Il caso

Follia Dodig, in frantumi la coppa

Accade anche questo: leggere per credere e capire che al cospetto di Ivan Dodig, Koellerer è un chierichetto... Antonio Taviani. Dodig racconta la sua versione dei fatti (traduzione Enrico Riva).

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Onestamente confesso di non aver mai visto giocare questo Ivan Dodig, ventiquattrenne croato nato in Bosnia e attualmente numero 195 del ranking ATP.

Come la maggior parte degli "abitanti" della periferia della classifica si muove per lo più nel circuito challenger e oggi ne parliamo non perchè ha eseguito un colpo fenomenale da diventare tra i più cliccati su you tube, tutt'altro.

Questi i fatti: finale del torneo challenger di Kolding, Danimarca.

I contendenti sono il "nostro" e il numero 2 britannico (detta così farebbe anche una certa scena...) ovvero l'attuale numero 185 del mondo, Alex Bogdanovic. Che Dodig fosse un tipino non proprio alla Rickie Cunningham i pacati spettatori danesi se ne erano accorti fin dal primo turno giocato dal buon Ivan contro l'idolo locale Martin Pedersen.

Gli è andata già bene a non essere squalificato per aver interpretato al meglio la parte che fu di Serena Williams in quel di Flushing Meadows nel duetto con l' ineffabile giudicessa dagli occhi mandorlati che ebbe il coraggio di chiamare il fallo di piede alla panterona. Dodig però ha fatto "meglio" e non contento di assalire solo un giudice ha pensato di rivolgere pari trattamento anche ad un compatriota di Amleto che chissà perchè quel giorno ha deciso di sedere in tribuna per assistere al primo turno del challenger di Kolding...

Passato indenne al giudicato del super(?)visor del torneo e approdato in finale ecco che per il main event ci riserva il meglio come si conviene ai grandi interpreti. Vince il primo set, nel secondo si arriva al tie-break e sul punteggio di 6-6 servizio Bogdanovic la prima dell'inglese sembra decisamente out ma la giudice di linea non effettua la chiamata, l'arbitro dice 7-6 Bogdanovic che conquisterà anche il punto successivo e quindi il secondo set.

A questo punto il Dodig furioso chiede il toilet break e, avviandosi verso gli spogliatoi urla imprecando e apostrofando la giudice con termini facilmente intuibili e non riportabili qui, ma ben compresi dagli altri giudici e immediatamente riferiti all'arbitro e al super(!)visor che a questo giro non ha potuto far altro che squalificare il recidivo Ivan, che peraltro non si è voluto far mancare niente e ripercorrendo il corridoio verso il campo ha pensato di sfogare la sua rabbia sul trofeo del finalista (sì proprio lui), che ha preso e scaraventato contro un muro riducendolo in pezzi.

Per la cronaca oltre ad aver perso partita,faccia e quant'altro ci possa essere di perdibile a Dodig non verranno attribuiti i 75 punti che avrebbe guadagnato come finalista del torneo.

La versione di Dodig:

Sul risultato di 63 per me e 6 pari nel tiebreak del secondo set Alex ha sbagliato un servizio di almeno 20 cm. Stava gia' preparandosi per la seconda ma nessuno ha chiamato la prima fuori. Il giudice di sedia ha guardato il giudice di linea e' poi ha annunciato il 76 Bogdanovic. Io mi sonno messo a guardare la giudice di linea (una donna anziana) che con il sorriso sulle labbra si e' sopostata verso la sua linea. Ho perso il punto successivo e il set.

Non ho detto nulla quando ho perso il tiebreak perche' sapevo del cambio imminente dei giudici di linea. Quando sono andato in bagno per il tiemout e ho visto la giudice di linea ero ancora troppo carico di adrenalina. Mi sono avvicinato e le ho detto in croato (Sklonite se) "spostati". poi l'ho guardata negli occhi e le ho detto ininglese di tenere lo sguardo sulla palla. Poi mentre mi allontanavo ho detto in croato "Pizdo", l'ho mormorato tra me e me, non era rivolto a lei. Alla fine ho aggiunto "merda" in inglese.

Tornato dal bagno mi ero romai calmato. Il giudice di sedia mi ha detto che doveva ammonirmi. Quando gli ho chiesto perche' mi ha detto che avevo detto oscenita' nella pausa bagno. A quel punto ha parlato con il supervisore (per 10-15 minuti) e mi hanno annunciato che ero stato squalificato (niente punti ne' soldi).

Mi hanno detto che avrei chiamato la giudice di linea "pezzo di merda". Dio mi e' testimone, non dico queste cose a nessuno.

Sono andato da Alex a congratularmi per il troneo e me ne stavo andando dal campo. Nel percorso verso lo spogliatoio ho visto i fiori e i trofei per i giocatori. Ho dato i fiori ad una raccattapalle. Il trofeo l'ho scaraventato contro un muro in un gesto di frustrazione quando mi sono reso conto che avevo faticato un'intera settimana per niente.

Per quello che ho fatto al trofeo mi scuso.
Non mi sono comportato da sportivo!!!

Antonio Taviani

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