Tennis e sponsor

Roddick: lealtá alla Lacoste

L´americano é a Londra non solo da spettatore ma anche da testimonial. Nell´intervista dá la notizia di altri 4 anni nella famiglia del coccodrillo piú famoso del mondo. Sara Cecamore (Trad. di Vanni Gibertini)

Spotted. Andy Roddick avvistato alla O2 Arena a Londra. Seppur infortunato e costretto a guardare dagli spalti i colleghi in campo con un bel po´di invidia,  l'americano non ha voluto saltare il primo appuntamento con le ATP World Tour Finals, sia per piacere (come spettatore) sia per "lavoro". Anche se tecnicamente in vacanza, infatti, non è riuscito a scappare alle grinfie dei giornalisti che lo hanno intervistato poco prima del match Federer-Murray. L'occasione, in realtà, è stata offerta dalla notizia che il kid del Nebraska ha rinnovato il contratto con la nota marca del coccodrillo per altri 4 anni, fino dunque al 2013. Entrato nella famiglia Lacoste nel 2005 dopo essere stato abbandonato dalla Reebok Andy ne é diventato uno dei principali ambasciatori (non francesi) "grazie alla sua naturale eleganza, il suo fair play ed il suo sorriso", dichiara Christophe Chenut, amministratore delegato dell´azienda. Incarna dunque alla perfezione i valori del fondatore, Reneé Lacoste, che é riuscito a trasformare il soprannome "coccodrillo datogli dalla stampa americana  per la tenacia che dimostrava in campo in uno dei loghi piú riconosciuti al mondo.E se il passato con Roddick é stato roseo, il futuro lo sembra ancora di piú e prevede, oltre alla linea di abbigliamento e agli occhiali, anche una linea di profumi e telefoni cellulari.

I giornalisti ne approfittano poi per fare una chiacchierata con Roddick, che non pecca mai in simpatia. Se la sua affiliazione con Lacoste gli dará piú motivazione ai French Open? "stavamo giusto parlando di un cambio di superficie agli Open di Francia. Vi terremo informati, i negoziati sono ancora in corso.." E non si fa scappare nemmeno la battutina con Neil Harman, nota penna del Times e nome che presto potremmo trovare non solo sui giornali ma anche come profumo...

Qui sotto l´intervista integrale in italiano

CHRISTOPHE CHENUT: [...]
Sono orgoglioso di essere qui questa sera in rappresentanza dell’azienda Lacoste, del marchio Lacoste e oserei dire anche della famiglia Lacoste, per annunciare il rinnovo della nostra collaborazione con Andy Roddick per i prossimi quattro anni fino al 2013.
Sono ovviamente orgoglioso, perché oltre ad essere un grande giocatore, Andy dispone anche di grandi qualitá umane come forse avete visto nel video. In questo modo Andy riesce a perpetuare nel tempo i valori del nostro fondatore, René Lacoste, che fu allo stesso tempo il miglior giocatore degli anni ’20, come tutti sapete, ed una persona molto carismatica.
Questo é il motivo per cui Andy, oltre ad essere il nostro tennista di punta, continuerá ad essere uno dei principali ambasciatori del coccodrillo, grazie alla sua naturale eleganza, il suo fair play ed il suo sorriso. Ero sicuro che avrebbe sorriso a questo punto.
Come vi ho detto, Lacoste é una famiglia. E’ ancora un’azienda di famiglia. Ed in una famiglia, le relazioni durature hanno un significato vero. Dopo essersi unito a noi nel 2005, Andy é diventato un membro della famiglia. La sua fama internazionale sará associata naturalmente alla nostra linea di abbigliamento, ma anche alla linea di occhiali e nel prossimo futuro anche ai nostri profumi ed ai nostri telefoni cellulari.
Quindi grazie ancora, Andy, per la tua lealtá al coccodrillo. Speriamo che tu possa continuare ad avere successo come in questo incredibile 2009 con quella indimenticabile finale di Wimbledon. Sono sicuro, siamo tutti sicuri nella famiglia Lacoste, che riuscirai a farcela il prossimo anno. Grazie mille.
ANDY RODDICK: Grazie.
Vorrei anch’io ringraziare Christophe, Michel ed anche ricordare René Lacoste. E’ stato un vero piacere essere assiciato ad un marchio cosí prestigioso negli ultimi cinque anni. Apprezzo veramente il supporto che mi viene dato dalla famiglia Lacoste.
Sono felice ed onorato di far parte dei loro piani per il futuro. Sono contento che siamo riusciti a trovare un accordo. Non potrei essere piú felice di essere qui con voi oggi. Quindi grazie. Ed ora parliamo (sorridendo).


