UBITENNIS http://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Sat, 24 Jun 2017 08:45:19 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.3 Qualificazioni ATP/WTA: in campo Fabbiano e Schiavone http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/qualificazioni-atpwta-campo-fabbiano-e-schiavone/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/qualificazioni-atpwta-campo-fabbiano-e-schiavone/#respond Sat, 24 Jun 2017 08:45:19 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207490 Due italiani in campo oggi sull'erba di Eastbourne: Fabbiano (opposto a Molteni) e Schiavone contro Davis]]>

Thomas Fabbiano, recentemente entrato tra i primi 100 al mondo (per la precisione al numero 93), ha già iniziato a pensare in grande com’è giusto che sia. Ai nostri microfoni ci ha raccontato come il suo interesse principale al momento è quello di entrare nella top 50 e di qualificarsi per il tabellone principale di Wimbledon, e per far ciò non c’è miglior modo che giocare partite sull’erba. Oggi alle 13:30 sarà impegnato nelle qualificazioni del torneo ATP 250 di Eastbourne e il suo avversario sarà Andreas Molteni, 29 anni e numero 678. L’incontro sulla carta sembra a favore del tennista azzurro che si presenta in Inghilterra come testa di serie numero 4.

Sul versante maschile non ci sono altri tennisti italiani impegnati, ma per quanto riguarda il circuito femminile, sempre alle 13:30, avremo Francesca Schiavone che ieri, nel giorno del suo compleanno, ha festeggiato con una vittoria. La partita di oggi si prospetta molto più difficile per lei dato che dall’altra parte della rete ci sarà la piccola Lauren Davis, la quale ha deciso di fare tappa a Eastbourne considerando la prematura uscita al torneo di Birmingham. L’unico precedente tra le due risale a due anni, ma la situazione ora è del tutto cambiata e la favorita pare proprio essere la numero 27 del mondo. 

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ATP Challenger Todi: derby Cecchinato-Caruana per un posto in finale http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/atp-challenger-todi-derby-cecchinato-caruana-per-un-posto-finale/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/atp-challenger-todi-derby-cecchinato-caruana-per-un-posto-finale/#respond Sat, 24 Jun 2017 08:27:18 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207480 Liam Caruana, classe '98, continua a sorprendere e raggiunge la sua prima semifinale a livello Challenger. L'altra semifinale sarà Lajovic-Delbonis]]>

Vincono entrambi gli ultimi italiani – uno de facto e l’altro con passaporto – rimasti in corsa nel Challenger di Todi. In questo articolo vi avevamo raccontato un po’ la storia del giovane Caruana, nato a Roma ma cresciuto in Texas, che con la vittoria di ieri ha ottenuto il miglior risultato in carriera. Sono servite quasi due ore al diciassettenne Liam per battere il francese Sakharov, che si trova più di 500 posizioni sopra di lui in classifica. Il primo set ha seguito la legge del servizio fino al decimo game quando Caruana è riuscito a chiudere alla seconda palla break, che in quel caso valeva anche da set point. Nel secondo parziale invece le cose si sono messe subito male per l’italo-americano e si è ritrovato immediatamente sotto di due break, ma è stato in quel momento che ha mostrato tutta la forza mentale che gli ha permesso di risalire nel punteggio e alla fine è riuscito a chiudere evitando persino il tie-break.

Il suo avversario di oggi sarà Marco Cecchinato che ieri ha lottato giusto un set con il belga De Greef, per poi chiudere col punteggio di 7-5 6-3. Marco, numero 97 del mondo e testa di serie numero 2 nel torneo umbro, è alla sua quarta semifinale Challenger in questo 2017 e oggi contro il numero 767 del ranking la vittoria pare scontata, ma c’è sicuramente interesse per il derby tricolore che si giocherà alle 18:30.

A completare il quadro delle semifinali ci sono Dusan Lajovic e Federico Delbonis, che si sono già affrontati sei volte in carriera con l’argentino avanti 4-2. Il serbo testa di serie numero 1 ieri ha battuto in meno di un’ora e mezza il portoghese Elias, mentre ha sudato un po’ di più il detentore della Coppa Davis contro il suo connazionale Facundo Bagnis.

Risultati:

[WC] L. Caruana b. G. Sakharov 6-4 7-5
[2] M. Cecchinato b. [7] A. De Greef 7-5 6-3
[1] D. Lajovic b. [6] G. Elias 6-3 6-4
[5] F. Delbonis b. [4] F. Bagnis 6-1 5-7 6-1

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Goffin tornerà in campo a Umago http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/goffin-tornera-campo-umago/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/goffin-tornera-campo-umago/#respond Sat, 24 Jun 2017 07:58:05 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207478 Il tennista belga ha ottenuto una wild card per il torneo croato che si disputerà la settimana successiva a Wimbledon]]>

Finalmente arrivano buone notizie da casa Goffin. Il tennista belga ha anticipato il suo ritorno in campo e lo vedremo colpire una pallina da tennis già il 17 luglio, data di inizio del torneo di Umago. Gli organizzatori dell’ATP 250 croato infatti hanno deciso di offrire al numero 13 del mondo una wild card e queste sono state le parole del diretto interessato. “Voglio ringraziare il direttore del torneo Lawrence Frankopan e lo staff di Umago per avermi dato la possibilità di giocare per la prima volta nella mia carriera questo torneo. Ho sentito molte cose positive sull’evento e non vedo l’ora di giocarci.” A fargli compagnia sui campi in riva all’Adriatico ci saranno, tra gli altri, il campione uscente Fabio Fognini e Gael Monfils.

Dopo la lesione muscolare rimediata sui campi del Roland Garros sembrava che i tempi di recupero per Goffin sarebbero stati più lunghi, e la notizia del ritiro da Wimbledon non faceva ben sperare. La tenacia del piccolo red devil gli ha permesso comunque di ridurre i tempi dello stop, e pochi giorni fa lui stesso ha mostrato quanto lavoro ci stia mettendo per recuperare al meglio. Qui lo vediamo impegnato in una sessione di riabilitazione all’Accademia di Mouratoglou. E non è tutto perché subito dopo il Croatia Open David si recherà a Gastaad per un’altro torneo 250 su terra rossa.

https://twitter.com/David__Goffin/status/877480920554627073

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Le quote di oggi http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/le-quote-di-oggi-5/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/le-quote-di-oggi-5/#respond Sat, 24 Jun 2017 07:15:34 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207470 Si disputano le semifinali dei quattro tornei in corso: Queen's e Halle (ATP), Birmingham e Maiorca (WTA)]]>

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ATP 500 Queen’s

Precedenti:

Muller vs Cilic (0-1)
Dimitrov vs Lopez (2-1)

ATP 500 Halle 

Precedenti:

Federer vs Khachanov (prima sfida)
Zverev vs Gasquet (1-0)

WTA Premier Birmingham

Precedenti:

Safarova vs Kvitova (0-9)
Muguruza vs Barty (prima sfida)

WTA International Maiorca

Precedenti:

Goerges vs Bellis (prima sfida)
Garcia vs Sevastova (1-0)

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ATP Challenger Milano: Golubev e sei italiani a caccia del main draw http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/atp-challenger-milano-golubev-e-sei-italiani-a-caccia-del-main-draw/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/atp-challenger-milano-golubev-e-sei-italiani-a-caccia-del-main-draw/#respond Sat, 24 Jun 2017 06:56:54 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207465 Scatta con le qualificazioni l'ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS. Il kazako d'Italia, già numero 33 ATP, è il nome più noto del tabellone cadetto. Assegnate le ultime due wild card per il tabellone principale: Lorenzo Frigerio e Gianluca Di Nicola]]>

Ventisette giocatori per un posto al sole, ma soprattutto per conquistare cinque punti ATP, fondamentali per dare ossigeno al proprio ranking. L’ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS (43.000€ + H, terra battuta) scatterà sabato con il primo turno delle qualificazioni. In un tabellone guidato dal brasiliano Joao Pedro Sorgi (n.299 ATP), trovano spazio sei italiani e alcuni nomi di primissimo piano. C’è grande curiosità per vedere all’opera Andrey Golubev, il kazako che da tanti anni risiede in Italia (a Bra, in provincia di Cuneo). Quest’anno ha deciso di concentrarsi soprattutto sul doppio, ma è ancora in grado di fare ottime cose in singolare, come quattro mesi fa a Bergamo, dove giunse a sorpresa in semifinale. Andrey esordirà contro il ceco Vit Kopriva e cercherà di ritrovare la condizione che sette anni fa gli permise di vincere l’ATP 500 di Amburgo e salire al numero 33 ATP. Tra i giocatori con un buon passato si segnala il tedesco Matthias Bachinger, classe 1987 e già numero 85 ATP. Nella sua carriera, il bavarese ha raggiunto la semifinale al torneo ATP di Bucarest nel 2012, sempre sulla terra battuta. Bachinger sfiderà l’azzurro Gian Marco Moroni. Il romano, classe 1998, è numero 890 ATP e sta cercando di farsi largo tra i professionisti: il torneo dell’Harbour Club può essere una buona occasione per fare punti ed esperienza. C’è anche l’eterno Jaroslav Pospisil, classe 1981, ex n.103 ATP e noto per aver fatto da sparring partner a Caroline Wozniacki. Oggi svolge un’intensa attività a livello Futures e Challenger, dove è ancora piuttosto competitivo. Vanta un passato tra i top-100 anche lo spagnolo Daniel Munoz de La Nava.

C’È ANCHE BALDI, WILD CARD PER FRIGERIO E DI NICOLA – Tra gli italiani, oltre a Moroni, si segnala la presenza di Filippo Baldi. Il giovane lombardo, classe 1996, sta provando a trasferire in torneo le buone sensazioni provate in allenamento. Reduce dal passaggio in Serie A1 con il suo Sporting Selva Alta di Vigevano, se la vedrà con il polacco Tomasz Bednarek, pericoloso soprattutto in doppio. In gara anche l’esperto Riccardo Ghedin (che qualche anno fa si qualificò per il main draw di Wimbledon), il 21enne Cristian Carli, la wild card Paolo Dagnino (opposto a Viktor Galovic, il croato d’Italia che sta giocando molto bene: una settimana fa ha sfiorato il titolo al Future di Bergamo) e il siciliano Omar Giacalone, subito opposto a Pospisil. Sarà proprio Giacalone-Pospisil uno dei match più interessanti di giornata, insieme a Bachinger-Moroni e Golubev-Kopriva. Il programma scatta alle 10.30 e prevede undici incontri. Ammesse direttamente al secondo le prime cinque teste di serie: oltre a Sorgi, si tratta di Taberner, Cachin, Ferreira Silva e Paz. Il main draw scatterà lunedì: nel frattempo sono state annunciate le ultime due wild card per il tabellone principale, entrambe riservate a giocatori italiani. Gli inviti sono andati a Lorenzo Frigerio (28 anni, n.437 ATP) e Gianluca Di Nicola (21 anni, n.834). Frigerio sta giocando molto bene: in questi giorni è ancora in gara al Futures di Sassuolo, dove sabato giocherà la semifinale. Di Nicola avrà una bella chance per fare punti e tentare di riprendere un best ranking toccato a marzo. Nel frattempo, cresce l’attesa per il match di Paolo Maldini: l’ex capitano del Milan, in coppia con Stefano Landonio, ha vinto il “rodeo” di pre-qualificazione e si è assicurato una wild card per il tabellone di doppio. L’ingresso sarà gratuito fino a venerdì 30 giugno, dopodiché i tagliandi per semifinali e finali costeranno 12 euro.

