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Rubrica a cura di Daniele Flavi
Serena subito eliminata da n.1, intanto annuncia che giocherà la Fed Cup
Il Corriere dello Sport del 09.10.09
Al debutto da nuova n 1 del mondo, Serena Williams è stata subito eliminata da Nadia Petrova La statunitense ha recuperato un set alla russa, ma ha ceduto nel tie-break decisivo, nel quale peraltro si e trovata subito in affanno (0-4, prima di cedere per 5-7) Serena ha intanto assicurato che sarà a Reggio Calabria (7 e 8 novembre) per la finale di Fed Cup contro le azzurre A meno che dopo il Masters non sia su una sedia a rotelle Serena ha fatto poi gli elogi di Melanie Oudin e della doppista Liezel Huber questo potrebbe dire che invece la sorella Venus non sarà della finale- Finita anche l'avventura di Flavia Pennetta, sconfitta per 7-5 nel terzo set dall'altra russa Vera Zvonareva dopo 2h33' La n 1 azzurra sul 2-3 del set finale ha fatto ncorso all'intervento del medico per un dolore alla schiena
Serena: «Riuscirò a sfidare l'Italia?»
La Gazzetta dello Sport del 09.10.09
A Pechino (Gin, 3.100.000 $, cemento), Flavia Pennetta (n. 10 del mondo) cede a Vera Zvonareva (Rus, n. 7) per 6-3 5-7 7-5, dopo 2 ore e 33 minuti, con problemi alla schiena ma rimontando da 2-5 a 5-5 e palla del 6-5 al terzo set. Quasi a ripetere la rimonta degli Us Open, salvando 6 match point. Dopo l'onorevole sconfitta, le possibilità di Flavia di qualificarsi al Masters con le prime 8 del mondo del 27 ottobre a Doha (Qat) sono minime. Situazione inversa per Serena Williams. La numero 2 del mondo, che lunedì scavalcherà Safina al n. 1, cede a sorpresa a Nadia Petrova, rimontando da 0-5 a 5-5 nel tie-break decisivo. Serena giocherà Doha, ma la settimana dopo contro l'Italia ci sarà? «Vorrei fare la finale di Fed Cup, ma non so come starò dopo Doha. Potrò camminare o dovrò usare una sedia a rotelle?».
Nei circoli vip economia e politica fanno fitness
Enrico Paoli, Libero del 09.10.09
Il minimo comune denominatore è dato dal sostantivo che precede il nome: circolo. E in quel comune denominare è racchiusa la magia di coloro che, circolando circolando, arrivano lontano, pur restando vicini "ar core". Fuor di metafora, non c'è posto migliore, a Roma, dove s'intrecciano affari e si chiudono estenuanti trattative come all'Aniene, ai due Canottieri (Lazio e Roma), all'Antico Tiro a.Volo, al Due Ponti, al Parioli e via via con tutti gli altri circoli (che ci perdoneranno se non li citiamo, non essendoci dolo, ma carenza di spazio e la carta costa). Le leggende metropolitane narrano di accordi di governo fatti davanti all’armadietto dello spogliatoio, dopo una partita a tennis, o di cene a base di dossier, arricchite da contorni farciti di documenti riservati. Leggende metropolitane, per carità, ma pur sempre vicine al vero, essendo verosimili. Come la scelta di Paolo Garimberti, fatta da Gianni Letta, per la presidenza della Rai. Detto ciò, verrebbe voglia di scappare in campagna per fare jogging o prendere il sole. Ma i circoli della Capitale non sono solo questo, conventicole per affari e affarucci, sono un pezzo stesso della città, un segmento diventato vita, dopo esser stato ornamento. Al Circolo non si va solo per ammazzare il tempo, ma per cullare lo spirito e il corpo. Se poi ci scappa la chiacchierata giusta che male c'è? Ecco questo, in fondo, è il succo dell'arte di circolare per i circoli della Capitale. Dove il tapis ruolant ha lo stesso valore aggiunto dell'Iva sui prezzi al consumo. Paghi ma ottieni. E, badate bene, non stiamo paventando un perverso meccanismo di vasi scambiatori, semmai di spogliatoi scambiatori, ma semplicemente un gioco di rapporti dentro ai giochi sportivi. Ecco, circolando per i circoli questo accade. Ma solo a Roma. E non altrove.
Prima la scuola, poi il tennis
Riccardo Bisti, www.tennisbest.com del 9.10.09
Tre domeniche fa Heather Watson è tornata nel suo alloggio in Florida, dalle parti dell’Accademia di Nick Bollettieri. Neanche il tempo di accasciarsi sul letto e ripensare alla vittoria allo Us Open Junior…che doveva subito tornare tra i banchi di scuola. Ma è stato un rientro trionfale: “E’ stato bellissimo, tutti si congratulavano con me” racconta entusiasta “Un mio amico ha addirittura scritto un articolo su di me sul giornale della scuola”. Al di là di questo, c’è un dato innegabile: la Watson è la prima britannica a vincere il titolo junior a Flushing Meadows. La stampa inglese si è avventata su di lei a mò di barracuda. Perché se tra gli uomini c’è un Murray su cui parlare (e sparlare), tra le donne c’è il vuoto assoluto. Nei giorni scorsi avevamo parlato di un timido rilancio del tennis britannico, capace di portare da 4 a 9 i rappresentati tra i top 100. Ma si tratta di cifre fini a se stesse, poco indicative. La 17enne di Guernsey (isola-capoluogo delle Channel Islands, gruppo di isole situate nel canale della Manica) è una ventata d’aria fresca per un movimento che non produce giocatrici dai tempi di Virginia Wade e che ultimamente si aggrappa ad Anne Keothavong e all’ucraina d’importazione Elena Baltacha.
