UBITENNIS https://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Mon, 23 Apr 2018 15:17:54 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Mondo Futures: Alessandro Bega campione in Egitto https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/mondo-futures-alessandro-bega-campione-egitto/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/mondo-futures-alessandro-bega-campione-egitto/#respond Mon, 23 Apr 2018 15:17:54 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255609 Undicesimo Futures in carriera per l'azzurro, il secondo in stagione. Back-to-back in terra tunisina per Daniel Brands]]>

IL PUNTO SUGLI AZZURRI

Italiani presenti in 6 degli 11 tornei Futures disputati nella settimana appena trascorsa. La palma del migliore se la aggiudica senza alcun dubbio Alessandro Bega. Il 27enne di Cernusco sul Naviglio (primo favorito del seeding nel 15,000 dollari di Sharm El Sheikh) si è aggiudicato il secondo titolo in stagione (l’undicesimo in carriera a livello Futures) superando in finale il 21enne ceco David Poljak (testa di serie numero 5). Eliminati all’esordio gli altri tre azzurri presenti in tabellone (la wild card Guido Marson, Alexander Weis e il qualificato Joy Vigani). Buone prestazioni per Raul Brancaccio e Francesco Vilardo, entrambi sconfitti nei quarti di finale, rispettivamente a Jerba e Madrid. In Spagna era presente anche Lorenzo Giustino, prima testa di serie, sconfitto al secondo turno dallo spagnolo Barranco Cosano (così come Luca Giacomini in Francia). Folta presenza azzurra ad Antalya e Santa Margherita di Pula (ben 8 italiani al via in entrambi i tornei). In Turchia gli unici a vincere un incontro sono stati Edoardo Eremin e Jacopo Berrettini (che hanno portato a casa i derby contro Luca Vanni e Alessandro Petrone), prima di essere entrambi eliminati nel match successivo. In Italia, sette azzurri su otto sono stati eliminati tra primo e secondo turno. Solo Riccardo Bonadio (quinta testa di serie) è riuscito a raggiungere i quarti di finale, prima di essere sconfitto in due set dal tedesco Woerner.

IL RESTO DELLA SETTIMANA IN PILLOLE

– Sono quattro i ‘profeti in patria’ della settimana: il 24enne kazako Denis Yevseyev a Shymkent, il 25enne francese Sebastien Boltz a La Grande Motte, il 23enne portoghese Frederico Ferreira Silva a Cascais e il 22enne spagnolo Mario Vilella Martinez a Madrid

– Primo titolo in stagione per il 21enne brasiliano Joao Menezes (Abuja), il 27enne giapponese Hiroki Moriya (Bukhara), il 24enne argentino Hernan Casanova (Santa Margherita di Pula) e i sopracitati Boltz e Vilella Martinez

– Il campione più giovane della settimana è il 20enne cileno Marcelo Tomas Barrios Vera (vincitore negli Stati Uniti in finale contro Noah Rubin), il più vecchio è il 30enne tedesco Daniel Brands (che conquista il secondo titolo consecutivo a Jerba, Tunisia)

TUTTI I CAMPIONI TORNEO PER TORNEO

Bukhara, Uzbekistan F1 – $25,000 Hard
Hiroki MORIYA (JPN) b. Evgeny TYURNEV (RUS) 6-0 6-1

Shymkent, Kazakistan F4 – $15,000 Clay
Denis YEVSEYEV (KAZ) b. Pavel KOTOV (RUS) 7-5 6-1

Antalya, Turchia F15 – $15,000 Clay
Nino SERDARUSIC (CRO) b. Rudolf MOLLEKER (GER) 7-5 6-2

Santa Margherita di Pula, Italia F8 – $15,000 Clay
Hernan CASANOVA (ARG) b. Andrea COLLARINI (ARG) 7-6(5) 6-2

La Grande Motte, Francia F7 – $15,000 Hard
Sebastien BOLTZ (FRA) b. Yannick JANKOVITS (FRA) 6-4 6-3

Cascais, Portogallo F8 – $25,000 Clay
Frederico FERREIRA SILVA (POR) b. Tiago CACAO (POR) 6-2 3-6 6-3

Orange Park, USA F11 – $15,000 Clay
Marcelo Tomas BARRIOS VERA (CHI) b. Noah RUBIN (USA) 6-3 6-4

Sharm El Sheikh, Egitto F14 – $15,000 Hard
Alessandro BEGA (ITA) b. David POLJAK (CZE) 6-4 6-3

Madrid, Spagna F9 – $25,000 Clay
Mario VILELLA MARTINEZ (ESP) b. Pedro CACHIN (ARG) 6-4 6-0

Abuja, Nigeria F1 – $25,000 + H Hard
Joao MENEZES (BRA) b. Markus ERIKSSON (SWE) 6-2 6-4

Jerba, Tunisia F15 – $15,000 Hard
Daniel BRANDS (GER) b. Baptiste CREPATTE (FRA) 7-6(5) 6-1

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Murray “firma” a Parigi per tornare… in un Challenger? https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/murray-firma-parigi-per-tornare-un-challenger/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/murray-firma-parigi-per-tornare-un-challenger/#respond Mon, 23 Apr 2018 13:51:07 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255574 Nonostante abbia già annunciato la sua assenza, lo scozzese non si è cancellato dall'entry list del Roland Garros. Il motivo è un cavillo del regolamento, forse rivelatore di un ritorno in campo anticipato]]>

Il regolamento ATP non di rado è cavilloso, tanto che più di una volta gli stessi giocatori inciampano in qualche postilla che non conoscono. Può capitare però che siano gli stessi punti del regolamento a darci una informazione sugli stessi giocatori. Un buon esempio è la situazione al limite del paradossale che si è venuta a creare sull’entry list del Roland Garros, la cui ventinovesima riga è occupata dal nome del lungodegente Andy Murray.

Lo scozzese, assente dai quarti di finale dello scorso Wimbledon, ha più volte dichiarato che non sarebbe tornato in tempo per giocare su terra battuta. L’entry list dei tornei mandatory tuttavia lo include poiché è autogenerata – include cioè automaticamente tutti i nomi di coloro che per posizione di classifica rientrano nel cutoff. Ritirarsi da uno di questi tornei per infortunio con anticipo, tuttavia, impedisce di partecipare ad altri eventi del circuito in programma nelle settimane precedenti.

Se il ritorno in campo ufficiale di Murray rimane quello programmato per la prima settimana su erba, all’ATP 250 di ‘s-Hertogenbosch, questo potrebbe significare che Murray non vuole precludersi la possibilità di un rientro anticipato. E in contemporanea con le qualificazioni dello Slam parigino, sul cemento indoor dell’Università di Loughborough, è in calendario uno dei due nuovi tornei Challenger da 85.000€ della Lawn Tennis Association (l’altro è quello di Glasgow, al quale nei prossimi giorni ricomparirà un altro britannico, Daniel Evans, squalificato negli ultimi mesi per uso di cocaina).

Negli ultimi mesi più di un top player ha sfruttato il circuito inferiore per testare le proprie condizioni, approfittando di un livello agonistico basso ma non troppo, in grado di garantire più sfide nel corso di pochi giorni senza grandi rischi: dai due tornei Challenger di Newport Beach e Dallas è ripartito a febbraio Kei Nishikori, fermo dall’agosto precedente, mentre a settembre un Richard Gasquet alla ricerca della fiducia perduta si era iscritto al Challenger di Szczecin, imponendosi poi come campione nonostante qualche piccolo spavento.

Per ora si tratta soltanto di congetture. Non c’è nulla di annunciato, anche perché di fronte a tale possibilità l’organizzazione certamente conserverà una wild card fino all’ultimo momento. Ripartire da Loughborough significherebbe per Murray anche dare una enorme mano al torneo: la città del Leicestershire, al centro dell’Inghilterra, lancerebbe la prima edizione del suo evento con l’unico campione Slam britannico dell’Era Open, garanzia di pubblico numeroso e grande copertura mediatica.

L’ultima volta di Murray nel circuito Challenger era stata una sconfitta per ritiro, contro Xavier Malisse a Mons. Diagnosticato uno stiramento alla coscia, all’allora teenager numero 72 del mondo era stato consigliato di non fare ritorno su quei campi prima di una decina di giorni. Era l’ottobre del 2005, ne è passato qualcuno in più…

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ATP Montecarlo: le foto del trionfo di Nadal https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/atp-montecarlo-le-foto-del-trionfo-di-nadal/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/atp-montecarlo-le-foto-del-trionfo-di-nadal/#respond Mon, 23 Apr 2018 13:48:46 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255585 Ripercorriamo la vittoria nel Principato di Rafa Nadal (e dei fratelli Bryan in doppio) attraverso gli scatti del nostro fotografo Roberto Dell'Olivo]]>
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Pagelle: Rafa…melico e la saggezza di Federer https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/pagelle-rafa-melico-e-la-saggeza-di-federer/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/pagelle-rafa-melico-e-la-saggeza-di-federer/#respond Mon, 23 Apr 2018 13:01:19 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255546 L'undicesima di Nadal e il ritorno di un buon Djokovic. Il tracollo dell'Italia di Sara Errani e l'oscar della sfortuna di Kokkinakis. Kvitova super mentre Roger Federer se la ride]]>

Rafa Nadal 10
Lo hanno accusato di violare costantemente la regola dei venticinque secondi tra un punto e l’altro. E meno male! Ragazzi, avete idea di quanto durerebbero altrimenti le partite di Rafa? Il diritto non va più, le gambe non girano. È finito, difficile darlo come favorito a Parigi. Bercy si intende.

Roger Federer 10
“Mi piacerebbe tanto sfidare Nadal tre su cinque sulla terra”. La battuta del secolo. Si ride dal Canton Ticino a Kuala Lampur. Mattacchione di uno svizzero. Scaltro come una faina erbivora, sorride di gusto soprattutto lui birretta in mano in riva al mare e con uno sguardo ai quattro marmocchi.

Marin Cilic  6 
Resiste strenuamente ad un’ora di allenamento contro Nadal ad inizio torneo. Poi chiaramente ne paga le conseguenze e si arrende nei quarti. Stoico.

Kei Nishikori 8,5
Sei partite di fila senza rompersi. Altro che i numeri record di Nadal…Osa strappare il servizio a Rafa e giustamente viene punito. Magari con fiducia e salute ritrovata (?) può diventare il primo degli umani sul rosso.

Alexander Zverev 7
Il ragazzo sta imparando. Piano piano sta crescendo e facendo le scelte giuste ispirandosi agli esempi importanti, tipo quelli del suo amico Roger Federer: meglio perdere con Nishikori che…

Fabio Fognini 4,5
Si presenta con sulle spalle la maglia numero 17, e da tifoso interista doc pensa di essere Karamoh. “Contro Struff non pensavo di giocare dall’inizio, per questo ci ho messo un’ora prima di entrare in campo”.

Novak Djokovic 6,5
Di incoraggiamento. Manca ancora molto per rivedere il vero Nole, ammesso che lo rivedremo. Ma contro Borna Coric (5 se non vinci contro questo Nole allora questa NextGen non verrà mai fuori) e Thiem qualche lampo e la voglia di lottare che pareva smarrita. Curiosa la scelta di giocare Barcellona, non era meglio una comoda Budapest per mettere benzina nel motore?

Andreas Seppi 6,5
Si iscrive alle qualificazioni sperando di trovare Istomin che però perde al turno prima impedendo un simpatico ritrovo. Poi ci trova gusto e dimostra quanto ha ancora voglia di giocare, soffrire e divertirsi.

Grigor Dimitrov 7
Tutto molto bello, elegante ed efficace. Ma se Grigor è una delle prime alternative a Rafa allora ci rivediamo direttamente ad Halle.

Dominic Thiem 7
Vedi sopra, ma mica sarà colpa loro alla fine se c’è quel mostro lì a dominare? La speranza è che ritrovi un po’ di condizione fino a Parigi e che possa regalarci almeno qualche partita sul rosso degna di questo nome.

Richard Gasquet 7
Resta sempre cuor di telone, ma che piacere rivedere quei gesti a questi livelli, proprio su quei campi dove era sbocciato.

Sara Errani 5
Poveretta. Sballottata dalle giocatrici belghe, dice di non esserci con la testa per problemi personali. Il problema è che se Garbin guarda in panchina non trova nulla di meglio da schierare che una Errani fuori forma. Amen.

Camila Giorgi S.V.
Il suo fantasma aleggia su Genova durante il playoff contro il Belgio, poi d’improvviso la bomba. Camila Giorgi iscritta alle quali di Roma! Gesto distensivo (solo qualche mese fa papà Sergio diceva “Mia figlia non giocherà a Roma”) o (legittima) provocazione? Speriamo bene…

Thanasi Kokkinakis 10
Alla sfortuna. Il cuscinetto di fondo campo è da oscar della mala sorte. Stare fermo due mesi per un infortunio così dopo tutto quello che ha passato è allucinante. Gli diremmo “in bocca al lupo” se non fossimo sicuri che il lupo se lo mangerebbe davvero.

Petra Kvitova 8
Petra si conferma in gran forma, versione schiaccia sassi e schiaccia tedesche. La terra non sarà la sua superficie preferita, ma dieci centesimi su un exploit al Roland Garros li punteremmo.

