l'intervista

Rianna: "Si, alleno Miccini"

Intervista al brillante tecnico campano, ad Alghero per seguire il suo nuovo pupillo, la promessa Miccini.  "Andremo ad allenarci a Bradenton, da Bollettieri." E poi: "Grazie al mio team, seguirò anche Potito." Roberto Commentucci

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Umberto Rianna, quarantenne casertano di bella presenza e squisita educazione, è uno dei migliori coach italiani. Nonostante l’età relativamente verde, vanta un notevole curriculum: dopo un buon passato di seconda categoria, Umberto ha iniziato a lavorare come coach quasi per scherzo, nel 1991, nel corso di una visita a Bradenton, alla mitica Academy di Nick Bollettieri. Umberto ha seguito un tredicenne Tommy Haas, e poi Anna Kournikova, Mary Pierce, Xavier Malisse. Racchette di prestigio, grandi talenti. Nel 2003, il ritorno in Italia, dove ha fondato la Blue Team Tennis Academy, con sede ad Arezzo.
Umberto è stato capace di portare Potito Starace al n.27 del mondo, e di recuperare al tennis di vertice due talenti che sembravano persi: Daniele Bracciali, che con lui è entrato nei primi 50, e il compianto Federico Luzzi.

Insomma, Umberto pare avere le carte in regola per seguire quello che probabilmente è il giovane azzurro più promettente da molti anni a questa parte: ovvero Giacomo Miccini da Recanati, il primo giovane italiano ad essere messo sotto contratto dalla IMG, uno che due anni fa, a 15 anni, era già nei primi 20 della classifica ITF, uno che batteva regolarmente, tanto per fare paragoni, l’indiano Bhambri (attuale n.1 del mondo junior) e se la giocava alla pari con lo strombazzatissimo australiano Bernard Tomic. Servizio devastante, diritto pesante, gioco al volo travolgente. Poi, problemi posturali, infortuni a ripetizione, e infine una delicata operazione all’anca, per rimuovere la causa dei malanni. Rieducazione, complicato rientro in campo, una mobilità da recuperare.

Qualche settimana fa, le strade del convalescente Giacomo e del capace tecnico campano si incontrano, grazie anche (pare) alla mediazione della Federazione. I due sembrano piacersi subito. Dopo un periodo di lavoro atletico ad Arezzo, Giacomo parte per Alghero, per partecipare ad un future da 10.000 dollari, sull‘amato cemento. A fianco a lui, Umberto. Ed è subito vittoria, un bel 64 al terzo contro Andrea Falgheri, n. 800 del mondo.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Umberto Rianna proprio ad Alghero.

“Allora Umberto, come va?”

“Bah, oggi non si è praticamente giocata una palla, pioggia torrenziale”

“Ma è vero che sei lì per seguire Miccini?”

Si, è vero. Siamo agli inizi, ci stiamo conoscendo.”

“E Potito? E il Blue Team? Molli tutto?”

"Ma no, ma no. La collaborazione con Potito continua, è il Blue Team che cambia. E’ arrivato il momento di seguire qualche giovane.”

“Ma come farai a seguire contemporaneamente Starace, che gioca Atp, e Giacomo, che farà i futures?”

“Farò come ho sempre fatto: con il mio team. Fino a due anni fa, avevo un top 50 che giocava Atp sul cemento (Bracciali, dr.),un top 100 che giocava Atp su terra (Starace) e un top 200 che giocava challenger (il povero Luzzi). Eppure, grazie al team e a una programmazione intelligente, tutti sono stati ben seguiti e sono cresciuti in classifica.”

“E come sarà questo team?”

"Intanto abbiamo Stefano Baraldo, che è il nostro preparatore atletico. E poi, gli altri miei collaboratori fidati. In più, si unirà a noi un ex professionista che ha smesso da poco, di cui però non posso ancora dirti il nome.

“Che programmi hai con Giacomo?”

“Beh, è prematuro parlare di programmazione. Lo sto conoscendo, e lui sta conoscendo me. Anche Stefano Baraldo sta cercando di capire con che tipo di atleta abbiamo a che fare. Per ora abbiamo deciso che giocherà questi ultimi futures italiani, per mettere partite nelle gambe e fare esperienza. A causa dell’infortunio, ha giocato pochissimo.”

“Ma è vero che a ottobre andate a giocare futures in America?”

“Ma come fate a sapere queste cose…“ Ridacchia Umberto “Si, andremo a Bradenton, sicuramente, per allenarci. Lui lì ci è cresciuto, e anch’io, in un certo senso. Poi vedremo se sarà il caso di provare anche qualche torneo”.

“Come lo vedi, Giacomo?”

“Mah, è prematuro dare giudizi adesso. Finora non gli ho detto nulla sul piano tecnico, gli ho dato solo qualche consiglio tattico”.

“Ma gli appoggi sul rovescio però, scusa se mi permetto, sarebbero da rivedere…”

“Si, sicuramente, quello è uno dei problemi principali nel suo gioco”

“Un’ultima cosa, Umberto. E la Federazione? Come la prende che andate in America?”

“La Fit ci sta aiutando in tutti modi, questa è la verità. Si sono resi conto che i nostri giovani devono essere seguiti da gente diciamo un po’ più esperta, come noi coach privati. Ci hanno messo un po’ a decidersi, ma ora stanno portando avanti questa linea con coerenza: Trevisan è andato con Fanucci, Gaio e Giannessi, che sono qui ad Alghero, stanno provando con Nicola Ceragioli, un giovane scuola Sartori, molto preparato. E’ la strada giusta, secondo me”.

“Grazie di cuore Umberto, in bocca al lupo.”
 

Roberto Commentucci

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