Montagne Russe

Italiani, 2009 più scuro che chiaro

Ancora un anno negativo per il nostro tennis maschile. Analizziamo questa stagione (e non solo) dei nostri migliori giocatori. Male Seppi e Bolelli. Benino Fognini. Stabile Starace. Sorpresa Lorenzi.  Enzo Cherici


Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Segnatevi questa data: 1° ottobre 2006. Quel giorno, Volandri superava in tre set Nicolas Lapentii e s’aggiudicava il torneo di Palermo. Lui ancora non lo sapeva, ma sarebbe stato l’ultimo italiano a trionfare in un torneo Atp. Sono passati più di tre anni da allora e stiamo ancora aspettando un giocatore italiano capace di alzare un trofeo.
Uno qualunque. Mica dev’essere per forza uno Slam o un Masters 1000. Ci accontenteremmo anche di un 250. Anzi, vista la situazione andrebbe bene anche una finale, dal momento che quest’anno i nostri eroi della racchetta non sono mai stati capaci di andare oltre le semifinali (due volte Seppi, una Fognini). Tanto per capirci, le colleghe femminucce nel solo 2009 hanno raggiunto la bellezza di 10 finali (tre Pennetta e Schiavone, due Errani, una Vinci e Brianti). Questo per dire che non è il tennis italiano nel suo complesso ad essere in crisi, ma solo quello maschile.

Peccato, perché questo avrebbe potuto essere l’anno del rilancio. Venivamo da un paio d’anni non certo entusiasmanti, ma dove almeno i nostri rappresentanti avevano lasciato il segno con alcune buonissime prestazioni individuali: Volandri a Roma nel 2007, Seppi ad Amburgo lo scorso anno.
Se analizziamo con un pò più di attenzione le ultime tre stagioni, scopriamo che il 2007 si è concluso con 5 giocatori italiani tra i top 100: Starace (31), Volandri (40), Seppi (50), Bolelli (67) e Fognini (95). Il ranking medio era 56,6.
Nel 2008 concludemmo con 4 nostri rappresentanti fra i primi 100: Seppi (35), Bolelli (41), Starace (72) e Fognini (88). Abbiamo perso per strada Volandri e anche qualcosina come ranking medio: 59 preciso.
Quest’anno infine (classifica del 19 ottobre), gli azzurri sono di nuovo 5: Seppi (48), Fognini (57), Bolelli (63), Starace (70) e la new entry Lorenzi (88). Ranking medio: 65,2.
Insomma, i dati sembrebbero mostrare che, lungi dal migliorare, ogni anno facciamo un piccolo passettino indietro. E se è vero che siamo pur sempre settimi fra tutte le nazioni rappresentate nei top 100, quello che ci manca ormai da troppo tempo è l’acuto. Il giocatore capace di entrare stabilmente almeno nei primi 20 e in grado di centrare di tanto in tanto un colpaccio almeno “alla Camporese” (Rotterdam ’91 e Milano ’92).

Vediamo allora di esaminare un pò più nel dettaglio il 2009 dei nostri migliori giocatori, cercando di capire insieme dove potrebbero eventualmente intervenire per cercare di migliorare nel prossimo anno.

Andreas Seppi: numero 48 Atp (Best ranking: 27 Atp – 7/7/2008)