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Cartoline dalla Fed Cup: ‘Maschio o femmina?’ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/cartoline-dalla-fed-cup-maschio-o-femmina/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/cartoline-dalla-fed-cup-maschio-o-femmina/#respond Mon, 23 Apr 2018 11:29:33 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255561 VIDEO - In Fed Cup ci si annoia solo se in campo non c'è Daria Gavrilova]]>

Doppio conclusivo della sfida tra Australia e Olanda, stravinta dalle australiane per 4-1; si affrontano le coppie Gavrilova/Aiava e Kerkhove/Schuurs. Alla fine vinceranno le prime piuttosto agevolmente, a risultato ormai acquisito. Il momento più divertente è quello di inizio partita, in cui Eva Asderaki-Moore, prima donna ad arbitrare la finale maschile dell’US Open nel 2015, chiede alle quattro ragazze se ci sono domande prima di cominciare. Asderaki-Moore è in dolce attesa, così Daria gliene rivolge una particolarmente confidenziale…

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Fed Cup, tutti i verdetti. La Russia precipita in C https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/fed-cup-2018-tutti-verdetti-del-week-end-la-russia-precipita-c/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/fed-cup-2018-tutti-verdetti-del-week-end-la-russia-precipita-c/#respond Mon, 23 Apr 2018 10:10:42 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255550 Come da pronostico è la Lettonia a vincere in Siberia, ma la notizia fa comunque rumore. Il doppio premia il Giappone e respinge la Gran Bretagna. Bouchard e Halep trascinatrici]]>

Dei fatti più rilevanti abbiamo detto: la finale della Fed Cup 2018 sarà tra Stati Uniti (seconda di fila) e Repubblica Ceca, mentre i play-off del World Group hanno promosso in ‘serie A’ Australia, Svizzera e Bielorussia, oltre – purtroppo – al Belgio che in quel di Genova ha fatto ‘cappotto’ alle ragazze italiane. Australiane e svizzere hanno sofferto ben poco, mentre la Bielorussia ha dovuto tremare sino al doppio decisivo, poi portato a casa, anche a causa di una Viktoria Kuzmova in grande spolvero tra le slovacche.

I play-off del World Group II, prosaicamente definito ‘serie B’, hanno invece promosso Giappone, Spagna, Lettonia e Canada. La selezione nordamericana è stata letteralmente trascinata da Eugenie Bouchard, che ha fatto segnare due punti preziosissimi contro Bondarenko e Tsurenko, prima che il doppio Andreescu/Dabrowski spedisse in serie C la nazionale ucraina. Facile la Spagna sul Paraguay – c’erano in campo sia Muguruza che Suarez Navarro – così come la Lettonia ha rispetto il pronostico contro la Russia: per quanto faccia rumore vedere le quattro volte campionesse finire addirittura nel terzo raggruppamento, la presenza in campo di Ostapenko (n.5 WTA) e Sevastova (n.15) ha imposto alla sfida una direzione che la vittoria di Pavluchenkova contro Sevastova non ha potuto cambiare. Decisivo per il passaggio del turno del Giappone è stato invece il mini-doppio composto da Kato e Ninomiya, dopo che Johanna Konta aveva fatto il possibile vincendo entrambi i singolari tra cui quello contro Naomi Osaka. Che infatti ha ringraziato pubblicamente le sue connazionali per il punto ottenuto in doppio.

Di seguito il riepilogo con tutti i risultati.


WORLD GROUP – SEMIFINALS

GERMANY v CZECH REPUBLIC 1-4
Venue: Porsche Arena, Stuttgart, GER (clay – indoor)

  • Julia Goerges (GER) v Petra Kvitova (CZE) 3-6 2-6
  • Angelique Kerber (GER) v Karolina Pliskova (CZE) 5-7 3-6
  • Julia Goerges (GER) v Karolina Pliskova (CZE) 6-4 6-2
  • Angelique Kerber (GER) v Petra Kvitova (CZE) 2-6 2-6
  • Julia Goerges/Anna-Lena Groenefeld (GER) v Katerina Siniakova/Barbora Strycova (CZE) 5-7 RET.

FRANCE v USA 2-3
Venue: Arena Du Pays D’Aix, Aix-en-Provence, FRA (clay – indoor)

  • Pauline Parmentier (FRA) v Sloane Stephens (USA) 6-7 5-7
  • Kristina Mladenovic (FRA) v Coco Vandeweghe (USA) 1-6 6-3 6-2
  • Kristina Mladenovic (FRA) v Sloane Stephens (USA) 2-6 0-6
  • Pauline Parmentier (FRA) v Madison Keys (USA) 6-7 4-6
  • Amandine Hesse/Kristina Mladenovic (FRA) v Madison Keys/Bethanie Mattek-Sands (USA) 6-4 3-6 10-6

WORLD GROUP PLAY-OFFS

BELARUS v SLOVAKIA 3-2
Venue: Chizhovka Arena, Minsk, BLR (hard – indoor)

  • Aliaksandra Sasnovich (BLR) v Jana Cepelova (SVK) 7-6 7-5
  • Aryna Sabalenka (BLR) v Viktoria Kuzmova (SVK) 2-6 6-2 6-7
  • Aryna Sabalenka (BLR) v Anna Karolina Schmiedlova (SVK) 6-3 6-4
  • Aliaksandra Sasnovich (BLR) v Viktoria Kuzmova (SVK) 1-6 6-7
  • Vera Lapko/Lidziya Marozava (BLR) v Viktoria Kuzmova/Anna Karolina Schmiedlova (SVK) 6-3 6-4

ROMANIA v SWITZERLAND 3-1
Venue: Sala Polivalenta Cluj-Napoca, Cluj-Napoca, ROU (clay – indoor)

  • Simona Halep (ROU) v Viktorija Golubic (SUI) 6-3 1-6 6-1
  • Irina-Camelia Begu (ROU) v Timea Bacsinszky (SUI) 6-4 6-1
  • Simona Halep (ROU) v Patty Schnyder (SUI) 6-2 6-1
  • Irina-Camelia Begu (ROU) v Viktorija Golubic (SUI) – not played
  • Mihaela Buzarnescu/Sorana Cirstea (ROU) v Viktorija Golubic/Jil Teichmann (SUI) 6-0 0-6 6-10

AUSTRALIA v NETHERLANDS 4-1
Venue: Wollongong Entertainment Centre, Wollongong, AUS (hard – indoor)

  • Samantha Stosur (AUS) v Lesley Kerkhove (NED) 5-7 6-7
  • Ashleigh Barty (AUS) v Quirine Lemoine (NED) 6-0 6-2
  • Ashleigh Barty (AUS) v Lesley Kerkhove (NED) 6-4 6-2
  • Daria Gavrilova (AUS) v Quirine Lemoine (NED) 6-3 6-2
  • Destinee Aiava/Daria Gavrilova (AUS) v Lesley Kerkhove/Demi Schuurs (NED) 6-3 6-2

ITALY v BELGIUM 0-4
Venue: Valletta Cambiaso ASD, Genova, ITA (clay – outdoor)

  • Jasmine Paolini (ITA) v Elise Mertens (BEL) 1-6 5-7
  • Sara Errani (ITA) v Alison Van Uytvanck (BEL) 4-6 7-6 2-6
  • Sara Errani (ITA) v Elise Mertens (BEL) 3-6 1-6
  • Jasmine Paolini (ITA) v Alison Van Uytvanck (BEL) – not played
  • Deborah Chiesa/Jasmine Paolini (ITA) v Kirsten Flipkens/Elise Mertens (BEL) 1-6 4-6

WORLD GROUP II – PLAY OFFS

RUSSIA v LATVIA 2-3
Venue: Tennis Development Center, Khanty-Mansiysk, RUS (clay – indoor)

  • Anastasia Pavlyuchenkova (RUS) v Anastasija Sevastova (LAT) 6-3 2-6 6-4
  • Ekaterina Makarova (RUS) v Jelena Ostapenko (LAT) 5-7 4-6
  • Anastasia Pavlyuchenkova (RUS) v Jelena Ostapenko (LAT) 5-7 1-6
  • Ekaterina Makarova (RUS) v Anastasija Sevastova (LAT) 2-6 5-7
  • Elena Vesnina/Natalia Vikhlyantseva (RUS) v Diana Marcinkevica/Daniela Vismane (LAT) 6-4 6-2

SPAIN v PARAGUAY 3-1
Venue: Centro de Tenis La Manga Club, Cartagena, Murcia, ESP (clay – outdoor)

  • Carla Suarez Navarro (ESP) v Veronica Cepede Royg (PAR) 6-2 6-2
  • Garbine Muguruza (ESP) v Montserrat Gonzalez (PAR) 6-4 5-7 6-4
  • Garbine Muguruza (ESP) v Veronica Cepede Royg (PAR) 7-6 6-0
  • Carla Suarez Navarro (ESP) v Montserrat Gonzalez (PAR) – not played
  • Georgina Garcia-Perez/Maria Jose Martinez Sanchez (ESP) v Veronica Cepede Royg/Montserrat Gonzalez (PAR) 3-6 2-6

CANADA v UKRAINE 3-2
Venue: Uniprix Stadium, Quebec, CAN (hard – indoor)

  • Bianca Andreescu (CAN) v Lesia Tsurenko (UKR) 6-4 3-6 4-0 RET.
  • Eugenie Bouchard (CAN) v Kateryna Bondarenko (UKR) 6-2 7-5
  • Eugenie Bouchard (CAN) v Lesia Tsurenko (UKR) 4-6 6-2 7-6
  • Gabriela Dabrowski (CAN) v Kateryna Bondarenko (UKR) 6-3 2-6 1-6
  • Bianca Andreescu/Gabriela Dabrowski (CAN) v Kateryna Bondarenko/Olga Savchuk (UKR) 6-3 4-6 6-3

JAPAN v GREAT BRITAIN 3-2
Venue: Bourbon Beans Dome, Miki, JPN (hard – indoor)

  • Naomi Osaka (JPN) v Heather Watson (GBR) 6-2 6-3
  • Kurumi Nara (JPN) v Johanna Konta (GBR) 4-6 2-6
  • Naomi Osaka (JPN) v Johanna Konta (GBR) 3-6 3-6
  • Kurumi Nara (JPN) v Heather Watson (GBR) 7-6 6-4
  • Miyu Kato/Makoto Ninomiya (JPN) v Johanna Konta/Heather Watson (GBR) 3-6 6-3 6-3
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Tornei ITF e Junior: i campioni e le campionesse della settimana https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/tornei-itf-e-junior-campioni-e-le-campionesse-della-settimana-14/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/tornei-itf-e-junior-campioni-e-le-campionesse-della-settimana-14/#respond Mon, 23 Apr 2018 10:02:53 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255603 16-22 aprile. Taylor Townsend trionfa a Dothan ($80,00). Martina Trevisan sconfitta in finale a Pula ($25,000). Il 17enne Francesco Passaro vince in Egitto un G4 su terra rossa]]>

ITF FEMMINILI

Shymkent, Kazakistan – $15,000 Clay
Varvara Flink (RUS) b. Polina Golubovskaya (RUS) 6-0 6-3

Santa Margherita di Pula, Italia – $25,000 Clay
Manon Arcangioli (FRA) b. Martina Trevisan (ITA) 2-6 6-2 6-4

Antalya, Turchia – $15,000 Clay
Alexandra Panova (RUS) b. Anastasia Pribylova (RUS) 6-2 7-6(3)

Chiasso, Svizzera – $25,000 Clay
Cindy Burger (NED) b. Raluca Georgiana Serban (ROU) 6-7(4) 6-4 6-3

Dothan, USA – $80,000 Clay
Taylor Townsend (USA) b. Mariana Duque-Marino (COL) 6-2 2-6 6-1

Villa Dolores, Argentina – $15,000 Clay
Francesca Jones (GBR) b. Victoria Bosio (ARG) 4-6 6-4 6-2

Sharm El Sheikh, Egitto – $15,000 Hard
Iryna Shymanovich (BLR) b. Dasha Ivanova (USA) 6-2 6-1

Hammamet, Tunisia – $15,000 Clay
Margot Yerolymos (FRA) b. Amina Anshba (RUS) 6-1 6-2

Obidos, Portogallo – $25,000 Carpet
Urszula Radwanska (POL) vs Katie Boulter (GBR) – finale attualmente in corso

TORNEI JUNIOR

Open d’Istres, Francia – Grade 2 Clay
Boys Singles: Jesper De Jong (NED) b. Louis Herman (BEL) 7-5 6-4
Girls Singles: Marta Custic (ESP) b. Daria Snigur (UKR) 6-3 6-2

C.O. Williams Barbados Junior International 2018, Barbados – Grade 4 Hard
Boys Singles: Vikash Singh (IND) b. William Woodall (USA) 6-2 6-1
Girls Singles: Julia Andreach (USA) b. Sydney Clarke (BAH) 6-2 6-0

Botswana International Junior Tournament, Botswana – Grade 5 Hard
Boys Singles: Jordan Coutinho (RSA) b. Laurent Schroeder (LUX) 4-6 6-2 6-0
Girls Singles: Megan Basson (RSA) b. Lize-Alet Morkel (RSA) 6-2 6-4

ITF Junior De Saint-Francois, Guadalupa – Grade 5 Hard
Boys Singles: Russell Berdusco (USA) b. Tom Leblanc Claverie (FRA) 6-2 6-2
Girls Singles: Remika Ohashi (JPN) b. Maelle Leclercq (FRA) 6-2 6-2

Al-Solaimaneyah ITF Junior Tournament, Egitto – Grade 4 Clay
Boys Singles: Francesco Passaro (ITA) b. Sean Cuenin (FRA) 6-3 6-1
Girls Singles: Diana Shnaider (RUS) b. Hala Khaled (EGY) 6-3 6-1

OP Subotica, Serbia – Grade 5 Clay
Boys Singles: Hamad Medjedovic (SRB) b. Tin Krstulovic (SLO) 6-2 5-7 6-2
Girls Singles: Eszter Meri (SVK) b. Tjasa Klevisar (SLO) 0-6 6-3 7-5

Plovdiv Cup, Bulgaria – Grade 2 Clay
Boys Singles: Jiri Lehecka (CZE) b. Dalibor Svrcina (CZE) 6-0 6-1
Girls Singles: Elina Avanesyan (RUS) b. Gergana Topalova (BUL) 6-3 6-4

Gallipoli Youth Cup, Australia – Grade 4 Clay
Boys Singles: Tristan Schoolkate (AUS) b. Ethan Kai Xin Lye (SGP) 6-4 6-0
Girls Singles: Megan Smith (AUS) b. Charlotte Kempenaers-Pocz (AUS) 7-6(5) 6-4