Ufficio Stampa ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS

ASPRIA Harbour Club – Nel 2009 l’Harbour Club è entrato a far parte dell’Aspria Collection che, con i suoi club, Spa e hotel, è oggi al servizio di oltre 35.000 soci. Aspria è un gruppo prestigioso e pluripremiato che riunisce i migliori club privati di sport, di benessere e per la famiglia, hotel e centri Spa in tutta Europa. L’ampia “collezione” si estende tra Bruxelles, Berlino, Amburgo e Hannover fino, appunto, a Milano; è caratterizzata da un’offerta di grande qualità, con servizi personalizzati per rispondere alle esigenze di ciascun socio. Tra il 2001 e il 2012 Aspria è cresciuta passando da un club (l’apertura del club Aspria di Bruxelles risale a giugno 2001) a otto (Aspria Uhlenhorst ad Amburgo è stato inaugurato a Marzo 2012), incorporando, inoltre, l’offerta alberghiera ad Amburgo, Hannover, Berlino e ad Aspria Royal La Rasante a Bruxelles (www.aspria.com).

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Il bicchiere mezzo pieno: serve & volley, missione possibile o impossibile? http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/il-bicchiere-mezzo-pieno-serve-volley-missione-possibile-o-impossibile/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/24/il-bicchiere-mezzo-pieno-serve-volley-missione-possibile-o-impossibile/#respond Fri, 23 Jun 2017 22:36:24 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207455 Nuovo appuntamento con Bill e Ted, in grandissimo spolvero a pochi giorni da Wimbledon: che fine ha fatto il serve and volley? Perché non lo pratica quasi più nessuno? E quali sono le soluzioni per tornare a vederlo sui campi?]]>

Il bicchiere mezzo pieno: generazione scarsa o sfortunata?
Il bicchiere mezzo pieno. Teste di serie: 16 o 32?
Il bicchiere mezzo pieno: più ricambio o meno ricambio?
Il bicchiere mezzo pieno: calendario libero o calendario forzato?

Bill: Oggi vorrei parlare di serve and volley…

Ted: Questo sconosciuto.

Bill: Appunto.

Ted: Qui però non si tratta di bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Il bicchiere è proprio vuoto direi.

Bill: Certo, se pensi a quanto sia praticato il serve&volley oggi il bicchiere è decisamente vuoto. Ma pensiamo alle ragioni. Considerando come si è evoluto il tennis moderno mi pare che ci siano sì valide ragioni per stare a fondo ma ci sarebbero anche buone ragioni per venire a rete…

Ted: Solo che nessuno lo fa.

Bill: Esatto. La mia tesi è che in linea di principio praticare il serve&volley nel tennis di oggi è possibile e che farlo o non farlo è una scelta che dipende da vari fattori ma che in principio potrebbe essere vantaggiosa. Insomma potrebbe essere un po’ la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Ma poi, nella realtà dei fatti, per una serie di ragioni che esulano in gran parte dal serve&volley stesso, nessuno lo pratica, lasciando così il bicchiere quasi del tutto vuoto.

Ted: Io invece sono in linea con la maggioranza e sostengo che oggi come oggi fare serve&volley è una scelta che non paga. Se vuoi vincere partite, chiaramente. Non solo il bicchiere è quasi vuoto ma tra un po’ secondo me non ci sarà neanche più il bicchiere.

Bill: Inizio contestando questa affermazione. Se uno è più portato per il gioco offensivo deve fare quello che gli riesce meglio. Non è una buona idea snaturarsi praticando un altro tipo di gioco, in particolare se gli altri lo sanno fare meglio di te. Affidati alle tue armi migliori. E infatti ti faccio notare che giocatori di serve&volley in realtà ce ne sono. E non pochi. Stepanek, Karlovic, Misha Zverev, Mahut, Lopez, Llodra fino a poco tempo fa. Solo non sono campioni. Nessuno di loro sarebbe stato un pluri-vincitore di Slam, in nessuna epoca, direi.

Ted: Ne avessi citato uno sotto i trent’anni. Il tuo argomento è valido, ma guardando alle classifiche si vede subito che il numero di giocatori serve&volley sta passando da pochissimi di oggi a praticamente nessuno nel prossimo futuro. Un motivo ci sarà. E secondo me è che questi specialisti, non campioni, ma pur bravi sono gli ultimi residui di un tennis ormai estinto. Loro hanno imparato a scendere a rete in un’epoca in cui ancora si poteva fare. I più giovani invece neanche ci provano. Oggi come oggi, se nasci con una propensione per il tennis di volo forse è meglio che ti dedichi ad un altro sport.

Bill: Ok. Eccoci allora al punto cruciale. Per quali ragioni il serve&volley si è estinto?

Ted: Secondo me (e non solo secondo me) l’evoluzione delle racchette e della tecnica di gioco ha portato al proliferare di quelli che una volta si chiamavano ‘attaccanti da fondo’. Giocatori con solidi fondamentali capaci di tirare vincenti da destra e da sinistra. Agassi e Courier sono stati i capostipiti e oggi quasi tutti i giocatori devono avere queste caratteristiche per avere successo. Con l’aumentare di giocatori capaci di colpire forte da fondo con entrambi i fondamentali è diventato sempre più difficile per gli attaccanti scendere a rete dietro al servizio. Io me lo ricordo bene Edberg impallinato a ripetizione da Courier in due finali in Australia.

Bill: È vero che con ribattitori fenomenali come Nadal o Djokovic fare il punto a rete è diventato difficile, ma non sono mica tutti Nadal o Djokovic. Se guardi alla posizione in risposta che quasi tutti i giocatori adottano oggi puoi notare che sono molto dietro la linea di fondo. Il tempo per scendere a rete dietro a un servizio ben piazzato c’è. E non sempre ti trovi di fronte uno capace di fare vincenti su ogni risposta. Tutti, compresi Nadal e Djokovic, sono abituati a rispondere con parabole alte sopra la rete. Fare voleè non è impossibile. Certo, sapendo che l’avversario scende a rete su ogni palla cercherebbero più spesso il passante vincente, ma questo li costringerebbe anche a giocare uno stile cui non sono abituati. Se non li metti in palla, spezzando il ritmo ad ogni punto, anche dei fenomeni come Nadal e Djokovic fanno errori. Muster, per esempio, perse sempre con Edberg (anche sulla terra) perché non riusciva mai a fare il suo gioco. I continui attacchi dello svedese lo mandavano in confusione e spesso si ritrovava a sbagliare palle che non avrebbe sbagliato altrimenti.

Ted: Questo sarebbe interessante da vedere. In effetti Zverev ha mandato Murray nel pallone in Australia, ma certo non si può dire che fosse un buon Murray. Per il resto, i giocatori che hai citato non è che abbiano raccolto molto contro i top.

Bill: Questo perché, come ho detto, sono loro a non essere dei fenomeni. Un giocatore con simili caratteristiche ma più forte magari avrebbe potuto togliersi delle belle soddisfazioni.

Ted: Peccato che tale giocatore non esista e purtroppo non lo sapremo mai. Il mio secondo argomento sono le superfici, che con l’uniformazione odierna, erba rallentata, superfici indoor rallentate, hanno reso il gioco lo stesso ovunque. In particolare il tennis indoor è morto perché gli organizzatori temevano si trasformasse in una gara di tiro al piccione.

Bill: Il carpet indoor è un buon esempio perché per contrastare i bombardieri con un gran servizio i giocatori in risposta erano costretti ad anticipare, con risposte bloccate che spesso rendevano gli scambi brevi ma entusiasmanti. Oggi quel tipo di tennis è del tutto scomparso e i giocatori di oggi non sono abituati a rispondere così e questo, secondo me, sarebbe un vantaggio per uno che scendesse a rete dietro al servizio.

Ted: Resta il fatto che le superfici oggi sono più simili tra loro rispetto al passato. E se il gioco da fondo paga di più su una superficie va a finire che paga di più anche su tutte le altre.

Bill: È vero che le superfici sono più simili tra loro oggi di quanto non fossero. E concordo che una conseguenza è che fare serve&volley sull’erba è meno redditizio oggi rispetto a una volta. Però paradossalmente, credo che la terra di oggi premi maggiormente un tennis d’attacco rispetto al passato. Un fenomeno come McEnroe su questa terra non so se avrebbe perso da Lendl.

Ted: Quella partita la perse non per colpa della superficie. Fu la testa. E francamente non sono tanto sicuro che un attaccante avrebbe maggiori possibilità di vincere a Parigi oggi rispetto agli anni ‘90.

Bill: Pensaci. Sampras fece al massimo semifinale al Roland Garros. Di fronte si trovava ribattitori eccezionali ma non riusciva a batterli perché non era in grado di chiudere il punto per via della terra lenta. Oggi invece lo stesso Nadal vince facendo il punto all’avversario invece di semplicemente aspettare l’errore. Io credo che Sampras avrebbe avuto maggiori possibilità se la terra di Parigi fosse stata come quella odierna.

Ted: Forse. Ma allora come oggi, un giocatore che vince a Parigi facendo serve&volley dall’inizio alla fine non me lo immagino proprio.

Bill: Allora perché la terra era lenta. Oggi perché non ci sono volleatori eccezionali. Secondo me il punto centrale è che oggi non ci sono giocatori con un gran talento per il gioco di volo, non che il gioco di volo sia diventato impraticabile. La verità è che neanche Federer è un gran volleatore ai livelli dei campioni del passato (e qui lo so che me ne diranno di tutti i colori). Ed infatti Federer è diventato un fenomeno quando ha smesso di cercare la rete ad ogni punto ed ha sviluppato lo schema servizio-dritto, su cui ha costruito gran parte dei suoi successi negli anni d’oro.

Ted: Su questo posso anche essere d’accordo. Ma secondo me è ancora una conseguenza del fatto che il serve&volley è un gioco che nel tennis moderno non paga. E quindi se vuoi diventare competitivo tra i pro è meglio che ti concentri sui fondamentali, indipendentemente da quanto talento hai a rete. Altrimenti al vertice non ci arrivi.

Bill: Di certo il serve&volley non paga da piccoli. Ci vuole una certa dose di coraggio e di rischio per prendere un bambino talentuoso, fargli staccare una mano dal rovescio bimane e mandarlo a rete a prendere un sacco di mazzate dai suoi coetanei perché magari, se va bene, dopo sette o otto anni potrebbe diventare un campione. L’ultimo a fare questa transizione con successo fu Sampras, che per un certo tempo, mentre aggiustava il suo gioco, perse un sacco di partite. Oggi nessuno la fa. Troppi rischi. Da piccoli si impara il rovescio bimane ed i colpi da fondo. Poi si va nei tornei junior e bisogna vincere e quindi non c’è tempo e spazio per scoprire se il bambino ha il talento del campione a rete. E a rete ci vai se hai la mano giusta, mentre un discreto giocatore da fondo si può costruire. Quindi magari tra i giovani di oggi c’è qualcuno con un immenso talento per il serve&volley ma non lo saprà mai nessuno.

Ted: Quindi secondo te il serve&volley è scomparso perché non si impara da piccoli.

Bill: Principalmente sì. È vero che il tennis è cambiato. È vero che ci sono molti più giocatori capaci di tirare un passante oggi rispetto a una volta. Ma un giocatore con un buon servizio, una buona posizione a rete ed una buona mano secondo me sarebbe in grado di vincere scendendo a rete dietro al servizio con regolarità. Altrimenti come si spiega che quando ci provano, una o due volte a partita, anche giocatori non specialisti riescono a chiudere le voleè e nella maggior parte dei casi fare il punto?

