UBITENNIS http://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Tue, 23 Jan 2018 17:27:18 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Cilic: “Ognuno deve prendersi cura del proprio corpo” http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/cilic-ognuno-deve-prendersi-cura-del-proprio-corpo/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/cilic-ognuno-deve-prendersi-cura-del-proprio-corpo/#respond Tue, 23 Jan 2018 16:03:06 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241502 Australian Open 2018, quarti di finale. M. Cilic b. R. Nadal 3-6, 6-3, 6-7, 6-2, 2-0 (ret.). L’intervista del dopo partita a Marin Cilic]]>

Sei passato dal perdere il terzo set dopo averlo dominato, a vincere la partita dopo qualcosa di piuttosto spettacolare. Come ti sei sentito in quegli ultimi 30 minuti?

Sì, nel terzo set ho sentito di aver avuto davvero tante opportunità, solo che non sono stato in grado di convertirle. Ho avuto tante piccole opportunità, molti punti giocati sul 30 pari, alcuni breakpoint. E Rafa, come al solito, riesce sempre a trovare il modo di vincere quei punti, riesce a superarli, nonostante si possa sentire sotto pressione, specialmente all’inizio del terzo set dove ho spinto un po’ di più in quei primi game. Sono stato un po’ sfortunato a perdere quel tiebreak, ero in vantaggio 3-2 e avevo due servizi a disposizione. Sì, sono stato sfortunato. E dopo credo di aver fatto delle buone scelte dal punto di vista mentale, ho alzato l’intensità di gioco, ho cercato di dimenticare il terzo set. Ho iniziato a colpire più liberamente. E da quel momento fino alla fine del match, ho colpito incredibilmente bene.

Hai capito che qualcosa non andava? È stato difficile mantenere quel livello senza capire cosa stesse accadendo?

L’ho capito quando ha chiamato il medical time-out. Eravamo 4-1 nel quarto set. Ma succede a volte che quando un avversario ha qualche piccolo infortunio non capisci quali siano le sue possibilità, come possa riprendersi. Quindi ho cercare di restare nel mio, continuando a giocare bene e con la stessa intensità. Ero 0-40 in quel game, avanti 4-1 e non l’ho brekkato. Ho mantenuto il mio piano. E ha ripagato. Rafa è stato sfortunato, lui lotta sempre duramente, da sempre il meglio in campo. Credo che nella pre-season abbia avuto qualche problema con gli infortuni, ma è arrivato qui preparato davvero bene. Ha giocato un gran torneo. Ovviamente mi dispiace che si sia concluso in quel modo.

Alla fine dell’intervista, quando Nadal ha parlato in spagnolo, ha detto che ci sono troppi infortuni, che qualcuno dovrebbe riflettere, che si gioca troppo sui campi in cemento. Cosa ne pensi? Pensa che l’organizzazione dovrebbe pensare con più sensibilità al perché succede. Quale potrebbe essere la soluzione?

Il calendario è questo da molti anni. Solo in quest’ultimo, all’inizio di questa stagione, abbiamo visto molti top player infortunati. Alla fine dipende tutto da noi prenderci cura del corpo, cercare di scegliere il miglior calendario, ascoltare il nostro fisico, come si sente. Comprendo benissimo che abbiamo tantissimi tornei, molti obbligatori. Ma per quanto mi riguarda, ognuno sceglie il proprio programma. È difficile dire, Okay, ci fermiamo due mesi in questa stagione, tagliamo questi tornei, perché il tennis è uno sport globale. Ovunque giochiamo le persone si divertono. Credo che il tennis stia diventando sempre più popolare, cosa che anche noi vogliamo.

Lui ha detto che non è tanto la quantità dei tornei, quanto la superficie.

Sì, per me è difficile dire lo stesso. Siamo tutti diversi. Anche io ho avuto problemi alle ginocchia in passato perché le superfici sono divere. Ma dipende sempre da me provare a prendermene cura e realizzare il miglior calendario possibile.

Quando hai capito che stava per ritirarsi?

Solo nell’ultimo punto. L’ho visto avvicinarsi alla rete e poi ha stretto la mano all’arbitro.

È difficile perché sarai il favorito contro Kyle Edmund. Come ti fa sentire?

Per quanto mi riguarda, mi preparerò al match come per gli altri. Kyle ha fatto un cammino incredibile. Ha sostenuto tante partite difficili, ha giocato un gran tennis. È anche molto divertente da guardare. Colpisce bene, serve alla grande, ha un gran rovescio. Gioca alla grande sul cemento. Per me sarà un’altra grande opportunità. Ovviamente sulla carta sarà più semplice rispetto a Rafa. Ma merita tanto di essere arrivato fin qui. Per me deve essere importante continuare a concentrarmi sul mio gioco. Non posso influenzare molto il suo gioco, ma posso occuparmi di quello che succede dalla mia parte del campo. Spero di poter disputare un altro grande match.

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Australian Open, doppio: la caduta dei numeri uno http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-doppio-la-caduta-dei-numeri-uno/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-doppio-la-caduta-dei-numeri-uno/#respond Tue, 23 Jan 2018 15:42:18 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241499 Come Nadal in singolare, le coppie di doppio maschile e femminile N.1 del seeding lasciano il torneo. Avanti i gemelli Bryan]]>

Dopo aver registrato l’infelice e preoccupante uscita di Nadal, si può di certo affermare che è stato un martedì nero per i numeri uno del mondo, tanto nel singolo quanto nei doppi. Infatti anche Lukasz Kubot e Marcelo Melo sono stati eliminati, per mano di Ben McLachlan e Jan-Lennard Struff dopo una battaglia di quasi tre ore sulla Margaret Court Arena, conclusa al tie-break del terzo set. Si sono così guadagnati una semifinale del tutto inattesa, dal momento che si tratta del loro primo torneo fianco a fianco. Il tedesco, eliminato in singolare da Roger Federer, e il giapponese, fino a un anno fa neozelandese e tutt’ora residente a Queenstown, sfideranno o Marach e Pavcic (t.d.s. 7) o Daniell e Inglot. Continua invece il percorso dei fratelli Bryan, sei volte campioni a Melbourne, ma l’ultima volta cinque stagioni fa. Bob e Mike hanno aperto il programma sulla Rod Laver Arena, battendo nettamente Qureshi e Matkowski. Ora cercheranno di raggiungere la seconda finale consecutiva in Australia (l’anno passato persero contro Kontinen e Peers) per provare a riassaporare un trionfo Slam dopo più di tre anni di digiuno. Potrebbero scontrarsi con la coppia del momento, Hewitt e Groth, domani opposti al duo Cabal/Farah (t.d.s. 11).

Risultati, quarti di finale:

[6] B. Bryan/M. Bryan b. M. Matkowski/A. Qureshi 6-1 6-4

B. McLachlan/J-L. Struff b. [1] L. Kubot/M. Melo 6-4 6-7(4) 7-6(5)

In programma domani, quarti di finale:

M. Daniell/D. Inglot   vs   [7] O. Marach/M. Pavcic (Margaret Court Arena, n.p. 4.30)

[11] J. Cabal/R. Farah   vs   L. Hewitt/S. Groth (Margeret Court Arena, n.p. 7.00)

Si è composto il quadro delle semifinali nel doppio femminile. Anche in questo caso hanno salutato il torneo le prime giocatrici del seeding  Latisha Chan e Andrea Hlavackova, sconfitte da Babos e Mladenovic al tie-break del terzo, non sfruttando ben tre match point. Il tandem franco-ungherese affronterà per un posto in finale la coppia più calda del momento, formata da Su-Wei Hsieh e Shuai Peng, che ancora non hanno perso un set in tutto il torneo. Non hanno potuto nulla le numero quattro del seeding, Lucie Safarova e Barbora Strycova, sconfitte in poco più di un’ora. Nella parte bassa del tabellone, hanno rischiato grosso Makarova e Vesnina (t.d.s. 2), che dopo un avvio disastroso sono riuscite ad agguantare la semifinale al tie-break decisivo contro Gabriela Dabrowski e Yifan Xu. Le due russe incroceranno le racchette con la coppia romena Niculescu/Begu. Monica e Irina-Camelia hanno piazzato 44 colpi vincenti per superare 6-0 al terzo il duo a stelle e strisce Brady/King.

Risultati, quarti di finale:

[5] T. Babos/K. Mladenovic b. [1] L. Chan/A. Sestini Hlavackova 6-4 0-6 7-6(6)

[2] E. Makarova/E. Vesnina b. [6] G. Dabrowski/Y. Xu 0-6 6-1 7-6(2)

[8] S-W. Hsieh/S. Peng b. [4] L. Safarova/B. Strycova 6-1 6-4

[10] M. Niculescu/I. Begu b. N. Brady/V. King 4-6 6-2 6-0

In programma domani, semifinali:

[5] T. Babos/K. Mladenovic   vs   [8] S-W. Hsieh/S. Peng (Margaret Court Arena, n.p. 3.00)

[10] M. Niculescu/I. Begu   vs   [2] E. Makarova/E. Vesnina (Campo 2, n.p. 5.00)

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Australian Open: Cilic in semi, crac Nadal. “Troppi campi duri!” http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-2018-rafa-nadal-marin-cilic/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-2018-rafa-nadal-marin-cilic/#respond Tue, 23 Jan 2018 13:00:30 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241307 MELBOURNE - Nadal resiste alle bordate di Cilic, ma nel quinto set il suo fisico gli chiede il conto: ritiro e in semi ci va il croato]]>

[6] M. Cilic b. [1] R. Nadal 3-6 6-3 6-7(5) 6-2 2-0 rit. (da Melbourne, Vanni Gibertini)

Siamo rimasti tutti interdetti, quando Rafa Nadal si è tolto la bandana ed è andato a stringere la mano all’arbitro sullo 0-2 del quinto set. Sapevamo che all’inizio del torneo non era in condizione, ma i primi quattro impegni a Melbourne avevano messo in mostra un giocatore in grande crescita, sicuro favorito per raggiungere la finale e certamente in corsa per il suo diciassettesimo slam. Ma dopo le tre ore e mezzo di battaglia con Cilic il suo fisico lo ha tradito ancora una volta, impedendogli di terminare il match come gli era capitato altre otto volte in carriera (ma solamente due dal 2010 ad oggi) . Meriti sicuramente anche a Cilic, che dopo essersi trovato sotto di un set ed un break è riuscito a girare il match martellando sulla “diagonale destra”, sfruttando gli slice esterni sul servizio e sommergendo il maiorchino con 83 vincenti.

Dopo aver salito con incredibile salita i gradini della sala stampa ed aver impiegato quasi 10 secondi per sedersi su una sedia, un Nadal sull’orlo delle lacrime affronta un’altra difficile conferenza stampa, forse appena meno drammatica di quella di Roland Garros 2016. “Non ho idea quale sia il problema, devo fare degli esami e poi sapremo, ora nessuno sa nulla“. Non è il ginocchio, quindi, quello che gli ha impedito di giocare i tornei di preparazione in gennaio. “Il dolore era molto forte, la gamba era completamente bloccata, non riuscivo a muovermi, e quindi era impossibile vincere” dice ai reporter spagnoli. E prima in inglese e poi nel suo idioma nativo, Nadal spara l’ennesima bordata contro il circuito professionistico, contro un sistema che pretende tanti tornei sulle superfici dure, molto severe con il fisico degli atleti: “A questo punto mi risulta difficile immaginare in quali condizioni arriverò a fine carriera. Chi gestisce il tennis non pensa che noi atleti abbiamo una vita dopo la carriera tennistica, che vorremmo arrivare alla fine dei nostri giorni sul circuito in condizioni tali da poter vivere una vita normale, fare sport. Ci sono sempre più atleti infortunati, ed è il caso che chi ci governa cominci a farsi delle domande, se sia il caso di giocare tutti questi tornei su superfici così dure , e quali sono le conseguenze di quello che ci chiedono“.

IL MATCH

Inizio della partita piuttosto soporifero, ritmo piuttosto basso e Cilic che non riesce ad ingranare alla battuta. Nadal risponde come suo solito da parecchi metri oltre la linea di fondo, anche se rimane un po’ più avanti nei punti da destra per coprire la possibilità di slice esterno. Sul 3-2 Nadal il croato deve fronteggiare cinque palle break: due sono salvate da belle prime di servizio, le altre invece sono tre errori dello spagnolo, piuttosto insoliti per lui. Il game successivo il maiorchino si imbarca in un doppio fallo e due gratuiti di diritto che regalano una palla break a Cilic, ma un bell’ace risolve la situazione. L’arrivo nei posti a bordo campo degli invitati VIP dalle suite corporate non cambia la musica: il croato continua a pasticciare alla battuta e questa volta ci lascia break e set. Cinquantadue minuti di tennis non memorabile e Cilic cerca conforto in una nuova maglietta per iniziare la rimonta, anche se dovrebbe cercare conforto nel suo servizio: essere surclassati da Nadal nei punti vinti sulla prima (81% contro 64%) ben difficilmente lo porterà alla vittoria.

All’inizio del secondo parziale i battitori continuano a fare una gran fatica soprattutto sulla seconda di servizio (nessuno dei due è sopra il 25%) e questa è una buona notizia per Nadal che dovrebbe avere la battuta meno efficace dei due. Sul 2-2 Cilic si inguaia sul 15-40, prende un warning per “time violation”, si distrae discutendo con il giudice di sedia Asderaki e commette doppio fallo. Un’imprecazione in croato piuttosto violenta al cambio di campo scuote il campione degli US Open 2014 che, tra la sorpresa generale, e soprattutto quella di Nadal, infila 4 game consecutivi e pareggia il conto sei set. Oltre ai problemi sulla seconda, lo spagnolo deve fare i conti anche con il suo diritto che ogni tanto ricade nel problema che aveva un paio di anni fa, quando l’eccessivo top spin lo faceva rimbalzare corto e sovente si spegneva in rete.