È ormai da un paio d’anni il nostro numero uno. Ha iniziato il 2009 al 34° posto del ranking e questo significa che, ad oggi, Andreas ha perso 14 posizioni nella classifica mondiale. Un pò troppe per un giocatore che, a detta del suo coach, aveva tra i suoi obiettivi il Master di fine anno.
La stagione si apre all’insegna della sfiga. Si presenta all’Australian Open subito alle spalle delle prime 32 teste di serie e lui chi ti becca subito? Federer! Più iellati di così si muore. Poi però, per vederlo vincere due partite di seguito, occorrerà aspettare maggio. Quando al torneo di Belgrado centra la prima delle due semifinali stagionali, cedendo di fronte al padrone di casa (in tutti i sensi) Djokovic. Dopo un buon terzo turno a Madrid (sconfitto ancora da Nole), seguirà la sanguinosa eliminazione per mano di Maximo Gonzalez al secondo turno del Roland Garros, dove ha letteralmente gettato alle ortiche un’occasione forse irripetibile a livello di Slam (Djokovic eliminato dalla sua parte e possibile ottavo contro Robredo). Un discreto terzo turno a Wimbledon, dove poteva forse fare qualcosina in più contro un non-specialista come Andreev, poi la bruttissima eliminazione al primo turno di Amburgo (dove l’anno prima aveva fatto semifinale nel Masters 1000 contro Federer) ad opera del russo Gabashvili (63 61).
Arriviamo quindi alle sue due migliori settimane dell’anno. Complici tabelloni non proprio eccezionali (i big si trovano tutti in America per giocarsi la stagione sul cemento), il nostro centra la semifinale ad Umag (sconfitto 7-5 al terzo da Ferrero) e vince il Challenger di San Marino (in finale su Starace). Da questo momento in poi, vince solo due partite: contro Hernych a Cincinnati e contro Lu a New Haven. Stop. Non lo vediamo all’opera ormai da un mese, quando venne sconfitto da Ramirez Hidalgo nel primo turno del torneo di Bucarest.

Quest’anno Seppi ha un record di 21 partite vinte e ben 27 perse. Ha collezionato fin qui 860 punti così suddivisi: 155 negli Slam; 285 nei Masters 1000; 45 negli Atp 500; 375 negli altri tornei (Atp 250, Challenger e World Team Championship). Come si vede, quasi la metà dei punti proviene dai tornei minori (il 43,6%). Se prendiamo Slam e Masters 1000, il nostro numero uno non ha mai superato il terzo turno (raggiunto perlaltro soltanto in due circostanze: Wimbledon e Madrid).

Analizzando le sue statistiche del 2009, si ha la conferma di molte cose intuibili già vedendolo all’opera. Prendiamo il suo record nei turni di servizio. Andreas ha realizzato fin qui 177 aces (62° della classifica annuale) e servito il 60% di prime palle (33°): troppo poche, per uno che non ha nella potenza al servizio una delle sue armi migliori. Ma continuiamo. Seppi porta a casa il 69% dei punti quando mette la prima (45°) ed il 49% quando serve la seconda (44°). Anche qui, si potrebbe far meglio. E questa sofferenza al servizio si accentua quando deve fronteggiare delle palle-break, riuscendone a salvare solo il 57% (52°). Per capirci, il primo in questa particolare classifica è Fernando Gonzalez con il 70% di palle-break salvate e al 6° posto della classifica c’è Wawrinka, con il 68%: non propriamente due fulmini al servizio. Questo per dire che la testa e l’attitudine valgono in determinate circostanze quasi quanto servire a 220 Km/h.
Tutt’altra storia nei game di risposta. Qui Andreas è decisamente più efficace. Ha un buonissimo 31% di punti vinti sulla prima dell’avversario (20°) e il 51% sulla seconda (ancora 20°). Ma ancora una volta è tremebondo sulle palle-break. Stavolta quelle da trasformare: solo il 33% (55°). In totale, vince il 24% dei game di risposta (buon 24°).
Da questi dati emerge un dato in contro-tendenza: Seppi gioca meglio in risposta che al servizio! E, lo capite da soli, nel tennis di oggi questo non è possibile. Gli servono punti facile e per farlo deve assolutamente migliorarsi al servizio. Sia per quanto riguarda il colpo specifico (assurdo che un giocatore di 1.90 serva così piano), sia per quel che riguarda l’impostazione del game. Spesso tende ad essere troppo attendista anche quando serve e questo non va assolutamente bene. Sono certo che questo gli gioverebbe anche in fatto di tranquillità quando ci saranno da salvare o sfruttare eventuali palle-break.
A mio avviso dovrebbe avere anche una programmazione un pò più ambiziosa. Siamo tutti contenti della semi di Umag e della vittoria di San Marino, ma uno che è stato 27 del mondo in quel periodo deve prepararsi per gli appuntamenti che contano sul cemento. Non può assolutamente starsene a combattere sulla terra con i vari Roitman, Decoud e Gil.
Insomma, sappiamo benissimo che non stiamo parlando di un fenomeno e quindi più di tanto non sarebbe neanche giusto aspettarsi. Però Andreas può fare sicuramente di più rispetto a quanto mostrato in questo balordo 2009. Ma ha ormai 25 anni ed è nel pieno della maturità tennistica. Deve crederci lui per primo, altrimenti è destinato a rimanere un “regolarista falloso” (cit.).