Ted: Si spiega col fattore sorpresa. Venendo a rete una volta ogni tanto si trovano ad affrontare una risposta interlocutoria invece di un vero e proprio passante.

Bill: E se invece venissero sempre a rete sei convinto che la maggior parte degli avversari saprebbe tirare passanti vincenti in risposta uno dopo l’altro? Alla fine per essere efficace, il serve&volley basta che ti porti più della metà dei punti, mica devi vincerli tutti.

Ted: Serve and volley percentuale?

Bill: Esatto. Oggi nessuno ha la mentalità per farlo ad alto livello. Ti ricordi Federer contro Nadal nella finale del Roland Garros 2011? Lo svizzero partì all’attacco facendo molto serve&volley e per quasi tutto il primo set stava tenendo a bada lo spagnolo. Poi Nadal infilò un paio di passanti e Federer smise quasi del tutto di fare serve&volley, mentre invece era la tattica giusta, bastava non scoraggiarsi per un paio di punti persi.

Ted: Mah. Anche se fosse come dici non sono mica sicuro che Federer avrebbe retto per tutta la partita giocando a quel modo.

Bill: Appunto. Perchè non è un giocatore di serve&volley naturale. Come gli altri, scende a rete perché decide di farlo, non perché è il suo stile. E adesso con Wimbledon alle porte ci prepariamo a vedere ancora pallate da fondo. Un po’ mi dispiace. Mi ricordo quando alla fine della prima settimana l’erba era più rovinata sotto rete che a fondo campo.

Ted: Non fare il vecchio nostalgico adesso. Anche col tennis moderno abbiamo visto delle gran partite a Wimbledon negli ultimi anni.

Bill: Sì è vero. Solo vorrei vedere i campioni di oggi alle prese con uno che scende a rete su ogni palla. Uno bravo. Sarei curioso di vedere come reagirebbero.

Ted: Secondo me lo impallinerebbero come un tordo.

Bill: E secondo me invece sarebbero in difficoltà.

Ted: È un po’ la storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno?

Bill: Sì. Un bicchiere ipotetico però.

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Insulti da scommettitori frustrati? Gavrilova sceglie l’ironia http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/insulti-da-scommettitori-frustrati-gavrilova-sceglie-lironia/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/insulti-da-scommettitori-frustrati-gavrilova-sceglie-lironia/#respond Fri, 23 Jun 2017 18:04:31 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207388 Daria Gavrilova è davvero "classy" nel rispondere all'ennesimo, censurabile, insulto proveniente dal web]]>

Si sa che soddisfare il pubblico pagante non è cosa semplice, soprattutto quando lo si deve fare con delle performance sportive. Possono esserci giornate in cui qualcosa non va per il verso giusto e quindi non si è in grado di dare il massimo, e se lo sport in questione è il tennis la conseguenza estrema a cui si deve ricorrere è il ritiro, con il rischio poi di lasciare la gente sugli spalti con l’amaro in bocca. Quello che nessuno si aspetterebbe però è che qualcuno abbia da ridire persino dopo un match conclusosi al tie-break del terzo set, dopo 3 ore e 5 minuti di battaglia. Il torneo in questione è il WTA Premier di Birmingham e a sfidarsi erano Lucie Safarova e Daria Gavrilova. A spuntarla, dopo aver annullato 3 match point, è stata la tennista ceca numero 41 del mondo, con il punteggio di 6-7(4) 6-3 7-5(5).

All’australiana Gavrilova, testa di serie numero 9 del tabellone, è toccata una sorte peggiore: oltre alla delusione per la sconfitta, ha dovuto fare i conti con un tifoso che evidentemente aveva interessi ulteriori rispetto al semplice guardare una partita di tennis. Attraverso i social network, che ormai mettono i tennisti “a disposizione” dei loro fan, questo spettatore ha chiesto indietro a Gavrilova i soldi presumibilmente persi con una scommessa; tra l’altro bersaglio dei suoi insulti è stata anche l’avversaria Safarova. L’australiana, con la consueta ironia che la contraddistingue sia in campo che fuori, ha risposto al tale ‘markoaleksijevic‘ chiedendogli quali fossero le coordinate del suo conto bancario in modo da potergli rimborsare i soldi persi della scommessa. Lo spettatore ha avuto il coraggio di fare la sua richiesta, vedremo ora se la saprà portare fino a compimento.

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Le tenniste si cimentano nella Fidget Spinner Challenge http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/le-tenniste-si-cimentano-nella-fidget-spinner-challenge/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/le-tenniste-si-cimentano-nella-fidget-spinner-challenge/#respond Fri, 23 Jun 2017 16:11:44 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207380 La Fidget Spinner mania ha invaso anche il tennis e alcune tenniste della WTA si sono sfidate con questo intrigante gioco]]>

Da Johanna Konta a Elina Svitolina, questi sono solo alcuni dei nomi delle atlete della WTA che in questo video hanno provato a giocare con il Fidget Spinner.

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ATP Halle: Federer si sbarazza del campione in carica http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/atp-halle-federer-si-sbarazza-del-campione-carica-ora-affare-russo/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/atp-halle-federer-si-sbarazza-del-campione-carica-ora-affare-russo/#respond Fri, 23 Jun 2017 15:49:14 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207386 Florian Mayer oppone dignitosa resistenza, ma vince Roger. A Khachanov il gran derby russo, Zverev schianta Bautista al terzo]]>

dal nostro inviato a Halle, Andrea Franchino

[1] R. Federer b. F. Mayer 6-3 6-4

8 titoli contro 1, un “ottacampione” contro un “monocampione. È finita come doveva finire, con quello più forte ad aggredire nel momento giusto e prendersi i punti senza sforzo eccessivo. Un incontro che si è spesso giocato sulla soffice direttrice del rovescio in back, più naturale quello di Roger rispetto a quello leggermente più meccanico e quasi “bimane” di Florian, che la mano sinistra la stacca proprio all’ultimo momento. Quando si trattava di colpire in top il rovescio di Federer non ha certo ricordato il colpo sorprendente di inizio stagione, mentre Mayer si è concesso l’usuale vezzo del saltello con il quale può indovinare qualsiasi traiettoria. Ma il confronto di cilindrata, specie sul dritto, non lasciava grandi speranze al tedesco.

Come sempre stadio gremito quando gioca King Roger, è impressionante come la sola presenza in campo del campione svizzero faccia salire la tensione ed il pathos… Oggi incontrava il defending champion Florian Mayer che, come detto ieri sera in conferenza stampa, teme particolarmente per la capacità di variare il gioco e di provare soluzioni diverse. L’esito dell’incontro non poteva essere diverso: 6-3 6-4 in poco più di un’ora, contro il Federer visto oggi (apparentemente più brillante rispetto a ieri) non ci sono molte possibilità su questa superficie. Roger inizia con un ace anche oggi, Mayer rischia tantissimo sulla risposta, quando riesce a giocarla, trova vincenti di rovescio e serve bene. Federer è aggressivo, l’attacco di diritto induce all’errore il tedesco e gli consente di fare il break. Mayer pare intimidito (ma chi non lo sarebbe?), pur cercando stupende smorzate per arrivare ai vantaggi nel gioco successivo. Sullo scambio prolungato l’esito non è quasi mai buono, e siamo 4-1. Florian riesce ad arrivaare sullo 0-30, ma Roger ritorna implacabile e con una doppietta (vincente di rovescio e ace), recupera il gap e si porta in fretta sul 5-2: tre set point in risposta non sfruttati con il rovescio, poi finalmente 2 ace chiudono l’ottavo gioco e prolungano il set. Si respira l’intenzione di Federer di premere sull’acceleratore: ace, due servizi vincenti e un altro ace per mettere in cassaforte il primo set sul 6-3.

Federer continua a comandare l’incontro, Mayer prova ad impensierirlo grazie al suo stupendo rovescio incrociato eseguito in salto, ma nel quarto gioco arriva l’allungo: palla break su doppio fallo di Mayer, che al punto successivo manda in corridoio con il rovescio e lo svizzero è avanti nel punteggio 3-1. Roger conferma il breakprima del punto forse più bello del match: una serie di rovesci in back a fil di rete di precisione millimetrica che alla fine portano Mayer a rischiare con successo la soluzione del vincente di diritto lungolinea, per chiudere il settimo gioco a favore del tedesco, che non vuole mollare. Federer va a servire per chiudere la partita ed arrivare per l’ennesima volta in semifinale: un errore di diritto del tedesco gli garantisce tre match point, trasofmrati in scioltezza con un diritto a sventaglio che lascia impotente Mayer. Adesso semifinale con il Next Gen Karen Kachanov, vedremo se l’asticella continuerà a salire…

Scambi gradevoli, bel tennis e vittoria da ragioniere per Federer che si è preso i break quando servivano e non ha infierito troppo quando il suo avversario ha tentato strenuamente di non lasciare che il passivo diventasse peggiore. In semifinale Federer affronterà Karen Khachanov che è uscito vincitore dal derby russo con Rublev. Incontro che senza troppa fatica si erge al rango di più interessante del giorno, mentre Haase regala un paio di perle, vince un set e poi si concede a Gasquet.

K. Khachanov b. [WC] A. Rublev 7-6(8) 4-6 6-3

Quarti di finale ad Halle per due esponenti della Next Gen su cui molti sono pronti a scommettere, Karen Khachanov (38 ATP) e Andrej Rublev (106 ATP ed entrato nel tabellone grazie ad una Wild Card concessa dagli organizzatori): dopo un match a tratti interessante, la vittoria arride a Khachanov, che festeggia la sua prima semifinale raggiunta in un ATP 500.

Primo set con andamento apparentemente scontato, ovvero nei primi 3 giochi altrettante palle break per Khachanov non sfruttate, si prosegue in buon equilibrio fino al settimo gioco, dove Khachanov è lesto a sfruttare la quarta occasione per strappare il servizio all’avversario, e mettere un’ipoteca sulla conquista della prima frazione. Quando però va a servire sul 5-4 concede una prima palla break a Rublev che non si fa pregare e si riporta in parità. A questo punto si potrebbe pensare che l’inerzia della partita si sposti, invece Rublev perde a sua volta il servizio, imitato dall’avversario che non sfrutta la palla set avuta e manda la partita al tie break. Nel gioco decisivo i primi set point sono per Khachanov (due consecutivi) poi ne arriva uno per Rublev ed altri due per Karen che al secondo chiude la frazione.  Nel secondo set Rublev dimostra che vuole combattere malgrado la differenza di ranking, strappando subito il servizio all’avversario (che dei 2 pare quello più provato dal finale thrilling della prima partita) e tenendo con sicurezza il proprio turno, portandosi quindi sul 2-0. Nei giochi successivi Khachanov sembra aver smarrito la determinazione che gli aveva consentito di incamerare il primo set, tanto che Rublev arriva al 5-1 prima di chiudere 6-4 la seconda frazione. All’inizio del terzo i primi giochi vanno via senza sorprese, poi break e controbreak nel terzo e quarto gioco. Dei 2 giocatori il più stanco appare Rublev, che manda prima un facile diritto in corridoio per concedere all’avversario la palla break che serve a mandare Khachanov a servire per il match. Karen non si concede distrazioni e continua a martellare con diritto e rovescio tenendo sotto pressione Rublev, inducendolo all’errore: sfrutta dunque il primo match point per guadagnarsi la semifinale del torneo contro un certo Roger Federer in una sfida generazionale.

