Rassegna Stampa del 8 Febbraio 2010

Flavia+Francesca l'Ucraina crolla (Angioni), non finiscono mai le ragazze azzurre (Valesio), Flavia più Francesca Italia avanti di forza (De Martino), Il Premio? Sfottere l’assente Binaghi (Viggiani)

.............

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Rubrica a cura di Daniele Flavi

Flavia+Francesca l'Ucraina crolla

Carlo Angioni, la Gazzetta dello Sport del 08.02.10

La testa di Flavia. La rabbia di Francesca. L'Italia mondiale che supera l'Ucraina 4-1 e mette in tasca il pass per le semifinali di Fed Cup (il 24-25 aprile, in casa contro la Repubblica Ceca) vince con la solidità della Pennetta, che sfrutta le debolezze di Mona Bondarenko quando la partita si fa dura, e con il mestiere della Schiavone, che sporca il gioco quando sembra affondare e manda fuori giri l'altra sorella ucraina, la picchiatrice Kateryna. Penna La Schiavone sigla il decisivo 3-1, ma applaude la Pennetta che porta il punto del 2-1: «E' quello che ha fatto la differenza», Flavia racconta: «È stata una partita bella, intensa, lottata: sapevo che Mona era forte, "solida", e dovevo fare di più rispetto al primo giorno: dovevo essere molto più aggressiva e lo sono stata nei punti decisivi. L'esperienza ha contato». Rimonta Contro la Bondarenko bionda, già battuta due volte sulla terra e un po' in là nel tempo (2002 e 2003), Flavia fa a schiaffoni da fondo campo, serve bene, ma arranca con il dritto. E si ritrova indietro 5-3. Come già aveva fatto al debutto, però, non regala. «Non le ho dato punti facili — spiega la brindisina — abbiamo giocato scambi lunghi e questo le ha messo addosso tensione e nervosismo quando doveva chiudere». Determinazione. Alona gioca bene, infatti, ma sul più bello si scioglie: come nel game che da il 7-5 all'Italia, vinto da Flavia con quattro errori dell'ucraina, compreso il doppio fallo sul set point, colpa anche di un contestato (e non dimenticato) passante toccato-non toccato dall'italiana finito in corridoio nel gioco precedente. E lo stesso succede nel secondo set, quando Flavia, che prima scappa 4-2, poi rallenta e si ritrova sotto 5-4 e 6-5 («Volevo accelerare e ho sbagliato»), dopo un'infinità di servizi persi (6 di fila) si affida al tie break, dominato. Grinta L'Italia che vince, poi, è Francesca Schiavone, che diventa la più azzurra di sempre davanti a Silvia Farina (35 partite di Fed Cup a 34: 21 vinte, 14 perse), risorge dopo la scoppola con Alona Bondarenko e fa la Leonessa: «Ho pensato tutta la notte e tutta la mattina a quella sconfitta, ed è servito: sabato non riuscivo a far niente. Corrado si è fidato, mi ha detto: "Stai bene di tennis e di fisico, dipende solo da te", E ripensare a quei momenti bui m'ha ridato la luce». Paura Prima, però, trova il tempo di buttare un set (6-2) anche con Kateryna, senza pensare. «Ho capito che dovevo dare una svolta — racconta la milanese — : ho cominciato a sporcare il gioco, rallentare, correre un metro in più per non sbagliare». E l'ucraina non ha capito più niente: il primo 6-1 arriva in 31', il secondo sembra già scritto sul 3-0 azzurro. Francesca si regala una veronica da sballo, un lob pazzesco e un contropiede con il rovescio in back che mette in ginocchio la Bondarenko («II punto più bello»). La Schiavone gioca facile, si carica, e poi chiude con il sorriso: «Era un successo che volevo soprattutto per me, ma quando ho vinto ho pensato alla squadra: le nostre scelte sono sempre giuste».


