del Centrale è sorpreso quando la partita si rivela fedelissima alla regola del servizio. Isner fa il suo solito gioco, l’unico che può fare, quello che l’ha portato nei Top10, e bombarda a più non posso sulla battuta, cercando di aggiustarsi il diritto per caricare l’attacco. Dimitrov ha un atteggiamento più conservativo, cerca di iniziare il palleggio da fondo quando riesce a rispondere all’avversario, anche perché ha sicuramente più colpi di Isner per sostenere il barrage da fondo. Ci sono solo due palle break in tutto il set, concesse da Dimitrov al sesto game, entrambe annullate con buona autorità. Al tie-break si arriva con il bulgaro che ha vinto un punto in più, e tutto si decide proprio su un punto, sul 2-2, quando Isner per la prima volta nel “jeu decisif” non mette la prima e viene infilato da un passante di rovescio lungolinea di Dimitrov quando si spinge a rete su una palla meno incisiva. Quarantanove minuti e Grigor è avanti un set a zero.

Secondo set che non cambia di molto, se non che tutti e due aumentano l’efficienza del servizio anche sulla seconda, dopo aver avuto nel primo set una percentuale di conversione inferiore al 50%. Un solo game ai vantaggi fino al 5-4 Dimitrov, quando due errori di diritto iniziali di Isner contribuiscono a concedere il primo match point al bulgaro. Una prima a 135 miglia orarie lo annulla, ed altri due servizi portano il punteggio in parità. Il match si scalda, il pubblico pure, anche se sotto il sole dell’Ohio sono probabilmente già tutti strinati come aragoste. Al 6-6 questa volta si arriva con 36 punti ciascuno ed i 22 punti che seguono rappresentano decisamente la parte più bella del match, anche perché i servizi sono un po’ meno dominanti.

Dimirtov va subito 2-0 con un minibreak grazie ad un errore di rovescio di Isner, ma la parità torna subito dopo (2-2) quando l’attacco di Long John paga dividendi. Un serve and volley sciagurato appena dopo il cambio di campo fa tornare Grigor avanti (4-3), ma un passante di diritto in corsa lungolinea da distanza siderale regala a Isner l’immediato pareggio (4-4). Si procede punto a punto: set point per Isner sul 6-5 e sull’8-7, match point per Dimitrov sul 7-6 e sul 9-8, tutti annullati da servizi o colpi immediatamente dopo il servizio. Sul 10-9 Isner la sua vera occasione: costretto sulla difensiva alza un lob che atterra sulla riga di fondo, sulla palla seguente viene avanti ma lo fa con un colpo non abbastanza penetrante e viene trafitto da un passante di rovescio lungolinea di Dimitrov. Sul 10-10 un lungo scambio finisce con Isner che si fa attaccare e finisce per mettere lungo un lob di rovescio, con qualche recriminazione per un colpo precedente di Dimitrov che forse era fuori e su cui John non ha chiamato il challenge. Il quarto match point per il bulgaro è quello buono, ed il diritto in rete di Isner pone fine al match dopo 2 ore e 3 minuti mandando il bulgaro alla sua prima finale di un Masters 1000.

N. Kyrgios b D. Ferrer 7-6(3) 7-6(4) 

Non fa effetto a Kyrgios la sbornia della vittoria su Nadal e dei due incontri in un giorno solo affrontati venerdì. Nella seconda semifinale del Western and Southern Open di Cincinnati supera con due tie break (esattamente come era finita la prima semifinale) il redivivo Ferrer, che è uscito dal torneo con l’onoer delle armi e con la consapevolezza di aver ritrovato un buon livello di gioco alla vigilia dell’ultimo Slam stagionale.

Dopo circa un quarto d’ora di ritardo dovuto ad un improvviso scroscio, la seconda semifinale inizia con Ferrer molto più aggressivo del solito: due discese a rete nei primi due punti del match sono una rarità per qualcuno che di solito a rete ci andava solo a stringere la mano all’avversario. Ma come diceva un vecchio saggio, gli attaccanti vanno attaccati, ed ecco quindi che l’accorto David prende a far muovere il suo avversario appena può per non lasciargli l’iniziativa. Nei primi cinque game chi risponde raccoglie cinque punti, sul 3-3 c’è l’unico game del set che arriva ai vantaggi, nel quale Ferrer respinge l’arrembaggio di un Kyrgios piuttosto indispettito per non riuscire a controllare come vorrebbe la battuta dell’iberico. Nick è molto lesto ad avanzare nel campo quando gioca un passante, ma David è molto attento a tenere lunghe le volée in modo da mettere fuori gioco il suo avversario. Ferrer è a due punti dal set sul 6-5 15-30, ma tre bombe di servizio di Kyrgios rimandano tutto al tie-break, che è tutto di marca australiana: prima 4-1 poi 6-3 per Nick, che con un diritto vincente chiude il primo set dopo 55 minuti di gioco.

Dopo un set senza palle break, la musica cambia nel secondo parziale: è Kyrgios il primo ad andare sul 15-40 nel quarto gioco, ma Ferrer sostenuto dal pubblico chiaramente dalla sua parte, risale dal baratro, anche grazie ad un errore piuttosto gratuito con il rovescio di Kyrgios sulla seconda opportunità break. Nel game dopo è Nick a trovarsi in una situazione simile, ed è la battuta a cavarlo d’impaccio per ben tre volte. Sul 2-3 David si trova 0-30, ma con tre volée ed un servizio vincente rimane in partita.
Sul 4-4 Nick si cava da una situazione che può diventare spinosa: sul 40-15 manca una clamorosa volèe facilissima a campo aperto, si fa recuperare sul 40-40 e poi aggiusta tutto con un bel passante di rovescio ed un servizione. Il game seguente, sul 30-30 Ferrer esita un attimo sulla volée di rovescio e si espone al passante che consegna a Kyrgios il match point. L’australiano però non tiene in campo la risposta di rovescio e David sopravvive per giocare un altro po’. Si arriva al tie-break dove però un il minibreak ottenuto da Nick con una risposta di rovescio al secondo punto fa la differenza, perché poi da lì Kyrgios è intoccabile al servizio (3 ace). L’ultimo rovescio in corridoio di Ferrer chiude la sfida dopo 2 ore e 4 minuti, perfezionando la prima finale della storia dei Masters 1000 con due giocatori nati negli Anni ’90.

Risultati:

[7] G. Dimitrov b. [14] J. Isner 7-6(4) 7-6(10)
N. Kyrgios vs D. Ferrer

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Cincinnati: Muguruza stende Pliskova, super finale con Halep http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/wta-cincinnati-muguruza-stende-pliskova-e-la-prima-finalista/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/wta-cincinnati-muguruza-stende-pliskova-e-la-prima-finalista/#respond Sat, 19 Aug 2017 17:37:42 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217474 La campionessa di Wimbledon lascia appena cinque giochi alla N.1 del mondo e attende la vincente di Halep-Stephens. La rumena lascia tre games a Stephens e intravede il sorpasso al vertice]]>

[4] G. Muguruza b. [1] K. Pliskova 6-3 6-2 (Michele Trabace)

Una sontuosa Garbine Muguruza. La numero 4 del seeding, con una super prestazione, sovrasta nettamente Karolina Plyskova e vola in finale. Un match a senso unico quella della due volte campionessa slam, la quale si è vendicata della semifinale persa lo scorso anno qui a Cincinnati, contro una giocatrice con cui aveva perso ben sei volte su sette precedenti. Quando Garbine gioca con questo spirito e questa motivazione, diventa difficile da arrestare, anche per la numero 1 del ranking mondiale. Se da una parte abbiamo una giocatrice in grande fiducia, dall’altra parte della rete Pliskova è apparsa scarica e arrendevole, forse stanca per il doppio impegno di ieri, ma purtroppo per leiquesto risultato mette già a serio rischio il suo regno da numero 1 del mondo.

