A Tokyo il russo elimina Berdych e sfida in semifinale Hewitt, vincitore sulla sorpresa Roger-Vasselin. Il talento lettone vince il primo set, ma cede in tre a Tsonga, che ora attende Monfils. Mauro Cappiello
Il torneo di Tokyo, penalizzato dai ritiri della vigilia di Federer e Murray, orfano già dal secondo turno della testa di serie numero 1 Juan Martin Del Potro e minacciato dall’uragano Melor, si allinea alle semifinali proponendo comunque degli scontri piuttosto interessanti. Nella parte alta si affronteranno Lleyton Hewitt, vincitore di questo torneo nel 2001, e un ritrovato Mikhail Youzhny, con l’australiano che ha vinto tutte e tre le sfide precedenti, l’ultima l’anno scorso a Indian Wells. L’altra semifinale sarà un derby francese tra Jo-Wilfried Tsonga e Gael Monfils. Tra loro c’è un unico precedente, vinto da Tsonga l’anno scorso in semifinale a Bangkok.
Hewitt bt Roger-Vasselin 6-4 6-0
Nel primo match dei quarti di finale, in un’ora e sette minuti, Lleyton Hewitt elimina la rivelazione del torneo Edouard Roger-Vasselin. È l’australiano a fare il primo break nel terzo gioco, avvantaggiandosi di un doppio fallo dell’avversario. Sul 3-2, Hewitt però ricambia il favore e cede a sua volta il servizio con un doppio fallo. Sul 4-4 il break decisivo del primo set, con Roger-Vasselin che sbaglia un facile rovescio a rete al termine di un game pieno di errori gratuiti.
Nel primo game del secondo set, il francese si fa recuperare da 30-0 e subisce di nuovo il break. Dopo un primo parziale abbastanza contratto, Hewitt inizia a giocare il suo tennis, mentre Roger-Vasselin esce praticamente dal campo. Il francese comincia forse ad accusare la stanchezza del quinto match in pochi giorni e l’appagamento per il primo quarto di finale centrato in carriera. Nel terzo game, recupera da 0-40, ma perde comunque la battuta con un dritto mandato fuori. Per Hewitt, dal 3-4 del primo set uno score di nove giochi a zero, che lo porta alla vittoria finale.
Il 25enne figlio di quel Christophe Roger-Vasselin che nel 1983 raggiunse la semifinale al Roland Garros può essere comunque soddisfatto del suo torneo, soprattutto considerando che, prima di superare al turno d’esordio il campione dello US Open Del Potro, non vinceva un match a livello ATP dal luglio dell’anno scorso.
Youzhny bt Berdych 6-2 7-6(6)
Un Youzhny a tratti sontuoso vince la sfida tra i due cavalli pazzi del circuito. È così costretto a fare le valigie il “defending champion” Berdych, che, con la perdita dei punti della vittoria dello scorso anno, era uscito lunedì dai primi venti. Partenza sprint del russo, che già la scorsa settimana aveva dato segnali di risveglio raggiungendo i quarti a Kuala Lumpur. Youzhny va subito sul 2-0. Con uno splendido passante di rovescio si procura una nuova palla break nel terzo gioco, trasformandola grazie a una stecca di dritto di Berdych. Il ceco recupera uno dei due servizi di svantaggio, tirando fuori uno dei suoi jolly: un passante di dritto lungolinea giocato in condizioni di precario equilibrio. Al game successivo però Berdych perde per la terza volta su tre il servizio e, poco più tardi, vede volar via il primo set in poco più di mezz’ora.
Nel secondo Youzhny fa il break al settimo gioco, grazie a un doppio fallo dell’avversario e a un suo splendido passante di dritto incrociato. Quando però va a servire per il match sul 5-4, il russo si fa breakkare, sbagliando un dritto da fondocampo e dimostrando una volta di più di avere sempre qualche difficoltà a chiudere gli incontri senza soffrire. Il ceco acquista fiducia e, sul 6-5 in suo favore, ottiene addirittura un set point, grazie a un clamoroso smash sbagliato da Youzhny. Annullato il set point con un dritto vincente, il russo si rifugia al tie-break. Qui Berdych prende il largo grazie anche a un meraviglioso passante di rovescio all’incrocio delle righe. Dal 6-3 però il ceco fallisce altri tre set point. Youzhny si procura una palla match al termine di un lungo scambio da fondo e chiude 8 punti a 6 con il nono ace del suo incontro.
