Australian Open

Grazie Schiavone te la sei giocata

Francesca lotta magnificamente per un set costringendo Venus ad alzare il livello e a giocare il suo miglior tennis. Due cinesi nei quarti, ne fa le spese Wozniacki. Davydenko sente il peso di "favorito". Rino Tommasi

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Nello sport e non solo nel tennis ci sono le categorie, che separano i buoni giocatori dai campioni. Ecco allora che oggi abbiamo visto una delle nostre migliori tenniste, Francesca Schiavone, giocare una buona partita contro una campionessa di grande statura dando anche l’impressione di poter rovesciare un pronostico che aveva il sostegno di cinque precedenti sfide durante le quali la Schiavone era riuscita a raccogliere soltanto un set.

Si sperava – forse lo sperava la stessa Schiavone – che Venus Williams, che nella sua carriera non aveva mai giocato troppo bene e che comunque non aveva mai vinto in Australia, fosse accessibile. Lo è stata per un set quando ha ceduto per tre volte il servizio, una delle sue armi migliori. Francesca teneva bene il campo, obbligava Venus a cercare il punto fino a costringerla all’errore.

In 38 minuti di buon tennis, il migliore o quasi per le sue possibilità, la Schiavone portava a casa il primo set per 6-3 facendoci illudere che la permanenza italiana nel torneo, ormai affidata soltanto a lei, potesse felicemente allungarsi. Questa speranza veniva incoraggiata quando all’inizio del secondo set Venus perdeva un’altra volta la battuta. Nella sua carriera la Schiavone ha raggiunto i quarti di finale in tutti i tornei dello Slam ma non in questo. Che fosse la volta buona?

La mia impressione è che in quel momento il match sia scivolato via, forse per un peccato di orgoglio o di presunzione della nostra giocatrice che si è fatta trascinare dall’avversaria su ritmi per lei proibitivi. Così la partita è girata, Venus ha vinto il secondo set per 6-2, il terzo ancora più facilmente. Sarà per un’altra volta.

Insomma come succede quasi sempre ha vinto la giocatrice più forte. Per vincere Francesca avrebbe avuto bisogno di una collaborazione che Venus ha concesso soltanto per un set. Alla Schiavone rimane la soddisfazione di essere stata per l’undicesima volta la migliore italiana in un torneo dello Slam . Tra l’altro la partita ci ha ricordato quanto sia stata importante per il nostro tennis la rinuncia di Venus e di sua sorella Serena, alla finale della Fed Cup, vinta nel novembre scorso dall’Italia.

Mentre ci si chiede se Justine Henin riuscirà a ripetere l’impresa compiuta l’anno scorso dalla sua connazionale Clijsters, capace di vincere un torneo dello Slam al rientro dopo una lunga assenza dalle gare, fa notizia la presenza nei quarti di finale del singolare femminile di due giocatrici cinesi. Alla Zheng, che si era qualificata il giorno prima, si è aggiunta Na Li che ha liquidato in due set la danese Wozniacki, finalista l’anno scorso all’Open degli Stati Uniti.
Non fa notizia invece che le due sorelle Williams siano per la 18a volta entrambe nei quarti di un torneo dello Slam. Infatti Serena ha spento le flebili speranze australiane di vedere Samantha Stosur andare avanti.

Nel singolare maschile Novak Djokovic ha bruscamente interrotto i sogni di gloria del polacco Kubot, che si aveva sfruttato la rinuncia del russo Youzhny. C’è stato invece il previsto equilibrio tra Davydenko e Verdasco, che evidentemente si trova bene da queste parti se si ricorda che l’anno scorso costrinse al quinto set in semifinale Rafa Nadal. Davydenko ha confermato il suo buon momento vincendo alla distanza ma ho avuto l’impressione che il suo ruolo di favorito di riserva gli stia pesando un po. Avrebbe potuto vincere più facilmente se non avesse buttato via un tie-break quasi vinto nel quarto set

Rino Tommasi

Cerca nel Web

Fotogallery

Finale Fed Cup Italia - USA
Reggio Calabria
foto di Monique Filippella

Fotogallery

Fed Cup Italia - Russia
Castellaneta Marina
foto di Monique Filippella