In campo con una vistosa fasciatura all’altezza dell’adduttore sinistro dopo il match tirato di ieri contro Kuznetsova, Muguruza parte meglio e nel game inaugurale dell’incontro si procura 4 palle break, dove nelle prime tre Pliskova è brava a difendersi grazie a un dritto a sventaglio vincente, poi un ace e infine un rovescio lungolinea, ma alla quarta occasione sale in cattedra la spagnola che si prende subito un break di vantaggio. La numero 1 WTA fatica ad entrare nel match, non regge il ritmo da fondo, mentre Muguruza gioca bene variando molto i suoi colpi e si procura l’occasione del doppio break nel settimo game, ma con 2 prime vincenti la ceca per il momento si salva; Garbine continua a premere e i suoi sforzi trovano realizzazione nel nono game, quando si porta 0-40 con 3 set point consecutivi su servizio Pliskova: se il primo viene annullato, è il secondo a essere quello buono con una risposta di rovescio devastante. Primo set Muguruza con un netto 6-3.

La campionessa uscente di Cincinnati prova a regire immediatamente nel primo game del secondo parziale, procurandosi 3 palle break che vengono sciupate malamente con un dritto fuori di metri, un rovescio scarico in rete nel palleggio e un altro rovescio in riposta che non arriva nella metà campo avversaria. Muguruza si difende in questa fase dell’incontro, fatica maggiormente nello scambio e non riesce ad essere incisiva come fatto in precedenza. Sembra il preludio a un match più equilibrato, ma Garbine da sfoggio della sua forza quando nel sesto gioco strappa il servizio alla ceca grazie ad un rovescio incrociato formidabile, portandosi poi avanti 5 a 2. Muguruza si esalta ancora di più, vuole stravincere il confronto e vuole farlo sul servizio di una Pliskova che sembra non crederci più: Karolina salva 4 match point nell’ottavo game, ma la nativa di Caracas se ne procura un quinto con un dritto incrociato vincente e poi sfrutta l’ennesimo errore odierno di Pliskova che stecca fuori di metri un comodo dritto, aggiudicandosi cosi anche il secondo set con il punteggio di 6-2 dopo un’ora e venti minuti totali di gioco. É dunque la vincitrice di Wimbledon ad accedere all’atto finale in Ohio, dove ad attenderla ci sarà la vincente tra Halep e Stephens.

[2] S. Halep b [WC] S. Stephens 6-2 6-1 (da Cincinnati, Lorenzo Dellagiovanna)

 Non è praticamente esistita la semifinale tra Simona Halep e Sloane Stephens al Western & Southern Open di Cincinnati. Tra le due giocatrici è sembrata esserci almeno una categoria di differenza, soprattutto in questa fase delle loro carriere: troppo solida e rapida la rumena per essere impensierita da una Stephens apparsa lenta e incapace di sfruttare il fattore campo a suo vantaggio.
Il match è iniziato intorno alle 4:30 di pomeriggio subito dopo la semifinale al cardiopalmo vinta da Dimitrov su Isner, con il bulgaro che ha avuto la meglio sull’americano in due tie-break tiratissimi. Dopo due ore di sofferenza sotto il solleone pomeridiano per sostenere Big John, la maggior parte degli spettatori del centrale si è quindi allontanata dalle tribune per godersi una meritata pausa fisiologica. Nonostante in campo ci fosse una giocatrice americana, la semifinale tra Halep e Stephens è quindi iniziata con gli spalti quasi deserti ed un’atmosfera particolarmente blanda. Presente invece il numeroso (e rumoroso!) gruppo di tifosi rumeni che come di consueto ha sostenuto a gran voce la propria beniamina dal primo all’ultimo punto.
La Stephens, rientrata da solamente un paio di mesi nel circuito dopo una lunga pausa dovuta all’operazione al piede ma già semifinalista in Canada la scorsa settimana, non è mai riuscita ad entrare in partita con una Halep apparsa impenetrabile grazie alla capacità di cambiare l’inerzia dello scambio trasformando brillantemente ogni situazione difensiva in offensiva.   
Dopo solo 54 minuti di gioco, la rumena ha chiuso l’incontro con un perentorio 6-2, 6-1 portandosi quindi ad una sola vittoria dal raggiungere il numero uno del ranking WTA per la terza volta in tre mesi. Nelle due precedenti occasioni Simona ha clamorosamente fallito, perdendo due match che sulla carta la vedevano favorita… e che match! Stiamo parlando nientemeno che della finale del Roland Garros nella quale la Halep conduceva 6-4, 3-0 sulla giovane outsider Ostapenko prima di subire il ritorno della lettone ed arrendersi di misura al terzo set. Un mese dopo a Wimbledon, la rumena si è portata nuovamente ad una sola vittoria dal numero uno prima di affrontare Johanna Konta nei quarti di finale: in quell’occasione Simona è arrivata addirittura a due punti dalla vittoria, ma i nervi le hanno giocato nuovamente un brutto scherzo consentendo alla britannica di accedere alle semifinali.
In finale a Cincinnati la rumena troverà questa volta la recente campionessa di Wimbledon, quella Garbine Muguruza che le ha fatto il favore di togliere di mezzo la Pliskova nella prima semifinale giocata sabato a mezzogiorno. Quando il ranking verrà aggiornato lunedì mattina, Pliskova avrà un totale di 6390 punti. Se Halep vincesse la finale di Cincinnati, si porterebbe a quota 6700 spodestando quindi la ceca. Se invece Halep perdesse da Muguruza in finale, si fermerebbe a quota 6385. In una situazione che ha dell’incredibile, ci sarebbero solamente cinque punti di scarto tra la prima e la seconda giocatrice del mondo.
Nonostante le sconfitte sul filo di lana subite negli ultimi mesi, Simona è apparsa abbastanza rilassata nella conferenza stampa post-match. Ha dichiarato (probabilmente mentendo prima di tutto a sé stessa) di non volersi mettere addosso troppa pressione e di essere esclusivamente concentrata sulla finale senza pensare troppo al numero uno. Ha anche scherzato con i giornalisti sul fatto che, se dovesse perdere, rimarrebbe solamente a cinque punti di distacco dalla Pliskova.
Sarà “third time lucky” per Simona? Difficile fare previsioni, anche perché sia la rumena che l’ispano-venezuelana sono apparse in ottima forma durante il torneo e la posta in palio è comunque alta per entrambe le protagoniste.

