UBITENNIS http://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Mon, 23 Oct 2017 07:34:59 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Settimana degli italiani: Fognini l’unica luce http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/23/fognini-lunica-luce/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/23/fognini-lunica-luce/#respond Sun, 22 Oct 2017 22:21:54 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=228051 Fabio di gran lungo il miglior azzurro con la semifinale a Stoccolma. Male Lorenzi, buio pesto per le donne]]>

Dopo gli US Open, tra i tennisti italiani, vince solo Fognini: questa la piuttosto amara considerazione emergente dall’analisi degli ultimi 40 giorni del circuito maggiore, maschile e femminile. In questo lasso temporale, il numero 1 azzurro ha infatti vinto ben 9 partite, quasi il doppio del computo totale racimolato da tutti gli altri azzurri, un misero bottino comprendente i 3 successi di Errani, i 2 di Seppi e l’unico di Fabbiano. E dire che non era affatto scontato che il ligure facesse bene dopo l’eliminazione al primo turno degli US Open contro Travaglia, probabilmente uno dei punti più bassi della sua carriera, non tanto per la sconfitta in sé -in uno Slam contro un tennista non incluso nella top 100- ma, soprattutto, per il giusto risalto negativo dato da media e responsabili dell’ITF ai suoi comportamenti durante la partita. Fabio invece è stato molto bravo a ripartire e ottenere con continuità risultati importanti e, dopo la finale di San Pietroburgo e gli ottavi al Masters 1000 di Shanghai, ecco questa settimana la semifinale in un torneo piccolo, ma storico e prestigioso come Stoccolma: che l’abbia conquistata annullando in due partite dei match-point è un segno ulteriore di una maturazione nel gestire i momenti delicati degli incontri. Un 2017 che, tra alti e bassi, vede Fabio aver raggiunto già 5 semifinali, come negli anni nei quali chiuse la classifica tra i primi 20, il 2013 e il 2014. Un sintomo evidente di come Fognini sia tornato ai suoi migliori livelli, impressione del resto confermata dal tennis fatto vedere a sprazzi a Stoccolma. Anzi, rispetto a quegli anni, seppure la classifica sia leggermente peggiore (a parte la vittoria a Gstaad e gli ottavi a Roma, non ha ottenuto buoni risultati nei tornei sulla terra) è migliorato sulla superficie più importante del circuito, il cemento, indoor o outdoor che sia: dopo Stoccolma, nel 2017 Fabio ha vinto il 60% (18 su 30) degli incontri sul cemento giocati, mentre nel 2013, anno in cui salì sino al numero 13 del ranking, vinse solo il 44% ; nel 2104 fece appena meglio con un 48%. Sono progressi tecnici che fanno ben sperare in vista della prossima stagione, che sarà, si spera, quella della piena maturazione.

Oltre che da Fabio, i sorrisi arrivano questa settimana da Andreas Seppi, capace a Mosca di assicurarsi per il tredicesimo anno consecutivo la permanenza tra i primi 100 giocatori al mondo, grazie ai 45 punti conquistati arrivando ai quarti, che hanno puntellato i 45 in uscita dallo stesso risultato raggiunto ad Anversa lo scorso anno. Un traguardo davvero importante e prestigioso per l’altoatesino, impreziosito dal valore tecnico della vittoria ottenuta contro Kohlschreiber. Dall’agosto 2015, quando a Cincinnati sconfisse Mannarino allora 32 ATP, Seppi aveva affrontato 24 volte giocatori dalla classifica uguale o migliore di quella del veterano tedesco, vincendone solo due (contro Ferrer ad Halle nel 2016, e contro Kyrgios agli Austrialian Open dello scorso gennaio). Una lampante testimonianza di come l’altoatesino, soprattutto su alcune superfici e se ancora motivato a dedicare la sua vita al tennis professionistico, possa ancora fare bene. Un bravo lo meritano senz’altro anche Bolelli e Travaglia, abili a qualificarsi nei main draw dei tornei in programma la scorsa settimana: un plauso lo merita in particolar modo l’ascolano, a un solo punto dal raccogliere, dopo quello di Fognini, uno scalpo prestigioso come quello di un giocatore in calo, ma ancora forte, come David Ferrer.

Purtroppo, vi sono anche momenti molto bui vissuti da alcuni nostri tennisti, alle prese con risultati estremamente negativi. Uno di essi è Paolo Lorenzi: alla soglia dei 36 anni, dopo il grande exploit degli ottavi a New York (miglior risultato in carriera in uno Slam), era prevedibile un calo psicofisico, ma non nelle proporzioni nelle quali si sta palesando in queste settimane. Il toscano non perdeva 5 volte consecutivamente all’esordio in un torneo, come gli è capitato dopo l’eliminazione di questa settimana al primo turno di Mosca, addirittura da fine estate del 2010, quando era appena fuori dai primi 100 del mondo: anche in quel caso, come in questo autunno, venendo sempre sconfitto da giocatori peggio classificati di lui. L’altra grave crisi di un nostro tennista sulla soglia dei primi 100 è quella di Alessandro Giannessi, il cui momento nero non accenna ad interrompersi: con la nuova sconfitta subita contro Chardy a Stoccolma, prosegue da Umago a fine luglio, la sua incapacità, che ormai dura nove tornei e tre mesi, di sconfiggere tennisti tra i primi 500 del mondo: un momento davvero nero, dal quale lo spezzino deve trovare la forza mentale per uscirne, sebbene non giocare sulla terra, sia per lui una difficoltà in più.

Venendo all’approfondimento sull’attività settimanale dei nostri tennisti, partiamo da chi per l’ennesima volta ha fatto meglio di tutti, Fognini. Fabio, che l’anno scorso aveva raggiunto la finale a Mosca, ha deciso di non tornare nella capitale russa a difendere i 150 punti in scadenza nella settimana, ma d’iscriversi per la prima volta nella sua già decennale carriera nel circuito maggiore, a Stoccolma, sede del Inthrum Stockholm Open, ATP 250 dalla gloriosa tradizione. Nell’albo d’oro della competizione, svoltasi per la prima volta nel 1969, si trovano infatti tanti campioni di Major  e ex numeri 1 (come il nostro Adriano Panatta, Biorn Borg, John McEneroe, Mats Wilander, Stefan Edberg, Boris Becker, Ivan Lendl e Roger Federer). Nel primo turno il ligure ha giocato, in quel che era uno scontro inedito, contro Malek Jaziri, 89 ATP. Di fronte al 33enne tunisino, dopo una partenza lenta (Fabio ha perso il servizio nel gioco d’apertura, controbrekkando all’ottavo gioco) non vi è stato equilibrio e il numero 1 azzurro ha chiuso 7-5 6-1 in 73 minuti di gioco. Fabio, dopo il primo gioco non ha più concesso palle break, chiudendo facilmente i suoi turni di battuta, come testimoniato anche dalle statistiche finali del suo servizio (63% prime in campo, 82% punti vinti con la prima, 55% con la seconda). Al secondo turno il ligure aveva di nuovo dall’altra parte della rete un tennista mai affrontato in carriera, ma sulla carta ancora più abbordabile, Elias Ymer, 202 ATP. Il sostegno del pubblico di casa deve però aver fatto bene al 21enne di origine etiopica, che al primo turno aveva sconfitto un giocatore coriaceo come Leonardo Mayer, 53 ATP: la partita contro il nostro giocatore, se non sempre pregevole tecnicamente, ha avuto un andamento altalenante del punteggio che l’ha resa appassionante.

Fabio, dopo un altro inizio di partita lento, ha vinto il primo parziale in 32 minuti, ma, perdendo il servizio nell’ottavo gioco del secondo parziale ha mandato la partita al terzo. Nel set decisivo, entrambi i giocatori hanno avuto la chance di vincere: prima Ymer, dopo aver strappato il servizio all’italiano sul 4-4, non ha capitalizzato l’occasione di servire per il match; poi è stato Fognini, nel dodicesimo gioco, non abile a capitalizzare tre match-point consecutivi, giocati sulle seconde di servizio dello svedese. Si è giunti così al tie-break: sul 6-5, Ymer ha avuto il suo primo match-point, prima che Fabio chiudesse la pratica, dopo 2 ore e 9 minuti, col punteggio di 6-4 3-6 7-6(9) e accedesse ai quarti, per la settima volta nel 2017. Qui ha incontrato il 21°giocatore al mondo, Jack Sock, finalista nelle ultime due edizioni del Inthrum Stockholm Open, e vincitore in due set dell’unico precedente, giocato sul cemento di Miami due anni fa. Sebbene il 25enne statunitense venisse da ben quattro eliminazioni consecutive sull’amato cemento all’aperto, per sconfiggerlo occorreva un’ottima versione, dal punto di vista mentale e tecnico, del nostro numero 1 e per fortuna non si è fatta attendere. Fabio per due ore, dopo averlo ceduto al quarto gioco del primo set, contro un giocatore di ottimo livello, non ha mai perso il servizio, circostanza più che insolita per l’andamento usuale dei suoi incontri. Dopo aver diviso in maniera uguale l’esito dei due tie-break con Sock, il ligure sembrava aver ipotecato il match quando si è trovato avanti 3-1 nel terzo. Lo statunitense è però rientrato nel match e anzi nel decimo gioco ha avuto due match-point a suo favore: dopo il secondo, una striscia di 11 punti a 2 ha consegnato il match a Fabio, giunto alla quinta semifinale stagionale (dopo Miami, Gstaad, Kitzbuhel e San Pietroburgo), record eguagliato delle stagioni 2013 e 2014.

In semifinale lo attendeva Grigor Dimitrov, 8 ATP e prima testa di serie del tabellone, tennista già incontrato 5 volte, dalle quali Fabio era uscito vincitore solo in 2 (l’unico precedente indoor risaliva a Bercy 2013 ed era stato perso in 3 set dall’azzurro). Fognini ha perso un primo set veloce (un solo gioco è andato ai vantaggi), a causa del break subito nel quarto gioco, dopo non essere riuscito a capitalizzare in quello precedente due palle break. Nel secondo, dallo 0-2 iniziale che lo aveva fatto sembrare quasi sotto la doccia, con lampi di gran tennis è riuscito a issarsi sul 4-2, prima di subire la reazione del 26enne bulgaro, bravo a trascinare la partita al tie-break e poi dominarlo, guadagnando così l’accesso alla tredicesima finale della carriera, dopo 1 ora e 27 minuti di partita, terminata col punteggio di 6-3 7-6 (2). Una buona partita per il numero 1 azzurro, il quale ha mostrato di non essere al meglio della condizione fisica e -nonostante questo- ha giocato per quasi tutta la partita allo stesso livello di un top 10, peraltro a suo agio sui campi indoor. Purtroppo, la percentuale di punti vinti con la seconda (38%) contro giocatori di questo livello e in partite del genere non può portarlo alla vittoria.

Anche per Simone Bolelli era la prima volta in carriera all’ATP 250 di Stoccolma: il 31enne bolognese, a febbraio sceso sin quasi alla 700°posizione del ranking ATP a seguito dell’operazione subita l’estate precedente, con la sua classifica attuale, 191 ATP, è stato costretto a partire dalle quali. Nel primo turno ha sconfitto la terza testa di serie del tabellone cadetto, il 18enne novergese Casper Ruud, 134 ATP, superato in 92 minuti con un duplice 6-4. Più difficile il turno finale per l’ex 36 del mondo (nel 2009): opposto al 30enne ucraino Ilya Marchenko, 199 ATP, contro il quale aveva vinto solo uno dei tre precedenti, ne è venuta fuori una battaglia di 2 ore e 14 minuti, vinta col punteggio di 6-3 1-6 7-6(2). Il quarto tabellone principale del 2017 (dopo Roland Garros, Wimbledon e Metz) lo ha visto affrontarsi con Viktor Troicki,48 ATP, per la settima volta: l’equilibrio assoluto nei sei precedenti, non si è visto purtroppo a Stoccolma, dove Simone non è riuscito a essere competitivo con il servizio (nessun ace) e in particolare con la prima (48% di punti vinti quando entrava in campo). Come conseguenza, con un giocatore del livello di Troicki, che a sua volta ha concesso a sua volta una sola palla break, annullandola, è arrivata la vittoria del 31enne serbo in 1 ora e 16 minuti con un duplice 6-3.

Era la prima volta nella capitale svedese anche per Alessandro Giannessi, 139 ATP: il mancino spezzino ha provato a interrompere il grosso momento di difficoltà, nel quale è caduto dalla semifinale di Umago ormai tre mesi fa- Da quel momento, una sola vittoria in otto tentativi. Il nostro giocatore si è trovato nuovamente di fronte Jeremy Chardy, 84 ATP: ci aveva perso in due set combattuti, Sull’indoor di Stoccolma è andata paradossalmente peggio: dopo non aver vinto neanche un game nel primo set, andato via in appena 23 minuti, Alessandro è entrato in partita nel secondo parziale. Pur non essendosi mai issato a palla break nel corso di tutto l’incontro, Giannessi nel secondo parziale è arrivato sino al 5 pari (annullando tre match-point nel decimo gioco), prima di cadere alla settima palla match e lasciare la vittoria a Chardy, vincitore 6-0 7-5 in 71 minuti. Come Bolelli, altri due tennisti italiani sono arrivati a Stoccolma per provare a entrare nel main draw: Stefano Napolitano, 160 ATP, e Andrea Arnaboldi, 210, ma sono stati subito eliminati. Il primo ha perso da Marchenko col netto punteggio di 6-1 6-2 in 56 minuti, il secondo da Jerzy Janowicz,141 ATP, il quale ha confermato l’unico precedente di Bastaad 2015, sconfiggendo il lombardo con il punteggio di 6-7(1) 7-5 6-1 in 1 ora e 57 minuti.