R. Gasquet b. R. Haase 6-1 3-6 6-1

Quarto di finale tra due trentenni, Richard Gasquet (30 ATP) e Robin Haase (42 ATP), che si giocano la possibilità di accedere alle semifinali del prestigioso torneo tedesco. La vittoria finale di Gasquet (6-1 3-6 6-1) deve essere intesa come il frutto di una partita come sempre caratterizzata dalle pause tipiche del gioco del transalpino che in alcuni momenti appare dominante ed in altri appare sperduto e in difficoltà.

Nel primo set, break in favore di Gasquet nel secondo gioco che gli spiana la strada verso la conquista agevole del parziale. Un diritto sbagliato di Haase concede al francese il break del 4-0, due altre rispostacce di fila e si va sul 5-0. Turno di servizio tranquillo per Haase che evita così il bagel, poi Gasquet va a servire per il set e lo conquista con 4 punti consecutivi (ottima smorzata di rovescio). In questo primo set è risultata evidente la differenza tecnica tra i 2 giocatori, ha prevalso il tennista con maggiore agio nel gioco di tocco, fattore che sull’erba fa spesso la differenza. Secondo set con i primi giochi all’insegna dell’equilibrio ma nel quarto game qualcosa si inceppa nel tennista francese; non solo non sfrutta l’occasione di pareggiare ma alla fine cede il servizio dopo aver annullato due palle break. Haase prende fiducia e comincia a essere meno falloso, i vincenti aumentano e in poco tempo ci si trova 5-1 con il tennista olandese che andrà a servire per il set. Qui si risveglia Gasquet che ricomincia a fare la differenza, ma la rimonta dura soltanto due game e si spegne ufficialmente su un rovescio incrociato che muore in rete.  Il terzo parziale mima per andamento il primo con l’unica differenza che il game della bandiera olandese arriva un po’ prima. Gasquet gioca nuovamente con tutta rilassatezza. Un quasi impietoso pugnetto di Gasquet nel quinto gioco, che si chiude con due errori in lunghezza di Haase, fotografa le intenzioni del francese di chiudere la pratica il prima possibile. Il break definitivo arriva quando ormai l’olandese è sballottato da un angolo all’altro del campo, e le finezze messe in campo nel secondo parziale sono ormai solo un ricordo. Un servizio vincente di Gasquet significa match point e uno scambio prolungato che si chiude con un gratuito di rovescio di Haase è la chiusura del sipario. Semifinale conquistata per Gasquet, dove troverà il vincente del match tra Sascha Zverev e Bautista Agut.

[4] A. Zverev b. [7] R. Bautista Agut 6-7(6) 7-6(1) 6-1

L’ultimo quarto di finale della giornata al Gerry Weber Open vede di fronte l’idolo di casa Alexander Zverev (12 ATP), il Next Gen più quotato dagli esperti per raggiungere il top seeding del tennis mondiale, e Roberto Bautista Agut (19 ATP) uno dei tennisti spagnoli più eclettici che vuole dare una delusione agli appassionati tedeschi: dopo una partita tutta muscolare Sascha Zverev regala una gioia ai tifosi vincendo (6)6-7 7-6(1) 6-1 e guadagnando la semifinale.

Primo set in equilibrio totale, nessuna palla break concessa, domina il servizio e gli scambi prolungati da fondo campo chiusi da accelerazioni che lambiscono le righe, si va ai vantaggi solo nel settimo gioco, negli altri il giocatore al servizio comanda e l’altro cerca soluzioni improponibili. Anche il tie break si svolge all’insegna dell’equilibrio, primo set point per Zverev sul 6-5, annullato dal giocatore spagnolo che continua a spingere inducendo l’avversario al errore e guadagnando a sua volta la possibilità di conquistare il primo set, impresa che gli riesce grazie ad un errore di Sascha che ammutolisce lo stadio.

Nel secondo set stessa situazione fino al settimo gioco, quando arriva la prima palla break dell’incontro per Zverev, che viene però annullata con una pregevole smorzata da Roberto Bautista Agut, Sul 5 pari gran punto di Sascha Zverev, che punisce un Bautista Agut colpevole di non aver chiuso ben 2 volèè di rovescio (timidamente appoggiate) con un missile lungolinea che lo lascia di sasso, i successivi scambi si concludono con errori non forzati dello spagnolo e si arriva sul 6-5. Turno di servizio che lo spagnolo si aggiudica dopo un back di rovescio in rete di Zverev per giungere al secondo tie break della partita. Primo punto Zverev con rovescio lungolinea in corridoio, che conquista anche il secondo grazie ad un errore dello spagnolo che manda in rete un diritto a sventaglio, errore ripetuto nello scambio successivo e 3-0 Zverev, che infila due aces consecutivi per portarsi a 2 punti dal set, Roberto Bautista Agut conquista il sesto punto ma sul successivo scambio deve cedere e dare 5 possibilità a Zverev di prendersi il set, il tennista di casa non perde tempo e sulla risposta tremolante dello spagnolo chiude il tie break e riequilibra l’incontro.

Al terzo gioco del terzo set Zverev va avanti 0-30, poi manda in rete uno schiaffo al volo che gli avrebbe fatto guadagnare 3 palle break, nel punto successivo costringe lo spagnolo a fare il tergicristallo prima di chiudere con lo smash e conquistarne solo 2, quello che conta è che malgrado non riesca a trasformare la prima per un attacco che definire temerario è dir poco, riesce a conquistare la seconda per la capitolazione dell’avversario che dopo uno scambio a tutto braccio va lungo con il diritto. Esplode lo stadio e Sascha si lascia andare ad una giusta esultanza per aver fatto breccia nel muro spagnolo. Ritorna comunque concentratissimo nel gioco successivo dove serve e scambia con attenzione per confermare il break faticosamente conquistato. Bautista è esausto e cede di schianto 6-1 perdendo altre due volta la battuta. Zverev dovrà superare l’ostacolo Gasquet per giungere alla seconda finale consecutiva sull’erba di casa.

Risultati:

K. Khachanov b. [WC] A. Rublev 7-6(8) 4-6 6-3
R. Gasquet b. R. Haase 6-1 3-6 6-1
[1] R. Federer b. F. Mayer 6-3 6-4
[4] A. Zverev vs [7] R. Bautista 6-7(6) 7-6(1) 6-1

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Maria Sharapova, due esibizioni prima di Stanford http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/maria-sharapova-due-esibizioni-prima-di-stanford/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/maria-sharapova-due-esibizioni-prima-di-stanford/#respond Fri, 23 Jun 2017 15:23:15 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207373 Prima del rientro ufficiale di Stanford, Masha parteciperà nel mese di luglio a due incontri nel torneo a squadre statunitense World TennisTeam]]>

Nonostante Sharapova sia attualmente costretta a stare lontana dai campi per infortunio, questo non le impedisce di portare avanti la sua carriera come personaggio pubblico. Recentemente è uscito in lingua inglese il suo libro “Unstoppable: My Life So Far”, e inoltre sulla piattaforma iTunes è possibile vedere il documentario “The Point incentrato sui 15 mesi di allenamento passati lontano dal tennis e in preparazione al suo rientro avvenuto a Stoccarda. Tuttavia la voglia di giocare a tennis è ancora tanta e allora anche eventi che non mettono in palio punti WTA – il rientro ufficiale avverrà il 31 luglio a Stanford, dove Masha ha una wild card – sono utili per ritrovare la fiducia, ed è per questo che la giocatrice russa ha deciso di tornare a disputare due incontri con la squadra Orange Country Breakers, nel campionato World TennisTeam. Maria aveva già preso parte a questa competizione in passato per ben sette volte (l’ultima risale al 2010) e la prima volta fu nel 2002 a quindici anni quando, da giovane promessa in ascesa, stava facendo i primi passi nel circuito. “È fantastico giocare per i Breakers ancora una volta e sono eccitata all’idea di tornare di nuovo in campo,” queste le sue parole al riguardo. Il suo primo match è in programma per il 16 luglio a Newport Beach, mentre il secondo si giocherà il 24 luglio a San Diego, e tra gli altri ci sarà anche il tennista americano Steve Johnson.

La World TennisTeam è un campionato tennistico a squadre che si svolge negli Stati Uniti e la prima edizione, alla quale presero parte 16 franchigie, risale 1973. Il numero dei team iscritti è comunque variato durante gli anni e anche le regole non sono rimaste sempre le stesse. Attualmente ogni match è composto da 5 set e ognuno di essi rappresenta una diversa disciplina (singolare maschile, singolare femminile, doppia maschile, doppio femminile e doppio misto). Prima del match gli allenatori decidono in che ordine verranno giocati i set e di solito ogni membro della squadra prende parte ad almeno un parziale; ogni set viene vinto al raggiungimento di cinque game e non ci sono vantaggi. La lega al momento conta sei formazioni: Washington Kastles, Springfield Lasers, New York Empire, Orange County Breakers, Philadelphia Freedoms e i campioni in carica San Diego Aviators – che l’anno scorso poterono contare su Ernest Gulbis. In passato tennisti di calibro elevatissimo presero parte alla competizione all’inizio della loro carriera, come ad esempio: Rod Laver, Björn Borg, Chris Evert, John McEnroe, Jimmy Connors, Martina Navrátilová, Andre Agassi e Pete Sampras, mentre Billie Jean King fu dirigente e proprietaria della lega dal 1984 fino al 2001.

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Nadal: “Non sono a livello di poter competere per Wimbledon” http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/nadal-non-sono-livello-di-poter-competere-per-wimbledon/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/nadal-non-sono-livello-di-poter-competere-per-wimbledon/#respond Fri, 23 Jun 2017 15:04:33 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207359 Il tennista spagnolo si sta allenando in questi giorni a Santa Ponsa Tennis Academy, a Maiorca ma riconosce come ci sia ancora tanto lavoro da fare]]>

Avere un torneo di tennis che si disputa sulla propria isola di provenienza (seppur nel circuito WTA) è certamente una cosa positiva, sia perché può essere un modo per sponsorizzare la propria accademia, sia perché è il modo migliore per trovare dei campi di allenamento, soprattutto quando la superficie in questione è una delle più rare. Nadal ieri era presente all’interno dell’impianto dove al momento si sta svolgendo l’International Mallorca Open e dopo un’intensa seduta di allenamento nel campo numero 3, si è presentato nella zona VIP dove ha rilasciato alcune dichiarazioni. Prima di recarsi lì ha trovato comunque il tempo di firmare una cinquantina di autografi ai suoi fan. Il sito internet El Español ha riportato le seguenti dichiarazioni: “Devo ancora lavorare. Il livello al quale sono arrivato ora non mi permette di competere per Wimbledon nel modo in cui voglio io. Al momento mi sto allenando a Maiorca e poi proseguirò per altri otto giorni a Londra. Ora ho voglia di giocare delle partite perché qui mi sono concentrato su cose più specifiche.” Il modo migliore per giocare partite è, ovviamente, quello di fare tornei e inizialmente sembrava che il tennista spagnolo si sarebbe recato in Inghilterra in anticipo proprio per partecipare all’ATP 500 Aegon Championship, ma le cose sono andate diversamente. Ho rinunciato al torneo del Queen’s perché gli ultimi mesi sono stati duri, ma ovviamente mi sarebbe piaciuto esserci. Anche se i campi che hanno qui sono di grande aiuto per la mia preparazione, sarebbe stato meglio giocare al Queen’s. Ora voglio giocare due partite di esibizione e ne ho bisogno davvero. Alla fine ho passato due anni senza mettere piede sull’erba.”