Risultati:

[4] G. Muguruza b. [1] K. Pliskova 6-3 6-2
[2] S. Halep b [WC] S. Stephens 6-2 6-1

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Nadal-Kyrgios-Zverev, la linea rossa verso il futuro http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/nadal-kyrgios-zverev-la-linea-rossa-verso-il-futuro/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/nadal-kyrgios-zverev-la-linea-rossa-verso-il-futuro/#respond Sat, 19 Aug 2017 15:31:33 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217436 Nick Kyrgios domina Rafael Nadal. Ma come al solito dovrà confermarsi, facendo attenzione al suo rivale del domani]]>

Se si chiede in giro qual è la qualità principale che ha portato Rafael Nadal a diventare (e tornare per altre 3 volte) numero 1 del mondo, le risposte più frequenti saranno sempre le stesse: il suo dritto a uncino mancino, unico nel suo genere, oppure la sua grande resistenza fisica che gli ha permesso di dominare incontrastato sulla terra rossa per lungo tempo. Ma sopratutto, la sua forza più grande è quella mentale, la disciplina inculcatagli fin da bambino, con la quale gioca ogni punto di ogni match. Ed è proprio grazie a questa abnegazione, e ad una ritrovata forma fisica, che Rafa è tornato a disputare una stagione ad altissimi livelli, coronata dalla prima posizione del ranking, dopo il forfait di Federer a Cincinnati. Questa notte però ha perso in quarti di finale e lo ha fatto contro il giocatore forse più incostante del circuito dal punto di vista comportamentale: Nick Kyrgios.

Il tennista australiano ha centrato la seconda vittoria contro lo spagnolo in quattro incontri. La prima, arrivata nel 2014 sull’erba di Wimbledon, servì per presentarlo al grande pubblico e da allora se ne sono dette di tutti i colori sul suo conto. Il successo di ieri invece è servito a spazzar via un po’ di critiche che si erano abbattute su di lui (quando mai!) a causa dei suoi sistematici ritiri e del poco impegno sui campi da tennis, a suo dire dovuto a un periodo non proprio… roseo: “Ho passato un momento di m***a, scusate la volgarità. Ho perso mio nonno, e avevo la testa altrove”. Nick ormai è abituato a sentirsi giudicare e con l’esperienza sta anche imparando a gestire la cosa, o forse a ignorare il tutto. Fatto sta che, nonostante non abbia ancora vinto un titolo in questo 2017 e negli Slam non abbia brillato (1-3 il bilancio tra vittorie e sconfitte), nei tornei Masters 1000 sono arrivati ottimi risultati (spicca su tutte la semifinale a Miami persa con tre tie-break da Federer) e domani contro David Ferrer avrà buone chance di proseguire il suo cammino a Cincinnati, per raggiungere la prima finale di categoria. A proposito di forza mentale; Kyrgios, per quanto osservato nei suoi primi anni nel tour, si trova in una condizione diametralmente opposta rispetto a Nadal sul piano della concentrazione e dell’attitudine al lavoro e al sacrificio. Ma dal punto di vista fisico non è inferiore rispetto al Nadal ventiduenne, e il gioco dell’australiano è meno usurante. Riesce a generare molta più potenza con i suoi colpi, senza dover faticare tanto quanto è costretto a fare il 10 volte campione del Roland Garros: il suo vero limite, come si è detto più volte, al momento è la mente.

Certo, i risultati nei Master 1000 ottenuti da Kyrgios, al momento numero 23 del mondo, si possono considerare buoni, e la vittoria con Nadal è un buon gradino da cui partire, o ripartire. Ma tutto è relativo. Quello che ha fatto vedere Sascha Zverev (il vero rivale di Kyrgios considerando l’età dei due) è strabiliante: due titoli consecutivi a soli 20 anni (Roma e Toronto), superando in finale Djokovic e Federer, seppur acciaccato. Tuttavia in Ohio ha dovuto pagare lo scotto di due settimane al massimo (aveva già vinto Washington prima della Rogers Cup) ed è arrivata la sconfitta contro un avversario ancora più giovane di lui. Il tedesco, grazie al caloroso ambiente familiare che lo segue al quale ora si è aggiunto anche l’ex numero uno del mondo Juan Carlos Ferrero, riesce sicuramente a trovare con maggior facilità la tranquillità necessaria per affrontare le sfide che questo sport richiede, ma per il momento sembra ancora un passo indietro rispetto al nativo di Canberra dal punto di vista dell’esplosività. Quanto a solidità però non si discute: è Sascha che dimostra un carattere e una personalità ben più saldi, disposto a sacrificarsi “perché nessuno mi regala niente, non mi sorprendono i miei risultati se penso a quanto lavoro”. Dunque c’è da chiedersi: è più difficile sopperire ad una mancanza di tipo atletico o ad una di tipo mentale? O ancora meglio: riuscirà Kyrgios a trovare la giusta serenità quando scende in campoprima che Zverev diventi irraggiungibile anche sul piano della potenza?

Gli scontri diretti tra i due campioni del futuro (e nemmeno troppo remoto) si sono disputati tutti quest’anno: Kyrgios ha dimostrato di poter gestire con agio l’avversario quando al meglio, come si è visto specialmente a marzo a Indian Wells (6-3 6-4 d’autorità). Zverev ha però messo a punto qualche giro di vite nella fase centrale della stagione, fino al successo in Canada della scorsa settimana, quando in ottavi ha battuto l’australiano in due set. Si sta insomma plasmando la rivalità dei prossimi anni, e i recenti sviluppi dicono che nessuno dei due è il vero favorito verso il trono. Di certo Kyrgios dovrà cercare più continuità, per allontanare le turbe che gli impediscono di esprimersi in scioltezza. Quando tutto è andato per il verso giusto, nemmeno la tenacia e la foga di Zverev hanno resistito. Ma non può accontentarsi di qualche fiammata estemporanea. Non più.

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Il torneo di Winston-Salem si prepara all’eclissi http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/il-torneo-di-winston-salem-si-prepara-alleclissi/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/il-torneo-di-winston-salem-si-prepara-alleclissi/#respond Sat, 19 Aug 2017 15:26:45 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217470 L'ATP 250 della Carolina del Nord ha pronte numerose iniziative per gli spettatori di lunedì 21 agosto, giorno dell'eclissi solare totale]]>

Ogni tot di anni, spesso molti, quella enorme palla da tennis infuocata che chiamiamo Sole si nasconde per qualche minuto dietro Sorella Luna. Quando ciò accade, in una porzione del globo si verifica una eclissi solare. Per lunedì 21 agosto di quest’anno ne è prevista una totale sul continente americano, a coprire una dozzina degli Stati Uniti tra cui la Carolina del Nord e il caso vuole che in quella settimana, nello Stato che affaccia sull’Atlantico, si debba tenere l’ATP 250 di Winston-Salem. Il torneo dell’università di Wake Forest ha deciso quindi di dedicare la sua terza giornata ad un fenomeno astronomico che non si verifica da costa a costa da addirittura 99 anni.

L’eclissi inizierà poco dopo l’una di pomeriggio locale e terrà al buio Winston-Salem per pochi minuti, non influenzando quindi in alcun modo il programma di gioco, il cui inizio è previsto per le tre. Il Wake Forest Tennis Complex tuttavia aprirà in anticipo, per permettere a spettatori, staff e giornalisti di godere dell’eclissi dagli spalti dello stadio. Non solo: il Winston-Salem Open ha pensato tante piccole iniziative, divertenti ma anche pratiche, per celebrare l’evento insieme ai fan. Tanto per cominciare, i primi 95 biglietti che verranno venduti dopo l’eclissi costeranno appena 9,50$ (tutto un omaggio al 95%, la percentuale di Sole che verrà coperta dalla Luna).