Alla seconda edizione dell’European Open di Anversa, ATP 250 dotato di montepremi di 660.375.00 $ (lo stesso di quello di Stoccolma), si è iscritto il solo Stefano Travaglia, 131 ATP, al terzo torneo (i precedenti erano due Challenger) dopo i per lui bellissimi US Open, nei quali, dopo essere stato bravo a qualificarsi, aveva sconfitto Fognini in un ormai celebre derby di primo turno. Il tennista di Ascoli, non avendo la classifica per accedere direttamente al main draw, si è iscritto alle quali, dove, come quinta testa di serie, al primo turno ha eliminato la wc locale, il 23enne Kim Coppejans, 282 ATP,eliminato in 1 ora e 58 minuti di partita col punteggio di 4-6 6-2 6-3 in 1 ora e 58 minuti. Nel turno decisivo, Stefano è stato bravo a sconfiggere la testa di serie numero 1 del tabellone cadetto, Vasek Pospisil, 104 ATP (ex 25 3 anni fa) col punteggio di 3-6 6-3 6-4 in 1 ora e 52 minuti. Nel main draw Travaglia ha avuto un accoppiamento sfortunato con David Ferrer, 31 ATP, al ritorno nel circuito dopo la sorprendente sconfitta al primo turno degli US Open con Kukushkin. Stefano, nonostante una brutta prova al servizio (3 ace e ben 8 doppi falli e appena il 44% di prime in campo) è riuscito a fare gara pari con l’ex numero 3 del mondo e anzi, una volta giunto al terzo e decisivo set, quando nel decimo gioco Ferrer ha servito per rimanere nel match, ha avuto anche un match point a sui favore. Una volta non convertitolo, al tie-break del terzo è prevalsa la maggiore esperienza dell’iberico in questi frangenti (ha vinto il 18° tiebreak decisivo su 31 giocati in carriera), portando a casa l’accesso al secondo turno col punteggio di 4-6 6-4 7-6(3) in 2 ore e 23 minuti di partita.

A Mosca si giocava anche la VTB Kremlin Cup, l’ATP 250 più ricco della settimana (823.600.000$), storicamente feudo di tennisti russi (vincitori di 14 delle 27 edizioni già disputate). Tre azzurri si sono recati nella capitale russa: Paolo Lorenzi, Andreas Seppi e Thomas Fabbiano. Per il nostro numero 2, sceso al 40°posto del ranking dopo il mese di brutte sconfitte vissute, era la quarta volta a Mosca, dove per due volte aveva almeno vinto una partita. Opposto a Laslo Djere, 90 ATP, che lo aveva sconfitto in primavera a Istanbul, il toscano aveva un’ottima occasione per uscire dalla serie negativa di quattro sconfitte all’esordio nei tornei, ma ci è andato solo molto vicino. Dopo aver vinto il primo set 6-4 in 47 minuti con un solo break, ottenuto nel gioco iniziale, è arrivato al tie-break del secondo parziale senza aver mai perso il servizio e aver concesso solo due palle break (ha chiuso l’incontro con ottime percentuali: 69% di punti vinti con la prima e 66% con la seconda), coincidenti a due set-point, nel 12°gioco. Nel tie-break ha avuto un match-point sul 6-5, prima di vedere la partita allungata al terzo. Nel parziale decisivo, ha avuto l’ultimo spunto positivo, portandosi sul 2-0, prima di calare definitivamente e cedere al 22enne serbo, vincitore dopo 2 ore e 49 minuti di battaglia col punteggio di 4-6 7-6(9) 6-4.

Era la quinta volta a Mosca per Seppi, 88 ATP, in un torneo al quale mancava dal 2014, ma per lui fortunato, nel quale nel 2012 ha iscritto il suo nome nell’albo d’oro, portando a tre i suoi titoli nel circuito maggiore (precedentemente aveva vinto sulla terra di Belgrado e sull’erba di Eastbourne). Il bolzanino aveva fatto bene anche nel 2013 (semifinale) e 2014 (quarti) ed è tornato, dopo aver saltato l’intera traferta asiatica, durante la quale ha giocato un solo challenger, sapendo di “dover” fare bene, visto che questa settimana gli scadevano i 45 punti dei quarti conquistati ad Anversa lo scorso anno. Al primo turno si è trovato di fronte, per la prima volta in carriera, Jiri Vesely, 63 ATP: la partita è stata equilibrata sino al 3 pari, poi il break operato dall’altoatesino nell’ottavo gioco ha indirizzato prima il set, vinto in 38 minuti, poi, in sostanza l’incontro, con il 24enne ceco, non al meglio della condizione, ritiratosi sul 4-1 a sfavore del secondo set, dopo 61 minuti di partita che hanno aperto le porte del secondo turno a Seppi.

Qui il tennista nato a Caldaro (BZ) ha incontrato Philip Kohlshreiber, 32 ATP, già affrontato nove volte in carriera, uscendone vincitore solo in 3 (ma sull’indoor hard Andreas era avanti 2-1). L’allievo di Sartori è stato più volte sul punto di perdere l’incontro: sul 6-7 0-2 del secondo, ma, soprattutto, nel dodicesimo game dello stesso set, quando, andato a servire per rimanere nel match, ha dovuto fronteggiare ben 3 match point, prima di rimettere al tie-break in equilibrio le sorti del match, portandolo al terzo, dove, dovendo fronteggiare in tutto il set una sola palla break (ottime la statistiche col servizio a fine match con 10 ace fatti e il 78% di punti vinti con la prima, entrata il 59% delle volte), è stato bravo a brekkare il 34enne di Augsburg per raggiungere, per la seconda volta nel 2017, i quarti in un torneo ATP.  Qui l’ostacolo da superare si chiamava Damir Dzumhur, 38 ATP,uno dei tennisti che meglio ha fatto nell’ultima parte dell’estate, sino ad arrivare a vincere il suo primo titolo ATP a San Pietroburgo. Andreas lo aveva già affrontato e sconfitto due volte, entrambe quest’anno (sull’hard indoor a Sofia e sulla terra rossa a Lione), ma a Mosca è andata diversamente: Seppi, dopo aver strappato il servizio nel decimo gioco del primo set, portato a casa dopo 35 minuti, non è riuscito più a brekkare il 25enne bosniaco nel corso di tutto l’incontro. Inevitabilmente, arrivati al terzo dopo un set dominato dal 38 ATP, il break operato da Dzumhur sul 4 pari ha consegnato la partita alla sesta testa di serie del seeding, vincitrice in 1 ora e 49 minuti di una partita equilibrata, archiviata col punteggio di 4-6 6-2 6-4.

Come Seppi, anche Thomas Fabbiano ha disertato la tourneè in Asia del circuito maggiore, iscrivendosi solo a un challenger in Uzbekistan. Era la sua prima volta a Mosca e non è stata purtroppo battezzata con un successo, anche a causa di un sorteggio non benevolo, che lo ha accoppiato a Dzumhur, 38 ATP e sesta testa di serie del torneo russo, un tennista già affrontato in carriera ben 5 volte (tutte sulla terra) da Fabbiano, che aveva vinto solo il primo precedente, risalente al 2012. Alla Kremlin Cup Thomas ha disputato una partita le cui percentuali statistiche al servizio sono state positive, ma non sono bastate per fare altro che portare facilmente a casa il secondo set, prima di cedere al tennis attualmente migliore del bosniaco, vincitore in 92 minuti col punteggio di 6-3 0-6 6-2.
Tra le donne, due nostre giocatrici hanno provato ad accedere, in quella che era l’ultima settimana che il circuito femminile dedicava ai tornei (Finals escluse), al tabellone dell’International che dal 1996 si tiene a ottobre in Lussemburgo, vinto ben 5 volte (record della competizione) da Kim Clijsters. Trattasi di Cristiana Ferrando, 275 WTA – ritiratasi dopo 84 minuti, quando la 38enne Patty Schnyder, 160 WTA ma ex 7 del ranking e vincitrice di 11 titoli nel circuito, conduceva 5-7 6-0 1-0- e di Jasmine Paolini, 135 WTA, fermata dalla 18enne ungherese Fanny Stollar, 228 WTA, vincitrice con lo score di 7-5 6-2 in 68 minuti.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/23/fognini-lunica-luce/feed/ 0
Halep: “Dopo Parigi non pensavo sarei diventata n. 1” http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/simona-halep-dopo-il-roland-garros-e-stata-dura-non-pensavo-che-sarei-diventata-numero-uno/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/simona-halep-dopo-il-roland-garros-e-stata-dura-non-pensavo-che-sarei-diventata-numero-uno/#respond Sun, 22 Oct 2017 17:04:42 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=228016 Alla vigilia dell'esordio da numero uno nelle Finals di Singapore, la tennista rumena ripercorre la sua stagione straordinaria: "Per ora non sento la pressione, voglio solo godermi questo momento"]]>

Simona Halep si prepara a scendere in campo per le Finals di Singapore da numero uno nella Race e nel ranking mondiale. Ciò nonostante la rumena sembra ancora incredula per i traguardi raggiunti quest’anno: “Ho avuto molte possibilità quest’anno di arrivare al numero 1, ma mai mi sarei aspettata che sarebbe accaduto in Cina. Ma nella vita è sempre così: quando meno te l’aspetti ti accadono cose straordinarie. Di sicuro tutti ricorderanno quest’evento, dalla Romania certamente. È una buona cosa anche per la mia famiglia. Hanno lavorato molto con me per tanti anni ed essere qui come No.1 è un momento speciale”. Simona è ormai una delle migliori tenniste al mondo già da diversi anni, ma fino ad ora le era mancato quel salto di qualità che oggi le consente di giocare le Finals di Singapore senza troppe pressioni: Non sento la pressione per il momento. Vedremo il lunedì. Ma per il momento vorrei solo godere di questo sogno che si è realizzato” .

“Grazie all’ambizione ho superato le difficoltà di quest’anno. Ora ho più fiducia in me stessa e so che posso fare grandi cose”, ha dichiarato Halep alla WTA e ha proseguito dicendo: “Sono quasi quattro anni che milito nella top 5, quindi è una cosa bella. Molte cose sono positive. Ma se sei come me, ti aspetti sempre di più”.
Uno dei momenti più difficili di questa stagione è stata sicuramente la sconfitta in finale al Roland Garros contro la giovane promessa Ostapenko. Tutti i riflettori erano puntati sulla rumena, che si trovava ad un passo dalla prima posizione mondiale e dal tanto agognato titolo Slam. Lei stessa ha affermato di aver passato un periodo negativo dopo questa sconfitta: Piangevo dopo quella partita, non potevo credere che non ero riuscita a vincere quel match dopo essere stata in vantaggio di un set e 3-0. Sono andata a casa e sono stata male per 3-4 giorni”.

Nonostante i vari alti e bassi, Simona ha recuperato fiducia in se stessa ed ora si accinge ad affrontare al meglio le Finals e la prossima stagione: “Certamente e sicuramente lavorerò, perché anche se sono No.1 ho molte cose da migliorare. Devo lavorare più a mio parere ora perché il livello è molto alto e devo continuare a farlo ogni settimana, cosa che non è facile. Ma vedremo l’anno prossimo che cosa succederà”. Staremo a vedere cosa accadrà in quest’ultimo importante torneo dell’anno; Muguruza è alle calcagna di Halep (a soli 40 punti di distanza), ma la rumena non lascerà il trono tanto facilmente, d’altronde come dice lei stessa: “Sono un diesel. Comincio lentamente e poi vado veloce”.

 

 

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/simona-halep-dopo-il-roland-garros-e-stata-dura-non-pensavo-che-sarei-diventata-numero-uno/feed/ 0
ATP Vienna: Bolelli e Fabbiano mancano la qualificazione http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-vienna-bolelli-e-fabbiano-mancano-laccesso-al-main-draw/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-vienna-bolelli-e-fabbiano-mancano-laccesso-al-main-draw/#respond Sun, 22 Oct 2017 16:32:59 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=228019 I due azzurri sconfitti nell'ultimo turno delle qualificazioni del torneo ATP 500 austriaco. Passano Herbert e Novak]]>

Niente da fare per i due azzurri che cercavano di entrare nel main draw del torneo ATP 500 di Vienna. Nel turno finale delle qualificazioni Simone Bolelli e Thomas Fabbiano sono stati sconfitti rispettivamente dal francese Herbert e dall’austriaco Novak.

Bolelli si è arreso col punteggio di 7-6(1) 6-2 alla testa di serie N.7 del tabellone cadetto, Fabbiano ha ceduto al terzo set contro il giocatore padrone di casa, una sconfitta piuttosto grave dato che Dennis Novak è solamente N.291 della classifica mondiale lontanissimo dal N.75 occupato da Fabbiano. Punteggio finale 6-4 3-6 6-3 in 1h51 di gioco.