Primi passi nel circuito
Per la Watson, occhi vispi e carnagione scura, adesso arriva il momento più difficile: il passaggio dal mondo dei giovani a quello dei professionisti. Un passaggio delicatissimo, simile ad un imbuto. In tanti lo intraprendono, in pochi riescono a superarlo brillantemente. Heather l’ha capito in questi giorni, nella sua prima apparizione dopo Flushing Meadows. Allora c’era il sole, era a New York. Stavolta si è trovata a Barnstaple, in Inghilterra. Torneo ITF da 50.000 dollari in una location da dimenticare, dove il cielo è perennemente grigio e le docce sono addirittura fuori dall’impianto. Heather ha capito, e al primo turno ha battuto Melanie South, numero 142 WTA e seconda testa di serie del torneo. E’ un momento interessante per il tennis britannico. Nei giorni scorsi il team Under 16 ha raggiunto la finale nella Davis Cup Junior in Messico, mentre tra le donne c’è già il talentino Laura Robson (anche lei impegnata a Barnstaple, ma battuta al primo turno). La Robson continua ad essere il miglior prospetto, ma Nigel Sears (responsabile LTA per il settore femminile, nonché padre della fidanza di Murray) dice che la Watson gli ricorda Martina Hingis, soprattutto nella rapidità negli spostamenti.
Da Bollettieri a 12 anni
La ragazza nata nelle Isole Channel Islands deve ancora fare molta strada, ma dalla sua ha una grande determinazione e l’appoggio incondizionato dei genitori. Dopo aver ispezionato diverse accademie in Inghilterra, in Spagna e negli Stati Uniti, all’età di 12 la impacchettarono e la mandarono (da sola) da Bollettieri, dove risiede tuttora. La scelta ha comportato numerosi sacrifici, sia economici che umani. Pagare la retta dal mitico Nick non è un gioco da ragazzi, ma soprattutto non deve essere stato facile passare periodi anche molto lunghi lontano dai propri affetti. A metterci una pezza è arrivata mamma Michelle, che circa un anno e mezzo fa non ha resistito e si è spostata a Bradenton. Michelle arriva dalla Papua Nuova Guinea: fu lì incontrò Ian, il papà di Heather, durante un suo viaggio di lavoro. Lui lavora in una società di energia elettrica. La famiglia non si riunisce dallo scorso Agosto, e la speranza di vedersi prima di Natale dipende dal torneo di Barnstaple. Se la ragazza dovesse essere subito eliminata potrebbe esserci la possibilità di un rapido viaggio a casa, altrimenti un aereo la riporterà immediatamente in Florida. Heather, infatti, vuole ridurre al minimo le assenza sui banchi di scuola perché vuole diplomarsi prima di dedicarsi interamente al tennis "Il diploma è fondamentale, è qualcosa che mi resterà per tutta la vita". In singolare ha perso al secondo turno contro Kristina Mladenovic, ma c'è ancora il doppio.
"Ho dei genitori perfetti"
“Siamo una famiglia molto unita, questa vita non è facile” racconta Heather “Ma sento mio papà tutti giorni sia telefonicamente che tramite Skype”. I coniugi Watson hanno altri tre figli, tutti più grandi del loro gioiellino. “Sono molto fortunata ad avere dei genitori così, capaci di fare così tanti sacrifici per il mio tennis. Sono i genitori perfetti, appassionati ma non invadenti”. Mamma Michelle conferma. “Abbiamo sempre voluto dare il massimo sostegno ai nostri figli, qualunque cosa volessero fare. Ed Heather ha voluto giocare a tennis. Poi abbiamo deciso che io sarei stata con lei dai 16 ai 18 anni: questo ci rende una famiglia un po’ particolare, ma non sarà così in eterno. I costi? All’inizio era facile spendere più di 50.000 dollari l’anno, ma adesso abbiamo un importante aiuto dalla LTA”. Dopo Flushing Meadows sono arrivate diverse offerte da società di management, ma per ora non c’è interesse a monetizzare il talento della ragazza. Questo l’aiuta a restare in un clima amichevole, quasi familiare. Anche con Laura Robson va tutto bene: tra le due potrebbe crearsi una rivalità, forse qualcuno sta già provando a montarla. Loro hanno risposto giocando il doppio insieme a Barnstaple. Per ora è ancora una favola. Starà a lei e al suo entourage farla rimanere tale.
Serena giura al referee di non aver detto di voler uccidere la giudice di linea che le ha chiamato il fallo di piede...