I nati del 26 febbraio 1979, data dell’ultima eclissi solare visibile dalla Carolina del Nord, avranno inoltre accesso gratuito al torneo per l’intera giornata di lunedì, mentre coloro che conserveranno il biglietto della sessione pomeridiana riceveranno un ingresso omaggio per il giorno della prossima eclissi sui campi del Winston-Salem Open… nel 2078! Sarà infine possibile acquistare una maglietta commemorativa. E se adesso che avete letto tutto vi sentite dispiaciuti all’idea di perdervi l’evento non temete, vi abbiamo pensato anche stavolta: il nostro Vanni Gibertini sarà in diretta Facebook dal luogo del torneo durante gli storici, affascinanti minuti di oscurità!

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“Caro” e papà, è coaching a rovescio http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/caro-e-papa-e-coaching-rovescio/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/caro-e-papa-e-coaching-rovescio/#respond Sat, 19 Aug 2017 14:00:48 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217462 Wozniacki ignora i suggerimenti del padre-allenatore, insistendo nel dirgli di sedersi altrove perché... non riesce a vederlo. Serve davvero a questo il coaching?]]>

Adesso che sta prendendo corpo l’idea di estendere il coaching anche al circuito maschile, c’è una attenzione ancora maggiore attorno alle brevi interazioni microfonate tra le tenniste e i loro allenatori. Questi ultimi spesso svolgono anche il ruolo di figura paterna “on tour”; non di rado sono anzi proprio i genitori biologici delle giocatrici. E così, specialmente durante un match che non sta andando nella direzione sperata, capita di poter origliare conversazioni ben lontane dai temi della tattica e della tecnica. Un ottimo (si fa per dire) esempio ce lo hanno fornito Piotr Wozniacki e sua figlia Caroline, sul Grandstand di Cincinnati, in un siparietto in polacco prontamente sottotitolato su Twitter.

Nel quarto di finale in cui è stata strapazzata da Karolina Pliskova, Wozniacki ha chiesto e ottenuto di usufruire del coaching al cambio di campo. Lei e il padre però sembravano due rette parallele, prive di punti d’incontro: mentre lui provava a parlarle di come impostare la risposta o del tempismo dei colpi, “Caro” continuava a lamentarsi di non riuscire a vederlo durante il gioco. “Il posto dove sei seduto fa schifo. Non puoi sentire niente e lui (Sascha Bajin, lo sparring partner, ndr) se ne sta lì e mi fissa e basta”. Risultati del colloquio? Zero, a parte qualche clic in rete e il solito dubbio se il coaching serva a qualcosa, o si tratti di puro voyeurismo televisivo.

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UbiPodcast: questo Federer è forse il miglior Federer. Questo Nadal non è il miglior Nadal http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/ubipodcast-questo-federer-e-forse-il-miglior-federer-questo-nadal-non-e-il-miglior-nadal/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/ubipodcast-questo-federer-e-forse-il-miglior-federer-questo-nadal-non-e-il-miglior-nadal/#respond Sat, 19 Aug 2017 11:20:43 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217451 Se vincessero ancora, sarebbe un bene per il tennis. Cosa manca a Kyrgios per essere al top?]]>

Nick Kyrgios in giornata può battere chiunque… tranne Andy Murray. I suoi precedenti con i top 5. I progressi tecnici di Federer, grazie anche a Ljubicic, ci sono stati. Quelli di Rafa Nadal no. Serviva meglio nel 2010 e il dritto faceva più male. Incappa più spesso in cattive giornate.

Perché vorrei che entrambi, e non solo Nadal, avessero la soddisfazione di salire sul trono del tennis nel 2017. Sia Rafa a Parigi sia Roger a Wimbledon hanno vinto senza perdere un set, ma gli avversari di Rafa a Parigi non ci sono stati. Comunque hanno dominato gli ultimi due Slam. Invece non si può dire che Federer abbia dominato l’Australian Open…

Che vincano ancora i due mitici Federer e Nadal, non è un brutto spot per il tennis… perché ci sono anche gli Zverev e i Kyrgios. Cosa manca all’australiano.

Questo e altro nel podcast: scaricatelo cliccando sulla freccetta in alto a destra!

 

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Becker rende omaggio a Ferrer: “Se avessi avuto il tuo carattere…” http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/becker-rende-omaggio-ferrer-se-avessi-avuto-il-tuo-carattere/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/becker-rende-omaggio-ferrer-se-avessi-avuto-il-tuo-carattere/#respond Sat, 19 Aug 2017 11:14:54 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217445 Lo spagnolo sorpassa il tedesco nella classifica dei tennisti con il maggior numero di vittorie. Le congratulazioni di Becker non si sono fatte attendere]]>

La vittoria su Thiem arrivata ieri al Western&Southern Open, non solo ha permesso a Ferrer di tornare a giocarsi una semifinale in un Master 1000 dopo l’ultima apparizione avvenuta a Bercy nel 2015 – dove venne sconfitto da Murray – ma è stata anche la numero 714 nella carriera dello spagnolo. Grazie a questo successo, David ha raggiunto la posizione numero 12 nella classifica dei tennisti con il maggior numero di vittorie nell’Era Open e ha sorpassato Boris Becker. Il campione tedesco si è subito congratulato con Ferrer attraverso il suo profilo Twitter e lo spagnolo, molto candidamente, ha mostrato ancora una volta la sua grande umiltà e ci ha tenuto a precisare che nonostante io abbia più vittorie, non posso assolutamente paragonarmi come giocatore a te.”

L’ex numero 1 del mondo, nonostante l’atteggiamento apparentemente freddo e scontroso che aveva in campo, sa riconoscere il lavoro degli altri e non si tira mai indietro quando è il momento di fare auto-critica. Con un ultimo tweet che ha posto fine alla conversazione, Boris ha detto: “David, se avessi avuto anche solo la metà della tua etica nel lavoro, del tuo gioco di piedi e della tua attitudine, avrei vinto molti più Grand Slam. Buona fortuna a Cincinnati, ci vediamo a NY.”

A guidare la classifica del maggior numero di vittorie in carriera nell’Era Open c’è Jimmy Connors con 1256 successi, seguito da Federer a quota 1115; chiude il podio Lendl con 1068. Nadal e Djokovic sono settimo e nono con rispettivamente 855 e 783 vittorie, mentre Murray 18° è più staccato con 655. David Ferrer inoltre è il primo in questa classifica a non aver mai trionfato in un torneo dello Slam.

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L’uragano Kyrgios si abbatte su Nadal http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/luragano-kyrgios-si-abbatte-su-nadal/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/luragano-kyrgios-si-abbatte-su-nadal/#respond Sat, 19 Aug 2017 08:49:04 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217430 I colpi fenomenali con i quali l'imprevedibile tennista australiano ha battuto per la seconda volta in carriera il campione spagnolo]]>

Mentre in Italia era notte fonda e la maggior parte delle persone dormiva, a Cincinnati c’era un uomo che stava vivendo un vero incubo. Nadal si è ritrovato dall’altra parte della rete un Nick Kyrgios in condizione straordinaria, ed in questo video sono raccolti i migliori colpi che lo hanno portato alla vittoria contro il maiorchino nei quarti di finale del Wastern&Southern Open.