Accedono al main draw anche Guido Pella che supera Lacko e Guillermo Garcia-Lopez che batte Stakhovsky al terzo set.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-vienna-bolelli-e-fabbiano-mancano-laccesso-al-main-draw/feed/ 0
Basta un poco di Federer e la domenica va giù http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/federer-il-numero-uno-e-nelle-mani-di-rafa/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/federer-il-numero-uno-e-nelle-mani-di-rafa/#respond Sun, 22 Oct 2017 15:41:55 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227972 BASILEA - "Il numero 1 dipende da Nadal, ma non è un mio pensiero". E sulle sue condizioni: "Sono sorpreso, non sono affatto stanco". Bercy in dubbio]]>

da Basilea, il nostro inviato

Lo scorso anno la sua assenza fu quanto mai pesante, addirittura più rilevante del torneo vero e proprio. C’era Stan Wawrinka, attualmente già con la testa al 2018, e Kei Nishikori e Marin Cilic, poi vincitore. Ma l’argomento di discussione era sempre e solo Roger Federer: il circuito torna a fare tappa nella sua Basilea, e il campione svizzero stavolta risponde presente. La St. JakobsHalle, posta di fronte al St Jakobs Park che ospita la squadra di calcio locale (impegnata anche in Champions League) si è rinnovata per l’occasione, con un ingresso principale tirato a lucido e svariati corridoi interni ritoccati con assi di legno e pareti in tessuto. L’area stampa è rimasta uguale, ampia con tende blu e pannelli di alluminio alle pareti. Già buona l’affluenza per essere una domenica di qualificazioni, che per altro non sarà ricordata per spettacolo o colpi di scena. Al tabellone principale accedono Gojowczyk, Kukushkin, Fucsovics e la vecchia volpe Julien Benneteau, che ha superato lo spagnolo Granollers nel match più interessante di giornata.

Niente da segnalare dunque, se non per la conferenza stampa pre-torneo di Federer, che ha ovviamente attirato la (sparuta) stampa presente, ed è bastata per smuovere gli animi degli addetti ai lavori. Fresco di titolo a Shanghai (il sesto dell’anno), Federer si è presentato nella sala interviste della St. JakobsHalle con dieci minuti di ritardo rispetto all’orario annunciato; poche domande in inglese prima di una lunga chiacchierata con i colleghi tedeschi. Roger è apparso sereno e sorridente, e come lui stesso ha detto, per nulla affaticato: il focus non è il numero 1, e Parigi Bercy è ancora in dubbio.

Come ti senti fisicamente?

Bene; mi sento bene, mi sto allenando bene. Mi devo abituare ancora un po’ alle condizioni, è sempre difficile passare da un torneo all’altro, le altitudini sono diverse rispetto a Shanghai, qui è indoor.

Nessun affaticamento dopo Shanghai?
Se anche fosse così, non te lo direi (ride). Ma come ho detto, sto bene. Anzi, sono sorpreso di come abbia subito recuperato dopo Shanghai, non sono affatto stanco.

Hai giocato benissimo a Shanghai. Pensi di essere allo stesso livello di inizio anno?
Sì, sicuramente ho giocato bene. Ma la stagione è stata piuttosto lunga, e dura in generale. Dopo Wimbledon ho giocato sempre piuttosto bene, anche se l’estate non è andata come avevo programmato. A Montrèal ho giocato bene ma mi sono infrotunato a fine torneo; a New York alla fine sono arrivato poco lucido. Adesso stiamo giocando un tennis un po’ diverso, sull’uno-due, e mi sto trovando molto bene. Difficile comunque fare paragoni con l’inizio dell’anno.

Pensieri sul numero uno del ranking?
Sono lontano, non è il mio obiettivo. So che ne parlate e me lo chiedete, ma non è a portata di mano. Sarebbe un problema pensarci a lungo. Il mio obiettivo è giocare e vincere qui, e Londra; non in funzione del numero uno, ma perché sono tornei che mi interessano. Il resto temo sia nelle mani di Rafa.

Qualche domanda in francese con un occhio al 2018, per capire se tornerà a giocare sul rosso: “Di certo non posso giocare solo il Roland Garros, dovrei per forza prepararmi con almeno un altro torneo. Non so, dipenderà dalle mie condizioni, è un po’ presto per parlarne”. Federer è apparso in ottime condizioni nell’allenamento mattutino, di buon ora sul Centrale aperto solo ai membri del fan club e qualche giornalista imbucato: a scambiare con lui uno dei suoi compagni abituali, l’olandese Robin Haase, 44 ATP, che domani affronterà Marco Chiudinelli. Per Chiudinelli questo sarà l’ultimo torneo in carriera. Al primo turno è atteso da Francis Tiafoe, diciannovenne numero 79 ATP e candidato a partecipare alle NextGen Finals di Milano. Roger ha vinto entrambi i precedenti, giocati quest’anno, ma nell’ultimo agli US Open fu costretto al quinto set. Con il forfeit di Nadal, lo svizzero è senza dubbio il favorito per vincere il torneo di casa: ancora da decidere la sua partecipazione a Parigi Bercy, che “dipenderà da questa settimana e da come mi sentirò”. 

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/federer-il-numero-uno-e-nelle-mani-di-rafa/feed/ 0
ATP Basilea, quali: Benneteau e Fucsovics nel main draw http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-basilea-quali-benneteau-e-fucsovics-nel-main-draw/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-basilea-quali-benneteau-e-fucsovics-nel-main-draw/#respond Sun, 22 Oct 2017 15:41:06 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227981 BASILEA - Tutte partite rapide alla St. Jakobshalle. Avanzano anche Kukushkin e Gojowczyk. Pospisil lucky loser per il ritiro di Bedene]]>

da Basilea, il nostro inviato

È il giorno decisivo per gli otto giocatori ancora in corsa nelle qualificazioni. In palio quattro posti nel tabellone principale. Il primo a conquistarsi un pass per il main draw è stato Marton Fucsovics, che ha prevalso piuttosto nettamente sul veterano Florian Mayer. Il tennis aritmico del tedesco è stato annullato dalla potenza dell’ungherese, che ha sempre tenuto il pallino del gioco dal primo all’ultimo scambio. Particolarmente incisivo il dritto, degno vassallo di un servizio che oggi ha funzionato benissimo. Ora per lui una sfida abbordabile con Jared Donaldson. Sempre sul Campo 2, Julien Benneteau si è sbarazzato in due set di Marcel Granollers. I due hanno dato vita ad una partita godibilissima dal punto di vista tecnico, ma sono apparsi entrambi molto nervosi. Punti da applausi erano intervallati da monologhi furenti o chiacchierate accese con i membri del proprio angolo (tra cui spiccava il fratello di Granollers, Geràrd). Il francese se la vedrà con Donald Young al primo turno.

Sul campo centrale, che stamattina ha ospitato l’allenamento di Roger Federer con Robin Haase (la sessione era dedicata al fan club del campione svizzero), si sono invece tenuti gli altri due incontri in programma oggi. Nel primo il sempreverde Kukushkin ha eliminato senza troppi patemi Vasek Pospisil, ormai lontanissimo dai livelli dello straordinario biennio 2013-2014. Il canadese però potrà beneficiare di una seconda occasione come lucky loser, dopo il ritiro di Bedene. Il suo avversario di primo turno sarà l’ex compagno di doppio Jack Sock. Nell’ultimo match di giornata invece si è consumata una piccola sorpresa. Nicolas Mahut, che di solito si esprime al meglio su questi campi veloci, ha ceduto nettamente contro Peter Gojowczyk. Il francese è rimasto in campo appena 45 minuti, uscendone con il misero bottino di quattro game.  Il tedesco giocherà con David Goffin.

Risultati:

[3] J. Benneteau b. M. Grannollers 6-4 6-4
[6] M. Fucsovics b. [2] F. Mayer 6-4 6-4
[3] P. Gojowczyk b. [8] N. Mahut 6-1 6-3
[4] M. Kukushkin b. [7] V. Pospisil 6-4 6-4

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-basilea-quali-benneteau-e-fucsovics-nel-main-draw/feed/ 0
ATP Stoccolma: del Potro di nuovo campeon http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-stoccolma-del-potro-di-nuovo-campeon/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-stoccolma-del-potro-di-nuovo-campeon/#respond Sun, 22 Oct 2017 15:03:48 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227983 A distanza di un anno del Potro rompe il digiuno, tornando a vincere un titolo ATP. Ora Londra non è così distante]]>

[4] J.M. del Potro b. [1] G. Dimitrov 6-4 6-2

A volte ritornano. Non è solo il titolo di un racconto di Stephen King ma anche il possibile incipit della cronaca della finale dell’Open di Stoccolma tra l’argentino Juan Martin del Potro (n. 19 ATP, 29 anni) e il bulgaro Grigor Dimitrov (n. 8 ATP, 26 anni), dal momento che i due furono protagonisti anche della semifinale del 2016. Quel giorno vinse l’argentino in due set combattuti e poi si ripetè in finale contro Jack Sock. Oggi Juan Martin ha concesso il bis e, apparentemente, senza fare particolare fatica. Dimitrov inizia la partita al servizio e si trova subito nella spiacevole situazione di dover annullare due palle break non consecutive. Lo fa con autorevolezza e poi riesce a conquistare il game, ma la sua scelta tattica di cercare insistentemente il rovescio di del Potro non pare efficace.

Il colpo bimane dell’argentino non giungerà mai al livello del diritto (sportivamente parlando lo renderebbe un tennista illegale), ma la versione slice è ottima e quella piatta adeguata. Quando il bulgaro si rende conto del suo errore strategico è tardi: nel quinto game subisce infatti il break che finirà per decidere il primo parziale. Avrebbe la possibilità immediata di recuperare poiché nel sesto gioco la percentuale di prime in campo di Delpo cala un po’ e ciò gli consente di procurarsi una palla-break, ma l’argentino è bravo ad annullarla con un poderoso attacco di diritto. Il sudamericano ha poi un’esitazione sul 5-4, ma quattro prime consecutive gli consentono di mettere in cascina il primo set. Il 71% di prime palle in campo e 85% di punti vinti susseguenti alla prima sono i dati statistici più significativi a suo favore. Dopo un inizio di secondo set confortante, il bel Grigor decide di giocare un terzo game suicida. Attacca per due volte del Potro sul diritto con esito nefasto e poi butta in rete un diritto in avanzamento che sancisce il break sudamericano.

Come nel primo set il gigante di Tandil dà subito al suo avversario una triplice opportunità di controbreak, ma in tutte e tre le circostanze è semplicemente perfetto nell’annullarle per poi, grazie ancora al servizio, mantenere il vantaggio. Per poter adeguatamente ammirare alcuni scambi occorsi nel quarto game (il più bello della partita) invitiamo i lettori a ricorrere agli highlight del match; si sono visti proiettili travestiti da pallina da tennis attraversare ripetutamente la rete e un paio di risposte in tuffo di Dimitrov degne di Djokovic dei giorni migliori. Ma se neppure rispondere come Djokovic nei giorni migliori serve a qualcosa, vano è insistere deve avere pensato Dimitrov. Infatti, ha prima ceduto nuovamente il servizio nel settimo game e, pochi minuti appresso, stretto in un fraterno abbraccio il suo gigantesco avversario che, con l’ennesimo servizio centrale vincente, coglieva la sua ventesima vittoria ATP, la sesta-su otto confronti- contro il bulgaro e, con l’assegno da 105.000 dollari, si vedeva consegnare un trofeo che, crediamo, nessuna persona di buon senso vorrebbe mai vedere nel salotto di casa propria.

Del Potro continuerà la sua rincorsa alle Finals londinesi a Basilea dove al primo turno affronterà il portoghese Joao Sousa, mentre Dimitrov a Vienna se la vedrà con un qualificato che, presumibilmente, avrà un diritto meno problematico di quello con il quale il bulgaro ha dovuto fare i conti oggi.

La Race to London aggiornata al 23/10 (oo:oo)

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-stoccolma-del-potro-di-nuovo-campeon/feed/ 0
WTA Finals: Muguruza in due set, Ostapenko si sveglia tardi http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/wta-finals-singapore-2017-garbine-muguruza-jelena-ostapenko/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/wta-finals-singapore-2017-garbine-muguruza-jelena-ostapenko/#respond Sun, 22 Oct 2017 13:18:05 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227952 La spagnola controlla il match per un'ora poi rischia di subire la rimonta della lettone. Chiude al terzo match point]]>

Gruppo Bianco (1a giornata)

WTA Finals: gemella batte sorella, dominio Pliskova

[2] G. Muguruza b. [7] J. Ostapenko 6-3 6-4

Giovane, rampante, vincitrice slam e depositaria di enorme talento, a Ostapenko non è stata necessariamente data in sorte una poker face. Le buffe espressioni che l’hanno resa famosa dicono tutto di lei, e quelle messe in mostra oggi nella prima sfida della sua vita alle Finals raccontavano di una giocatrice incapace di spiegarsi i motivi alla base di cotanti disastri prodotti. Muguruza, apparentemente tornata in salute dopo la preoccupante forma esibita a Pechino, oggi recitante il ruolo di attrice non protagonista, non ha dovuto dannarsi l’anima per vincere una partita che le ha riservato qualche problema solo al momento di chiudere la contesa, e agganciare Karolina Pliskova in testa al cosiddetto raggruppamento bianco.

