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Tennis sul divano Dedicato a Luzzi

Marcella Marcone e Marco Mazzoni (nella foto assieme alla mamma di Federico al centro) ci regalano una personalissima partita a tennis. I proventi del libro andranno alla FedeLux. Elisa Piva con introduzione di Ubaldo Scanagatta

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Nel momento in cui il CIO ha deciso di ammettere il Misto ai prossimi Giochi Olimpici di Londra, l'Italia del tennis iscrive subito la sua prima coppia, una psicanalista e un giornalista, candidandola ad una medaglia: quella dell'originalità.

Quella di scrivere un libro a quattro mani, abbinando e compenetrando le loro conoscenze così profonde e al tempo stesso così diverse è stata davvero un'ottima idea. E' proprio quella che hanno avuto Marcella Marcone, psicanalista da sempre appassionata di tennis, e Marco Mazzoni giovane e valido collega che ho avuto da tempo modo di apprezzare e sulle pagine di 0-15 e anche (sia pure solo episodicamente) anche su Ubitennis.

Nobile, nobilissimo anzi, anche lo scopo: donare il ricavato della vendita alla FedeLux, la fondazione che, nel nome e nel ricordo di Federico Luzzi, e con l'instancabile operositŕ della sua mamma, Paola, si prefigge di aiutare le vittime della leucemia raccogliendo fondi per la ricerca oltre che sostegno domiciliare a chi ne venga colpito.

Nel mio piccolo anch'io sono lieto di avere questa nuova opportunità per sostenere la FedeLux e Paola nel ricordo di Federico. Farvi conoscere tramite Ubitennis quest'iniziativa editoriale che personalmente ho trovato davvero interessante, ricca di spunti originali sparsi nlle sue 250 pagine, era davvero il minimo che potessi fare. Ora tocca a voi. Siamo sotto Natale, ecco un bel regalo da farvi e da fare agli appassionati di questo sport che stra trovando piů sbocchi in libreria e sul web che non nei quotidiani sempre piů tristemente affogati... nel pallone. Con il libro di Rino Tommasi che è stato presentato nei giorni scorsi, e quello _ anche esso eccellente _ di Sandro Picchi che presenteremo nei prossimi giorni, "Il campione e il suo Doppio, Grandi Personaggi e Illustri rivalità dello Sport Italiano" (con uno straordinario profilo comparato di Nicola Pietrangeli e Fausto Gardini") l'editoria dello sport e del tennis mostra una freschezza ed una vitalità cui Ubitennis non poteva restare indifferente. Marcella Marcone e Marco Mazzoni formano una coppia affiatata, e voi potrete rendervene conto leggendoli.

                                                                                                                                                             di Ubaldo Scanagatta

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Una breve intervista al co-autore del libro, Marco Mazzoni, che ci presenta il libro e di come è nata l'idea della collaborazione con la FedeLux.

Ecco la copertina:

Com'è nata l'idea di questo libro?
“Tutto è partito da Marcella Marcone, psicoanalista, che collabora come me a 0-15. L'idea è nata sin dal 2004, precisamente al Roland Garros, dove aveva assistito a quella famosa partita tra Starace e Safin. Lì ha concepito il libro, le è scattata una molla. Ha pensato “come mai uno come Starace non è riuscito a vincere la partita? O più in generale, come mai certi giocatori riescono a vincere certe partite e altri no.” Insomma, non la comune psicologia dello sport, piuttosto una psicanalisi applicata ad una persona che fa sport.”

Come sei stato coinvolto nel progetto?
“Parlando con Marcella, visto che ci sentiamo mensilmente per la rivista. E parlando della nostra passione per il tennis, che ci accomuna. Mi parlò della sua idea, che aveva pensato di raccogliere ed ampliare i suoi contributi scritti sulla rivista, che partono dal tennis e arrivano alla vita di tutti i giorni. Così però poteva sembrare un libro un po' “pesante”, quindi mi ha chiesto se volevo partecipare al progetto con miei interventi da intervallare ai suoi, per non renderlo troppo serio ma più vivace e godibile.”

Cos'è quindi il “Tennis sul divano”?
“Il titolo è stato un'illuminazione di Marcella, perché il divano è il suo strumento di lavoro. Però non sapeva se fosse un'idea calzante, coerente. Appena mi ha detto il titolo, anch'io mi sono illuminato: ho subito pensato a quanto proprio quell'oggetto (il divano) sia stato determinante per rendermi il malato di tennis che sono ora. Da ragazzo ero molto più giocatore di tennis che non spettatore. Poi a 15 anni ho avuto un incidente e sono stato costretto a stare fermo per oltre 2 anni, passati soprattutto a guardare partite di tennis ...sul divano! Proprio lì sopra mi sono appassionato al tennis, trasformandomi da giocatore a spettatore e “malato” di questo splendido sport. Tanto che poi sono diventato anche giornalista. In sintesi il suo divano è quello dello psicanalista, il mio è quello dello spettatore.