Fabio Fognini: 57 Atp – (Best ranking: 57 Atp – 19/10/2009)

Le chiacchiere stanno a zero. È il giocatore italiano che si è meglio comportato nel 2009. Avendo inziato l’anno all’86° posto del ranking, ad oggi ha guadagnato 29 posizioni nella classifica mondiale. Davvero niente male, se consideriamo poi che stiamo parlando di un ragazzo di 22 anni.
Anche dal punto di vista della programmazione, merita soltanto applausi, dal momento che non ha esitato a giocare spesso le qualificazioni per entrare nei tabelloni dei tornei per i quali non aveva la classifica.

La prima parte dell’anno è in realtà molto negativa. A parte il Challenger di fine marzo a Napoli (dove fa semifinale), non va mai oltre il secondo turno fino al torneo di Montecarlo. Qui supera prima i due turni di quali (Massu e Darcis), poi mette in fila nientemeno che Berdych e Cilic (quest’ultimo addirittura 62 60). Nel terzo turno ha l’occasione della vita contro Murray, ma si fa rimontare incredibilmente nel primo set e cede comunque lottando (76 64) contro il più titolato rivale. Alla fine del torneo si porta comunque a casa 115 punti Atp.
Nei tornei successivi (Roma, Estoril e Madrid) deve fronteggiare l’incubo-Simon: 3 sconfitte su 3. Supera poi le quali al Roland Garros, ma perde 7-5 al quinto contro un signor Andreev. La stagione sull’erba non è fortunata, con una sola vittoria (a Wimbledon contro Istomin per ritiro) su quattro partite. Dopodiché vince il Challenger di San Benedetto (evidentemente i Santi portano bene ai nostri nei Challenger: Seppi aveva già vinto a San Marino) e fa semifinale a Stoccarda (miglior risultato dell’anno), battendo Santoro, Mathieu e Davydenko, prima di cedere ad Hanescu in tre set. Poi un paio di mesi di calo, senza grandi risultati, prima delle recente tournée asiatica, dove riesce comunque ad entrare nei tabelloni di Pechino e Shanghai dopo aver superato le quali.

Fabio quest’anno ha un record di 20 vittorie e 24 sconfitte. Ha guadagnato fin qui 790 punti così suddivisi: 135 negli Slam; 310 nei Masters 1000; 20 negli Atp 500; 325 negli altri tornei minori. Anche nel caso di Fognini buona parte del bottino proviene dai tornei meno importanti, ma in misura minore rispetto a Seppi (39,2% contro 43,6%). Inoltre va sottolineato ancora una volta come, rispetto a Seppi – ma anche a Bolelli – Fognini sia stato quasi costretto a giocare tornei più piccoli, dal momento che non aveva la classifica per entrare direttamente nei tabelloni dei grandi tornei.