D: E’ strano per te essere qui senza poter giocare? Come stai? Come va l’infortunio?
AR: L’infortunio sta guarendo. Sapete, siamo probabilmente piú avanti con il recupero di quanto avevamo programmato. Riesco a correre, in linea retta, e spero che saró in grado di tornare in campo ad allenarmi la settimana prossima.
La dinamica per me é molto differente, essere qui, parlare con voi, ma senza poter giocare. Era molto piú facile accettare di non poter giocare quando ero a casa. Ma poter venire qui e vedere l’energia che circonda questo evento, sono invidioso dei ragazzi che scendono in campo, perché possono far parte di questo avvenimento.
D: Sei stato accolto in maniera molto calorosa ieri sera quando le telecamere ti hanno inquadrato. Cosa ha significato per te?
AR: Parecchio. Certamente sono stato sostenuto moltissimo durante le due settimane a Wimbledon, ma anche dopo la fine del torneo. Mi sono sempre trovato bene qui a Londra. E soprattutto dopo l’ultimo Wimbledon, ero davvero impaziente di tornare qui e giocare in un’atmosfera un po’ diversa. La dinamica é un po’ differente qui.
E’ stato molto piacevole vedere come i tifosi mi avrebbero voluto vedere in campo.
D: Cosa ne pensi del torneo? Sei riuscito a riprenderti dalla delusione di aver perso la finale di Wimbledon quest’anno?
AR: Per quel che riguarda il torneo, ho bisogno di qualche indicazione in piú: stiamo parlando dell’evento in sé o dei giocatori?
D: [Vorrei sapere cosa ne pensi] dei risultati fino a questo momento, e come i partecipanti hanno giocato finora.
AR: Chiunque sia arrivato qui ha dimostrato di essere capace di vincere partite. E’ l’unico modo per riuscire a partecipare. Credo che sia il torneo piú difficile da pronosticare perché la superficie é abbastanza neutrale, abbastanza onesta con tutti.
Per quel che riguarda la delusione di Wimbledon, non credo che riusciró mai ad essere completamente soddisfatto del risultato ottenuto. Sono certamente molto grato alle persone che sono state influenzate positivamente dalla finale. Mi rendo conto che esistono anche queste persone, e sono anche piú numerose di quanto pensassi in precedenza.
Ma voglio sempre vincerlo quel torneo. E non credo saró mai soddisfatto fino a quando un giorno non riusciró a vincerlo.
D: In seguito alla tua affiliazione con la Lacoste, puó essere che gli Open di Francia diventino un torneo che in futuro avrai un maggior desiderio di vincere?
AR: Ne stavamo parlando prima, e dissi che abbiamo Arnaud, la famiglia Lacoste qui, un gruppo di giocatori forti, molto famosi in Francia. E stavamo parlando anche di un cambio di superficie agli Open di Francia. Vi terremo informati, i negoziati sono ancora in corso (sorride).
D: Parigi e Londra sono cosí vicine. I campi in terra battuta non sono i tuoi preferiti. In ogni modo, tu sei un grande campione e Londra é la Cittá Olimpica. Speriamo di vederti [alle Olimpiadi] in futuro. Puoi prometterci che verrai al Master il prossimo anno ed alle Olimpiadi?
AR: Certamente giocheró qui il prossimo anno – anche se bisogna vedere se riusciró a qualificarmi. Devo ripetere quello che ho fatto nelle ultime sette-otto stagioni. E’ certamente uno dei miei obiettivi.
Sicuramente guardo al 2012 con la prospettiva di giocare una Olimpiade sull’erba, prospettiva davvero allettante per me.
Spero ci saranno tanti altri bei ricordi per me qui a Londra negli anni a venire.
D: Dopo la partenza da Shanghai, come hai lavorato fisicamente in considerazione del tuo [infortunio al] ginocchio?
AR: Le due settimane dopo Shanghai sono state probabilmente le piú noiose della mia vita. Letteralmente sono rimasto tutto il tempo sul divano. Passavo 20 minuti con il ghiaccio, e 20 minuti senza. E questo era tutto. Non potevo camminare molto o fare altro.
I progressi sono stati molto buoni, specialmente nelle ultime due settimane. Sono in grado di correre in linea retta, ora si tratta di recuperare i movimenti laterali. Poche ore ho fatto un controllo con il Dr Dines, che mi ha seguito durante questo periodo, é mi ha dato il suo parere positivo per il ritorno all’attivitá tennistica. Sono molto contento. E sono grato di poter recuperare in pieno per la prossima stagione.