Garbine Muguruza – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

Presto in affanno con la malcerta seconda di servizio, su cui Muguruza si è sovente avventata facendo due passi dentro al campo, la ventenne di Riga ha subìto due break nei primi due giri in battuta facendosi in entrambe le occasioni rimontare da 30-0, e nonostante il contro break acciuffato nel terzo game non ha potuto esimersi dal convocare al proprio capezzale un allarmato Andis Juska, suo accompagnatore nella trasferta a Singapore, quando si è ritrovata sotto per quattro a uno dopo diciotto minuti trapunti di gravi strafalcioni. Il colloquio si è rivelato in effetti fruttuoso, e Ostapenko, riportatasi a tiro in seguito al vittorioso turno in risposta nel settimo game, il più vibrante dell’intero incontro, esibendo il notorio dritto di graffiana memoria, è sembrata poter riportare in equilibrio il parziale, ma un altro disastroso passaggio al servizio subito dopo le è di fatto costato il primo set.

Sulla campionessa dell’ultimo Roland Garros è a quel punto scesa la notte. Definitivamente abbandonata dal rovescio e in generale mutilata da un discreto numero di errori non forzati  – a fine incontro se ne conteranno 25 – Alyona è finita sotto per cinque a uno, sballottata da un’avversaria ora poco incline, e ancor meno interessata, a dar sfogo ai classici schemi aggressivi della ditta, essendo gli abbondanti regali altrui più che sufficienti a garantirle i punti necessari a condurre in porto l’impegno. Non provvista di cuore leonino, Garbine si è però incartata al momento di chiudere i conti. Trovatasi a servire per il match nell’ottavo gioco, la tennista nata a Caracas ha perso la battuta rimontata dal 30-15, e nel decimo, di fronte a una lettone ormai priva di freni inibitori, si è dovuta affidare a Santa prima di servizio per venir fuori dal pantano dei pericolosi vantaggi in cui era finita dopo aver gettato alle ortiche i primi due match point.

Jelena Ostapenko – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

Per Jelena, spesso notata in plastica ed eloquente posa, con tanto di braccia allargate, espressione interrogativa e racchetta al suolo, queste Finals non saranno presumibilmente un unicum alla fine della carriera. Ma se l’andazzo è quello visto nella giornata dell’esordio assoluto, la prima esperienza tra le maestre rischia di durare meno del previsto.

WTA Finals: sorteggio, precedenti e analisi dei gironi

Guida alle WTA Finals: cambio di generazione (AGF)

WTA Finals: il programma delle prime due giornate

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/wta-finals-singapore-2017-garbine-muguruza-jelena-ostapenko/feed/ 0
Sara Errani regina di Suzhou: rientra in top 150 http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/sara-errani-regina-di-suzhou-rientra-top-150/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/sara-errani-regina-di-suzhou-rientra-top-150/#respond Sun, 22 Oct 2017 11:05:16 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227914 La bolognese ha già "dimezzato" il suo ranking dopo il ritorno in campo. Lunedì sarà numero 145: il ritorno in top 100 entro fine stagione non è utopia]]>

Sara Errani ha dominato la finale dell’ITF di Suzhou (cemento, $60,000) contro la cinese Hanyu Guo: 6-1 6-0 in 50 minuti di gioco contro un’avversaria – n.328 WTA – che non ha avuto modo di opporre la minima resistenza. Il torneo è filato decisamente liscio ad eccezione di qualche difficoltà negli ottavi di finale contro l’israeliana Glushko. Il titolo, che dà seguito all’ottima semifinale raggiunta nell’International di Tianjin, permette a Sara Errani di “dimezzare” il ranking di numero 281 con cui aveva ripreso l’attività agonistica dopo la squalifica. La bolognese domani sarà infatti al 145esimo posto, sempre più vicina al cut-off (posizione 107) per l’accesso diretto al tabellone dell’Australian Open 2018.

Sara ha intenzione di sfruttare il momento d’oro e lunedì sarà ancora in campo in terra cinese a Liuzhou per un altro ITF da $60,000. Il secondo titolo consecutivo le consegnerebbe ulteriori 80 punti con i quali, orientativamente, si troverebbe a 100 lunghezze dall’obiettivo (100 e spiccioli dalla top 100). Considerando i tre WTA 125K che l’italiana ha in programma di giocare nel mese di novembre – nell’ultimo, quello di Honolulu, le farà compagnia anche Francesca Schiavone – le possibilità di rientrare tra le prime 100 giocatrici del mondo entro la fine di questa stagione sono piuttosto elevate.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/sara-errani-regina-di-suzhou-rientra-top-150/feed/ 0
Kyrgios: “Meglio la Davis degli Slam, McEnroe non sarà il mio coach” http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/kyrgios-meglio-la-davis-degli-slam-mcenroe-non-sara-il-mio-coach/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/kyrgios-meglio-la-davis-degli-slam-mcenroe-non-sara-il-mio-coach/#respond Sun, 22 Oct 2017 11:00:55 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227943 Il tennista australiano annuncia anche per dicembre un’esibizione a Buenos Aires con del Potro ]]>

La stagione di Nick Kyrgios si è conclusa anzitempo a causa di un fastidio all’anca sinistra che ha parzialmente causato la sorprendente sconfitta all’esordio nel torneo di Anversa contro il belga Ruben Bemelmans, n.98 del ranking ATP. Nonostante ciò, il 22enne tennista di Canberra in questi gironi ha fatto parlare ancora di sé tramite una sessione di Q&A (domande e risposte) con i suoi fan su Twitter e con un nuovo post scritto sul sito Players Voice.

Sul popolare social network, il n.20 del ranking ATP ha pazientemente risposto a tutte le più disparate curiosità dei suoi sostenitori, legate al tennis ma non solo. Alla domanda “se potessi visitare un nuovo paese, quale sarebbe e perché?”, Kyrgios ha annunciato una sua prossima esibizione a dicembre in Argentina, nella capitale Buenos Aires, con l’idolo locale e campione degli US Open 2009 Juan Martin del Potro. L’australiano ha poi confermato questo impegno in un successivo tweet.

Non è mancata come al solito l’ironia a Nick in questo scambio con i fan, soprattutto nei confronti dei giudici di sedia, con i quali non sempre ha un grande feeling. Quando qualcuno gli ha chiesto quale nuova lingua volesse imparare, il talento aussie ha prontamente risposto: “una che gli arbitri non possano capire!”. Oppure alla domanda “Hai mai tirato una pallina al giudice di sedia o ai giudici di linea?”, Kyrgios ha replicato: “Grazie per l’idea”. Il finalista del Masters 1000 di Cincinnati ci ha poi tenuto a precisare alla fine che le sue battute in questo contesto non devono essere prese troppo seriamente. “Per tutti quelli (stupidi abbastanza) da prendere le mie risposte alla lettera, era tutta ironia. Non ce l’ho con nessuno nel mondo del tennis”, ha scritto infine.

Ma Kyrgios recentemente ha trovato un’altra piattaforma per condividere in maniera più articolata i suoi pensieri con i fan senza passare attraverso i filtri dei media tradizionali. Nick ha infatti co-fondato insieme ad altre star dello sport down-under il sito Players Voice: uno spazio in cui, in maniera simile allo statunitense The Players’ Tribune, sono gli stessi atleti a scrivere gli articoli. Dopo la sua toccante lettera ai fan di settembre, Kyrgios ha pubblicato un nuovo post in cui ha tirato le somme di questa stagione.

In particolare, il tennista australiano ha scritto di quanto gli piaccia giocare eventi di squadra come la Davis ma anche la neonata Laver Cup. “I grandi Slam sono i tornei più importanti e vuoi fare bene ma sento di preferire quando si gioca in squadra”, ha rivelato Kyrgios, “La Davis era la mia priorità quest’anno e guardando al 2018, metterò gli eventi di squadra davanti agli Slam in termini di ciò che voglio vincere. Perdere con il Belgio (in semfinale di Davis ndr) è stato uno schifo. Sentivamo di essere in una buona posizione per far qualcosa di speciale quest’anno. Non essere stati capaci di farlo ci ha ucciso. Rusty (Lleyton Hewitt, il capitano ndr) ci ha detto chiaramente che torneremo insieme, ci rimetteremo al lavoro e faremo due passi in avanti. Ha parlato di una sensazione che faceva male e anche io mi sentivo così. E mi sono sentito in maniera simile quando ho perso contro Federer alla Laver Cup. Era dura trattenere le lacrime. Sentivo di aver deluso tutti. La Davis e la Laver Cup mi hanno dato i più grandi alti e i più grandi bassi della mia carriera”.

Proprio alla Laver Cup, sembrava che si fosse instaurata una bella chimica tra Kyrgios e la leggenda americana John McEnroe, capitano del Team World. Nei giorni successivi all’evento si è vociferato di una possibile collaborazione tra i due, visto che l’australiano è ormai da tempo senza coach. Lo stesso Nick però, pur non negando l’affinità con McEnroe, ha voluto smentire questa eventualità. “Mi sento a mio agio con lui. Lui capisce che tipo sono e come mi comporto sul campo. C’è una connessione. Sarà un mio grande amico e qualcuno con cui posso parlare ma non un coach”, ha ribadito Kyrgios, “non so se lavorerò con lui in futuro. Non ho niente contro di lui. È una mia questione personale. Non so se voglio lavorare con qualcuno in questo momento”.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/kyrgios-meglio-la-davis-degli-slam-mcenroe-non-sara-il-mio-coach/feed/ 0
Challenger, week 43: dove giocano gli italiani http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/challenger-week-43-dove-giocano-gli-italiani/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/challenger-week-43-dove-giocano-gli-italiani/#respond Sun, 22 Oct 2017 10:43:35 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227940 Cinque i tornei che si giocheranno la prossima settimana (Brest, Suzhou, Lima, Traralgon e Ho Chi Minh). Tanti gli azzurri al via]]>

Brest (Francia. Hard. € 106.000+H)

Si gioca in Francia il Challenger più ricco della settimana. 15.270 euro e 110 punti al vincitore. La prima testa di serie è il russo Daniil Medvedev. Seguono Copil, Gombos, Chardy, Jaziri, Djere, Kuznetsov e il nostro Matteo Berrettini (che al primo turno affronterà Konstantin Kravchuk). Altri quattro azzurri presenti in tabellone: Salvatore Caruso (che sfiderà Uladzimir Ignatik), Matteo Donati (che avrà un primo turno complicato contro la testa di serie numero 1), Alessandro Giannessi (opposto ad Alexey Vatutin) e Luca Vanni (primo turno contro Aldin Setkic). Ancora in corsa nel tabellone di qualificazione anche Andrea Arnaboldi.


Suzhou (Cina. Hard, Decoturf. $ 75.000)

Forfait dell’ultima ora per il veterano dei Challenger Yen-Hsun Lu, già costretto al ritiro questa settimana nel corso della semifinale del Challenger di Ningbo. Il torneo perde dunque la prima testa di serie. A guidare il tabellone sarà il secondo favorito del seeding, lo sloveno Blaz Kavcic. Presenti due azzurri: Lorenzo Frigerio (esordio contro la wild card cinese Xin Gao) e Riccardo Ghedin, bravo a centrare il main draw passando dalle qualificazioni. Al primo turno sfiderà la testa di serie numero 8, il cinese Ze Zhang.


Lima (Perù. Terra rossa. $ 50.000+H)

Una presenza azzurra anche sulla terra rossa di Lima. Si tratta di Marco Cecchinato, testa di serie numero 5, che al primo turno se la vedrà con la wild card Juan Pablo Varillas. A guidare il seeding saranno Federico Delbonis e Victor Estrella Burgos. Niente da fare per Roberto Marcora, sconfitto al primo turno di qualificazioni dall’austriaco Lenny Hampel.


Traralgon (Australia. Hard, Plexicushion. $ 75.000)

Nessun italiano presente sul plexicushion australiano, nemmeno nelle qualificazioni. La testa di serie numero 1 è il padrone di casa Jordan Thompson, che debutterà contro il polacco Michal Przysiezny.  Seguono Matthew Ebden, Taro Daniel, Mitchell Krueger, Noah Rubin, Evan King, Dayne Kelly e Brydan Klein.


Ho Chi Minh City (Vietnam. Hard, Plexipave. $ 50.000+H)

Trasferta vietnamita per Alessandro Bega, unico azzurro presente nel tabellone principale. Al primo turno sfiderà la testa di serie numero 3, il canadese Peter Polansky. Guida il seeding Taylor Fritz, mentre la testa di serie numero 2 è Mikhail Youzhny.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/challenger-week-43-dove-giocano-gli-italiani/feed/ 0
WTA Finals: gemella batte sorella, dominio Pliskova http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/wta-finals-singapore-2017-karolina-pliskova-venus-williams/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/wta-finals-singapore-2017-karolina-pliskova-venus-williams/#respond Sun, 22 Oct 2017 10:29:36 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227923 Poca, pochissima storia nel primo incontro di Singapore. Karolina Pliskova domina Venus Williams e si porta in testa al gruppo bianco]]>

Gruppo Bianco (1a giornata)

WTA Finals: Muguruza in due set, Ostapenko si sveglia tardi

[3] Ka. Pliskova b. [5] V. Williams 6-2 6-2

Karolina Pliskova inizia come meglio non poteva il suo percorso nelle WTA Finals 2017. La ceca ha infatti sconfitto Venus Williams 6-2 6-2, lasciando solo 4 giochi, e mettendo in mostra una costanza ad altissimi livelli che non esibiva ormai da diversi mesi. Venus è apparsa scarica e mai davvero in grado di mettere in difficoltà la ceca. Se questa giornata sia stata solo una delle sue giornate no condizionate da Sjögren o se invece sia sintomo di una scarsa condizione atletica, lo scopriremo nei prossimi giorni. Il suo percorso, però, si fa già ripidissimo.