Se analizziamo le statistiche di Fognini, troviamo parecchie analogie con Seppi per quanto riguarda i games al servizio. Ma attenzione, non bisogna dimenticare che Fabio è altro soltanto 1.78 (ben 12cm meno di Seppi) e che quindi i dati non eccezionali al servizio sono in qualche modo da mettere in preventivo (ma va comunque sottolineato che è un colpo che sta migliorando molto). Il ligure mette solo il 58% di prime (46°), vince il 65% dei punti quando mette la prima (55°) e il 46% con la seconda (ancora 55°). Gli aces, giocoforza, non sono molti: 125 (78°). Salva soltanto il 52% di palle-break (57°) e vince solo il 66% dei games quando è al servizio (56°).
Come per Seppi, molto meglio le statistiche in risposta. Ha un buonissimo 32% di punti vinti quando l’avversario serve la prima (11°), ma solo il 49% sulla seconda (42°). A differenza di Seppi, molto buono il dato sulle palle-break convertite: 42% (20°). In totale, vince il 25% dei games in risposta (21°).

In prospettiva, è sicuramente l’elemento con maggiori margini di miglioramento. Deve certamente migliorare il proprio atteggiamento in campo. Ha fatto alcuni progressi rispetto allo scorso anno, ma di tanto in tanto ha ancora dei momenti in cui perde la trebisonda. E questo, oltre ad essere assai brutto da vedere, influisce negativamente anche sul suo tennis. E sarebbe davvero un peccato non migliorare sotto questo aspetto, perché Fabio ha dimostrato di avere nelle corde il tennis per potersela giocare quasi (ripeto: quasi) con tutti. Considerando che ha ancora 22 anni, quest’anno ha gia portato a casa scalpi importanti (Davydenko su tutti, ma anche Berdych e Cilic) e può solo migliorare. Deve però cercare di fare meglio sul veloce. Fin qui ha mostrato buona predisposizione, nel cercare almeno di voler progredire. Ma dal prossimo anno dovrà portare a casa qualche in punto in più anche sul rapido, se vuole entrare stabilmente nell’élite del tennis mondiale. Il 2010 dovrà essere per lui l’anno della svolta. Se resta concentrato, può togliersi qualche soddisfazione.

Simone Bolelli: 63 Atp – (Best ranking: 36 Atp – 23/2/2009)

Doveva essere l’anno della svolta. Invece...Aveva iniziato il 2009 da numero 41 del mondo. Oggi è numero 63 e la prossima settimana dovrebbe essere 72: vale a dire 31 posizioni in meno. Il suo 2009 può essere sintetizzato in un dato: non ha mai vinto tre partite di seguito. Il suo risultato migliore, a livello numerico, è stato il quarto di finale di Umag (sconfitto da davydenko), ma anche lì aveva dovuto superare in precedenza soltanto due turni.
Per il resto, ha raggiunto il terzo turno soltanto in altre tre circostanze: a Montecarlo (sconfitto da Ljubicic), a Cincinnati (sconfitto da Petzschner) e a New Haven (sconfitto da Leonardo Mayer). Stop.

Il record 2009 di Bolelli parla di 15 vittorie e 21 sconfitte. Ha ottenuto 740 punti così suddivisi: 145 negli Slam; 300 nei Masters 1000; 45 negli Atp 500; 250 negli altri tornei minori.

