La vittoria di Murray su Verdasco al tie-break del terzo set conferma l'equilibrio tra gli otto protagonisti. Unica, triste eccezione è Rafa Nadal, battuto due volte senza vincere nemmeno un set. Rino Tommasi
Prima di lasciare agli esperti di matematica il compito di stabilire, in funzione del risultato dell’ultima sfida tra Federer e Del Potro, la classifica di uno dei due gironi di questo Masters, Andy Murray e Ferrnando Verdasco sono stati in campo per tre ore esatte prima che lo scozzese riuscisse a vincere al tie-break del terzo set. Un risultato che contraddice le statistiche che raccontano di ben 15 punti in più (135 a 120) conquistati da Murray che però è riuscito a trasformare soltanto una delle 13 palle break che ha avuto a propria disposizione mentre ne ha concesso solo una al proprio avversario.
Alla fine ha deciso la migliore condizione atletica di Murray dal momento che Verdasco ha concluso l’incontro in preda ai crampi . Questa è stata la sesta partita (sulle prime nove) del torneo che si è risolta al terzo set, a dimostrazione di un sostanziale equilibrio tra gli otto protagonisti con una sola eccezione..
Infatti dev’essere stato triste – e non solo per i molti tifosi di Rafa Nadal – assistere alla partita che il giovane spagnolo ha perduto, in soli due set, contro Nikolay Davydenko e che lo ha di fatto eliminato dal torneo. Battuto due volte, senza nemmeno la consolazione di un set, Nadal non aveva più a quel punto la possibilità di qualificarsi per le semifinali ma non era questa la situazione più interessante e la risposta più importante.
Si trattava piuttosto di verificare lo stato di salute tennistica del giocatore che, dopo aver vinto cinque tornei nella prima parte della stagione ed aver conquistato il primo posto nella classifica mondiale, non era più riuscito, dal suo rientro in campo avvenuto all’inizio di agosto, non solo a vincere un torneo ma nemmeno a giocare, salvo la breve parentesi di un incontro con il francese Tsonga a Bercy, una sola partita all’altezza del suo valore e della sua classifica.
Perduto nettamente il primo set, Nadal è riuscito a rifugiarsi nel tie-break nel secondo ma lo ha ceduto malgrado un pallido tentativo di rimonta che ha soltanto allungato il set senza cambiarne il destino.
A Nadal rimane ora da giocare solo una partita (contro Djokovic) nella quale ci sarà in palio solo il suo orgoglio, ma rimarrà aperta la ricerca delle ragioni che ne hanno determinato il drammatico crollo. E’ un problema che riguarderà tecnici, psicologi e forse anche medici, oltre al capitano della squadra spagnola di Coppa Davis, Albertt Costa, che dovrà decidere se schierare Nadal nella finale in programma a Barcellona tra pochi giorni.
Nadal e Roddick approfittano di ogni momento per riposarsi dalla stagione lunga e faticosa . Forse hanno ragione a protestare per le fatiche imposte dal tour