L’inerzia che per un set e mezzo sembrava tutta dalla parte di Nadal sembra essersi spostata: negli scambi da fondo Cilic trova maggiormente il modo di spingere e trovare aperture, specialmente con il diritto incrociato. La prima palla break del set è per il croato, sull 1-1, ma se ne va con un errore di rovescio. Le due seguenti, sul 3-3, vengono giocate bene da Nadal con due servizi esterni. Il n.1 del mondo è spesso in difficoltà, ma resiste come un leone e si porta 5-4 procurandosi un set point dopo aver inchiodato Cilic a scambiare sul rovescio, ma Marin è bravissimo a trovare l’apertura giusta per scendere a rete e chiudere con la volée. Si arriva al tie-break che, come il resto del set, vede i battitori in difficoltà: 6 minibreak nei primi 8 punti, ed è quasi sempre Cilic a comandare lo scambio, anche se in un paio di occasioni manca il colpo definitivo. L’errore fatale lo commette sul 5-5 quando dopo due accelerazioni di diritto manda la terza oltre la linea di fondo, e Nadal può celebrare con due “freni a mano” verso il suo angolo, dove i suoi allenatori Moya e Costa (tutti con addosso il marchio della Rafa Nadal Academy) appena finito di esultare sprintano verso la toilette per scaricare la… tensione ed ovviamente anche qualcos’altro.

Dopo un set sostanzialmente dominato dal punto di vista del gioco ma alla fine buttato al vento, Cilic comunque non si perde d’animo, e sostenuto dal suo angolo (nel quale sono anche il suo primo coach Bob Brett ed il manager del suo sponsor Fila Martin Mulligan) continua con la sua strategia di insistere con il diritto incrociato sul rovescio di Nadal che finalmente paga dividendi regalandogli un vantaggio di 4-1. Lo spagnolo sembra affaticato, chiede un medical timeout per farsi massaggiare a terra dal fisioterapista e nel game seguente annulla tre chance dell’1-5 con cinque punti consecutivi. La sorte del set è comunque segnata, e dopo 3 ore e mezzo di gioco si va al quinto set, dove Cilic ha un eccellente record di 26 partite vinte e 12 perse.

Durante la pausa tra i set Nadal si fa assistere ancora dal fisioterapista, ed all’inizio del set decisivo fa evidentemente fatica a muoversi, soprattutto verso sinistra. Perde i primi sette punti del set senza quasi muoversi,  prova a resistere sul suo servizio, ma dopo aver subito il break del 2-0 decide che non ce la fa più e stringe la mano alla straordinaria Asderaki (altra prestazione monstre per lei) e consegna la semifinale a Marin Cilic.

Risultati:

K. Edmund b. [3] G. Dimitrov 6-4 3-6 6-3 6-4
[6] M. Cilic b. [1] R. Nadal 3-6 6-3 6-7(5) 6-2 2-0 rit.

IL LIVESCORE DEL DAY 9
I TABELLONI COMPLETI: UOMINI – DONNE

Irrompe Kyle Edmund, è il primo semifinalista
Mertens da urlo, prima semifinale Slam


È SUCCESSO NEL DAY 8

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Chung e Sandgren, nerd contro Trumpiano. Il nuovo che avanza (Piccardi), Gomito e testa i mali di Djokovic (Clerici), Djokovic, sconfitte e dolori Chung è l’Asia che avanza (Semeraro), Miope che non ci crede (Azzolini), Il Next Gen castiga Djokovic (Scanagatta) http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/chung-e-sandgren-nerd-contro-trumpiano-il-nuovo-che-avanza-piccardi-gomito-e-testa-mali-di-djokovic-clerici-djokovic-sconfitte-e-dolori-chung-e-lasia-che-avanza-semeraro-miope-che-non/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/chung-e-sandgren-nerd-contro-trumpiano-il-nuovo-che-avanza-piccardi-gomito-e-testa-mali-di-djokovic-clerici-djokovic-sconfitte-e-dolori-chung-e-lasia-che-avanza-semeraro-miope-che-non/#respond Tue, 23 Jan 2018 11:51:46 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241482 Rassegna a cura di Daniele Flavi   Chung e Sandgren, nerd contro Trumpiano. Il nuovo che avanza   Gaia Piccardi, il corriere della sera del 23.01.2018   Il nerd e il Trumpiano convinto. Il bambinone di Suwon, Sud Corea, quartier generale del colosso Samsung (che lo sponsorizza) e il ragazzo del Tennessee, stato americano conservatore […]]]>

Rassegna a cura di Daniele Flavi

 

Chung e Sandgren, nerd contro Trumpiano. Il nuovo che avanza

 

Gaia Piccardi, il corriere della sera del 23.01.2018

 

Il nerd e il Trumpiano convinto. Il bambinone di Suwon, Sud Corea, quartier generale del colosso Samsung (che lo sponsorizza) e il ragazzo del Tennessee, stato americano conservatore e grande elettore del repubblicano con i capelli arancioni. Hyeon Chung e Tennys Sandgren. C’è qualcosa di nuovo che pulsa nel cuore rovente dell’Australian Open, che nella notte ha mandato in campo i primi quarti di finale (NadalCilic e Dimitrov-Edmund) regalandosi, nella parte bassa del tabellone, la sfida che non ti aspetti: Corea vs. Usa, futuro vs. carneade. Chung, 21 anni, è il frutto più maturo sbocciato sull’albero dei Next Gen: tennista compatto, baricentro basso (alla Mecir), elastico e gommoso quanto l’idolo pagano che negli ottavi ha maltrattato sul centrale, l’ex n.1 Novak Djokovic, Hyeon è una coproduzione Seul (dove vive e si allena)-Florida (ha frequentato l’accademia di Bollettieri per appena due anni ma delicati, quelli della formazione: dai 13 ai 15), con tutte le caratteristiche del nerd di successo. Apparecchio per i denti, acne, occhiali bianchi da miope. Da bambino fu proprio l’oculista a consigliare a papà Seok-Jin, maestro di tennis, di far posare lo sguardo del pupo sul colore verde. II sintetico, neanche a dirlo, è diventato la superficie preferita del numero 58 del mondo, destinato a ritoccare presto il record di Hyung Taik Lee, n.36 nel 2007, il coreano fin qui meglio piazzato in classifica. Un Djokovic bolso (57 errori gratuiti, 5 palle break convertite su 19), con il braccio in cartongesso e i riflessi al rallentatore («Uscire così è frustrante però il gomito non è a posto: spero di guarire»), assistito al capezzale dalla solita corte dei miracoli (il debutto del doppio coach Agassi-Stepanek non ha scosso dalla flemma il «nuovo» Djoker) ha lasciato strada all’asiatico che viaggia leggero, brufoli ed esplosività da vendere, capace di eliminare due aspiranti stregoni come lui, il russo Danfil Medvedev e il tedesco Sasha Zverev, accreditato di una lucentezza che ancora — a livello Slam — non rifulge. «Sono anni che studio Djokovic per copiarlo — ha ammesso candido Chung —. Questo è un sogno diventato realtà». Sfumano all’alba i sogni azzurri (Fognini evaporato in tre set al cospetto di Berdych) mentre Tennys Sandgren («Il mio nome non è né un omaggio al tennis né al Tennessee, ma al mio bisnonno. Chiamatemi Sang, se preferite…»), 26 anni, antenati svedesi, buona gavetta universitaria, scopre con Wawrinka e poi Thiem di essere un tennista vero: «Mi sto dando i pizzicotti: sogno o è realtà? Poco tempo fa ero n.648 del ranking, oggi mi gioco una semifinale Slam a Melbourne… È una vita che mi chiedo se sono bravo abbastanza. Ho già fatto più di quello che mi aspettavo dalla carriera. Ora so che posso giocare a buon livello». Chung-Sandgren (recentissima vittoria lottata del coreano a Auckland) è il match che decide l’avversario di Federer in semifinale, se tutto procede come natura crea (19-6 i precedenti con Berdych). Nerd o Trump per il Maestro?

 

Gomito e testa i mali di Djokovic

 

Gianni Clerici, la repubblica del 23.01.2018

 

Siamo in molti a domandarci perché Novak Djokovic sia riuscito a perdere contro il quasi ventiduenne sudcoreano Hyeon Chung negli ottavi dell’Australian Open. Cattiva forma, o incredibile giornata di Chung? E perché cattiva forma? Cause psichiche o fisiche, di tipo muscolare, momentanee o definitive? Dovrei possedere una laurea diversa da quella in Storia della religione per spiegare cosa sia accaduto al gomito di Nole. Erano sei mesi che non giocava in gara e, quando si allenava, lo faceva anche per sottomettersi all’esame di più di un medico. Una volta, quel che gli è accaduto si chiamava tennis-elbow, il gomito del tennista, poi le nuove racchette metalliche e di materiali spaziali hanno prodotto varianti, e una volta che ho osato chiedergli, a proposito del gomito, mi ha risposto: «Ho il miglior dottore». Il miglior specialista italiano di chiropratica, Alfio Caronti, fa rilevare che la presenza di una sorta di calza sul gomito destro dimostrava soltanto che la vicenda non era risolta. Ci domandiamo allora se il «miglior dottore» riuscirà a far continuare Djokovic, non sino all’età di Federer, che è diverso da tutti gli umani, ma come un Nadal, o come Radek Stepanek, da Nole appena assunto quale coach. Intanto, qual è stato in tutto ciò il ruolo di Chung? L’avevo mai visto, e credevo potesse farcela, mi hanno domandato in molti. L’avevo visto da piccolo, ho risposto, il giorno della sua sconfitta a Wimbledon jr contro il nostro Quinzi, nel 2013. E avevo riportato su queste pagine un’altra vicenda clinica, perché un dottore gli aveva suggerito il verde – nel caso l’erba – quale colore da guardare per migliorargli la vista, tutt’ora insuf ficiente, dato che porta occhialoni bianchi, che risaltano anche in tv. Non mi ero spinto tanto avanti dal pronosticargli una grande carriera, né lo faccio oggi, perché il torneo junior di Wimbledon l’hanno vinto tanti che poi si sono confermati, Borg, Lendl, Edberg, ma tanti di più che non sono diventati campioni. Le qualità famigliari deponevano per una considerazione positiva, sia per il papà maestro, grazie all’invio per due anni a Bradenton, l’Accademia di Bollettieri, sia per il buon avvio da professionista, e per il riconoscimento assegnatogli dai giocatori nel 2015. The most improved player of the year. Promettente, certo. Però uno come Djokovic non era mai riuscito a batterlo. Nemmeno ci aveva pensato perché proprio Djokovic rimaneva il tennista ideale al quale si era ispirato. Chung ha dunque battuto Djokovic, o una controfigura di Djokovic? E Djokovic, dopo sei mesi passati a farsi curare il braccio, riuscirà a servire e a giocare, soprattutto i colpi monoman, come una volta? Mi spiace di lasciar deluso il lettore ma, come ho affermato, non sono soltanto un medico, ma nemmeno un indovino.

 

Djokovic, sconfitte e dolori Chung è l’Asia che avanza

 

Stefano Semeraro, la stampa del 23.01.2018

 

Adesso la Corea spaventa davvero il mondo. Non quella del Nord di Kim Jong-un e del suo bottone nucleare, ma quella del Sud di Hyeon Chung il 2lenne occhialuto n. 58 Atp che in Australia ha buttato fuori dal torneo Novak Djokovic guadagnandosi, primo coreano di sempre, un quarto di finale degli Slam. Per giunta con vista sulle semifinali, visto che domani incontrerà l’intruso yankee Tennys Sandgren, n. 96 che ha sradicato in cinque set la testa di serie numero 5 Dominic Thiem. Due anni fa Hyeon contro il Joker ci aveva perso in tre set, stavolta ha ribaltato il tavolo rubando gli strumenti proprio al suo modello dichiarato: fondamentali solidi, regolarità, recuperi impossibili, solidità mentale. Un muro di gomma. O uno specchio ustorio. In conferenza stampa gli hanno chiesto anche cosa pensasse del fatto che fra due settimane le due Coree ai Giochi di Pyeongchang sfileranno sotto un’unica bandiera, ma davanti alla sua perplessità da adulto-adolescente alle prese con temi scottanti, è scattata la mannaia dell’addetto stampa dell’Atp: «Prossima domanda, per favore». L’Est dei giovani cresce Dopo aver battuto al terzo turno Zverev, il numero 4 del mondo, Hyeon aveva spiegato come il tennis non fosse troppo popolare a Seul, ieri ha ribadito che «baseball, basket, calcio e ora che ci sono le Olimpiadi anche il pattinaggio su ghiaccio sono più seguiti», e che il tennis arriva, forse, quinto. Specificando: «Quinto da oggi in poi, ovviamente». A Est il tennis è esploso prima di un’altra Olimpiade, quella cinese del 2008, quando una generazione di tenniste made in Pechino, il cui miglior prodotto è stata Li Na, fu programmata per portare oro alla patria. Poi è arrivato il giapponese Kei Nishikori, oggi insieme a Chung, che per due anni si è allenato in Florida, nelle academy orientali e soprattutto europee, compresa quella di Riccardo Piatti a Bordighera, sta crescendo una nuova leva di promesse. Non a caso il campione under 18 degli ultimi Us Open è il cinese Wu Thing. II serbo preoccupato Nella scacchiera mondiale a preoccupare è invece Djokovic, l’ex Imbattibile che contro l’occhialuto Hyeon non ha mai dato l’impressione di poter mettere a fuoco il match e che, soprattutto, rischia un nuovo stop per il riacutizzarsi del malanno al gomito. «Alla fine del 1 set ha ricominciato a farmi molto male, e ha continuato fino alla fine», ha ammesso scoraggiato il Joker, che l’anno scorso è stato fermo 6 mesi, 4 e mezzo senza toccare la racchetta. A Melbourne si è ripresentato con un nuovo – e poco efficace – movimento del servizio. Niente da fare. «E frustrante, specie dopo aver passato tanto tempo a curarmi. Ora dovrò azzerare tutto, fare nuovi esami, analizzare la situazione con il mio staff e capire cosa fare. Nelle ultime due settimane ho giocato parecchio, vediamo cosa è successo dentro il gomito». In vista c’è un nuovo stop, difficile capire ora quando – e qualcuno azzarda anche «se» – l’ex numero 1, oggi sceso al 14, potrà rientrare in campo nel 2018. E troppo presto per parlare di carriera a rischio, ma il Joker oggi ha la faccia di un clown triste.