Per il russo la vittoria ha il dolce sapore della rivincita, dopo la sconfitta 7-6 al terzo set subita per mano proprio di Berdych nella finale di Monaco di quest’anno.
Tsonga bt Gulbis 4-6 6-4 6-3
Nel re-match della sfida della scorsa settimana a Bangkok (con Tsonga uscito vincitore da una battaglia di tre tie-break), la spunta ancora una volta il francese alla distanza, dopo aver perso il primo set. Tsonga cede il servizio al settimo gioco del primo set, costretto a un improbabile colpo in mezzo alle gambe da una bella risposta di Gulbis. Il lettone, al suo primo quarto di finale ATP da Cincinnati 2008, sembra rigenerato dalla cura Hernan Gumy, suo nuovo coach da meno di un mese, e con tre servizi vincenti si aggiudica il primo set 6-4. All’avvio del secondo, il campione di Bercy 2008 salva una palla break. Non succede più nulla fino al 5-4 Tsonga, quando il lettone annulla un set point al servizio con un bel dritto in diagonale, ma sul secondo si arrende con un doppio fallo.
Tsonga sale soprattutto al servizio (ben 19 ace e nemmeno un doppio fallo), Gulbis, invece, inizia a sbagliare di più. Nei primi due set il lettone teneva sempre l’iniziativa, mentre ora è il finalista all’Australian Open dell’anno scorso a farsi più intraprendente. Il match si decide al sesto gioco del terzo set, quando Gulbis va sotto 0-40 sulla propria battuta e cede il servizio sulla seconda palla break. Bel colpo per Tsonga che, a questo punto, può incrementare il suo vantaggio sui diretti rivali per le ATP World Tour Finals di Londra. Verdasco e Davydenko sono infatti stati entrambi sconfitti nei quarti a Pechino.
Monfils bt Wawrinka 2-6 6-3 6-4
Nell’ultimo match della giornata, il francese, vincitore due settimane a Metz, gioca un primo set sconcertante. Nei primi due game insiste inspiegabilmente sul rovescio dell’avversario, notoriamente il miglior colpo di Wawrinka. Poi si avventura a rete (non proprio la sua specialità), dove o sbaglia o viene passato inesorabilmente. Ne risulta che lo svizzero va in vantaggio 5-1. A quel punto, Monfils scioglie e inizia a tirare di tutto: tiene miracolosamente un turno di battuta facendo anche un ace con una seconda che sembra una prima, tanto è violenta. Poi sul turno di battuta di Wawrinka è già con la testa al secondo set e regala il parziale 6-2.
Nel secondo set, Monfils parte più centrato: nel secondo gioco effettua un recupero impossibile su una volée di Wawrinka e ottiene il break, complici anche due errori gratuiti dello svizzero, che sembra a sua volta uscire con la testa dal campo. Il francese riesce a conservare il break fino alla fine e si va al terzo set. Qui finalmente i due riescono ad alzare contemporaneamente il livello del gioco. Monfils non molla niente e infiamma il pubblico lanciandosi in recuperi al limite delle possibilità umane(su uno di questi sul punteggio di 2-2 rischia seriamente di farsi male). È lui a ottenere il break nel settimo gioco, grazie a un errore di dritto di Wawrinka. Lo svizzero non riesce a recuperare una smorzata di Monfils e manda il francese avanti 5-3. Poi sfoga tutta la sua frustrazione per un paio di chiamate dubbie distruggendo letteralmente la racchetta e beccandosi un “warning”. Un game più tardi, Gael chiude con un solido game di servizio.
Mauro Cappiello
Serena giura al referee di non aver detto di voler uccidere la giudice di linea che le ha chiamato il fallo di piede...