Venus Williams e Karolina Pliskova – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

Pliskova, dicevamo, ha fatto vedere dei picchi di rendimento che avevamo quasi rischiato di dimenticare. Karolina è stata una delle cinque giocatrici a raggiungere il numero uno in stagione, a coronamento di un straordinario fine 2016 e di un buon inizio di 2017. La prima posizione in classifica nella WTA pare essere però stregata da qualche anno a questa parte. In circostanze che richiamano vagamente l’anello di Tolkien, il numero 1 è tanto ambito prima di essere afferrato, quanto logorante una volta fatto proprio. Tolta infatti la naturale padrona, ora in maternità, il numero 1 ultimamente non ha fatto bene a chi l’ha indossato. Da luglio, mese della scalata al trono, Karolina ha raggiunto una sola semifinale, a Cincinnati. Pliskova ha recentemente cambiato anche allenatore, compromettendo definitivamente i rapporti con la connazionale Barbora Strycova.

La ceca inizia la partita al servizio, piazzando un ace in apertura di game e uno in chiusura, intervallati da un rovescio vincente lungolinea, e da un meraviglioso passante incrociato di dritto di Venus. La reattività dell’americana sulle gambe non sembra però quella dei giorni migliori, e Venus perde spesso la misura dei colpi e il timing al servizio. Pliskova invece è centrata con tutti i fondamentali, e mette subito pressione al già dormiente gioco dell’americana, colpendo vincenti da ogni angolo di campo. Venus commette un doppio fallo che concede la prima palla break alla ceca. Alla ceca ne servirà una seconda, e un dritto lungolinea vincente, per portarsi avanti.

Venus ha un sussulto a metà set, riconquistando il break con l’aiuto provvidenziale di un doppio fallo di Pliskova sulla palla break. L’americana sembra disposta a combattere, ma non è accompagnata dal fisico, e la qualità del gioco ne risente. Concede quindi il secondo break dell’incontro a Pliskova, questa volta a zero, commettendo errori in successione. Nel gioco successivo, sul 4-2 e servizio, Karolina le da un’ultima occasione di riaprire il set. Sul 30-30 Venus mette però a metà rete un comodo dritto lungolinea. Lo sconforto dell’americana si nota nel gesto inusuale per lei di darsi delle lievissime racchettate in testa, quasi a tentar di svegliare mente e corpo dal torpore di cui sono preda.

Venus Williams – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

Pliskova conquista il terzo break del set nel gioco successivo, vincendo il set 6-2 in 30 minuti. Karolina ha iniziato bene, portandosi subito avanti e restando sempre in controllo del set. Le prime sono solo al 52%, ma i vincenti sono 9 e gli errori sono 4. Venus ha invece un parziale negativo tra vincenti e gratuiti.

Nel secondo set, Pliskova prova a fuggire nuovamente in avvio, ma Venus si aggrappa al suo primo turno di battute con tutte le forze oggi a disposizione, riuscendo a non far fuggire la ceca. Nel gioco successivo si tornano finalmente a vedere sprazzi di buon tennis da parte dell’americana, che conquista due opportunità di break e si dimostra più incisiva in risposta. Pliskova non si lascia intimorire, e piazza ace e vincenti (anche a rete, dove oggi sta giocando bene) nei momenti giusti.

Karolina Pliskova – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

L’abbozzo di partita dura purtroppo giusto un paio di giochi. Nel gioco successivo Venus mette poche prime in campo, e le seconde sono facilmente preda degli attacchi di Pliskova. Arriva quindi il break, con l’ennesimo rovescio in rete di Venus. La ceca, ormai in fiducia e avanti anche nel secondo set, gioca senza remore e i colpi le entrano tutti. Il set scorre poi via senza troppi sussulti. Venus conquista un altro gioco al servizio, che può sempre tornare utile alla fine del round robin, e annulla poi tre match point consecutivi nell’ultimo gioco, prima di capitolare al quarto. 6-2 6-2; venticinque vincenti e dodici errori, e 5 ace per Pliskova, che si candida come una delle favorite alla vittoria finale.

WTA Finals: sorteggio, precedenti e analisi dei gironi

Guida alle WTA Finals: cambio di generazione (AGF)

WTA Finals: il programma delle prime due giornate

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/wta-finals-singapore-2017-karolina-pliskova-venus-williams/feed/ 0
ATP Anversa: Tsonga forza quattro! In finale è insuperabile http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-anversa-tsonga-forza-quattro-finale-e-insuperabile/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-anversa-tsonga-forza-quattro-finale-e-insuperabile/#respond Sun, 22 Oct 2017 10:00:24 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=228018 Ops, he did it again! In Belgio Tsonga fa quattro su quattro in stagione. Meglio di lui solo Federer e Nadal]]>

[2/WC] J. Tsonga b. [4] D. Schwartzman 6-3 7-5

Dopo Rotterdam, Marsiglia e Lione, Jo-Wilfried Tsonga conquista anche Anversa. Il tennista francese non ha perso alcun set in tutto il torneo e in finale si è imposto sull’argentino Diego Schwartzman con il punteggio di 6-3 7-5. Il sudamericano non ha demeritato, soprattutto nel secondo set, quando ha preso fiducia e sembrava poter allungare al terzo l’incontro.

Nel primo set partono bene entrambi con la prima di servizio, con cui portano a casa quasi la totalità dei punti. Tsonga, a differenza di ieri, è molto concentrato e sbaglia pochissimo. Nel sesto game approfitta di un errore di dritto lungo linea in uscita dal servizio di Schwartzman per procurarsi tre palle break consecutive, spreca le prime due con altrettanti errori di rovescio e concretizza la terza grazie ad un doppio fallo dell’argentino. Nei primi game dominano gli scambi prolungati, ma nel settimo gioco Tsonga recupera da 0-30 riuscendo a chiudere velocemente i punti con il servizio e con il dritto, con cui mette a segno molti vincenti. Il transalpino fa valere la maggior pesantezza di palla. Nel nono game si procura due set point grazie ad un passante di dritto dell’avversario finito fuori e converte il primo con un ace.

Schwartzman cerca soluzioni diverse attaccando spesso a rete, ma non ottiene i frutti sperati. Nel primo game del secondo parziale concede subito due palle break, annulla la prima con un ace, ma sulla seconda viene trafitto dal passante di Tsonga dopo che la palla colpita dall’argentino aveva toccato il nastro. Il francese conferma il break a fatica salvando con un ace una chance offerta a Schwartzman per ristabilire immediatamente la parità. Nel terzo game Jo ha la palla per scappare forse definitivamente, ma manda fuori il rovescio e Diego si salva. Gli errori del francese aumentano, mentre l’argentino è più solido da fondo campo e molto più intraprendente. Un doppio fallo di Tsonga e il successivo errore di dritto dopo una buona risposta di Schwartzman portano quest’ultimo a recuperare e ad impattare sul 2-2. Adesso anche le discese a rete iniziano a portare punti alla testa di serie n.4, che con un rovescio lungo linea vincente conquista due palle break, annullate, però, da Tsonga con un servizio vincente e con un ace. Dopo le occasioni non sfruttate, seppur senza colpe, Schwartzman si disunisce e con una smorzata che si ferma sulla rete perde a 0 il servizio, con Tsonga che approfitta di questo evidente passaggio a vuoto dell’avversario. Il sudamericano rimuove velocemente dalla testa l’ultimo game e con un rovescio vincente dopo uno scambio lungo in cui non ha perso campo si procura due palle del contro-break: sulla prima il passante esce fuori di poco, ma sulla seconda è aiutato dalla testa di serie n. 2 che commette un errore sotto rete. Sul 5 pari una bella risposta di Jo e un errore di rovescio in uscita dal servizio di Schwartzman portano il francese a servire per aggiudicarsi l’incontro. L’argentino appare sconsolato e con un suo errore di dritto Tsonga si procura un match point, che sfrutta grazie ad uno slice di rovescio di Schwartzman finito lungo.

Per il transalpino si tratta del sedicesimo titolo in carriera, il quarto del 2017 e domani in classifica salirà al quindicesimo posto. L’argentino esce sconfitto nella finale del torneo belga per la seconda volta consecutiva e sempre battuto da un francese, rimanendo fermo al titolo vinto ad Istanbul lo scorso anno.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-anversa-tsonga-forza-quattro-finale-e-insuperabile/feed/ 0
ATP Mosca: Damir Dzumhur il rosso, è bis in Russia http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-mosca-dzumhur-il-rosso-bis-russia/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-mosca-dzumhur-il-rosso-bis-russia/#respond Sun, 22 Oct 2017 09:30:41 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227969 A quattro settimane esatte dal primo titolo ATP a San Pietroburgo, Damir Dzumhur vince anche Mosca. Domani sarà 31 del mondo]]>

[6] D. Dzumhur b. [PR] R. Berankis 6-2 1-6 6-4

Damir Dzumhur continua a vincere a scalare la classifica ATP. È stato il tennista bosniaco, infatti, ad aggiudicarsi il torneo ATP 250 di Mosca battendo in finale, al terzo set, il lituano Ricardas Berankis (n. 169 ATP) che, dopo i diversi infortuni, è rientrato nel circuito solo nel mese di maggio scorso e tornato, adesso, ad esprimere un tennis di buon livello. Dzumhur, numero 39 ATP, ha conquistato il secondo titolo stagionale dopo quello di settembre a San Pietroburgo nella finale contro Fabio Fognini e da domani salirà al numero 31 ATP: è il suo best ranking.

I primi punti della partita sono stati caratterizzati da diversi gratuiti: entrambi hanno avvertito la tensione di inizio match con Berankis che, sin da subito, ha provato a spostare l’avversario e a farlo muovere soprattutto dalla parte del dritto. Questo gli ha permesso di procurarsi la prima palla break dell’incontro che, però, non è riuscito a concretizzare. Berankis ha giocato un buon turno di battuta senza concedere un 15 all’avversario che, nei game al servizio ha sofferto più del previsto. In ogni caso il tennista bosniaco è riuscito sempre a salvarsi sbagliando poco e soprattutto mettendo in campo quei miglioramenti che, negli ultimi mesi, gli hanno permesso di fare diversi passa avanti in classifica. Quando si è trovato sotto nel punteggio Dzumhur ha aumentato il ritmo e l’intensità degli scambi, sfruttando l’ampiezza del campo e soprattutto ha sbagliato poco o nulla. Nel quarto game Dzumhur con un passante di rovescio è riuscito a procurarsi le prime palle break dell’incontro e a concretizzarle grazie ad un errore di Berankis. Il bosniaco è riuscito a tenere il servizio e a condurre per 4 giochi a 1. E se il lituano, oggi numero 169 del ranking ATP, ha provato a riaprire il set provando a scendere a rete, giocando accelerazioni vincenti e trovando ottime soluzioni con il rovescio, Dzumhur, non si è scomposto, anzi. È uscito fuori dai momenti di difficoltà mettendo sfruttando la maggiore agilità negli spostamenti laterali. Salito sul 5 a 2 è riuscito a chiudere il set nel game di risposta grazie ad un passante di dritto che gli ha permesso di chiudere il punto con una volèe. Il set perso non ha demoralizzato Berankis che ha iniziato il nuovo parziale lasciando andare i colpi e togliendo il tempo all’avversario. Il lituano ha messo i piedi dentro il campo da gioco ed ha iniziato ad essere più aggressivo e, questo gli ha dato l’opportunità di strappare per la prima volta nel match il servizio a Dzumhur e di portarsi sul 2-0 e 0-40 con tre palle consecutive del 3 a 0.

A questo punto, però, il bosniaco ha ritrovato la continuità andata persa nei primi game e dopo un bellissimo game, durato 12 minuti e 45 secondi e che ha visto ottime soluzioni da parte di entrambi i giocatori, è riuscito a difendere il servizio. Nel corso del game il lituano non ha sfruttato ben sette break point alternando risposte vincenti a errori gratuiti. Anche se, come accaduto in precedenza, il bosniaco non ha mollato un solo punto. Berankis, però, ha continuato a cercare quelle soluzioni vincenti che gli hanno permesso di accorciare gli scambi e chiudere subito i punti e di variare anche grazie al ricorso ad efficaci smorzate. Dzumhur è stato meno brillante rispetto al primo set non riuscendo a trovare continuità e questo ha dato la possibilità al numero 169 del mondo di continuare a imporre il suo tennis e di aggiudicarsi il secondo parziale per 6 giochi a 1.

Ad inizio terzo set entrambi hanno ritrovato la concentrazione cercando di sfruttare i loro punti di forza: Berankis ha accelerato e chiuso subito il punto, mentre Dzumhur ha coperto il campo ed ha cercato anche qualche variazione. È sul 4 a 3 e servizio Dzumhur che il lituano si è conquistato tre palle break che, se sfruttate, lo avrebbero portato a servire per il match e il titolo. Sotto nel punteggio Dzumhur è riuscito ad esprimersi al meglio e, annullate le palle break, si è preso il game. Il numero 39 ATP è stato bravo, nel game successivo, a crearsi l’occasione per strappare il servizio a Berankis. È stato un dritto affossato in rete dal numero 169 del mondo a dare il game al bosniaco che si è trovato al servizio per chiudere l’incontro. Prima di chiudere, però, Dzumhur ha dovuto annullare tre palle break consecutive; una volèe mandata fuori campo da Berankis gli ha consegnato il suo secondo titolo della carriera.

