ATP FINALS

Davydenko gioca da campione

Il russo è il meritevole vincitore di un Master sorprendente. Prestazioni straordinarie sia con Federer che con Del Potro. Manca solo la Davis per concludere la stagione 2009: un'occasione per Nadal. Rino Tommasi

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Questo bizzarro Masters, discusso e discutibile nella formula, certamente sorprendente nello svolgimento, ha comunque prodotto alla fine il vincitore più giusto e più meritevole.
A lungo etichettato come protagonista di un tennis operaio, sottovalutato anche a causa del suo aspetto da impiegato del catasto piuttosto che da campione sportivo, Nikolay Davydenko ha vinto il Masters ed è il secondo giocatore a riuscirci, dopo l’argentino Nalbandian, senza avere avuto il conforto di una vittoria in un torneo del Grande Slam, l’esame di laurea per i campioni del tennis.
In finale Davydenko ha imposto la sua migliore condizione atletica a Juan Martin Del Potro, che aveva dovuto spendere tutte le due energie per superare la sera prima lo svedese Robin Soderling battuto soltanto al tie-break del terzo set.
Forse gli organizzatori non avrebbero dovuto programmare le due semifinali a qualche ora di distanza ma farle disputare una dopo l’altra in modo da ridurre le eventuali differenze nei tempi di recupero ma non sarebbe giusto spiegare il risultato con questa osservazione.
Davydenko ha sfruttato gli unici due break dell’incontro che sono arrivati nel quarto gioco del primo set e nel nono gioco del secondo, inoltre ha giocato da campione, come del resto aveva fatto nei momenti decisivi della sua semifinale con Federer, le due palle break che Del Potro era riuscito a procurarsi.
L’argentino non è stato aiutato abbastanza dal servizio ma soprattutto ha pagato la scarsa sicurezza nei colpi di rimbalzo mentre Davydenko ha concluso l’incontro, durato un’ora e 24 minuti con un parziale di 12 punti a 2.
Davydenko è il ventitreesimo vincitore del Masters a chiudere il torneo pur avendo subito una sconfitta. Nel caso particolare Davydenko era stato battuto dal serbo Novak Djokovic nel primo incontro del girone eliminatorio per 7-5 al terzo set. Poi però aveva sconfitto Nadal, Soderling ed in semifinale Federer contro il quale aveva un bilancio negativo di 12 sconfitte su 12 partite nei precedenti confronti diretti. Ma è stato il modo in cui ha giocato e vinto la finale a rendere legittimo e meritato il suo successo.
E’ possibile che Davydenko abbia potuto concludere la stagione con questo sprint perché era stato costretto a saltare i primi quattro medi dell’anno, una situazione che in passato ha trovato riscontro nella carriera di molti giocatori importanti.
Può succedere, in questo tennis frenetico, che un infortunio obblighi i giocatori ad una vacanza involontaria ma alla fine vantaggiosa.
A questo punto per chiudere la stagione manca solo la finale di Coppa Davis nella quale, se si renderà disponile, Nadal potrà affogare le amarezze di questo Masters.

Rino Tommasi

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