 

Miope chi non ci crede

 

Daniele Azzolini, tuttosport del 23.01.2018

 

Gli occhiali di Chung hanno una montatura da binocolo, e la stessa precisa funzione. Senza non è in grado di vedere la pallina, e Djokovic gli sarebbe apparso come una macchia indistinta e sfuocata. Il bello è che il Djoker di ieri sera era proprio così… Sandgren si chiama Tennys, ma la colpa è del nonno, spiega, che si chiamava allo stesso modo, e siccome il tennis a quei tempi non era così alla moda, è possibile che il nome sia un omaggio allo Stato che accolse la famiglia, il Tennessee. Poi c’è Marton, l’ungherese, Fucsovics di cognome. La sua è la storia meno brillante fra tutte, anche se lui è convinto che i genitori volessero chiamarlo Marlon, ma di fronte al funzionario dell’anagrafe non se la siano sentita. Il nuovo tennis prende forme insolite, e si discosta volentieri dal tracciato dettato dal marketing del circuito. Solo il coreano Hyeon Chung è 100% Next Gen, anzi è stato lui a vincere il primo Master milanese, lo scorso novembre. Ma gli altri hanno età matura, storie diverse e ben più faticose alle spalle, e nel loro approdo ai piani alti del torneo non v’è [caccia alcuna di predestinazione. Solo sacrificio, e un pizzico di buona sorte, una volta tanto. Chung, quasi 22anni, e Sandgren, 26 compiuti, vanno nei quarti a braccetto, hanno firmato le imprese della giornata, e si affronteranno per un posto in semifinale. Fucsovics, 25 anni, sbatte su Federer, e la sua corsa termina agli ottavi, ma non è meno felice degli altri, perché un anno fa non esisteva, se n’erano perse le tracce dopo una buonissima carriera da junior, e perché ha scoperto che a Melbourne esiste una comunità ungherese. Gli hanno fatto festa. Perdere “bene” contro il Più Grande vale quasi una vittoria Chung è al lavoro per diventare uno degli incubi del circuito. Ha gambe motorizzate, colpi di precisione ingegneristica, fiato da record di immersione subacquea. Non si concede distrazioni, né donne, né passeggiate, né musei, né ristoranti e nemmeno cinema Solo tennis. Ha un’anima di acciaio, quando il medico gli disse che con la sua miopia avrebbe potuto anche giocare, certo non diventare un campione, Hyeon Testa Dura decise che avrebbe giocato solo per quello, per primeggiare. Non siamo ancora a tanto, ma è nei quarti Slam per la prima volta e con due preziosi scalpi appesi alla sua cintura. Sasha Zverev, che ha spento in 5 set, e Nole Djokovic, con il quale ne sono bastati 3. Qualcuno comincia a pensare che il ragazzino gracile che Gianluigi Quinzi travolse nella finale di Wunhledon juniores del 2014, abbia doti fuori dal comune. Di sicuro lo pensa Djokovic, che in tre ore eventi minuti ha subito un’opera di smantellamento come non gli era mai capitato. Chung lo ha pressato, incalzato, gli ha ripreso tutto, lo ha spinto all’angolo, lo ha costretto a recuperi impossibili solo per accorgersi che non sarebbero serviti a niente. La dote principale di Chung è la pazienza, ma nei primi tre anni sul circuito ha inserito colpi sempre più robusti nel suo arsenale, ed è cambiato nel fisico fino ad apparire irriconoscibile per chi lo abbia seguito all’inizio della carriera. Centimetri e muscoli, cosce da terzino, piedi da velocista Non ha colpi risolutori, ma oltre i dieci scambi è in grado di far vedere agli avversari, da vicino, tutte le divinità dell’Olimpo tennistico. «Mi sembrava che rimbalzasse sul campo, da una parte all’altra di continuo», è riuscito a dire Djokovic, traballando. «È la vittoria più importante, quella cui tenevo di più. Djokovic è il mio giocatore preferito, quello cui mi sono sempre ispirato. Un onore superarlo». Un onore cui Nole avrebbe fatto volentieri a meno. Nole veniva da un lungo stop e da un problema al gomito che ancora non è smaltito. Non gli mancano le scuse, per l’uscita negli ottavi, ma nessuno pensava che lo stop sarebbe venuto per mano del coreano. La stagione è lunga», dice il Djoker ma un problema serio c’é. Gli hanno cambiato il movimento del servizio, per non forzare il gomito, e orala palla gli viaggia troppo piano. Chung non ha sbagliato una risposta, e i vincenti sono stati 47,11 più di Nole. Buoni argomenti anche per il quarto con Sandgren, che obbligherà pero Chung a trovare soluzioni diverse per prendersi la vittoria Opposto a Thiem, l’americano non ha avuto paura di forzare i colpi, e ha finito per creare varchi insoliti nella guardia dell’austriaco. Sembra che Tennys abbia perso ogni remora, tenta tutto, prova ogni colpo, senza paura, e questo lo rende imprevedibile e pericoloso. Ha sfidato apertamente Thiem a chi colpiva più forte, e ha vintola battaglia. Un braccio di ferro quasi esagerato, con prove balistiche condotte senza calcolo alcuno, quasi con foga. «Avevo voglia di una vittoria così, mi ripaga di tanti anni di anonimato», dice Sandgren, che ha ricavato il suo piccolo regno tennistico nel circuito challenger; fino salire al n.97. Si sono già incontrati Hyeon e Tennys, proprio quest’anno, adAuddand. Ha vinto Chung in tre set. Ma non è stato facile.

 

Il Next Gen castiga Djokovic

 

Ubaldo Scanagatta, il Quotidiano Nazionale del 23.01.2018

 

C’erano due italiani negli ottavi per la prima volta dopo 42 anni, ma non ci eravamo illusi. Difatti purtroppo non ne abbiamo nessuno nei quarti. Andreas Seppi era stato battuto in 4 set dall’inglese Edmund e anche Fabio Fognini è stato eliminato — e in tre set — 61 64 64 in 2h e 08 dal ceco Tomas Berdych, 32 anni e n.20 Atp ma con un passato da n.4, una decina di anni da top-ten, due semifinali a Melbourne. In ogni set Berdych ha strappato già all’inizio la battuta a Fabio, quasi volesse spegnerne subito le velleità. Va detto però che a differenza di tante altre volte Fabio non si è mai arreso, ha provato alla fine ad opporsi. Ma Berdych è un giocatore di un’altra categoria rispetto al tennista di Arma di Taggia, soprattutto sul cemento piuttosto veloce di questo Open australiano. Non c’era onestamente nulla da fare. Ha perso il servizio sei volte, la prima nel secondo game del primo set, un’altra volta nel primo game del secondo e anche nel terzo game del terzo. Tuttavia Fognini salirà a fine torneo a n. 22 dall’attuale n. 25 Atp, a soli 111 punti da “quello che è il mio obiettivo di quest’anno”. Forse l’appetito verrà mangiando. Sarà sushi in Giappone nel weekend 2-4 febbraio per la Coppa Davis: Fognini e Seppi andranno a Morioka direttamente da qui, Lorenzi, Bolelli e Fabbiano dall’Italia. Mentre Federer ha centrato ancora una volta i quarti con la sua vittoria sull’ungherese Fucsovics, la… lotta del giorno è stata quella che Djokovic (6 volte vincitore dell’Australian Open) ha perso per 3 set a zero (76 75 76) con il coreano miope e dagli occhiali bianchi, Hyeon Chung, detto anche il “giustizverev” per aver sorpreso entrambi i fratelli Zverev. Nel 2013 il nostro Gianluigi Quinti vinse Wimbledon junior (partecipavano anche Kyrgios, Zverev e Coric) battendo Edmund e Chung due set a zero. Oggi Quinzi è n.334 del mondo. Edmund e Chung sono nei quarti all’Australian Open. E Djokovic ha scoperto cosa significava tre anni fa giocare contro… un Djokovic. L’ultima volta che Novak aveva perso tre set a zero qui era stato nel 2007. Il ragazzo coreano che aveva vinto il torneo Next Gen a Milano ha detto: «Novak era il mio idolo… ho cercato di copiarlo». In Oriente quando si tratta di copiare sono dei veri fenomeni. Con l’americano Tennys (nomen omen) Sandgren n.97 che ha eliminato a sorpresa Thiem e dovrà affrontare Chung, n.58, avremo certamente un super outsider in semifinale. Cilic-Nadal e Dimitrov-Edmund i quarti di stanotte, risultati e interviste su www.ubitennis.com

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Il racconto del Day 9 dell’Australian Open http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-live-day-9-segui-la-nostra-diretta/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-live-day-9-segui-la-nostra-diretta/#respond Tue, 23 Jan 2018 11:39:50 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241338 Cilic gioca un match straordinario e trascina Rafa al quinto set. Un Nadal visibilmente menomato è costretto al ritiro sul punteggio di 0-2 nel parziale decisivo]]>

Dopo le vittorie di Mertens (contro Svitolina) e di Edmund (battuto Dimitrov), sono due gli incontri ancora da disputare: alle 09 toccherà a Rafael Nadal, che non avrà un compito facile contro Cilic, e a seguire sarà la volta di Wozniacki-Suarez Navarro.

Orari e programmazione del Day 9

IL LIVESCORE DEL DAY 9
I TABELLONI COMPLETI: UOMINI – DONNE

Rivivete con noi le sorprendenti eliminazioni di Grigor Dimitrov e Rafael Nadal: la prima semifinale maschile è Cilic-Edmund, quella femminile è Mertens-Wozniacki

13:02Niente da fare per il numero 1 del mondo. Nadal è costretto al ritiro. In semifinale va Marin Cilic


13:01 – Nadal in evidente difficoltà fisica. Cilic strappa la battuta a Rafa e si porta avanti per 2-0 nel set decisivo


12:50Si va al quinto! Cilic strappa ancora una volta la battuta e Nadal e chiude 6-2. Intanto il nostro Luca Baldissera, direttamente dalla Rod Laver Arena, ci fa sapere che Nadal non si muove bene verso il lato sinistro


12:41 – Nadal in difficoltà si aggrappa al servizio e tiene la battuta rimontando da 0-40 (4-2 e servizio per Cilic)


12:33 – Fisioterapista in campo per Nadal che si fa trattare la coscia destra. Cilic conduce 4-1 nel quarto set


12:28 – Cilic non molla e strappa la battuta a Nadal nel quarto gioco (3-1 e servizio per Marin)


12:18 – Ecco le statistiche del terzo set:


12:07Il terzo set è di Nadal! Il numero 1 del mondo conquista il tiebreak per 7 punti a 5. Decisivo un errore di dritto a campo aperto di Cilic sul 5-5


12:02 – Si cambia campo sul 3-3. Due minibreak a testa


11:57 – Sarà il tiebreak a decidere l’esito del terzo set


11:52 – Cilic annulla un set point a Nadal e tiene la battuta (5-5)


11:44 – Si prosegue punto a punto sul Centrale con Nadal che fatica alla battuta e Cilic che tiene invece agevolmente i suoi turni di servizio. 5-4 Rafa, servizio Marin


11:36 – Livello di tennis altissimo da parte di Cilic ma Nadal non molla. Rafa annulla altre due palle break nel settimo game e conduce 4-3 nel terzo set


11:14 – Altro game complicato per Nadal al servizio. Rafa si salva annullando una palla break nel terzo gioco


10:55 – Cilic conquista il secondo parziale per 6-3 in 48 minuti. Un set pari tra Marin e Rafa


10:51 – È cambiata la partita. Nadal perde campo e sicurezze, Cilic sfrutta l’occasione: 5-3 Marin che va a servire per il secondo set


10:42 – Nadal dà una mano a Cilic che recupera subito il break di svantaggio (3-3)


10:32 – Dopo aver salvato una palla break nel quarto gioco, Nadal strappa la battuta a Cilic nel game successivo. Marin si consegna con un doppio fallo. Rafa conduce 3-2 e servizio


10:21 – Cilic salva il turno di battuta annullando una palla break nel terzo gioco del secondo set. 2-1 Marin, servizio Nadal


10:12 – Le statistiche del primo set


10:08 – Il terzo set point è quello buono. Con un dritto in lungolinea in uscita dal servizio, Nadal conquista il primo parziale in 52 minuti di gioco (6-3)


10:00 – Arriva il break in favore di Nadal. Rafa serve per il primo parziale sul punteggio di 5-3


09:56 – Primo momento di difficoltà anche per Nadal che annulla una palla break con un ace. 4-3 Rafa nel primo set, servizio Cilic


09:48 – Cilic salva ben cinque palle break e si porta sul 3-3 nel primo set (un paio di brutti errori in risposta da parte di Nadal sulle palle break)


09:06 – Rafa Nadal e Marin Cilic sono scesi in campo sulla Rod Laver Arena per il palleggio di riscaldamento


08:29 – Le statistiche della vittoria di Edmund:

  • 13 ace e 4 doppi falli
  • 46 vincenti e 48 errori gratuiti
  • 6 palle break salvate su 9 e 5 su 15 quelle convertite
  • 20/25 a rete
  • 75% di punti vinti con la prima, 43% con la seconda
  • 187 km/h di velocità media con la prima palla di servizio

Intanto arriva il commento di Andy Murray…


07:46 – Il primo semifinalista dell’Australian Open è Kyle Edmund. Bella impresa del britannico che sconfigge in quattro set Grigor Dimitrov (6-4 3-6 6-3 6-4 il punteggio finale). Nella prima semifinale Slam della sua carriera, Kyle sfiderà Nadal o Cilic (in campo sulla Rod Laver Arena alle 09)


06:51 – UPSET ALERT: Kyle Edmund si aggiudica il terzo set. Gliene manca uno per raggiungere la sua prima semifinale Slam. In pericolo il Maestro 2017 Dimitrov


06:13 – Dimitrov pareggia il conto, 6-3. Un’ora e venticinque minuti.