Non finiscono mai le ragazze azzurre

Piero Valesio, Tuttosport del 08.02.10


Se le grandi squadre si segnalano come tali dimostrando capacità di trovare la chiave per venire a capo delle situazioni più spinose l'Italia del tennis femminile è certamente una grandissima squadra. Piatto di cui peraltro si era a conoscenza da quasi un quinquennio, ormai. Flavia Pennetta ha giocato un match Flavia e Francesca sono degne della top ten: vincono con classe e testa. Semifinale a fine aprile contro la Repubblica Ceca. Non finiscono mai. E non se abbiano a male, le ragazze azzurre, per tale espressione che potrebbe sembrare mutuata da una celebre e noiosissima campagna pubblicitaria che ha per oggetto i rotoloni di carta da cucina. In realtà è la frase più efficace per sintetizzare l'ennesima impresa, perché di questo si tratta, di cui si sono rese protagoniste ieri in Ucraina, superando le sorelle Bondarenko dopo una prima giornata abbastanza al cardiopalmo e conquistando cosi l'accesso ad una nuova semifinale di Fed Cup: la quarta in cinque anni. SPOLVERO Il termine impresa è altresì assolutamente corretto. In primo luogo perché più contro Alona risultando letale (altra caratteristica delle grandi) proprio quando. La Pennetta vista è una giocatrice da 7/8tava posizione al mondo e pure qualcosa di più visto chi ha albergato in vetta la graduatoria Wta negli Sintomatico e spettacolare tiebreak del secondo set con Flavia spietata nel mettere in condizione l'avversaria di auto affossarsi con errori a ripetizione. La testa potrebbe essere l'arma in più delle azzurre, s'era detto: e così è stato. TESTE La testa, la testa. Francesca Schiavone, ne ha una che negli ultimi anni è migliorata tantissimo e per suo esclusivo merito. Solo con La-testa si vince un match come quello di ieri. Tra il tennis della Schiavone è quella di K Bondarenko passa una differenza gigantesca ma in campo spesso conta non solo la qualità che si è in grado di esprimere. E nel primo set Francesca era ancora vittima della stessa sindrome che l'aveva colpita sabato con Alona: quella che le impediva all'avversaria pur mutando di continuo tagli e profondità. Ma la testa, quando c'è, prima o poi si fa valere. E quando all'inizio del secondo, quella di K ha mostrato i propri limiti di tenuta quella di Francesca è salita in cattedra. Concedendole di umiliare l'avversaria tornata improvvisamente piccolina piccolina con uno show di tennis prettamente schiavonesco fatto di attacchi, di colpi in controbalzo, di volèe deliziose. Un campionario di bellezze assortite che far assurgere Francesca al rango di détentrice di un tennis che, se la assistesse ogni giorno, potrebbe portarla ad entrare pure lei fra le prime dieci giocatrici del pianeta. La somma di tutto ciò è che l'Italia ha superato un arduo quarto di finale e si giocherà in casa l'accesso alla quarta finale in cinque anni alla fine di aprile contro la Repubblica Ceca. Una situazione simbolo per l'intero sport italiano. STUDIANO da capitane Francesca&Flavia. Dopò aver vinto i loro rispettavi incontri le due azzurre hanno vestito eccezionalmente tali panni sostituendo Corrado Barazzutti in panchina durante il doppio. Del resto dopo il trionfo di Reggio Calabria il presidente federale Angelo Binaghi aveva annuncialo che proprio questo potrebbe essere il futuro delle campionesse azzurre: «Sogno una capitana donna per la squadra maschile di Davis» aveva detto, Flavia Pennetta ha affermato: «Per vincere ho dovuto giocare davvero il mio miglior tennis». E Francesca: «Nel primo set ho giocato davvero male: dopo ho parlato a lungo con Corrado, è stato lui a convincermi che avevo gambe e testa per cambiare l'indirizzo del match».