Nottingham Junior International (week 1), Gran Bretagna – Grade 4 Hard
Boys Singles: Hugo Jardin (FRA) b. Felix Gill (GBR) 6-3 6-2
Girls Singles: Erin Richardson (GBR) b. Matilda Mutavdzic (GBR) 6-4 6-2

ITF/CAT Juniors Megrine, Tunisia – Grade 3 Hard
Boys Singles: Holger Vitus Nodskov Rune (DEN) b. Chris Rodesh (LUX) 6-3 5-7 6-4
Girls Singles: Adrienn Nagy (HUN) b. Joanne Zuger (SUI) 5-7 6-2 6-0

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Rafa Nadal come Alfredo Binda? Ma lui rifiuterebbe https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/rafa-nadal-come-alfredo-binda-ma-lui-rifiuterebbe/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/rafa-nadal-come-alfredo-binda-ma-lui-rifiuterebbe/#respond Mon, 23 Apr 2018 08:29:00 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255545 Se non ci fosse stato Rafa sarebbe stato un grande torneo? O lo è stato perché c’era? Binda fu pagato con il primo premio perché non partecipasse al Giro d’Italia del '30. Ne aveva vinti solo 3 di fila...]]>

Conto sulla comprensione dei lettori. Trovarsi a dover trovare nuovi spunti celebrativi per raccontare l’ennesima grande impresa di Rafa Nadal, l’undecima nel Principato, evitando di fare il solito elenco dei record, dei set mai persi, di quelli vinti di fila sugli amati campi rossi, dei tornei vinti più che Vilas, Muster e soci fino a Borg, dei ringraziamenti del campeon a sponsor e raccattapalle, della banalità del tipo “quel che conta è la salute” e “a premermi di più è la felicità” oppure anche “11 titoli è…incredibile, non me lo sarei mai immaginato” o anche, costretto a entrare un po’ più nello specifico “non solo Djokovic e  Wawrinka possono battermi…ogni giorno penso solo a chi ho davanti e a battere quello, chiaro che uno che ha vinto 12 Slam e l’altro che ne ha vinti tre possono battermi” è impresa ormai improba. Innalzare solo peana è noioso per chi legge, almeno quanto è noioso, alla lunga, seguire tornei nei quali chi vince non perde più di due game di media a set.

Meno male ci sono gli altri incontri, si dirà, e in effetti questo torneo di Montecarlo appena concluso ne ha offerti diversi. Spesso con protagonista il finalista sconfitto, ma felicemente ritrovato sui suoi livelli: Kei Nishikori. Contro Nadal il “giap” ha retto soltanto una mezzoretta scarsa, ma poveraccio, aveva dovuto sorbirsi quattro maratone di tre set e oltre due ore (e mezzo) mentre invece Rafa Nadal non era mai stato in campo più di un’ora e mezzo (senza contare gli allenamenti fatti post match per ‘riscaldarsi’ un po’ e provare qualche vincente di cui non aveva avuto bisogno in gara).

Oltre ai duelli di Kei con Berdych, Seppi, Cilic e Zverev, il match fra Zverev e Gasquet è stato di grandissimo intrattenimento, sebbene in sala stampa ci fosse grande fibrillazione nel timore di perdere la serata allo Sporting “La nuit de tennis” con i 12 tenori che, nell’imitare Freddy Mercury e i Queen, oltre che il nostro Pavarotti che si sarà rivoltato nella tomba, hanno fatto delle stecche epocali. I nostri tre de “Il Volo” possono stare tranquilli. I veri rivali erano altri, con Lucianone, Placido Domingo e Carreras. Anche le partite di Goffin con Tsitsipas (davvero interessante questo diciassettenne che aveva “regolato” Shapovalov), Bautista Agut e Dimitrov meritavano il prezzo del biglietto e, per quanto riguarda il bulgaro il primo set, fino ai due doppi falli che gli sono costati il break sul 4-5, si era difeso bene, giocando meglio di quanto avesse fatto per vincere in tre set contro Herbert e Kohlschreiber. Notevole anche il duello fra Thiem e Rublev, vinto 7-5 al terzo dall’austriaco che avrebbe poi prevalso al terzo anche contro un Djokovic in sicura ripresa.

Però mi rendo perfettamente conto che parlare di tanti bei match quando a vincere – anzi a dominare il torneo – è un altro (e dall’inizio alla fine) non può eccitare gli animi di chi è appassionato di tennis e ha la bontà di leggermi. Sarebbe meglio allora che non ci fosse Nadal… a sciupare l’equilibrio di un torneo che di match equilibratissimi ne ha visti davvero tanti?

Rafa Nadal – Montecarlo 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

A me è venuto in mente quel che avevo sempre letto a proposito di Alfredo Binda, il grande campione del ciclismo degli anni Venti.

Nel 1927, in un Giro d’Italia di quindici tappe, Binda dominò la classifica generale dalla prima all’ultima tappa, vincendone ben dodici. Si era ritirato dalle competizioni Costante Girardengo – un po’ come si è ritirato Roger Federer dai tornei sulla terra rossa – e  Binda stravinse anche le due successive edizioni del 1928 e del 1929. Insomma bastarono tre Giri d’Italia dominati da Binda – e non 11 tornei di Montecarlo, 10 di Barcellona, 10 di Roland Garros – perché nel 1930 gli organizzatori del Giro d’Italia decidessero di pagargli 22.500 lire (cioè la stessa somma riservata al vincitore) perché non vi partecipasse. La sua manifesta superiorità avrebbe infatti tolto ogni interesse a quell’edizione della corsa.  Beh, dubito che arriveremo a tanto, e non solo perché oggi il primo premio del torneo di Montecarlo era pari a 935.385 euro. Se l’anno prossimo  il principe Alberto di Monaco improvvisamente impazzisse e glielo offrisse “per non partecipare” – pazzo davvero sarebbe, oggi in tempi di show-business! – Rafa non accetterebbe mai. Lui può comprare il torneo di  Montecarlo, Montecarlo non può comprare lui che lo ha sbancato. Rafa verrebbe qui e vincerebbe di nuovo.

Alla fine la gente – come quella, tantissima, che è rimasta più di un’ora fuori dell’uscita del Country Club soltanto per strappare un autografo, e magari pure un selfie a Rafa Nadal – vuol vedere Nadal, vuol sentir parlare di Nadal, della sua superiorità, di quanto potrà durare visto che non è più un ragazzino. Il 3 giugno compierà 32 anni. Una volta a 32 anni i tennisti erano prossimi al ritiro, ma dopo quel che si è registrato nell’ultimo biennio con Federer e con lo stesso Nadal, chi può azzardare una previsione?

Io ricordo soltanto che quando fra il 2012 e il 2017 Federer non aveva più vinto uno Slam, molti sostenevano che Roger fosse pronto per la pensione, anche se magario perdeva di misura in semifinale o in finale. E per Nadal il discorso si appuntava invece maggiormente sull’usura che il suo tennis molto meno fluido e ben più muscolare avrebbe comportato alla lunga. Quante volte ho letto, soprattutto quando un infortunio al ginocchio o al polso lo martoriavano, che lui sarebbe sceso presto di rendimento, che non avrebbe mai potuto durare a lungo. “Dura minga” dicevano…anche ai tempi dei Garibaldini. Reminiscenze di Carosello… Invece eccolo lì, più dominante che mai, dopo che a seguito dell’ennesimo stop, del problemino fra coscia e inguine che lo aveva stoppato in Australia e poi ammorbato fra Indian Wells e Miami, Rafa sembra più Superman che mai, dominatore più di prima e meglio di prima. I suoi avversari lottano i primi game, quando ci riescono, poi si ammosciano e si arrendono quando vedono che proprio non c’è gara.

Tutti a parlare delle cambiali che scadono, del margine risicatissimo che mantiene su Federer per resistere sul trono del tennis, ma lui non se ne dà minimamente per inteso. Vince, convince, domina. Per quanto ancora? Se lo chiedete a Rafa Nadal lui si stringe nelle spallone e vi dice: “Non lo so davvero, io vivo alla giornata, per battere chi è di là dalla rete, senza pensare se sono favorito o no, senza credere di aver vinto prima di aver trasformato il matchpoint. Tanti mi possono battere…” assicura anche se nessuno gli crede.

E allora, finalmente, io concludo: ma se non lo sa Rafa per quanto ancora potrà continuare a dominare così sulla terra rossa, perché mai dovrei saperlo io?

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L’Italia fa filotto di qualificati a Budapest https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/atp-budapest-cecchinato-viene-ripescato-si-qualificano-berrettini-e-sonego/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/atp-budapest-cecchinato-viene-ripescato-si-qualificano-berrettini-e-sonego/#respond Mon, 23 Apr 2018 07:40:01 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255431 Cecchinato racimola appena 6 giochi contro l’estone Zopp ma viene ripescato come lucky loser. Buone vittorie in due set per Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego]]>

Giornata positiva per i nostri colori nell’Hungarian Open di Budapest, torneo ATP 250 giunto quest’anno alla seconda edizione. I tre giocatori italiani impegnati quest’oggi (ieri era stato eliminato Stefano Napolitano) sono riusciti infatti a centrare la qualificazione per il tabellone principale. Se Lorenzo Sonego e Matteo Berrettini si sono guadagnati sul campo questo risultato, è stato invece più fortunato che bravo Marco Cecchinato. Il palermitano, seconda testa di serie del tabellone cadetto, è stato superato abbastanza a sorpresa dall’estone Jurgen Zopp con il punteggio di 6-4 6-2. Tuttavia a tabellone compilato, è arrivato il forfait del serbo Laslo Djere per un problema alla spalla e per questo motivo Cecchinato è subentrato come lucky loser; affronterà al primo turno il bosniaco Mirza Basic, vincitore quest’anno del suo primo titolo in carriera a Sofia. Ad aspettare il vincente di questo match c’è un altro bosniaco, Damir Dzumhur, secondo favorito del seeding.

Bella vittoria invece per Matteo Berrettini, che con il punteggio di 6-4 7-5 ha avuto la meglio del coetaneo Elias Ymer, seguito da Robin Soderling. Il romano è stato perfetto al servizio, annullando le uniche due palle break concesse e sfruttando i passaggi a vuoto dello svedese nei momenti caldi del match. Berrettini, numero 105 del mondo, incontrerà al primo turno la Wild Card locale Attila Balazs. In chiusura di programma è arrivata infine la qualificazione del torinese Lorenzo Sonego, noto ai più per la splendida avventura di pochi mesi fa agli Australian Open. Dopo aver sconfitto nettamente nella giornata di ieri l’austriaco Gerald Melzer, Sonego ha superato con un duplice 6-4 il tedesco Yannick Maden, giocatore ostico sui campi lenti. Lorenzo affronterà domani un altro qualificato, il polacco Hubert Hurkacz, numero 185 del mondo; si tratta per lui della terza partecipazione a un main draw del circuito maggiore dopo Roma 2016 (wild card) e Australian Open 2018.

Cecchinato, Berrettini e Sonego si aggiungono quindi agli altri 3 italiani presenti nel tabellone principale. Andreas Seppi e Thomas Fabbiano si sfideranno al primo turno, mentre Paolo Lorenzi se la vedrà col georgiano Nikoloz Basilashvili.

IL TABELLONE COMPLETO

(clicca per ingrandire)

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Camila Giorgi fa dietrofront: giocherà le qualificazioni a Roma https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/camila-giorgi-fa-dietrofront-giochera-le-qualificazioni-roma/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/camila-giorgi-fa-dietrofront-giochera-le-qualificazioni-roma/#respond Mon, 23 Apr 2018 07:00:12 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255538 La maceratese annuncia che tornerà a calcare i campi del Foro Italico dopo due anni di assenza. Segnale di distensione con la Federtennis?]]>

Sembrava che ogni tentativo di recuperare il rapporto tra Camila Giorgi e il suo clan e la Federtennis fosse destinato al fallimento, con le parti che si allontanavano di più ad ogni gesto o dichiarazione. La conseguenza naturale era che la sua assenza dagli Internazionali BNL d’Italia, evento principe del tennis italiano e unica tappa stagionale del tour WTA (che dall’anno prossimo però tornerà a Palermo), fosse una certezza per quest’anno e destinata ad esserlo anche nel futuro. Invece, a sorpresa sia nei tempi che nei modi, a meno di tre settimane dall’evento la ventiseienne di Macerata ha annunciato sul suo sito ufficiale un dietrofront quantomeno inaspettato.

“Riceviamo da Camila e siamo felici di condividere la seguente notizia: Cami ha deciso di iscriversi alle qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia”. Questo il post sul sito ufficiale di Giorgi, stringatissimo e in terza persona: nessun virgolettato, spiegazioni neanche a parlarne. Sito ufficiale e canali social della Federtennis, al contrario, finora tacciono, lasciando spazio alla fantasia per immaginare retroscena che nei prossimi giorni saranno certamente più chiari. Le ipotesi, al momento, sembrano essere due: una distensione dei rapporti tra Camila, Sergio e i vertici federali, con dei colloqui taciuti che hanno riportato al riavvicinamento delle parti, oppure una scelta autonoma da parte della tennista, intenzionata a dimostrarsi superiore in una guerra che non stava giovando a nessuna delle due fazioni.

La situazione legale “ufficiale” ha visto come ultimo capitolo la pronuncia del Collegio di Garanzia – terzo e ultimo grado di giudizio sportivo – nello scorso settembre, che ha ripristinato squalifica (9 mesi) e sanzione (30.000€) ai danni della tennista. A fine gennaio lo staff di Giorgi ha comunicato l’intenzione di ricorrere al TAR del Lazio per richiedere l’annullamento della sentenza.