Chi lo ha visto allenarsi in questi ultimi tre giorni in Spagna, non ha potuto fare a meno di notare l’intensità delle sue sedute, rigorosamente dalla durata non inferiore alle due ore sotto il caldo sole estivo. Dall’altra parte della rete c’era Christian Garin, cileno numero 217 al mondo, e il ventunenne non si è lasciato intimidire, anzi ha conquistato lui una gran parte dei punti giocati. Ovviamente Rafa non ha spinto al massimo e il suo fisico è ancora un’incognita. Sono consapevole che le mie ginocchia mi hanno limitato molto negli ultimi anni sull’erba; a che punto sono adesso devo ancora riuscire capirlo perché al momento si tratta solo di allenamenti, ma quando inizierà la settimana del torneo dovrò sforzarlo sul serio e vedremo come reagiranno le mie ginocchia.  Sono sicuro comunque che qualcosa di buono si può fare, inoltre i risultati dipendono sempre da molti fattori.

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Daniel Evans positivo alla cocaina: “Mi scuso, ho deluso tutti” http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/dan-evans-positivo-alla-cocaina-mi-scuso-ho-deluso-tutti/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/dan-evans-positivo-alla-cocaina-mi-scuso-ho-deluso-tutti/#respond Fri, 23 Jun 2017 15:00:00 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207405 Il tennista inglese annuncia in una conferenza di essere risultato positivo alla cocaina: "Il mio comportamento è inaccettabile. Ma era solo a uso ricreativo"]]>

Il tennista inglese Daniel Evans è risultato positivo ad un test anti-droga effettuato lo scorso aprile. Stando a quanto affermato da lui stesso in conferenza stampa pochi minuti fa, il test ha evidenziato l’uso di cocaina. Dopo un anno e tre mesi dalla conferenza di Maria Sharapova, il mondo del tennis viene nuovamente scosso da una storia legata all’uso di sostanze proibite. Anche se in questo caso il giocatore coinvolto non è un top player, si tratta comunque di un evento che non è destinato a passare inosservato e casi di questo tipo in passato non sono mancati.

L’attuale numero 50 del mondo ha indetto una conferenza stampa nel London notel non distante dal Queen’s Club, dove al momento si stanno svolgendo gli Aegon Championship, e la sua dichiarazione è stata breve (in tutto è durata 90 secondi circa) e ci ha tenuto a specificare come l’uso sia stato a scopo esclusivamente ricreativo e non un tentativo di migliorare le sue prestazioni sportive. Queste le sue prime parole: “È molto importate che voi sappiate che il test è stato fatto al di fuori dalle competizioni e il contesto in cui è avvenuto è assolutamente slegato al tennis.” Il ventisettenne nativo di Birmingham non cerca scuse ed è già conscio della gravità della situazione in cui si trova. “Ho commesso un errore e ora devo affrontarne le conseguenze… l’unica cosa che posso fare è scusarmi dal profondo del mio cuore.”

“Questo è per me un giorno molto difficile. Volevo venire qui di persona per dirvi che pochi giorni fa sono stato informato di aver fallito un test anti-doping fatto ad aprile, e sono risultato positivo alla cocaina. Non considero accettabile il mio comportamento neanche per un secondo, è stata una cosa inaccettabile. Ho deluso molte persone, la mia famiglia, il mio team, gli sponsor, il tennis britannico e i miei fan.”

Questo il comunicato ufficiale ITF sulla vicenda:

  • Il 24 aprile 2017, il sig. Evans ha fornito un campione antidoping alla TADP (Tennis Anti-Doping Programme) durante il torneo ATP di Barcellona, Spagna.
  • Il campione è stata analizzato dalla WADA nel laboratorio certificato di Montreal, Canada ed è risultato contenere cocaina e il suo metabolita. La cocaina è una sostenza non-specifica proibita sotto la categoria S6 della lista delle sostanze proibite della WADA e dunque è proibita anche per la TADP.
  • In conformità all’Articolo 2.1 della TADP, il sig. Evans è stato notificato il 16 giugno con una violazione del regolamento anti-doping. Il sig. Evans ha accettato i risultati del campione del 24 aprile.
  • Il sig. Evans è provvisariamente sospeso a partire dal 26 giugno, secondo l’articolo 8.3.1(c) del TADP 2017, in attesa di giudizio sul caso.

Il numero tre del tennis britannico, che a inizio anno aveva anche avuto problemi di sponsor, non si tira indietro e non nega i risultati che lo vedono positivo all’uso della cocaina, ma il passato ci insegna che nonostante la positività del test tutto il contesto è ancora da chiarire. Un caso celebre, con dinamiche simili anche se per Evans c’è già un’ammissione di colpevolezza, è quello che vide coinvolto Gasquet. Il tennista francese, nel maggio del 2009 fu sospeso provvisoriamente dal circuito dopo esser risultato positivo ad un test sulla cocaina, a causa di alcune tracce trovate nelle sue urine. Due mesi dopo gli fu permesso il ritorno in campo e il tribunale concluse la sentenza affermando che “la cocaina è entrata nel suo sistema per contaminazione involontaria in una discoteca.” Inoltre la quantità di cocaina trovata in quel caso venne definita “molto piccola, della grandezza di un granello di sale.”

Molto peggio andò invece a Martina Hingis. Nel novembre del 2007 l’allora numero due del mondo annunciò in una conferenza stampa che al momento si stavano svolgendo delle indagini su un suo presunto utilizzo di cocaina a seguito di alcuni test delle urine avvenuti durante il torneo di Wimbledon. A gennaio dell’anno successivo arrivò la controversa squalifica di due anni per una minima quantità di cocaina trovata, e la concentrazione era talmente bassa che non sarebbe stata nemmeno rilevata dai test effettuati nei severi controlli delle forze armate USA sui propri effettivi. Martina si appellò ritenendo che ci fosse stata una contaminazione da laboratorio ma subì ugualmente una squalifica che pose fine alla sua carriera, quantomeno in singolare. Infine facendo un ulteriore passo indietro risaliamo fino al 1995, quando a Mats Wilander toccò la stessa sorte, anche se nel suo caso la sospensione fu di soli 3 mesi.

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WTA Birmingham: Kvitova fa sul serio con Kiki. Giorgi si ritira http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/wta-birmingham-kvitova-fa-sul-serio-mladenovic-battuta-due-set/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/wta-birmingham-kvitova-fa-sul-serio-mladenovic-battuta-due-set/#respond Fri, 23 Jun 2017 14:57:46 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207392 La ceca lancia un segnale forte in vista di Wimbledon eliminando la francese. In semifinale trova Lucie Safarova che ha annullato match point prima di superare Gavrilova al tie-break decisivo. Camila Giorgi costretta a ritirarsi dopo 7 game. Muguruza passa per ritiro]]>

È ancora presto per poter affermare che Petra Kvitova sia ufficialmente tornata, ma la vittoria contro Mladenovic è un segnale importante per l’ex n.2 del mondo. La francese è una tennista in ascesa (per intenderci nella Race è n.5), quindi superarla ed in modo anche abbastanza semplice, al di là del punteggio, dimostra  inequivocabilmente che Petra è ancora di un’altra categoria, soprattutto sull’erba. La bi-campionessa di Wimbledon non ha sofferto i drop shot e gli attacci improvvisi a rete di Kiki, anche perché con il diritto mancino ha sempre comandato il gioco. Entrambe hanno una notevole attitudine ai prati, tuttavia il repertorio della ceca è più completo ed il servizio diventa un’arma praticamente letale.Certo all’attuale n.16 del mondo manca ancora un po’ di ritmo partita, ma il lungo stop e lo shock post-aggressione sembrano un lontano ricordo. Non è una bocciatura per Mladenovic, che è ormai lanciata verso la top 10, ma per poter fare partita pari con tenniste del calibro della Kvitova deve necessariamente irrobustire i colpi da fondo, che spesso perdono di incisività e di precisione.

Kristina ha un inizio nervoso, infatti perde il servizio in apertura, tuttavia è brava ad effettuare il controbreak immediatamente. L’equilibrio si spezza a favore della campionessa di Bilovec, la quale, senza più tentennamenti, opera un altro break e controlla le operazioni fino al definitivo 6-4. Troppo solida e concentrata la ceca per poter soffrire i tentativi tattici della francese, che da ottima doppista (è stata n.4 del mondo), si affida a qualche discesa a rete per cercare di uscire dallo scambio. La n.5 del seeding è in crisi, perché con i colpi di inizio gioco, servizio-risposta, la differenza con Petra è molto evidente. Il break in apertura di secondo parziale sembra il sigillo definitivo all’incontro, che scorre rapidamente nelle mani dell’ex top ten ceca. Ma,nel momento di chiudere, Petra si scompone, torna a concedere palla break e perde il servizio e rimette tutto in discussione. Un fatto decisamente imprevisto, considerando la facilità con cui stava giocando. Il tie break è equilibrato, Mladenovic sul 3-1 commette un doppio fallo, che riporta in partita Kvitova che sul 3-3 urla tutta la sua rabbia.  

Kiki è un’avversaria ostica, non molla mai infatti sotto 6-4 si inventa un passante incredibile che infila a rete un’incredula ed incolpevole Kvitova. Il punto successivo è ben giocato dalla campionessa di Wimbledon, che artiglia la vittoria con convinzione, caparbietà ed orgoglio.  La semifinale a Birmingham è meritata, ora ci sarà lo scontro con Safarova, che, nel primo match in programma, ha vinto in rimonta, salvando match point, contro Gavrilova. I precedenti recitano un netto 9-0 – tre dei quali su erba – per Petra, che contro la connazionale ha perso appena tre set. Lo scorso anno, proprio a Birmingham, fu un netto 6-3 6-2, a dimostrazione che il gioco di Lucie non comporta alcun problema alla Kvitova.

Riavvolgendo il nastro delle emozioni, la prima a conquistarsi il diritto di giocare la semifinale a Birmingham è stata la ceca Lucie Safarova, che si è liberata dell’australiana Gavrilova. Una vittoria molto sofferta quella di Lucie, che sembra aver ritrovato le giuste sensazioni che, ormai due anni fa,  l’avevano portata a giocare una finale Slam, persa da Serena Williams al Roland Garros, ed al numero 5 del mondo. Il primo parziale si risolve al tie break, con l’australiana che si salva in un game fiume in cui neutralizza ben cinque opportunità di 7-5 per Safarova. La ceca ristabilisce la partita nel secondo set, ma nel terzo è in netta difficoltà infatti prima salva un match point e poi chiude al tie break decisivo. Il peggio di quest’incontro – incolpevoli le povere protagoniste – è arrivato più tardi, dal web, quando Gavrilova ha diffuso l’ennesimo messaggio pesante ricevuto da scommettitori fuori controllo. L’australiana però non si è lasciata intimidire troppo e ha risposto con notevole ironia.

