Notizie Smash – La filosofia di Querrey, due bellezze al bagno e la piccola Nok, futuro terrore degli speaker. E ancora: mamma Serena, i videogames delle tenniste e altro ancora… Marco Sicolo
20.11.09
NIENTE DI PIU’ DIVERTENTE - Dopo l’incredibile infortunio subito alcune settimane fa (caduta su un tavolino di vetro), l’allegria di Sam Querrey sembrava essersi arrestata: giorni e giorni di silenzio sul suo amato twitter, ultimo messaggio scritto il 6 novembre. Fortuna che ha pensato lui stesso a tranquillizzarci sul suo stato d’animo,con una profonda riflessione sull’universo postata giusto ieri: “Sono disteso a letto e non riesco a dormire, e la sola cosa che mi viene in mente adesso è che non c’è niente di più divertente di una scoreggia”.
METAMORFOSI - Dopo lo scoraggiante “Grazie a Dio la stagione sul cemento è finita” di inizio 2009, Roger Federer l’ha presa con più ironia dopo la sconfitta contro Benneteau a Bercy: “Ormai sono uno specialista della terra rossa…”
ASPETTANDO VERA - Reduce dall’operazione alla caviglia (effettuata dallo stesso medico che ha in cura Cristiano Ronaldo), Vera Zvonareva spera di poter rientrare in tempo per i prossimi Australian Open: “Al momento però – ammette – sono distesa a letto e cammino con le stampelle. Ma tutto procede bene” (sul suo nuovo sito potete vederla nelle due versioni, orizzontale e verticale). E chissà se adesso Vera, con un po’ di tempo libero in più, avrà ripreso una sua vecchia passione: “Non gioco più ai videogames, ma se avessi il mio vecchio Gameboy… giocherei a Tetris per ore!”
SERVIZI VINCENTI - Ennesima presenza in una Top 10 per Flavia Pennetta: ottavo posto nella classifica degli ace scagliati nella stagione appena conclusa (199), dove guida – indovina un po’- Serenona (346), seguita da Petrova e Stosur.
CERTE VOLTE IL DESTINO – Nel 2001, la signora Malaszszak (se vi spaventa questo cognome, non sapete cosa vi aspetta dopo) si trova nell’ospedale di Chiang Mai, Thailandia, per dare un figlio a suo marito Marek, ex coach di una certa Steffi Graf. Ad assisterla nel parto, l’infermiera sig.ra Lertcheewakarn (vi avevamo avvertiti). Che, fiutata l’occasione, chiede all’impronunciabile coach di dare un’occhiata alla sua impronunciabile figlia Noppawan (Lertcheewakarn), 10 anni e tanta voglia di tennis. Manco a dirlo, la piccola Nok (Dio salvi i diminutivi) ai giorni nostri si è appena aggiudicata Wimbledon 2009 (singolare e doppio) e Roland Garros (doppio) e si appresta, svestiti i panni della junior, ad essere la nuova big thing del circuito 2010.
UN BIBERON GIÙ PER LA GOLA? – Quando si parla di piano B, nel tennis, di solito si sta argomentando di tattica. Non questa volta per Serena Williams: “Il piano A era di avere bambini prima dei 30 anni, ma ne ho già 28… devo escogitare un piano B! E lo farò, perché non posso giocare a tennis per sempre: verrà il turno di qualcun’altra, più grande e migliore. E quando succederà, non voglio ritrovarmi su un divano con Venus a guardarci negli occhi e a chiederci ‘che si fa?’ ”
BELLEZZE AL BAGNO - L’avevamo lasciatacosì, la ritroviamo in ben altra forma, non c’è che dire… E pure la sua amica Radwanska, la cui bellezza qualche tempo fa aveva diviso i nostri lettori, mette in bella mostra la prima e la seconda di servizio (anzi, la quarta, a occhio).
WEEK-END DA PAURA - Vi ricordate il tipo che aveva come scopo nella vita quello di entrare nel Guinness dei Primati mantenendo una ventina di palline in una mano? Al peggio non c’è mai fine. A Wilmington, negli Stati Uniti, due ragazzi sono riusciti ad entrare nel fatidico libro dei record giocando la partita più lunga della storia: 36 ore, tre minuti e 11 secondi, da sabato mattina a domenica sera. Sconfortante il filmato (non integrale…) dell’impresa, con tanto di madre orgogliosa di uno dei due deficienti – ops, abbiamo detto ‘deficienti’? Volevamo dire idioti.
FACCIAMO UN BREAK? - Non sarà da Guinness, ma la sua bella lunghezza ce l’ha avuta anche un’altra partita, un pizzico più importante. Così Roger Federer ricorda l’ultima finale di Wimbledon: “Avevo l’impressione, ai cambi di campo, che saremmo rimasti lì tutta l’estate, che avrebbero chiuso il tetto, che la gente avrebbe dormito la notte e al loro risveglio io e Andy saremmo stati ancora lì, con la barba cresciuta, mantenendo ognuno il proprio servizio”.
FOTOFINISH – L’esultanza meno maschia della storia, Monfils cerca di far uscire il suo talento, Nadal lo imita, e soprattutto: è solo la nostra impressione, o...?
sicolo
Nadal e Roddick approfittano di ogni momento per riposarsi dalla stagione lunga e faticosa . Forse hanno ragione a protestare per le fatiche imposte dal tour