Per il bosniaco si tratta di un ottimo risultato che, adesso, gli permetterà di scalare ancora una volta la classifica ATP: dall’attuale posizione numero 39, infatti, da domani sarà 31: è il suo best ranking. Buon ritorno anche per Berankis che, dopo i tanti infortuni, è tornato ad esprimere un tennis di buon livello e che lo ha portato a disputare una finale nel circuito maggiore dopo quella giocata e persa nel lontano 2012. Inoltre dall’attuale posizione numero 169 potrà risalire fino alla 125. Berankis potrà riavere subito la rivincita su Dzumhur: in settimana si affronteranno nel primo turno del torneo ATP 500 di Vienna.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-mosca-dzumhur-il-rosso-bis-russia/feed/ 0
ATP Basilea e Vienna: i tabelloni. Federer “rischia” Shapovalov http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-basilea-e-vienna-il-tabellone-federer-puo-incontrare-shapovalov/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-basilea-e-vienna-il-tabellone-federer-puo-incontrare-shapovalov/#respond Sun, 22 Oct 2017 09:17:20 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227876 Federer comanda il seeding a Basilea, Zverev è il "capo" a Vienna. Tutti gli incroci]]>

Crocevia austro-elvetico per la corsa alle ATP Finals e per la lotta in chiave leadership. Nadal si è chiamato fuori, dando forfait a Basilea dove invece ci sarà Federer assieme a Cilic e Goffin. Dimitrov sarà a Vienna, ma potrebbe chiudere il discorso qualificazione già battendo del Potro nella finale di Stoccolma. Assieme al bulgaro i già qualificati Zverev e Thiem e il duo Querrey-Anderson che invece cerca punti preziosi per entrare tra i primi otto della Race.

Swiss Indoors Basel – Basilea (cemento, €2,291,860)

Roger Federer torna allo Swiss Indoor Open dopo due anni, vista l’assenza dal tour nella seconda parte del 2016. Per Federer si può parlare del suo “torneo di casa” non solo perché è nato proprio a Basilea, ma anche perché qui ha raggiunto per 12 volte la finale in singolare (2000-01, 2006-2015), vincendone sette, e una volta in doppio (2000) in coppia con Dominik Hrbaty (sconfitti 7-6 al terzo da Johnson-Noval). In quest’edizione il suo primo avversario sarà Frances Tiafoe che a New York lo ha portato al quinto set.

Non ci sarà invece il rivale Rafael Nadal che per il secondo anno consecutivo ha deciso di rinunciare al torneo svizzero. La testa di serie numero 2 è dunque Marin Cilic, detentore del titolo e sesto della Race to London (scavalcato da Grigor Dimitrov nella settimana appena passata). Il croato, che ha bisogno di una semifinale per assicurarsi il pass per Londra, esordirà con Verdasco che è apparso molto in forma a Stoccolma dove però ha sprecato molte occasioni nella semifinale contro del Potro. Quest’ultimo è la testa di serie numero 4 e nonostante le ultime due intense settimane, caratterizzate dalla semifinale a Shanghai e dalla finale a Stoccolma, non è mai facile darlo per finito, anche in ottica Finals: vincendo il titolo svedese andrebbe a -470 punti dall’ottavo posto di Carreno Busta. A Basilea il suo primo avversario sarà Joao Sousa.

Il terzo favorito del seeding è David Goffin (finalista nel 2014) che se non fa passi falsi potrebbe mettere una seria ipoteca sulle Finals. Il tabellone sembra sorridergli visto che al primo turno avrà un qualificato, anche se la possibilità di beccare un cliente scomodo non è bassa (su tutti Mahut, ottimo sul veloce indoor, e Kukushkin, il guastafeste per eccellenza). Le proiezioni del tabellone vedono la strada del belga incrociarsi con quella di Paolo Lorenzi, unico italiano in tabellone e alle prese con un finale di stagione difficile; opposto al senese ci sarà il Next Gen coreano Hyeon Chung.

Oltre ai logici favoriti occhi puntati su Mischa Zverev, Sock e Shapovalov (primo turno vs Sugita). Unico italiano in tabellone Paolo Lorenzi, che esordirà contro il Next Gen Chung.

  • Qualificati: torneo ancora in corso
  • Wild Card: M. Chiudinelli, H. Laaksonen, F. Tiafoe
  • Special Exempt: R. Bemelmans
  • Last Direct Acceptance: D. Young (60)

Erste Bank Open 500 – Vienna (cemento, €2,621,850)

Le prime due teste di serie del torneo di Vienna, Sascha Zverev e Dominic Thiem, non hanno di che preoccuparsi per quanto riguarda la qualificazione al torneo dei maestri, ma di sicuro l’austriaco dovrà trovare un po’ di fiducia nel torneo di casa visto che dopo il Roland Garros ha un bilancio di 10 vittorie e altrettante sconfitte. Il sorteggio gli propone un primo turno suggestivo contro Andrey Rublev, un secondo contro Gasquet o Lopez (vincitore qui 13 anni fa) e i quarti contro Anderson, sempre che Pouille non gli faccia uno scherzetto. La parte inferiore del tabellone ospita anche la testa di serie numero 3 Grigor Dimitrov, che ha chiesto e ottenuto una wild card, e uno dei contendenti degli ultimi posti disponibili per le Finals, Sam Querrey, impegnato contro Ramos-Vinolas all’esordio.

Zverev ha un tabellone meno complicato rispetto al suo amico Thiem, visto che i pericoli seri dovrebbero iniziare dai quarti di finale dove potrebbe trovare Tsonga, vincitore nel 2011, finalista nel 2016 e con un bilancio di 15-2 sul veloce indoor nel 2017.

Carreño Busta è la testa di serie numero 4 e cerca disperatamente la via della vittoria dagli US Open. Al momento sarebbe qualificato per Londra, ma dalle retrovie sono pronti a dargli battaglia e il suo posto è tutt’altro che sicuro. Nel suo spicchio di tabellone c’è anche Fabio Fognini opposto a Diego Schwartzman: l’unico precedente tra i due ha sorriso a Fabio, al terzo set, sulla terra rossa di Sao Paolo nel 2015. Bolelli e Fabbiano giocheranno oggi il turno decisivo per la qualificazione: il primo se la vedrà con Herbert, mentre il pugliese affronterà Novak che ieri ha sconfitto Seppi in due set.

  • Qualificati: torneo ancora in corso
  • Wild Card: G. Dimitrov, E. Gulbis, S. Ofner
  • Special Exempt: R. Berankis
  • Last Direct Acceptance: D. Dzumhur (55)
]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-basilea-e-vienna-il-tabellone-federer-puo-incontrare-shapovalov/feed/ 0
ATP Vienna, quali: avanti Fabbiano e Bolelli, male Seppi http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-vienna-qualificazioni-avanti-fabbiano-e-bolelli-male-seppi/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-vienna-qualificazioni-avanti-fabbiano-e-bolelli-male-seppi/#respond Sun, 22 Oct 2017 08:45:37 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227916 Nel primo turno del tabellone cadetto del Erste Bank Open un super Bolelli batte Lajovic e Fabbiano non tradisce contro Hiader-Maurer. Seppi perde invece dal n.291 del mondo]]>

Ben tre tennisti italiani si erano iscritti alle qualificazioni dell’ATP 500 di Vienna, tradizionale tappa della stagione europea indoor: Thomas Fabbiano, Andreas Seppi e Simone Bolelli in ordine diclassifica. Bolelli e Fabbiano sono riusciti a superare brillantemente il primo turno mentre Seppi è incappato in una brutta sconfitta ed è dovuto tornare a casa anzitempo.

La vittoria più inattesa alla vigilia è sicuramente quella del 32enne tennista bolognese, entrato nel tabellone cadetto grazie al protected ranking, contro il serbo Dusan Lajovic, testa di serie n.3, per 6-3 6-4 in meno di un’ora e mezza di gioco. Bolelli si contenderà l’accesso al suo terzo main draw nel torneo austriaco contro il francese Pierre-Hugues Herbert, uscito vincitore dal derby con il più giovane connazionale Quentin Halys. L’azzurro si è aggiudicato l’unico precedente, disputatosi nel secondo turno delle qualificazioni del torneo di Montpellier nel lontano 2012.

Fabbiano, testa di serie n.4 del tabellone cadetto, ci ha messo poco più di un’ora per superare con il punteggio di 6-3 6-2 il beniamino di casa Andreas Haider-Maurer, ex n.47 del mondo precipitato in classifica dopo un lungo infortunio che gli ha fatto saltare tutta la scorsa stagione. Ora il tennista pugliese, per entrare per la prima volta nel tabellone del prestigioso Erste Bank Open, dovrà battere un altro austriaco, la wild card Denis Novak. Al primo turno, Novak, n.291 del ranking ATP, ha sorprendentemente eliminato proprio Seppi, forse un po’ scarico dopo i quarti di finale a Mosca, con lo score di 6-4 7-6.

Negli altri incontri da segnalare il successo in due set (6-1 7-5) contro pronostico del veterano ucraino Sergiy Stakhovsky contro il n.1 del tabellone cadetto, il georgiano Nikoloz Basilashvili. “Stakho” al secondo turno affronterà lo spagnolo Guillermo Garcia-Lopez, vittorioso per 7-6 6-4 sul polacco Jerzy Janowicz. L’ultimo pass per il tabellone principale se lo contenderanno l’argentino Guido Pella e lo slovacco Lukas Lacko. Il primo ha sconfitto in tre set lo svedese Elias Ymer (6-3 5-7 6-3) mentre il secondo ha eliminato in due set (7-5 6-4) la testa di serie n.5, il brasiliano Rogerio Dutra Silva.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-vienna-qualificazioni-avanti-fabbiano-e-bolelli-male-seppi/feed/ 0
Eterna Williams e le sette sorelle. A chi il trono? (Crivelli). Maestra Venus sfida le baby terribili (Semeraro). Errani ritrova una finale. Fognini fuori a Stoccolma (La Nazione) http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/eterna-williams-e-le-sette-sorelle-chi-il-trono-crivelli-maestra-venus-sfida-le-baby-terribili-semeraro-errani-ritrova-una-finale-fognini-fuori-stoccolma-la-nazione/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/eterna-williams-e-le-sette-sorelle-chi-il-trono-crivelli-maestra-venus-sfida-le-baby-terribili-semeraro-errani-ritrova-una-finale-fognini-fuori-stoccolma-la-nazione/#respond Sun, 22 Oct 2017 06:39:59 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227907 Eterna Williams e le sette sorelle. A chi il trono? (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport) Anno di grazia 2008. Quando Venus Williams conquistava l’unico Masters della carriera, solo la Wozniacki era già una giocatrice fatta e finita; le altre navigavano ancora nelle categorie giovanili e addirittura la Ostapenko, 17 anni di meno, non sapeva […]]]>

Eterna Williams e le sette sorelle. A chi il trono? (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Anno di grazia 2008. Quando Venus Williams conquistava l’unico Masters della carriera, solo la Wozniacki era già una giocatrice fatta e finita; le altre navigavano ancora nelle categorie giovanili e addirittura la Ostapenko, 17 anni di meno, non sapeva ancora se privilegiare le racchette oppure la danza. Le Wta Finals di Singapore che scattano oggi, o più semplicemente il Masters femminile, sono la rappresentazione plastica di questo millennio tennistico tra le donne: tante protagoniste, brave (o bravissime) e di talento, ma l’unico comune denominatore di un cognome che sa coniugare solo successi e malgrado le botte del destino non conosce declino. Così, attendendo mamma Serena, tocca alla sorella perpetuare il dominio, se non tecnico certamente di personalità, sul resto del circuito. Venere torna all’appuntamento che chiude l’annata dopo otto stagioni, grazie soprattutto alle due finali Slam (Australia e Wimbledon), diventando a 37 anni la terza più vecchia a riuscirci (Billie Jean King a 39 e Navratilova a 38 le prime due). E’ l’unica delle otto regine, appunto, ad aver già vinto il torneo e anche l’unica ad avere un record vincente con ognuna delle altre qualificate. Insomma, cambia il mondo ma non lei, capace di prendere con il sorriso la malattia che l’accompagna dal 2011 e di trovare nella vita e nello sport sempre uno spunto per ricercare il divertimento personale: «E’ la mia quinta volta al Masters, e tutte sono state speciali, perché qui arrivano davvero le più forti del mondo e quindi vuol dire che te lo sei guadagnato. Tra l’altro, io penso che adesso la competizione tra noi sia molto più serrata rispetto a quando arrivai quindicenne sul circuito, che il livello generale si sia alzato ed è un magnifico cambiamento, a pensarci bene». La Williams è finita nel gruppo all’apparenza più complicato, quello delle bombardiere e di due vincitrici Slam stagionali (Muguruza e Ostapenko), anche se a un primo check del campo ha detto che «la superficie è molto lenta e mi aspetto molti scambi da fondo». Del resto, mai come questa volta davvero tutte possono vincere il Masters, a parte forse la Garcia, che pure ci arriva sull’abbrivio di una favolosa campagna asiatica (due tornei vinti in due settimane che le sono valsi il pass). La francese è anche la sola a non avere assilli di classifica, nel senso che non ha possibilità di puntare al numero uno di fine stagione come invece può accadere alle altre. In un anno che ha salutato cinque giocatrici diverse al vertice della Wta, le Finals sono perciò il giusto epilogo, quasi una mano di poker dove conterà, se non ogni singolo game, certamente ogni partita, anche quella teoricamente senza interesse. Perché alla vincitrice andranno 1500 punti se chiuderà senza sconfitte nel girone e tra la Halep e la Ostapenko, prima e settima del ranking, al momento ci sono 1165 punti di differenza. Manca la dominatrice, in pratica. Sempre che Venus non si ricordi dei tempi che furono.