C’è magari anche un pizzico di voglia di sbandierare in faccia ai federales da che parte sta il pubblico azzurro, visto che Giorgi sembra star provando un mix di buone sensazioni in campo e fuori. La sua situazione di classifica, in crescita, lo dimostra: in gennaio si era trovata a un solo passo dall’uscire dalle prime 100, mentre oggi è tornata numero 58 WTA. Il best ranking di numero 30 risale a tre anni fa, al 2015, ovvero all’anno dell’ultima partecipazione agli Internazionali, ma aggiungere punti nella casellina del Foro Italico potrebbe aiutare a riavvicinarlo. Nonostante un torneo poco amico di Camila anche a livello di risultati, considerato che dalle tre apparizioni in totale è uscita fuori una sola vittoria, nel 2014 contro Dominika Cibulkova. In quei tempi ormai lontani, l’azzurra era in tabellone grazie a una wild card.

Niente inviti stavolta, e niente main draw (Giorgi non ha tentato neppure di iscriversi all’entry list principale, che la avrebbe vista fuori di una quindicina di posizioni abbondante). Ci sarà da sudarsela nelle qualificazioni, e chissà che l’ironia della sorte non metta di fronte alla “figliola prodiga”una vincitrice delle pre-qualificazioni, prodotto FIT per eccellenza. Comunque vada, è senza dubbio un passo avanti. Senza frasi a effetto, minacce legali, titoloni. Che le buone notizie prendano spesso meno spazio di quelle cattive mette un po’ di tristezza, ma d’altronde si fa sempre più rumore a rompere i piatti che a tentare di rincollarli.

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Quando Nadal sembra l’Arcangelo della terra rossa (Clerici). Nadal principe della terra a Montecarlo (Crivelli). Il nuovo Nadal ferma il tempo (Semeraro). Nadal non finisce mai: “Difficile giocare meglio di così” (Piccardi) https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/quando-nadal-sembra-larcangelo-della-terra-rossa-clerici-nadal-principe-della-terra-montecarlo-crivelli-il-nuovo-nadal-ferma-il-tempo-semeraro-nadal-non-finisce-mai-diffici/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/quando-nadal-sembra-larcangelo-della-terra-rossa-clerici-nadal-principe-della-terra-montecarlo-crivelli-il-nuovo-nadal-ferma-il-tempo-semeraro-nadal-non-finisce-mai-diffici/#respond Mon, 23 Apr 2018 06:29:33 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255536 Rassegna a cura di Daniele Flavi   Quando Nadal sembra l’Arcangelo della terra rossa   Gianni Clerici, la repubblica del 23.04.2018   Rafa Nadal ha appena vinto per l’undicesima volta il torneo di Montecarlo, e quindicimila spettatori sono intorno a lui, a vantarne le doti, quando mi viene in mente che è stato battezzato, non […]]]>

Rassegna a cura di Daniele Flavi

 

Quando Nadal sembra l’Arcangelo della terra rossa

 

Gianni Clerici, la repubblica del 23.04.2018

 

Rafa Nadal ha appena vinto per l’undicesima volta il torneo di Montecarlo, e quindicimila spettatori sono intorno a lui, a vantarne le doti, quando mi viene in mente che è stato battezzato, non so per quale ragione, col nome di Raffaele, il Santo Guaritore, il terzo Arcangelo insieme a Gabriele e Michele. Da buon cattolico, non mi sento di chiedere all’Arcangelo se, dal battesimo di Nadal, fosse prevista l’incredibile capacità di imporsi sui campi di terra rossa, i campi sui quali prevalgono le doti dell’umiltà, della regolarità, del risparmio. Nell’impossibilità di domandarlo all’Arcangelo, lo chiederò a Rafa, gli chiederò se ha mai pensato al Santo, come la maggior parte dei battezzati non pensa mai a chiedersi, mentre per tutta la vita porta con sé un nome che, spesso, nulla ha a che fare con il loro comportamento. Oggi Rafa ha terminato di concludere una vicenda settimanale che anche i più astuti tra i bookmakers prospettavano a quote disumane, concedendo alla sconfitta del giapponesino un 1,05 scoraggiante. Qualcuno tra loro riduceva la possibilità di scommesse al solo numero dei game che Nishikori sa Quando Nadal sembra l’Arcangelo della terra rossa rebbe riuscito ad attribuirsi, considerando vano il dubbio sulla vittoria. Ho cercato invano tra i miei colleghi presenti alle Olimpiadi qualcuno che avesse spinto la sua professionalità ad assistere all’incredibile vittoria di Nishikori su Rafa. Non sono stato fortunato, anche se osservo più che incredulo il risultato. Chi non ha assistito alla forale può credere che esista una possibilità di vittoria di Nishikori su Nadal, una possibilità umana c’è sempre, ma nonostante l’imperfetta giornata di Rafa in finale, inferiore a quella della semi, forse per aver pensato troppo al record, alla storia, un altro esito non si è mai affacciato ai miei occhiali.…

 

Nadal principe della terra a Montecarlo

 

Riccardo Crivelli, la gazzetta dello sport del 23.04.2018

 

Rafa, quattro lettere. Come mito. Nadal, cinque lettere. Come terra. Non ci sarà altro dio del rosso all’infuori di lui, non ci sarà più nessuno nella storia capace di plasmare una superficie così a sua immagine e somiglianza, di farne il personale giardino dell’eden, il paradiso dei sogni più belli. Rafa Nadal per 1’11’ volta conquista il Principato e perla 54a volta un torneo in terra battuta, su 76 trionfi totali, si inchina alla feroce volontà del satanasso maiorchino. Più che la suite che gli hanno dedicato nel lussuoso hotel di Montecarlo che ospita i giocatori, adesso si meriterebbe una stanza tutta sua a Palazzo Reale, mentre i ricordi di Borg e Vilas, sfumano in lontanza. NUMERI DA LEGGEIWA Quando cominciò ad allenarlo da bambinetto, per prenderlo in giro zio Toni si spacciava per un ex grande ciclista vincitore di tanti Tour de France, e anche con il più poderoso afflato del cuore non poteva certo immaginare, allora, che il nipote oggi guidato da Carlos Moya (diventato subito uno di famiglia) avrebbe offerto alla storia dello sport le emozioni che solo leggende alla Merckx con le sue 7 Milano-Sanremo, per dirne uno, sono state capaci di muovere. Per molti giocatori, la vittoria finale di un torneo è il coronamento di una vita: in questo mese, Rafa può arrivare a 33 in appena tre appuntamenti, perché dopo le 11 sotto la Rocca lo aspettano, da favorito, le 11 di Barcellona e del Roland Garros. E poi parlano i numeri, sentenze miniate nell’oro di una carriera inimitabile: 31 Masters 1000, record sottratto dalla coabitazione con Djokovic, oppure 36 set vinti consecutivamente sul rosso, con la miseria di 71 game concessi. Per la quinta volta, Nadal chiude il torneo della Costa Azzurra da immacolato, senza lasciare per strada neanche un parziale. NON PER SEMPRE Eppure il buon Nishikori, il samurai redivivo riemerso dalle tenebre di un polso disastrato, riesce nell’impresa di trovarsi subito sopra di un break (2-1), primo avversario nella settimana perfetta di Rafa a osare tanto: ma non appena il n.1 del mondo (il successo lo conferma in vetta, Federer dovrà attendere cadute da altre parti) smette di cercare lo sfondamento di potenza e comincia a variare direzione verso gli angoli, costringendo il giapponese già fiaccato da 4 partite al 3° set a correre in difesa come un disperato, il match è segnato. Il solito dritto dirompente dello spagnolo offre 13 vincenti alla causa, ma sono la diagonale di rovescio in cui non soffre più e che anzi gli consente di aprire il campo al temuto uncino e il rendimento sulla seconda di servizio (70% di punti, il migliore del torneo) le vere armi in più verso un’altra stagione extralusso. Sembra tutto così facile, tanto da far dimenticare che Nadal è tornato a giocare a inizio aprile dopo più di due mesi di tormenti: «Undici vittorie: sono perfino difficili da immaginare. Soprattutto, è il primo torneo che finisco quest’anno ed è meraviglioso concluderlo così. Devo godermi l’attimo, lasciare libero il mio amore per il gioco, perché questa gioia non sarà per sempre. Non mi nascondo, il momento di dire addio è più vicino rispetto a prima, sono le cose della vita e non mi preoccupo. Per questo assaporo ogni giorno che passa»….

 

Il nuovo Nadal ferma il tempo

 

Stefano Semeraro, la stampa del 23.04.2018

 

Tutto scorre, persino nel tennis, dove Federer e Nadal sembrano aver imbrogliato il tempo. Anche il Nadal che si è bagnato nel suo undicesimo trionfo a Montecarlo, schiaffeggiando con dolce ferocia Kei Nishikori in due set ( 6-4 6-1) non è lo stesso che alzò la prima coppa tredici anni fa. Non tanto per la zazzera da Mogwly che si è ridotta ad un taglio educatissimo, appena minacciato dall’alopecia; o per l’inglese, ormai fluente, anche se infinitamente meno creativo del Nadalese degli esordi. Rafa è proprio un tennista diverso che, come Federer, sta riuscendo in un processo apparentemente scontato, in realtà tuttaltro che banale: adattare il proprio tennis agli anni che passano. Il Nadal degli esordi era un maratoneta forsennato, corri e tira, che raccattava palle in ogni angolo del campo ma, nonostante un talento spiccato e una manina mica male (non confondiamo, please, l’efficacia con l’estetica) si affacciava a rete solo per congratularsi con l’avversario, e sfruttava il rovescio come colpo d’appoggio, micidiale soprattutto nel passante. Il nuovo Nadal, quello che stiamo vedendo compiersi da un paio d’anni e che a Montecarlo abbiamo ammirato fino all’indigestione visiva, è un atleta forse meno resistente ed elastico, ma più esplosivo, soprattutto più aggressivo. Che non disdegna le discese a rete quando intuisce l’occasione giusta; che rischia di più; e che ha riequilibrato la bilancia con il rovescio, sfruttandolo volentieri per chiudere il punto. Il Nadal dei vecchi tempi domava gli avversari quasi solo con la frusta stile Indiana Jones del diritto, schioccata spesso aggirando il rovescio. Il Nadal di ieri di rovesci ne ha colpiti 87, e solo 33 volte ci ha girato attorno per liberare il suo colpo più famoso. Nel primo set, quando Kei lo ha aggredito sul lato destro, costringendolo a colpire 17 volte la sventola bimane, ne ha sbagliate 3, ma nessuna fra il secondo e il settimo game. Altra statistica che non avremmo letto con il vecchio Nadal: Nishikori ha vinto la maggior parte dei punti che si sono prolungati oltre i 9 scambi, Rafa quelli sotto i 4. E ne ha vinti 57 (contro 34) in quelli compresi fra 5 e 8 scambi. Negli anni della crisi, quando gli infortuni lo avevano deragliato anche mentalmente e pareva aver smarrito il corazon immacolato da hidalgo senza paura, il diritto si era come rattrappito. Lungolinea, poi, non funzionava quasi più. Ieri ha piazzato il 56 per cento di lungolinea, e solo il 44 per cento in cross. Morale: Nadal non è solo in forma, è anche in fiducia. Ha saputo rinnovarsi C’è una lista di record nuovi o ritoccato a confermarlo: nessuno aveva mai vinto 11 volte lo stesso torneo (ma già era suo il record di 10), con 31 centri nei Masters 1000 ha staccato di uno Djokovic, i 76 titoli vinti in carriera lo appoggiano a uno passo dai 77 di McEnroe, al quale ha strappato il sesto posto di sempre per numero di settimane passate al vertice (171). Sul rosso ha vinto gli ultimi 36 set filati – ultima sconfitta a Roma 2017 – e ha una percentuale di successi in carriera del 91,9 ( Borg l’86). E il miglior Nadal di sempre? Destinato all’undecima anche a Parigi? Farsi la prima domanda è un po’ inutile, rispondere sì alla seconda quasi scontato, vista la pochezza degli avversari attuali. Magari sarebbe interessante domandargli, ora che ha pensionato Zio Toni..

 

Nadal non finisce mai: «Difficile giocare meglio di così»

 

Gaia Piccardi, il corriere della sera del 23.04.2018

 

Titolo numero 11 a Montecarlo per lo spagnolo, reduce da un lungo stop e lanciatissimo verso Parigi Settantatré giorni. Di bacino di carenaggio, terapie e dubbi al calduccio del clan Nadal. Poi il rodaggio in Coppa Davis, contro la Germania all’inizio di aprile. Ed eccolo, il vero Rafa rigenerato dall’aria salmastra del Mediterraneo e dalla terra battuta di quel centrale di cui conosce — uno a uno — ogni singolo granello: l’u’ vittoria a Montecarlo (un record, nello stesso torneo, nell’era Open di cui ieri ricorreva i150° anniversario dalla nascita) consegna alla stagione sul rosso la migliore versione di Rafael Nadal possibile, un sogno rispetto agli incubi dell’inizio dell’anno. L’infortunio alla coscia all’Australian Open (ritirato nei quarti con Cilic) pareva l’ennesima pietra tombale sulla carriera del tennista più logoro. E invece no: «Non è facile descrivere cosa si prova quando si torna da un lungo infortunio e si conquista un trofeo importante — ha detto Nadal affacciato sulle rocce a strapiombo del Country Club —. Negli ultimi mesi ho vissuto momenti brutti, che ho superato grazie all’aiuto della famiglia. Ora posso ammetterlo: è difficile giocare meglio di così». Rinascere dalle proprie ceneri è lo sport preferito dell’ex ragazzo che a Montecarlo si è regalato il 76° titolo Atp (31° in un Master), battendo in due set (6-3, 6-2) un avversario altrettanto redivivo: Kei Nishikori, precipitato al numero 36 del ranking a causa dell’infortunio che l’ha costretto a saltare gli ultimi due Slam. C’erano stati altri ritorni eccellenti, nella carriera della Fenice che non smette di stupire. Il più epico (non senza polemiche)? Il 29 giugno 2012 Rafa giocava quello che sarebbe stato il suo ultimo match per molto tempo contro il carneade Rosol al secondo turno di Wimbledon: la sindrome di Hoffa, un’infiammazione cronica al cuscinetto del ginocchio, l’avrebbe obbligato a rinunciare all’Olimpiade di Londra (dove sarebbe stato portabandiera della Spagna)…