Si ferma il cammino di Camila Giorgi, la marchigiana è costretta al ritiro nel match contro Barty, quando era comunque sotto 5-2. Non è ancora chiaro il motivo dello stop – probabilmente un problema muscolare ad un adduttore, tuttavia sarà importante valutare la sua situazione in vista di Wimbledon. Un vero peccato, anche perché in questa settimana la maceratese stava giocando bene ed era un modo per prendere fiducia dopo un periodo non facile dal punto di vista tecnico e personale. Dal canto suo l’australiana Barty sembrava in pieno controllo della situazione e con questa semifinale è sicura di ritoccare in modo anche consistente il suo best ranking, infatti entrerà nella top 70 in caso di sconfitta domani contro Muguruza – in quella che sarà la sua prima semifinale in un evento Premier. La spagnola Muguruza si qualifica per la semifinale del WTA di Birmingham, ma è stata agevolata dal ritiro della statunitense Vandeweghe, che, al terzo set, decide di arrendersi al problema fisico alla caviglia che l’ha condizionata durante il match. Dopo un primo set ben giocato e vinto con il punteggio di 6-4, Coco perde campo e subisce la rimonta veemente dell’iberica, che si porta sul 5-2. Vandeweghe non ci sta e prova a mettere in discussione il parziale, ma sul più bello si arena e manca il break del 5-5. Poi dopo pochi minuti dall’inizio dell’ultimo atto, Coco si ferma e decide di ritirarsi, forse per non compromettere la sua partecipazione a Wimbledon.

Risultati:

L. Safarova b. [9] D. Gavrilova 6-7(4) 6-3 7-6(5)
[7/WC] P. Kvitova b. [5] K. Mladenovic 6-4 7-6(5)
[6] G. Muguruza b. C. Vandeweghe 4-6 6-4 rit.
A. Barty b. [Q] C. Giorgi 5-2 rit.

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Ad Halle, in attesa di Federer… http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/ad-halle-attesa-di-federer/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/ad-halle-attesa-di-federer/#respond Fri, 23 Jun 2017 14:00:46 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207372 Mentre Roger stempera la tensione con una mascotte, sui campi di Halle succedono cose pazze. O quasi pazze]]>

Il nuovo Federer, quello che accorcia tutti gli scambi e sui social sgomita per diventare il re incontrastato, ad Halle ha trovato pane per i suoi denti. Oggi sfiderà il detentore del titolo Florian Mayer nella sfida più attesa della giornata. Non è troppa la tensione, stando a questa fotografia appiccicata sullo schermo del suo laptop e divulgata dall’inviato tedesco di Spox Jörg Allmeroth. Ormai quest’espressione è consolidata…

Ma sul campo non si scherza mica. In apertura di programma si sono sfidati i giovani russi Karen Khachanov e Andrey Rublev, che di bel tennis ne hanno offerto eccome. Ha vinto quello un po’ più strutturato, Khachanov, ma per Rublev non si tratta di una bocciatura. Il povero Andrey ha passato l’incontro a cercare di non spaccare la racchetta. Il suo sforzo è stato davvero encomiabile.

https://twitter.com/doublefault28/status/878202543213608963

e ancora, a un passo dalla sconfitta…

https://twitter.com/doublefault28/status/878228848554328065

Genio Andrey, così non si rompe. Applausi per te.

https://twitter.com/doublefault28/status/878205477594607616

Nel secondo incontro Robin Haase contro Richard Gasquet. Anche qui bel tennis, il pubblico apprezza. E finora – l’incontro deve ancora concludersi – la follia più folle l’ha regalata l’olandese facendo questa cosa qui. Cos’è, un rovescio? Un dritto? Un passante?

https://twitter.com/doublefault28/status/878237240991694848

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WTA Eastbourne, quali: Schiavone festeggia al meglio, male Errani http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/wta-eastbourne-quali-schiavone-festeggia-al-meglio-male-errani/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/wta-eastbourne-quali-schiavone-festeggia-al-meglio-male-errani/#respond Fri, 23 Jun 2017 13:27:54 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207365 L'erba non dà tregua: si gioca già a Eastbourne per le qualificazioni. Schiavone (ancora auguri!) avanza al turno decisivo, Errani ci capisce poco e va a casa]]>

Sembra proprio che questa stagione sull’erba non voglia decollare per Sara Errani. Dopo le due sconfitte rimediate a Maiorca, una nel secondo turno di qualificazioni e una al primo turno come lucky loser per mano di Roberta Vinci, la tennista bolognese incappa in un’altro amaro risultato a Eastbourne. Errani perde in 76 minuti da Veronica Cepede con il punteggio di 6-1 6-2 riuscendo per una sola volta durante tutto l’incontro a tenere la battuta. La paraguayana Cepede ricopre al momento la posizione numero 90 del ranking e non aveva mai affrontato tenniste italiane. Per la venticinquenne adesso ci sarà la cinese Ying-Ying Duan.

L’altra italiana iscritta al torneo di qualificazione per il WTA International britannico è Francesca Schiavone, anche lei proveniente dal torneo spagnolo dove però è riuscita a trovare il primo successo stagionale sull’erba contro Bouchard grazie al quale ha scavalcato Errani in classifica, diventando – ufficialmente da lunedì – la nuova n.2 italiana. Nel giorno del suo 37esimo compleanno la milanese ha superato in due set comodi la ventenne britannica Dart, n. 279 del ranking WTA. Un doppio 6-2 che le permette di andarsi a giocare l’accesso al tabellone principale contro la n.1 del seeding cadetto, Lauren Davis.

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ATP Queen’s: la spalla tradisce Medvedev, avanti i favoriti http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/atp-queens-muller-dimitrov-medvedev-cilic-lopez-berdych/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/atp-queens-muller-dimitrov-medvedev-cilic-lopez-berdych/#respond Fri, 23 Jun 2017 13:00:03 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207356 Tutto sommato, saranno semifinali di alto livello agli Aegon Championships: Cilic, Muller, Feliciano e Dimitrov vincono tutti, anche se quest'ultimo rischia grosso contro il russo menomato]]>

dall’inviato a Londra

L’incarnazione di Aegon scesa a vigilare sull’ATP 500 aziendale incrocia le dita. Uno degli otto tennisti in campo sarebbe stato l’ultimo campione del Queen’s Club marchiato dal blu della compagnia assicurativa olandese, che dopo 9 anni di partnership con la Lawn Tennis Association si ritira da sponsor dei tornei su erba britannici. Bisognava chiudere in bellezza, specialmente dopo il party della sera precedente: la greatest hits del quasi decennio 2009-2017 (Coppa Davis, un numero uno al mondo di singolare e uno di doppio, una top 10 dopo oltre trent’anni) era stata sbobinata, ripercorsa, condita dal tipico humour e innaffiata da qualche bicchiere di champagne.

Il brindisi non ha portato fortuna a tutti, però. In special modo non a Daniil Medvedev, perfetto suo malgrado nel fungere da pratica alla teoria di Kokkinakis, secondo la quale essere giovani non vuol dire essere indistruttibili. Il russo si è infortunato alla spalla destra provando il servizio durante il riscaldamento, e nonostante Grigor Dimitrov abbia rimediato comunque un grosso spavento il problema fisico ha condizionato evidentemente l’incontro. Costretto al medical time out prima di aver giocato un singolo punto, Medvedev è sceso subito sotto per 0-5 in uno scenario che sembrava quello del classico preludio al ritiro. Il ghiaccio spray gli ha fornito però un inaspettato aiuto e con il primo gioco vinto, grazie a tre prime di servizio vincenti, il ventunenne moscovita è riuscito a riprendersi. Fino a ingaggiare battaglia per oltre un’ora, vincendo il secondo set e andando addirittura in vantaggio di un break nel terzo. Quando erano già tutti pronti a riprendere il filo dei meltdown di Dimitrov però, quello ha reagito.

In conferenza stampa il bulgaro ha fatto il vago e ha negato a parole di essere stato direttamente influenzato dall’acciacco dell’avversario. Ha ammesso tuttavia di aver ridotto all’osso il gioco, date le condizioni dell’incontro, e contato su certe armi e sulla giocata giusta nei momenti giusti“, che leggendo tra le righe può significare tutto il contrario. Cercare il dritto di Medvedev da entrambi i lati del campo, ad esempio, o giocare uno slice per costringerlo ad abbassarsi e distendere il braccio, sono state tutte mosse astute ma lecite: sfruttare al meglio una situazione di vantaggio non è una mancanza di rispetto nei confronti dell’avversario. I tratti di partita in cui il Next Gen è tornato a giocare normalmente hanno però finito per sballare di rimando il gioco di Grisha, al quale si addice ben di più l’approccio proattivo di quello reattivo. 6-3, 3-6, 6-3 e ancora un incontro almeno per prepararsi a dovere per Wimbledon. Anzi: a una manciata di set dall’eventuale terzo titolo stagionale, con il quale ripeterebbe l’annata stellare del 2014, il warm up per lo Slam può diventare un pensiero secondario.

Negli altri incontri, il più veloce a raggiungere il sabato delle semifinali è stato Gilles Muller, giulivo per il suo 7 a zero stagionale su erba“Su questa superficie va tutto veloce, e anche quando non sento di star giocando bene so che posso rimanere nel match col servizio” ha spiegato al termine del successo su Sam Querrey. Aveva ragione, come aveva ragione quando ha parlato di scelte giuste nei momenti importanti. In tutto il match si è andati a palle break due volte, una a testa, sempre dal nulla e lui è stato l’unico ad approfittarne: nel terzo game ha strappato il servizio a zero con un gran recupero sotto rete, nell’ultimo prima del tie-break conclusivo ha salvato molteplici set point con la combinazione servizio-dritto, oggi più remunerativa anche di quella con la volée. Dagli undici match point mancati e dal tie-break da 36 punti perso contro Basilashvili al primo turno, sotto una terrazza vip ben più divertita di lui, il lussemburghese si è fatto impeccabile. Ogni volta che il “treno dei desideri” è passato, lui ci è saltato sopra al volo. Adesso chissà quanto lontano lo porterà.

Gli fa compagnia sul vagone Marin Cilic, suo avversario domani per un posto in finale. Il numero 7 ATP, partecipante al Queen’s per l’undicesima volta consecutiva, ha svegliato Donald Young dal suo sogno in due set equilibrati soltanto a leggere il punteggio finale. Il meno considerato tra gli statunitensi, in trappola nel limbo tra i volti noti della top 25 e la massiccia promozione della Next Gen, conclude comunque il proprio torneo senza potersi rimproverare nulla: Cilic è stato implacabile in battuta per l’intera settimana e anzi, 4 dei 5 punti su 84 persi con la prima glieli ha strappati proprio lui nell’incontro di oggi. Andando a considerare anche le dieci palle break sciupate su dodici, è in risposta che il croato è chiamato a fare un salto di qualità. Il rischio per lui è altrimenti quello di fare la stessa fine di qualche giorno fa, quando Karlovic lo ha estromesso da ‘s-Hertogenbosch senza dovergli mai fare il break.

A proposito: il “Dottor Ace” sarebbe fiero dell’ultimo incontro del pomeriggio. La sfilza di game di servizio tra Feliciano Lopez e Tomas Berdych ha fatto tornare in mente a chi c’era l’edizione 1997 del torneo, per la precisione il momento in cui Goran Ivanisevic implorò una raccattapalle affinché giocasse al posto suo almeno un punto contro l’ingiocabile servizio di Philippoussis. L’allora ragazzina Amy accettò (il punto fu il più lungo dell’incontro!) e oggi è tornata in campo per una piccola celebrazione a vent’anni dal curioso siparietto. Nessuno le ha però chiesto di prendere in mano la racchetta, e il “lato oscuro dell’erba” ha preso così il sopravvento: soltanto un gran passante di Feliciano e una invocazione a Hawk-Eye hanno impedito il triplo tie-break.