06:10 – Fuori i numeri uno del doppio. Kubot e Melo eliminati al tie-break del terzo set da Struff/McLaclhan. McLachlan, ovviamente, è giapponese.


05:42 – Dimitrov non ci sta: 3-0 in avvio di secondo set, recuperando da 0-40 nell’ultimo game. Bel match, diagonale di dritto infuocata e ritmi sostenuti.


05:30 – Due palle break salvate, poi una bordata al servizio. Kyle Edmund vince il primo set 6-4.

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05:21 – Dritto MOSTRUOSO di Edmund per strappare di nuovo il servizio: servirà sul 5-4 per chiudere il primo set.


05:11 – Dimitrov reagisce: controbreak, poi tiene il servizio per il 4-3. Edmund comunque non sente nessun timore reverenziale, evidentemente.


05:03 – In conferenza stampa, Elina Svitolina mantiene a fatica le lacrime. I problemi all’anca continuano a tormentarla.


05:00 – Partenza razzo per Edmund: break e conferma, 2-0.


04:48 – Al via il primo quarto di finale maschiel: Kyle Edmund, all’esordio a questi livelli, sfida Grigor Dimitrov, semifinalista qui lo scorso anno.


04:38 – L’ultima belga in semi in uno Slam, che si gode il momento in cui ricordano l’ultima belga in semi in uno Slam.

(L’ultima in Australia è stata Kim Cijsters, 2012)


04:28 – Mertens perfetta! 6-4 6-0 per battere una delle favorite, Svitolina, e raggiungere la sua prima semifinale Slam.

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04:10 – Mertens avanti 3-0 nel secondo.


03:54 – UPSET ALERT: Elise Mertens si aggiudica il primo set, 6-4. Elina Svitolia, una delle favorite della vigilia del torneo, non granché con il dritto. Splendido lo scambio da 21 colpi nel primo punto del decimo game.


03:42 – Elise Mertens travolgente: 5-2, con un rovescio in condizioni stellari.

Il nostro Baldissera sarà senz’altro interessatissimo.


03:34 – Mertens è la più veloce a uscire dai blocchi, 3-1.

Nel frattempo il buon Tennys si tuffa nella celebrità e in ciò che comporta. Si è autocensurato, date le sue robuste idee politiche…


03:09 – Inizia la prima giornata di quarti di finale: Svitolina vs Mertens in campo


02:59 – E i nostri inviati si lamentano pure.


02:45 – Rassegna stampa da Melbourne, dopo il Chung Day.


02:35 –  Il nostro meteorologo Luca Baldissera ha sentenziato: “tutto molto bello”.

 


02:30 – I nostri inviati commentano il day 8. Gli uomini della notte (australiana).


È SUCCESSO NEL DAY 8

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Australian Open, il programma del day 10: Federer-Berdych alle 09:30 http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-il-programma-del-day-10-federer-berdych-alle-0930/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-il-programma-del-day-10-federer-berdych-alle-0930/#respond Tue, 23 Jan 2018 08:32:40 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241419 Day 10, si completa il quadro dei quarti di finale. Federer e Berdych si prendono la sessione serale, gli altri tre incontri di giornata tutti in diurna]]>

Ad aprire il programma della Laver Arena Arena nella giornata di mercoledì (all’una italiana), saranno Angelique Kerber (unica tennista rimasta in gara ad aver vinto un major in carriera) e Madison Keys. Kerber è avanti 6-1 nei precedenti. Il primo incontro fra le due si giocò proprio all’Australian Open, nel 2013: vittoria in due set di Angie. L’unico successo di Madison è arrivato sull’erba di Eastbourne nel 2014. A seguire (non prima delle 03 italiane) scenderanno in campo Hyeon Chung e Tennys Sandgren, entrambi debuttanti a livello di quarti Slam. Un solo precedente tra i due, giocato due settimane fa ad Auckland: vittoria per il coreano in tre set (6-3 5-7 6-3). Chiuderanno la sessione diurna Simona Halep e Karolina Pliskova (in campo non prima delle 05 italiane), entrambe a caccia della prima semifinale in carriera a Melbourne. 5-1 i precedenti in favore della numero 1 del mondo. L’unica vittoria di Pliskova è arrivata nel 2016 in Federation Cup.

Quando in Italia saranno le 09:30 del mattino, sarà la volta del match più atteso di giornata, quello che vedrà Roger Federer opposto a Tomas Berdych. I due si sono già affrontati in carriera per 25 volte – 4 partite si sono giocate all’Australian Open (2008, 2009, 2016, 2017), tutte vinte da Roger. I successi di Berdych sono 6: alle Olimpiadi di Atene nel 2004 (primo confronto tra i due), a Miami e Wimbledon nel 2010, a Cincinnati nel 2011, allo US Open nel 2012 e a Dubai nel 2013. Dopo questa vittoria, 8 sconfitte consecutive per Tomas e appena due set vinti.

Da segnalare anche la presenza di Elisabetta Cocciaretto, ultima rappresentante italiana ancora in corsa nei tabelloni junior. L’azzurra sarà impegnata nel suo incontro di terzo turno sul campo 19 (terzo match di giornata) contro Hong Yi Cody Wong.

IL PROGRAMMA (orari italiani)

Rod Laver Arena 

  • Non prima dell’una – [17] Madison KEYS vs [21] Angelique KERBER
  • Non prima delle 03 – Hyeon CHUNG vs Tennys SANDGREN
  • Non prima delle 05 – [1] Simona HALEP vs [6] Karolina PLISKOVA
  • Non prima delle 09:30 – [2] Roger FEDERER vs Tomas BERDYCH

Il resto del programma del day 10 (doppi e junior)

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Australian Open: irrompe Kyle Edmund, è il primo semifinalista http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-2018-grigor-dimitrov-kyle-edmund/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-2018-grigor-dimitrov-kyle-edmund/#respond Tue, 23 Jan 2018 06:50:16 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241309 MELBOURNE - Non si arresta la corsa di Kyle Edmund, che elimina la terza testa di serie Dimitrov e vola in semifinale. Il bulgaro delude: niente rivincita con Nadal]]>

K. Edmund b. [3] G. Dimitrov 6-4 3-6 6-3 6-4 (dal nostro inviato a Melbourne)

Siamo arrivati alle partite che contano davvero, quelle in cui la palla pesa, o meglio, considerato il clima australiano, quelle in cui la palla scotta. Ci si gioca l’ingresso in semifinale, a livello Slam è uno di quei traguardi che definiscono la carriera di un tennista. Il bulgaro Grigor Dimitrov (26 anni, 3 ATP), reduce dalla grandissima sfida vinta contro Nick Kyrgios, affronta l’inglese Kyle Edmund (23 anni, 49 ATP), autore dell’eliminazione del nostro Andreas Seppi. Grigor sulla carta è favorito, sia dai precedenti (2-0 per lui, Washington 2017 e Brisbane 2018, entrambi su cemento all’aperto) che dalla classifica e dall’esperienza. Ma la tensione nervosa lo tradirà, per la gioia del biondissimo Kyle, che si candida a raccogliere l’eredità di Andy Murray e nel frattempo si garantisce l’ingresso in top 30.

INIZIO A TUTTO BRACCIO – Pronti, via, e subito Kyle scatena la sparatoria col suo super-dritto, tirando a tutto braccio e rischiando senza esitare. Grigor subisce la partenza a 200 all’ora dell’avversario, e cede il servizio nel primo game. Dopo 10 anni, si rivede con piacere sulle tribune di un torneo dello Slam Tim Henman, che di semifinali Major ne ha giocate sei (Wimbledon 1998, 1999, 2001, 2002, Rolang Garros e US Open 2004), a incoraggiare il connazionale verso il medesimo traguardo. Ma nel frattempo, Dimitrov, da campione qual è, sta salendo di livello, manovra con sempre maggior efficacia prendendo buonissimi angoli di campo, e risale da 1-3 sotto fino al 4-3, piazzando il controbreak al sesto gioco. La giornata è assolata ma non eccessivamente calda, e la Rod Laver Arena si sta riempiendo di spettatori. Sul 4-4, un paio di distrazioni di Grigor, e soprattutto una terrificante risposta vincente di dritto di Kyle (a 166 kmh!), danno un secondo break all’inglese, che va a servire per il primo set. Il bulgaro non ci sta, aggredisce il rovescio di Edmund, e si procura due opportunità di contro-break consecutive, poi una terza, ma altrettante ottime prime palle gliele annullano. Un errore di Kyle fa sfumare un primo set-point per lui, ma una gran battuta esterna poco dopo gli risolve il problema. 6-4 Edmund, che bravo: sta facendo in ogni caso lui la partita, i dati dei vincenti/errori lo confermano: 15/14 contro il 7/8 di Grigor. Sono passati 43 minuti.

REAZIONE D’ORGOGLIO – Essersi fatto sfuggire il primo set evidentemente pungola Dimitrov, che riparte bello concentrato, brekka al secondo game, si salva da 0-40 nel terzo, e sul 3-0 si prende altre due palle break non consecutive, comunque ben salvate da Edmund. Siamo 3-1, la furia agonistica dell’inglese sembra essersi un po’ spenta, non stanno più grandinando drittoni a ripetizione come pochi minuti fa. Grigor resiste al tentativo di rimonta di Kyle, salva col servizio una palla del contro-break sul 4-2, e sale 5-2. C’è molto equilibrio in campo, tutto sommato, forse Dimitrov potrebbe e dovrebbe essere meno attendista, e forzare con maggior convinzione verso il rovescio di Edmund. L’inglese è un bel giocatore, forte e solido, con due armi di altissimo livello, il servizio e uno dei dritti più carichi e potenti del circuito, ma in effetti non sa fare molto altro, mentre il bulgaro avrebbe le possibilità tecniche di variare e anticipare meglio. In ogni caso, con un buon game di battuta, Grigor incamera il secondo parziale 6-3, un set pari: risultato giusto per quanto visto in un’ora e 25 minuti di match.

SERVIZIO INSUFFICIENTE – Nel primo game del terzo set, Kyle cancella con la battuta una palla break sul 30-40, poco dopo, nel quarto gioco, tocca a Grigor salvare il turno di servizio con un grandissimo scambio in difesa e contrattacco, siamo 2-2. Senza altri scossoni, si arriva al 4-3 per Edmund, quando a Dimitrov scappano un paio di colpi, e sulla seconda palla break commette un brutto doppio fallo, il settimo. Alla battuta per chiudere il set, sul 5-3, Kyle non trema, e si prende il 6-3 e il vantaggio di due set a uno. Il dato che spiega la prestazione insufficiente di Grigor è il 39% di primi servizi in campo in questo parziale, per tenere lontano un bombardiere “on fire” come Edmund il bulgaro dovrà assolutamente migliorare quella percentuale.

GUERRA DI NERVI – Fino al 2-2 del quarto set, poco da segnalare. E poi si scatena una sorta di guerra più psicologica che tecnica. “In the fourth it was kinda poor tennis” ammette Kyle al microfono di Jim Courier alla fine, e ha perfettamente ragione. Errori di entrambi in serie, break Edmund, 3-2, controbreak Dimitrov, 3-3, più palle fuori e in rete che palle in campo a momenti. I nervi sono a fior di pelle per entrambi, e si vede. Sul 4-4, l’allungo decisivo: un gratuito di rovescio commesso da un Dimitrov che sembra tesissimo manda Kyle a servire per la partita, l’ennesimo colpo sbagliato in lunghezza dal bulgaro decreta la fine. 2 ore e 49 minuti la durata del match. Bravissimo Edmund a cogliere le occasioni, male Dimitrov, che si è inspiegabilmente contratto (rovesci in slice a ripetizione, invece che in spinta, per esempio) proprio nei momenti che contavano. Prima semifinale Slam per Kyle, Henman applaude convinto, Grigor ha fatto lo stesso numero di game di Seppi contro l’inglese, 17.

Edmund è il primo nato dal 1995 in poi ad arrivare in una semifinale Major, il suo avversario uscirà dalla sfida tra Nadal e Cilic. Con lo spagnolo Kyle è sotto 1-0 nei precedenti (Montecarlo l’anno scorso, 6-0 5-7 6-3), così come con Cilic (sempre lo scorso anno a Shanghai, 6-3 7-6).