 

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Nadal a Barcellona: “Grande motivazione, ma non cerco record” https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/nadal-barcellona-grande-motivazione-ma-non-vado-cerca-di-record/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/nadal-barcellona-grande-motivazione-ma-non-vado-cerca-di-record/#respond Mon, 23 Apr 2018 06:07:34 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255567 Intervista pre torneo per Rafa, reduce dalla vittoria a Montecarlo: "Il GOAT su terra? Non sta a me giudicare, ma i numeri rimangono". Dimitrov e il segreto per battere Nadal]]>

da Barcellona, il nostro inviato Federico Bertelli

Neanche 24 ore dopo la vittoria nel Principato, Nadal atterra nella sua Barcelona per rispondere alle domande della stampa spagnola. Dal punto di vista tennistico l’impressione è che sia il solito Nadal, centrato e affamato come sempre. Ciò che colpisce è la capacità di focalizzarsi sul presente, lasciando da parte qualsiasi tipo di vertigine su ciò che è stato fatto e su ciò che lo aspetta. Un tema che ricorre varie volte e che emerge quando gli viene chiesto cosa ne pensi del suo stato di forma, del tabellone del torneo e della partecipazione last minute di Djokovic“Senza dubbio credo che il tabellone di quest’anno sia uno dei più impegnativi fra tutti quelli che ho affrontato e Barcellona è il torneo ATP 500 su terra battuta migliore al mondo. Arrivo in fiducia e farò il possibile per mantenere un alto livello anche qua. Giocare a Barcellona è sempre un piacere e lo farò con grande motivazione”. In ogni caso la risposta è che si vive giorno per giorno, quello che è stato fatto non conta e non si può dare nulla per scontato. Con questa chiave di lettura si capisce perché consideri quasi offensivo pensare che vincere un Masters 1000 sul rosso sia routine, ordinaria amministrazione da lavoro d’ufficio. E si capisce anche l’attitudine rispetto ai punti da difendere: per Rafa non contano, non sono una pressione e non incidono sul piano mentale. “Credo che voi giornalisti stiate sbagliando: i punti durano un anno e se l’anno scorso non avessi vinto tanto ora sarei qui da numero 15 e non da numero 1, questo è quanto. I punti di Montecarlo sono importanti perché mi hanno consentito di salire al quarto posto nella Race”.

Un Nadal che quando parla mantiene un profilo istituzionale. Più che aspettarsi battute e siparietti da primo Djokovic, è interessante da un punto di vista comunicativo la moderazione nelle risposte. Un esempio è l’ammirevole capacità di mantenere un aplomb inglese di fronte al giornalista che per l’ennesima volta tira fuori il tema del GOAT su terra battuta: “Non spetta a me giudicare, l’unica cosa che rimane sono i numeri… e in ogni caso non vado in cerca di record. Il mio sogno era quello di arrivare a competere al massimo livello e giorno dopo giorno sono riuscito ad arrivare qua e sono ben cosciente che nulla è stato scontato”. L’unica cosa che si lascia scappare è che il numero di tornei vinti è maggiore rispetto a quello di chiunque altro. La platea giornalistica va a toccare anche altri temi, di attualità prettamente spagnola, e anche in questo caso le risposte sono perfettamente misurate. La finale di Coppa del Re recentemente vinta dal Barcellona ha assunto rilevanza politica nazionale per la nota questione dei fischi all’inno spagnolo, e un Nadal perfettamente conscio della sua influenza mediatica non si è tirato indietro dall’esprimere la sua opinione anche su un argomento delicato. Io sono per il rispetto verso tutti, non riesco a fischiare nessuno e quindi non capisco la gente che fischia e non rispetta gli altri. Allo stesso modo non concepisco che in Davis a Valencia sia stato fischiato l’inno tedesco, ma evidentemente ognuno la vede a modo suo. Rispetto il punto di vista ma non lo condivido”.

Un concetto di rispetto che è il messaggio principale rivolto anche ad Andrés Iniesta, il campione e capitano del Barcellona che lascerà la sua squadra dopo oltre un decennio di vittorie anche con la Roja. “È un grande campione, la decisione è sua. Dobbiamo soltanto esprimere gratitudine per gli anni in cui abbiamo potuto ammirarlo. Parole di buon senso che dette però da un acceso tifoso del Real Madrid come Nadal non potranno che far piacere a Don Andrés. Insomma, un Rafa apparentemente banale nelle sue esternazioni, che però colpisce per la pulizia e la misura delle parole e nei messaggi sempre positivi e mai sopra le righe.

Dopo Nadal, fa il suo ingresso in sala stampa anche anche il numero 2 del tabellone, Grigor Dimitrov, che esordisce parlando della qualità dei giocatori presenti in tabellone: “Sarà un grande spettacolo, tutti se lo godranno. Sono felice di vedere come andrà… sono nella parte buona del tabellone, spero di poter giocare quanti più match possibili”. Poi spazio ad alcune considerazioni sul passaggio alla terra rossa, una superficie su cui il bulgaro è cresciuto: “È sempre difficile quando si passa alla terra battuta, cambiano le scarpe, le corde, il modo di muoversi in campo. È necessario fare degli aggiustamenti perché all’inizio ci sente un po’ rigidi, le partite possono protrarsi a lungo”. Interessanti le considerazioni di Grisha sul suo stato di forma, sia mentale che fisico, e sulle sue possibilità contro i top player: “Sicuramente l’anno scorso è migliorata la mia confidenza e la fiducia in me stesso, anche se è un processo che è ancora in corso. In passato ho perso tante partite tirate mentre ora poco a poco la bilancia comincia a pendere dalla mia parte. Per vincere grandi tornei è necessario battere i migliori, e anche se contro Nadal e Federer il mio record non è dei migliori, non sento di avere problemi mentali”.

Chiosa finale su Nadal e la sconfitta subita dal bulgaro a MontecarloFisicamente posso reggere tutto il tempo necessario. Se con Nadal non sono riuscito ad avere un risultato migliore è stato per colpa di un affaticamento alla spalla, e in questo momento non si può competere con Nadal se non si è al 100%. L’anno scorso ho potuto allenarmi sempre senza problemi, quest’anno invece ho avuto qualche fastidio, ho dovuto lavorare per tornare al livello che volevo, ma adesso sono a posto. Battere Nadal è solo una questione di consistenza, il mio piano di gioco credo funzioni, si tratta di riuscire ad eseguirlo sufficientemente a lungo”.

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La top ten dei terraioli https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/la-top-ten-dei-terraioli/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/la-top-ten-dei-terraioli/#respond Sun, 22 Apr 2018 16:02:51 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255432 Rafa è il numero uno, ma chi sono gli altri tennisti con più titoli sulla terra? Qualche sorpresa e tre assenti illustri...]]>

E così ha vinto ancora lui. Rafael Nadal ha sollevato il trofeo di Montecarlo per l’undicesima volta. Lo ha fatto senza perdere un set e addirittura concedendo la miseria di ventuno giochi in cinque partite (poco più di quattro a match). Il Rolex Montecarlo Masters 2018 è il suo titolo numero 54 sulla terra. Ormai è quasi pleonastico dirlo, ma si tratta ovviamente di un record nella storia del tennis. Il vecchio primato di Guillermo Vilas (49 allori) era stato superato proprio qui sul Court Rainier III l’anno scorso in finale contro Ramos-Vinolas. Aumenta quindi sempre di più anno dopo anno il divario sulla terra tra Rafa e il plotone dei tennisti presenti e passati. Ma chi sono gli altri giocatori più vincenti su questa superficie?

Oltre al già menzionato Vilas, capace di raccogliere il suo ricco bottino di trofei in circa una decina di anni (Buenos Aires 1973- Kitzbuhel 1983), non si può non ricordare l’uomo che ha probabilmente impedito ha impedito all’argentino di togliersi qualche soddisfazione in più sul rosso, Bjorn Borg. L’apice della carriera dell’uno ha infatti coinciso con quello dell’altro, ma il livello dello svedese era troppo alto per tutti. Con i “se” e con i “ma” non si fa la storia, però analizzando le loro carriere si nota come le bacheche di entrambi avrebbero potuto essere ben più ricche (non che non lo siano comunque…) in differenti circostanze. Come si è già accennato, le dure sconfitte inflittegli da Borg hanno impedito a Vilas di essere magari ancora oggi primo nella lista dei titoli, mentre sul bilancio dell’orso svedese pesa sicuramente il prematuro ritiro all’età di 26 anni. La storia ha voluto diversamente però e ci consegna un Nadal ormai solo al comando, oltre che in continua ascesa. Sorprende un po’ non trovare tra i primi della classe su questa superficie gli altri tre membri dei Fab Four. Sono infatti 11 i titoli di Federer sulla terra, 13 quelli di Djokovic e solo 3 quelli di Murray. È vero che generalmente non si pensa a loro come a specialisti della terra, ma da tennisti del loro lignaggio (peraltro tutti almeno una volta finalisti al Roland Garros, con Nole e Roger capaci anche di sollevare il trofeo) ci si aspetterebbero numeri diversi.

Ecco la classifica dei giocatori con più titoli sul rosso:
Rafael Nadal           54
Guillermo Vilas      49
Thomas Muster     40
Bjorn Borg              30
Manuel Orantes    30
Ivan Lendl              28
Ilie Nastase             27
Jose Luis Clerc       21
Mats Wilander       20
Andres Gomez       16

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Nadal incontenibile, undici e lode a Montecarlo https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/nadal-incontenibile-undici-e-lode-montecarlo/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/nadal-incontenibile-undici-e-lode-montecarlo/#respond Sun, 22 Apr 2018 14:25:53 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255399 MONTECARLO - L'Undecima è realtà. Nishikori vince cinque giochi. Rafa stacca Djokovic nella classifica dei 1000. Chi può fermarlo sul rosso?]]>

da Montecarlo, il nostro inviato

[1] R. Nadal b. K. Nishikori 6-3 6-2

La coreografia a forma di 11 creata dai raccattapalle, ordinatamente disposti in campo durante la premiazione sul Campo Ranieri III del Country Club di Montecarlo, era stata provata più volte in settimana a programma finito. L’undicesimo titolo a Monaco di Rafael Nadal, vittorioso in una finale godibile su Kei Nishikori, appariva infatti scontato già prima dell’inizio del torneo. Un tabellone dominato, appena 21 giochi concessi in cinque incontri e la sensazione di uno strapotere che difficilmente potrà essere arginato per tutta la stagione sul rosso. Saranno due mesi di cambiali pesantissime per Nadal: con il successo di oggi resta numero 1, ma deve confermare tutto quanto vinto lo scorso anno per non vedersi scavalcato nuovamente da Federer in vetta al ranking. “Può battermi chiunque, perché il tennis è fatto così. Certo adesso mi sento bene, e vincere undici volte qui è qualcosa di molto difficile, lo so”. Al momento però non sembrano esserci troppi dubbi circa le sue possibilità.

IMMACOLATOLa finale dura mezzo set, quello che Nishikori gioca al massimo delle sue energie, mostrando un livello almeno simile a quello che lo aveva portato nel 2014 in finale agli US Open. Kei spinge a tutta e fa sperare il pubblico in un match vero, inchioda vincenti soprattutto con il rovescio e sale di un break 2-1 (i primi due game durano un quarto d’ora), marcando la prima volta nella settimana in cui Nadal si trova in svantaggio di un turno di battuta. Ma la corsa di testa del giapponese si arresta immediatamente. Rafa non fa una piega e anzi aumenta i giri delle gambe, frustrando qualsiasi tentativo di approccio offensivo dell’avversario con recuperi ai limiti del normale e un dritto più profondo e incisivo di quello visto ieri: dopo la vittoria con Dimitrov aveva immediatamente chiesto a Moya di prenotare un campo per provarne qualcuno in più: “Ma solo dieci minuti, volevo sentire il braccio libero, non ho cambiato nulla”. Nishikori restituisce il servizio con un doppio fallo, e da lì vede la targa di Nadal allontanarsi sempre più: dieci dei successivi dodici game sono bottino dello spagnolo, con una sola, malinconica palla break sprecata da Nishikori. Alla chiusura del primo set scoccano i 56 minuti e il mare della baia va increspandosi. Rafa vola 5-1 in un attimo, molto più breve degli intervalli che si prende tra un punto e l’altro (sfora i 25 secondi nel 92% dei casi) e chiude anche il trentaseiesimo set consecutivo vinto sul rosso (record): nessuno sembra in grado di fermarlo. 

ROULETTE – Prima del solito morso alla coppa e dell’inno nazionale spagnolo, il maxischermo passa un montaggio con tutti i successi monegaschi di Nadal. “Ho pensato di essere vecchio”, commenterà con il trofeo davanti a lui in sala interviste. “Il mio obiettivo comunque è essere felice. Senza serenità e integrità fisica, non posso pormi obiettivi di nessun genere”È il suo 31esimo Masters 1000, staccato Djokovic di una lunghezza. Al rientro nel circuito dopo tre mesi di assenza vince un torneo senza perdere un set, per altro per la quinta volta a Montecarlo 2008, 2009, 2010 e 2012. Numeri che sarebbero buoni per una gita al Casinò poco distante da qui, così come il 76 (tornei in carriera) e il 54 (trofei sulla terra, da puntare ovviamente sul rosso. È primo di sempre). Nishikori è una maschera come suo solito, ma potrà essere contento di aver ritrovato un livello di gioco degno di posizioni ben più nobili dell’attuale 36: è il terzo nella storia ad aver raggiunto una finale Masters 1000 con questa classifica, dopo Andrey Chesnokov a Indian Wells ’92 e Mardy Fish a Cincinnati 2010 (fonte Luca Brancher). Aveva giocato la sua ultima finale a Buenos Aires lo scorso anno, perdendola contro Dolgopolov. Il best ranking di numero 4 può non essere una chimera, a patto di una tenuta fisica adeguata: “Ho solo bisogno di più fiducia in me stesso, e questa settimana mi aiuterà. Posso tornare al top”.

