Jelena porta il punto del pareggio contro la Russia recuperando da uno svantaggio di 64 41 contro Kleybanova e infilando 11 giochi consecutivi. Usa saldamente in vantaggio sulla Francia, parità tra Germania e Rep. Ceca. Christian Turba
Repubblica Ceca-Germania 1-1
La sfida giocata sul taraflex di Brno, tra le due nazioni meno quotate delle 8 del World Group I si dimostra, come da pronostico, molto equilibrata. 1-1 dopo la prima giornata di gare.
Anna Lena Groenefeld b Lucie Safarova 6-2 6-2
Nel primo incontro della giornata, la tedesca Groenefeld sorprende la numero 1 ceca Safarova e s’impone con un doppio 6-2, neutralizzando la “trappola” del fondo duro di Brno e dimostrando di poter tornare ai livelli che nel 2006 la portarono al n. 14 del mondo. A far la differenza tra le due giocatrici, in entrambi i set, la percentuale di punti ottenuti dal servizio. Nel primo parziale, mentre la Groenefeld ha ricavato il 71% dalle prime e addirittura il 100% dalle seconde di servizio, la sua avversaria si è attestata su un 50% in entrambe le voci. Stesso copione nel secondo set: la russa ha aumentato leggermente la percentuale di punti sulla prima (57%), ma diminuito quelli sulla seconda (40%), allorché la tennista di Nordhorn si è mantenuta su ottime percentuali (85% sulla prima e 87% sulla seconda). Una Groenefeld chirurgica nello sfruttare le debolezze del servizio avversario e nel conservare il suo: per lei, 4 palle break sfruttate su 4 tentativi (con un ottimo 50%di vincenti ottenuti in risposta) e nessuna chance di contro break concessa all’avversaria.
Petra Kvitova-Andrea Petkovic 6-4 6-4
La Kvitova, recente giustiziera di Dinara Safina agli Us Open, vendica la connazionale imponendosi sulla debuttante Petkovic. Anche in questo caso, il punteggio è identico nei 2 set, ma, rispetto alla straripante prova di forza della Groenefeld, il secondo singolo giocato a Brno è stato più equilibrato. Nel primo set, la giocatrice boema sfrutta il suo ottimo rovescio e toglie il servizio alla sua avversaria sul 3-3, per poi chiudere 6-4. Il secondo set inizia ancora peggio per la serba naturalizzata tedesca, che si fa brekkare nel suo primo turno di servizio e finisce sotto 4-0 Da lì, il trend non s’inverte, e la mancina 19enne riesce a chiudere il match in due set, nonostante il recupero della Petkovic fino al 4-3.
Francia-Usa 0-2
Gli Stati Uniti iniziano nel migliore dei modi il gruppo mondiale e danno un chiaro segnale di poter fare a meno delle sorelle Williams. Bethanie Mattek, scelta a sorpresa come seconda singolarista al posto della Perry, ha infatti regolato per 7-6 7-5 l’ex promessa del tennis d’oltralpe Alize Cornet, ormai scesa al numero 65 del mondo.
Bethanie Mattek Sands-Alize Cornet 7-6 7-5
Nel primo set le due giocatrici faticano a tenere il servizio: la stravagante americana, alla fine, si aggiudica un combattuto tie-break per 9 punti a 7. La Cornet si riscatta subito, brekkando l’avversaria in aperture di secondo set, ma la giocatrice di Rochester recupera immediatamente il servizio di svantaggio. Le due contendenti riescono finalmente a conservare il servizio, fino a quando la statunitense, sul 6-5, piazza il break decisivo e conquista il match. Come dice il punteggio, il match è stato molto equilibrato e deciso su pochi punti (83-81 il computo finale a favore della vincitrice). Un punto che ha fatto la differenza è la il maggior numero di vincenti della statunitense (31-17), particolarmente efficace sul dritto (25 vincenti), che ha bilanciato il saldo degli errori gratuiti (46-31). Decisiva anche la maggior attitudine alla rete: la Mattek, infatti, nel computo dei due set è scesa 23 volte a rete, con 20 vincenti (87%), mentre la transalpina ha un modesto 45% (5/11) nella zona centrale del campo.