Risultati:

K. Edmund b. [3] G. Dimitrov 6-4 3-6 6-3 6-4
[6] M. Cilic b. [1] R. Nadal 3-6 6-3 6-7(5) 6-2 2-0 rit.

IL LIVESCORE DEL DAY 9
I TABELLONI COMPLETI: UOMINI – DONNE

Mertens da urlo, prima semifinale Slam


È SUCCESSO NEL DAY 8

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Australian Open: multa salatissima per Mischa Zverev http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-multa-salatissima-per-mischa-zverev/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-multa-salatissima-per-mischa-zverev/#respond Tue, 23 Jan 2018 05:06:31 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241374 Il tennista tedesco è stato privato di quasi tutto il prize money di primo turno per scarso impegno. È una nuova regola in vigore da quest'anno]]>

Davvero una brutta conclusione della trasferta australiana, quella di Misha Zverev. Il 30enne tennista tedesco, quartofinalista nell’edizione 2017 degli Australian Open dopo aver eliminato l’allora n.1 del mondo Andy Murray, è stato multato dall’ITF la somma di 45.000 dollari americani per scarso impegno nell’incontro di primo turno di singolare maschile. Si tratta della prima applicazione della nuova regola, introdotta quest’anno, relativa all’assegnazione di prize money ai giocatori che entrano come lucky-loser.

Al fine di evitare che alcuni giocatori non in grado di competere scendano in campo senza alcuna speranza di competere efficacemente solo per incassare l’assegno per gli sconfitti al primo turno (che nei tornei dello Slam è comunque una cifra considerevole di solito intorno ai 50.000 dollari) è stato introdotta a livello sperimentale una regola che garantisce a chi si ritira a tabellone compilato il 50% del prize money previsto a patto che:

  • Il giocatore sia presente nel luogo del torneo e venga dichiarato non in grado di giocare dal medico del torneo;
  • Il giocatore si sia già avvalso di questa possibilità in altri due tornei dello Slam nel corso della stessa stagione.

Allo stesso tempo è stata inserita anche una sezione supplementare al codice di comportamento che conferisce al Giudice Arbitro la facoltà di determinare se un giocatore si sia impegnato, nel corso del proprio incontro di primo turno, al di sotto degli standard professionali. I fattori che possono essere presi in considerazione dal Giudice Arbitro per effettuare questa valutazione comprendono:

  • Il fatto che il giocatore non abbia terminato la partita;
  • Il fatto che il giocatore non abbia partecipato ad alcuna competizione nelle 2-3 settimane precedente al Grand Slam in questione;
  • Il fatto che il giocatore si sia ritirato dall’ultimo torneo giocato prima del Grand Slam in questione;
  • Il fatto che il giocatore era entrato in tabellone usufruendo di un ranking protetto;
  • Il fatto che il giocatore sia stato ammonito durante il match per scarso impegno.

Nel caso in cui vengano riscontrati questi elementi, il Giudice Arbitro può multare il giocatore colpevole fino ad un ammontare parti al premio di primo turno.

Mischa Zverev si è ritirato nel corso del suo match d’esordio contro Hyeon Chung sul punteggio di 6-2 4-1 in favore del giocatore coreano, ed ha poi preso parte al doppio in coppia con Paolo Lorenzi, uscendo sconfitto da Kubot/Melo per 6-2 6-2. I 60.000 dollari australiani del primo turno di singolare (circa 48.000 dollari americani) saranno quindi pesantemente decurtati, lasciando a Mischa Zverev sì è no quanto basta per pagarsi il biglietto di ritorno in Europa.

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Australian Open: Mertens da urlo, Wozniacki torna in semifinale http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-2018-svitolina-mertens-wozniacki-suarez-navarro/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-2018-svitolina-mertens-wozniacki-suarez-navarro/#respond Tue, 23 Jan 2018 03:55:55 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241308 Elise gioca un tennis di altissimo livello. Semi all'esordio a Melbourne: l'ultima belga così lontano in Australia fu Clijsters, sua mentore. Svitolina bloccata. Out una delle favorite. La danese piega Suarez Navarro al terzo set, prima semi dal 2011]]>

Si parlava di Elise Mertens con Filip Dewulf, semifinalista al Roland Garros nel 1997…

LA PRIMA VOLTA DI ELISE – Questo incerto Australian Open ha già emesso un verdetto. Non sarà la prima volta di una delle seconde. Una di quelle campionesse che vincono dovunque tranne che negli Slam. Elina Svitolina conferma il suo tabù, non riuscendo a superare i quarti di finale in un Major. Nonostante un tabellone incredibilmente favorevole, la tennista di Odessa si è lasciata dominare da Elise Mertens, belga di belle speranze e bel gioco. C’è anche un po’ di Italia in campo con la Mertens, che è sponsorizzata dalla Lotto. La 22enne di Leuven inizia meglio della più quotata avversaria, che appare contratta. Più pronta, Mertens, ad anticipare e a variare il gioco. Dal canto suo, Svitolina mostra tutta la tensione che la attanaglia spesso su palcoscenici come questo. Troppo passiva, l’ucraina subisce l’iniziativa di Elise, molto brava nel variare la direzione della palla, specie dal lato del rovescio, il suo colpo più naturale. Una tale propensione offensiva le procura un vantaggio di due break. Soprattutto, Mertens è bravissima nel trovare angoli con il colpo bimane dal centro del campo. Un po’ di incertezza, quando va a servire sul 5-2 pesante in suo favore, le costa un break. Ma non il set, che si aggiudica meritatamente con due giochi di ritardo.

Nella seconda frazione si consuma lo psicodramma della numero 4 del mondo. Nonostante qualche occasione le venga concessa, Elina non riesce proprio a sbloccarsi, vittima della tensione che la fa giocare corta. Rimedia un umiliante 6-0, che sancisce crudelmente le sue difficoltà odierne. E consente a Mertens di approdare in semifinale, la prima in carriera in un Major: l’ultima belga a riuscirci era stata Kirsten Flipkens, a Wimbledon 2013. L’ultima a Melbourne, Kim Clijsters, mentore di Elise (si allena alla sua accademia), nel 2012. Troverà la vincente di Wozniacki-Suarez Navarro. Chissà che non possa continuare a dire la sua. D’altronde, a guardarla oggi per la prima volta, si sarebbe detto che è la belga a frequentare le zone alte della classifica. Sia tecnicamente, sia tatticamente, è sembrato esserci un divario imbarazzante fra le due. Ovviamente, la componente psicologica ha giocato un ruolo importante, ma Svitolina ha dimostrato di non avere un piano alternativo quando le cose non vanno per il verso giusto. Un aspetto sul quale dovrà lavorare molto, se vorrà davvero ambire ai tornei che contano.

IN THE ZONELa gioia di Elise è incontenibile a fine match:Questa è la vittoria più importante della mia carriera, lei si muove benissimo, sa fare tantissime cose ma io ho giocato benissimo, è stato davvero un grande match. Ora devo giocare come se non avessi niente da perdere, d’altronde non ho punti da difendere, sarò l’underdog anche giovedì”.

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CAROLINE LA VINCE DUE VOLTE – Chiude il programma odierno sulla Rod Laver Arena il successo combattuto più del dovuto di Caroline Wozniacki, numero 2 del seeding, contro Carla Suarez Navarro, raggiungendo per la seconda volta in carriera la semifinale dell’Australian Open (nel 2011 venne estromessa da Li Na) e potrà tentare di raggiungere la sua terza finale in un major (Us Open 2009 e 2014 entrambe perse). Per l’attuale numero 39 WTA rimane il buon torneo disputato dopo i problemi fisici di un anno fa, ma colleziona la sesta eliminazione ai quarti di finale in un torneo dello slam su altrettanti tentativi, dopo le sconfitte nel 2009 e 2016 a Melbourne, a Parigi nel 2008 e 2014 e a New York nel 2013. Wozniacki si era aggiudicata 5 dei 7 precedenti, ma l’ultima volta in cui si erano affrontate ad avere la meglio fu la nativa di Las Palmas a Madridnella  scorsa stagione. Il primo set è senza storia, la danese è un muro che Suarez Navarro non riesce minimamente a scalfire e il bagel con cui Wozniacki lo conquista ne è la dimostrazione evidente. La seconda partita è più equlibrata, inaspettatamente Suarez Navarro va avanti 4-2 con una palla break a disposizione, ma Caroline è brava nella reazione, risalendo fino al 5-4 in suo favore dove addirittura si procura un match point, annullato però dalla spagnola con la collaborazione della numero 2 del mondo che manda lungo un comodo rovescio. Scampato il pericolo Carla riesce ad issarsi fino al tie-break: dal punteggio di 3 pari Suarez Navarro cambia marcia, infilando 4 punti di fila che le valgono il set. Si va al terzo. La ex top 10 ha speso molto per rimettersi in careggiata, Wozniacki riprende a giocare il suo tennis che la porta a servire per il match sul 5-2: la campionessa dell’ultima edizione delle WTA Finals si procura altri tre match point e al secondo match point (terzo totale dopo i circa cinquanta minuti trascorsi dal primo) può esultare con le braccia al cielo. Prosegue dunque la rincorsa alla prima posizione del ranking mondiale e in semifinale sfiederà Elise Mertens, con cui ha vinto l’unico incrocio andato in scena sempre in semifinale sulla terra di Bastad nel luglio della passata annata.

(in aggiornamento)

Risultati:

E. Mertens b. [4] E. Svitolina 6-4 6-0
[2] C. Wozniacki vs C. Suarez Navarro 6-0 6-7(3) 6-2

IL LIVESCORE DEL DAY 9
I TABELLONI COMPLETI: UOMINI – DONNE

Irrompe Kyle Edmund, è il primo semifinalista


È SUCCESSO NEL DAY 8

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Coppa Davis, Giappone-Italia: i convocati di Barazzutti http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/coppa-davis-giappone-italia-convocati-di-barazzutti/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/coppa-davis-giappone-italia-convocati-di-barazzutti/#respond Tue, 23 Jan 2018 03:30:56 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241515 L'Italia schiera la migliore formazione possibile in Giappone: Fognini e Seppi puntano a mantenere la forma australiana. Il Giappone lascia a casa Nishioka]]>

Si avvicina la prima sfida del World Group 2018 per gli azzurri, che dal 2 al 4 febbraio saranno ospiti del Giappone a Morioka, capitale della prefettura di Iwate. Il capitano Corrado Barazzutti ha comunicato oggi la lista dei convocati, che venerdì partirà per la trasferta nel Paese del Sol levante:

  • Simone BOLELLI
  • Fabio FOGNINI
  • Paolo LORENZI
  • Andreas SEPPI

Oltre a questo quartetto, Barazzutti ha aggregato alla squadra anche Thomas Fabbiano, che prenderà parte alla sfida in qualità di quinto uomo. Scelte che evidenziano l’importanza della prossima sfida per il team nostrano, nonostante l’assenza di Kei Nishikori tra i nipponici. Non compaiono infatti nomi dei giovani emergenti, come Sonego o Berrettini, che si sono messi in mostra (soprattutto Lorenzo) nella prima settimana dell’Open d’Australia. Niente turnover, calcisticamente parlando. Solo titolari, due dei quali hanno dimostrato di essere in ottima forma. Fognini e Seppi hanno fatto sognare il tennis italiano, spingendosi fino agli ottavi sui campi di Melbourne, ma sbattendo purtroppo su Edmund e Berdych un passo prima dei quarti.

Tra le file dei giapponesi, mancherà come detto Kei Nishikori, ancora non al meglio, ma che farà comunque il suo ritorno in campo stasera nel challenger di Newport Beach contro Dennis Novikov. Il capitano Satoshi Iwabuchi non ha convocato invece Yoshihito Nishioka, sconfitto da Seppi qualche giorno fa in terra australiana. Queste le sue scelte:

  • Taro Daniel
  • Go Soeda
  • Yuchi Sugita
  • Yasutaka Uchiyama

Il quinto uomo è il doppista Ben McLachlan, che oggi ha raggiunto clamorosamente la semifinale in Australia con Jan-Leonard Struff, eliminando Kubot e Melo. I ragazzi di Iwabuchi proveranno a raggiungere i quarti di finale per la seconda volta nella loro storia (nel 2014 vinsero contro il Canada per poi uscire di scena contro i cechi).

Si giocherà sul cemento indoor della Morioka Takaya Arena, primo incontro di Davis tra le due nazioni che si terrà sul suolo giapponese. Le due precedenti sfide le ha vinte l’Italia per 3-2, disputate tuttavia quasi un secolo fa, nel 1930 (a Genova) e nel 1932 (a Milano).

