Dopo la parentesi asiatica, i circuiti ritrovano l’Europa prima del rush finale a Londra e Doha. Analizziamo ciò che è avvenuto in terra d’oriente, indirettamente motivo di critiche nei confronti di un calendario interminabile. Antonio De Rose
Il considerevole numero di ritiri che ha segnato buona parte dei tornei giocati in Oriente nelle scorse settimane, ha rappresentato la punta dell’iceberg di un’”insofferenza” già da tempo più che latente nei pensieri di molti giocatori e addetti ai lavori, critici nei confronti di un calendario che metterebbe a dura prova l’assetto fisico, mentale, e di puro intrattenimento perché no, degli abitanti del circo ATP.
Che il finale di stagione sia sempre stato meno attraente negli ultimi anni, è fuor di dubbio; ma se i motivi principali risiedono prevalentemente nella “scarsa” voglia dei top player a impegnarsi in tornei di questo genere dopo l’abbuffata di cemento americano e non solo, e nella precaria condizione fisica con cui debbono affrontare i match, il discorso si capovolge alquanto("Fino anno tutti rotti")
Nonostante le insoddisfazioni manifestate anche da molti appassionati, cogliamo lo spunto per andare comunque ad analizzare, quel che è stato il tennis giocato, il quale, nonostante tutto, ha fatto registrare degli spunti molto interessanti.
Padrone di casa nelle tre settimane e passa di tornei, vista forse anche l’assenza di Murray e Federer, è stato il russo Nikolay Davidenko, vincitore sia al Masters 1000 di Shangay, sia al meno noto torneo di Kuala Lumpur in Malesya, dove ha sconfitto rispettivamente in 2 set Rafa Nadal e Fernando Verdasaco. In ottica master, Nikolay ha fatto un bel balzo in avanti in classifica, superando giocatori forse più costanti durante l’anno, vedi Soderling, Tsonga e lo stesso Simon, vincitore a Bangkok proprio nell’appena conclusasi parentesi orientale. Il russo, che se in forma vale benissimo i famigerati fab.four, si è prenotato così per un posto al master londinese, a meno di inaspettati scivoloni a Mosca questa settimana. Master che l’anno scorso proprio a Shangai arrivò quasi a vincere. Dovette arrendersi in finale a Nole Djokovic.
Nole anch’esso protagonista a Pechino durante l’ATP500, che lo ha visto dominare in finale uno stanco Marin Cilic, strepitoso fino a quel momento, e capace di sbarazzarsi letteralmente in semifinale, del numero 2 del seeding Rafaelito Nadal, apparso non ancora ai livelli d’inizio anno, ma in netto miglioramento eccome rispetto allo Us Open.
Altro“mattatore protagonista” è stato Jo-Wilfred Tsonga, vincitore nella stessa settimana di Djokovic, in quel del rakuten open di Tokyo. La settimana successiva a Shangai però, ha dovuto rinunciare al bis che molti attendevano visto lo stato di forma, per colpa di Robin Soderling (top10 da questa settimana ma un po’più lontano dal master), il quale a sua volta, all’indomani del match contro Tsonga, ha perso inaspettatamente per mano di un redivivo Feliciano Lopez. ("Chi si rivede, Feliciano Lopez")
Il circuito WTA paradossalmente, ha presentato qualche sorpresa in più visto che, se andassimo a leggere in sequenza le vincitrici dei tornei giocati in Asia, non troveremmo ne il nome di una delle sorelle Williams, ne quello di Dinara Safina, ne quello di Kim Cljister (vincitrice degli ultimi open americani), ma troveremmo ad esempio quello di Kimiko Date-Krumm. La giapponese infatti è riuscita all’età di 39 anni a vincere nuovamente un torneo (a Seul precisamente), sconfiggendo giocatrici attualmente molto ma molto più quotate, come la Kleybanova, l’Hantuchova e la bella Maria Kirilenko. Il bello dello sport insomma…(Kimiko torna a vincere)
Sharapova, Kuznetsova e Sam Stosur (primo torneo vinto in singolare in carriera per l’australiana), completano il quadro delle vincitrici nei restanti tornei disputati, ovvero Tokyo, Pechino e Osaka, quest’ultimo che ha fatto registrare purtroppo per i colori italiani, l’ennesima sconfitta in finale della leonessa Schiavone (1-10 il suo personale parziale nelle finali), questa settimana impegnata assieme alla Errani, alla Pennetta, a Starace e a Seppi, nel combined di Mosca. Ad onor di cronaca segnaliamo anche gli altri italiani impegnati questa settimana: Vinci e Camerin in Lussemburgo, e Seppi a Stoccolma.
Di seguito i risultati delle finali asiatiche disputate.
Uomini
Shangai: Davydenko def. Nadal 76 63
Tokyo: Tsonga def. Youznhy 63 63
Beijing: Djokovic def. Cilic 62 76(4)
Kuala Lumpur: Davydenko def. Verdasco 64 75
Bangkok: Simon def. Troicki 75 63
Donne
Osaka: Stosur def. Schiavone 75 61
Tokyo: Sharapova def. Jankovic 52 Ret.
Beijing: Kuznetsova def. Radwanska 62 64
Seoul: Date-Krumm def. Medina Garigues 63 63
Tashkent: Peer def. Anamurardova 63 64
Guangzhou: Peer def. Brianti 63 64
Antonio De Rose
Nadal e Roddick approfittano di ogni momento per riposarsi dalla stagione lunga e faticosa . Forse hanno ragione a protestare per le fatiche imposte dal tour