Ma è inutile stare a parlare in questo caso di statistiche, strategie e quello che pare a voi. Il ragazzo va recuperato anzitutto dal punto di vista mentale. In questo mi auguro che il nuovo rapporto con l’impegnatissimo coach Piatti (auguri) possa dare i suoi frutti (anche se non dimentico gli enormi meriti di Pistolesi, che ha portato Simone dal numero 127 di inizio 2007, al numero 36 di febbraio 2009). Mi sembra evidente che le scorie della polemica dello scorso anno non siano ancora state eliminate del tutto. C’è poi un problema di programmazione che francamente faccio fatica a comprendere. Lo scorso anno il ragazzo andò allo scontro con la Fit per essersi impuntato a voler giocare la tournée asiatica. Quest’anno che lo strappo è stato ricucito, decide di saltarla per giocare il Challenger di Mons. Decisione quantomeno bizzarra. Ma oltre al problema mentale, Simone deve superare un evidente problema fisico a livello di reattività. Non credo esistano giocatori tra i primi 100 che si muovano così male su un campo da tennis. Un dato – uno solo – forse vale la pena darlo: Bolelli vince soltanto il 15% dei games in risposta. Troppo, troppo poco. Una percentuale del genere puoi permettertela se hai un servizio alla Karlovic, alla Isner. Il ragazzo di Budrio ha senz’altro un ottimo servizio, ma deve certamente migliorare il suo rendimento alla risposta. E questo passa per un sensibile miglioramento negli spostamenti.
E allora sotto. Uno con il suo tennis non può galleggiare intorno alla 70^ posizione del ranking. Il 2010 è alle porte, di certo non può peggiorare. Ma noi vogliamo rivederlo intorno alla 30^ posizione. Speriamo lo voglia anche lui.

Potito Starace: 70 Atp – (Best ranking: 27 Atp – 15/10/2007)

Cosa dire di Potito? È ammirevole. Davvero. Il 28enne giocatore campano ha già dato il suo meglio. Eppure sono ormai quattro stagioni che finisce l’anno nei 100. Aveva iniziato il 2009 al numero 71, attualmente è 70: una macchina!
Il record di Starace in questa stagione è di 15 vittorie e 22 sconfitte. Ha incamerato 682 punti Atp così suddivisi: 110 negli Slam; 35 nei Masters 1000; 120 negli Atp 500; 417 negli altri tornei minori (di cui 320 nei soli Challenger).
Come emerge chiaramente chiaramente da questi dati, Potito è ormai essenzialmente un giocatore da Challenger, dal momento che vi ha collezionato quasi la metà dei punti totali (49,6%).
Il momento migliore dell’anno l’ha probabilmente avuto nell’Atp 500 di Barcellona, dove ha battuto Gulbis e Soderling, prima di cedere a Ferrer. Per il resto, una vittoria (Torino) e tre finali nei Challenger e poco altro. Non ci aspettiamo certo che risollevi le sorti del tennis italiano, ma forza Potito, ti seguiamo con simpatia.

Paolo Lorenzi: 88 Atp – (Best ranking: 88 – 19/10/2009)

Se Starace è un giocatore essenzialmente da Challenger, Lorenzi lo è proprio totalmente. I 577 punti incamerati quest’anno provengono quasi tutti da lì. Ed è stato davvero bravo il quasi 28enne tennista romano, perché ad inizio anno era numero 207 del ranking. Oggi lo ritroviamo tra i top 100, al numero 88: con 119 posizioni guadagnate (e la prossima settimana avrà il suo best ranking: 85).
Non ha dovuto far sfracelli Lorenzi, ma è stato molto continuo nel corso di tutta la stagione. Vincendo tre Challenger (Reggio Emilia, Lubjana e Rijeka) e facendo finale in altri tre (Terragona, Tenerife e San Luis Potosi). Nel corso dell’anno ha battuto tre top 100: Lu (59), Gobulev (66) e Petzschner (69). Sarebbe bello poterlo vedere il prossimo anno misurarsi in sfide un pò più ambiziose.

Concludo questa mini-carrellata con un significativo estratto di un’intervista rilasciata da Adriano Panatta al Corriere della Sera: «Nel 1983, all'inizio dell'anno, mi ritrovai in mano una rivista specializzata, con la classifica Atp, che non guardavo mai: ma per leggere il mio cognome dovetti arrivare al numero 38. In quel momento pensai che fosse giunto il momento e... beh, sì, allora chiesi di giocale ancora una volta, l'ultima, in Davis, contro l'Argentina». Altri tempi.

 

Enzo Cherici

Cerca nel Web

Fotogallery

Fed Cup Italia - Russia
Castellaneta Marina
foto di Monique Filippella