Buona prova della Pennetta che batte 7-5 6-3 Kateryna Bondarenko e riequilibra le sorti della sfida. Nel primo match la Schiavone aveva ceduto nettamente in due set ad Alona, 6-1 6-4. Alberto Giorni ed Elisa Piva
F. Pennetta b. K. Bondarenko 7-5 6-3
(Elisa Piva)
Nella sua prima uscita targata Adidas, vediamo una Flavia molto sicura di sé, di chi sa che deve farsi carico della squadra e non si tira indietro. Una buona Pennetta riporta infatti in parità l'incontro battendo 75 63 l'altra sorella Bondarenko, Kateryna.
Due set dall'andamento simile, fino al settimo gioco si è vista in entrambi i parziali una sicura di sé Pennetta, in controllo dello scambio. Da metà set la Bondarenko sembrava svegliarsi, ed entrare in lotta, ma Flavia si è sempre dimostrata più solida.
La cronaca
La brindisina parte un po' contratta nel gioco d'apertura, tre risposte sbagliate e un rovescio errato. Poi tiene un primo turno di servizio laborioso, al secondo vantaggio, dopo aver annullato due palle break. Scampato il pericolo, l'azzurra strappa il servizio all'avversaria con un gran game in risposta (è proprio una risposta incrociata di dritto che le da il break).
Al quinto gioco la Pennetta offre la terza palla break del match, che potrebbe riequilibrare il parziale, ma l'ucraina spreca ancora una volta con un errore dopo un braccio di ferro da fondo.
Occasione mancata all'ottavo gioco dalla n°1 d'Italia per portarsi sul 5-3: si fa rimontare da 40-15 a 40 pari, con un ace si procura un'altra palla game, ma l'ucraina annulla il vantaggio con un dritto lungolinea; arriva poi un brutto doppio fallo che regala un'altra palla del contro break, e Kateryna questa volta va a segno sfruttando un errore della Pennetta dopo uno scambio prolungato sulla diagonale destra. La Bondarenko effettua poi il sorpasso tenendo il servizio a 30. 5-4 per l'ucraina.
Flavia però c'è e reagisce immediatamente, con un “Forza” urlato a tutto fiato, si scrolla di dosso la frustrazione per il vantaggio sprecato e porta a casa il turno di servizio più agevole della sua partita (a 15). Sul 5 pari la Pennetta strappa per la seconda volta il servizio a Kataryna, che è complice di un doppio fallo sulla palla break che manda l'azzurra a servire per il set.
Il primo parziale si chiude in favore dell'Italia al secondo set point disponibile con un bel rovescio lungolinea. 7 giochi a 5 in 55 minuti.
Avvio di secondo set sempre nel segno di Flavia che scappa sul 3-0 con doppio break di vantaggio contro una Bondarenko che ha decisamente accusato il colpo. La Pennetta però, forte del vantaggio, si rilassa un attimo e concede due palle break. Salvata la prima con il servizio, non può nulla sulla seconda contro la risposta di rovescio di Kateryna, che recupera uno dei due break. L'ucraina si rifà sotto, riprende un po' di fiducia e ricomincia a spingere, sul piano del gioco l'incontro è tornato in equilibrio.
Come è accaduto nel primo set, ancora una volta l'ottavo gioco è la chiave del parziale, questa volta però Flavia riesce a tenere la battuta al terzo vantaggio dopo aver annullato 2 palle break. E' la resa dell'ucraina che poi cede il servizio successivo e regala il match che vale il pareggio per l'Italia dopo 1 ora e 40 minuti di gioco.
Le parole di Flavia:"La mia esperienza ha fatto la differenza"
“Non era facile entrare in campo sotto uno a zero ma sono soddisfatta per come ho gestito un match che ho portato a casa pur non giocando al massimo. Sono stata solida e concentrata nei momenti importanti, la differenza l’hanno fatto la mia maggiore consapevolezza ed esperienza in incontri del genere."
