Dopo le tante notizie dei giorni scorsi finalmente esce il libro "Open". Noi ve ne proponiamo un estratto tradotto dal quale emerge il ritratto triste di un uomo e di un campione, vittima di una "vita non sua". Sara Cecamore
Il 9 Novembre è arrivato. Niente più attese, niente più speculazioni, niente più dichiarazioni sensazionalistiche e scioccanti. Da oggi ognuno potrà farsi un’idea più precisa e completa sul caso che ha riempito giornali e siti online: la vita di Andre Agassi. Esce infatti oggi “Open” , la ormai già famosa autobiografia del campione americano, di uno dei volti più conosciuti del tennis ed uno dei suoi maggiori rappresentanti nel mondo.
Un’autobiografia nata come forma di catarsi, di espiazione, alla fine della sua vita “non voluta”, quella tennistica. Il ritiro dal tennis è stato per Agassi un nuovo inizio ed il momento migliore per guardarsi indietro, rivivere e descrivere tutte le esperienze. Le esperienze di una vita vissuta in contraddizione tra “quello che faccio e quello che vorrei fare”, nelle menzogne per la paura di svelarsi, per l’imbarazzo di doversi giustificare e di non sapere come fare. Un’esistenza problematica la sua, dettata sin dal primo respiro da un padre autoritario e pressante che voleva un campione ancora prima che un figlio e che ha così riversato su Andre tutta la sua frustrazione. “Il dragone” la chiamava, quella macchina infernale che sparava palline a 110 mph e che suo padre aveva dotato appositamente di un motore più potente per renderla ancora più micidiale. Al bambino Agassi di appena 7 anni, quell’aggeggio sembrava un mostro uscito dai fumetti. Ma lui era nato per fare quello, per essere una star del tennis."Se (mio padre) dice che giocherò a tennis, che diventerò numero uno del mondo, che è il mio destino, tutto quello che posso fare è annuire e obbedire". Tutto il resto, istruzione e scuola comprese, portava via del tempo prezioso agli allenamenti, era “inutile”.
Ed è così che ha continuato questa vita non sua, fatta di menzogne, di errori ma soprattutto di odio profondo e represso per il tennis. " Io gioco a tennis per vivere, nonostante io odi il tennis, lo odi, e l'abbia sempre odiato".
Questa autobiografia nasce dunque per liberarsi di un macigno che con gli anni era diventato troppo grande, troppo pesante da sostenere. Ma allo stesso tempo propone una storia da cui gli altri possono imparare qualcosa, una storia che in fondo può non essere molto diversa da quella di tante altre persone che come lui nella loro vita avrebbero avuto bisogno di aiuto e non l’hanno trovato o hanno scelto strade alternative. È questo quello che ha voluto fare Agassi: tentare di condividere quello che ha imparato per poter essere d’aiuto a coloro che hanno attraversato i suoi stessi problemi. Un atto di coraggio? O vigliaccheria? O forse semplicemente l’incapacità di gestire una situazione più grande di lui.
Ospite alla trasmissione “60 minuti” della CBS Andre Agassi racconta tutto ciò con onestà, si imbarazza, si commuove, si apre proprio come il suo libro. Qui trovate il video con l’intervista
Del libro invece vi proponiamo un estratto, nel quale potrete iniziare a cogliere tutte le sfumature di questo personaggio controverso e discusso.
Le "pillole" di Agassi
1 - Prologo (trad. Veronica Villa)
Sara Cecamore
Nadal e Roddick approfittano di ogni momento per riposarsi dalla stagione lunga e faticosa . Forse hanno ragione a protestare per le fatiche imposte dal tour