Ravi Ubha ha intervistato il 27enne finalista di Wimbledon a Londra, durante le World Tour Finals che ha dovuto guardare da spettatore per l'infortunio al ginocchio. Traduzione a cura di Alessandro Mastroluca
Andy Roddick non sapeva cosa aspettarsi da questa stagione. E chi avrebbe potuto biasimarlo? Nel 2008 il texano si era arreso in un terzo turno particolarmente acceso agli Australian Open mentre il suo avversario (il tedesco Kohlschreiber, che ha vinto 8-6 al quinto, NdT) metteva a referto più di 100 vincenti. Ha saltato il Roland Garros per un infortunio alla spalla ed è uscito male, al secondo turno, agli Us Open, mentre la spalla e il collo continuavano a provocare disastri. L’apparentemente ideale partnership con Jimmy Connors è finita, e il capitano degli Usa John McEnroe, per tamponare l’emergenza, si è presentato come suo coach agli Us Open.
Ma nel 2009 Roddick ha cambiato il suo destino. Ha assunto Larry Stefanki, coach stimatissimo, ha perso 7 chili e ha migliorato o eguagliato il suo miglior risultato in carriera nei primi tre Slam stagionali. Roddick ha quasi trionfato a Wimbledon, il torneo che muore dalla voglia di vincere, restando palmo a palmo con Federer ma finendo dalla parte sbagliata dello score nel 16-14 del quinto set. Ma fuori dal campo ha rotto non pochi cuori sposando Brroklyn Decker, e in questo battendo Federer, almeno all’altare.
Roddick ha chiacchierato con ESPN.com a Londra, dove un infortunio al ginocchio ha costretto il n.1 degli Usa ad assistere da spettatore alle prestigiose World Tour Finals.
ESPN.com: Andy, cosa ti è piaciuto di più del 2009?
Roddick: Gli aspetti positivi sono stati parecchi. Sento di essere migliorato nella dinamica, nei movimenti e nella solidità. Non credo di aver perso da un top-15 o 20 fino a Cincinnati, ed è un buon progresso [in realtà perse da Stepanek, allora n.21, a febbraio a San Jose]. Di sicuro ogni anno vuoi una chance per vincere uno Slam, e quest’anno sono tornato nella condizione di poterlo fare. Spero di riuscirci l’anno prossimo.
ESPN.com: È ancora più gradevole, immagino, la stagione se pensiamo che l’anno scorso, di questi tempi, pensavi al ritiro?
Roddick: Non si trattava tanto di lasciare quanto di chiedersi se il meglio era ormai molto dietro di me. A questo punto, l’anno scorso, c’erano molte più domande che risposte. Quest’anno gli interrogativi sono molto pochi. Detto questo, adesso voglio guardare avanti e costruire da questa stagione e non voltarmi indietro per stabilire il percorso.
ESPN.com: Andre Agassi nella sua autobiografia ha detto che sua moglie e i figli hanno reso più facile digerire le sconfitte. Tu non hai ancora bambini, ma che impatto ha avuto il matrimonio sulla tua carriera?
Roddick: Non lo so, penso di aver avuto una buona prospettiva sulle vittorie e le sconfitte sul campo. Fanno male, ma il mio peggior giorno sarebbe comunque un buon giorno per molti. Non credo di essere stato mai miope su questo, ma sì, ora sono molto felice fuori dal campo e questo non può che essere d’aiuto.
ESPN.com: In vantaggio di un set e avanti 6-2 nel tiebreak del secondo set a Wimbledon, c’è stata una parte di te che ha pensato, “finalmente ce la posso fare a vincere”?
Roddick: No, perché contro Federer sai che anche con due set di vantaggio hai ancora tanta strada da fare. Penso che quando arrivi in finale credi di poter vincere. Ma onestamente non ripenso a quel tiebreak. Ho messo buone prime, buone risposte, ho fatto quello che dovevo fare: ho sbagliato un punto, e questo è tutto.
ESPN.com: Negli ultimi tre o quattro games sembrava che l’anca facesse davvero male [Roddick ha poi saltato la Davis la ettimana successiva proprio per l’infortunio all’anca]. Quanto ha pesato nel risultato?
Roddick: Poco. L’adrenalina può tanto, sapevo che il giorno dopo avrei sentito molto dolore, ma nel finale di match stavo bene.
ESPN.com: Appena guarirà il ginocchio, che hai in programma per il periodo di off-season?
Roddick: L’anno scorso è stato un periodo molto buono, molto produttivo. Quest’anno voglio fare meglio. Abbiamo già un programma abbastanza dettagliato, un mix felice di tennis e lavoro fisico sulla forma e la forza. Cercheremo di migliorare partendo dalla base dell’ultima stagione.
ESPN.com: Obiettivi per il 2010?
Roddick: Sono molto più ottimista dell’anno scorso. A fine 2008 mi allenavo e speravo, quet’anno c’è meno speranza e più consapevolezza. Ho molta più fiducia di quanta ne avessi a questo punto un anno fa.
ESPN.com: In Davis, cosa farai il prossimo anno? Tornerai di certo, o la prenderai un po’ come viene?
Roddick: Penso che valuterò di volta in volta. Adesso la priorità è essere sicuro che il ginocchio guarisca perché voglio essere pronto per gli Australian Open, e naturalmente il ginocchio mi darà altro da pensare. Sono sempre stato fedele alla Davis e spero di poter tornare a giocarla l’anno prossimo.
ESPN.com: Tu non sei uno da pensieri ipotetici, ma se la Davis si giocasse la prossima settimana, Sam Querrey dovrebbe essere convocato al posto di James Blake?
Roddick: Non è quello che faccio. Sam sta recuperando da un infortunio. James non ha avuto la sua miglior stagione, ma sono certo che saprà superare il momento. Ci sono molte domande, su ognuno di quelli che hai nominato [Roddick include se stesso], ma scegliere non è il mio compito nella squadra.
ESPN.com: Ti vedremo qualche volta in campo?
Roddick: Non è un argomento su cui abbia speso tre secondi della mia vita a pensarci.
ESPN.com: Sei un avido bevitore di caffè. Al massimo quanti ne prendi al giorno?
Roddick: Oggi dovrei essere a quota cinque o sei. Sto combattendo il jetlag cercando di stare sveglio.
Ravi Ubha
Nadal e Roddick approfittano di ogni momento per riposarsi dalla stagione lunga e faticosa . Forse hanno ragione a protestare per le fatiche imposte dal tour