Coppa Davis 2018

TUTTI I CONVOCATI DEL PRIMO TURNO

Francia-Olanda

FRANCIA: Tsonga, Pouille, Gasquet, Herbert, Mahut

OLANDA: Haase, Griekspoor, De Bakker, Rojer

Belgio-Ungheria

BELGIO: Goffin, Bemelmans, Cagnina, De Loore

UNGHERIA: Fucsovics, Balazs, Piros, Valkusz, Borsos

Australia-Germania

AUSTRALIA: Kyrgios, De Minaur, Thompson Millman, Peers

GERMANIA: A. Zverev, Struff, Gojowczyk, Puets

Spagna-Gran Bretagna

SPAGNA: Carreno Busta, Bautista Agut, Ramos Vinolas, Ferrer, F. Lopez

GRAN BRETAGNA: Edmund, Norrie, Broady, J. Murray, Inglot

Croazia-Canada

CROAZIA: Cilic, Coric, Galovic, Skugor, Dodig

CANADA: Shapovalov, Pospisil, Polansky, Nestor

Serbia-USA

SERBIA: Lajovic, Djere, Milojevic, Krstin, Zekic

USA: Querrey, Isner, Johnson, Harrison

Kazakistan-Svizzera

KAZAKISTAN: Kukushkin, Nedovyesov, Popko, Khassanov, Khabibulin

SVIZZERA: Laaksonen, Bodmer, Huesler, Bellier, Margaroli

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Dimitrov: “Adesso ho un bersaglio più grande dietro la schiena” http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/dimitrov-quando-arrivi-cima-hai-un-bersaglio-piu-grande-sulla-schiena/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/dimitrov-quando-arrivi-cima-hai-un-bersaglio-piu-grande-sulla-schiena/#respond Tue, 23 Jan 2018 03:00:22 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241417 Dopo la sconfitta contro Kyle Edmund, tanti elogi al britannico: "Ha vinto partite molto difficili. Ora è in semifinale, deve approfittarne: queste occasioni non bussano sempre alla tua porta"]]>

Dopo la partita contro Kyrgios c’erano grandi aspettative su di te. Come giudichi la partita di oggi?
Kyle merita tutti gli elogi. Ha meritato di vincere, semplicemente. Ha lavorato duramente nei mesi scorsi, l’ho visto, ci ho giocato contro un paio di volte. Mi assumo la piena responsabilità della mia prestazione e non ha senso per me dirvi cosa è andato storto, perché i meriti sono suoi. È lui il vincitore, è quello che posso dirvi ora.

Quali pensi che siano le chance di Kyle in semifinale?
Ho visto quasi tutte le sue partite qui, e ne ha vinte di molto difficili. Non sembra soffrire troppo il caldo. E ovviamente l’ho rivisto oggi, ha spinto molto e creduto in se stesso, soprattutto nei momenti importanti. Per la semifinale non saprei, ma credo che una volta raggiunta questa fase di uno Slam tutto possa accadere. Queste opportunità non bussano sempre alla tua porta quindi quando le raggiungi, devi cercare di trarne il massimo.

Quante energie ti ha prosciugato la partita contro Kyrgios due giorni fa?
Direi tutte le partite che ho giocato qui, soprattutto perché dal primo giorno non sto giocando benissimo. Ho dovuto lavorare molto per tornare a disputare un buon match. Contro Nick sicuramente c’erano altri fattori: il pubblico, l’avversario, le aspettative. Ci sono molte componenti che entrano in gioco. Allo stesso tempo ero felice di essermi ritrovato. Ma tutto quello che fai fuori dal campo per sentirti meglio sul campo ti toglie molte energie. Non importa quanto io mi sentissi in forma fisicamente, penso di essere anche scarico mentalmente. Ogni partita ti toglie energie e ogni volta che scendi in campo provi a fare qualcosa per entrare in forma. Oggi è stato uno di quei giorni in cui non ci sono riuscito, capitano queste giornate. Allo stesso tempo ho bisogno di capire cosa è successo esattamente, perché in campo mi sentivo bene, ma ci sono troppi fattori in gioco.

Come affronterai questo processo? Ti prenderai un paio di giorni di pausa o ti lascerai tutto alle spalle per pensare al prossimo impegno?
È difficile nascondere la delusione, è così che mi sento e fa male, ma è così che deve essere. Adesso però non voglio essere troppo razionale, prenderò un paio di giorni per rilassarmi e fare le cose che non ho potuto fare durante il torneo, anche per rivalutare la trasferta australiana. Nel complesso non è stata male, anche se non è andata come speravo. Devo continuare su questa strada, non esagerare di nuovo, e allo stesso tempo essere sicuro di ritrovare il mio ritmo e il mio gioco. Tutto questo richiede un po’ di lavoro ma sono certo di poterlo fare.

Trarrai qualcosa di positivo dall’aver raggiunto i quarti di finale?
Sì, assolutamente. Io sono molto critico con me stesso e quando non raggiungo un obiettivo prefissato mi butto un po’ giù, ma queste sono le situazioni in cui credo di essere migliorato nel corso degli anni, soprattutto qui, lo scorso anno, è stata molto dura dopo aver perso in semifinale (contro Nadal, ndt). Quindi sì, sono triste perché è finita, ma per fortuna nel tennis c’è sempre una settimana successiva.

Hai chiuso la scorsa stagione con la vittoria a Londra, è difficile ricominciare subito. Pensi che qualche settimana di stop possa aiutarti, visto che ogni stagione confluisce rapidamente in quella successiva?
Avete visto altri tennisti farlo e rifarlo continuamente. Sono quelli gli esempi a cui sto guardando. Per essere un top 3, o inseguire il n.1 un giorno, è questo quello che devo fare anno dopo anno. Il 2017 è stata la prima stagione in cui ho fatto qualcosa del genere, adesso so di cosa si tratta. Allo stesso tempo ho ancora bisogno di spingermi oltre per vedere dove sono i miei limiti; quando senti di averli raggiunti, è lì che devi vedere dove puoi ancora fare un piccolo miglioramento. Può essere nel tennis, nella forma fisica, o qualcosa a livello mentale. Penso comunque che la stagione sia ancora molto giovane. Da quando ho iniziato a Brisbane non ricordo una partita semplice, in tutte sono stato in campo due o tre ore, e di sicuro questo ha influito sul mio corpo anche considerando che ho avuto una off-season molto breve. Mi sono fermato una sola settimana, in pratica sto giocando sempre da novembre. Il che è positivo, vuol dire che il mio fisico risponde bene.

Credi che il tuo tennis sia un po’ appannato, non in termini di risultati ma nella capacità di vincere facilmente le partite?
Non lo so, ognuno ha la sua visione del tennis. Se avevo molte aspettative e molta pressione? Sì, è così. Ma in un certo senso non ho più niente da dimostrare, ora sto giocando per me stesso. Ho fatto quello che tutti pensavano avrei fatto, non è quello il punto. Si tratta di intensificare il mio gioco, la mia convinzione. Certamente una volta arrivati in cima i margini diventano più stretti. E hai un bersaglio più grande sulla schiena, tutti vogliono batterti. Quindi sì, diventa tutto più difficile ma è questo il bello: provare quel tipo di sensazione è il motivo per cui competiamo.

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA

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Australian Open, rassegna stampa: Federer in “prima”, poi Chung, Kerber, e ancora Kyrgios http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-rassegna-stampa-federer-prima-poi-chung-kerber-nadal-e-ancora-kyrgios/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/23/australian-open-rassegna-stampa-federer-prima-poi-chung-kerber-nadal-e-ancora-kyrgios/#respond Mon, 22 Jan 2018 23:40:35 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241326 MELBOURNE - Si avvicinano le giornate finali dell Australian Open. La stampa si focalizza sui favoriti, Roger su tutti, e loda Nick per il nuovo atteggiamento in campo e fuori]]>

(dal nostro inviato a Melbourne)

Ammirazione sui quotidiani del martedì per l’impresa di Hyeon Chung su Novak Djokovic. L’attenzione, ora che siamo ai quarti di finale, va ai favoriti del torneo. Principalmente, come prevedibile, Roger Federer. The Age. Australian e Herald Sun parlano di Simona Halep e di come abbia superato le difficoltà fisiche, di Angelique Kerber, della necessità per Rafa Nadal di elevare il livello, e infine vengono proposte diverse riflessioni sul “nuovo” Nick Kyrgios. Un giocatore dall’atteggiamento finalmente non più autodistruttivo, che si trova bene senza un vero e proprio coach. Apprezzano le scelte di Nick sia Lleyton Hewitt che Mark Philippoussis.

 

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Martina Hingis ingaggiata dal team svizzero di Fed Cup http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/martina-hingis-ingaggiata-dal-team-svizzero-di-fed-cup/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/martina-hingis-ingaggiata-dal-team-svizzero-di-fed-cup/#respond Mon, 22 Jan 2018 19:35:05 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241296 Il capitano Heinz Günthardt le ha affidato il ruolo di coach in vista del tie di Praga contro la favoritissima Repubblica Ceca in programma a febbraio]]>

Comprensibilmente il cordone ombelicale che la tiene legata al mondo di cui è stata leggenda è davvero difficile da recidere, così Martina Hingis è pronta a regalarsi una nuova avventura. No, la fuoriclasse nata a Kovice non tornerà a calcare una quarta volta i campi da agonista, anche se, avendoci il personaggio abituati a non dar mai nulla per scontato, non ci sentiremmo di escludere alcun rimescolamento di carte in tal senso. Per ora, tuttavia, nessuna notizia di questa portata è nell’aria, e la venticinque volte campionessa slam si limiterà a mettere la propria sapienza al servizio del team elvetico di Fed Cup già a partire dal prossimo, durissimo impegno, che vedrà la selezione rossocrociata affrontare la trasferta a Praga nel primo turno del World Group: invitata da capitan Heinz Günthardt, Martina svolgerà mansioni da coach, assumendosi la responsabilità di far da chioccia al quartetto di convocate formato da Belinda Bencic, Timea Bacsinszky, Viktorija Golubic e Jil Teichmann, che tenterà di rendere la vita dura alla favoritissima squadra ceca, cinque volte vincitrice della manifestazione nelle ultime sette edizioni.

Abbiamo fatto grandi cose negli ultimi tre anni, spesso partendo da sfavorite – ha dichiarato Hingis al sito ufficiale della Federazione -, fondando il nostro impegno sul rispetto e la fiducia reciproca. Una fiducia che è ancora intatta, e le ragazze sono felici del ruolo assegnatomi. Il nostro è un gruppo che funziona come una sola entità, e presto ci toglieremo altre soddisfazioni“. Abbandonato il tennis giocato nell’ottobre dello scorso anno durante le WTA Finals di Singapore, l’ex numero uno del mondo era tornata a far parte della squadra elvetica di Fed Cup nel 2015 dopo un’assenza di diciassette anni, raggiungendo due semifinali consecutive nel 2016 e nel 2017.

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Chung non è una sorpresa. Chung-Sandgren invece sì http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/chung-non-e-una-sorpresa-chung-sandgren-invece-si/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/chung-non-e-una-sorpresa-chung-sandgren-invece-si/#respond Mon, 22 Jan 2018 18:38:28 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241304 Fognini e Seppi K.O. annunciato. Berdych troppo forte. Il coreano è un sosia di Djokovic, gioca come lui]]>

Mi sarebbe piaciuto scrivere di una grande sorpresa italiana, e se Fognini avesse battuto Berdych lo sarebbe stata perché oggettivamente il ceco che è stato top-ten per una decina di anni, n.4 come best ranking e due volte in semifinale a Melbourne, ha un palmares e un tennis superiore soprattutto sul cemento, ma non è andata così. Fabio, gli va riconosciuto, ha lottato fino alla fine anche se non ho capito come mai abbia subito il break all’inizio di ciascun set. Distratto lui o troppo più bravo Berdych? Non credo Fabio lo abbia spiegato. Non aspettandomi dichiarazioni clamorose di sua parte ho preferito andare a incontrare le “leggende” del tennis per poter intervistare in quella stessa mezzora Ivanisevic, Hantuchova, Navratilova, Maioli, Santoro, Bahrami e altri.

Avevo scritto di ritenere l’approdo contemporaneo dei due tennisti italiani agli ottavi abbastanza fortuito – per i nomi e i ranking degli avversari battuti – e interessante storicamente solo per i 42 anni di quasi inesplicabile gap fra il 1976 e oggi. Ma chi ha la pazienza di leggermi sa che non mi ero fatto eccessive illusioni sulle prospettive di Fognini né su quelle di Seppi (per quanto queste ultime fossero meno impossibili). Così l’ultimo italiano capace di centrare i quarti qui (1991) rimane Cristiano Caratti, che seppe battere allora un Krajicek diciannovenne e ancora immaturo (l’olandese che cinque anni dopo avrebbe vinto Wimbledon era cresciuto 25 cm in pochi mesi e nei cambi di direzione era fortemente impacciato) prima di arrendersi al McEnroe junior, Patrick (10 anni più giovane di John). Ricordo bene però che McEnroe junior se ne uscì con la famosa battuta: “Beh che c’è di strano? In semifinale ci sono i soliti Becker,Lendl, Edberg e McEnroe!”. Caratti kid – così soprannominato da quel geniale inventore di soprannome che era il columnist del Boston Globe Bud Collins (suo anche il celeberrimo Pasta Kid per Paolo Bertolucci) – in quei primi mesi del ’91 fece risultati straordinari, a Key Biscayne, a Milano, battendo anche campioni come Ivan Lendl. Salì fino a n.26 del mondo grazie a una notevole agilità, a un eccellente rovescio che amava giocare quasi di controbalzo, sopperendo all’handicap di un’altezza modesta (1,75) e di un servizio incerto.