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Montecarlo: Bryan inarrestabili, sesto titolo a Montecarlo https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/montecarlo-bryan-inarrestabili-sesto-titolo-montecarlo/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/montecarlo-bryan-inarrestabili-sesto-titolo-montecarlo/#respond Sun, 22 Apr 2018 12:38:25 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255355 Bob e Mike continuano a stupire a quasi quarant'anni. Battuti Marach e Pavic in due set. Si tratta del 116esimo titolo di coppia]]>

da Montecarlo, il nostro inviato

Ancora loro, ancora qui. Bob e Mike Bryan rifiutano di cedere all’invidia del tempo e ad una settimana dalla fatidica soglia dei quarant’anni, superano in due set la coppia forse più in forma di questo 2018, Oliver Marach e Mate Pavic. Il duo austro-croato aveva iniziato l’anno con una prodigiosa serie di 17 vittorie consecutive che ha portato loro in dote anche il titolo agli Australian Open, ma si è dovuto arrendere oggi alla maggiore esperienza dei gemelloni e al loro sconfinato talento. Chissà se, scetticismi a parte, sia stata d’aiuto anche la monetina fortunata donata a Bob e Mike dal principe Alberto prima dell’inizio del torneo. “Adesso la porteremo con noi per tutto il resto della stagione” è la scherzosa affermazione dei due durante la cerimonia di premiazione.

Il primo set è molto meno equilibrato di quanto il punteggio possa far pensare. I Bryan infatti passeggiano tranquilli nei propri giochi al servizio e riescono invece a rendersi pericolosi quasi da subito quando sono gli avversari a battere. Due palle break mancate nel sesto gioco e altre due (che sono anche set point) nel decimo, mantengono il punteggio in parità fino al jeu decisif, come dicono da queste parti. Il tiebreak si mette inizialmente male per gli statunitensi, ma la grandezza sta anche nel superare i momenti di difficoltà. Grazie a due minibreak consecutivi, i Bryan ribaltano la situazione e mettono in cascina il primo set.

Poco da raccontare nel secondo parziale. Bob e Mike provano a scappare con un immediato break, ma subiscono la rimonta di Marach e Pavic. Le resistenze della coppia austro-croata finiscono qui però e i Bryan azzannano la partita per non mollarla più fino alla fine. Altri due break conducono al 6-3 che regala agli statunitensi il sesto alloro a Montecarlo, il 116esimo della carriera. Nessuna coppia ha vinto quanto loro e, a dire il vero, nessuna si avvicina neanche ai loro numeri. Nella classifica all-time dei team con più titoli all’attivo, il secondo posto è occupato dai “Woodies”, Todd Woodbridge e Marc Woodford, che però hanno praticamente la metà dei trofei (61).

La sorpresa più grande arriva però a fine partita. “Ringraziamo il pubblico per il sostegno, adoriamo giocare qui. È il campo più bello del mondo e sicuramente torneremo l’anno prossimo.” Nessun segno di incertezza nella voce, solo una sconfinata passione per il gioco. Gli avversari sono avvisati: i Bryan resteranno in circolazione ancora per un po’.

 

 

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Fed Cup: Mertens demolisce una generosa Errani, l’Italia resta in B https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/fed-cup-mertens-demolisce-errani-litalia-resta-b/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/fed-cup-mertens-demolisce-errani-litalia-resta-b/#respond Sun, 22 Apr 2018 12:00:17 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255382 GENOVA - La n.1 belga gioca una partita perfetta e liquida una Sara ritrovata ma non all'altezza dell'avversaria. I rimpianti sono per il match perso ieri contro Van Uytvanck]]>

FED CUP, World Group Play-off

BELGIO-ITALIA 0-3

Se ieri potevamo obiettare qualcosa sulla prestazione di Sara Errani contro Alison Van Uytvanck, oggi nulla si può dire sulla prova della nostra tennista. Troppo forte Elise Mertens, attualmente n.17 del ranking WTA e n.9 della Race 2018. La belga gioca una partita impeccabile ed annienta la nostra n.1 in due set, 6-3 6-1. Il Belgio rimane così nel World Group, mentre la nostra nazionale resta in serie B di Fed Cup. Per quello che si è visto in questa due giorni è giusto così, più forti le nostre avversarie, ancora in fase embrionale la rinascita del nostro tennis femminile. Qualcosa però di positivo si è visto, sicuramente non è tutto da buttare quanto visto in questo week-end genovese per il nostro tennis rosa. Bisognerà riprovarci l’anno prossimo con lo stesso impegno profuso quest’anno.

E. Mertens b. S. Errani 6-3 6-1 (dal nostro inviato Ruggero Canevazzi)

È molto sentito e caloroso l’applauso del pubblico di Valletta Cambiaso a Sara Errani, speranzoso che la finalista di Roma 2014 sia risorta dopo la pessima partita di ieri contro Alison Van Uytvanck. Gli spettatori sono più o meno nello stesso numero di ieri, indubbiamente la concomitante manifestazione internazionale Euroflora ha catalizzato l’attenzione dei meno aficionados, come ci ha fatto notare Mauro Iguera, AD di Cambiaso e Risso e presidente del comitato organizzatore (che si è detto molto soddisfatto della gestione dei due weekend di Davis e Fed Cup, mentre “gli unici due aspetti negativi sono stati i risultati sportivi e il bilancio economico in leggero deficit, anche se l’avevamo messo in preventivo e siamo contenti di aver dato due grandi eventi alla nostra città”). Il sole è lo stesso di ieri e non perdona, anche se aiuta qualche leggerissima folata di vento.

Sin dalle prime battute, in effetti, si vede un’Errani degna di questo nome. Colpi più profondi, buone solidità e mobilità dal fondo, anche se il lancio di palla al servizio fa sempre tremare i tifosi azzurri (se non altro, Sara al secondo tentativo riesce a servire, non come ieri quando aveva bisogno non di rado di ripetere il lancio tre volte…). Il problema è che dall’altra parte della rete c’è la n.17 del mondo, che quando lascia andare il braccio indovina dei lungo linea sia di dritto che di rovescio che fanno malissimo. L’equilibrio si rompe al quarto gioco, quando due dritti in rete e una brutta volèe consegnano il 3-1 e servizio alla ventiduenne di Leuven. A questo punto, i break da entrambe le parti si sprecano, ma ciò non va a discapito della qualità del match, tecnicamente e agonisticamente di livello. La semifinalista degli Australian Open alterna vincenti di pregio a errori non da lei, la n.1 azzurra ricorre spesso alle palle corte e tiene lo scambio molto bene. Il problema, manco a dirlo, è la seconda di servizio, alla quale l’avversaria risponde coi piedi ampiamente in campo. Il secondo doppio fallo con cui Elise malamente restituisce per la seconda volta il break di vantaggio fa ben sperare il pubblico, ma dopo arriva un pesante parziale di 8 punti a 1 che assegna il primo set alla belga (6-3).

A inizio secondo set, Mertens continua a sciorinare un gran tennis e toglie il servizio a zero alla ravennate, per poi portarsi 40-0 e allungare il parziale sul 15 punti a 1. Tutto finito? No, perché Sarita è Sarita e con orgoglio e classe trova due bellissimi vincenti di dritto e finisce per recuperare subito il break.

A quel punto, il pubblico si esalta e sale l’urlo “Italia, Italia“. Il problema è che oggi la campionessa di Hobart e Lugano non accusa neanche lontanamente i cali di concentrazione avuti ieri nel secondo set contro Jasmine Paolini. Come se non bastasse, ora ha anche archiviato i gratuiti del primo set. Non basta la volontà e qualche lampo dal fondo a Errani, ora non c’è più partita. Sarita lotta ancora indomita, anche contro l’evidenza, ma sul 5-1 riesce solo ad annullare un match-point prima di cedere a una giocatrice oggi per lei imbattibile. Molto bello e meritato l’applauso tributato da Valletta Cambiaso alla finalista del Roland Garros 2012, che ricambia il saluto. Appuntamento col World Group rinviato, a meno che non ci venga in aiuto il possibile allargamento del tabellone a 16 squadre che verrà discusso durante l’Assemblea Generale ITF ad Agosto.

All’uscita dal campo, il nostro Pierre Consigliere incontra Pablo Lozano, che preferisce parlare della programmazione di Sara: “Stiamo lavorando per la stagione sulla terra, col trittico Istanbul-Madrid-Roma, prima di Parigi. Cerchiamo di trovare una buona condizione fisica e recuperare i colpi migliori di Sara, non perdiamo la fiducia”.

CONFERENZA STAMPA SARA ERRANI
In conferenza stampa, verso le 14, si presenta solo Sara Errani, perché Tathiana Garbin è impegnata a seguire il doppio composto da Deborah Chiesa e Jasmine Paolini. Sara appare delusa ma molto più sollevata di ieri, consapevole di aver giocato decisamente meglio. “Non credo possa recriminare sul punteggio dicendo che è troppo severo, lei è stata di livello superiore, le faccio i complimenti. Io purtroppo non sono riuscita a esprimere il mio tennis. Attualmente il problema più grande non è né fisico né tecnico, ma di fiducia mentale. In questo periodo non ho la serenità necessaria e ho questioni da risolvere che esulano dal campo“. A questo è inevitabile chiederle a cosa si riferisca: “Questioni legate alla vita e alla crescita personale. Capita a chiunque e quindi anche a me, certo non è semplice parlarne qui in conferenza stampa”. La chiusura è sull’amore per la maglia azzurra: “Mi dispiace non riuscire a esprimermi al meglio, ma continuerò a onorare la maglia azzurra ogni volta che me ne sarà data l’opportunità”.

CONFERENZA STAMPA ITALIA
Poco prima delle 16, arrivano per l’ultima intervista Tathiana Garbin e la coppia Paolini/Chiesa, che hanno appena perso con molto onore 6-1 6-4 il doppio a risultato acquisito contro Mertens/Flipkens. La prima domanda è su cosa portare di positivo da questo 4-0: “Spunti positivi li vedo belli chiari. L’obiettivo quest’anno era non retrocedere, contro la Spagna le ragazze hanno fatto un’impresa, sono orgogliosa di condurre questo gruppo, davvero coeso. Il doppio con Deborah e Jasmine è nato oggi, mai avevano giocato insieme e hanno fatto match pari contro un doppio collaudatissimo e di grande livello. Sul doppio, voglio aggiungere che guardando sempre al singolo si finisce per trascurare la classifica di doppio, bene che la WTA permetta di giocare il doppio con la classifica di singolo. Un altro aspetto molto positivo è Jasmine che ieri ha fatto un secondo set straordinario contro Mertens che è molto più avanti di lei nel ranking (Paolini è n. 145 WTA, la n.1 belga 17, nda)”.

Sulla possibilità che ad Agosto venga allargato il World Group a 16 squadre: “Infatti, oggi abbiamo perso ma noi cadiamo sempre in piedi… (ride). A mio parere è giusto aprire questo draw perché non ha senso che una squadra come la Spagna, con Suarez Navarro e Muguruza, lotti per non retrocedere. È inverosimile, diverse nazioni meritano di essere in Serie A. Sarebbe una grande notizia per noi, ci aiuterebbe tantissimo per fare esperienze importanti, come ha fatto Jasmine che da un anno sta facendo una programmazione molto audace, magari lasciando da parte la classifica ma guardando più al lungo termine. Deborah sta facendo la stessa cosa. Il nostro tennis femminile deve giocare questo tipo di partite, spero che un giorno in Italia torni un torneo WTA che permetta alle nostre ragazze di sfruttare qualche wild card in più per giocare ad alti livelli”.

Sull’eventualità di schierare Chiesa in caso di 2-1 (se avesse vinto Errani con Mertens): “È possibile, anche perché le mie scelte dipendono anche da chi ci troviamo di fronte. Abbiamo giocatrici di tipologia molto diversa che possono far giocar male avversarie diverse”. Alla domanda su chi può arrivare a rinfoltire la nuova pattuglia azzurra, Tax si mostra molto ottimista, ma non cita nessuna giocatrice: “Ci sono molte ragazze giovani che stanno emergendo, c’è molto lavoro dietro, il mio impegno e quello dei tecnici federali è rendere questo gruppo il più coeso possibile. È necessario fare una sorta di squadra facendo seguire le ragazze da una sorta di staff anche nei tornei. Vedo un futuro roseo, bisogna crederci e lavorare tantissimo”. La passione e la competenza di Garbin sono preziosissime, ma definire roseo il futuro del tennis femminile azzurro è quantomeno ardito…

Rivolgendosi a Paolini e Chiesa, viene loro chiesto se stasera andranno a visitare Genova. Chiesa: “Io riparto domani quindi certamente col mio coach ci concederemo un giro, perché finora siamo state sempre in hotel ed è ora di un po’ di svago”. Paolini chiude la conferenza stampa strappando un sorriso a tutti: “Io sto a due ore da casa, mi sa proprio che stasera rientro…”.