Melanie-Oudin-Pauline Parmentier 6-4 6-4
Dopo mesi di letargo post Us Open, Melanie Oudin si risveglia e dimostra di poter dire la sua anche sulla terra, rifilando un doppio 6-4 all’esordiente Parmentier, che comunque ha già vinto un torneo (Bad Gastein 2008). Il primo set si decide su pochi punti, con la Oudin sempre in controllo. Nel secondo set, la francese ha una buona occasione di strappare il servizio quanto si trova 4-4 0-40; le sue risposte, però, s’infrangono in rete o passano la linea di fondo campo, e così l’americana riesce a spuntarla ai vantaggi. A questo punto il morale della tennista transalpina è sotto i tacchi, e la Oudin ne approfitta per strappare lei il servizio. Gioco, set e match.
Serbia-Russia 1-1
Uno-uno anche nello scontro Serbia-Russia, che a un certo punto ha però rischiato di volgersi nettamente a favore dell’equipe capitanata da Shamil Tarpischev.
Kuznetsova- Ivanovic 6-1 6-4
Ana Ivanovic non riesce ad uscire dal tunnel in cui entrata da due anni a questa parte e perde in due set netti con la numero 1 russa Svetlana Kutnetsova. Il primo set scorre via veloce: in mezz’ora, la campionessa in carica di Parigi rifila un 6-1 che non lascia discussioni. La serba inizia bene il secondo set, con una mentalità più aggressiva, e si procura due palle break sul 2-1 in suo favore: la Kutnetsova, però, le annulla entrambe. La Ivanovic, nel primo set, ha pagato una pessima percentuale di punti vinti sulla sua prima (41%), mentre la russa ha capitalizzato al meglio (77%) la percentuale di prime messe in campo (52%); nel secondo set la serba ha migliorato l’efficacia del suo turno di servizio (60 % di prime), ma ciò non è bastato a contenere la sua avversaria, molto più regolare (22 errori forzati contro 37) e concreta nei momenti importanti.
Kleybanova-Jankovic 6-4 4-6 0-6
La vera sorpresa della giornata si sfiora nel secondo singolare della sfida dell’Est, in cui la 20enne moscovita Alisa Kleybanova stava conducendo per 6-4 4-1 ( e palla del 5-1) sull’ex numero 1 mondiale Jelena Jankovic C’è da dire che la Jankovic, come la sua connazionale, si trova in un momento di scarsa forma: tuttavia, oggi si è trovata di fronte una Kleybanova in formato deluxe. Molto concentrata, la russa ha giocato per un set e mezzo un match difensivo impeccabile, non permettendo alla sua avversaria d’imporre le sue consuete variazioni, e quando ha potuto ha spinto efficacemente in attacco, dimostrando la sua ottima mano “ da doppista” quando si è trattato di giocare palle corte e chiudere le volée. Alla lunga, però, la maggior esperienza della n. 8 mondiale ha fatto la differenza.
Nel primo set il saldo dei vincenti è 14 a 5 per la Kleybanova, a fronte di un 15-13 Jankovic negli errori gratuiti. Già questo dato basta a spiegare il punteggio di 6-4 a favore della n. 26 mondiale. Il secondo set si apre ancora meglio per la russa, che sul 2-1 toglie il servizio all’avversaria, confermandolo nel turno successivo. La Jankovic sembra nel pallone e, nel sesto game, si avventura in goffe discese a rete, dimostrando la sua scarsa attitudine ad eseguire colpi al volo e concedendo ancora due palle break alla sua avversaria: questa volta, però, si salva non senza rischi e tiene il servizio. Da qui la partita cambia: improvvisamente, la serba ritrova i suoi colpi e comincia a rispondere in modo aggressivo e trovare gli angoli giusti, mentre la Kleybanova cala drasticamente nella percentuale di prime e non riesce più a tenere da fondo campo. In un nanosecondo la Jankovic opera un doppio break e chiude il set sul 6-4.
La rimonta, davvero inaspettata, scalda il pubblico della Belgrade Arena, che accompagna (fin troppo) la Jankovic nella sua cavalcata finale, Decisivo il secondo game: sull’1-0 e servizio, dopo aver mandato in corridoio una facile volée di rovescio sul 40-40, l’ex n. 1 mondiale s’inventa una volée smorzata, recuperata dalla sua avversaria, cui fa seguire una demivolée incrociata giocata quasi dalla linea di fondo. Salvato il contro break, la serba opera a sua volta il doppio break in quello che è forse il miglior game dell’incontro, giocato benissimo da entrambe le giocatrici e vinto alla quinta palla break, grazie a due discese a rete (!!!). Dal 3-0 non c’è più storia: la Jankovic non sbaglai davvero più niente e infligge un pesante 6-0 alla comunque ottima Kleybanova.
Christian Turba