Rafa corre e lotta ma non riesce a tenere testa ad un Davydenko ispirato. Il russo si impone 61 76 e rimane in corsa per le semifinali. Ora solo la Davis può riscattare il periodo nero del maiorchino. da Londra, Enrico Riva
Nadal fuori dalle Atp Finals. Nadal che non vince un set contro un top8 da Madrid. Nadal che fa una tenerezza infinita a vederlo lottare e mai lamentarsi nonostante stia attraversando il periodo più buio della sua carriera.
Avrà problemi di peso, di muscoli, di ginocchia, di mutande ma di certo non ha problemi d’immagine. Il suo nome è ancora sinonimo di lotta e divertimento e il pubblico lo accoglie con una standing ovation. Dall’altra parte della rete il giocatore più forte di sempre a non aver mai raggiunto una finale dello slam.
Nadal parte aggressivo, tiene la palla lunga e prova le accelerazioni per chiudere rapidamente gli scambi. Gli manca però il peso sulla palla e Davydenko non fatica a comandare il gioco.
Allo spagnolo viene naturale remare da fondo e scivolare per giocare di rimessa. Il problema è che la superficie, per quanto lenta non è terra battuta e un paio di volte per poco non ci lascia le caviglie impastandosi nel terreno.
Il rumore che proviene dalle racchette è talmente diverso che la partita si potrebbe seguire ad occhi chiusi. La pulizia dei colpi del russo è scandita da un suono rilassante e costante, l’affanno e la rabbia del maiorchino si riflettono in rumori sordi e penetranti. Vedere Davydenko danzare sulla palla fa un certo effetto.
È quello che accade nel primo parziale, chiuso da Nikolay per 61 in 28 minuti con due break e striscia conclusiva di 10 punti a zero. Rafa è praticamente immobile.
Che Davydenko sia uno che sente la pressione lo si capisce quando deve chiudere la prima frazione. Il russo ha capito che la partita è assolutamente nelle sue mani ma anche che se si riduce a spingere da fondo può mettere in palla Nadal per cui spesso si affaccia dalle parti della rete, dimostrando tra l’altro un tocco notevole.
Stasera il pubblico è parecchio presente. Ha paura di aver buttato via il biglietto e che la partita sia sul punto di precipitare.
Nel secondo set Nadal parte con tutte le incertezze del primo e la gente passa da urlargli “te quiero” a “wake up” in un battibaleno. Nikloay è sempre più a suo agio, conquista 20/30 centimetri a colpo e chiude indifferentemente di rimbalzo o a rete.
Dacci oggi la nostra palla break quotidiana. Non passa servizio in cui il maiorchino non debba salvare baracca e burattini. Ci riesce una, ci riesce due, la terza capitola.
Davydenko scappa sul 4 a 2 e come tutti nello stadio si aspettano si inceppa. Non è cambiato nulla nelle tattiche di gioco: semplicemente Nikolay ha paura, Rafa no. È contro break.
Ma anche un fuoco di paglia perché sul 5 pari, con tutta l’inerzia a suo favore, Nadal si fa brekkare di nuovo. Poi è vero, lui è un lottatore, quell’altro un pavido, il tiebreak è inevitabile.
Ma come ha tenuto a sottolineare Davydenko in conferenza stampa un conto è scherzare nei game, un conto è fare i seri nel “jeu décisif”. Infilando un punto più bello dell’altro il finalista 2008 mette il sigillo sulla partita chiudendo 7 punti a 4.
In conferenza stampa lo spagnolo lascia intendere che la Davis potrebbe essere un obiettivo che ha distratto. Non che ci creda più di tanto neanche lui…
Le ipotesi del girone (Malafarina)
- se soderling perde con davydenko passano lui e davydenko (davydenko primo se in 2 set, soderling primo se in 3 set)
- se soderling vince è primo ed il secondo è
i) Djokovic se vince
ii)Davydenko se Djokovic perde
Enrico Riva
Nadal e Roddick approfittano di ogni momento per riposarsi dalla stagione lunga e faticosa . Forse hanno ragione a protestare per le fatiche imposte dal tour