IL RIENTRO DELLA HENIN

Justine e Kim storie parallele

Henin e Clijsters già appaiate dai bookmakers della William Hill nelle quote per l'Australian Open, precedute solo da Serena. Intanto a Brisbane potrebbero scontrarsi in finale, in un gustoso anticipo di Melbourne... Ubaldo Scanagatta

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di Ubaldo Scanagatta (articolo scritto per Q.N.)

La classe non è acqua. Fiamminghe o vallone con racchetta non fa differenza, le belghe ritornano. Alla grande. Rentree da numero uno, è il caso di dire. Kim Clijsters s’era fermata per 2 anni e 3 mesi, e nel bel mezzo era diventata pure mamma, ma ciò non l’aveva trattenuta dal riconquistare a settembre l’US Open, il suo secondo Slam.
Justine Henin, classe 1982 (un anno e 7 giorni più di Kim) ha resistito ancor meno al digiuno agonistico. Sedici mesi. Aveva infatti chiuso la sua prima carriera il 14 maggio 2008, umiliata a Berlino dalla russa Safina. Lei, sempre così grintosa, era apparsa più che demotivata.
Ma, forse stimolata dalla positiva esperienza di Kim (“Ma ancor più mi aveva emozionato la vittoria di Federer a Parigi, lo Slam che gli era sempre sfuggito: io non ho ancora vinto Wimbledon…”), Justine non ha resistito al richiamo di una seconda carriera, né al sogno di conquistare il solo Slam assente nella sua collezione di sette: 4 Roland Garros, il torneo che aveva promesso di vincere alla sua mamma defunta quando aveva appena 10 anni (2003-2005-2006-2007), due US Open (2003 e 2007), un Australian Open (2004).
Tre sole esibizioni dicembrine per riprovare le antiche sensazioni e il magnifico rovescio d’antan, sei set vinti e zero persi con Flipkens, Pennetta e Petrova, ed ecco già i bookmakers scatenati nel nominarla terza favorita dell’Australian Open al via il 18 gennaio. A 3,75 la quota per la n.1 del mondo Serena Williams, a 5 proprio la Clijsters, a 5 e mezzo lei, a 9 la Sharapova, a 41 la Pennetta (vittoriosa anche lei ieri, ma a Auckland, sull’americana Craybas: 6-2,6-4)..
Eppoi ieri, a Brisbane, la prima vera gara del circuito Wta: di nuovo contro la tostissima Petrova, “bestiona” russa n.3 del mondo tre anni fa, n.20 oggi.
Risultato 7-5,7-5 per Ju-Ju, tanti “allez”, nessun sorriso fra il prima e il dopo, due break decisivi al momento giusto, sul 5 pari. E Petrova a casa.
Ora al prossimo round troverà l’ex enfant-prodige Sesil Karatantcheva, bulgara di nascita, kazaka di passaporto e… convenienza, reduce da due anni di squalifica per nandrolone (che tentò di giustificare dichiarandosi incinta senza esserlo!).
Insomma aveva visto giusto Thomas, il fratello di Justine: “Può darsi che fra sei mesi, o magari fra un paio d’anni, se non avrà trovato la felicità fuori dal campo, Ju-Ju deciderà di tornare”.
E’ tornata, eccome se è tornata, lei regina del tennis femminile sei volte più a lungo di Kim, 117 settimane contro 19. “Ho talmente sospirato questo momento…tornare su un campo, essere applaudita dal pubblico, un’accoglienza toccante. All’inizio lo stadio mi pareva così grande, tutta quella gente. Non c‘ero più abituata…ma dopo tre games non ci ho più pensato”.
“E’ più forte di prima…per Kim (che Justine potrebbe incontrare in finale) sarà dura reggere il suo palleggio”_ ha profetizzato la sua vittima Petrova.
Subito i bookmakers della William Hill hanno modificato le loro quote: Kim e Justine sono ora alla pari, a 5, come campionesse a Melbourne per l’Open. Non ci fosse Serena…
 

Ubaldo Scanagatta

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