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Goodbye Melanie! Oudin annuncia il ritiro http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/goodbye-melanie-oudin-annuncia-il-ritiro/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/goodbye-melanie-oudin-annuncia-il-ritiro/#respond Sat, 19 Aug 2017 08:17:30 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217413 La giocatrice americana lascia il tennis professionistico a 25 anni, a causa di continui guai fisici con i quali ha convissuto negli ultimi 4 anni]]>

Come si sente spesso dire: ‘la vita è fatta a scale e c’è chi scende e c’è chi sale’. Mentre ieri vi raccontavamo del possibile ritorno nel 2018 di Tamira Paszek, oggi è arrivata l’ufficialità del ritiro di un’altra giocatrice della WTA che è possibile ascrivere alla categoria di meteore: Melanie Oudin. Nata in Georgia 25 anni fa, Oudin finì sulle copertine dei giornali americani nel 2009 quando, a soli 17 anni, divenne la più giovane tennista a raggiungere i quarti di finale degli US Open dai tempi di Serena nel 1999. Durante quella sua avventura sui campi di Flushing Meadows sconfisse quattro giocatrici dal ranking più alto del suo, tra le quali Sharapova e Dementieva, prima di venir battuta da Wozniacki. La posizione più alta della sua carriera la raggiunse nell’aprile del 2010 diventando numero 31, mentre il risultato di maggior prestigio è indubbiamente il trionfo agli US Open nel 2011 nella categoria di doppio misto, in coppia con il suo connazionale Jack Sock. Il primo titolo in singolare arrivo nel 2012 sull’erba di Birmingham dove in finale batté Jankovic, ma già all’epoca iniziarono a comparire i primi guai fisici, in particolare Oudin ha iniziato a soffrire di rabdomiolisi – un problema alle cellule dei muscoli che causano debolezza, fatica e indolenzimento degli arti – e di tachicardia sopraventricolare – un’aritmia del cuore. Riuscire a giocare ad un livello consistente convivendo con questi problemi si è rivelato impossibile per lei: dal 2013 al 2016 ha giocato esclusivamente tornei ITF, tentando sporadicamente l’ingresso negli Slam senza successo. L’ultimo match risale a novembre del 2016, e prima del suo ritiro era oltre la posizione n. 700.

“Il tennis mi ha dato tanto e gliene sarò sempre grato. Non è stata esattamente la carriera che avevo sognato, ma nella vita le cose non vanno sempre come previsto.” C’è molta amarezza nelle parole di Oudin, ma anche la gioia di aver in parte realizzato il suo sogno. “Certamente mi mancherà la competizione, ma non dimenticherò i momenti meravigliosi che la mia carriera mi ha fatto vivere. Sono molto orgogliosa del modo in cui ho sempre lottato, con tanto cuore in ogni mio match.” L’ex tennista americana, che da piccola aveva trovato in Henin la sua fonte di ispirazione essendo anche lei alta 1.68 m, ha concluso così il messaggio apparso sulla sua pagina Facebook: “mi sono innamorata del gioco del tennis quando avevo sette anni e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Sono triste nel dover lasciare questo sport che conosco bene e amo tanto, ma sono molto ottimista su ciò che il futuro ha in serbo per me. Infine, voglio ringraziare i miei tifosi che mi hanno seguito durante la mia carriera e sono rimasti al mio seguito nonostante tutti. Ho davvero apprezzato il sostegno che mi avete dato nel corso degli anni e vi aggiornerò su ciò che andrò a fare in futuro.”

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Samantha Stosur non recupera in tempo per gli US Open http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/stosur-non-recupera-tempo-per-gli-us-open/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/stosur-non-recupera-tempo-per-gli-us-open/#respond Sat, 19 Aug 2017 08:12:07 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217417 La frattura al polso destro dell'australiana continua a causarle dolore ed è in dubbio anche la parte finale di stagione]]>

La tennista australiana non riesce a recuperare in tempo dalla fattura da stress al polso destro rimediata durante il Roland Garros, e mentre all’inizio si pensava che sarebbe tornata in campo a pieno ritmo sul cemento americano, ora c’è molta più incertezza. L’unica cosa che si sa purtroppo è che Stosur, oltre a Wimbleodn, sarà costretta a saltare anche gli US Open. Il suo ultimo match risale proprio alla terra parigina dove venne sconfitta negli ottavi di finale dalla futura vincitrice Ostapenko.

A dare l’annuncio è stata la stessa Samantha attraverso il suo profilo Twitter: “è stata una decisione difficile perché davvero non vedevo l’ora di giocare a New York. Dopo essermi allenate di nuovo nei giorni scorsi con ancora un po’ di dolore, ho capito che non ero pronta. Sarà dura saltare un’altro Slam, ma mentre le condizioni della mia mano migliorano, so che questa è la cosa migliore da fare per la mia riabilitazione.” Al momento Sam non può neanche dire con certezza se scenderà in campo nella parte finale della stagione, ma lei dice di essere speranzosa.

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ATP Challenger: semifinali per Giustino e Napolitano http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/atp-challenger-giustino-semifinale-cordenons-napolitano-vancouver/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/atp-challenger-giustino-semifinale-cordenons-napolitano-vancouver/#respond Sat, 19 Aug 2017 08:04:19 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217422 Lorenzo Giustino si aggiudica il derby contro Andrea Pellegrino e conquista la semifinale a Cordenons. Stefano Napolitano lo emula a Vancouver]]>

Anche questa settimana l’Italia è protagonista nel circuito Challenger grazie a Lorenzo Giustino e Stefano Napolitano, semifinalisti rispettivamente nei tornei di Cordenons e Vancouver. Sulla terra rossa del torneo friulano, Giustino, testa di serie n.6 del seeding, si è aggiudicato con un doppio 6-3 in un’ora e mezza di gioco il derby azzurro di quarti di finale contro il 21enne pugliese Andrea Pellegrino, entrato nel torneo grazie ad una wild card. Nonostante la sconfitta Pellegrino, attualmente n.705 del ranking ATP, può essere comunque soddisfatto per quello che è al momento il miglior risultato della sua ancora giovane carriera. Avanza invece in semifinale il 25enne napoletano che ora se la dovrà vedere contro lo svedese classe ’96 Elias Ymer che nell’altro quarto della parte bassa ha superato con il punteggio di 7-6 6-3 lo spagnolo Pedro Martinez. Curiosamente i due si sono già affrontati nell’unico scontro diretto proprio a Cordenons l’anno scorso ma in ottavi di finale. A prevalere fu Ymer per 6-2 3-6 6-1.

Napolitano invece di rimanere comodamente sul mattone tritato in Italia ha deciso di fare un po’ di esperienza sul veloce in Canada. E la sua scelta coraggiosa è stata premiata. In quel di Vancouver, il 22enne biellese, n.203 della classifica mondiale, ha infatti passato anche i quarti di finale sconfiggendo in rimonta il qualificato sudafricano Lloyd Harris per 4-6 6-3 6-3. Nella sua seconda semifinale a livello Challenger, dopo quella persa l’anno scorso a Ortisei, Napolitano sfiderà la testa di serie n.2 del tabellone canadese ATP Jordan Thompson, che ha dovuto sudare non poco per avere la meglio della wild card di casa Bradley Schnur (6-4 4-6 6-1). I favori del pronostico vanno sicuramente a Thompson che quest’anno si è reso protagonista di una clamorosa vittoria al primo turno del Queen’s contro Andy Murray. Ma chissà che il giovane piemontese non possa regalarci una gradita sorpresa.