Flavia più Francesca Italia avanti di forza

Marco De Martino, Il Messaggero del 08.02.10

Ci fossero stati di mezzo i ragazzi, avremmo probabilmente perso. Perché il match si era fatto tosto, perché ci voleva grinta e volontà, e queste come sanno tutti sono qualità che i nostri tennisti possiedono poco. Flavia Pennetta e Francesca Schiavone non sono sicuramente due fenomeni, però in campo devi schiantarle, altrimenti ogni round si rialzano e ripartono con più grinta di prima. Così grazie a loro, anzi soprattutto grazie a Flavia, l'Italia ha battuto l'Ucraina per 4-1 nel primo turno della Fed Cup 2010, in trasferta e sul complicatuccio campo di Kharkiv. Dopo I'1-1 di sabato, era fondamentale che la Pennetta portasse a casa il primo match contro la più forte delle Bondarenko sisters, Alona. Flavia è stata sotto 5-3 nel primo set e 5-4 e 6-5 (più servizio) nel secondo, ma nonostante questo ha vinto il match chiudendo con un autorevole tie-break 7-3 una faccenda che poteva farsi bruttissima. La Schiavone, contro Kateryna, ha buttato nel fosso il primo set, giocando esattamente come sabato, cioè male, ma poi ha avuto il carattere di reagire e capovolgere il match, finito passeggiando. A segno anche il doppio, poi, sull'autostrada della felicità. Ora avremo la modesta Repubblica Ceca in semifinale in casa i prossimi 24 e 25 aprile. Faremo un'altra finale e sarà bellissimo. Risultati: Pennetta b. A. Bondarenko 7-5, 7-6 (7-3); Schiavone b. K. Bondarenko 2-6,6-1,6-1; Vinci-Errani b. Koryttseva-Kutuzova 6-1, 6-3. Altri quarti di finale: Repubblica Ceca-Germania 3-2; Francia-Usa 1-4; Serbia-Russia 2-3.


II premio? Uno sfottò

Mario Viggiani, il Corriere dello Sport del 08.02.10

Le azzurre di Fed Cup non finiscono mai di stupire Anche fuori dal campo A parti invertite, le "Bond gai" avrebbero mai ricoperto di sfottò il presidente della Federtennis ucraina. Neanche in un romanzo di fantascienza. E invece, va da sé, le nostre lo hanno fatto telefonicamente con Angelo Binaghi, reo di aver rinunciato alla laboriosa trasferta a Kharkiv, peraltro al freddo e al gelo Messe in viva voce da Sergio Palmieri, dallo spogliatoio gli hanno detto di tutto e il presidente della Fit ha dovuto incassare Pronto a pagare pegno per la sua assenza dell’ultimora, Binaghi se l'è cavata con la promessa di una cena di quelle buone alla prima occasione Flavia Pennetta "capitana" al posto di Barazzutti. II doppio, come raccontato altrove, ha avuto prima Flavia Pennetta e poi Francesca Schiavone come capitano al posto di uno sfinito Corrado Barazzuttì («Bé, avete visto come mi aveva ridotto il match della "Schiavo" ») Roberta Vinci e Sara Errani sono state ben contente dell'insolito avvicendamento e dopo la vittoria mica tanto platonica (15a di fila per l'imbattuta tarantina) hanno commentato il comportamento delle due compagne in panchina «Sono state tutte e due calme, con questa iniziativa, e brave - ha detto Robertina - Pero, facendo atto di sincerità, Flavia era più rilassata Invece Francesca era più tesa, spesso ci guardava severa. La Vinci ha ringraziato la Errani («Non e mai facile vincere a risultato acquisito per la squadra») e intanto pensa al record da eguagliare quello della indonesiana Angélique Widjaja («Non l'ho scoperto io, me lo hanno segnalato»), che in carriera nella specialità ha fatto 16 su 16 Appuntamento quindi alla semifinale con la Repubblica Ceca «Chissà, magari per una volta giochiamo al Nord», ha ridacchiato la Errani, subito bloccata dalla compagna («Ma al Sud vinciamo ») .


 

Cerca nel Web

Fotogallery

Finale Fed Cup Italia - USA
Reggio Calabria
foto di Monique Filippella

Fotogallery

Fed Cup Italia - Russia
Castellaneta Marina
foto di Monique Filippella