Com'è strutturato il libro?
“In pratica è un palleggio tra lei e me. Marcella approfondisce i temi psicanalistici traendo spunto delle vite, carriere ed episodi dei tennisti, arrivando anche alla persona comune; quindi non solo analisi tecnico/sportive, perché si analizza l'uomo, non l'atleta. Io invece racconto le storie di alcuni giocatori (Federer, Nadal, Djokovic, Agassi, Henin, Sharapova, Pennetta e molti altri), di quello che sono oggi e potrebbero essere domani. Il tutto però da una diversa prospettiva, cioè come ho vissuto personalmente le loro storie, in prima persona. Ho messo molto di me in questo libro. Non è compilativo, ci sono pochi numeri o statistiche, non è una fredda successione di risultati, ma è un mix tra sensazioni, analisi tecnica e aneddoti. Per esempio: Federer a 14 anni viveva solo di pizze al taglio, oppure i vini preferiti dalla Mauresmo e le manie della Sharapova...

Come mai la scelta di non uscire in libreria ma di auto-produrre il libro?
“Sostanzialmente per due motivi: primo perché volevamo che i proventi andassero alla FedeLux. Fin da subito, quando abbiamo pensato a questo progetto, ci è sembrato giusto che fosse così. Toscano come me, ho seguito Luzzi per tutta la carriera, la sua scomparsa mi toccò molto. E secondo perché l'abbiamo fatto solo per il piacere di farlo, per passione, non per un guadagno.
Inoltre l'editoria in questo momento è in crisi, abbiamo preferito fare tutto da soli. In fin dei conti è stata anche una sfida personale. Ce lo siamo auto-prodotto per farlo esattamente come volevamo noi, nessun altro ci ha messo le mani. Vorrei ringraziare Gianni Camusso che con la sua esperienza nel campo mi ha dato preziose “dritte” per il layout definitivo e per rifinire la copertina, un po' kitsch ma che ci ha colpito fin dal primo giorno.”

Sappiamo che la prefazione del libro è stata curata da due scrittori “speciali”?
“Esatto, Gianni Clerici e Emanuela Audisio, editorialista di Repubblica, ci hanno fatto questo regalo.”

Quando siete entrati in contatto con la FedeLux?
“Quando abbiamo iniziato a concepirlo e realizzarlo, la scorsa primavera. Ne abbiamo subito parlato con la mamma di Federico Luzzi, Paola, è ne rimasta entusiasta appena glielo abbiamo proposto.”

Venerdì 11 c'è stata la presentazione a Milano, com'è andata?
“Molto bene, dobbiamo ringraziare il TC Ambrosiano che ci ha ospitato. Poi è stata una grande sorpresa, c'erano quasi 100 persone!
Oltre a me e Marcella, erano presenti il Vicedirettore del circolo Dott. Di Pietro, che ci ha introdotto, poi i vertici di 0-15, Elis Calegari, direttore editoriale, e l'editore Max Migliorati. Ci è sembrato giusto coinvolgere 0-15 perché io e Marcella ci siamo incontrati grazie a questa rivista, senza di loro questo libro non sarebbe mai nato, e quindi li ringraziamo. Era presente anche Paola Cesaroni, la mamma di Luzzi. Sono stati venduti praticamente tutti i libri, oltre ottanta, e quindi la donazione è stata cospicua. Per questo siamo molto contenti, un proposito del libro è stato già soddisfatto. E continueremo a donare i proventi del libro anche in futuro. La madre di Federico ci ha donato una targa, e alla fine era commossa. La fondazione, dedicata alla memoria del figlio, è nata per due scopi: mantenere viva la memoria di Federico e raccogliere fondi per la ricerca contro la leucemia. E giustamente Paola era felice perché nonostante Federico non sia diventato il campione che si sperava ( “...forse gli è mancato a suo fianco proprio una Marcone” ha detto la madre), tutti lo ricordano con grande affetto. Inoltre, grazie a questa fondazione, sono già stati ottenuti risultati concreti. Ad Arezzo stanno lavorando per l'apertura di un reparto intitolato al figlio.”

Dove si può trovare il libro?
“Sul sito del libro www.tennissuldivano.com. E' la via migliore, perché ci sono indicate tutte le varie soluzioni per reperire il libro. Oppure presso la Libreria dello Sport. Ovviamente anche a tutti gli eventi della FedeLux, è nel loro catalogo. Il ricavato va interamente alla FedeLux.”

Avete in programma altre tappe per la presentazione del libro?
“Si, probabilmente a gennaio o febbraio si terrà a Torino, Marcella è di Torino e abbiamo dei contatti. Si sta pensando anche in Toscana o a Roma.”

Elisa Piva

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