D: Pensi di rimanere a vedere l’incontro di stasera? Se rimani, cosa pensi di poter imparare? Quanto ti interessa un incontro di questo tipo?
AR: Osservo sempre con invidia questi ragazzi per quello che riescono a fare con la palla, per come controllano il ritmo, la profonditá, le rotazioni. Entrambe sono in grado di vincere una partita in una quantitá di modi diversi. Penso che quando giocano l’uno contro l’altro, é quasi una partita a scacchi perché hanno entrambe cosí tante opzioni tra cui scegliere.
Se volete un pronostico, proprio non saprei. Non credo nessuno dei due abbia giocato molto recentemente. So che hanno perso entrambe un po’ prima di quanto avrebbero voluto a Parigi. Ma data l’atmosfera dell’arena, ed il fatto che uno dei due gioca in casa, sará sicuramente un match interessante.
D: Quali sono i tuoi piani per il prossimo anno? Andrai in Australia?
AR: Sí, penso di iniziare a Brisbane, e poi andare a Melbourne. Cercheró di arrivare laggiú un po’ prima del solito, per abituarmi alle condizioni di gioco ed alla calura. Ovviamente spero di riuscire ad incrociare la racchetta con qualcuno di questi giocatori prima che i tornei trovino un vincitore Non vedo l’ora di iniziare la prossima stagione.
D: Hai avuto un po’ di tempo per valutare la stagione appena trascorsa. Come vedi l’Andy Roddick di oggi in confronto all’Andy Roddick di 12 mesi fa?
AR: Credo sia molto migliorato, il che é un segno incoraggiante. Non credo si possa confrontare quest’anno con quello precedente, o anche con i due o tre precedenti.
Sono riuscito a mettermi nella posizione di vincere un torneo dello Slam. Ho iniziato raggiungendo le semifinali in Australia, cosa che non mi era riuscita da almeno un paio d’anni, credo. Per poi proseguire con Wimbledon, e ho raggiunto il mio miglior risultato in carriera ai French Open. Sono riuscito ad eguagliare i miei migliori piazzamenti nei primi tre slam dell’anno. A parte la sconfitta in finale a Wimbledon, la delusione piú grande é stato ovviamente l’US Open. Ma nel complesso, é stata una delle annate piú complete che abbia mai avuto. Dobbiamo ovviamente escludere gli ultimi due mesi, ma sicuramente é stata una delle annate piú complete.
Ed in questo momento la considero la base su cui provare a costruire qualcosa di meglio.
D: Pensi che scriverai una tua autobiografia? Se sí, cosa é che non sappiamo [e che ci rivelerai]?
AR: Non lo so. Non voglio parlare di me stesso al passato per il momento (sorride).
D: Christophe ha parlato di un profumo. Potrai dare il tuo input sulla modalitá con cui questa fragranza verrá distribuita nei punti vendita?
AR: Stiamo pensando di chiamarla Neil Harman. Pensiamo sará un successone tra tutti i giornalisti di tennis del mondo (sorride). Stiamo lavorando in questa direzione. Tieni le dita incrociate. Stiamo lavorando per te.
D: Per quel che riguarda il tennis americano, ti sei sentito con Sam Querrey a proposito dell’incidente che ha avuto? Sei in contatto con altri giocatori americani? Come vedi la situazione?
AR: Credo che Patrick [McEnroe] stia facendo un buon lavoro a Boca [Raton] con i giocatori piú giovani. Credo l’attivitá non sia mai stata cosí ben organizzata nel recente passato, con una direzione precisa, e ció é bene.
Ho parlato con Sam dopo l’incidente. E’ stata davvero una disdetta perché aveva cominciato a giocare molto meglio e si era issato tra i primi 25. Speriamo che riesca a tornare a quel livello rapidamente, e sarei contento se riuscisse a migliorare ancora.
Credo che John Isner abbia fatto parecchi progressi. Con quel servizio, é capace di battere chiunque.
Ci sono buoni segnali, qualche altro buon giocatore. So che Mardy [Fish] si sta riprendendo dal suo infortunio. C’é qualche punto interrogativo nel futuro per alcuni di noi ma credo che quest’anno abbiamo avuto momenti davvero positivi.
 

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