Risultati:

G. Muller b. S. Querrey 6-4 7-6(5)
[4] M. Cilic b. D. Young 6-4 7-5
[6] G. Dimitrov b. D. Medvedev 6-3 3-6 6-3
F. Lopez b. [7] T. Berdych 7-6(5) 6-7(1) 7-5

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WTA Maiorca: Vinci sconfitta con rimpianti, passa Garcia http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/wta-maiorca-vinci-sconfitta-con-rimpianti-passa-garcia/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/wta-maiorca-vinci-sconfitta-con-rimpianti-passa-garcia/#respond Fri, 23 Jun 2017 12:31:20 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207444 La tarantina non riesce a chiudere il secondo set contro la francese nonostante cinque set point. Garcia trova Sevastova in semifinale, l'altra vedrà di fronte Georges e Bellis]]>

L’ultimo quarto di finale in programma a Maiorca, è senza dubbio il match sulla carta più interessante della giornata, con Roberta Vinci, al quinto quarto di finale in carriera sull’erba, opposta alla detentrice del titolo Caroline Garcia, terza favorita del seeding. La francese ha portato a termine nella tarda mattinata di oggi, il suo secondo turno contro la qualificata Cepelova, piegata 6-3 6-7 6-3 (si riprendeva dal punteggio di 2-2 nel set decisivo).

L’unico precedente tra le due tenniste si era giocato sempre sull’erba, ad Eastbourne nel 2015, con vittoria netta, periodico 6-2, della ventitreenne di Lione. Il primo parziale è a senso unico, con la tarantina incapace di arginare i colpi penetranti di Garcia. La francese va avanti subito di un break, mantiene sempre con tranquillità il servizio e sul 4-2 grazie ad un doppio fallo di Vinci, sale 5-2 e chiude il set dopo appena 30 minuti di gioco. Anche in avvio di secondo set, Garcia conquista un break di vantaggio, ma da quel momento la finalista dello Us Open 2015, entra in partita, trovando contemporaneamente profondità con il back e limitando gli errori con il dritto. Sul 4-3, Vinci strappa per la seconda volta nel parziale la battuta alla francese, e va a servire per il set; il servizio però non aiuta la tarantina e alla terza palla break, subisce la seconda risposta vincente del game. L’inerzia del match sembra essersi invertita e sul 6-5 a suo favore, Vinci si procura due set point, ma Garcia si aggrappa al servizio, li annulla entrambi con l’ace ed impatta sul 6-6. Il tie break è combattutissimo: l’italiana con un fastidioso passante in back basso che costringe all’errore Garcia, effettua il mini break e sale 6-4: sul 6-5 e servizio, Vinci mette in rete un back di rovescio difensivo non impossibile, ma si procura subito un altro set point, ancora una volta annullato dalla francese con l’ace. Garcia, al primo match point con il servizio, non si lascia scappare l’occasione e chiude l’incontro dopo 1 ora e 30. Prova comunque positiva per Vinci, che dopo la negativa campagna sul rosso, con appena una vittoria su 4 tornei, ha dimostrato come su questa superficie possa tranquillamente giocarsela con le più forti, in vista di Wimbledon.

L’avversaria della francese, sarà la lottatrice Anastasja Sevastova, alla terza vittoria consecutiva in 3 set. La sua avversaria odierna era la settima testa di serie Ana Konjuh, giocatrice in fiducia, proveniente dalla semifinale di settimana scorsa a ‘s-Hertogenbosh. L’incontro è stato entusiasmante ed in bilico fino alla fine, con la lettone che si è dimostrata implacabile nei momenti caldi del match, nonostante la sua avversaria le sia stata superiore per lunghi tratti. La giovane croata infatti, è stata avanti in tutti e 3 i parziali, ma è stata capace di sfruttare il vantaggio solamente nel secondo set, vinto agevolmente per 6-1. Nel set decisivo, giocato in condizioni proibitive per via del caldo asfissiante odierno, Konjuh sul 5-4 e servizio non riesce a chiudere e si arriva così al tie break; qui emerge la freddezza della lettone, che al primo match point, sul 6-5, archivia l’incontro dopo 2 ore e 17 minuti.

Nella parte alta del tabellone, la semifinale vedrà opposte Julia Goerges e Catherine Bellis. La prima a scendere in campo è stata la diciottenne americana, che ha superato con sorprendente agio Kristyna Pliskova, giocatrice decisamente pericolosa sulle superfici rapide. Bellis ha neutralizzato i colpi potenti della sua avversaria, costringendola a prendere rischi eccessivi e commettendo di conseguenza troppi errori non forzati per pensare di impensierire una giocatrice solida come l’americana. La tennista di San Francisco, raggiunge al suo esordio in carriera su questa superficie, la prima semifinale stagionale.

Comoda vittoria anche per Julia Goerges, vincitrice del derby contro Sabine Lisicki, già brava a raggiungere un quarto di finale nel suo primo torneo stagionale, dopo un lungo stop dovuto ai gravi problemi alla spalla. Nel primo set non c’è lotta, Goerges si aggiudica senza patemi il parziale, aggiudicandosi 4 game consecutivi dal punteggio di 2-2. Lisicki però non si dà per vinta, annulla nel primo game del secondo set 3 palle break consecutive e scappa sul 4-2; dal settimo gioco però arriva un altro passaggio a vuoto della finalista di Wimbledon 2013, che subisce una nuova striscia di 4 game, arrendendosi così dopo 1 ora e 30 di match.

Risultati:

J. Georges b. [WC] S. Lisicki 6-2 6-4
C. Bellis b. Kr. Pliskova 6-3 6-2
[3] C. Garcia b. [6] R. Vinci 6-2 7-6(8)
[2] A. Sevastova b. [7] A. Konjuh 7-5 1-6 7-6(5)

Matteo Polimanti

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Lampi in mezzo al buio: la stagione degli italiani (sin qui) http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/lampi-mezzo-al-buio-la-stagione-degli-italiani-sin-qui/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/lampi-mezzo-al-buio-la-stagione-degli-italiani-sin-qui/#respond Fri, 23 Jun 2017 11:00:50 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207338 Una breve analisi sul percorso degli azzurri in questa prima metà del 2017 ]]>

Arrivati nella seconda parte di giugno, con due Slam su quattro già archiviati e​ cinque Masters 1000 su nove già disputati, si può ben dire si sia a metà della stagione tennistica, un lasso temporale sufficiente per provare a stilare un primo bilancio di come questo 2017 stia andando per il nostro tennis.

Nel settore maschile, oggetto di questa analisi, nel circuito maggiore abbiamo avuto sin qui poche soddisfazioni: in ordine cronologico, gli ottavi di Seppi agli Australian Open, la finale all’ATP 250 di Quito da parte di Lorenzi e, principalmente, la semi a Miami di Fognini e le sue tre vittorie stagionali contro top ten (Tsonga ad Indian Wells, Nishikori in Florida e il numero del mondo Murray a Roma). Maggiori le gioie arrivate dal circuito minore, quello dei Challenger, dove abbiamo vinto sinora ben 6 titoli: il primatista azzurro al momento è Thomas Fabbiano, il quale ne ha conquistati ben tre, tutti sul cemento all’aperto: a marzo a Quanghzou (Cina), a maggio a Gimcheon e Seoul (Sud Corea). Oltre al pugliese, hanno vinto un torneo Challenger a testa, tutti giocati sulla terra battuta, Stefano Travaglia ad Ostrava, Marco Cecchinato al Tc Garden di Roma, Paolo Lorenzi a Caltanissetta. Questi successi, assieme ad una serie di altri ottimi piazzamenti nei Challenger, spiegano perché proprio lo scorso lunedì la pubblicazione delle nuove classifiche dell’ATP abbia allietato il tennis italiano, che posizionava ben sei tennisti azzurri tra i primi 100 ATP. Un numero decisamente alto, inferiore solo agli 11 della Francia, ai 9 degli Stati Uniti e agli 8 della Spagna, movimenti tennistici storicamente fortissimi, e pari ai 6 dell’Argentina.

Curioso notare come oltre a Paolo Lorenzi, divenuto lunedì 33 ATP, anche le due new-entry azzurre tra i migliori cento, Thomas Fabbiano (93) e Alessandro Giannessi (99), abbiano raggiunto questa settimana il loro best ranking, a riprova di una particolare congiuntura positiva per il nostro tennis. Non accadeva dalla classifica dell’11 febbraio 2013 che avessimo una presenza così numerosa di tennisti italiani nella top 100 e, oggi come allora, i primi 3 azzurri, sebbene con diverso ordine da quello attuale, erano gli stessi di oggi. Quasi quattro anni e mezzo fa avevamo Seppi al 18°posto, Fognini al 44° e Lorenzi al 56°, ai quali facevano compagnia Simone Bolelli (80), Filippo Volandri (88) e Flavio Cipolla (99): un’ulteriore testimonianza di quanto Andreas, Fabio e Paolo – soprattutto i primi due – abbiano fatto per tirare avanti la carretta del tennis italiano in questo decennio e di quanta gratitudine si debba loro per aver visto costantemente la bandiera azzurra presente nei grandi tornei. Contestualmente, lo stesso dato fa però emergere anche un po’ di preoccupazione per il futuro, in quanto il ligure ha da poco compiuto 30 anni e gli altri due sono pluritrentenni: non compaiono all’orizzonte possibili vincitori di Slam ma nemmeno giovani 20enni capaci di fare immaginare di poter ripetere quanto fatto da Seppi e Fognini, che a 20 anni erano già stabilmente nella top 100. In ogni caso, il dato di 6 italiani nella top 100 resta comunque soddisfacente, sebbene Fabbiano, Cecchinato e Giannessi abbiano fatto sinora solo da comparse nel tennis che conta, totalizzando complessivamente nel 2017 solo 10 partite nel circuito maggiore, vincendone appena 3. Per capire l’eccezionalità di questo numero di giocatori azzurri nella top 100, è utile dare un’occhiata alla tabella preparata di seguito, nella quale sono contenuti i dati degli ultimi 30 anni, relativi alle posizioni nel ranking di nostri giocatori a fine stagione.

Classifiche finali Ita Top 30 ATP Ita Top 50 ATP Ita Top 100 ATP
2016 0 2 3
2015 2 2 5
2014 1 2 4
2013 2 2 3
2012 1 2 6
2011 0 2 5
2010 0 1 4
2009 0 1 5
2008 0 2 4
2007 0 3 5
2006 0 1 5
2005 0 2 4
2004 0 1 2
2003 0 1 2
2002 0 1 1
2001 0 0 3
2000 0 1 2
1999 0 0 3
1998 0 2 3
1997 0 0 3
1996 0 1 2
1995 2 2 3
1994 1 2 4
1993 0 0 3
1992 0 1 5
1991 1 2 5
1990 0 1 3
1989 0 2 3
1988 0 0 2
1987 0 0 3

Si osserva facilmente come il nostro movimento non sia affatto abituato a produrre un tal numero di tennisti nella top 100: come si vede, nelle ultime tre decadi prese in considerazione, è accaduto solo nel 2012 che 6 giocatori italiani abbiano concluso la stagione tra i primi 100. Paradossalmente, nel 2017 vi è anche la possibilità di fare meglio di 5 anni fa e sostanzialmente di tutto il periodo analizzato, rendendo dolce quest’anno, nell’attesa ormai stanca dell’avvento di campioni che continuano a non palesarsi. Nel 2012 infatti avevamo un solo top 30, Seppi: in questa stagione, assieme alla presenza di 6 tennisti nella top 100, con Lorenzi attualmente così vicino alla top 30, si potrebbe formare con Fognini una coppia di giocatori nella top 30, circostanza accaduta solo due volte: nel 2013 con il ligure e l’altoatesino, e nel 1995, quando Gaudenzi e Renzo Furlan terminarono entrambi tra i primi 30 giocatori del mondo. Come si evince facilmente dalla tabella, però, sia nel 2013 che nel 1995 avevamo solo un altro giocatore nella top 100 (rispettivamente Lorenzi e Pescosolido), a differenza di quanto sta accadendo fortunatamente in queste settimane.