Fognini può essere soddisfatto della sua trasferta australiana: semifinale a Sydney, ottavi a Melbourne, può andare in Giappone per la Davis con un umore discreto. Infatti da n.25 dovrebbe salire a fine torneo a n.22 e a 111 punti dal ventesimo posto, il suo obiettivo dichiarato per il 2018. Raggiungerlo a breve significherebbe restare abbastanza tranquillo per il resto dell’anno. Lui e Seppi ormai restano qui, per partire venerdì alla volta del Sol Levante e del Giappone per il match del weekend 2-4 febbraio in Coppa Davis. Lorenzi, Bolelli e Fabbiano partiranno dall’Italia. Da quest’anno le squadre hanno cinque giocatori, non più 4, così i capitani possono convocare eventualmente tre singolaristi e due doppisti. Il Giappone non potrà contare su Nishikori. Italia leggermente favorita contro i vari Sugita, Daniel, Nishioka perché il punto del doppio (Bolelli-Fognini) sembra più azzurro che nipponico anche se i giapponesi hanno vinto un doppio al torneo di Tokyo, il Rakuten Open, con quel tennista neozelandese di origini irlandesi che hanno naturalizzato, Ben McLachlan e Yasutaka Uchiyama che batterono Jamie Murray e Bruno Soares, insomma una signora coppia.

Ma una volta precisato che le due sconfitte italiane non sono sorprese, e certo non lo è neppure la vittoria di Roger Federer sull’ungherese Marton Fucsovics che non aveva mai passato un turno in uno Slam, così come non lo è il fatto che Roger abbia centrato i quarti di finale per la quattordicesima volta, vorrei dire che sono sorpreso soltanto fino a un certo punto per la sconfitta di Novak Djokovic con Chung. Mi sorprende che abbia perso in tre set, questo sì, visto che qua oltre a vincere sei volte il torneo non gli era mai successo da 2007, quando aveva 19 anni. Chung aveva domato entrambi i fratelli Zverev (geniale il nostro Davide Orioli nel definirlo “giustizverev” nel suo straordinario bagel) e insomma uno che dà 6-0 al quinto a Sascha Zverev i numeri ce li ha di sicuro. Tuttavia i bookmaker pagavano una sua vittoria a 4 e mezzo. Insomma consideravano fortemente favorito Djokovic anche se Nole non aveva troppo impressionato contro Ramos Vinolas.

La vera sorpresa semmai è trovare nei quarti contro Chung n.58 del mondo – e due anni fa era n.51, ma ha avuto un sacco di infortuni – il n.97, un americano del Tennessee che si era fatto notare per aver approfittato della condizione incerta di Stan Wawrinka ma ancor più per quel nome di battesimo inconsueto: Tennys (Sandgren). Ne verrà fuori un semifinalista assolutamente… outsider. Super-inatteso. Anche se Chung da noi si era fatto conoscere per aver vinto il torneo Next-Gen a Milano. Chung ha impressionato per la straordinaria agilità. Sembra fatto di gomma. E quel lettore che ha ironizzato spiritosamente in un post  “Djokovic stasera ha scoperto cosa significava tre anni fa giocare contro… un Djokovic”, ha ragione perché davvero il tennis di Chung ricorda da vicino quello del suo idolo.

Chung ha avuto problemi fisici per due anni, però li ha superati alla grande, a giudicare da come si muove adesso. E’ capace di riprendere tutto e di più. Ha giocato dei passanti incrociati di dritto in corsa assolutamente spettacolari e straordinari. Anche se Nole ha detto di aver sentito nuovamente male al gomito, e perciò di avere servito male, la verità è che ha perso scambi di oltre 20 palleggi, quindi quando l’incidenza del servizio era certamente sfumata. Dubbi sul suo futuro sussistono. Non come quelli per Murray, ma quasi. Il miope ragazzone coreano che gioca con gli occhiali bianchi e parla un inglese molto stentato, pratica nel suo Paese (70 milioni di abitanti fra Nord e Sud) il quinto sport per popolarità, dopo football, basket, volleyball, e ora – nell’imminenza delle Olimpiadi – il pattinaggio su ghiaccio. “Il tennis è quinto ma magari stasera guadagnerà qualche posizione” ci ha detto sorridendo Hyeon che, però, sul complesso discorso delle due Coree unite dallo sport ha preferito glissare. “Non parla abbastanza bene l’inglese” ha spiegato il media p.r. dell’Atp. Di Chung ho scritto qualcosa a Milano, di Sandgren invece proprio nulla.

Sandgren ha sorpreso in cinque set Thiem – sotto gli occhi della Mladenovic – dimostrandosi bello solido di testa perché aveva avuto match point nel quarto seteppure al quinto ha giocato come se l’avesse dimenticato. Mi dicono i colleghi americani di conoscerlo pochissimo. Ma che si sarebbe distinto per prese di posizioni di estrema destra, molto più a destra di Isner e Querrey. Mi dovete scusare ma sono troppo stanco per documentarmi maggiormente sul suo conto. Magari lo farà qualcuno della redazione italiana… mi auguro.

Fra le donne ha rischiato grosso la Kerber con la Hsieh, mentre ha dominato Halep su Osaka. Stanotte mi intriga il match Nadal-Cilic, anche se non è detto che Dimitrov faccia una passeggiata contro Edmund.

Mi chiedo, nel vedere nei quarti dell’Aus Open Chung e Edmund che cosa passi per la testa a Gianluigi Quinzi: nel 2013 lui batté senza perdere un set Edmund in semifinale e Chung in finale. E loro due sono nei quarti. In quel torneo c’erano anche Zverev, Kyrgios, Coric e Kokkinakis. Oggi Quinzi è n.334 del mondo e si starà mordendo le dita. Che peccato. L’ultima volta che Novak aveva perso tre set a zero qui era stato nel 2007. Il ragazzo coreano che aveva vinto il torneo Next Gen a Milano ha detto: “Novak era il mio idolo… ho cercato di copiarlo”. In Oriente quando si tratta di copiare sono dei veri fenomeni.

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Australian Open: le foto del day 8 http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/australian-open-le-foto-del-day-8/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/australian-open-le-foto-del-day-8/#respond Mon, 22 Jan 2018 16:56:55 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241242 Ripercorriamo l'ottava giornata dell'Australian Open 2018 attraverso gli scatti del nostro fotografo Roberto Dell'Olivo]]>
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Chung: “Oggi il mio sogno è diventato realtà” http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/chung-oggi-il-mio-sogno-e-diventato-realta/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/chung-oggi-il-mio-sogno-e-diventato-realta/#respond Mon, 22 Jan 2018 15:58:11 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241294 Australian Open 2018, 4T. H. Chung b. N. Djokovic 7-6, 7-5, 7-6. L’intervista del dopo partita a Hyeon Chung]]>

Cosa significa questa vittoria per il tennis in Asia? Credi che possa aiutare a farlo crescere ulteriormente?
Si, la vittoria di oggi è per il mio paese, credo che possa aiutare ulteriormente il tennis (ride).

La Corea del Sud e la Corea del Nord andranno insieme ai Giochi Olimpici. Cosa significa per te e per il tuo paese?
Credo sia una bella domanda, ma non lo so. Io gioco solo a tennis, quindi non so rispondere a questo.

Non puoi dire nulla perché credi sia una questione politica di cui non vuoi parlare o perché non hai un’opinione?
Prossima domanda, per favore.

Quanto sei felice di aver battuto il sei volte campione degli Australian Open nella Rod Laver Arena?
Gioco a tennis e vedo Novak, Roger e Rafa come dei modelli, i miei idoli. Sono felice di aver affrontato di nuovo Novak. Ne sono onorato. Oggi il mio sogno è diventato realtà.

Credi che il tuo gioco somigli molto a quello di Djokovic, più che a quello di Federer o Nadal, o no?
Sì, credo di si. Cerco di giocare come lui perché è bravissimo da fondo campo e mentalmente molto forte.

Credi che abbia aiutato la tua fiducia vincere le NextGen a Milano l’anno scorso?
Sì, ho avuto un bel finale di stagione e sono felice di aver iniziato bene, con la giusta fiducia.

È difficile credere che tu sia n.58 del mondo e due anni fa eri al 51. Cosa è successo?
Beh, gioco nel tour da due, tre anni e ho avuto molti infortuni. Ogni anno sono stato fermo due, tre mesi. Credo sia per questo. Quindi cercherò di evitarli quest’anno.

Ricordi quando hai visto giocare Novak per la prima volta?
Credo di averlo visto per la prima volta quando è diventato campione qui a Melbourne, circa 10 anni fa, 7 anni fa.

Cerchi di riprodurre il suo gioco oppure ti piace perché giocava come te?
Beh, mi piace e gioca benissimo. Mi piace vederlo giocare.

Kyrgios ha detto che quando era più piccolo ha chiesto un autografo a Tsonga. Hai mai chiesto un autografo a Djokovic nella tua vita?
No, non ancora. Forse dopo. Forse un giorno mi farò una foto con lui. L’anno scorso l’ho fatta con Rafa. Uno alla volta (ride).

Sapevi che Hyung-Taik Le è stato il miglior tennista coreano?
Sì.

Hai mai giocato con lui?
Non l’ho mai visto mentre giocava. Ma due anni fa ho giocato in Coppa Davis e lui è il capitano. Ho giocato nel suo stesso team.

Cosa ti ha detto? Parli ancora con lui?
È il capitano quindi parliamo sempre, mangiamo spesso insieme.

Dopo una grande vittoria come questa credi sia difficile concentrarsi sulla prossima partita?
Cerco di concentrarmi ogni giorno, in ogni momento,  in uno Slam. Sono felice di scendere in campo, in una grande arena, sono molto felice di essere qui.

Sai qualcosa di Sandgren?
Sì, è un tennista davvero bravo. Credo sia la prima volta nei quarti, come me. Sono pronto ad affrontarlo. Prima devo recuperare bene.

Lo hai mai visto giocare?
Ci siamo già incontrati una volta. Ci conosciamo a vicenda. Devo essere pronto.

Hai fatto una bellissima intervista in campo con Jim Courier. Un paio di anni fa mentre giocavi in un piccolo torneo in Cina parlavi a malapena in Inglese. Come hai fatto a migliorare? Hai un insegnante? Hai imparato in tour?
Nel tour devo parlare in inglese sempre e per me questo è studio. Sto cercando di imparare.

Ti hanno soprannominato Il Professore per via degli occhiali che porti in campo. Ti piace?
Sì, credo che mi piaccia. È un bel soprannome.

Quando hai capito che Novak aveva dolore al braccio?
Credo dopo il primo set, ha chiamato un medical time out. Sembrava stanco.

Che tipo di strategia o tattica hai preparato per il match di oggi?
Ho sempre cercato di giocare allo stesso modo durante il torneo. Ho cercato di essere più rilassato e concentrato perché è un grande giocatore, è stato n. 1 del mondo. Ho cercato di concentrarmi su ogni punto.

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Djokovic: “Forse mi prenderò altro tempo” http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/djokovic-forse-mi-prendero-altro-tempo/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/djokovic-forse-mi-prendero-altro-tempo/#respond Mon, 22 Jan 2018 14:49:18 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241287 Dopo la sconfitta con Chung: "Devo riesaminare tutto con il mio team. Hyeon è più maturo, gran match"]]>

Credi di aver giocato contro qualcuno che ricorda un po’ te qualche anno fa?
Sì. Congratulazioni a Chung e al suo team. Formidabile. Un’incredibile performance. È stato il migliore in campo questa sera. Ha meritato di vincere, senza alcun dubbio.  In qualunque momento si sia trovato in difficoltà, ne è uscito fuori con colpi incredibili, con dei passanti. E da fondo campo era quasi un muro. È impressionante. Gli auguro il meglio.

Come stai?
Beh, non alla grande. Sfortunatamente, non bene. Alla fine del primo set ho iniziato a sentire dolore. Quindi ho dovuto averci a che fare fino alla fine del match.

Come hai affrontato il match sapendo di non giocare al meglio?
Prima di tutto, voglio dire che sono estremamente grato di aver avuto la possibilità di giocare. Non sapevo se ne sarei stato in grado. Quindi essere riuscito a giocare quattro partite è un buon risultato, un buon torneo. Però sono deluso di essere uscito al quarto turno. Ma queste sono le circostanze, devo accettare la realtà. È frustrante quando hai avuto tutto questo tempo e non sei guarito correttamente. Ma è così, deve esserci una qualche ragione dietro tutto questo. Sto cercando di fare del mio meglio perché amo questo sport. Mi piace allenarmi. Mi diverto a migliorare, sperando di poterlo fare, giocare e competere. Quella di oggi è stata sfortunatamente, una giornata nella quale dovevo fare i conti con troppe cose.

Credi di aver bisogno di più tempo fuori per poter guarire?
Non lo so. Al momento non lo so. Devo riesaminare tutto con il mio team, con il team medico, gli allenatori, fare un’ecografia, vedere com’è la situazione. Nelle ultime due settimane ho giocato molto a tennis. Vediamo cosa sta succedendo dentro.

All’inizio del torneo pensavi di essere abbastanza in forma da poter affrontare sette partite?
Sì, speravo di poterlo fare. Come dicevo prima, in quanto atleta professionista, abbiamo a che fare con il dolore ad un certo livello, ad un certo grado. Ti ci abitui. Però non voglio parlare del mio infortunio questa sera perché farei un torto alla vittoria di Chung, gli toglierei il credito che merita.

Due anni fa quando lo hai affrontato, il suo ranking era più basso di ora, ma oggi sembra più maturo.
Sì.

Sta crescendo. Quali differenze hai notato rispetto al match di due anni fa?
Una grande differenza. È più forte fisicamente. E come hai detto, più maturo. Credo abbia affrontato alcuni match importanti negli ultimi 15 mesi. Penso che aiuti a costruire fiducia ed esperienza, ad imparare cosa fare nei momenti decisivi. Ed oggi è stato grande in quei momenti. Non ha mostrato segni di debolezza, non molti. È stato molto costante, ha giocato una grande partita.