A. Bondarenko b. F. Schiavone 6-1 6-4
(Alberto Giorni)
Dall’Ucraina con furore. La maggiore delle “Bond(arenko) girl”, Alona, spazza via 6-1 6-4 in un’ora e mezza Francesca Schiavone e il primo turno di Fed Cup si fa in salita per le azzurre, campionesse in carica. Senza storia il primo set, in cui la Leonessa si è salvata dal cappotto, mentre il secondo è stato maggiormente combattuto. Francesca conduceva 3-1 e ha sprecato l’occasione di salire 4-1: da quel momento, si è spenta definitivamente la luce. Troppi gli errori gratuiti della milanese, tradita dal servizio: ben sette i doppi falli. Alona Bondarenko (n°26 del mondo) prosegue così il suo eccellente momento di forma (quest’anno ha vinto il torneo di Hobart e ha raggiunto gli ottavi agli Australian Open), e inizierà a diventare un incubo per l’azzurra. E’ vero che gli ultimi tre precedenti avevano arriso alla Schiavone, ma proprio Alona nella finale a Lussemburgo nel 2006 spezzò il sogno dell’italiana di entrare fra le top ten.
Spinta dal tifo dei 2500 spettatori che riempiono il Lokomotiv Palace (i prezzi dei biglietti sono popolarissimi), Alona Bondarenko parte subito forte, strappando due volte il servizio alla Schiavone e portandosi sul 3-0; in entrambi i turni di battuta l’azzurra era avanti, prima 40-15 e poi 30-0. Sotto gli occhi di Nicola Pietrangeli e Lea Pericoli, Francesca soffre le bordate da fondocampo dell’avversaria e prova a farla muovere variando il gioco, utilizzando spesso il back di rovescio e presentandosi a rete in controtempo. Ma è tutto inutile. L’ucraina è un muro di gomma stile-Davydenko, mentre la Schiavone commette troppi errori gratuiti. Nel primo set saranno 24, su un totale di 48 punti giocati: un’enormità. Uno smash a rimbalzo affossato in rete è la fotografia della situazione; evitato il cappotto, il terzo doppio fallo di Francesca consegna il primo set all’ucraina: 6-1 in 34 minuti.
La mente va al primo turno degli Australian Open, quando la Schiavone rimontò alla Cornet un 6-0 incassato nel primo set. L’azzurra esce dal campo per schiarirsi le idee (come Federer contro Davydenko a Melbourne…) e al ritorno sembra di vedere un’altra giocatrice. Il break in apertura, sottolineato da un perentorio “Andiamo!” di capitan Barazzutti, è un buon segnale. Francesca è maggiormente aggressiva, non subisce più il gioco dell’avversaria e spesso la costringe a fare il tergicristallo, disegnando il campo e chiudendo i punti a rete; stupenda la volée bassa di rovescio che le consegna il 3-1. Qui arriva la svolta del secondo set e della partita. La Bondarenko, sotto 30-40, salva una delicatissima palla break che avrebbe potuto far girare il match e da quel momento la Schiavone si disunisce. Sul 3-2 contesta una chiamata arbitrale protestando vigorosamente con la giudice di sedia, prima di cedere la battuta. Sul 3-4 va sotto 15-40; lo sguardo di Sergio Palmieri è tutto un programma, ma l’azzurra annulla le due palle break con grande coraggio, grazie a un dritto all’incrocio delle righe e a una palla corta, senza tuttavia cambiare le sorti dell’incontro. Sul 4-5, Francesca gioca un brutto game e l’ultimo errore gratuito scrive la parola fine su un match da dimenticare.
Le parole della Schiavone:"Non mi aspettavo un'avversaria così forte"
“Alona ha giocato meglio del previsto, ha sbagliato pochissimo. Anche io ho avuto le mie chance ma non sono stata brava a sfruttarle. Giocare qui è molto complicato, bisogna sempre essere molto concentrate, ma giochiamo fuori casa e lo sapevamo".
Alberto Giorni e Elisa Piva