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Rubrica a cura di Daniele Flavi
II meglio è sempre Federer-Nadal
Riccardo Crivelli, il corriere dello sport del 6.1.10
Il tempo della ricreazione è finito. Un mese di vacanza deve per forza bastare ai due titani; dietro scalpitano: rivali vecchi e nuovi; gente che non scherza, che vuole abbattere il duumvirato. Rivalità mitica Roger Federar e Rafael Nadàl sono indubbiamente i tennisti (uomini) del decennio ché ci ha appena salutato: la loro rivalità è una discendenza difetta delle sfide leggendarie tra Borg e McEnroe, Becker e Edberg, Sampras e Agassi, senza che le emozioni e lo show business ne abbiano risentito. Per questo vederli sullo stesso campo uno dopo l'altro a tenere a battesimo un altro anno agonistico, sperando, magari che il cemento di Doha bagni la 21esima sfida diretta tra i due (finora vince lo spagnolo 13-7), rimane l’essenza dello spettacolo. Una magia da godersi come sempre lustrandosi gli occhi…Tutto facile Roger ha sfoderato 12 ace e quattro break finendo per annichilire il povero Cristophe Rocus e lanciarsi come meglio non poteva nel nuovo anno: «Sonò stato bravo a costruirmi i punti, fisicamente mi sentivo esplosero, sono molto contento del mio gioco». Federer ha dichiarato per tempo gli obiettivi per il 2010: accrescere il bottino di Slam, di cui è già re indiscusso con 15 e stavolta con la dedica già pronta alle gemelline nate a luglio. In Australia, per esempio, non vince dal 2007, ma intanto si avvicina ad altri record magari mentì appariscenti e che tuttavia ben fotografano il suo ruolo nella leggenda del tennis: ad oggi, è a 264 settimane dì permanenza al n.1, a 4 da Connors, a 6 da Lendl e a 22 da Sampras, Rafa quel numero uno lo ha perso a luglio e vorrebbe tanto riprenderselo, se gli infortuni glielo concederanno…..
Punta sul tennista, può farti ricco
Francesca Pierantozzi, il messaggero del 6.1.10
Investire in un rovescio micidiale, sponsorizzare un dritto tagliente, scommettere su un servizio raserete o magari su un temperamento d'acciaio: dopo gli attori, i cantanti, gli scrittori, Internet scende in campo per finanziare gli atleti. I tennisti, per la precisione. Si chiama Tennis Angels, è il primo sito di finanziamento sportivo on line e comincia ad attirare l'attenzione degli investitori-supporter francesi, il principio è quanto di più semplice: sostenere la carriera di una giovane speranza del tennis francese, scommettendo sul suo talento e la sua grinta. Se diventerà un campione (o una campionessa), i "padrini" potranno spartirsi, in proporzione all'investimento effettuato, il trenta ;per cento dei suoi guadagni sportivi. Decisamente più appassionante di un anonimo - e visti i tempi altamente rischioso investimento in borsa, più divertente della gestione di un portafoglio di azioni senza volto (e senza racchetta), lo sponsoring sportivo di Tennis Angels ha attirato in meno di tre mesi 283 investitori. L'idea si deve a due soci: Jean-Marie Loinard, esperto di borsa ,e finanza, e Dimitri Lorin, ex tennista professionista (302esimo classificato ATP nel 2002), esperto delle difficoltà del mestiere. «La nostra idea era trovare una risposta ai problemi che Dimitri ha incontrato durante la sua carriera - spiega Loinard - Sotto il duecentesimo posto nella classifica mondiale, i guadagni non coprono le spese: i risultati sportivi dipendono a quel punto più dal conto in banca dell'atleta che dalla tecnica o dalla preparazione. Diventa impossibile battersi a armi pari con quelli che possono pagare i biglietti aerei all'allenatore o le camere d'albergo».