Nello stile di gioco e nella tattica, è risaputo che gli piaci molto, eri il suo idolo mentre cresceva.
Sai, abbiamo un gioco molto simile. Ha sicuramente il tennis per diventare un top-10, senza alcun dubbio. Quanto lontano possa andare, dipende da lui. Lo rispetto molto perché è un grande lavoratore, è disciplinato, è un bravo ragazzo, tranquillo. Si vede che tiene molto alla sua carriera e alla prestazione. Quindi sono sicuro che otterrà ottimi risultati in futuro.

Quanto sei contento di aver trovato il livello giusto per lottare, per andare avanti? E sei preoccupato che questo possa aver causato maggiori danni?
Guarda, quando sei in partita devi affrontare molte cose. O almeno ci provi. C’è sempre lì una possibilità per te. È sempre lì la possibilità di superare le cose, di accettare qualunque cosa, di provare a dare del tuo meglio. Mi è già successo in passato, mi sono trovato nella situazione di dover affrontare dei piccoli infortuni durante la partita, e poi sono riuscito a vincere o meno. Ma so che il livello di sofferenza non era tale da dover fermare il match, anche se ha compromesso il servizio. E quello ovviamente è un colpo importante, specialmente contro Chung che risponde molto bene. Avrei voluto qualche punto dalla prima di servizio ma così non è stato. È la vita. Bisogna andare avanti.

Se avessi vinto il terzo set, come credi ti saresti sentito fisicamente, braccio a parte?
No, stavo bene. Braccio a parte. Speravo di portare la partita al quarto set, perché Chung non ha giocato moltissimi match così lunghi. Quindi speravo di poter avere una possibilità. Ma nei momenti importanti lui ha giocato un tennis di alto livello. Ha meritato la vittoria.

Qualche tempo fa hai detto che il lupo che scala la montagna è più affamato di quello già in cima. Credi che questa è una dinamica che ha influenzato il match?
Immagino di essere uno dei lupi, quello che ancora scala, che prova a scalare (ride). No, so come si sentiva. Credo che essere un giovane tennista, su un grande palcoscenico, senza nulla da perdere, ovviamente tutto ciò ti da forza, energia, tanta motivazione. Devo solo fargli i complimenti per questa sera. È stato migliore nei momenti decisivi. 7-6, 7-5, 7-6, in tre ore, tre e mezza, è stata lunga. Si è dovuto guadagnare la vittoria. Almeno volevo sfidarlo a meritarsela, senza che gliela consegnassi. Ed è quello che ha fatto quindi… Ben fatto.

Quali sono stati i momenti chiave del match?
Ho iniziato male. Ero sotto di due break, ho cercato di recuperare. Probabilmente il tie-break del primo set, è stato mentalmente solido e paziente. E anche nel secondo set era in vantaggio. Credo che per l’intera partita io abbia cercato di recuperare e di inseguirlo. È sempre stato in vantaggio.

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Federer: “Un allenatore è importante, Kyrgios ha quello che gli serve” http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/federer-un-allenatore-e-importante-kyrgios-ha-quello-che-gli-serve/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/federer-un-allenatore-e-importante-kyrgios-ha-quello-che-gli-serve/#respond Mon, 22 Jan 2018 14:38:46 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241254 Australian Open 2018, Ottavi. R. Federer b. M. Fucsovics 6-4, 7-6, 6-2. L’intervista del dopo partita a Roger Federer]]>

Qual è la più grande differenza tra il giocare di giorno e di sera?
Che esiste una differenza. In pratica è questo. Durante il giorno potresti trovare un po’ più di vento. Solitamente la sera è più calmo. E qui in Australia tra le 11.30 e l’1.30 circa c’è un momento abbastanza pesante in cui hai il sole quando servi. Più che in qualunque altra parte del mondo, onestamente. E c’è un po’ più di caldo.

Com’è andata oggi studiando il tuo avversario?
Beh, è perché mi sono allento con lui qualche giorno di fila in Svizzera. Questo mi ha aiutato a capire i suoi punti di forza e quelli deboli. Non è l’avversario totalmente sconosciuto che qualcuno può pensare fosse. Anche perché  in allenamento abbiamo giocato al meglio dei 5 set. Quindi quando giochi una serie di set in breve periodo di tempo contro qualcuno, inizi a capirlo. Ma è passato del tempo e non ho seguito suoi match. Non l’ho visto spesso giocare in tv. E avevo dimenticato un po’ il suo modo di giocare. La chiave per me è stata concentrarmi sul mio gioco e giocare bene. Ma mi è stato dietro per un po’ quindi è stato un bel match.

Giocherai contro Tomas al prossimo turno. Ci puoi parlare un po’ delle partite dello scorso anno? Credo che molti di noi fossimo sorpresi da quanto hai giocato bene e ci chiedevamo se fossi sorpreso anche tu quel giorno.
Beh, in passato contro Tomas quando ho giocato bene le cose sono andate a mio favore. Così come per lui quando mi ha battuto in diverse occasioni, ha giocato molto bene anche lui. Non ricordo cosa pensai sarebbe successo nel terzo turno. Ricordo solo di aver visto il sorteggio e di aver pensato quanto fosse terribile. Ma, okay, se anche perdo al terzo, al quarto turno o nei quarti non importa, perché fa lo stesso se poi torno a casa sano, senza infortuni, e felice. Credo solo di essermi trovato nel momento giusto e riuscivo a giocare liberamente. Non ricordo se Tomas stesse giocando bene o meno, ricordo la partita a Miami in cui ho salvato un paio di match point. Ho iniziato molto bene ma poi mi sono perso, avrei potuto perdere il match, ma ho finito con il vincerlo. Ho finito con il vincere il torneo. Quindi a volte si è fortunati. Abbiamo avuto degli ottimo incontri negli anni, come alle Olimpiadi di Atene nel 2004. Quindi si non vedo l’ora di giocare contro di lui. Sembra in ottima forma, e sono contento che abbia superato i problemi dello scorso anno. È una bella cosa.

La notte scorsa Kyrgios ha catturato la fantasia di molte persone. Gioca con grande atletismo ed un certa libertà, ma non ha un coach. Anche tu per un po’ non hai avuto un allenatore o un agente. Ci puoi parlare di lui come giovane tennista e a che livello pensi sia adesso, cosa pensi del suo gioco, cosa dovrebbe fare?
Da quello che ho sentito ha un coach. Io non l’ho avuto solo per un anno e mezzo. Credo nemmeno quando mi sono separato da Peter Lundgren nel 2003. Ho avuto un periodo di prova con Tony Roche nel settembre del 2004, se ricordo bene. Credo che ad un certo punto sia un bene avere un allenatore, perché ti aiuta a ricordare quotidianamente i piccoli traguardi. Altri fanno un’intera organizzazione per te. Alcuni invece sono lì per motivarti ed ispirarti. Ognuno ha bisogno di differenti tipi di allenamento. E non deve essere necessariamente un allenatore di tennis. Ma sono sicuro che Nick ha nel suo team persone che gli danno quello di cui ha bisogno per le partite. Mi è piaciuto il match della notte scorsa. L’ho visto tutto. È stato molto combattuto. Credo che Nick stesse servendo di nuovo in modo incredibile, e Grigor ha fatto un lavoro incredibile nello stargli dietro. Ha giocato benissimo. Mi ha impressionato molto. È stata una partita dura, e sono sicuro che ce ne saranno molte altre. Ma vedremo cosa accadrà, adesso per lui ci sarà la Coppa Davis. Adesso si tratta di vedere l’intera stagione. Sono molto entusiasta di vedere cosa farà Nick.

Quanto è stato importante Pierre Paganini nella tua carriera?
Davvero tanto. Credo di essere stato davvero fortunato ad incontrarlo quando avevo 14 anni e mi sono unito al National Tennis Center. Gestiva il programma come fitness coach, ma si interessava anche del tennis. Aveva già molta esperienza con le sorelle Maleeva, che hanno avuto grande successo; una giocava per la Svizzera e l’altra per la Bulgaria. Aveva lavorato anche con Marc Roset in passato, che faceva parte del team di Coppa Davis. Quindi quando lo incontrai aveva già molta esperienza e sapeva esattamente cosa fare in termini di fitness nel tennis, era molto creativo. Ho lavorato con lui per due anni. Si occupava principalmente dei più grandi come Severin, il mio coach. Ma avevo un allenatore che usava il suo metodo. Poi non ho lavorato con lui tra i 16 e i 19 anni, ho iniziato a 19 anni, e puoi immaginare l’impatto che ha avuto sulla mia carriera non solo come allenatore ma come mentore, anche perché parlavamo moltissimo oltre al lavoro. Potevi contare almeno 45 minuti extra in cui parlavamo di qualsiasi cosa. Ho amato ogni singolo allenamento lì e senza di lui non credo sarei mai stato così preparato e veloce nella mia carriera, quindi molto credit va dato a lui.

Parlando di allenatori, Ivan Ljubicic cosa ti ha portato di diverso rispetto allo scorso anno? Perché da quando hai iniziato con lui abbiamo visto dei piccoli cambiamenti nel tuo rovescio, sei molto più offensivo, copri di più. Su cosa ti concentri di più nel tuo lavoro?
Beh come squadra parliamo molto di tattica prima di un match ovviamente. Come ho detto prima, sono davvero le piccole cose. Al mio livello, l’allenamento deve essere di qualità. Mi devono ricordare alcune cose, ma quelle piccole cose possono essere quelle essenziali. Se mi vogliono far provare delle cose, a volte possono fare la differenza, altre no. Credo che lui pensi costantemente a come farmi essere un tennista migliore, più aggressivo. Anche Severin pensava lo stesso. Così Edberg. Quindi riguardo questo mi sento molto a mio agio e sicuro. Si è adattato molto bene. Era amico di tutti prima di unirsi al team, il che ha aiutato molto.

Quel lob che ha attraversato il tetto e quel punto che hai vinto, è qualcosa su cui ti alleni spesso?
Oh, quello credo sia stato uno dei punti più divertenti che abbia mai giocato (ride). Quel punto doveva essere ovunque tranne che dall’altra parte del campo in una posizione in cui non puoi rispondere. Ho fatto dei buoni punti in difesa, ma di solito non si è così fortunati. Per fortuna non ha deciso il secondo set. Onestamente quello sarebbe stato troppo (ride).

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Ivanisevic in esclusiva: “I miei ex allievi possono battere Federer e Nadal” http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/ivanisevic-esclusiva-miei-ex-allievi-possono-battere-federer-e-nadal/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/ivanisevic-esclusiva-miei-ex-allievi-possono-battere-federer-e-nadal/#respond Mon, 22 Jan 2018 13:57:34 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241182 Ubaldo intervista Goran: "Cilic pretende ormai di più da se stesso ad ogni torneo... Ha più chance con Nadal, che Berdych con Federer"]]>

All’Australian Open, il Direttore Scanagatta ha incontrato il campione di Wimbledon 2001, Goran Ivanisevic. L’ex tennista croato nel recente passato è stato l’allenatore di Marin Cilic e di Tomas Berdych. Quando Marin ha trionfato allo US Open nel 2014, nel suo box c’era proprio il 46enne originario di Spalato. Con il titolo a New York, Cilic è diventato così il secondo tennista croato della storia capace di vincere un major, dopo lo stesso Goran, vittorioso a Londra tredici anni prima. Successivamente, nel 2016, quando i due interrompono la collaborazione, Goran diventa l’allenatore del ceco. A Melbourne, nell’incontro di quarti di finale, il n. 1 del mondo Rafa Nadal dovrà affrontare proprio Marin (ora allenato da Ivan Cinkus) e vera prova del nove per lui, mentre Tomas Berdych (il cui coach ora è Martin Stepanek), sarà opposto a Roger Federer.

Cosa ne pensa Ivanisevic degli incontri dei suoi due ex pupilli? “È molto semplice“, dichiara Goran. “Cilic ha le chance di battere Nadal, soprattutto su questi campi; ma deve essere estremamente aggressivo, deve servire bene. Deve produrre lo stesso tennis messo in campo a New York nel 2014. Nadal sta giocando bene, si sta muovendo bene in campo. Marin avrà bisogno di attaccare e di accorciare gli scambi perché, essendo molto alto, è difficile per lui correre molto. La stessa cosa vale per Berdych. Sta giocando bene perché ha un gioco aggressivo, d’attacco. Non sarà facile per Federer contro Tomas anche se penso che sia molto forte mentalmente“. Tuttavia, Berdych ha battuto ben sei volte Federer. Non sono molti i giocatori ad aver sconfitto sei volte il campione svizzero… “Tomas può battere chiunque se gioca bene“, continua Ivanisevic, “ma deve crederci“.

Cilic ha maggiori chance di battere Nadal di quante ne possa avere Berdych contro Federer?Non lo so. Entrambi sono molto in fiducia ma Cilic si aspetta sempre di più da se stesso perché ha già vinto un torneo dello Slam, mentre Berdych non ha ancora realizzato quel tipo di risultato“. Goran è stato il coach di entrambi. Chi è il più difficile da gestire? Lo sono entrambi, per ragioni diverse“.

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Australian Open day 8: fuori Fognini e Djokovic – presented by BARILLA Masters Of Pasta http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/australian-open-day-8-fuori-fognini-e-djokovic-presented-barilla-masters-pasta/ http://www.ubitennis.com/blog/2018/01/22/australian-open-day-8-fuori-fognini-e-djokovic-presented-barilla-masters-pasta/#respond Mon, 22 Jan 2018 13:54:50 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=241280

Presented by BARILLA Masters Of Pasta: Gibertini e Scanagatta sul day 8 degli Australian Open. Fuori Fognini, ultimo italiano. Sconfitto anche Djokovic, Federer senza problemi

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