Tra i giocatori ancora in lizza per gli ultimi due posti al masters Davydenko, Verdasco, Soderling, Gonzalez e Tsonga sono quelli con maggiori chances. Ma chi ha meritato di più durante il 2009? Claudio Maglieri
Due poltrone per cinque. Banale e scontato come inizio, ma è la frase che sintetizza al meglio l’attuale situazione per la rincorsa agli ultimi posti disponibili per gli ATP Finals, in programma a Londra (meglio chiamarlo Master…non abbandoniamo le tradizioni).
La lista dei magnifici otto è in gran parte già completa (come sappiamo Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Del Potro e Roddick sono già sicuri della partecipazione allo show down conclusivo), gli ultimi due sgabelli disponibili se li contenderanno a suon di cannonate finali Davydenko, Verdasco, Soderling, Gonzalez e Tsonga, con alcune minuscole possibilità lasciate a chi è dietro di loro. Il master 1000 di Parigi Bercy (al via la prossima settimana) emetterà il verdetto finale.
Vediamo come stanno le cose al momento, cercando di capire chi di questi cinque ha più chances di farcela e, perché no, chi meriterebbe di più la passerella finale.
Nikolay Davydenko
L’ucraino naturalizzato russo, attuale numero 7 del ranking, non ha ancora la certezza matematica ma può considerarsi al 90% già sull’aereo direzione Heathrow. Nonostante i problemi al tallone di inizio anno (che gli hanno fatto saltare gli Open d’Australia ed i Master 1000 americani) il buon Nikolay è tornato in discreta forma durante la stagione sulla terra rossa (quarti al Roland Garros), crescendo esponenzialmente di competitività col passare delle settimane. Ha vinto 3 tornei “minori” (Amburgo, Umago, Kuala Lumpur) ma ha soprattutto demolito la concorrenza al recente Master 1000 di Shanghai, dove ha dapprima piegato Nole Djokovic per poi spazzare via in finale un basito Rafa Nadal. Avendo giocato poco ad inizio anno pare uno dei più freschi nonché uno dei più “caldi”: dando quasi per scontata la qualificazione al Master, possiamo già dire che Davydenko sarà un brutto cliente per tutti.
Fernando Verdasco
Per quello che ci ha fatto vedere agli Open d’Australia il buon <Nando> si meriterebbe a furor di popolo la qualificazione al Master, il problema sta nel fatto che dopo quelle due fantastiche settimane di gennaio il madrileno non ha più saputo ripetersi. Dopo la fantasmagorica semifinale persa contro Nadal ha disputato una buonissima stagione, ma non ha mai più firmato un altro acuto del genere (ha vinto il solo torneo di New Haven). Tanti piazzamenti di buona fattura per lui (quarti a Flushing Meadows, ottavi a Parigi e Wimbledon, qualche finale di troppo lasciata per strada), ma il livello di gioco mostratoci a Melbourne è ormai un ricordo. Ovvio, mantenere a lungo quel tipo di tennis è francamente impensabile, come detto il 2009 di Verdasco è comunque ottimo. Diciamo che, dopo averlo visto giocare così in Australia, ci eravamo abituati bene (forse troppo). Al momento ha un buon vantaggio di punti sulla concorrenza: anche lui come Davydenko è impegnato questa settimana a Valencia, se a Parigi Bercy non commette sciocchezze potrebbe essere lui l'ottavo uomo.
Robin Soderling
Il cattivo del circuito, il vassallo di Federer (secondo alcuni): tutti giudizi opinabili, l’unica cosa certa è che stiamo parlando dello svedese più forte di quest’ultima generazione (e questo è un po' triste, ripensando ai suoi avi). Soderling ha giocato una prima parte di stagione obiettivamente mediocre, poi al Roland Garros (sulla superficie a lui meno congeniale) è successo qualcosa: i maligni si attaccano alla storia della mancata comunicazione del cambio di albergo (con conseguente “salto” del controllo antidoping), la verità è che Robin ha indovinato due settimane magistrali. Della vittoria con Nadal se ne sono scritte di ogni, ma non dimentichiamo che lo svedese, prima di arrendersi (forse troppo in fretta) a Federer, ha schiantato due mastini come Davydenko e Gonzalez. Negli altri due Slam dopo Parigi si è dimostrato altrettanto in forma ma ha avuto la sfortuna di beccare Federer troppo presto, chissà dove sarebbe potuto arrivare se no. Nella seconda parte della stagione ha vinto a casa sua, a Bastad, inanellando poi tanti buoni piazzamenti: per andare a Londra (un finalista Slam lo meriterebbe) Soderling, fermo questa settimana, deve però imbroccare un ottimo torneo a Parigi Bercy e sperare nelle rogne altrui. Può farcela.
Fernando Gonzalez
A fari spenti, senza farsi notare, ma c’è anche lui nel gruppo di tennisti pronti ad accaparrarsi un posto al Master. Il cileno si è dimostrato probabilmente il più costante di tutti, in questo 2009: analizzando i suoi risultati a partire da gennaio si nota una certa omogeneità, con qualche picco in mezzo a tanti buoni arrivi in volata. Semifinale ai French Open (battuto da Soderling), quarti a New York, ottavi in Australia, vittoria a Vina del Mar (torneo 250, è vero) ed una sfilza di semifinali (di cui quella colta a Roma è la più prestigiosa). <Mano de Piedra> non è più esplosivo come qualche anno fa (gli anni iniziano a farsi sentire), il bellissimo Gonzalez ammirato a Melbourne nel 2007 non c’è più, ma tutto sommato lui è ancora lì nei top ten. L'orrenda sconfitta subita contro Nadal agli Us Open è tuttavia ancora nella mente di tutti, il modo in cui ha dato strada al maiorchino ha fatto storcere il naso ai più: probabilmente, alla luce di tutto ciò, si potrebbe pensare che meriti meno di altri un posto al Master. Se vuole farcela deve fare benissimo a Basilea (fino alla semi può arrivare) e poi giocarsi il tutto per tutto a Bercy.
Jo-Wilfried Tsonga
Anche lui, come Verdasco e Gonzalez, ha avuto il picco della sua carriera agli Australian Open (a conferma che il primo Slam dell’anno, per vari motivi, regala sempre un mucchio di sorprese). Nel caso di Cassius-Jo il problema è che questo exploit risale al 2008. In questo 2009 Tsonga ha più deluso che abbagliato: è vero, i risultati sono comunque buoni (quarti a Melbourne, tre tornei vinti, tanti buoni piazzamenti, l’incredibile vittoria su Federer a Montreal) ma nel complesso ci si aspettava di più dal francesone, finalmente lasciato in pace dai problemi fisici. I limiti di gioco sono ancora quelli (il rovescio su tutti e tanta discontinuità), anche se il carisma non è mutato di una virgola. I suoi ultimi risultati confermano che Jo-Wilfried non è esattamente in gran forma (uno come lui non deve perdere da Arnaud Clement, giocatore ormai in declino). Se confermasse la splendida cavalcata di Parigi-Bercy dello scorso anno (quando giocò a livelli molto vicini a quelli di Melbourne) il Master non sarebbe tuttavia un sogno. Intanto deve fare bene in questi giorni a Valencia.
A voler essere pignoli ci sarebbero altri giocatori in grado, almeno secondo la matematica, di qualificarsi in extremis (come Cilic e Simon) ma per loro pare francamente impossibile. Comunque mai dire mai…
Claudio Maglieri
Nadal e Roddick approfittano di ogni momento per riposarsi dalla stagione lunga e faticosa . Forse hanno ragione a protestare per le fatiche imposte dal tour