 

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Scambio interminabile concluso dopo… 140 colpi! http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/scambio-interminabile-concluso-dopo-140-colpi/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/scambio-interminabile-concluso-dopo-140-colpi/#respond Sat, 19 Aug 2017 06:52:08 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217343 Avete problemi a far addormentare i vostri figli? Provate a mostrargli questo punto soporifero]]>

Non è un film di François Truffaut, bensì uno scambio del secondo turno del torneo femminile ITF di Lipsia tra la russa Amina Anshba e la polacca Magdalena Frech, la quale poi si è aggiudicata il match. Come da titolo, il tutto è durato ben 140 colpi (ovviamente non vi diremo come si è concluso) e alla fine del video – dove sono registrati solo gli ultimi 70 tiri – entrambe sono apparse stremate.

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ATP Cincinnati: un Kyrgios da cineteca stende Rafa Nadal http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/atp-cincinnati-rafael-nadal-nick-kyrgios/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/atp-cincinnati-rafael-nadal-nick-kyrgios/#respond Sat, 19 Aug 2017 03:05:23 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217391 CINCINNATI - Nick Kyrgios in grande spolvero batte in due set un Nadal in chiaroscuro. Per lui seconda semifinale in un Masters 1000 nella stagione]]>

N. Kyrgios b. [1] R. Nadal 6-2 7-5 (da Cincinnati, il nostro inviato)

Chi è rimasto alzato per vedere l’ultimo quarto di finale maschile del W&S Open di Cincinnati non è rimasto deluso. Una versione extra-lusso di Kyrgios ha sconfitto (ed a tratti strapazzato) un Rafael Nadal non malvagio, ma sicuramente penalizzato dal dover giocare due match in un giorno solo (come peraltro ha dovuto fare anche il suo avversario). Rimangono tuttavia i dubbi sullo stato di forma, soprattutto agonistica, del campione spagnolo, che ha commesso davvero troppi più errori del solito, anche in momenti importanti nei quali è solitamente una roccia.

Kyrgios è assolutamente intoccabile per tutto il primo set, forse il migliore che il ragazzo di Canberra abbia mai giocato: 25 minuti di tennis spaventoso, che ha fatto sembrare il grande Rafael Nadal una comparsa. Il maiorchino ci ha messo anche un po’ del suo cominciando il set davvero di peste, con ben 11 errori gratuiti nei primi tre giochi, ma sulla sua battuta Kyrgios è stato intrattabile, con il 100% di punti vinti sulla prima palla ed una velocità media al servizio intorno ai 220 km/h.  Nadal ha assunto la sua solita posizione di risposta in braccio ai giudici di linea, ma francamente era difficile dargli torto, le prime di Kyrgios non saltavano alte, ma andavano velocissime, e così facendo Nadal era in grado di giocare il movimento completo anche sulla risposta alle prime di servizio. È talmente sicuro Nick che si concede un front tweener (perdendo il punto) ed addirittura un selfie al cambio di campo.

La tempesta si placa un attimo all’inizio del secondo set, quando Nadal ritrova il diritto dei giorni migliori e ricomincia a menare le danze dal fondo. Nel quarto game, due doppi falli di Kyrgios propiziano la prima palla break per il maiorchino, che però se ne va in corridoio insieme con un diritto anomalo di Rafa che si lagna pesantemente della posizione della sua gamba sinistra in esecuzione del colpo. Due cannonate di servizio chiudono il game, ed immediatamente Nadal accusa il colpo cedendo la battuta a 15 con tre errori gratuiti da fondo ed un doppio fallo.
Kyrgios non sembra fare alcuna fatica a tenere il palleggio da fondocampo, e può contare su una capacità di accelerazione per chiudere i punti decisamente superiore. Due errori di Nadal ed un passante di diritto in corsa incrociato danno due match point all’australiano sul 5-3, ma il maiorchino li salva con grande cuore. Il pubblico ovviamente vuole un match più lungo e sostiene a gran voce Rafa ad ogni scambio vinto. Quando Kyrgios serve per il match sul 5-4 la tensione è palpabile, con un doppio fallo si arriva alla palla del 5-5, ma Nick la annulla con uno schema servizio-diritto. Un doppio fallo fa svanire il terzo match point, che era stato conquistato con un meraviglioso passante di diritto. In tribuna si arriva ad applaudire la prima in rete di Kyrgios, che sente la tensione e sbaglia i due colpi da fondo che riaprono la partita.

Il giubilo della folla però dura poco, perché un missile di Kyrgios sulla riga e tre diritti sbagliati da Nadal riportano l’australiano a servire per il match, con Rafa furibondo perché nel primo punto del game un overrule del giudice di sedia lo ha, a suo dire, derubato di un punto. Nel game seguente, sul 30-15, uno scambio simbolo del match, che Nick chiude con un diritto arrotato vincente da fondo. L’ace finale, il decimo, sigla una delle vittorie più enfatiche e più significative per Kyrgios, che sfoga la sua gioia con un un urlo ed una pallata sulle vetrate della tribuna stampa, sopra l’anello più alto della tribuna.

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Kyrgios: “Mi impegno poco in match meno importanti” http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/kyrgios-mi-impegno-poco-match-meno-importanti/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/19/kyrgios-mi-impegno-poco-match-meno-importanti/#respond Fri, 18 Aug 2017 23:29:15 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217441 Dopo la schiacciante vittoria su Nadal, l'australiano ha parlato dei suoi recenti problemi fuori dal campo. "Difficile trovare stimoli giusti nei match meno importanti" ]]>

La voglia di parlare non è mai mancata a Nick Kyrgios. E sarebbe stato molto strano se l’avesse persa dopo la maiuscola prestazione con il quale ha sconfitto nei quarti di finale del torneo Cincinnati Rafa Nadal, appena tornato n.1 al mondo. Infatti, in conferenza stampa, Kyrgios è stato come al solito molto generoso con i giornalisti. Il 22enne talento di Canberra ha raccontato di come il suo rendimento negli ultimi mesi sia stato condizionato dai suoi turbamenti psicologici e del fatto che per lui sia più facile giocare un match di questo tipo piuttosto che un primo turno in un torneo minore. 

“Negli ultimi mesi ho avuto molti alti e bassi. Dopo la Coppa Davis ero in un gran momento. Poi mio nonno è morto e ho avuto altri problemi fuori dal campo. La mia testa era tra le nuvole”, ha raccontato il n.23 del ranking ATP, che a causa di una notte brava in compagnia di due ragazze a Londra, è stato lasciato anche dalla fidanzata, la connazionale e collega Ajla Tomljanovic“Ho passato un periodo di m***a”, ha proseguito in maniera particolarmente enfatica, “Scusate per la volgarità ma ci sono state un sacco di cose che mi hanno distratto dal tennis”. Kyrgios si è detto però intenzionato ora a “tornare sulla strada giusta”. E chissà che questa convincente vittoria sul fenomeno iberico non sia il primo passo verso un finale di stagione all’altezza del suo grande potenziale.