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Fed Cup: Kvitova e Stephens perfette. Finale Repubblica Ceca-USA https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/fed-cup-semifinali-goerges-batte-pliskova-germania-ancora-viva/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/fed-cup-semifinali-goerges-batte-pliskova-germania-ancora-viva/#respond Sun, 22 Apr 2018 11:30:21 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255366 Kvitova non lascia scampo a Kerber. Sesta finale negli ultimi 8 anni. Ospiteranno le campionesse in carica. Stephens demolisce Mladenovic e Keys supera Parmentier]]>

FED CUP, Semifinali

FRANCIA-USA 1-3 (Diego Serra)

[USA] S. Stephens b. [FRA] K. Mladenovic 6-2 6-0

Vince Sloane Stephens in due set contro Kristina Mladenovic, numero 20 del mondo, ma soprattutto si sbriciolano le speranze francesi in Fed Cup. I precedenti erano di 2 vittorie a zero per la statunitense e il pronostico è stato non solo rispettato ma pure superato. Sloane ieri non aveva giocato una grande partita contro Parmentier e anzi nel primo set era stata anche abbastanza fortunata, come nel tiebreak. Kristina aveva regalato anche ieri un set, per poi riprendersi alla grande. Oggi non è stato così, anzi il secondo set è stato pure peggio del primo. Due break nel primo set per Sloane, ma fatto più grave per il pubblico accorso dalla Provenza nemmeno una palla break a favore di Kristina in tutto il set. Anzi serve bene la statunitense ma Mladenovic sembra anche troppo nervosa per provarci. Chi non si perde d’animo è invece il pubblico di casa, memore di quello che è accaduto ieri contro Vandeweghe. Ma stavolta non solo la luce ha fatto fatica ad accendersi, come nel primo set di ieri, ma è rimasta del tutto spenta. Secondo set disastroso, tre break statunitensi, nel primo, terzo e quinto game e una sola palla break per Mladenovic, nel secondo game. Un sussulto ben ribattuto con un’ottima prima da Stephens, davvero troppo poco. Mladenovic mai in partita scuote la testa e abbandona ogni speranza. Si chiude 6 a 0, in un set durato appena 26 minuti per un totale di partita di 55.

[USA] M. Keys b. [FRA] P. Parmentier 7-6(4) 6-4

Madison Keys scende in campo a sorpresa e batte in due set Pauline Parmentier, regalando agli Stati uniti il punto decisivo in questa semifinale di Fed Cup. Nessun precedente tra le due giocatrici, Parmentier si ricorderà di quest’avventura in Provenza per aver buttato alle ortiche, contro avversarie più quotate, i tiebreak dei primi set. Anche oggi, come nell’incontro di ieri contro Stephens, Parmentier sale 4 a 1, brekka due volte un’avversaria che sembra stordita dall’improvvisa discesa nell’Arena, per poi perdersi col servizio, e sbagliare troppo. Da segnalare che il pubblico rimasto sugli spalti provenzali stavolta ha accolto con meno entusiasmo il vantaggio iniziale. Troppo grande la delusione del match precedente, che ha visto soccombere Mladenovic. Sensazione più che giusta, visto che Madison torna a giocare e recupera i due break e già nel decimo game mette in cantiere due set point, su servizio francese. Brava Parmentier a rintuzzare col servizio e a trascinare il match al tiebreak. Tiebreak chiuso a favore della statunitense con il punteggio di 7-4. Lotta anche nel secondo set Parmentier, rimedia al primo break Keys, combatte su ogni palla, subisce un break nel nono game ma ha ancora la forza nel decimo game di procurarsi una palla break, buttata al vento. Madison Keys serve bene e chiude il match e la semifinale come da pronostico è statunitense.


GERMANIA-R.CECA 1-3 (Paolo Di Lorito)

[GER] J. Goerges b. [CZE] Ka. Pliskova 6-4 6-2

La Germania non ha mai recuperato da 0-2 ma provarci non è vietato e Goerges, travolgendo Pliskova, ha dimezzato le distanze. Il pubblico tedesco mette da parte l’aplomb che lo contraddistingue e sin dai primi scambi entra in modalità Fed Cup, sostenendo a gran voce il proprio team. Julia Goerges risponde a questo entusiasmo giocando in maniera impeccabile per l’intera partita. Se ieri Pliskova alla battuta era stata superlativa (15 ace e 0 palle break) è la tedesca oggi, nella maniera più sfacciata possibile, a dominare con questo colpo e chiudere il primo set 6-4. Il possibile calo di tensione non arriva e quest’oggi è stata la tedesca a non concedere palle break e a dire il vero non ha lasciato neanche le briciole. Il modo in cui ha giocato la n. 11 del mondo, sempre sulle ali dell’entusiasmo, è ancora più straordinario se si considera il fatto che Pliskova non ha mai abbandonato la partita, ne con la mente ne con il gioco (questa l’unica nota positiva per lei): le sue percentuali lo dimostrano ma Goerges è stata semplicemente straripante. Con forse la miglior prestazione della sua carriera chiude 6-2 in 55 minuti e chissà se questa potrebbe essere addirittura un’altra strada per battere Nadal.

[CZE] P. Kvitova b. [GER] A. Kerber 6-2 6-2

C’erano tutte le premesse affinché l’incontro tra le due campionesse Slam non sarebbe stato qualcosa di banale ma alla fine la potenza di Kvitova ha fatto breccia sulla terra di Stoccarda, senza trovare resistenza da parte di Kerber. Con la 30esima vittoria di Petra in Fed Cup – tutte in singolare – la Repubblica Ceca raggiunge la sesta finale in otto anni; non riesce invece Angie a vendicarsi della sanguinosa sconfitta subita nel 2014 in finale a Praga e va in svantaggio 5-6 anche nel conteggio degli scontri diretti. Per evitare di subire la prevedibile partenza arrembante della tedesca, Petra Kvitova affronta il match con tranquillità senza comunque rinunciare alla sua consueta aggressività che le consente di passare subito avanti nel punteggio. La tedesca sa di dover chiedere di più alla sua battuta per impensierire la ceca, tuttavia il suo servizio va a corrente alternata e perde il primo set 6-2 commettendo quattro doppi falli nell’ultimo game. Nel secondo set la storia non cambia: la n. 12 del mondo resta attaccata fin che può, ma appena abbassa il livello di mezza tacca viene severamente punita e in 58 minuti si chiude il match e con esso la prima semifinale di Fed Cup. Tutti e 4 i rubber giocati si sono conclusi in due set e di equilibrio neanche l’ombra. Dopo un anno di pausa quindi la squadra capitanata da Petr Pala torna in finale di Fed Cup, e lo fa con una prepotenza e una superiorità tali da mettere paura a qualsiasi squadra si troverò di fronte a novembre.

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Accadde oggi: la prima partita dell’era Open, 50 anni fa https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/accadde-oggi-la-prima-partita-dellera-open-50-anni-fa/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/accadde-oggi-la-prima-partita-dellera-open-50-anni-fa/#respond Sun, 22 Apr 2018 11:12:10 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255346 Esattamente 50 anni fa a Bournemouth, Regno Unito, nasceva il tennis professionistico come lo conosciamo oggi ]]>

Vuoi giocare gli Slam e la Davis o guadagnare molti più soldi con esibizioni e tour in giro per il mondo?. Questo era il dilemma che si trovavano di fronte i tennisti dalla metà degli anni venti, quando “la divina” Suzanne Lenglen aprì la strada del professionismo nel 1926. E i più forti, comprensibilmente, sceglievano il denaro ai tornei più antichi e prestigiosi della storia. Una situazione paradossale in cui a perderci in realtà erano gli stessi Wimbledon, Roland Garros, Australian Open e US Open, che registravano le assenze dei migliori giocatori del mondo. Il tutto era reso ancora più paradossale dal fatto che gli stessi amatori che prendevano parte agli Slam e ad altri tornei in realtà percepivano somme di denaro per competere.

Questa assurda ‘apartheid tennistica’ ebbe finalmente fine nel 1968, quando i tornei dello Slam decisero di aprire le porte a tutti i professionisti, tra i quali all’epoca spiccavano i nomi degli australiani Ken Rosewall e Rod Laver. A spianare la strada fu Wimbledon con un voto dall’esito per nulla scontato alla fine dell’anno precedente. Seguirono a ruota US Open e Roland Garros. E così in aprile si disputò a Bournemouth, sulla costa sud dell’Inghilterra il British Hard Court Championship, primo torneo dell’era Open. A giocarsi la prima sfida, il 22 aprile, in un pomeriggio freddo e umido, come raccontato dallo storico del tennis Bud Collins, furono l’australiano Owen Davidson, professionista di ottimo livello, e lo scozzese John Clifton. Quest’ultimo vinse il primo punto ma, come da pronostico, ad aggiudicarsi il match fu Davidson in quattro set con il punteggio di 6-2 6-3 4-6 8-6. Davidson in carriera collezionerà nei Major buoni risultati sia in singolare, con tre quarti di finale, che (soprattutto) in doppio, con 13 titoli complessivi tra maschile e misto.

A dimostrazione della netta superiorità dei professionisti in quel torneo un solo semifinalista, l’inglese Mark Cox, era un dilettante. Nonostante la bella vittoria contro l’australiano Roy Emerson, venne annichilito in semifinale dall’allora 33enne Rosewall in tre set, che in 11 anni di professionismo era stato bandito da 44 prove dello Slam. Lo stesso fenomeno di Sydney si impose poi in finale anche sul connazionale Laver, che secondo molti esperti poteva essere il tennista più vincente della storia senza quel lungo periodo di discriminazione. Il premio per aver vinto il torneo e questa annosa battaglia? Solo 1000 sterline. Ma senza quelle oggi Federer, Nadal e Djokovic non potrebbero guadagnare milioni di dollari facendo al contempo incetta di Major.

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Kokkinakis fuori due mesi. Montecarlo: “Non è colpa nostra” https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/kokkinakis-fuori-due-mesi-montecarlo-non-e-colpa-nostra/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/kokkinakis-fuori-due-mesi-montecarlo-non-e-colpa-nostra/#respond Sun, 22 Apr 2018 11:09:04 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255338 Thanasi vittima di un cuscinetto a bordo campo. Il direttore del torneo declina ogni responsabilità: "Sono cose che capitano, l'organizzazione non c'entra"]]>

da Montecarlo, il nostro inviato

“Non abbiamo nessun tipo di responsabilità.” Così Zeljko Franulovic, direttore del torneo di Montecarlo, si è difeso quando gli è stato rivelato che Thanasi Kokkinakis sarà costretto ad un nuovo stop in seguito all’infortunio patito durante il match contro Khachanov.

https://twitter.com/TennisTV/status/985486114122121216

Thanasi, indietreggiando per colpire un rovescio, è infatti inciampato in uno dei cuscinetti posti di fronte ai giudici di linea. Secondo la stampa australiana, il trauma al ginocchio che ne è conseguito costerà al giovane tennista un’assenza di due mesi. Franulovic però ha respinto ogni possibile colpa imputabile all’organizzazione e alla struttura stessa dei campi. “Dalla riga di fondo ai teloni ci sono sei metri. Più che nella maggioranza dei tornei. Questi incidenti capitano, sarebbe anche potuto andare a sbattere contro il frigo ai lati del campo. Non possiamo avere uno spazio di venti metri dietro la linea di fondo. Ovviamente siamo dispiaciutissimi per Thanasi, ma non era un incidente che potevamo evitare.”

Kokkinakis, a dire il vero, non ha lanciato (almeno per ora) nessuna accusa contro il torneo, incolpandoli dello sfortunato accidente. Probabilmente egli stesso è consapevole dell’assoluta casualità dell’infortunio che, come detto da Franulovic, sarebbe potuto accadere a chiunque, in qualunque modo, a prescindere dalle premure e dalle precauzioni prese dagli organizzatori. Anche Sascha Zverev si era lamentato dei cuscini a fondo campo, arrivando a lanciarne uno oltre le recinzioni per liberarsene. Qualche esperienza in merito ce l’ha Davido Goffin, che lo scorso anno al Roland Garros scivolò su un telone piegato male, rimediando una brutta distorsione alla caviglia che lo ha tenuto ai box per svariate settimane. La speranza è che non si riproponga un’altra telenovela come quella, recentemente conclusa, tra Bouchard e USTA, dopo il famigerato scivolone nello spogliatoio. Onestamente, non sembra questo il caso.

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Fed Cup, play-off: Australia, Romania e Bielorussia in A https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/fed-cup-play-off-australia-e-romania-si-guadagnano-il-world-group/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/22/fed-cup-play-off-australia-e-romania-si-guadagnano-il-world-group/#respond Sun, 22 Apr 2018 10:44:37 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=255343 Halep dispone agevolmente di Schnyder per il 3-0 contro la Svizzera. Barty e Gavrilova riportano l'Australia nel World Group. La Bielorussia la spunta 3-2 contro la Slovacchia. Un Canada martoriato dagli infortuni batte l'Ucraina e rimane in World Group II]]>

FED CUP, World Group Play-off

ROMANIA-SVIZZERA 3-0 (Stefano Tarantino)

S. Halep b. P. Schnyder 6-2 6-1

Heinz Gunthardt prova a mischiare le carte e schiera a sorpresa la 39enne veterana Patty Schnyder contro la nr.1 rumena Simona Halep. Un giusto premio per la volontà di tornare sui campi da parte della veterana svizzera ma la mossa del capitano elvetico non porta i frutti sperati. Halep dispone a suo piacimento di Schnyder chiudendo velocemente il match con il punteggio di 6-2 6-1 e portando la Romania nel World Group della Fed Cup dopo un’assenza di 2 anni.


BIELORUSSIA-SLOVACCHIA 3-2 (Stefano Tarantino)

A. Sabalenka b. A. Schmiedlova 6-3 6-4

Arina Sabalenka porta avanti la Bielorussia nella sfida play-off di Minsk contro la Slovacchia battendo in due set Anna-Karolina Schmiedlova che ha sostituito Jana Cepelova scesa in campo nella prima giornata. La nr.1 bielorussa è partita a spron battuto con le sue accelerazioni e dopo aver annullato una palla break nel game d’apertura si è issata abbastanza velocemente sul 4-0. Reazione della Schmiedlova che ha recuperato uno dei due break di svantaggio, ma la Sabalenka ha chiuso poi agevolmente il parziale con il punteggio di 6-3 senza più concedere palle break. Secondo set più combattuto nella fase iniziale, Sabalenka prova a scappare con un break ma  Schmiedlova torna in partita sul 2-2. La tennista di casa centra subito un altro break e nel sesto game annulla una pericolosa palla del controbreak. La sfida nella sostanza si chiude lì, Sabalenka mantiene agevolmente il vantaggio e chiudendo 6-4 porta sul 2-1 le vice-campionesse in carica.