—————————————

Maestra Venus sfida le baby terribili (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

Più che la Maestra, a 37 anni suonati e dopo 22 stagioni di onoratissimo servizio, di questo tennis femminile Venus Williams potrebbe essere la Preside. Forse non più la più forte di tutte, come ad inizio millennio, ma una veterana dal carisma inossidabile capace di “reggere” la classe ribelle in cui si è trasformato, in assenza di sua sorella Serena, il circuito Wta. E dire che sei anni fa, quando le diagnosticarono la sindrome di Sjogren, una malattia autoimmune che provoca crisi di stanchezza estrema, Venus sembrava pronta per il ritiro. Invece rieccola qua: nel 2017 ha giocato – e perso – due finali Slam agli Australian Open e a Wimbledon, ma è tornata numero 5 del mondo e oggi, alle 11 italiane, aprirà il programma delle Wta Fìnals di Singapore, scendendo in campo contro Karolina Pliskova. La prima occasione di rivincita che le offre il suo girone, visto che nel 2016 era stata proprio la ceca ad eliminarla in un quarto sanguinoso agli Us Open. Le altre sue compagne nel girone rosso, quello delle “picchiatrici” sono la baby Ostapenko (17 anni meno di lei..) e Garbine Muguruza, la spagnola che l’ha sconfitta a luglio nella finale di Wimbledon, mentre nel girone bianco, che riunisce le “maratonete”, sono comprese Simona Halep, Elina Svitolina, Caroline Wozniacki (a 27 anni la seconda più anziana) e Caroline Garcia. Su otto giocatrici approdate al Master, in sette (con l’eccezione della Garcia) hanno una chance teorica di finire l’anno da numero 1 – anche se l’Ostapenko dovrebbe vincere e sperare che la Halep si infortuni subito. Quest’anno del resto le regine provvisorie sono state già cinque: Serena Williams, Kerber; Pliskova, Muguruza e Halep. Un record assoluto che certifica come fra le ragazze manchi una padrona assoluta. «Rispetto a quando ho iniziato lo la competizione è molto più aperta», ha spiegato la Williams maggiore, che a Melbourne a inizio anno si era inchinata solo a Serena «E credo che questo sia un cambiamento positivo». I campi a Singapore sono decisamente lenti, «quindi, anche se siamo alla fine della stagione – ha aggiunto Venus – aspettatevi lunghi scambi e match molto lunghi…». L’idea di stare ore e ore in campo, ovviamente, non la fa molto felice. Alla sua età è ancora temibile sull’uno-due, ma alla distanza gli anni iniziano a farsi sentire. Nel 2017 è stata ottima nei grandi tornei (quarti a Indian Wells, Roma e Parigi, semifinali a Miami e agli Us Open) ma alla fine di una stagione molto solida non è riuscita a portarsi a casa neppure una coppa. Solo due sue ex colleghe, sono riuscite nella storia a qualificarsi per il Masters di fine anno ad una età più avanzata: Billie Jean King a 39 anni nel 1983 e Martina Navratilova a 38 nel 1994. Venus, alla quinta partecipazione, ci torna per la prima volta dal 2009, quando fu sconfitta in finale dalla sorella, mentre l’anno prima lo aveva vinto per la prima e unica volta battendo Vera Zvonareva; nel 1999 e nel 2002 aveva invece raggiunto le semifinali. «Quest’anno ho lottato per vincere i grandi tornei, ora devo solo superare il confine su cui mi sono sempre fermata. E penso di farcela». Non è mai troppo tardi, per la Preside del tennis.

—————————————

Errani ritrova una finale. Fognini fuori a Stoccolma (La Nazione)

Sara Errani conquista la finale del 60mila dollari di Suzhou, in Cina. La 30enne romagnola, risalita al numero 180 del ranking mondiale dopo la semifinale della scorsa settimana nel Wta di Tianjin (dove ha vinto il titolo in doppio) – suo primo impegno nel tour dopo la squalifica di due mesi comminatale dall’ITF per assunzione (accidentale) di letrozolo – in semifinale ha superato la testa di serie n. 2 Kurumi Nara, n. 103 Wta, con il punteggio di 3-6 6-3 6-3, in due ore e 7 minuti di gioco. Nel match che assegna il titolo la tennista azzurra troverà dall’altra parte della rete la 19enne cinese Hanyu Guo, numero 328 del ranking Wta: non ci sono precedenti fra le due. Intanto Fabio Fognini manca l’accesso alla finale del torneo Atp di Stoccolma, cedendo in due set al bulgaro Grigor Dimitrov. Il n.8 al mondo, e favorito del torneo, si è imposto sul ligure n.30 del ranking con il punteggio di 6-3, 7-6 (2), in circa un’ora e mezza di gioco. Dopo un primo set in cui Fognini si è visto annullare due palle break prima di cedere a sua volta il servizio – e chiedere anche un ‘medical time out’ per un dolore all’anca – e infine il set, nella seconda partita l’azzurro si è ripreso quando era già sotto 0-2. Con una reazione veemente, Fognini ha strappato due volte il servizio all’avversario portandosi in vantaggio 4-2, ma Dimitrov ha risposto subito rimettendo il punteggio in equilibrio. Fognini è arrivato a due punti dal set sia sul 5-4 in suo favore che sul 6-5, ma non ha potuto evitare il tie break dove Dimitrov ha avuto vita facile, imponendosi 7-2.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/eterna-williams-e-le-sette-sorelle-chi-il-trono-crivelli-maestra-venus-sfida-le-baby-terribili-semeraro-errani-ritrova-una-finale-fognini-fuori-stoccolma-la-nazione/feed/ 0
ATP Basilea, quali: Auger-Aliassime rimandato, molto bene Granollers http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-basilea-qualificazioni-auger-aliassime-rimandato-bene-granollers/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-basilea-qualificazioni-auger-aliassime-rimandato-bene-granollers/#respond Sat, 21 Oct 2017 22:24:05 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227851 BASILEA - Il giovane canadese va a lezioni di astuzia da Benneteau. Avanzano tutte le teste di serie, tranne Istomin (1)]]>

dal nostro inviato a Basilea

La pioggia e un cielo plumbeo accolgono e incorniciano la giornata inaugurale degli Swiss Indoors. Sedici giocatori sono scesi in campo oggi per guadagnarsi i quattro posti riservati ai qualificati. Le luci erano puntate sulla giovane stellina canadese Felix Auger-Aliassime , che però ha deluso le aspettative lasciandosi irretire da un vecchio volpone come Julien Benneteau. Il 17enne di Montreal ha peccato un po’ di ingenuità, soprattutto per quanto riguarda la gestione tattica del match. Se infatti il fisico e la tecnica non gli fanno difetto, a mancare è un po’ di lucidità in più nei momenti di maggiore pressione. Il carattere e la testa però ci sono e lo testimoniano la rimonta da 0-3 nel primo set (poi perso) e le palle break ottenute (sebbene non sfruttate) nell’ultimo gioco, quando si trovava ormai spalle al muro. Il tempo è dalla sua parte.

Bocciate invece senza appello le due wild card locali, Adrian Bodmer e Marc-Andrea Huesler, sconfitti rispettivamente da KukushkinMahut, sempre a suo agio su questi campi. Anche la terza wild card, Paul -Henri Mathieu, non ha avuto miglior fortuna ed è stato eliminato in rimonta da Peter Gojowczyk, al termine di una maratona di circa due ore e mezza. Ne sono servite quasi tre invece a Marton Fucsovic, eroico giustiziere della Russia in Davis, per avere ragione del croato Franko Skugor.

L’unica testa di serie che non è riuscita a raggiungere il turno decisivo è anche la numero uno, nella persona di Denis Istomin, sorpreso dal sempre ostico Granollers. Il primo set di questa sfida ha espresso un livello di tennis decisamente elevato anche perché lo spagnolo era in giornata buona ed ha estratto ben più di un coniglio dal suo cilindro. Perso il primo parziale al tiebreak, Istomin ha poi ceduto di schianto, subendo un netto 6-1.

Risultati:

M. Granollers b. [1] D. Istomin 7-6(5) 6-1
[3] P. Gojowczyk b. [WC] P. Mathieu 6-7(3) 7-5 6-4
[5] J. Benneteau b. F. Auger-Aliassime 6-4 6-3
[2] F. Mayer b. E. Escobedo 6-4 7-5
[6] M. Fucsovics b. F. Skugor 6-7(5) 6-4 6-4
[8] N. Mahut b. [WC] M. Huesler 7-5 6-1
[4] M. Kukushkin b. [WC] A. Bodmar 7-5 6-3
[7] V. Pospisil b. K. De Schepper 7-6(3) 6-3

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/22/atp-basilea-qualificazioni-auger-aliassime-rimandato-bene-granollers/feed/ 0
ATP Anversa: Schwartzman e Tsonga si giocano il titolo http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/21/atp-anversa-tsonga-e-schwartzman-si-giocano-il-titolo/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/21/atp-anversa-tsonga-e-schwartzman-si-giocano-il-titolo/#respond Sat, 21 Oct 2017 13:05:34 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227872 Stefanos Tsitsipas si mette in mostra anche oggi, ma non riesce a raggiungere la finale. A vincere è Diego Schwartzman. Jo-Wilfried Tsonga rispetta il pronostico contro Ruben Bemelmans ]]>

Jo-Wilfried Tsonga è il primo finalista del torneo belga. Il francese si impone sul padrone di casa Ruben Bemelmans con un doppio 6-3, offrendo una prestazione non del tutto convincente, in un match in cui il suo talento è venuto fuori alla distanza. Nel primo set Tsonga sale subito di un break grazie ad un rovescio sulla rete di Bemelmans. Il tennista transalpino sbaglia molto e con un doppio fallo perde a 0 il servizio. I meriti del belga nel rendere difficile la vita a Tsonga sono evidenti, poiché è molto solido e gioca molto bene a rete con frequenti attacchi in controtempo. Il campione francese commette qualche errore di troppo sotto rete e con una volée bassa finita lunga regala all’avversario una palla break, che annulla con un ace; sbaglia ancora una volée che questa volta si ferma sulla rete, ma Bemelmans non riesce a concretizzare nemmeno questa opportunità, con il nastro che trattiene nel suo campo la palla. In qualche modo Tsonga riesce a rimanere avanti nel set e, nonostante i numerosi errori, nell’ottavo game è lui a sfruttare le chance di break grazie a due errori di dritto del belga. Bemelmans adesso è meno solido e Jo si procura due set point con un ace; ma la conquista del parziale deve sudarsela: manda fuori il dritto dopo una risposta piuttosto profonda dell’avversario, poi sbaglia anche il passante, ma la risposta sulla rete del tennista locale gli regala un terzo set point, che però Ruben è bravo a salvare con un dritto in contropiede; Tsonga riesce a procurarsi una quarta opportunità grazie al pallonetto di Bemelmans finito fuori e questa volta non sbaglia, andando a segno con la volée seguita da una caduta senza conseguenze.

Nel secondo set il francese inizia a fare la voce grossa, sbaglia molto meno e serve bene. Un rovescio sulla rete del belga nel terzo game porta l’ex top ten avanti di un break. Tsonga mantiene il servizio di vantaggio con pochi problemi e con un passante lungo linea vincente porta a casa l’incontro al primo match point. Domani proverà a vincere il quarto titolo della stagione.

Diego Schwartzman infrange i sogni di gloria del giovane Stefanos Tsitsipas, superandolo per 6-3 7-5 al termine di un bel match in cui entrambi hanno espresso un buon tennis. Il greco, nonostante la sconfitta, ha mostrato un’ottima personalità, ma gli è mancata l’esperienza necessaria per gestire un secondo set che lo ha visto dominare per lunghi tratti. Nel primo set, invece, a farla da padrone è stato il piccolo argentino, che con pochissimi errori e ottime soluzioni vincenti si è preso subito la scena contro il protagonista della settimana. Nel primo set Tsitsipas commette tre errori e perde a 0 la battuta, trafitto da un passante di dritto di Schwartzman. Nel quinto game l’argentino ha due possibilità per allungare ulteriormente, ma il suo pallonetto esce e sulla seconda palla break è bravo l’ellenico con uno smash dopo un’ottima prima di servizio. Schwartzman si procura un’altra palla break andando questa volta a segno con il lob, ma Tsitsipas si salva con il servizio. Con il passare dei minuti Stefanos inizia a giocare con più convinzione rispetto alle incertezze iniziali e migliora anche con il servizio. Nel nono gioco incontra di nuovo delle difficoltà e con una volée sulla rete manda ad un punto dal set l’argentino, che poi va a segno con un contropiede di rovescio lungo linea.