L’australiano ha poi affermato che per lui i match contro avversari di questo calibro su grandi palcoscenici “non sono un problema” perché “è facile caricarsi”. Paradossalmente le sue difficoltà iniziano quando bisogna trovare le motivazioni giuste per affrontare giocatori più deboli, in tornei più piccoli e con una posta in palio inferiore. “Se gioco sul centrale di Cincinnati contro Nadal do il meglio ma il problema per me è tirarlo fuori ogni giorno” ha sottolineato Kyrgios. Per dire, sul centrale di Lione con 5 spettatori sugli spalti contro Nicolas Kicker quest’anno ho perso. Stanotte ho giocato contro Rafa e ho vinto”. Con tutto il rispetto per Kicker e per il torneo di Lione si intende. In seguito, il giovane ed esuberante tennista aussie ha candidamente ammesso di essersi impegnato poco “in match ridicoli su campi secondari”. Insomma se volete ammirare lo spumeggiante gioco di Kyrgios, fate in modo di andare ad un torneo che conta e sperate che giochi almeno contro un Top 10. Così si impegna di sicuro.

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ATP Cincinnati: grande Ferrer, Dimitrov e Isner ok http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/18/atp-cincinnati-2017-nadal-kyrgios-dimitrov-isner-thiem/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/08/18/atp-cincinnati-2017-nadal-kyrgios-dimitrov-isner-thiem/#respond Fri, 18 Aug 2017 20:04:53 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=217327 Bel successo dello spagnolo su Dominc Thiem. Il bulgaro lascia tre giochi al giapponese Sugita, Isner di forza su Donaldson]]>

QUARTI DI FINALE

D. Ferrer b. [3] D. Thiem 6-3 6-3 (Roberto Ferri)

Rivincita tra David Ferrer (n. 31 ATP) e Dominic Thiem (8 ATP), del quarto di finale giocato nel 2016 al Rio Open.
Allora vinse in due set Thiem. Nel quarto di finale di Cincinnati ha vinto invece lo spagnolo, apparso in condizione fisica molto più brillante del suo avversario, seppur di ben 11 anni di lui più giovane ma che a questo punto della stagione ha già disputato, questa inclusa, 58(!) partite contro le 35 di “Ferru”.

Ferrer in versione “pocket-Isner” per tutto l’incontro: 80% di punti conquistati complessivamente al servizio contro il 53% di Thiem. “Ferru”, però, non ha nel servizio il suo punto di forza; l’austriaco è stato molto falloso alla risposta e, più in generale, in tutti i colpi di rimbalzo. La sue ampie sbracciate mal si conciliano con superfici così rapide. Nel primo set e nel primo turno di servizio Thiem concede l’unica palla break del parziale a Ferrer che ringrazia per l’omaggio, si àncora con i piedi vicino alla linea di fondo campo e va in fuga senza più voltarsi indietro. Nel secondo parziale Ferrer impiega 11 minuti nel primo game per togliere nuovamente la battuta a Thiem che riesce però, avanzando leggermente la propria posizione, a rendersi più aggressivo e a riprendere lo spagnolo al sesto game. Chi a questo punto confida in una resurrezione di Dominic si sbaglia perché da lì in avanti il numero otto del mondo non conquisterà più alcun gioco e permetterà a Ferrer di continuare a sognare di poter giungere ancora una volta in finale a Cincinnati, come nel 2014. Nadal o Kyrgios permettendo.

[7] G. Dimitrov b. Y. Sugita 6-2 6-1 (Andrea Ciocci)

Se Bernard Tomic ha doppiato la concorrenza nella Race to Waste, anche per Grigor Dimitrov il dilapidometro ha toccato picchi sconfortanti. Eppure, dopo tre anni di purgatorio, il suo 2017 era partito alla grande. Solo nel primo trimestre, perché il prosieguo di stagione ha riproposto la solita versione abulica del bulgaro. Oggi, ad ogni modo, con la vittoria in due comodi set contro il giapponese Yuichi Sugita nei quarti del martoriato W&S Cincinnati Open, Grigor ha completato teoricamente la sua libera scorrazzata per l’agevole porzione che gli aveva riservato il tabellone. Vasta quasi quanto le praterie dell’Ohio. Isner (forse) permettendo, l’ex numero 8 potrebbe finalmente raggiungere la sua prima finale in un Master 1000.

Subito sotto pressione in avvio, il nipponico, degno sostituto dell’infortunato Nishikori, cede il suo primo turno di battuta. Veloce quanto leggerino, Yuichi non sembra avere il punch per mettere in difficoltà l’avversario. Per contro, Grigor alterna potenza a rovesci tagliati che si rivelano insidiosi per Sugita. Un altro break suggella il 6-2 finale.

Come fotocopiato, il secondo set offre la stessa sequenza. Il tennista di Tokyo perde i primo quattro giochi e Dimitrov, ormai in una sorta di allenamento che definire agonistico sarebbe eccessivo, strappa l’applauso con una spettacolare volée in tuffo. Giusto il gioco dell’onore evita il bagel al nipponico. Rimandando al settimo game la vittoria finale. Che sia Donaldson o Isner il suo prossimo avversario, Dimitrov deve guardarsi più che altro da se stesso. Trovando la determinazione che risparmi a lui e al movimento, ulteriore sciupio di talento. Come ci ricorda il nostro Baldissera, sarebbe un gran peccato.

[14] J. Isner b. [WC] J. Donaldson 7-6(4) 7-5 (Antonio Ortu)

Con lo stesso identico punteggio, John Isner conquista anche il secondo derby statunitense, dopo quello vinto contro Tiafoe ieri, battendo in due set Jared Donaldson. Raggiunge così la seconda semifinale a Cincinnati (la nona in totale nei mille), dopo quella del 2013, anno in cui perse da Nadal in finale, guarda caso al tempo numero 1 del mondo. Una vittoria d’autorità per Big John, seconda in carriera contro il giovane Next Gen. Oggi il servizio ha funzionato alla perfezione e lo ha sempre aiutato nei piccoli momenti di difficoltà, che sono stati veramente rari, dato che Donaldson non ha avuto nemmeno una chance di break. Per quest’ultimo, al primo quarto nei Masters 1000, è stato un torneo piuttosto positivo, in cui si è messo in mostra e anche oggi ha dimostrato di avere le carte in regola per occupare una posizione stabile tra i primi 20 (almeno) in un futuro molto prossimo.

Il derby a stelle e strisce, il secondo nel giro di 24 ore, ha inizio in un centrale inaspettatamente spoglio. Il primo turno di battuta traballante è il secondo di Isner, che mette in campo poche prime e sbaglia la misura di qualche colpo in manovra, ma chiude ai vantaggi senza concedere break point. Alle sassate di John, Donaldson risponde con personalità, senza concedere un centimetro nei suoi turni. Il suo efficace servizio regge il confronto per tutto il primo parziale, nel quale lascia per strada solo sei punti alla battuta e grazie a due egregie soluzioni di rovescio si porta anche sul 15-30 nell’undicesimo gioco. Isner non fa una piega e si assicura il tie-break, al quale si arriva senza che i due abbiano concesso palle break. A metà del game decisivo il servizio di Jared si inceppa e commette due sanguinosi doppi falli che mandano Big John sul 5-2. Una piccola reazione del giovane nativo del Rhode Island non è sufficiente a riparare il danno e Isner dopo tre quarti d’ora fa suo il primo set vincendo il tie break 7-4.