V. Kuzmova b. A. Sasnovich 6-1 7-6(3)

Ci pensa Viktoria Kuzmova a rimettere in parità la sfida tra Bielorussia e Slovacchia e sarà quindi il doppio a Minsk a decidere le sorti dello spareggio play-off tra le due nazionali. Cosa che non può sicuramente far piacere alle padrone di casa che proprio al doppio finale hanno perso sia la finale l’anno scorso che il primo turno quest’anno contro le Germania. Kuzmova parte alla grande, breakka subito Sasnovich che accusa il colpo e va in crisi trovandosi in men che non si dica sotto 5-0. La tennista di casa evita il cappotto, tiene la battuta nel sesto gioco ma poi capitola 6-1. Nel secondo set Sasnovich prova a reagire, le accelerazioni della Kuzmova non fanno più così male, il match segue ora i turni di servizio. È Kuzmova a dover annullare una palla break sul 2-3, poi tutto regolare fino al 5-4 Sasnovich. Nel finale di set si concentrano le emozioni. Kuzmova si salva ai vantaggi nel decimo gioco, Sasnovich annulla una pericolosissima palla break nel game successivo, ancora la slovacca ai vantaggi tiene la battuta sul 5-6 e porta il set al tie break. Qui Kuzmova opera lo strappo decisivo dal 2-2 salendo 5-2 e chiudendo poi 7-3. A Minsk quindi si va sul 2-2, come detto deciderà il doppio.

V. Lapko/L. Morazava b. V. Kuzmova/A.K. Schmiedlova 6-3 6-4

Pone fine alla maledizione del doppio la Bielorussia. Tatiana Poutchek rinuncia alle due singolariste e schiera Marozava e Lapko (che hanno una classifica decente nella specialità. La sua scelta paga perché la coppia bielorussa supera in due set Schmiedlova e Kuzmova e permette alle padrone di casa di rimanere nel World Group l’anno prossimo dopo la finale dell’anno scorso. Dicevamo doppio bielorusso finalmente vincente dopo quelli persi nell’atto conclusivo del 2017 contro gli Usa e quello di quest’anno al 1° turno contro la Germania. Parte meglio la coppia slovacca che manca due palle break in apertura, poi gradualmente vengono fuori le due bielorusse che mostrano maggiore attitudine alla specialità. La coppia di casa centra il break nel quinto game e mantiene il vantaggio agevolmente aggiudicandosi il parziale 6-3. Si riparte con le slovacche che provano a scuotersi. La partenza è ancora una volta migliore rispetto alle avversarie, ci sono tre break consecutivi in apertura, poi Kuzmova e Schmiedlova allungano sino al 4-2. Qui però la coppia ospite si ferma, manca una palla del 5-3, subisce il controbreak e nel decimo gioco complice una gran risposta della Lapko cede di nuovo la battuta e si consegna alle bielorusse che possono finalmente festeggiare.


AUSTRALIA-OLANDA 3-1 (Corrado Boscolo)

A. Barty b. L. Kerkhove 6-4 6-3

Dopo la prima giornata finita in parità, è il momento della verità per Olanda e Australia. Nel primo incontro dell’ultima giornata sono le due numero uno a scendere in campo. Barty, dopo la prova maiuscola di ieri, è chiamata a portare definitivamente la partita verso Canberra; Kerkhove invece vuole continuare a sorprendere, mettendo in difficoltà nuovamente la formazione australe, dopo la giornata di gloria vissuta ieri. Partita equilibrata nel primo set, entrambe tengono bene da fondo. Impressionante come questa competizione possa aumentare o atterrire i valori in campo: l’olandese tutto pare, meno la 210 del ranking. La prima occasione per rompere l’equilibrio la ha Barty sul 4-3, ma il rovescio della 22enne decolla verso i teloni. Barty più tesa oggi, e con un avversaria pronta a vendere cara la pelle. Le seconde palle break sul 4-5 sono però decisive per indirizzare il primo set, come le variazioni di rovescio usate da Barty: 6-4 Australia. Secondo set che parte con l’olandese che si procura le prime palle per strappare il servizio, annullate. L’australiana attiva il boost in risposta e strappa lei invece il servizio: subito 2-0. Kerkhove pare meno solida e confidente, il set perso pesa sul morale; a darle una mano ci pensa Barty, che con un doppio fallo consegna il contro break a zero. È sempre la padrona di casa a menare le danze, e sempre il rovescio in back un erogatore di punti: altro break e 5-2 Australia, con Barty che annulla 3 palle break consecutive. L’ultimo break sancisce il 6-3 finale. Australia sul 2-1.

D. Gavrilova b. Q. Lemoine 6-3 6-2

Cambio di formazione per le padrone di casa. Daria Gavrilova prende il posto di Sam Stosur, dopo la prova poco brillante offerta ieri. Sarà quindi compito della 24enne naturalizzata portare il possibile punto del successo. Lemoine ha l’occasione per riscattarsi dopo la sconfitta patita ieri. Subito il break in apertura per Daria, che si porta 3-0. Il capitano Haarhuis non aveva altre scelte, vista le varie indisponibilità di Bertens, Hogenkamp e Rus. Di fatto Lemoine parte meglio pagato lo scotto del debutto, giocando bene: conduce partita pari anche sfruttando gli errori dell’australiana. Al servizio entrambe concedono molto e Gavrilova in particolare scialacqua diversi punti facili in palleggio. Il break decisivo arriva poco dopo ai vantaggi, permettendo all’australiana di vincere il primo set 6-3. Gavrilova sfrutta appieno la scarsa vena della prima palla avversaria, solo al 38%, mitigando così i non pochi errori in manovra. Secondo set che parte più equilibrato: tante palle break, ma quella giusta la mette in tasca Gavrilova per il 3-2 e servizio. World Group a soli tre giochi per la formazione aussie. Lemoine però non ci sta, e nel game più bello e combattuto del match dà del gran filo da torcere all’australiana, senza però riuscire a concretizzare il controbreak. Gavrilova così ne approfitta, strappando il servizio da 40-15 e chiudendo match e sfida per 6-2. Australia che torna così nel World Group per il 2019.


CANADA-UCRAINA 3-2 (da Montreal, Vanni Gibertini)

Nonostante gli infortuni a raffica che l’hanno costretta a schierare la doppista Gabrowski nell’ultimo singolare, il Canada è riuscito a conquistare una vittoria che le consente di rimanere un altro anno nel World Group II. Una vittoria costruita sui due singolari conquistata da una rediviva Bouchard e sigillata all’ultimo set del doppio decisivo con la 17enne Andreescu migliore in campo a fianco della Top 10 Gabrowski. “Sono veramente orgoglioso delle mie ragazze – ha detto uno sfinito Sylvain Bruneau alla fine del weekend – hanno dato tutto quello che avevano, nonostante le avversità e gli infortuni, e mi ritengo privilegiato di avere un team come questo. Sabato sera nel nostro albergo sembrava di stare in un ospedale, con Francoise infortunata, Bianca in recupero dai crampi e Genie che si è fatta fare una risonanza magnetica alla mano. Ciononostante, le ragazze hanno continuato a giocare con tutte le loro forze ed hanno conquistato questa importante vittoria”.

E. Bouchard b. L. Tsurenko 4-6 6-2 7-6(5)

Con una vittoriosa battaglia di 2 ore e 39 minuti Eugenie Bouchard ha completato il suo personale “2 su 2” nei singolari di questo spareggio di Fed Cup battendo Lesia Tsurenko (n.41 WTA) in un match tiratissimo chiuso solamente 7-5 al tie break del terzo set. Davanti al pubblico di casa stipato nelle tribunette indoor dell’IGA Stadium, Bouchard ha rimontato un set di svantaggio all’avversaria mettendo in mostra il suo solito gioco di aggressione a tutto campo corredato da una prima di servizio decisamente rafforzata ed un migliorato gioco di volo, frutto di tutti i doppi giocati negli ultimi 12 mesi. Era stata Tsurenko ad andare avanti per prima nel set d’apertura, conquistando un break di vantaggio al quinto game grazie ad un doppio fallo di Bouchard. La sua tattica volta a muovere la canadese per impedirle di menare i suoi fendenti da fondo non ha però impedito ad Eugenie di caricare la risposta sulla sul game del 3-4 conquistando quattro punti consecutivi dal 40-15 ed impattando il punteggio sul 4-4. L’entusiasmo dei 1500 locali in tribuna però veniva subito smorzato da un immediato nuovo break dell’ucraina, che in 46 minuti incamerava il primo parziale.

Bouchard non si scomponeva, con un parziale di 8-1 si portava subito avanti 2-0 nel secondo parziale, ed anche quando subito dopo mancava due palle del 3-0 sul 40-15 e si faceva riagganciare sul 2-2, continuava a tessere la sua trama con le traiettorie incrociate sul diritto di Tsurenko, molto poco a suo agio nel giocare il lungolinea nel campo aperto, anche per non esporsi al mortifero rovescio incrociato della canadese. Dopo un secondo set incamerato in maniera relativamente agevole da Genie, iniziava un set decisivo al cardiopalma: sul 2-2 Bouchard cedeva il servizio all’ottava palla break in un game da 22 punti, salvo poi recuperarlo immediatamente il game successivo. Sul 4-4 forse l’occasione più ghiotta per Tsurenko, che sul 30-40 metteva in corridoio una volée di diritto a campo aperto, iniziando poi il game successivo ad accusare i problemi muscolari che l’avrebbero quasi immobilizzata nel tie-break. Giocando quasi da ferma e con un servizio da quarta categoria l’ucraina riusciva a trascinarsi al 6-6 sfruttando gli errori gratuiti di Bouchard, troppo precipitosa nell’aggredire le risposte. “A quel punto l’unica cosa che potevo fare era mettere in campo il servizio e forzare al massimo i colpi di rimbalzo – ha detto Tsurenko dopo il match – Volevo evitare che Genie potesse trovare un angolo negli scambi, perché sapevo non ci sarei mai arrivata. Sul 5-5 nel tie-break invece lei è riuscita a trovare un angolo con il diritto, e quello ha fatto la differenza”.

Una volta saputo che non avrebbe dovuto scendere in campo per il doppio, Bouchard si è presentata ai giornalisti per ribadire la sua intenzione di tornare la giocatrice che è stata tra le prime cinque del mondo: “Questo weekend sono venuta qui con un obiettivo, quello di vincere i miei due punti, e ci sono riuscita. Sono molto contenta del tennis che ho espresso ed ho fiducia nel nostro team che spero riuscirà a chiudere questo incontro”.

K. Bondarenko b. G. Dabrowski 3-6 6-2 6-1

Dopo l’infortunio occorso a Francoise Abanda sabato mattina a pochi minuti dall’ingresso in campo ed i terribili crampi che hanno costretto al ritiro la sua sostituta Bianca Andreescu nel match d’esordio del weekend contro Tsurenko, il capitano canadese Sylvain Brueau è stato costretto a mandare in campo per l’ultimo singolare l’ormai doppista pura Gabriela Dabrowski, n.10 della specialità ma classificata al n.364 delle classifiche di singolare. Con grande opportunismo la giocatrice biancorossa ha approfittato del nervosismo della sua avversaria Bondarenko per guadagnare un break al secondo game e mantenerlo fino alla fine del primo parziale portando il Canada ad un set dal sogno. Il risveglio tuttavia è arrivato da lì a poco: abituata a coprire solo metà del campo, Gabrowski ha ben presto mostrato limiti molto evidenti negli spostamenti laterali sugli scambi, prestando il fianco agli affondi in lungolinea dell’ucraina, che lentamente ma inesorabilmente ha preso il controllo delle operazioni all’inizio del secondo set per non lasciarlo più.

B. Andreescu/G. Dabrowski b. K. Bondarenko/O. Savchuk 6-3 4-6 6-3

Alla fine di questo weekend da incubo, il capitano canadese Bruneau non può far altro che buttare in campo in doppio le uniche giocatrici rimaste: con Abanda fuori uso e Bouchard che aveva appena terminato un match di 2 ore e 39 minuti, è toccato ad Andreescu e Dabrowski a portare a casa il punto decisivo per le padrone di casa. Un punto strappato con 1 ora e 56 minuti di gioco non sempre entusiasmante, infarcito di tanti errori marchiani e pallonetti da terza categoria, ma ciò che importava era la vittoria e le ragazze biancorosse alla fine si sono dimostrate più solide, guidate da una Andreescu che ha dettato legge da fondocampo, facendosi perdonare le ingenuità a rete tipiche dei suoi 17 anni ed assistita da una Dabrowski per larghi tratti sottotono ma che sul finale ha saputo far valere la sua classifica per chiudere il match. Prova da dimenticare per Katerina Bondarenko, che dopo aver conquistato il punto del 2-2 si è imballata in una serie di doppi falli (sette) che l’hanno resa il punto debole della coppia ucraina.

Dopo un primo set conquistato in maniera piuttosto brillante dalle canadesi in 33 minuti, il duo biancorosso ha mancato tre chance per andare subito avanti di un break nel secondo parziale per poi trovarsi in un baleno sotto 1-4. Il gioco veniva indirizzato quasi tutto su Andreescu, costretta agli straordinari negli scambi sulla diagonale destra, anche se gli interventi di Dabrowski raramente erano decisivi. Risalite fino al 4-4 grazie a tre giochi molto combattuti conquistati ai vantaggi, le canadesi ricevevano in regalo uno 0-30 su servizio di Bondarenko che però riusciva a togliersi d’impiccio ed a sfruttare un turno di battuta sotto tono di Andreescu per pareggiare il matchLa svolta del match sul 2-2 del terzo set, quando Andreescu iniziava a rispondere violentemente sulla donna a rete ai servizi in slice esterno da destra, ricavando diversi punti diretti ma soprattutto togliendosi dallo stillicidio dei palleggi incrociati di diritto sui quali Dabrowski rimaneva esclusa dal gioco. Un parziale di 12 punti a 2 mandava il Canada a servire per il match sul 5-2 quando Dabrowski si faceva prendere dal braccino mettendo a metà rete due diritti tremebondi sui primi due match point. Ma era solo questione di aspettare un game, per l’ennesimo turno di servizio catastrofico di Bondarenko che  dava il via alle celebrazioni.

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