Per provare poi a fare una proiezione considerevolmente plausibile sulle chances di poter avere un 2017 soddisfacente dal punto di vista di giocatori azzurri presenti nella top 100, può essere utile dare uno sguardo alla Race: come è noto, essa considera solo i risultati ottenuti dai tennisti nell’anno solare. Quando siamo ormai entrati nella seconda metà del calendario tennistico, la Race aiuta a rendersi conto della classifica dei giocatori al netto delle “cambiali” di punti da difendere da qui a fine ottobre e, conseguentemente, delle maggiori o minori opportunità di migliorare il proprio ranking. Nulla di definitivo, essendoci ancora decine e decine di migliaia di punti da assegnarsi da qui al termine del 2017, ma indicazioni utili possono senz’altro trarsi. Abbiamo dunque preparato una tabella nella quale riportiamo e confrontiamo le classifiche dei migliori tennisti azzurri attualmente posizionati in uno dei due ranking pubblicati settimanalmente dall’ATP e le indicazioni che se ne traggono sono per fortuna confortanti.


Giocatore
Ranking ATP Singles

19-06-2019

Ranking ATP Race

19-06-2019

 

Differenza

Fabio Fognini 27 25 +2
Paolo Lorenzi 33 34 -1
Andreas Seppi 85 81 +4
Thomas Fabbiano 93 57 +26
Marco Cecchinato 97 85 +12
Alessandro Giannessi 99 106 -7
Luca Vanni 118 98 +20
Stefano Travaglia 155 114 +41
Stefano Napolitano 158 138 +20
Matteo Berrettini 233 152 +81
Salvatore Caruso 197 167 +30
Gianluigi Quinzi 240 179 +81
Federico Gaio 160 231 o

​Infatti, si vede bene che tra i giocatori presi in considerazione e attualmente nei primi 100​, solo Lorenzi e Giannessi (soprattutto il secondo), abbiano un leggero saldo “negativo” tra la posizione che occupano nella classifica ATP e in quella ricoperta nella Race. Risulta confortante però osservare innanzitutto come Fabbiano, che ha pochissimi punti da difendere da qui a fine anno, abbia interessanti margini per continuare a migliorare la sua classifica, migliore di ben 26 posizioni se si considerano i risultati del solo 2017. E se Giannessi ha in scadenza la vittoria al Challenger di Szczecin (a settembre) e la finale a quello di Ortisei (novembre) e nella Race non è tra i primi 100, nello stesso ranking fa comunque attualmente capolino Luca Vanni, al 98° posto, lasciando a sei il numero di italiani tra i primi 100 anche nella Race. Potremmo addirittura pensare di fare meglio a fine anno: il classe 91 Stefano Travaglia, dopo una carriera costellata sin qui di infortuni, sembra aver pagato il suo conto con la sfortuna, come ha mostrato la sua vittoria di Ostrava e potrebbe pure affacciarsi per la prima volta nei 100, trovandosi al 114° posto nella classifica dei punti accumulati nel solo 2017. Più in generale, ad eccezione di Federico Gaio, che a luglio deve difendere le due pesantissime cambiali delle vittorie del 2016 nei Challenger a Biella e San Benedetto, rischiando di uscire dai 200, tutti i nostri giocatori hanno un nettissimo saldo positivo tra la classifica degli ultimi 12 mesi e quella del 2017: come si evince esaminando i dati della tabella, sia Salvatore Caruso, classe 92, che i nostri migliori giovani, Matteo Berrettini, Stefano Napolitano e Gianluigi Quinzi, hanno ottime speranze di incrementare entro la fine dell’anno notevolmente il loro attuale ranking.

Ripetiamo purtroppo spessissimo e da tempo immemore il detto “chi si contenta gode”, e se ci sintonizziamo su un tal modo di pensare, l’analisi di questi dati ci può far sperare che questo 2017 si riveli davvero un’ottima annata per il nostro quasi mai vincente tennis italiano.

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Wawrinka, Murray, Raonic: gli sconfitti rimuginano http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/wawrinka-murray-raonic-gli-sconfitti-rimuginano/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/wawrinka-murray-raonic-gli-sconfitti-rimuginano/#respond Fri, 23 Jun 2017 10:30:31 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207301 Le parole dei tre top player deludenti agli Aegon Championships. Che guardano ai propri errori senza alibi e ora puntano a Wimbledon]]>

dall’inviato a Londra

Escluso Rafael Nadal, che compare ancora sui taccuini della media room ma al Queen’s Club non ha mai messo piede, i tre nomi di punta degli Aegon Championships 2017 sono stati tutti eliminatiNel giro di un pomeriggio, al loro incontro d’esordio nel torneo e sull’erba. Visto però che i campi sono esattamente identici a quelli di Wimbledon, al quale puntano tutti e tre, è ancora possibile trovarli ad allenarsi al circolo di Pallister road, insieme agli altri ancora in gara e persino a qualcuno che non era neppure iscritto al torneo, come Kevin Anderson e Paul-Henri Mathieu. Ad allenarsi e a rispondere a domande su cosa sia andato storto, ovviamente.

“È stata una bella botta per me” commenta Andy Murray. A lui è riservato il court 7, il più riservato e l’unico al quale si accede da porte ermetiche e ben sorvegliate. “Questo torneo mi aveva dato una splendida preparazione in passato, e ogni volta che ho fatto bene qui, anche a Wimbledon è andata discretamente…” I due successi di Murray nel major di casa sono infatti arrivati nel 2013 e 2016, entrambe annate in cui aveva ottenuto anche il titolo del Queen’s. Ma questo non vuole necessariamente dire che i suoi Championships saranno un disastro: “Non è l’ideale, ma molti in passato sono andati a Wimbledon senza aver vinto molti match. Un buon numero di volte Novak non ha giocato alcun torneo di preparazione e ha comunque giocato molto bene lì.”

Il numero 1 ATP non cerca alibi, in ogni caso. L’avversario è cambiato all’ultimo momento, con il subentro del lucky loser Jordan Thompson, ma “l’ho saputo un bel po’ di ore in anticipo, non venti minuti prima come a volte capita. Lo avevo visto giocare qualche match e l’ho guardato un po’ su internet.” C’era su di lui una pressione particolare, dopo gli attentati di Londra e la promessa di devolvere alle vittime il montepremi, eppure “non è giusto dare questa colpa a qualcun altro. Sono stati mesi duri, senza dubbio, ma quando gioco mi concentro sul mio tennis, ma non voglio che la colpa della mia sconfitta ricada su nessun altro. Non sarebbe giusto.” È possibile che nel sottofondo della sua testa qualcosa abbia effettivamente ronzato, specialmente ora che è diventato padre. Che ne sia consapevole o meno, in ogni caso, ha capito che l’ultima cosa di cui ha bisogno una vittima di attacco terroristico è sentire che sarebbe colpa sua, se un tennista ha perso.

Un altro che non teme di sorreggere da solo il peso della brutta figura è Milos Raonic, eliminato in due tie-break che per il suo gioco basato sul servizio dovrebbero costituire la normalità“Avrei dovuto essere molto più disciplinato con me stesso. Anche a costo di perdere molti punti rapidamente, devo iniziare a colpire la palla più aggressivamente.” Cos’altro impara Milos dall’incontro sfortunato? “Non farti trovare troppo lontano dietro la linea di fondo, avanza appena hai una chance e colpisci la maledetta palla!” Finalista lo scorso anno sia qui sia a Wimbledon, il canadese ammette che lo scivolone potrebbe avere qualche ripercussione sul suo Slam verde: “Nei primi due match sì, mi sembra una cosa possibile. Ma il tre su cinque set è uno scenario in cui mi sento ancor di più a mio agio, perché credo molto nel mio gioco e un match più lungo può consentirmi di capire la situazione del match e gestirla meglio.”

È il turno di Stan Wawrinka infine, l’unico ad aver perso contro un avversario pronosticato come pericoloso. Pensa di aver giocato abbastanza bene, e interpellato sulla nuova collaborazione con Paul Annacone spiega che è troppo presto per vedere qualche effetto“Abbiamo iniziato soltanto da pochi giorni, è arrivato lunedì” informa. “Però lo conosco da tanti, tanti anni. Ho passato del tempo con lui quando seguiva Roger, qui a Londra e specialmente alle Olimpiadi. Ha esperienza con altri giocatori, con top player…” Lo svizzero non cerca rivoluzioni nel suo modo di lavorare: “Al mio livello e alla mia età, un piccolo dettaglio può fare una enorme differenza.”

Come Andy e Milos, anche Stan non sembra tormentarsi più di troppo per l’eliminazione precoce. Del resto, come aveva giustamente fatto notare Kokkinakis, la carta vincente dei top player è la memoria corta. E allora sconfitta alle spalle, e testa al prossimo torneo.

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Buon compleanno Francesca, l’ultimo con la racchetta in mano? http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/buon-compleanno-francesca-lultimo-con-la-racchetta-mano/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/06/23/buon-compleanno-francesca-lultimo-con-la-racchetta-mano/#respond Fri, 23 Jun 2017 10:17:56 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=207337 Il 23 giugno del 1980 nasce Francesca Schiavone. La nostra leonessa oggi compie 37 anni. Sarà il suo ultimo anno nel circuito?]]>

Trentasette primavere, perché altrimenti non si potrebbe dire, per Francesca Schiavone. Una delle più grandi tenniste della nostra storia e, ci piace pensare, anche della storia del tennis femminile. Probabilmente quello di quest’anno sarà il suo ultimo compleanno con la racchetta in mano (o forse no?). La leonessa infatti sembra sempre più intenzione a dire basta alla fine di questo 2017. Anno che comunque le ha regalato più di una gioia, sia tennistica che personale.

In campo Francesca, solo nel 2017, ha trovato il titolo a Bogota (finale contro Arruabarena) e la finale a Rabat (persa da Pavlyuchenkova). Dal punto di vista personale invece tantissimi attestati di stima, su tutti quello del Roland Garros. A Parigi, l’ex campionessa non solo ha trovato una wild card per il tabellone principale ma ha potuto anche commuoversi per il caloroso abbraccio che il centrale le ha regalato al termine del match perso contro Muguruza. Altrettanto non ha potuto fare a Roma per i motivi che ormai tutto sanno, decisione che lascia tanto amaro in bocca, soprattutto perché probabilmente parliamo della tennista più amata di sempre dal pubblico italico.

Oggi, a ogni modo, è tempo di festeggiamenti e non di polemiche. Allora è giusto celebrare la carriera di Schiavone: 1 Roland Garros (leggi la storica cronaca di Ubaldo da Parigi), 3 Fed Cup e altri 7 titoli in singolare (2017, Bogotà; 2016, Rio de Janeiro; 2013, Marrakech; 2012, Strasburgo; 2010, Barcellona; 2009, Mosca; 2007, Bad Gastein). In campo si è sempre contraddistinta anche per il suo gioco a tutto campo e per il rovescio a una mano, oltre al grande cuore che mette in ogni incontro. Che dire di più senza sfociare nella retorica? Forse nulla più, semplicemente rinnovare gli auguri e ricordarle che sarà amata sempre sia in campo che fuori. Buon compleanno, Francesca!

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