Il secondo set parte con due turni di servizio lampo e stavolta il primo a essere in difficoltà è Donaldson, ma ai vantaggi Isner sbaglia in lunghezza da fondo e non sfrutta l’occasione. Bravo comunque il giocatore della Next Gen a pizzicare sempre il rovescio di John e ad avere la meglio sulla diagonale. Sul 5-4 in risposta per il set vince anche uno scambio combattuto con una palla corta delicata per portarsi sul 40-40, ma due ace permettono a Isner di andare 5-5. Qui una risposta fortunosa lo manda sullo 0-30 e l’ennesimo doppio fallo nel momento cruciale da parte di Donaldson danno vita alle prime palle break dell’incontro. Come ieri contro Tiafoe, c’è il break nell’undicesimo gioco. John commette doppio fallo, piazza due ace e ricade nel doppio fallo, prima di pescare un dritto poderoso e chiudere il match col venticinquesimo ace dell’incontro dopo un’ora e mezza. Isner vince così il secondo derby USA in due giorni, esattamente con lo stesso punteggio di quello vinto ieri contro Tiafoe. Approda così in semifinale senza aver perso un set, come il suo avversario di domani, Grigor Dimitrov.

TERZO TURNO

[1] R. Nadal b. A. Ramos-Vinolas 7-6(1) 6-2 (Giovanni Vianello)

Rafa Nadal, il prossimo re del tennis mondiale, passa ai quarti di Cincinnati senza far faville in termini di gioco, ma come sempre freddo nei momenti decisivi, battendo il connazionale Albert Ramos 7-6(1) 6-2.
I precedenti recitavano 3-0 in favore di Nadal, con tutti i confronti diretti disputatisi su terra (Barcellona 2013 e 2014 e la finale di Montecarlo di quest’anno) e con Rafa che non aveva perso nemmeno un set su sei disputati. Un po’ di fiducia a Ramos poteva venire dal fatto che il maiorchino avesse perso gli ultimi due incontri giocati contro i mancini (Gilles Muller a Wimbledon, Denis Shapovalov a Montreal). Entrambi i giocatori sono scesi in campo con un fiocchetto nero sul petto in segno di lutto per i fatti di Barcellona di ieri.

Il primo set lo porta a casa Nadal per 7-1 al tie-break. Il parziale è fortemente orientato dai servizi, si vede una sola palla break, nel decimo gioco, che è anche set-point per il maiorchino, annullata da Ramos. Il prossimo n.1 del mondo era partito un po’ scarico, andando qualche volta in lieve difficoltà sul proprio servizio (un 15-30 ed un 30-30) poi ha progressivamente alzato il proprio livello di gioco fino a risultare devastante nel tredicesimo gioco.
Nadal parte scarico anche nel secondo e concede quattro palle break nei primi due turni di battuta, palle break delle quali tre consecutive sul 2-1 per il n.24 del mondo, annullate con due ace e una prima ad uscire velenosissima su cui Ramos risponde largo. Come dice l’adagio, break mancato, break subito per Albert, che nel quinto gioco dal 30-30 inanella un doppio fallo ed un dritto in rete, mandando Nadal a tre game dal quarto di finale con Kyrgios. Ramos a questo punto si spegne e Rafa raccoglie un altro break, chiudendo il match 7-6 6-2.
Un Rafa non eccezionale quello visto oggi, ma praticamente chirurgico nei momenti cruciali, con un ottimo 2/3 nelle palle break ed il 7-1 con cui ha vinto nel tie-break del primo set. Per Rafa al prossimo turno, come anticipato, Kyrgios, con il quale è avanti 2-1 nei precedenti.

N. Kyrgios b. I. Karlovic 4-6 7-6(6) 6-3 (Antonio Ortu)

Nella prosecuzione del match interrotto ieri, Nick Kyrgios ha prevalso in rimonta su Ivo Karlovic, dopo essere stato a due punti dalla sconfitta in diverse occasioni nel secondo set. Nick raggiunge così i quarti di finale, il suo quinto della carriera in un Masters 1000 (terzo del 2017) e quinto della stagione, il primo da quello vinto a Miami contro Zverev. Dopo dei primi game giocati in maniera abbastanza passiva, l’australiano ha innalzato il suo livello al servizio e in risposta quando era necessario, fondamentale per battere uno come Ivo. Soprattutto il terzo parziale è stato quasi impeccabile per il giovane numero 23 ATP. Per Karlovic è rimandato l’appuntamento coi quarti in un Masters 1000 -che gli manca da Indian Wells 2011- come è rimandata la prima vittoria contro Kyrgios, oggi al quarto successo su quattro contro il gigante croato.

Prima che la pioggia interrompesse per la seconda volta il programma, ieri i primi sette giochi sono andati secondo copione. Karlovic ha ceduto solo un punto con la prima di servizio, Kyrgios nemmeno uno (due complessivi alla battuta) e, pur mettendo entrambi solo una prima su due in campo, dopo 32 minuti Doctor Ivo era avanti 4-3. Alla ripartenza, l’australiano è sembrato poco convinto e al terzo game giocato di giornata, sotto 5-4, ha commesso qualche errore evitabile, soprattutto considerando l’avversario odierno. Sotto 15-40, commette un doppio fallo che gli è letale: Karlovic incamera il primo set, 6-4, 41 minuti di gioco.

In tutto il secondo set comanda il servizio. Nick cede quattro punti nei suoi turni, il croato cinque. Ivo riesce a ottenere tanto anche con la seconda palla, con la quale piazza pure qualche ace, dimostrando di non lasciare scampo al ribattitore anche in una giornata in cui la prima fatica a entrare con continuità. Il primo “rischio” lo corre Kyrgios, che si ritrova 30-30 al servizio per salvare il match. Lo schema d’allenamento servizio-dritto-smash gli permette di tirare un sospiro di sollievo e approdare al tie-break, il che non era nemmeno quotato. Nei precedenti incroci, Nick ha avuto la meglio in quattro dei precedenti cinque tie-break. Si vede subito il meglio e il peggio dell’australiano: prima concede un mini-break con un passante di rovescio orrendo, poi se lo riprende con un dritto in corsa da fenomeno e grazie al doppio fallo di Karlovic, si invola su 5-2. Big Ivo non ci sta e in avanzamento impatta 5-5, poi dopo il cambio di lato viene trafitto da un altro ottimo passante di Kyirgios, che vince il tie-break 8 punti a 6 e forza il match al terzo.

Il parziale decisivo inizia sulla falsariga del secondo, ma Ivo diminuisce gli ace. Nick risponde con più frequenza e nel quarto gioco abbiamo il turning point dell’ottavo di finale. Il ragazzo di Canberra si porta 0-40, prime palle break dell’incontro, anche merito di un passante di dritto strepitoso. Arriva il tanto atteso break per Kyrgios, che non ha problemi a confermarlo con buone prime di servizio. Dà anche spettacolo nell’ottavo game, con un dritto poderoso in corsa (con tanto di cinque agli spettatori della prima fila) e altre prodezze che gli fruttano due match point, annullati prontamente dalla prima di Ivo. Subito dopo, Nick archivia la pratica, vincendo 6-3 il terzo set, dopo 2 ore e 8 minuti. Sfiderà questa notte Rafa Nadal.

Risultati: 

Quarti di finale

[7] G. Dimitrov b. Y. Sugita 6-2 6-1
[14] J. Isner b. [WC] J. Donaldson 7-6(4) 7-5
[3] D. Thiem b. D. Ferrer 6-3 6-3
N. Kyrgios b. [1] R. Nadal 6-2 7-5

Terzo turno

[1] R. Nadal b. A. Ramos-Vinolas 7-6(1) 6-2
N. Kyrgios b. I. Karlovic 4-6 7-6(6) 6-3

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