L'argentino sciupa un vantaggio di 5-3 e servizio nel terzo set, ma poi si impone nettamente al tie-brak decisivo: 6-4, 3-6 7-6 (1) il punteggio finale. Le possibilità di qualificazione di Verdasco ridotte al lumicino. Diego Bonomo
Nella sfida tra i due “perdenti” del gruppo A è Juan Martin Del Potro ad avere meglio dopo oltre due ore di lotta punto su punto, in una sfida spettacolare ed imprevedibile. L’argentino si aggiudica un interminabile match contro lo spagnolo Fernando Verdasco al terzo set ed adesso si giocherà le sue possibilità di accesso alla semifinale nell’ultima sfida del girone contro Roger Federer, in un revival di uno dei più brutti incubi dello svizzero.
Il primo set è deciso da un passaggio a vuoto dello spagnolo nel terzo gioco. Del Potro non si lascia scappare l’occasione e prende un break di vantaggio. Break che poi si rivela decisivo, perché i due giocatori mantengono i propri servizi fino alla fine del set. Sul 5-4 Del Potro, Verdasco ha due palle per riagganciare l’avversario ma Del Potro riesce a chiudere. 6-4. Primo parziale decisamente equilibrato. Del Potro molto incisivo sul servizio, soprattutto con la seconda, Verdasco invece paga le poche disattenzioni.
Anche il secondo si apre all’insegna dell’equilibrio. Scambi lunghi, da fondo, come nel primo, e giocatori che raramente vengono a rete a chiudere il punto. Dopo alcuni game, Del Potro però inizia a perdere peso nei colpi ed anche la battuta perde un po’ di incisività. Ne approfitta Verdasco, che capisce il leggero calo dell’avversario e dà il tutto per tutto. Aumenta la sua spinta da fondo e riesce a strappare il servizio a Del Potro portandosi sul 5-3. Poi con un ace chiude il set per 6-3.
Il terzo set è assolutamente imprevedibile. Entrambi i giocatori vogliono giocarsi al massimo le proprie chance di restare a Londra. Del Potro si rimette in riga e ricomincia a macinare gioco da fondo campo, Verdasco resiste fino al 3-2 ma poi deve cedere sotto i colpi dell’argentino. Sembra oramai tutto facile per Del Potro che si porta sul 5-2. Sul 5-3 Verdasco, l’argentino serve per il match. Tutti pronti per la conclusione. Tranne Verdasco. Lo spagnolo non ci sta e dà il meglio di sé. Con un paio di accelerazioni, riesce a strappare incredibilmente il servizio a Del Potro ed a rifarsi sotto. Sotto 40-0, l’argentino tira fuori dal cilindro il meglio del suo repertorio: pallonetto liftato, dritto in corsa ed altro ancora che lo portano per ben due volte al match point. Ma Verdasco tiene duro e grazie a servizio e rovescio resta in partita. Epilogo più giusto per un match così equilibrato è il tiebreak. Adesso è una questione di nervi ed energie. Ed infatti lo spagnolo cala di concentrazione proprio sul più bello. Evidentemente lo sforzo per riagganciare Del Potro lo ha provato molto. Al tiebreak non c’è storia: 7-1 per l’argentino, con lo spagnolo che paga le imprecisioni dei suoi colpi.
Per Del Potro, dopo il match con Murray, ancora una partita al terzo, ma almeno questa volta una vittoria importante. L’argentino deve ancora trovare la continuità di gioco e di spinta attraverso tutto il match. Oggi si è complicato la vita proprio a causa di questi alti e bassi di rendimento. Ha dimostrato comunque che quando gioca come sa può fare ciò che vuole. Certo, un rendimento così altalenante non può permetterselo contro Federer, altrimenti addio semifinali. Onore a Verdasco, che ha disputato un match di alto livello, ha lottato alla pari contro uno dei prossimi dominatori del circuito, ma alla fine ha ceduto ad un avversario più lucido nei punti decisivi. Lo spagnolo riduce le speranze di qualificazione al lumicino. Per un giocatore come lui, già un bel traguardo essere alle Atp Finals.
Diego Bonomo
Nadal e Roddick approfittano di ogni momento per riposarsi dalla stagione lunga e faticosa . Forse hanno ragione a protestare per le fatiche imposte dal tour