Nel secondo parziale la musica cambia ed è Tsitsipas a partire meglio, strappando immediatamente la battuta all’avversario grazie ad un rovescio sulla rete di quest’ultimo. Nel quarto game il giovane greco salva una palla del contro-break con un dritto lungo linea vincente, ma Schwartzman se ne procura un’altra con un vincente di dritto, che questa volta trasforma grazie ad una demi-volée di Tsitsipas non riuscita. Un doppio fallo di Diego porta Stefanos nuovamente avanti di un break, che conferma salendo 4-2. Nell’ottavo gioco il sudamericano conquista una palla per recuperare nuovamente il break, ma il suo dritto finisce in rete; lo aiuta il tennista greco che con un errore di dritto in uscita dal servizio sulla seconda palla break concessa si fa agganciare sul 4-4. L’epilogo del set sembra rimandato al tie-break, e invece nel dodicesimo game il piccolo Schwartzman si procura un match point con il recupero di un pallonetto di Tsitsipas, che nel punto successivo manda sulla rete il rovescio, consegnando la vittoria al tennista argentino.  

Risultati:

[2/WC] J. Tsonga b. R. Bemelmans 6-3 6-3
[4] D. Schwartzman b. [Q] S. Tsitsipas 6-3 7-5

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/21/atp-anversa-tsonga-e-schwartzman-si-giocano-il-titolo/feed/ 0
ATP Stoccolma: Dimitrov spegne Fognini, finale contro del Potro http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/21/atp-stoccolma-dimitrov-spegne-fognini-e-vola-finale/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/21/atp-stoccolma-dimitrov-spegne-fognini-e-vola-finale/#respond Sat, 21 Oct 2017 12:57:01 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227838 Fabio gioca un ottimo match recuperando anche un break nel secondo ma cede poi al tie-break. Il bulgaro trova in finale l'argentino che piega Verdasco al tie-break decisivo]]>

[1] G. Dimitrov b. [6] F. Fognini 6-3 7-6(2)

Un buon Fognini non basta per fermare Grigor Dimitrov. La testa di serie numero 1 del torneo ha sconfitto il ligure per 6-3 7-6 al termine di un match combattuto e godibile, soprattutto nel secondo set. Nella prestazione di Fabio ha sicuramente inficiato la stanchezza per le due maratone contro Ymer e Sock, ma nonostante questo, il numero 1 d’Italia ha dimostrato di essere in un buon momento di forma e di poter competere alla pari con i più forti anche sui campi rapidi.

Sesto confronto tra i due, con l’ultima sfida datata 2015, quando Fognini infiammò il Foro Italico sconfiggendo Dimitrov 6-0 al terzo. Il livello espresso dai due giocatori è fin da subito elevato, con scambi lunghi e vincenti di pregevole fattura. Il primo a crearsi chance di break è Fognini, ma il ligure in entrambe le occasioni non riesce con il rovescio a contenere le accelerazioni del bulgaro; nel gioco successivo, applicando al tennis la legge calcistica del gol mangiato gol subito, Dimitrov scappa 0-40 grazie ad uno splendido passante in back e alla seconda occasione effettua il break. Sul 4-1 a suo sfavore, Fognini chiede l’intervento del fisioterapista per un problema all’anca, che già aveva dato noia al ligure nel match di ieri contro Sock. Dopo il medical time out entrambi mantengono con facilità il servizio; se da una parte Fognini deve lottare con il fastidio all’anca, dall’altra il numero 8 del mondo è in uno stato di grazia, come testimonia il fantastico scambio chiuso a rete nel primo punto del nono gioco, che gli permette poi di chiudere il primo set 6-3 in 36 minuti. Nelle fasi iniziali della seconda frazione la musica non cambia ed il bulgaro grazie a due splendidi dritti in corsa effettua il break in apertura; il match si fa tutto in salita per il ligure ma improvvisamente arriva un passaggio a vuoto di Dimitrov, che perde la battuta per la prima volta nel torneo e si fa raggiungere sul 2-2. Fognini con il passare dei minuti entra sempre di più in partita e grazie a qualche piccola incertezza del bulgaro, scappa 4-2; nel momento però di dare la sterzata definitiva al set, Dimitrov torna a spingere soprattutto con il rovescio (splendido il vincente lungo linea sul 30-40) ed effettua l’immediato contro break: 4-3 Fognini. Il ligure non si disunisce ed eleva costantemente il suo livello; Dimitrov, in evidente difficoltà nei propri turni di battuta, riesce a salvarsi sia sul 4-5 che sul 5-6, portando il set al tie break; l’avvio di Fabio è però disastroso e con 4 errori non forzati fa scappare in maniera definitiva Dimitrov, che chiude poi agevolmente 7 punti a 2. Per Dimitrov si tratta della quarta finale stagionale e la terza complessiva a Stoccolma; nel 2013 trionfò contro David Ferrer mentre l’anno successivo si arrese a Thomas Berdych.

[4] J.M. del Potro b. [8] F. Verdasco 6-7(4) 6-4 7-6(1)

Sarà il campione uscente Juan Martin del Potro a sfidare in finale la testa di serie numero 1 Grigor Dimitrov. L’argentino è venuto a capo di un match molto complesso contro lo spagnolo Fernando Verdasco, sconfitto solamente al tie break del terzo set. Domani del Potro andrà a caccia del ventesimo titolo in carriera, per alimentare le chance di una qualificazione a Londra, che vista la prima parte di stagione, sarebbe a dir poco clamorosa.

Il primo set ha un andamento altalenante; la partenza spumeggiante di Verdasco sorprende un sornione del Potro, che subisce il break in apertura. Lo spagnolo non ha mezze misure e con il suo dritto prova da qualsiasi parte del campo a piazzare un vincente; sul 3-2 a suo favore però esagera, commette qualche errore di troppo e incassa il contro break. Nel sesto e nel settimo game arriva un’altra girandola di break, con Verdasco che non riesce a concretizzare per la seconda volta il vantaggio acquisito. Senza ulteriori sorprese si arriva al tie break, dove un brutto errore di rovescio dell’argentino consegna il mini break decisivo a Verdasco, che archivia così il primo set 7-6. Nella seconda frazione si alza il livello del gigante di Tandil, che comincia a fare sempre più male con il suo dritto, costringendo Verdasco alla difesa, capovolgendo quello che si era visto nel parziale precedente. del Potro effettua il break nel terzo gioco e senza concedere nessuna occasione nei suoi turni di battuta, chiude il set 6-4. L’argentino sembra aver ormai girato l’inerzia del match a suo favore e nel primo gioco si procura tre palle break, annullate però brillantemente dallo spagnolo. Verdasco torna a colpire in maniera favolosa soprattutto con il dritto e a sorpresa strappa la battuta a del Potro, ma ancora una volta subisce l’immediato contro break a causa di uno sciagurato doppio fallo sul 15-40. Il match è equilibratissimo e ogni game viene combattuto punto a punto; del Potro ha un piccolo calo con il rovescio e sul 3-4 deve fronteggiare una delicata palla break, annullata però con il classico schema servizio e dritto. Dal nono gioco entrambi tornano a mantenere con relativa tranquillità i propri turni di battuta e come nel primo set, si arriva al tie break. Nel primo punto Verdasco commette un altro doppio fallo e consegna subito un mini break di vantaggio al suo avversario; delpo gioca in maniera perfetta e scappa 6-0, chiudendo poi l’incontro al secondo match point, dopo una maratona di 2 ore e 42 minuti.

Per l’argentino sarà fondamentale recuperare le energie in vista della finale di domani con Dimitrov; nei precedenti del Potro conduce 5-2, ma il bulgaro si è aggiudicato gli ultimi due scontri.

Risultati:

[1] G. Dimitrov b. [6] F. Fognini 6-3 7-6(2)
[4] J. del Potro b. [8] F. Verdasco 6-7(4) 6-4 7-6(1)

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/21/atp-stoccolma-dimitrov-spegne-fognini-e-vola-finale/feed/ 0
WTA Lussemburgo: Witthoeft nuova campionessa http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/21/wta-lussemburgo-carina-witthoeft-e-la-nuova-campionessa/ http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/21/wta-lussemburgo-carina-witthoeft-e-la-nuova-campionessa/#respond Sat, 21 Oct 2017 12:35:23 +0000 http://www.ubitennis.com/?p=227850 L'ultimo titolo della regular season è il primo nella carriera della ventiduenne tedesca. Ancora delusa Monica Puig: l'ultima gioia rimane l'oro olimpico]]>

C. Witthoeft b. M. Puig 6-3 7-5

L’ultima finale prima delle Finals è di Carina Witthoeft. La “regular season” della WTA 2017 si è conclusa con una nuova campionessa, la classe 1995 di Amburgo, già vincitrice di 11 titoli ITF ma finora mancante di un “gong” al livello superiore. Il titolo del Luxembourg Open la lancia in avanti di quasi venti posizioni in classifica, fino a ridosso della top 50, e vale la doppietta tedesca nei titoli di questo sabato (è precedente di poche ore il successo di Julia Goerges nel Premier di Mosca).

L’altra faccia della medaglia (ahinoi non c’è metafora più calzante) è l’ennesima delusione per Monica Puig, nell’unica settimana dell’anno in cui la portoricana sembrava riuscita ad alzare la testa. Il 6-3 7-5 con cui Witthoeft si prende l’International mitteleuropeo stoppa ancora le speranze di rivalsa dell’oro olimpico, che a oltre un anno di distanza non è riuscita ad aggiungere più nulla alla propria bacheca. La vittoria di Puig al primo turno contro Angelique Kerber – una deprimente riduzione della loro finale a Rio – e le successive buone partite non trovano compimento nell’ultimo atto. E dire che le cose si erano messe bene: spingendo e trovando profondità con il rovescio, per lei l’obbligo naturale, la boricua aveva trovato già dopo soli due game un trio di palle break. Witthoeft era riuscita a rispondere a tema alle prime due, pescando un paio di jolly, ma il martellamento era proseguito finché la minuta tedesca aveva più retto il ritmo, trovandosi indietro nel punteggio.

Un’avversaria come lei – giovane e inesperta, ma anche ordinata e senza nulla da perdere – può essere però tanto una fortuna quanto una bella gatta da pelare. Già svanita la tensione dell’equilibrio, Carina iniziava a intelaiare un tennis più vario e, aggiungendo a due fondamentali di pari qualità qualche variazione in back, mischiava gli scambi con dei lungolinea improvvisi. Bastava così (relativamente) poco a mandare nel pallone Puig. Il dritto iniziava a mancare il bersaglio di pochi fatali centimetri, quelli che trasformano un vincente già fatto in un gratuito che pesa su una testa carica di dubbi. Mentre Witthoeft recuperava il break di svantaggio e poi effettuava il sorpasso, chiudendo il primo set con un overrule della giudice di sedia, il nervosismo e la sfiducia montavano dentro la tennista di Porto Rico.

La situazione di difficoltà di Puig nella fase centrale dell’incontro è stata resa evidente dai due interventi in campo dell’allenatore Juan Todero, che ha abbandonato l’approccio di tipo tattico per un coaching quasi puramente motivazionale: “Metticela tutta: se entra entra, se non entra è malasorte, ma niente dubbi” le ha detto, quando anche il secondo parziale iniziava a complicarsi. La giovane tedesca nel frattempo aveva trovato continuità al servizio, diventando a tratti intoccabile, e aveva iniziato a notare e cogliere le occasioni per mettere i piedi in campo. La cosa più importante, però, è che Witthoeft aveva anche capito che spesso poteva bastare una buona difesa. In assenza di soluzioni, sapeva che anche rimandare la palla di là poteva bastare (uno smash di Puig nella propria metà campo rendeva evidente la cosa).

Allo scoccare dell’ora di gioco Puig ha provato a reagire, aggrappandosi con le unghie a un incontro che sembrava già perso. Sotto 4-1 ha allungato i game, giocando con rabbia e risalendo fino al 5 pari senza far mai arrivare l’avversaria a match point, anche con un piccolo aiuto del nastro su un deuce importante. A rimonta completata però, Monica si è di nuovo sciolta e all’improvviso ha ceduto a zero un turno di servizio gravissimo. Witthoeft si è scrollata di dosso quel pochino di inevitabile paura e, al secondo tentativo, è riuscita a chiudere con il suo colpo preferito, il servizio.

“Let’s make it happen” diceva lo slogan del Lussemburgo-brand a fondo campo. Sotto il tetto del Kockelscheuer Sport Centre, la ragazza che ha modellato il suo gioco su quello di Maria Sharapova lo ha fatto: mostrando tenacia e intelligenza, ha aggiunto in extremis il suo nome e il suo volto tra quelli delle tante campionesse del 2017. Se il tour WTA dovesse essere ancora così aperto anche il prossimo anno, per lei potrebbe essere stato uno step davvero importante. Per Monica Puig invece ancora nulla, nonostante fosse grande il suo desiderio di regalare una piccola gioia al suo paese, martoriato dall’uragano. A questo punto le opzioni sono soltanto due: forse le aspettative erano davvero troppe, oppure quella olimpica è stata semplicemente la settimana della vita di una tennista brava, ma non oltre il normale.

]]>
http://www.ubitennis.com/blog/2017/10/21/wta-lussemburgo-carina-witthoeft-e-la-nuova-campionessa/feed/ 0