I due soci di Tennis Angels hanno selezionato una squadra di potenziali campioni. «Valutiamo il potenziale del giocatore, la sua motivazione personale, la sua struttura, la solidità fisica. Deve avere una marcia in più a livello fisico, mentale o tennistico, ma non esiste un criterio legato all'età» spiega Dimitri Lorin. Ogni finanziatore può iscriversi, scegliere il "puledro" su cui puntare e quanto aiutarlo: la quota minima è venti euro. Ogni giocatore ha una sua scheda: età, peso, classifica, risultati ottenuti, caratteristiche tecniche, un video che mostra il suo gioco, e il parere di Tennis Angels. Per poter sostenere efficacemente un tennista, il sito ha stabilito la quota di 50mila euro l'anno per tre anni che serviranno a pagare le spese di viaggio, l'albergo, un preparatore fisico, un coach...Per il momento la tennista che attira di più gli investitori è Claire Feuerstein, 23 anni, oggi tredicesima nella classifica francese. Non ha ancora raggiunto i 50 mila euro ma in qualche settimana ne ha già raccolti quasi 12mila. La "fiducia" degli sponsor l'ha galvanizzata. Ha appena vinto il torneo, di Chartres contro la decima francese ed è balzata dal 400esimo al 173 esimo posto in classifica ATP in una sola stagione, «Grazie a tutti» ha lanciato sul sito, prima di partire per l'Open d'Australia. «E' una bella iniziativa», ha commentato Bernard Pestre, direttore tecnico della Federazione Francese Tennis, che -fatto storico - starebbe prendendo seriamente in considerazione l'idea di un partenaria-to con il sito.
Henin, buona prima Ma dovrà crescere
Piero Valesio, Tuttosport del 05.1.10
Che impressione rivedere in campo per una partita che conta davvero Justine Benin. Non che i rientri nel tennis siano eventi rari: basti pensare a quanto è riuscita a combinare Kim Cljisters nella seconda parte dell'anno passato, con una vittoria allo Us Open che passerà (per una una volta non esagerato utilizzare questa frase) alla stona Ma l'inizio della seconda vita sportiva di Justine è davvero un'altra cosa. Sarà perché nella prima di vita lei era diversa dalle altre, tennisticamente parlando. Diversa, a dire il vero, lo era anche sul piano strettamente umano perché un mostro di simpatia non è mai stata e quando ti guardava con suoi occhialetti poggiati sul naso come una maestra deamiäsiana pareva giusto sul punto di affibbiarti un due in qualsivoglia materia piuttosto che impegnata a rispondere ad una semplice domanda sulla percentuale di rovesci vincenti. Oppure sarà perché il suo addio era stato così repentino e strappato, per certi versi perfino violento, da suscitare in molti la sensazione che fosse davvero definitivo e provocato da motivazioni così profonde da rendere impossibile un ripensamento. Invece rieccola in campo a Brisbane con il volto giusto un po' più angolato di prima e i quadricipiti forse un po' più torniti, n braccio è vicino a quello di sempre, specie quando gioca quel rovescio di controbalzo ad un mano cosi arioso e bello a vedersi e che ha costruito da solo gran parte delle sue fortune. Se il movimento di tale rovescio è quello di sempre i risultati che ottiene sono invece ancora un po' provisori. E se la gambe si muovono con buona lena la visione generale di gioco è ancora distante da quella che le ha permesso di diventare prima giocatrice del pianeta. Ma soprattutto a rendere il match di ieri non sufficientemente probante (quello della Clijsters contro la Bartoli a Cincinnati nell'agosto scorso aveva offerto sensazioni più precise) è stata la stazza (per certi versi angosaante) della sua avversaria, la Petrova, che pur mantenendo la violenza di palla è ben lungi dall'essere la top player che fu. E non è manco dal prossimo match che potremo ricavare idee più chiare visto che Justine aflronterà un'altra che a modo suo è una rientrante, Sesil Karatantcheva (assolcata l'anno scorso dal Kazakhastan) reduce dalle ben vote vicende di doping. Ma se il buongiorno si vede dal mattino...